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Raccolta fondi online: come funziona

Sei una start up e sei in cerca di finanziamenti per la tua idea di business? Sei un’associazione no profit e vuoi sapere come creare una raccolta fondi online? Allora sei capitato nel posto giusto al momento giusto!

Questa è l’era della sharing economy e in questa realtà il fenomeno del crowdfunding (termine tecnico per indicare la raccolta fondi online) si sta ormai diffondendo a macchia d’olio, anche in Italia, con un aumento esponenziale negli ultimi anni!
A confermarlo è il 4° Report italiano sul Crowdinvesting, che il Politecnico di Milano ha presentato qualche giorno fa.
La spinta nello specifico è stata fornita nell’equity crowdfunding che ha superato la soglia di € 82 milioni raccolti (il valore cumulato un anno fa era meno della metà), mentre il lending crowdfunding è arrivato a ben € 435 milioni (un anno fa il valore cumulato era circa la metà).

La raccolta fondi online, sfruttando le potenzialità e la velocità del web, è il metodo più innovativo e funzionale per organizzare una raccolta fondi online: internet consente di mettere in contatto idee e progetti, creare una rete tra persone o gruppi di persone e capitale, sfruttando anche social media e social network.
Ma cerchiamo di capire meglio cos’è e come organizzare una raccolta fondi online.

Cos’è il crowdfunding?

Il termine crowdfunding deriva dalla fusione di due parole inglesi: “crowd” che vuol dire “folla” e “funding” che significa “finanziamento” e sta ad indicare l’idea di “raccogliere fondi tramite la folla”. Si usa dire che il crowdfunding sia un microfinanziamento “dal basso” sul web, che ha l’obiettivo di mobilitare quante più persone possibile e spronarle ad investire in un’idea o in un progetto al quale credono e vedono potenzialità di sviluppo e rendimento.
La cosa più entusiasmante di queste piattaforme è che i tuoi potenziali investitori o donatori, possono trovarsi in qualsiasi parte del mondo e decidere di credere nel tuo progetto ed entrare a farne parte con un semplice click! Ma quale tipo di raccolta fondi online è più opportuna per il tuo progetto?

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Tipologie di raccolta fondi on line

È opportuno sapere che esistono diversi tipi di crowdfunding, a seconda del tipo di campagna, dell’obiettivo che la startup vuole raggiungere e del tipo di rapporto che si instaura tra il soggetto che finanzia e quello che ha richiesto il finanziamento. I principali tipi di crowdfunding sono:

  1. Equity crowdfunding è tra le tipologie più diffuse ed utilizzate. È un tipo di campagna di raccolta fondi online utilizzata prevalentemente da startup e PMI innovative che permette ai donatori di investire in un progetto imprenditoriale diventandone socio e acquistando, di conseguenza, potere decisionale.
    La startup innovativa ottiene finanziamenti in cambio della cessione di alcune quote dell’attività agli investitori, con il complesso di diritti patrimoniali e amministrativi che ne derivano.
    L’equity crowdfunding permette a Startup/PMI innovative di raccogliere capitali in maniera facile e veloce. Chiunque può investire direttamente da casa, senza che l’investitore debba passare da notai o camere di commercio.equity crowdfunding
  1. Lending crowdfunding anche conosciuto come social lending o P2P lending, dove per P2P (peer-to-peer) lending si intende l’erogazione di un prestito attraverso piattaforme online.
    Questa forma di crowdfunding prevede che i beneficiari dei finanziamenti li ricevano sotto forma di prestiti e chi investe ha, come vantaggio, il ritorno del capitale versato con gli interessi annessi.
    Le persone e le imprese che ricorrono al lending crowdfunding lo fanno principalmente per la velocità dell’erogazione, per la trasparenza e la semplicità. Diversamente dall’equity crowdfunding, il lending crowdfunding consiste nel prestare denaro a persone o imprese in cerca di fondi, a fronte di un interesse e del rimborso del capitale.
  2. Invoice trading: è la tipologia di raccolta fondi online meno conosciuta e gli investitori sono, prevalentemente, esperti del settore finanziario. L’invoice trading permette di mettere online le fatture che le PMI o startup non riescono a pagare, e farsi sostere da un investitore per l’importo necessario a saldare la fattura. Ovviamente gli investitori verranno successivamente rimborsati dall’azienda.

Queste prime tre tipologie di campagne di raccolta fondi online sono meglio conosciute come crowdinvesting, dato che gli investitori sono veri e propri esperti del settore, che mettono a disposizione le proprie risorse per trarne un beneficio economico.

  1. social fundraising o donation crowdfunding, è un tipo di raccolta fondi online che non prevede nessun tornaconto economico per l’investitore che decide di finanziare la tua idea. Si tratta di una forma di finanziamento adatto ad iniziative di carattere sociale utilizzato soprattutto da associazioni, organizzazioni, enti e fondazioni senza scopo di lucro.
  2. rewarded-based crowdfunding è una tipologia di raccolta che prevede, per il beneficiario, la distribuzione di una ricompensa ai donatori, che non sia di origine monetaria. Questa “ricompensa” può essere o commisurata al contributo o di valore simbolico, e quindi inferiore alla donazione. Per capire meglio di cosa stiamo parlando, se ad esempio il tuo business prevedere la produzione di un prodotto, si potrebbe regalarne uno, ad ogni investitore, in forma pre-selling, prima dell’effettiva vendita sul mercato.

