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Google PageSpeed: cos’è e come migliorare il punteggio

Google PageSpeed Insights è uno dei molti tool che il motore di ricerca mette a disposizione dei webmaster e degli esperti di SEO, ma a cosa serve esattamente?

Detto in poche parole, questo strumento consente di monitorare una delle metriche più importanti di un sito: la velocità di caricamento.

Secondo diverse ricerche, infatti, una pagina rapida è uno degli elementi essenziali per ridurre la bounce rate. Inoltre questo indicatore è uno dei fattori di ranking di Google. Ecco perché è necessario garantire un celere caricamento delle pagine di un sito.

Continuando con la lettura, troverai tutte le informazioni tutte su come rendere veloce il caricamento di un sito online. In particolare leggerai:

  • la definizione di Google PageSpeed e come funziona
  • in che modo migliorare il punteggio di Google PageSpeed

Tralasciare questo dato può avere effetti negativi sulla Search Engine Optimization, sulla user experience e quindi sul tasso di conversione. Ecco perché ti consiglio un corso SEO Specialist con il quale poter apprendere tecniche e strategie per posizionare un sito nel web e renderlo performante.

Cos’è Google PageSpeed Insights?

Come anticipato, lo strumento PageSpeed by Google ti permette di comprendere quali sono i fattori che rallentano il tempo di caricamento delle pagine del tuo sito web.

Quindi, analizzarli con uno strumento affidabile ti permette di migliorare le tue prestazioni web. Ma prima di entrare nel dettaglio ti spiegherò in cosa consiste Google PageSpeed.

Usando un linguaggio tecnico, Google PageSpeed Insight è un’API, acronimo di application programing interface. In sostanza, si tratta di una serie di istruzioni e comandi dati al computer in linguaggio di programmazione e accessibili in remoto.

In poche parole, questo ti permette di utilizzare il Tool PageSpeed di Google in maniera semplice e veloce.Ti basterà andare sul sito ufficiale di Google PageSpeed Insight, inserire l’URL del tuo sito e avviare il test.

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Come funziona Google PageSpeed Insights?

Per comprendere il funzionamento di Google PageSpeed Test è importante capire come leggere i punteggi forniti dal tool.

Una volta inserita l’URL della pagina che vuoi analizzare, dovrai attendere alcuni secondi mentre PageSpeed di Google verifica il codice.

Appena il test sarà concluso, ti verrà fornito un report completo con i vari punteggi. Questi oscillano tra 1 e 100 e il primo tra tutti è quello relativo alla velocità di caricamento. Il valore generico espresso in centesimi che indica la velocità della pagina per l’utente è classificato come:

  • valore inferiore a 50 (lento);
  • punteggio tra 50 e 89 (implica degli interventi per miglioramenti);
  • risultato da 90 a 100 (buono).

I punteggi PageSpeed vengono calcolati confrontando differenti sorgenti di dati. Nel rapporto i risultati sono suddivisi in tre sezioni:

  • dati reali
  • dati di “laboratorio”
  • valutazione del sito e suggerimenti.

Per comprendere meglio i punteggi forniti da Google è doveroso approfondire in cosa consistono questi dati e quindi come questi influiscono sulle performance del sito.

I dati reali

Quando si parla di dati reali si intende la prima parte del rapporto fornito da Google PageSpeed Insights.

Questi valori vengono estratti utilizzando uno strumento chiamato Chrome User Experience Report (abbreviato in CrUX), che misura la performance del tuo sito negli ultimi trenta giorni e la paragona alla media delle pagine analizzate da Google.

Per far capire a colpo d’occhio il punteggio della pagina, i diversi valori sono evidenziati con un colore e un simbolo:

  • triangolo rosso: indica un parametro lento
  • cerchio arancione: il valore è nella media;
  • cerchio verde: il risultato è indicatore di velocità.

Per calcolare il punteggio di velocità di un sito su Google PageSpeed, si prendono in esame i seguenti fattori:

  • FCP (First Contentful Paint): misura il tempo tra l’apertura della pagina da parte dell’utente e la comparsa del primo contenuto sullo schermo del visitatore. Si tratta di un parametro estremamente importante: grazie all’apparire di un testo, un’immagine o anche solo uno sfondo, infatti, l’utente ha la conferma che la pagina si stia effettivamente caricando.
  • FID (First Input Delay): si occupa di quando l’utente ha già visualizzato un contenuto del sito. Entrambi sono dati fondamentali per l’analisi delle performance del tuo sito web, per questo motivo meritano di essere approfonditi per avere una visione completa del rapporto fornito da PageSpeed.

L’FCP ti permette di visualizzare i contenuti che sta cercando e quindi, minor tempo sarà necessario per il caricamento e meno bounce rate avrà il tuo sito.

Secondo Google PageSpeed Insights, un sito veloce ha un FCP inferiore ai 1.000 millisecondi (ossia un secondo). Una performance che arriva fino ai 2.500 ms è considerata nella media, mentre sopra una simile cifra il sito è classificato come lento.

Il PageSpeed test ti fornirà due dati:

  • quanti utenti hanno avuto una performance veloce, nella media o lenta, codificata con i colori di cui detto prima;
  • la media di quegli utenti che si classificano come il novantesimo su cento per velocità.

Se l’FCP misura il tempo di caricamento della pagina, il FID si occupa di quando l’utente ha già visualizzato il contenuto del sito.

Questo parametro, infatti, misura il tempo tra un input del visitatore e la risposta del browser. Ad esempio, potrebbe monitorare il tempo tra il click su un link e l’attivazione del link stesso da parte del sito.

In sostanza, Google PageSpeed Insights sta misurando quanto la tua pagina sia reattiva. In questo caso i tempi devono essere estremamente rapidi.

Un voto di veloce, infatti, richiede un FID inferiore ai 50 ms: una volta che l’utente clicca da qualche parte sulla tua pagina, il sito dev’essere rapido a rispondere.

Per rimanere nella media il FID deve restare sotto i 250 ms, mentre qualunque valore superiore è classificato come lento.

Come per l’FCP, nel rapporto vedrai una barra colorata con le percentuali di utenti veloci, nella media e lenti, e il dato preciso di un certo gruppo. In questo caso, però, si parla della novantacinquesima posizione: l’FID è talmente importante che il parametro utilizzato dev’essere più severo.

Mediamente, se entrambi i parametri sono veloci lo è anche la pagina. Se invece almeno uno dei due è lento, questo andrà a penalizzare il giudizio complessivo. In tutti gli altri casi, il sito viene giudicato nella media.

Per poterti dare le informazioni sull’FCP e l’FID, Google PageSpeed Insights ha bisogno di una certa mole di dati. Se il tuo sito ha un volume di traffico molto basso, potresti visualizzare un messaggio di errore.

Questo significa semplicemente che non ci sono abbastanza visitatori per ottenere dati statisticamente significativi, in tal caso puoi basarti sui dati di laboratorio.

I dati di laboratorio

Dopo aver esaminato il traffico del tuo sito, Google PageSpeed utilizza un altro potente tool per verificarne la velocità: Lighthouse.

In questa sezione troverai una serie di dati basati su una simulazione di caricamento della tua pagina. Per la precisione, verranno misurati e mostrati i seguenti parametri:

  • L’FCP.
  • L’FMP (First Meaningful Paint), ossia il momento in cui la pagina carica e visualizza il contenuto principale. Per esempio, il testo di un articolo per un blog.
  • Lo Speed Index, una metrica che rappresenta la velocità di caricamento dei diversi contenuti;
  • Il TIT, vale a dire Time to Interactive. Si tratta del tempo che la pagina impiega per poter rispondere a un input dell’utente, pur senza essere totalmente caricata.
  • La First CPU Interactive, ossia il momento in cui la pagina ha finito il caricamento ed è attiva al minimo. Si tratta di una metrica importante, perché mostra in quanto tempo la pagina è pronta a eseguire istantaneamente gli input del visitatore.
  • L’Estimated Input Latency, un parametro fondamentale che misura il tempo tra l’input dell’utente e l’esecuzione del comando da parte della pagina. Se il parametro va sopra i 100 ms, il visitatore percepirà la pausa e avrà l’impressione di un sito lento.

Come per i dati reali, anche in questo caso PageSpeed Insight usa i colori rosso, arancione e verde per indicare a colpo d’occhio la velocità della pagina.

Valutazione del sito e suggerimenti di Google PageSpeed

L’ultima parte del rapporto è costituita dalle verifiche, ovvero delle considerazioni e consigli per ottimizzare la velocità del tuo sito.

Google PageSpeed esegue un’altra divisione in cui elenca:

  • Google PageSpeed - velocitàOpportunità: indica i consigli per migliorare la velocità del sito. Potresti, per esempio, dover ridurre le dimensioni delle immagini o intervenire sul codice della pagina. Ti suggerisco comunque di visualizzare questa parte del rapporto insieme a un programmatore, visto che le indicazioni possono essere piuttosto tecniche.
  • Diagnostiche: qui trovi informazioni ulteriori che paragonano la pagina a una serie di best practices per programmatori.
  • Verifiche Passate: informano di quali test la pagina abbia superato.

Come migliorare il tuo punteggio PageSpeed

Una volta che avrai analizzato il tuo sito con PSI di Google, se non sei soddisfatto del punteggio che hai ottenuto, di seguito trovi qualche semplice consiglio che può aiutarti a velocizzare il caricamento delle tue pagine.

In generale, le best practice che trovi di seguito sono adatte per risolvere quelli che sono i problemi più comuni, apportando delle significative migliorie in fatto di ottimizzazione del tuo sito web.

Ottimizzazione delle immagini

Ottimizzare le immagini è sicuramente un fattore da non sottovalutare. Considera, infatti, che file di dimensioni, peso ed estensione non idonei per il web possono rallentare notevolmente il caricamento di una pagina.

Per questo motivo, quando stai per caricare delle immagini nel sito ricorda di controllare:

  • la dimensione in pixel dell’immagine;
  • la dimensione di visualizzazione rispetto a quella effettiva del file;
  • il peso dell’immagine, mantenersi sotto ai 70kb;
  • il tipo di formato, è meglio utilizzare formati web come WebP, JPG o PNG.

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Reattività di risposta del server

La scelta del server per ospitare il tuo sito non deve essere fatta a caso. Un buon servizio di server con una risposta reattiva influenza notevolmente i tuoi punteggi PGI, quindi ti consiglio di valutare attentamente quale sia il miglior host per le tue esigenze.

Evita di usare troppi reindirizzamenti

L’uso eccessivo di reindirizzamenti può rallentare la velocità di caricamento delle tue pagine, in quando il browser è costretto ad aggiungere richieste HTTP. Il Tool PSI di Google in questo caso specifico ti comunicherà il problema nella sezione Diagnostica.

Utilizza la memoria cache del browser

Memorizzare nella cache del browser può essere un valido vantaggio in quanto non sarà necessario ricaricare la pagina da zero ogni volta che un visitatore la apre.

Se utilizzi WordPress per il tuo sito, il procedimento è molto semplice: ti basterà utilizzare uno dei tanti plug-in gratuiti disponibili, se invece non hai le basi, ma vuoi imparare ad usarlo, ti consiglio il nostro corso WordPress.

Conclusione

Tieni presente che, a causa delle variabili del mondo reale, i dati reali potrebbero mostrare un risultato diverso da quelli di laboratorio. Se il tuo pubblico medio si connette da computer piuttosto vecchi, ad esempio, i dati reali saranno peggiori di quelli simulati dall’API Google.

In alternativa a Google PageSpeed Insight puoi valutare anche altri tool per testare la velocità del tuo sito, in rete ne puoi trovare numerosi più o meno efficaci. Tra questi ti consiglio gtmetrix e pigdom.

Detto questo, la velocità di una pagina o di un sito è un parametro indispensabile per essere apprezzati dagli utenti.
Google PageSpeed Insights può aiutarti a capire dove il tuo sito va migliorato, e come assicurare ai tuoi utenti la migliore esperienza possibile.

Inoltre se vuoi saperne di più su come poter migliorare l’esperienza utente sul tuo sito, garantendo una rapido caricamento dei contenuti, richiedi una consulenza gratuita.

Non aspettare!

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12 Commenti

  1. Grazia Di Ciaula

    Articolo utilissimo a comprendere come evitare il fenomeno bounce

  2. Suppa carlo

    Direi fondamentale per chi ha un sito al giorno d’oggi, sicuramente lo proverò se aprirò un sito

  3. G. Pisanu

    Finalmente un articolo che sottolinei l’importanza della velocità delle pagine web. Io personalmente finisco col chiudere le pagine che impiegano troppo a caricarsi perché mi ispirano subito poca fiducia e attendibilità. Perciò consiglio a chiunque di leggere questo articolo ed utilizzare google page speed!

  4. Nicola Iachelli

    Velocità prima di tutto, puoi essere fortemente penalizzato se hai un sito troppo lento. Hai fatto bene a sottolineare l’importanza di questa cosa, soprattutto per chi si occupa dei contenuti fotografici o grafici.

  5. cipollina

    Grazie Stefano! Panoramica molto esaustiva ed interessante di un tool sicuramente strategico per migliorare la gestione del proprio sito web.

  6. Terence Bernardi

    La velocità di caricamento è essenziale direi.

  7. Francesca Giovannetti

    Tool molto interessante e essenziale per creare un sito

  8. Gianluca mancin

    Bravo Stefano! Articolo molto dettagliato e per questo molto utile!

  9. Seredf

    Ottimo articolo.

  10. Nadia Lombardi

    La velocità di caricamento di una pagina web ne può davvero determinare il successo o l’insuccesso. Quindi, Stefano, sono proprio utili le chiare indicazioni tecniche sul funzionamento di Google PageSpeed Insights che hai dato nel tuo articolo.

  11. Sonia Lacerenza

    Argomento particolarmente interessante. API molto utile che mi studierò sicuramente. Grazie per l’articolo.

  12. fubino

    Complimenti Stefano, i tuoi articoli mi piacciono sempre di più!

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