Seleziona una pagina

KPI Risorse Umane: quali sono i 7 più importanti per le aziende

Sapere come impostare i KPI risorse umane può essere utile all’azienda per misurare l’andamento delle proprie attività e dei propri processi di crescita.

Considera che ogni reparto aziendale possiede dei specifici KPI da monitorare sulla base degli obiettivi di business prestabiliti. La sezione HR non fa eccezione. Ma perché le risorse umane sono importanti? 

Questo dipartimento è fondamentale in quanto elemento di contatto tra l’azienda, rappresentata dal datore di lavoro, e i dipendenti. Saper valorizzare al massimo il capitale umano spetta proprio alle HR, le quali, rispettando il budget, devono garantire:

  • preparazione attraverso corsi di formazione;
  • regolamentazione contrattuale a norma;
  • sicurezza sul lavoro.

Gli indicatori di permance del personale, inoltre, rappresentano alcuni dei pilastri portanti dei sistemi di gestione aziendale. Questi, infatti, sono utilizzati dalle imprese per far crescere il proprio fatturato e scalare il proprio business.

A tal proposito, ti consiglio il Corso sui Sistemi di Management, con il quale verrai guidato step by step per trasformare la tua realtà lavorativa, aumentando le entrate e riducendo i costi.

Continuando con la lettura, avrai modo di approndire l’argomento relativo ai KPI per HR. In particolare avrai tutte le informazioni relative:

  • la definizione di KPI risorse umane e quali sono le loro caratteristiche
  • quali le aziende sono solite utilizzare
  • un confronto tra KPI e OKR.

KPI Risorse Umane: cosa sono

Per definire i KPI risorse umane è possibile bypassare la definizione generica di Key Perfomance Indicator. Ricorda, poi, che la loro definizione non è la stessa dei kpi per back office, ad esempio, o kpi ufficio amministrativo in quanto differenti. Questi, infatti, contestualizzati nell’ambito delle HR, sono utili per valutare il contributo del capitale umano per l’azienda in termini economici

Saperli monitorare contribuisce non solo alla strategia HR, ma anche al raggiungimento degli obiettivi d’azienda. Perciò, queste metriche dovranno essere semplici, facili da misurare e pertinenti rispetto a quello a cui sono chiamate a dare risposta.

Misurare gli indicatori area risorse umane è importante per l’analisi dei processi di gestione del reparto Risorse Umane.

Inoltre, permette anche di modificare la strategia di business anticipando eventuali variazioni, così da avere una visione d’insieme dell’azienda puntuale e inequivocabile. Saperli monitorare, quindi, si ripercuote sulle performance aziendali.

Fai il test e scopri se hai le attitudini
per gestire la tua impresa online

test porta la tua azienda online

I 7 KPI più importanti per le Risorse Umane 

Capire quali KPI Risorse Umane scegliere sarà compito dell’HR Manager. La decisione è frutto di un’analisi attenta ed accurata degli obiettivi che si vogliono raggiungere.

Il responsabile di questo reparto deve, tra le altre cose, tenere conto dell’avvento del digitale nelle Risorse Umane e di come questo stia cambiando il processo di gestione.

D’altronde i cambiamenti in ambito tecnologie digitali stanno investendo tutto il mondo del lavoro. Ma fino a poco tempo fa il reparto HR è rimasto un po’ più distante da tutto questo. Quindi, non deve stupire come ad oggi non è più così.

Gli indicatori di performance del personale sono molteplici, pertanto non facilmente identificabili. Qui di seguito sono elencati i 7 più importanti e più utilizzati nelle strategie d’impresa.

Talent Retention e Turnover

Il Turnover è senz’altro legato e correlato al cosiddetto Talent Retention, ovvero il saper mantenere i talenti all’interno dell’azienda. Che ci sia il turnover in azienda è più che normale: c’è chi va in pensione o chi decide di cambiare lavoro. Quindi è sicuramente qualcosa di fisiologico.

Quando, però, il tasso di Turnover è alto, è un campanellino d’allarme. Questo, infatti, è sinonimo di elevati costi per l’azienda. Considera che reclutare e formare nuovo personale comporta nuovi e ingenti costi.

Bisogna però dire che, il concentrarsi solo ed esclusivamente sul tasso di turnover potrebbe essere fuorviante ai fini di una visione globale dell’azienda. Da qui l’importanza del KPI del Talent Retention.

La capacità di trattenere a sè i talenti è un indicatore decisamente significativo in termini di assetto e stabilità lavorativa. Dall’altra parte è di fondamentale importanza, capire quali sono oggi le competenze richieste dalle aziende.

Il Talent Retention è un KPI che viene calcolato mettendo a confronto il numero delle persone che hanno iniziato a lavorare in un determinato periodo di tempo, con quante ne sono rimaste fino alla fine, di quel periodo preso in considerazione.

