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Voice Search: cos’è e come si utilizza

La Voice Search, in italiano tradotta come “ricerca vocale“, sta registrando negli ultimi anni una costante crescita. Nel 2021 più del 50% delle ricerche online viene effettuata attraverso l’utilizzo della voce. Cosa significa questo in parole povere? Che la ricerca vocale sta cambiando il modo in cui interagiamo con i motori di ricerca e di conseguenza si modifica anche il criterio con cui vengono mostrati i risultati. Diventerà di uso comune richiedere informazioni con la voce e sentirsi leggere le risposte da un assistente vocale, ciò comporterà che i contenuti trovati più facilmente saranno quelli ben elaborati in ottica Voice SEO

Per non restare indietro rispetto alla concorrenza, è necessario implementare la voice search nella propria strategia di marketing ed essere degli specialisti nell’ambito del Digital Marketing.

Come fare ad essere trovati da chi cerca informazioni usando la propria voce? Come cambia la SEO per le ricerche vocali? In questo articolo vediamo cos’è e come funziona la Voice Search e anche quali sono i principali assistenti vocali, più 7 consigli utili su come ottimizzare un sito in questa ottica e tutti i vantaggi che ne derivano.

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Cos’è la Voice Search?

Per iniziare, è giusto dare una definizione del termine: la voice search, anche detta vocal search, è una tecnologia basata sul riconoscimento vocale che ci permette di effettuare ricerche online senza dover digitare la domanda all’interno del motore di ricerca utilizzato, ma grazie all’utilizzo esclusivo della nostra voce.

Possiamo fare una ricerca vocale su internet tramite smartphone, tablet, PC, wearables (device che si possono indossare, come gli smart watch) o smart speaker domestici, come Google Home o Amazon Echo.
Il dispositivo, o meglio, l’assistente vocale sul dispositivo, ascolta la domanda, la interpreta e ci restituisce i risultati che ritiene più pertinenti. In base al tipo di device e alle sue impostazioni, ci può leggere la risposta.

Ciò che oggi noi utenti utilizziamo di più per navigare in rete è lo smartphone, in buona sostanza perché è un’estensione del nostro braccio e non ce ne separiamo mai. Anche le ricerche vocali, infatti, vengono effettuate principalmente dai nostri telefoni cellulari.

Per attivare la ricerca vocale è sufficiente, ad esempio, pronunciare un “ok Google” su un dispositivo Android o un “hey Siri” su Apple, e il gioco è fatto. Quante volte ti sarà capitato di farlo? Le ragioni sono diverse, vediamole insieme. 

I vantaggi degli assistenti vocali

Come dicevamo, le ricerche attraverso la Voice Search stanno registrando una forte impennata, e diventeranno nei prossimi anni la modalità di ricerca più utilizzata. A conferma di quanto detto abbiamo dei dati messi a disposizione direttamente da Google:

il 20% delle ricerche effettuate da mobile su Google avvengono tramite la voce. A farlo, sono il 40% degli adulti e ben il 55% degli adolescenti. Percentuali che sono destinate a crescere. Leggi la fonte: blog Google

Ma perché aumentano le ricerche vocali? 

  • Perché sono comode: la voice search ci evita di digitare la query, la domanda a cui stiamo pensando, dunque via libera al multitasking. Usiamo la Voice Search quando abbiamo le mani o la vista impegnate in un’altra attività, come guidare, cucinare, fare sport; ma anche quando non riusciamo a digitare su un dispositivo perché scomodo o di piccole dimensioni, oppure non abbiamo voglia di scrivere.
  • Perché sono veloci: Non dovendo digitare, la ricerca vocale ci fa risparmiare tempo. Si stima che sia tre volte più veloce rispetto a una ricerca normale, perciò è molto utilizzata quando abbiamo fretta e vogliamo un risultato rapido.
  • Perché sono pure e affidabili: Un altro motivo per cui è più comoda è che usiamo un linguaggio più naturale. Con le ricerche vocali le query non sono più due o tre parole chiave scollegate tra loro, ma sono genuine, lunghe e discorsive. Formuliamo frasi e domande complete, così per l’intelligenza artificiale è più facile interpretare il nostro search intent (cosa vogliamo sapere) e restituirci risultati soddisfacenti. Il tasso di errore infatti è molto basso nel riconoscimento vocale.

Visti i vantaggi, la conseguenza è inevitabile: tutti noi ci abitueremo a dare comandi principalmente attraverso la voce.

Come funziona la Ricerca Vocale?funzioni ricerca vocale

La Voice Search, quindi i dispositivi in grado di comprendere un input vocale, funzionano grazie all’intelligenza artificiale.
La tecnologia voice search si basa sull’A.I., sul machine learning e sull’esistenza del cloud.

