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Telelavoro: cos’è, vantaggi e come lavorare a distanza

Il telelavoro è una modalità di prestazione lavorativa perlopiù subordinata per cui, attraverso la tecnologia, è possibile operare anche o esclusivamente fuori dalla sede di lavoro, ovvero da casa o da un ufficio decentrato.

telelavoro come si faDunque non è una professione e nemmeno un’attività, e non è necessariamente svolta a domicilio. Quando invece lo è, parliamo di telelavoro domiciliare, o di telelavoro da casa.

Se pensi che il teleworking possa interessarti, ti consiglio di continuare a leggere questa piccola guida. Ti dirò:

  • cosa significa telelavoro,
  • qual è la differenza tra smart working e telelavoro,
  • quali sono i vantaggi e gli svantaggi del lavorare online da casa,
  • in che modo la normativa vigente regolamenta il teleworking,
  • come attivare il lavoro via web dal proprio domicilio,
  • alcuni esempi di telelavoro di successo.

Se invece sei più propenso a metterti in proprio, considera la possibilità di farlo avviando una delle 8 attività proposte nel Corso sull’imprenditoria digitale di Digital Coach. Seguendolo potrai capire come iniziare un business profittevole anche partendo da competenze digitali nulle e capitale ridotto.

Cos’è e come funziona il telelavoro

Il telelavoro nasce negli Stati Uniti nel 1973. Lo scienziato Jack Nilles coniò il termine “teleworking” per presentare una soluzione di natura socioeconomica all’impennata del prezzo del petrolio. Il significato di telelavoro si riferiva ad una circostanza lavorativa pensata per trasferire, al posto dei lavoratori, dati ed informazioni per mezzo di tecnologie telematiche quali i primissimi computer. 

Allora fu predetto che nel 2000 avrebbe riguardato il 40% delle società americane. In quell’anno, infatti, 16 milioni di americani su una popolazione totale di 282 stavano lavorando in sedi decentrate o da casa. Le previsioni si erano rivelate un po’ eccessive ma comunque vicine alla realtà. Oggi il telelavoro, grazie a strumenti informatici più avanzati e spinto dall’emergenza sanitaria, é sempre più accolto anche in Italia, e riguarda sia il personale della pubblica amministrazione che delle attività private che erogano i servizi via internet secondo un rapporto lavorativo subordinato o parasubordinato.

I benefici del teleworking sono molteplici e sempre più riconosciuti, e grazie anche a normative che tutelano diritti e doveri di ambo le parti, il benessere del lavoratore è finalmente messo al centro, sbloccando un processo di “remotizzazione” del lavoro che è ormai inarrestabile.

Il rapporto di lavoro può essere di tre tipi:

  1. Offline. Il dipendente svolge le sue mansioni e si occupa della comunicazione dei dati senza ricorrere a collegamenti telematici.
  2. One way. Vengono comunicate le istruzioni sulle attività da svolgere ma non vi è una condivisione delle informazioni o un controllo diretto dell’attività lavorativa.
  3. Online. Vi è una collaborazione con i membri di un team che si svolge tramite canali online o in videoconferenza, e quindi un controllo continuo da parte di un supervisore.

In base all’organizzazione aziendale, il luogo di lavoro dove esercitare la prestazione lavorativa può essere costituita da:

  • la propria abitazione per quanto riguarda il telelavoro da casa, seguendo le modalità da contratto per quanto riguarda orari e postazione di lavoro.
  • nessuna postazione fissa, nel telelavoro mobile. Si ha una maggiore flessibilità, sono previsti periodici aggiornamenti con il capo e si comunicano i dati attraverso un portatile,
  • un “telecentro” o un ufficio satellite, ovvero in strutture dell’attività che predispongono gli strumenti di comunicazione necessari.
  • nessuna sede in particolare, nel caso delle imprese virtuali, che operano esclusivamente nel web. Si parla, in questo caso, di telelavoro remotizzato.

