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Cosa sono le ricerche correlate Google?

Facendo una ricerca su Google, sarà capitato anche a te di trovarti alla fine della pagina dei risultati di ricerca e vedere dei termini che riprendono parole o frasi connesse alla parola chiave o alla query che stavi cercando. Cosa sono quelle parole? Sono le cosiddette ricerche correlate su Google.

Ti starai domandando: in cosa consistono? Si tratta di parole che Google mette a disposizione in base ad un’affinità semantica, ovvero parole che hanno un significato simile, e medesimo intento di ricerca, che esiste tra la parola chiave ricercata e quella che propone come risultato. Lo scopo di Google è quello di facilitare il più possibile l’esperienza di ricerca sul web per l’utente, riportando termini che sono stati oggetto di ricerche frequenti. Sono ricerche che comprendono voci, parole, frasi, che aiutano ad avere risposte sempre più affini e complete alle domande poste. Google vuole mettere l’utente nella posizione di avere tutto a sua disposizione, senza dover cercare altrove. 

Un’altra domanda che sorge spontanea in questo caso è: “come fa Google a trovare queste parole?”  È l’algoritmo del colosso del web che fa tutto in maniera automatica. Il motore di ricerca, per fornire la risposta all’utente, passa in rassegna le pagine che ci sono sul web. Effettua una scansione digitale delle pagine e valuta non solo le parole chiave (anche dette keywords) presenti nell’articolo, ma anche la relazione o associazione che esiste tra di loro, analizzando il contesto in cui sono inserite. Google, utilizza qualsiasi elemento correlato che possa essere utile per ottenere una maggiore corrispondenza con i contenuti web che sono stati oggetto di indicizzazione. È così che Google “intuisce”, quali sono le parole chiave che gli utenti ricercano di più, dopo aver digitato quella principale. Il motore di ricerca coglie l’intento di ricerca degli utenti, cioè cosa questi stanno effettivamente cercando, effettuando un’indicizzazione semantica latente dei contenuti, conosciuta anche come il Latent Semantic Indexing (LSI).

Facciamo un esempio. Se si dovesse inserire la parola digital marketing nel motore di ricerca, alla fine della pagina dei risultati si troveranno, dentro un box, altre parole a completamento.

Correlate-su-Google

Google, cerca di affinare la ricerca generica, rendendo più agevole l’esperienza sul web.

A cosa servono questi suggerimenti?

Se da un lato, Google con le sue ricerche correlate risponde alle domande dell’utente, dall’altro, queste ricerche offrono, a chi scrive per il web, un’opportunità in più per attrarre visitatori sul proprio sito. Per posizionarsi tra i primi posti sulla pagina dei risultati di ricerca,  non è più sufficiente quindi inserire solo le keywords, ma bisogna prestare attenzione anche alle parole relazionate a quelle più ricercate, che si trovano all’intero del contenuto dell’articolo. Sapere come funzionano le related research risulta essere uno strumento fondamentale e vincente. Potrebbe essere opportuno inserirle nel contenuto dei propri articoli per posizionarsi tra i primi posti nei risultati di ricerca. In questo modo si forniranno all’utente le risposte che effettivamente sta cercando. Per scegliere e ottimizzare al meglio l’inserimento delle parole suggerite viene in aiuto la figura professionale del SEO specialist.

 

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Cosa fa il SEO Specialist?

Il SEO Specialist, analizza le previsioni di ricerca degli utenti per sviluppare e implementare strategie che vadano a  migliorare i risultati di ricerca. Questo professionista sa quanto è importante che le ricerche di maggior tendenza siano presenti nelle pagine di un sito. Per ottimizzare il suo lavoro, scoprire quali sono le maggiori ricerche degli utenti su Google gli consente di anticipare il loro intento di ricerca. Questo è quello che gli permetterà di dare una pronta risposta all’utente che naviga sul web in cerca di qualcosa. Per sfruttare al meglio il potenziale di queste parole, bisogna sapere come utilizzarle. In questo caso oltre la figura del SEO Specialist, torna molto utile la figura professionale del SEO Copywriter.

Perché usare le ricerche correlate di Google?

Queste “paroline magiche” possono essere usate per diversi scopi:

  1. Sono un utilissimo strumento che consentono di posizionarsi tra i primi elencati su Google, aumentando notevolmente il traffico sul proprio sito web;
  2. Se si è a corto di idee per gli articoli del proprio blog, accendono una lampadina per trovare nuovi argomenti, riuscendo così a creare un blog di successo;
  3. Aiutano ad ampliare i contenuti ed il piano editoriale del blog ed effettuare un attività ai fini della conoscenza di un marchio- brand awareness – o di personal branding;
  4. Aiutano a capire come i competitors si comportano in base allo stesso argomento affrontato, consentendo di giocare d’anticipo.

Seguire queste indicazioni può risultare un vantaggio strategico nell’aumentare la visibilità organica -cioè gratuita- dei contenuti sui motori di ricerca. Per capire al meglio come utilizzarle possono tornare utili i percorsi formativi con tematica SEO. Inoltre, la scuola di Digital-Coach ha messo a disposizione delle interviste a degli esperti del settore.

 

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I quattro migliori strumenti per scoprire i suggerimenti di Google

Quali sono gli strumenti che Google mette a disposizione per aiutare gli utenti e far crescere la visibilità del proprio blog? Oltre il box che abbiamo alla fine della pagina di ricerca, Google ne fornisce altri. Vediamone alcuni.

Google Suggest

Nel momento in cui si inizia a scrivere la parola su Google, il sistema rende più agevole la ricerca facendo un’operazione di auto-completamento della frase. In questo caso Google suggerisce dei possibili argomenti collegati, ma in maniera più specifica. Ricorda qualcosa questa immagine?

Suggerimenti di Google

Queste sono le previsioni di ricerca degli utenti. Google raccoglie una serie di keywords e forma delle frasi, che risultano legate alla principale ma in prospettiva futura – in gergo i professionisti le chiamano parole o frasi di long tail o coda lunga. (Se sei curioso di ampliare il tuo vocabolario di Digital Marketing e sapere cosa è una long tail o coda lunga  scarica l’ebook gratuito). Questi suggerimenti sono parole o frasi connesse tra loro, ma ancora in formazione (cioè parole che non hanno un volume di ricerca sufficiente per essere considerate delle vere e proprie correlate). Fare un’analisi di queste parole, e inserirle nei propri contenuti, consentirebbe di apparire tra i risultati suggeriti, determinando maggiori click sulla propria pagina.


Domande e risposte su google

All’interno della pagina, Google agevola l’esperienza utente inserendo anche una parte dedicata a quello che gli utenti hanno già cercato. Anche questo è un aspetto da tenere sottocchio. Tutto quello che il motore di ricerca riporta può rivelarsi utile se si usa in maniera strategica.

Google Trends

Un secondo aiuto che ci offre gratuitamente il nostro caro colosso del Web è Google Trends. In questo caso Google mette a disposizione un database di informazioni, che crea grazie alle ricerche quotidiane effettuate dagli utenti sul suo motore di ricerca. Con questo strumento Google elabora dei grafici, che consentono di conoscere e analizzare il comportamento degli utenti nelle ricerche on line. Usare questo tool consente di avere una miniera di informazioni vantaggiose soprattutto per chi vuole fare content marketing e creare una strategia di contenuti di qualità. Comprendere i gusti, gli interessi e le notizie di tendenza del proprio pubblico di riferimento è fondamentale. Aiuta, infatti, a capire quali sono le tematiche più affini e di potenziale interesse per i propri utenti. Il risultato di quanto detto da più visibilità al sito. Capire come usare questo strumento al meglio non è difficile, basta smanettarci un po’.

Google trends    Notizie di tendenza

Keyword planner tool di Google Ads

Altro strumento utile è il Keywords Planner di Google Ads. Si tratta di uno tool presente all’interno della piattaforma di Google Ads (ex Adwords), che è dedicata al mondo dell’advertising o pubblicità a pagamento sul motore di ricerca Google. L’utilizzo di questa piattaforma è gratuito, è necessario solo un account gmail. Ciò che è a pagamento, invece, sono solo le campagne pubblicitarie che puoi attivare al suo interno. Fra le sue funzioni trovi lo strumento di pianificazione delle parole chiave. Inserendovi la keyword da ricercare, Google accede al suo database fornendo un elenco di parole chiave relative al termine digitato. Aggiungendo il filtro delle “idee strettamente collegate”, Google riporta delle voci che sono in linea alla parola chiave ricercata.

I risultati ottenuti ti permettono di pianificare una strategia per raggiungere i tuoi obiettivi, anche se la buona riuscita di una campagna è condizionata da più fattori. Ads è un buonissimo strumento per imparare a fare pubblicità su Google. A questo proposito, la figura specialistica, sempre più richiesta tra le nuove professioni digitali, è quella del SEM specialist.

Idee correlate Google Ads

Cosa fa il SEM Specialist?

Il SEM Specialist (Search Engine Marketing Specialist) è il professionista che si dedica alla parte SEM (Search Engine Marketing) – una delle principali branche del marketing online -. Il suo compito è quello di pianificare e creare campagne pubblicitarie on line (che possono essere annunci di testo, banner, video), cercando di attrarre sul suo sito utenti che può convertire in clienti. La presenza di questo specialista può risultare vantaggiosa per farsi conoscere velocemente e ricavare maggior traffico verso la propria pagina in tempi ridotti.

Se sei interessato ad approfondire la tematica della pubblicità su Google e diventare un SEM Specialist, la scuola di Digital-Coach ti offre la possibilità di seguire un corso, per conseguire la certificazione di Sem Specialist. (all’interno del percorso formativo scoprirai come attivare gratuitamente lo strumento del Keyword planner tool).

Tuttavia, la strategia spesso vincente è quella di combinare insieme i benefici di SEO e SEM, lavorando in maniera sinergica. Sarebbe quindi ottimale optare direttamente al corso di SEM e SEO Specialist, riuscendo a sfruttare entrambi i profili.

 

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Ricerca di domande e risposte

Una novità che ha inserito Google, sono le domande e risposte, in inglese Q&A. Si tratta di una serie di risposte a domande precise che gli utenti hanno già cercato. Anche in questo caso Google per facilitare le ricerche mette a disposizione una serie di argomenti correlati. Puoi inserire all’interno delle domande e risposte sia le parole chiave che le maggiori ricerche affini alla principale. Ciò può rivelarsi utile per ottenere una buona posizione sulla pagina dei risultati di ricerca.

Question and Answer Google

 

In conclusione

La comprensione del funzionamento e il corretto utilizzo delle ricerche correlate e degli strumenti, gratuitamente messi a disposizione da Google, sono importanti per una strategia vincente. Di questo il SEO specialist non può farne a meno. L’utilità delle ricerche correlate è molteplice, va dall’avere un blog di successo e visibilità dagli utenti, al miglioramento del piano editoriale o alla costruzione della brand awareness e del personal branding. Il motore di ricerca sta diventando sempre più intelligente e l’uso di questi suggerimenti forniti da Google aumenterà la  visibilità sul web raccogliendo più click sul tuo sito.

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Prendo in prestito le parole di un grande scrittore che diceva: “Se pensate che l’avventura sia pericolosa, provate la routine è letale” P. Coelho.
Queste, sono state per me parole d’ispirazione, che mi hanno portata a intrapredere un perscorso completamente diverso dal precedente. Laureata in Giurisprudenza ma appassionata di scrittura e di marketing, ho deciso di uscire dalla routine e cominicare ad essere felice “buttandomi” in qualcosa di avventuroso e stimolante!
Ed eccomi qui, mi rimetto in gioco e pronta ad una nuova formazione, sperando di riuscire a comunicare quanto è bello fare del proprio sogno un lavoro!