L’intelligenza artificiale è un cervello digitale che interpreta il significato semantico delle ricerche degli utenti e restituisce loro risposte pertinenti.
Per farlo deve analizzare e confrontare una mole impressionante di dati, tra cui le query che gli utenti hanno effettuato in precedenza, la loro posizione geografica e le interazioni precedenti con il dispositivo.

Ciò che permette alla tecnologia Voice Search di essere presente su dispositivi con una bassa potenza di calcolo, è il cloud.
Il software di intelligenza artificiale (l’assistente vocale, per intenderci) non è installato fisicamente su ogni device. Trovandosi sul cloud, è sufficiente che sia connesso a internet per attingere a tutta la potenza di calcolo necessaria all’analisi dei dati.

Questa che hai appena letto è la spiegazione tecnica, all’atto pratico, per effettuare una ricerca vocale ti basta pronunciare le paroline “Ehy Siri“, “Ehy Google“, oppure chiamare “Alexa“, in base al dispositivo da te posseduto, e fare la tua domanda. I device faranno il resto, proponendoti tutte le risposte più adeguate alla tua richiesta, in base ovviamente alla loro conformazione.

Per capirci, per conformazione intendo se dotati di schermo o meno. Se parliamo ad uno smartphone, questo ci restituirà le informazioni che cerchiamo facendoci visualizzare una lista di contenuti che apparirà sul nostro schermo; se invece utilizziamo un assistente domestico come Google Home, dovremo solo ascoltare la risposta, che ci verrà letta direttamente dal dispositivo, perché non dotato di alcuna schermata. In ogni caso, è tutto molto facile e semplificato!

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Cosa sono gli Smart Speaker

Gli smart speaker (o smart assistant) sono assistenti vocali domestici, dispositivi hardware senza schermo. Gli smart speaker hanno una cassa audio, un microfono, un collegamento wi-fi grazie al quale dialogano con il software di A.I..

Ne esistono di varie marche e modelli, ma i più noti assistenti personali sono Google Home che supporta l’Assistente Google e Amazon Echo che supporta Alexa. A questi device possiamo dare comandi vocali che hanno anche a che vedere con la domotica, possiamo chiedere loro di leggerci le news, un libro, e ovviamente di fare una ricerca vocale online.

Come accennato, non avendo uno schermo, funzionano solo con la voce in entrata e in uscita. Non potendo mostrarci i risultati su uno schermo, sono progettati per leggerci i risultati.

Gli smart speaker hanno avuto una crescita esponenziale di popolarità a partire dal 2018. In America gli assistenti vocali sono diventati parte integrante della routine quotidiana, grazie a dispositivi come Amazon Alexa e Google Home. Il trend è in crescita anche nel Vecchio Continente, con un picco delle vendite registrato durante il periodo della pandemia e soprattutto nel primo Lockdown del 2020. 

Assistenti vocali principali

Analizziamo gli assistenti vocali presenti sul mercato. Questi dispositivi funzionano grazie e un cervello che raccoglie comandi e richieste e li traduce in azioni e risposte. I device hanno cervelli diversi, non supportano tutti lo stesso assistente vocale.  Esistono quattro assistenti vocali principali, realizzati dai maggiori player del mercato:

  1. Google Assistant di proprietà di Google, implementato sui dispositivi Android
  2. Alexa di Amazon
  3. Cortana di Microsoft
  4. Siri di Apple

C’è una cosa importante da sapere per decidere come distribuire e ottimizzare i contenuti online: per restituire risultati agli utenti, gli assistenti vocali interrogano motori di ricerca diversi e attingono da fonti di informazione diverse. Non entreremo nel merito di quale assistente vocale sia migliore in cosa e perché, ma se ci interessa comparire nelle ricerche vocali fatte da ogni tipo e marca di device, è utile sapere da dove prendono le informazioni. 

Google Assistant

L’assistente vocale di Google, conosciuto anche per il suo familiare “Ok Google” seguito da una richiesta, pesca le informazioni da tutti gli spazi in cui Google ci fa inserire informazioni. Il suo scopo è aiutarci nelle vita di tutti i giorni e le sue funzioni possono essere applicate a tutti i tipi di dispositivi e per ognuno può svolgere attività diverse. Google Assistant è anche compatibile con numerosi servizi o app, in modo da rendere l’esperienza vocale sempre più customizzata.

Alexa  voice search alexa

L’assistente di Amazon che si basa sul cloud presente in Amazon Echo è connessa a Yext, Bing e Yelp. Sbarca in Italia nel 2018. Ad oggi è formata da più algoritmi in grado di apprendere continuamente nuove risposte, modi di dire, capacità e addirittura di aumentare l’empatia tra dispositivo e persona. Tutto questo per permettere agli utenti di interagire esclusivamente attraverso l’uso della voce.
Ad Alexa si può chiedere di fare acquisti, dare notizie sul meteo, riprodurre musica, ascoltare audiolibri, controllare i dispositivi di domotica con cui si integra e tanto altro. Come fare? Basta pronunciare “Alexa” e si vedrà comparire una luce blu, segno che il dispositivo è in ascolto.

Echo: il termine indica la famiglia Amazon Echo, ovvero colei che comprende tutti gli apparecchi hardware sviluppati da Amazon in cui è possibile attivare Alexa, ovviamente con la voce.

Una curiosità simpatica: dato l’alto numero di utenti che confondono il nome Alexa con Alexia, cercandolo sui motori di ricerca con quest’altro nome, Amazon ha intelligentemente (e furbamente!) pensato di creare una pagina apposita con l’url/alexia. All’interno contiene tutti gli Amazon Echo esistenti.

Cortana

Creata da Microsoft, è connessa a Bing e Yelp, anche questo assistente, avviato dal 2014, è integrato su dispositivi mobile e desktop. Cortana è in grado di fornire qualsiasi tipo di informazione sulla base dei dati che è in grado di raccogliere. Il software è stato sviluppato per i sistemi operativi come Windows Phone, Windows 10, Windows 10 mobile, per Xbox One e per Android, anche se solo negli Stati Uniti. 

Anche Cortana è in grado di supportare app di terzi e di integrarsi con gli strumenti indossabili (Microsoft Band e Fitbit). Anche per “lei”, voglio lasciarti una curiosità: Cortana è particolarmente famosa per le sue doti da indovina, ha indovinato le squadre vincitrici durante i mondiali del 2014!

Siri

Siri è l’assistente vocale di Apple che utilizza Google, Apple Maps e Yelp, ha lasciato Bing nel 2017. Come tutti i precedenti assistenti vocali è in grado di fornire le informazioni più disparate e, anche in questo caso, personalizzate: previsioni meteo, posizioni di locali, percorsi stradali e tanto altro come la pubblicazione di post sui social. Siri è disponibile su dispositivi di terza/quarta generazione ed è disponibile in italiano con l’aggiornamento IOS6. Attivarla è semplicissimo: basta pronunciare “Ehi Siri”.

Ricerca vocale VS comando vocalevoice search consigli utili

Ricerche e comandi vocali si basano entrambi sulla tecnologia di riconoscimento vocale, ma sono due cose differenti, infatti si distinguono per l’azione richiesta al device.

Una ricerca vocale è una richiesta di informazioni a un motore di ricerca; il comando vocale dà un ordine al dispositivo per fargli compiere un’azione all’interno dello stesso come ad esempio impostare una sveglia, fare una chiamata, mandare un messaggio un’email o aggiornare il calendario. 

Se escludiamo i comandi personali, la Voice Search è usata più di frequente per:

  • Ricerche locali: quando ricerchiamo un’attività sul territorio. Vi rientrano tutte le query che riguardano hotel, ristoranti, eventi, meteo, mappe e percorsi. Sono le cosiddette “near me searches”, come “Ok google, cerca ristorante di pesce vicino a me”. 
  • Intrattenimento: tutte le richieste che riguardano musica, film, videogiochi, libri, ecc.
  • Informazioni generali: tutti gli altri tipi di query come consigli su come fare qualcosa, curiosità, notizie, ricerca di prodotti.

Voice Search Optimization: cos’è?

Per Voice Search Optimization, VSO, si intendono tutte le attività che mirano a migliorare i contenuti online in modo da offrire agli utenti risposte vocali utili, efficaci e di conseguenza un’esperienza di conversazione migliore durante la ricerca

La Voice SEO o Vocal Search ha un approccio meno improntato sulle keyword e più sul rispondere a una necessità. Fare Voice SEO significa confezionare e posizionare contenuti che rispondono a domande sempre più specifiche. I testi devono essere costruiti con caratteristiche che piacciono agli assistenti vocali, per far sì che vengano letti dai device che integrano questa funzione.

Le attività di VSO sono da considerarsi come delle estensioni della SEO: deve essere chiaro che la risposta vocale ottenuta da un assistente vocale deriva da un contenuto ben indicizzato e, quindi, di alta qualità perché ben posizionato all’interno della SERP. 

La domanda sorge allora spontanea: la Voice Search ha modificato il modo di scrivere in ottica SEO? Come avrai già capito, sì.

Per dare risposte soddisfacenti alle esigenze delle persone, si parte sempre dalle domande. Se le domande cambiano, il modo tradizionale di ottimizzare i contenuti sul web non funziona più per comparire in prima posizione da una Google Voice Search.
Ecco quindi che la SEO si divide, o meglio si specializza: da una parte una SEO per le query scritte e digitate; dall’altra, una SEO improntata sulla ricerca vocale, la VSO.

C’è chi parla addirittura di una sostituzione totale dell’attività e dell’acronimo SEO con la Voice Search Optimization, VSO. Con l’avvento degli assistenti vocali stiamo assistendo ad una vera e propria rivoluzione che riguarda: il cambiamento di interagire con la rete e i diversi criteri di posizionamento. Oggi le richieste degli utenti online sono fatte sempre più come uno scambio verbale, come delle vere e proprie conversazioni e richiedono, quindi, delle risposte che siano altrettanti veloci e naturali

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Come ottimizzare i contenuti per la ricerca vocale: 7 consigli utili

Entriamo nello specifico, ora ti indicherò 7 consigli utili per ottimizzare i contenuti per la Voice Search. Questi indicati sono, secondo me, i fattori principali da tener presente e che devi tenere sott’occhio se hai già un sito web online. Anche se sei alle prime armi e hai appena iniziato con la SEO, ti servirà continuare a leggere in modo da poter partire con il piede giusto.

Come cambiano le query nella ricerca vocale?

Se in precedenza l’abitudine era quella di snellire la query, utilizzando un minor numero di parole chiave per ottimizzare la ricerca all’interno di Google, Bing ecc., adesso l’algoritmo è incentrato a corrispondere il più possibile alle ricerche vocali, anche se fatte di getto o imprecise da un punto di vista linguistico.

I fattori da tenere in considerazione per l’ottimizzazione attraverso le ricerche vocali sono quindi:

    • Geolocalizzazione: specifica e personale. In aumento la ricerca del termine “qui vicino“ o “vicino a me”, pronunciato a voce dai dispositivi mobili
    • Maggior utilizzo di long-tail keyword, definite e strutturate: rispetto alla ricerca tradizionale, le query dettate assomigliano al linguaggio di una normale conversazione. L’utente è più specifico e prolisso. Sono più lunghe, meno meccaniche, per lo più sono domande dal chiaro search intent. Con la voice search non si ragiona più in termini di parole chiave brevi o medie, quanto più di frasi complete. 
    • Vocali principalmente sotto forma di domanda e spontanei, più gergali: vanno per la maggiore le domande accompagnate dalle 5w, come, dove, quando, perché, chi. Facciamo in modo che i nostri contenuti rispondano a queste domande.
    • Domande con verbi in prima persona: solo dal 2015 al 2017 le ricerche vocali da mobile che contengono “ho bisogno” o “devo” sono aumentate del 65%, mentre quelle che contengono “posso” addirittura dell’85%. Da questi dati emerge chiaramente che gli utenti svolgono ricerche principalmente per azioni pratiche; per andare in loro aiuto con i tuoi contenuti la domanda che devi farti è: quello che ho scritto risponde in modo esaustivo alle domande “posso” e “ho bisogno”?

Struttura e contenuti del tuo sito

Come avrai capito leggendo fino ad ora, è bene che tu inizi a pensare seriamente di ottimizzare il tuo sito per la ricerca vocale. Ormai è questione di tempo prima che le ricerche vocali diventino la norma.

Per ottimizzare un sito in ottica Google Voice Search bisogna agire su due fronti: il primo è quello dei contenuti; il secondo è quello dell’ottimizzazione degli aspetti tecnici del sito come, velocità, sicurezza, autorevolezza, che beneficiano il ranking di un sito in generale, ma hanno particolare importanza per la Voice Search. Vediamoli più nello dettaglio:

Content is King“, recita l’adagio; tutte le ottimizzazioni di questo mondo non possono nulla, se il contenuto non è utile e interessante. Bisogna mettere in piedi una strategia di contenuti davvero pertinente agli user needs, e il testo deve rispettare le regole base del SEO Copy: facile da leggere e ben scritto, vicino al linguaggio dell’utente, con frasi brevi, termini semplici, tanti elenchi puntati, e la lista continua.