Assenteismo

Tra i KPI risorse umane da monitorare c’è sicuramente l’assenteismo dal lavoro. È stato stimato, infatti, come negli ultimi tempi questo fenomeno sia notevolmente aumentato. Questo certo è un dato che non depone a favore delle aziende e delle loro organizzazioni. 

kpi risorse umane ambiente di lavoro positivoL’ indice di assenteismo permette di capire quale sia la reale situazione in termini di ambiente di lavoro, riuscendo a prevedere le assenze e gli eventuali problemi operativi dell’azienda.

Tra gli esempi di motivazioni di cambio di lavoro, ad esempio, c’è proprio la volontà di ricerca di un contesto lavorativo più sereno.

La relativa misurazione prende in considerazione due elementi fondamentali, vale a dire:

  • tasso di assenteismo: riguarda il rapporto tra i giorni di assenza del lavoratore e quindi le assenze per congedi per malattia, ritardi e assenze giustificate e non, e quelli lavorati.
  • costo di assenteismo: si riferisce sia allo stipendio lordo del lavoratore che ai costi per coprire la sua assenza.

Calcolando poi le ore mediamente lavorate è possibile determinare quanto l’assenteismo vada ad impattare sui costi aziendali. 

Tempo medio nella stessa posizione lavorativa

Un altro KPI risorse umane fondamentale è il tempo medio speso da un dipendente in una stessa posizione lavorativa. Tieni a mente, infatti, che la persona che inizia un nuovo percorso di carriera in un’azienda lo fa per un motivo ben preciso.

Spesso è mossa dall’opportunità di ricoprire un specifico ruolo, ma anche dalla prospettiva di una crescita personale e professionale.

Per cui, rimanere in una stessa posizione per un lungo periodo di tempo potrebbe essere sentore di malumore. Non riuscire ad ottenere una promozione o un passaggio di livello, il dipendente potrebbe decidere di cambiare lavoro.

L’essere umano, d’altronde, per sua natura, è sempre alla ricerca di nuovi stimoli per sentirsi appagato e l’ambito lavorativo non fa eccezione.

È quindi possibile misurare questo indicatore mettendo in rapporto il tempo trascorso in una stessa posizione da parte di ciascun dipendente con il numero totale dei dipendenti dell’azienda.

Scarica l’Ebook Gratuito e scopri
tutte le opportunita professionali nel digitale

ebook guida professioni più pagate

"*" indica i campi obbligatori

Hidden
Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.

Formazione e sviluppo delle competenze

L’azienda è fatta di persone: più sono competenti e adeguatamente formate, tanto più l’azienda raggiungerà alti livelli di performance. Un’affermazione tanto ovvia e banale, quanto vera e fondamentale.

Puntare sulla formazione del dipendente in azienda è un elemento determinante per ottenere grandi risultati in termini di obiettivi di business.

Programmi di formazione e corsi specifici per lo sviluppo delle competenze del lavoratore a carico dell’azienda, porteranno il lavoratore a sentirsi motivato e soddisfatto.

Aspetti che si ripercuoteranno inevitabilmente sul lavoro, sui tempi di consegna dei compiti e infine sui risultati d’azienda.

Tempo medio di assunzione

Il tempo medio di assunzione è un KPI risorse umane di gestione del personale. Questo ha l’obiettivo di misurare quanto siano efficaci, effettivamente, le strategie di Recruiting, ovvero quelle finalizzate all’acquisizione di nuovo personale.

Questa è una metrica sicuramente da non trascurare e da analizzare con cura e particolare attenzione perchè soggetta all’influenza di vari e differenti fattori.

In particolare, va a misurare il tempo intercorrente tra il momento in cui un lavoratore lascia il proprio posto di lavoro e quando un altro candidato viene assunto, andando a colmare la posizione lasciata vacante.

Quindi se ti stai chiedendo quali sono i kpi per hr da considerare, questo è sicuramente uno dei più significativa da monitorare per un’analisi risorse umane strategica. 

Tempo medio per raggiungere gli obiettivi

Il tempo medio per raggiungere gli obiettivi è un KPI risorse umane strategico che si pone l’obiettivo di andare a misurare l’efficienza dei lavoratori, sia i nuovi assunti che quelli inseriti in azienda già da tempo.

È di facile intuizione come questo valore tenda nel tempo a ridursi. Il lavoratore, infatti, acquisisce sempre più dimistichezza e competenza. Per cui l’obiettivo che prima raggiungeva in due mesi, ad esempio, lo raggiungerà in meno tempo.

Ovviamente questa riduzione di tempi non potrà andare avanti all’infinito, verrà raggiunto un lasso di tempo massimo al di sotto del quale non si potrà più andare.

Incidenti sul lavoro

Tra i più utili kpi risorse umane da considerare c’è l’indice degli incidenti sul lavoro. Considera che qualora fosse elevato, comporterebbe un’analisi approfondita da parte del Responsabile HR per individuarne le cause.

L’OIL, l’Organizzazione Interna del Lavoro, stima che ogni 15 secondi un lavoratore muore sul lavoro per incidenti o per malattie riconducibili al tipo di mansione svolta. 