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Differenze tra telelavoro e smart working

Le differenze tra telelavoro e smart working sono perlopiù legate alle note legali, che per il telelavoro hanno più di 20 anni mentre per lo smart working sono ancora in fase di definizione. Nel telelavoro il personale ha dei benefit, come l’attribuzione delle spese energetiche domiciliari al datore di lavoro, che nello smart working possono essere concessi ai loro dipendenti per scelta aziendale.

telelavoro cos'èEntrambi condividono il fine di trarre profitto sia in termini umani che economici dalla progressiva digitalizzazione dei servizi, e nel telelavoro, quando la postazione lavorativa è quella domestica, è facile confonderlo con lo smart working. Appare chiaro come due forme di prestazione dell’attività lavorativa abbiano caratteristiche complementari; ecco perché nell’uso comune non esiste una reale distinzione.

Per definire la situazione di lavoro a distanza in cui una buona parte della popolazione mondiale si é ritrovata a partire da Marzo 2020, però, nessuna delle due definizioni sarebbe quella giusta. Prima di definire le differenze occorre infatti sapere che sia il telelavoro che lo smart working dovrebbero costituire una scelta e non una costrizione, la cui non accettazione da parte del personale o del datore di lavoro non può determinare la fine del rapporto lavorativo. Ciò che in molti hanno dovuto accettare recentemente può, quindi, essere ricondotto ad una forma forzata di telelavoro.

Le note legali ci aiutano a distinguere meglio quelle che sono due concetti distinti: una modalità di prestazione lavorativa generalmente subordinata, il telelavoro, una filosofia di management aziendale, lo smart working. Ecco, quindi, le differenze tra telelavoro e smart working.

Il telelavoro:

  • nasce e viene attuato dal 1973 anche se la prima regolamentazione risale al 1998 (legge Bassanini),
  • dal punto di vista legislativo rientra nel settore del lavoro subordinato, per cui, nella pubblica amministrazione è normato sin dal 1999 ed in quello privato dal 2004.
  • il luogo di lavoro, quando costituito da una postazione fissa, è per legge considerato al pari di un ufficio aziendale, ed è quindi soggetta alle norme vigenti in materia di sicurezza sul lavoro.
  • nel caso si operi dal proprio domicilio, la sede lavorativa, o “workstation” non può consistere all’interno di spazi dedicati normalmente alle attività domestiche (in camera o in cucina, per intenderci).
  • al datore di lavoro spettano gli oneri relativi ai consumi energetici, quali illuminazione, riscaldamento, internet.
  • il datore è tenuto ad accertarsi che vengano seguite le normative di sicurezza sul lavoro ed a fornire ai dipendenti un’adeguata formazione.

Proprio come se il dipendente lavorasse in ufficio, le rappresentanze sindacali hanno diritto all’accesso al luogo di lavoro, quindi anche presso l’abitazione del dipendente, per accertarne l’idoneità. Lo smart working, invece:

  • in Italia viene introdotto nella pubblica amministrazione dalla legge 124 del 7 Agosto 2015 (decreto Madia),
  • non è soltanto una modalità ma piuttosto una filosofia di vita lavorativa che, grazie allo sviluppo in campo digitale, dà accesso a notevoli vantaggi in termini economici e produttivi, e rimodella le attività aziendali negli spazi, negli strumenti e nel rapporto di lavoro,
  • gli strumenti, spazi ed organizzazione del tempo sono gestiti in maniera più autonoma,
  • i servizi lavorativi possono svolgersi interamente a distanza oppure in modo ibrido, alternando il lavoro in presenza,
  • chi lavora in smart working non lo fa necessariamente da qualsiasi luogo esterno al sito aziendale, anche se comunemente il termine è associato solo a questo aspetto. Esso infatti non consiste esclusivamente nell’accesso da remoto ed ad una organizzazione del tempo più flessibile, ma abbraccia una visione più confortevole della prestazione lavorativa. Perciò si può fare smart working anche all’interno dell’azienda.

A seguito di test che misuravano la produttività, l’azienda Lindt ha deciso di investire non solo nella digitalizzazione per favorire la prestazione lavorativa a distanza, ma anche negli uffici interni, dove i suoi dipendenti passeranno la maggior parte della settimana.

Normativa vigente sul telelavoro

Le note legali che costituiscono la normativa sul telelavoro sono definite nell’ Accordo Interconfederale del 9 Giugno 2004, contratto tra le maggiori sigle sindacali e le grandi aziende. Il telelavoro prevede che la prestazione lavorativa:

  • non si svolga presso lo stesso sito dove opera il datore di lavoro,
  • sia svolta attraverso tecnologie di comunicazione on line,
  • non richieda competenze specifiche,
  • sia svolta spesso anche o unicamente da remoto, ma da un unico luogo,
  • possa svolgersi in modalità ibrida, cioè sia fuori che presso il sito dell’attività,
  • preveda una organizzazione del tempo più flessibile ma non totalmente autonoma.

Nel telelavoro, sono invece escluse le disposizioni in materia di:

  • lavoro straordinario,
  • riposo giornaliero,
  • pause,
  • lavoro notturno,
  • orario di servizio, anche se

accordi individuali possono prevedere che l’impegno orario giornaliero in telelavoro non risulti inferiore a un quarto e superiore al 75% rispetto a quello complessivo settimanale.

È novità dei primi di Gennaio che politici e sindacati, sia nella pubblica amministrazione che nel settore privato stiano giungendo alla definizione di accordi nazionali per quanto riguarda orari di lavoro, giorni in sede e fuori sede, tempi di riposo e inoperabilità e le forme di controllo dell’attività svolta.

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Vantaggi e svantaggi del telelavoro

Lavorare oltre le mura della sede aziendale ha notevoli benefici. Ma, come vedremo in certi casi, può determinare anche degli svantaggi.

Benefici per il lavoratore

  • Taglio delle spese per il tragitto casa-lavoro.
  • La conversione dei tempi improduttivi in sede e dei tempi di spostamento casa-lavoro in tempo utile non solo al lavoro ma anche al riposo.
  • Risparmio del costo dell’affitto per un’abitazione più prossima all’impiego.
  • Soddisfazione per una maggiore produttività che può anche tradursi in uno stipendio più alto.
  • Possibilità di evitare stress per gli spostamenti, per il tempo perduto e disaccordi con i colleghi, e conseguente miglioramento dell’equilibrio emotivo.
  • Maggiore flessibilità nell’organizzazione del tempo tra attività lavorativa, famiglia ed interessi.
  • Maggiori opportunità professionali, soprattutto per chi risiede in paesi dove lo stipendio medio è inferiore.
  • Nel telelavoro domiciliare le spese energetiche di casa sono a carico del datore di lavoro.

vantaggi telelavoroUtilità per le aziende

  • Aumento della produttività da parte del personale per il ridotto turnover.
  • Eliminazione della spesa per il mantenimento delle sedi lavorative (affitto e costi di gestione) e degli strumenti.
  • Possibilità di accedere a benefici fiscali derivanti dall’inclusione dei cosiddetti lavoratori fragili (persone con handicap o svantaggiate).
  • Riduzione del personale che lavora negli stabilimenti per attività non direttamente produttive.
  • Minore assenteismo.
  • Minore conflittualità con i colleghi.
  • Possibilità di assumere in paesi dove gli stipendi medi sono inferiori, con un conseguente risparmio.
  • Si è stimato che le attività americane che delocalizzano interamente l’attività lavorativa attraverso il Telelavoro, risparmiano mediamente 20000 dollari all’anno.

Vantaggi per l’ambiente e la salute

  • Riduzione dell’inquinamento.
  • Maggiori opportunità di impiego e quindi di inclusione sociale.
  • Minor dipendenza dalle società petrolifere.
  • Minore spesa pubblica in ambito sanitario e dei trasporti.
  • Limitazione dell’esodo rurale.

Marina Penna, ricercatrice dell’’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, dichiara che se, ipoteticamente, tre quarti dei dipendenti, sia del settore pubblico che privato, non dovessero recarsi in ufficio per un giorno soltanto a settimana, vi sarebbe una riduzione, nell’aria che respiriamo, di 950 tonnellate di combustibile, 2,8 milioni di tonnellate di anidride carbonica, 550 tonnellate di polveri sottili e 8000 tonnellate di ossidi di azoto.

Svantaggi del telelavoro

Viene naturale chiedersi quali sono gli svantaggi del telelavoro. Osservando il fenomeno nella sua globalità, vi sono due aspetti in particolare, in cui si possono riscontrare degli svantaggi. Uno è quello inerente al tasso di occupazione, l’altro più di natura psicosociale.

Riguardo al primo, la possibilità di assumere personale in paesi poveri per abbassare i costi non gioca a favore dell’occupazione interna di un paese, a meno che questa venga bilanciata grazie ad un’adeguata formazione professionale che permetta di rispondere alla ricerca di figure specializzate dall’estero.

Nelle tipologie di telelavoro in cui si svolge la propria attività in isolamento, si perdono il senso di appartenenza al gruppo e tutti i benefici psicologici della coesione sociale. Si perde l’occasione di accrescere soddisfazione e autostima, derivanti dal superare le difficoltà in gruppo, e così la possibilità di autodeterminazione, con conseguente peggioramento dell’umore.

Il mancato incontro con i colleghi riduce inoltre la possibilità di crescita interiore che deriva dal condividere momenti, difficoltà, esperienze e soddisfazioni, tutte gocce essenziali per il mantenimento di un equilibrio psichico. Diversi studi evidenziano come lavorare in isolamento non sia affatto scevro di rischi di stress da lavoro, che determinano soprattutto un effetto di burnout (lett. “esaurimento”), oltre a diversi disturbi del sonno.

Si riscontra, inoltre, una diffusa difficoltà nell’equilibrare il tempo online con quello offline. Secondo un sondaggio promosso da LinkedIn, durante la pandemia, quasi la metà dei partecipanti dichiara di aver lavorato in media almeno un’ora al giorno in più rispetto al proprio orario lavorativo e di avvertire un maggiore stress rispetto a quando lavoravano ancora in ufficio. Il 22% ammette l’incapacità di scindere chiaramente il tempo lavorativo con quello di vita e di confondere gli spazi normalmente dedicati alla vita familiare.

In conclusione, gli svantaggi sotto il profilo psicologico e sociale derivanti dal lavorare isolati ed in ambienti casalinghi sono determinati dal fatto che una parte della popolazione non é ancora capace a gestire questa condizione lavorativa in modo equilibrato per sé, ed una regolamentazione ancora incompleta permette forzature ai diritti del lavoratore.

Fatte le dovute considerazioni, si evince che il telelavoro, con una corretta organizzazione del tempo e degli spazi, può far bene alla salute. Chi svolge mansioni d’ufficio, che comprendono la comunicazione di dati ed informazioni, si chiede quindi come richiedere il telelavoro al proprio datore di lavoro o al consiglio d’amministrazione.

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Esempi di telelavoro da casa

Se stai cercando un telelavoro da casa part time o stai valutando il telelavoro come secondo lavoro, dovresti fare riferimento, nelle tue ricerche, anche alla definizione di telelavoro parziale, che si distingue dal telelavoro a tempo pieno e dal telelavoro discontinuo poiché ha orari di lavoro part-time fissi.

Ecco alcuni esempi di offerte di telelavoro parziale:

  • assistenza o customer service,
  • data entry (inserimento dati),
  • attività di telemarketing,
  • recupero crediti,
  • vendita telefonica,
  • ricerche di mercato,
  • ricerca di personale,
  • editoria,
  • consulenza,
  • formazione,
  • traduzioni,
  • trascrizioni,
  • agenti di vendita,
  • personale di assistenza,
  • tecnici informatici,
  • ingegneri,
  • teleterapia.

Nel telelavoro mobile non vi sono postazioni lavorative fisse, perché comporta continui spostamenti verso il luogo di lavoro dei clienti. Ecco alcune delle figure più ricercate:

  • agenti di vendita,
  • personale di assistenza,
  • tecnici informatici,
  • ingegneri.

Offerte di telelavoro da casa online

Effettuando ricerche di parole chiave salta all’occhio che l’interesse delle persone sia orientato alla ricerca di un lavoro online serio, forse a causa della scarsa credibilità di cui godeva in passato il lavoro a distanza. Sebbene queste stesse professioni possano essere svolte anche come liberi professionisti, ecco alcuni esempi di telelavoro con stipendio fisso:

  • Programmatore web (una delle professioni più richieste),
  • web project manager,
  • Analista e tutti i servizi del web marketing.

Da segnalare diverse possibilità di lavoro online da casa con Amazon, la ricerca di diverse figure in ambito digital marketing, come il business analyst.

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Come si attiva il telelavoro

Ho già accennato al fatto che il telelavoro può essere richiesto anche in seguito alla firma di un contratto. Proporre questa possibilità è un diritto del lavoratore, come è diritto del datore di lavoro rifiutare la proposta che, ricordo, dovrebbe sempre essere una scelta volontaria. C’è una categoria di persone che più di tutte ha diritto al telelavoro, quella dei cosiddetti lavoratori fragili. Si tratta di chi, per ragioni mediche, circostanziali o comunque di svantaggio, ha difficoltà a recarsi alla sede lavorativa.

come attivare teleworkingNel contratto di telelavoro devono essere specificati:

  • organizzazione del tempo e dell’attività lavorativa,
  • tecnologia richiesta o data in comodato d’uso,
  • ubicazione e caratteristiche della work station,
  • formazione ed informazioni relative ai softwares in uso,
  • retribuzione, che deve essere pari a quella ricevuta da chi svolge lo stesso ruolo in azienda,
  • obblighi del lavoratore,
  • oneri del datore di lavoro, come il rimborso delle spese energetiche ed assicurare al lavoratore un ambiente di lavoro sicuro e idoneo.

Tutti questi aspetti si rifanno alle normative sul lavoro subordinato e alla legge sulla sicurezza.

Secondo l’Accordo Interconfederale del 2004, il dipendente potrebbe avere l’obbligo di rientrare periodicamente in ufficio per motivi legati all’organizzazione del lavoro o di formazione.
Il carico lavorativo, seppur non ancora regolamentato nel dettaglio, non dovrebbe essere superiore a quello di colleghi che rivestono la stessa mansione o hanno gli stessi compiti e lavorano in sede.

Non devono inoltre sussistere motivi di discriminazione nella valutazione dell’operato del telelavoratore, che possono derivare dalla sua maggiore flessibilità. Per evitare che si creino disuguaglianze nei trattamenti lavorativi, é prevista la possibilità di stipulare accordi individuali.

Conclusioni e come orientarsi

Lo smart working può considerarsi la moderna evoluzione del telelavoro, ben più radicato sotto il profilo della legge. Le due forme sono contigue ma il telelavoro è nato come una soluzione e si è sviluppato come modalità di prestazione lavorativa.

In Italia il telelavoro ha faticato ad affermarsi per ragioni culturali e certamente anche per la mancanza di strumenti per la comunicazione dei dati e delle informazioni, ma é protetto dalla legge per garantire un impiego ai meno fortunati e favorire la vita familiare e l’equilibrio in salute del dipendente.

Abbiamo visto come il telelavoro sia un tipo di prestazione lavorativa molto funzionale sia per l’azienda che per il dipendente, che permette di avere il controllo sull’organizzazione del proprio tempo e di migliorare il rapporto di lavoro.

In Italia l’accesso deve essere una scelta volontaria ed è un’opportunità professionale dedicata soprattutto ai meno fortunati e ai dipendenti della pubblica amministrazione, mentre in altri paesi come gli USA, è una pratica aziendale diffusa da mezzo secolo.

Come testimonia la crescita di offerte di lavoro subordinato e parasubordinato fuori ufficio, oggi il nostro Paese riprende l’uso del termine. La ricerca nel campo dei servizi da remoto descrive notevoli benefici e dimostra come gli interessi di produzione possano incontrare quelli della salute personale e dell’ambiente.

Un suggerimento finale: se stai cercando un’offerta di telelavoro a domicilio, considera anche le offerte di smart working, per andare poi a capire, contattando l’azienda inserzionista, se si tratta di uno o dell’altro.

Le professioni digitali sono quelle che meglio si prestano al telelavoro e, più in generale, al lavoro online e da casa.
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