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Normativa italiana sul crowdfunding

Nella maggior parte dei Paesi in cui operano portali di crowdfunding il fenomeno non è soggetto a regolamentazione. Ma dato l’elevato numero di PMI nel nostro Paese, l’Italia ha ben pensato di regolarizzarsi, al punto che è il primo Paese in Europa ad essersi dotato di una normativa specifica, per il momento relativa solamente all’equity crowdfunding.
La normativa alla base dell’equity crowdfunding è spiegata nel Regolamento Consob.

Inizialmente, in Italia, il ricorso all’equity crowdfunding era riservato soltanto alle startup e alle PMI Innovative, solo successivamente la Consob ha esteso la possibilità a tutte le PMI, che rispondano ad alcuni requisiti, quali:
– meno di 10 dipendenti e un fatturato (oppure un totale di bilancio) inferiore a 2 milioni di euro; 
– meno di 50 dipendenti e un fatturato (oppure un totale di bilancio) inferiore a 10 milioni di euro; 
– meno di 250 dipendenti e un fatturato non superiore a 50 milioni (oppure un totale di bilancio non superiore a 43 milioni di euro).

Lo scopo di tutto è quello di fornire uno stimolo alla crescita economica del nostro Paese, venendo incontro alle nuove realtà emergenti sul mercato.
La Consob ha adottato il nuovo regolamento il 26 giugno 2013, con il quale ha disciplinato alcuni specifici aspetti del fenomeno, con l‘obiettivo di creare un “ambiente” affidabile in grado, cioè, di creare fiducia negli investitori.
Infatti, le piattaforme sono vigilate dalla Consob in modo tale da fornire agli investitori le necessarie informazioni sulle start-up e sulle singole offerte attraverso apposite schede. In particolare, i soggetti che esercitano professionalmente il servizio di gestione dei portali, definiti dal Regolamento con il termine “gestori”, sono tenuti all’iscrizione in un apposito Registro tenuto dalla Consob.
Per ultimo, è opportuno sapere che gli offerenti, in questo caso, potranno essere solamente start-up innovative, PMI innovative, OICR e società che investono prevalentemente in startup o PMI innovative.

Se stai pensando a quale sia e come impostare la campagna di crowdfunding più adatta al tuo progetto, ricordati che tutto dipende da te, dal tuo team e da come presentate la vostra idea di business: dovete riuscire a distinguervi dalla “folla”, giusto per rimanere in tema!
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18 Commenti

  1. Ilenia Sini

    Non conoscevo le tipologie di crowdfunding e neanche la normativa italiana che le regola, articolo molto utile.

  2. Manuela Di Cosimo

    Prima di leggere questo articolo, non avevo idea di quanti tipi di Crowdfunding esistessero e di come potessero essere utili a Start Up e PMI e non solo!

  3. Alin O. Codrut Bolboaca

    Crowdfunding e un concetto da valutare pe chi vole partire da 0. Ottimo articolo

  4. Manureddy

    Opportunità che tutte le associazioni dovrebbero conoscere!

  5. Tina B.

    Non conoscevo la normativa italiana sul crowfunding, molto interessante!

  6. silvia bodini

    Davvero molto interessante!

  7. ANTONIO

    Argomento interessante su cui mi tengo aggiornato. Fortunatamente sempre più conosciuto, il crowdfunding prende piede anche in Italia.

  8. fulvia grignaschi

    E’ un argomento che conosco abbastanza bene, ma è sempre utile rileggerne i concetti chiave. Bell’articolo, complimenti.

  9. Ila

    Ottimo articolo, soprattutto per chi ha interesse ad aprire una start up ed è in cerca di finanziamenti.

  10. cipollina

    Grazie Marta! Piccola guida sintetica che fornisce informazioni molto utili!

  11. Luca Lampis

    L’articolo di Marta risulta essere un’ottima guida per chi intende concretizzare un’idea di business ma non dispone di sufficiente capitale. Fortunatamente, con i giusti passi, la rete permette di superare anche questo grosso ostacolo, spesso causa di abbandono del progetto.

  12. Fabiana De Lauretis

    Grazie Marta ! DA valutare se si volesse creare un business!

  13. Viviana Lanci

    Vantaggioso!!
    Bell’articolo!

  14. Beatrice Buzzoni

    Articolo interessante ed utile. Brava Marta!

  15. Lucia Vescovini

    Grazie Marta, molto utile nel caso si volesse aprire un’attività propria!

  16. Domenico

    Interessante articolo che fa riflettere su idee di business

  17. Lorenzo Auteri

    Il crowdfunding è certamente un settore in crescita! E come obiettare! Vantaggi reali sia per chi raccoglie fondi, sia per gli investitori, grandi o piccoli che siano.

  18. Fabrizio Monaco

    articolo interessante ed utile per capire le dinamiche del settore

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