Dati all’armanti che non possono passare inosservanti, a cui bisogna dare pronta risposta sia per tutelare in maniera adeguata la forza lavoro sia per diminuire gli ingenti costi che questi eventi comportano per l’azienda.

Iscriviti al Webinar Gratuito e dai un boost al tuo fatturato con le più innovative tecniche di vendita online 

webinar gratuito raddoppia le tue vendite con il digital marketing

ISCRIVITI AL WEBINAR GRATUITO

KPI vs OKR

Dopo questa panoramica dei KPI risorse umane più importanti per le aziende, è necessario fare una puntualizzazione sulla differenza tra KPI e gli OKR (Objectives and Key Results), che possono essere confusi tra loro.

Considera che se ti stai chiedendo quali sono i kpi aziendali, sicuramente queste metriche sono da prendere in considerazione. Si parla di due differenti indici molto utilizzati nei diversi modelli di business.

Gli OKR in particolare, sono composti da due elementi:

  • gli obiettivi (O): definiscono, in termini qualitativi, quello che si vuole raggiungere;
  • i risultati chiave (KR): sono degli indicatori quantitativi che misurano i progressi fatti per arrivare all’obiettivo finale.

In pratica gli OKR obbligano in qualche modo a decidere a cosa dare priorità nel lavoro e a cosa no poiché superfluo.

Gli OKR hanno come focus il raggiungimento di obiettivi per lo più di lungo termine. I KPI invece, pongono maggiore attenzione sulla misurazione quotidiana dei vari indici posti in essere. Gli obiettivi quindi a cui fanno riferimento sono di breve e medio termine.

Un passaggio importante a tal proprosito è confrontare gli obiettivi HR specifici con quelli aziendali. Ecco che entra in gioco la cosiddetta HR Analytics, conosciuta anche come people analytics o talent analytics.

kpi risorse umane quale le metriche importantiÈ uno strumento che permette il monitoraggio dei KPI risorse umane: raccoglie i dati provenienti dalle HR e li mette a confronto con gli obiettivi d’azienda.

In questo modo così, è possibile migliorare le performance ed evitare il cosidetto tasso di ricambio patologico.

Un software HR permette poi di avere tutti i dati sotto controllo. Avere una migliore gestione e fruizione delle informazioni provenienti dai diversi KPI è importante.

Tieni a mente, infatti, che gli strumenti digitali svolgono un ruolo fondamentale nell’analisi e raccolta dati.

In conclusione, queste metriche possono coesistere all’interno dell’azienda? Certo che si. Anzi se bene organizzate, danno grande supporto alla gestione aziendale.

La digitalizzazione e l’avvento di nuove professioni digitali, con l’utilizzo contestuale di queste metriche, consente di raggiungere alti livelli di performance aziendali.

Conclusioni e consulenza

Le aziende hanno a disposizione una vasta gamma di metriche da poter utilizzare in base alla propria organizzazione, ai propri obiettivi e alle proprie startegie. Quello che deve essere chiaro è cosa si vuole misurare, quali sono le fonti dei dati e ogni quanto si vogliono revisionare.

Quelli elencati in questo articolo sono i KPI Risorse Umane più comuni. Questo non vieta però che possano cambiare, aumentare o diminuire nel tempo in base alle esigenze specifiche di ogni azienda e al relativo obiettivo che ci si prefigge di volta in volta. 

Lascia che ti dia un consiglio: per saperne come poter al meglio monitorare il tuo capitale umane per rendere scalabile il tuo fatturato, non esitare a richiedere una consulenza strategica mirata. Con i giusti consigli, saprai come far decollare il tuo business online senza perdere di vista gli obiettivi,

CONTATTACI

Potrebbero interessarti anche i seguenti articoli:

Digital HR Social recruiting cos'è e vantaggi Gestione risorse umane e avvento del digitale

 

EVENTO ESCLUSIVO ONLINE: OTTIENI IL TICKET GRATUITO

SCOPRI COME GUADAGNARE 5000€ AL MESE LAVORANDO ONLINE E VIVENDO DOVE VUOI

SCARICA UNO TRA OLTRE 30 EBOOK

Aumenta la Tua Conoscenza gratuitamente sugli argomenti del Digital Marketing.
Scarica in basso il tuo e-book

"*" indica i campi obbligatori

Hidden
Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.

Recensioni Digital Coach su Google


Fai il Test sulla Tua Professione ideale


Esercitazioni Live 100% Pratica Operativa


PARTECIPA AD UNA PRESENTAZIONE DI ORIENTAMENTO

Presentazione di orientamento Open Day Digital Coach

1 commento

  1. Anastasia Gambera

    Attorniarsi delle giuste persone che ti aiutino a raggiungere quei determinati obiettivi, presuppone che, nello sceglierle, ci sia qualcuno che sappia farlo, e dia una mano (in tal senso).
    Ogni tanto, “delegare” a qualcun altro certe funzioni, non fa male ;)

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *