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Ogni anno Digital Coach conduce ricerche mirate a raccogliere i dati sullo stato delle pratiche di Digital Marketing delle aziende e dei professionisti a livello italiano ed internazionale, analizzando ad esempio l’evoluzione dell’e-commerce, del mobile e dell’utilizzo dei video.

In particolare, la Ricerca sulle tendenze SEO è quella più attesa in quanto riguarda una disciplina particolarmente soggetta al confronto tra pareri e opinioni diversi.

Non vengono infatti rilasciate dichiarazioni ufficiali da Google a proposito di quali siano gli effettivi fattori chiave per il posizionamento sul motore di ricerca.

Questo favorisce il dibattito tra i professionisti SEO su come evolvono gli algoritmi di Google e in che modo muoversi di conseguenza per ottenere migliori risultati.

Con la Ricerca SEO trends 2021, giunta ormai al quinto anno, siamo andati ad esaminare come i fattori di ranking si stiano evolvendo nel mercato globale secondo l’opinione degli esperti italiani specializzati in questo settore, nello specifico nel periodo a cavallo tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022.

Abbiamo quindi esposto i risultati della ricerca e commentato quelle che sono le principali tendenze passando in rassegna i principali fattori di ranking, ovvero gli elementi all’interno di una strategia SEO che contribuiscono a determinare il posizionamento di un’azienda su Google.

Per ognuno di questi sono stati stabiliti un peso e un valore in termini di trend, suddividendo da una parte i fattori storici che sono da sempre fondamentali e dall’altra le tendenze in atto che spostano gli equilibri tra elementi che hanno acquisito o perso rilevanza.

Questa iniziativa è stata coordinata dal team di Digital PR che ha coinvolto in questa ricerca 225 professionisti che hanno risposto a 18 quesiti.

Ricerca SEO trends

 

Anche altri team di Digital Coach hanno contribuito alla raccolta delle informazioni, dalla redazione dei report e delle statistiche, al supporto per la gestione del Webinar di presentazione: Analytics, Inbound, Visual, SEO, Content, Social Marketing, Social Advertising.

Abbiamo ritenuto corretto dare parola a tutti perché la SEO è una disciplina olistica.

Di fatto si ottengono degli ottimi posizionamenti sui motori di ricerca se l’intera squadra di digital marketing contribuisce al raggiungimento degli obiettivi e tutti danno il proprio contributo.

Rispetto ad altre ricerche, quella sui SEO trends è particolarmente di nicchia, per cui coinvolgiamo un numero più contenuto di partecipanti che hanno competenze a livello di SEO.

Tra questi, circa il 60% è composto da SEO specialists (professionisti specializzati in SEO)

Il 19% da digital marketer (coloro che utilizzano sia le strategie web, che social)

Il 14% da Web Marketer (coloro che utilizzano oltre alla SEO anche SEM e PPC)

Il 9% da Social Media Marketer (coloro che sono dedicati al Social Media marketing, al community management e alle digital PR, ma che comunque hanno pratica di SEO)

In molte aziende infatti questi ruoli sono misti e un professionista puó ricoprire più di una delle citate funzioni.

Abbiamo preso in considerazione anche il contesto lavorativo dei partecipanti, osservando come la maggior parte lavori in aziende o agenzie di tutte le tipologie. Moltissimi sono anche i freelance (36%), mentre solo circa il 4% proviene da un e-commerce.

Ricerca-SEO-Trends-BOD-2021-2022-contetso-di-lavoro

Anche le dimensioni delle aziende/agenzie in cui operano i professionisti sono molto varie, nonostante prevalgano micro e piccole aziende, con una percentuale minore di medio-grandi.

Abbiamo fornito alcune definizioni dei principali fattori di posizionamento che siamo andati a valutare e per i quali abbiamo chiesto ai professionisti una opinione sul peso che attribuiscono loro all’interno dei risultati di ranking ottenuti.

 

 

BACKLINK 

Tra le attività evergreen del mondo SEO, va sicuramente menzionata quella dei backlink. Si potrebbe addirittura affermare infatti che i motori di ricerca hanno avuto origine proprio con questa attività. Google ha di fatto avuto la meglio sugli altri motori di ricerca, proprio perché ha iniziato a scoprire nuove risorse e attribuire loro rilevanza grazie ai link in ingresso presenti all’interno dei siti.

I backlink sono sempre stati un fattore di grande importanza per la scoperta di nuove pagine, ma anche un fattore di popolarità: il principio alla base è che maggiore è il numero di link di qualità, pertinenti e specifici, presenti all’interno della pagina che viene linkata, maggiore sarà l’autorevolezza e pertinenza che Google attribuirà a quel contenuto.

Nonostante i backlink abbiano per molto tempo dominato la scena dell’universo SEO, per poi perdere terreno negli ultimi anni, i risultati della ricerca dimostrano che il trend è decisamente in aumento. Secondo i professionisti intervistati, i backlink rappresentano ancora una delle principali risorse per migliorare il posizionamento in SERP.

I backlink sono un fattore potente e insidioso allo stesso tempo, poiché Google penalizza quei link ritenuti tossici e che derivano da attività manipolative di SEO Black Hat.

Per contro, saranno premiati tutti quelli prodotti in maniera naturale e spontanea.

I backlink continuano ad essere un fattore di ranking impattante, con una classe di rilevanza B e un punteggio medio di 4,04 su 5.

 

SEMANTICA

Secondo fattore in classifica è la semantica, ovvero quell’area che comprende l’utilizzo di termini correlati, sinonimi e abbreviazioni.

La semantica è stata per parecchio tempo sotto i riflettori di Google, poiché considerato un altro strumento valido per dare rilevanza ai contenuti online.

Grazie a una corretta attività di semantica, Google è in grado di stabilire se un contenuto è in grado di soddisfare l’intento di ricerca dell’utente.

Nei primi anni la semantica è stata forse uno dei cavalli di battaglia dei Seo Specialist insieme ai backlink. Al momento il trend risulta piuttosto stabile con classe di rilevanza B e punteggio medio 4.

 

 

 

OTTIMIZZAZIONE ON PAGE

Anche questa è una vecchia gloria del mondo SEO. Coerenza e pertinenza nella stesura dei titoli e sottotitoli sono ancora fattori imprescindibili per una buona attività SEO.

Si registra un trend in lieve aumento con classe di rilevanza B e punteggio medio 3,99.

 

 

USER EXPERIENCE

Ricerca-SEO-Trends-BOD-2021-2022-USER-EXPERIENCE.La UX è uno di quei fattori che ha preso spazio negli ultimi anni e nel momento in cui l’algoritmo di Google si è reso conto che le attività di backlink e link building potevano essere tranquillamente soggette a manipolazione, tramite l’acquisto di link.

Nello specifico, fattori come il CTR, quindi il tasso di click a un sito, il tempo di permanenza all’interno di una pagina, cominciano a diventare dei parametri significativi con cui Google riesce a dedurre se un contenuto piace o meno all’utente.

In questo senso la UX assume rilevanza all’interno del processo di indicizzazione.

 

Il punteggio è molto alto con un 4,27 e il trend risulta decisamente in crescita. La classe di rilevanza attribuita dagli intervistati è sicuramente A.

 

ARCHITETTURA

L’architettura del sito web rappresenta un ulteriore fattore di rilevanza per la SEO.

Per architettura si intende l’organizzazione e la gerarchizzazione delle informazioni all’interno di un sito web, attraverso categorie e menù.

Senza dubbio, più il sito è ben organizzato in termini di categorie e contenuti, più Google riuscirà a scansionarlo e a comprenderne i temi trattati e quindi ben posizionarlo in SERP.

L’architettura si conferma un fattore con classe di rilevanza A e punteggio medio di 4,10.

 

 

FRESHNESS

Altro elemento da tenere in considerazione è la freshness, ovvero la capacità di fornire a Google contenuti sempre nuovi e aggiornati e ottimizzare nel tempo quelli già presenti online. Dimostrare a Google che stai monitorando le risorse già online e le stai aggiornando, può fare la differenza in termini di posizionamento. Questo è quindi un fattore da non trascurare nel momento in cui Google premia la pubblicazione di nuove risorse.

Classe di rilevanza B e punteggio medio di 3,56. La freshness continua ad essere un trend piuttosto stabile.

 

 

OTTIMIZZAZIONE MOBILE EXPERIENCE

L’ottimizzazione della mobile experience diventa cruciale quando Google annuncia ufficialmente la transizione verso il mobile-first.

Secondo il mobile-first indexing, Google scansiona i contenuti online in ottica mobile, ragion per cui risulta fondamentale che un sito web sia ottimizzato e fruibile da dispositivi mobili da parte dell’utente.

Poiché Google attribuisce maggiore rilevanza al traffico proveniente da mobile, va da sè che un sito non ottimizzato secondo questo principio, potrebbe essere penalizzato.

 

 

Il tema della mobile experience è un tema che ha sicuramente aumentato la sua rilevanza negli ultimi anni e su cui Google tiene le antenne dritte.

Il trend risulta tra lo stabile e in lieve aumento con un punteggio medio di 4,45 e classe di rilevanza di primissimo livello.

 

 

SOCIAL SIGNALS

Con l’avvento dei social media, si era inizialmente portati a pensare che la presenza massiva sulle rispettive piattaforme potesse rappresentare un fattore piuttosto rilevante per Google.

Negli anni questa teoria è stata progressivamente smentita.

E’ opportuno rimarcare infatti che il presidio degli ecosistemi social non è di per sé un fattore di rilevanza diretto, poiché l’algoritmo di Google non va a misurare a livello tecnico l’engagement dei singoli canali social. Questo significa che la presenza sui canali social non rientra tra i fattori di ranking che contribuiscono al posizionamento.

Il punteggio attribuito è di gran lunga più basso con 2,94. Classe di rilevanza B e trend relativamente stabile.

 

 

BRAND

Quando si parla di brand come Amazon, quindi con un livello di awareness decisamente alto, Google non può non attribuirgli una rilevanza sicuramente maggiore.

La notorietà di un brand aiuta in maniera indiretta un sito a posizionarsi. Si registra un punteggio medio di 3,35 con un trend in lieve decrescita e una classe di rilevanza B.

 

RICCHEZZA DEL CONTENUTO

RICCHEZZA DEL CONTENUTOCome decimo fattore abbiamo la ricchezza del contenuto. Questo fattore aveva una forte rilevanza soprattutto durante gli anni in cui si usava maggiormente il desktop. Si tratta di scrivere articoli molto lunghi e articolati che approfondiscono in maniera molto dettagliata un contenuto, detto long form che è ricco di testo oltre a immagini, tabelle e video. Questa ricchezza è stata per anni premiata, ma ultimamente è stata messa in discussione visto il grande utilizzo del mobile perché per scrollare un articolo lungo ci si impiega molto tempo. Secondo l’opinione degli specialisti SEO partecipanti all’indagine esso rimane comunque un fattore importante, di classe di rilevanza B, con un punteggio di 3,69 leggermente in crescita rispetto all’anno precedente.  

 

 

 

SEARCH INTENT

Ci si riferisce alla capacità di scrivere un contenuto di una pagina o blog che sia in grado di rispondere alla domanda, al bisogno dell’utente. Meglio si riesce a capire, identificare e a rispondere alla sua richiesta, più il motore di ricerca premia. 

Il search intent è anche lui il grande vincitore di questi ultimi anni infatti il trend è ancora in ascesa con un punteggio di 4,49. La missione di Google è infatti dare risposte alle persone, tanto più sono esaustive le risposte più il search engine premia perché significa che stai servendo bene i suoi utenti. 

 

SEO TITLE

Il SEO title permette al motore di ricerca di capire di cosa parla una risorsa. Esso deve essere in grado di descrivere il contenuto della pagina che si va a cercare. È un indicatore utile per google, esso mantiene la classe di rilevanza B e secondo coloro che hanno risposto è in lieve aumento con un punteggio di 3,96.

 

 

GEOLOCALIZZAZIONE

I motori di ricerca premiano le pagine/attività che soddisfano il bisogno dell’utente a trovare quello che cerca in una determinata zona geografica, anche se il trend è in calo rispetto al passato, il punteggio medio è di 3,54. Quando il dominio di riferimento, attraverso la propria scheda Google maps, è localizzato in un’area geografica vicina a chi sta facendo una determinata ricerca, quanto più è vicino geograficamente, tanto più Google è in grado di capire se lo stesso è pertinente o meno a quella ricerca dell’utente.

 

 

MEDIA

L’utilizzo di media, come foto, video, grafica offre un’esperienza più completa all’utente, aumentando la probabilità che il contenuto risponda meglio al suo bisogno così da intrattenerlo più a lungo sulla risorsa. ? un trend di classe media ed è stabile con un punteggio medio di 3,60

 

 

SITE SPEED

La velocità in cui il motore di ricerca restituisce le pagine nella SERP è un fattore molto importante. Se il caricamento del sito è lento è un problema perché l’utente andrà a cercare altrove. La classe di rilevanza è A e il trend è in aumento con un punteggio di 4,44.

 

 

 

HTTPS

L’utilizzo del protocollo di sicurezza serve per garantire la sicurezza del sito ed è un fattore che Google premia perché vuole proteggere le informazioni dei suoi utenti. La classe di rilevanza B è riconfermata con un punteggio medio di 3,84

 

 

MOBILE CONTENT 

Si parla di contenuto mobile quando il motore di ricerca scansiona contenuti da mobile. Questo trend ha ricevuto un punteggio di 3,96, mantenendosi nella classe di rilevanza A, è importante quindi fare attenzione all’efficacia e immediatezza ai contenuti mobile. 

 

 

MARK UP /SCHEMA.ORG

I contenuti strutturati, ossia le informazioni che arricchiscono all’interno di una ricerca quello che l’utente può vedere ancora prima di cliccarci sopra, hanno ottenuto un punteggio medio di 3,67 mantenendo il trend stabile. 

Con questo fattore abbiamo completato l’analisi di uno per uno dei fattori di posizionamento che storicamente andiamo ad analizzare. 

Ora proviamo a capire e riassumere quali sono i fattori di posizionamento in crescita, quali hanno un trend in ascesa e quali hanno un trend in discesa. 

 

 

 

FATTORI DI RANKING IN AUMENTO

Ora a livello di overview generale andiamo a riassumere quali secondo i SEO che hanno risposto alla nostra indagine  sono i fattori di posizionamento in crescita e quali quelli maggiormente in decrescita.

Questa prima analisi mostra le risposte generali, ovvero non divise per specialistica.

Tra i fattori che hanno incrementato il loro indice di rilevanza tra il 2020-2021, abbiamo al primo posto, l’ Ottimizzazione Mobile. 

Google infatti sta dando sempre più importanza al traffico mobile, (visite da smartphone), quindi premia maggiormente chi cura questo aspetto.

Al secondo posto, troviamo la User Experience.

L’algoritmo di Google, in effetti arriva fino ad un certo punto a valutare se la pagina che ti sta offrendo è la migliore che ti può offrire.

In realtà sono gli utenti stessi che determinano il ranking d’interesse,  in funzione della loro ricerca in base  al tempo di permanenza su di una pagina d’interesse.

Infine il terzo punto – Search Intent, ovvero a capacità di dare subito all’utente quello che cerca, di cui ha bisogno, di suo interesse.

 

La visione dei soli professionisti SEO

Alla stessa domanda i soli professionisti SEO, indicano come fattore di maggior rilevanza la Link Building. 

Al secondo posto troviamo l’ Ottimizzazione Mobile e al terzo la User Experience.

La Link Building effettivamente è il fattore che più velocemente offre il miglior risultato, anche se è una delle cose più pericolose e soggetta a penalizzazioni,  se non si lavora bene  in modo naturale, con un’appropriata attività di digital PR.

 

 

FATTORI DI RANKING IN RIDUZIONE

Per quanto riguarda i fattori in contrazione che sono stati analizzati, al primo posto si trova il Social Signal, poi l’Ottimizzazione On Page e infine la Ricchezza di contenuto.

 

La visione dei soli professionisti SEO

Per i fattori di Ranking in contrazione, per i soli professionisti SEO si trova come primo fattore l’attivazione progetto AMP e a scalare Sociale Signal e Ottimizzazione On Page. 

 

 

SOLUZIONI PER CREARE SITI WEB

Con specifico riferimento al Content Management System (CMR) utilizzato ai fini SEO,

I professionisti Seo per il 73%, riconoscono in WordPress, la soluzione più adatta, il software meglio strutturato per un’analisi Seo.

Al secondo posto troviamo chi predilige un sito ad hoc in HTML, opzione molto amata dai Seo vecchio stampo.

 

 

I TOOLS PIU’ UTILIZZATI

Tra i SEO Tools, ovvero i software più utilizzati per l’analisi Seo, 

il più utilizzato risulta essere Sumrush, anche se oggi viene sempre più ulizzato per l’analisi competitor.

A ruota troviamo Seozoom e in terza posizione Sceaming Frog, un programma molto tecnico utilizzato per scansionare il codice della pagina.

 

 

 CONCLUSIONE

Ciò che abbiamo analizzato è il risultato della ricerca condotta da Digital Coach sul tema dei SEO Trends.

Le pratiche di SEO sono un argomento molto caro e rilevante per la nostra scuola, che nel corso degli anni è riuscita a portare sul sito digital-coach.it più di 3 milioni di utenti unici all’anno.

Se sei interessato ad approfondire gli argomenti trattati, a questo link trovi tutti i materiali, report e grafici di cui abbiamo parlato!

Ricorda che se lo desideri è possibile riutilizzare i contenuti di questa ricerca, citandone e linkando la fonte originale.

Scorrendo la pagina troverai anche i Report e i grafici di altre ricerche presentate recentemente, come ad esempio la Ricerca sullo status del Digital Marketing nelle aziende italiane, il Funnel Marketing o Video Marketing Trends.

Se stai pensando che la SEO faccia per te e vorresti iniziare un percorso formativo per poter imparare a ottimizzare le pagine Web diventando un professionista molto più completo e interessante per le aziende, ti consiglio di seguire una delle nostre certificazioni più complete:

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Sono una consulente di Marketing Digitale, specializzata nel Social Media Marketing & Digital PR. Aiuto le piccole attività locali nel settore dell’hospitality a digitalizzarsi creando una strategia efficace al fine di incrementare il proprio business