Ecco una check-list base per ottimizzare i contenuti di un sito per la Voice Search:

    • Comprendere il search intent: il primo passo per produrre un contenuto di valore è soddisfare un bisogno informativo partendo da cosa cercano le persone con la voce.
      Mentre stiamo definendo la nostra content strategy, ci vengono in aiuto “SEO tools” utili a cercare parole chiave e le domande attorno a una keyword, come SEMrush (a pagamento) e Answerthepublic (gratuito). È possibile inserire una keyword e vedere tutte le domande formulate in relazione a essa. Da non dimenticare assolutamente l’analisi della SERP di Google, a nostra completa disposizione e totalmente gratuita. Abbiamo costantemente sotto i nostri occhi tutto quello che ci serve, basta avere le competenze adatte per poter usare queste informazioni in nostro favore e in chiave strategica. 
    • Monitorare le query in Search Console o Analytics: puntare sulle parole chiave a coda lunga legate a un intento di ricerca informativo. Chiedersi se con i contenuti che trattiamo possiamo rispondere a una di quelle domande specifiche. Queste domande sono composte da più parole e al loro interno avranno keyword long tail che dovranno essere utilizzate nei testi in contesti pertinenti e logici.
    • Strutturare i contenuti sotto forma di domanda e risposta: Google ama i testi strutturati e l’utilizzo dei titoli. Per essere più visibili sul motore di ricerca, struttura i contenuti sotto forma di domanda e risposta. Inserisci la domanda in un header e la risposta nel corpo del testo immediatamente sotto: faciliterai a Google l’estrapolazione della giusta risposta.
    • Dare risposte brevi: rispondi alle domande degli utenti con frasi brevi, perché ciò rende facile per google restituire risposte alle persone. Non serve un lungo paragrafo, bastano una o due frasi. Gli utenti vogliono risposte veloci che possono essere lette a loro con la voce. Più breve è la tua risposta, più è probabile che il tuo contenuto venga selezionato.
      Fai attenzione però: per la voice search, pagine con più di 2200 parola performano meglio di pagine con 500 – 700 parole. Quindi sì, alle risposte brevi e strutturate come ti ho appena spiegato, ma all’interno di un contenuto corposo. In questo modo Google ti può indicizzare per diversi termini, da cui trarrai più traffico.
    • Creare pagine FAQ: queste pagine sono un buon modo per trarre benefici dal lato della SEO. Le FAQ sono una serie di domande frequenti, dirette, e quindi assolutamente perfette per le ricerche vocali. 

Per quanto riguarda invece le ottimizzazioni tecniche del sito ecco nello specifico cosa devi fare:

      • Velocità del sito: più un sito si carica in fretta, più traffico riceverà dalla ricerca vocale. La velocità di un sito gioca un ruolo importante tra ricerca vocale e SEO, soprattutto visto il criterio mobile first di Google.
        Un risultato ottimale è uguale o inferiore a 4,6 secondi. Per sapere quanto è veloce il tuo sito e ricevere consigli per velocizzarne il caricamento si può utilizzare Google Page Speed.
      • Autorevolezza, link building: costruire un dominio autorevole non accade dal giorno alla notte, è un processo che richiede tempo, costanza e impegno. È necessario creare contenuti di valore originali, fare link building, offrire una buona user experience.
        Lavorare per migliorare contenuto, design, e link building può aiutare a guadagnare traffico vocale, perché i siti visti da google come autorevoli guadagnano la fetta più grande di pubblico.
      • Sito sicuro, protocollo https: un sito che segue il protocollo https riceve più traffico dalle ricerche vocali, perché Google tiene, in misura sempre maggiore, alla sicurezza dei suoi utenti. Oltre il 65% dei risultati delle ricerche vocali provengono da siti https, quindi anche per i siti vetrina sembra avvicinarsi il momento di passare all’https. [fonte: neilpatel].

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Perché i featured snippet sono importanti per il voice search

Un’ultima doverosa precisazione in merito alle ottimizzazioni sui contenuti riguarda il featured snippet, che altro non è che il risultato organico messo più in alto da Google, la cosiddetta “posizione zero”. 

Devi sapere che, secondo la maggioranza e a conferma di Google stesso nelle sue linee guida, se vuoi ottimizzare un sito per la Google Voice Search, devi puntare a creare lo snippet in primo piano nella SERP di Google. Significa che il tuo contenuto deve essere in grado di soddisfare in maniera precisa ed esaustiva una data query fatta dall’utente
È da lì che vengono prese le informazioni che vengono poi lette agli utenti. Stiamo parlando di un’alta qualità di contenuto.

Aggiungi l’assistente personale nel tuo sito web

Abbiamo ormai capito che la Voice Search sarà a breve la normalità. Quale idea migliore se non quella di aggiungere un assistente vocale personale nel tuo sito? 

Già starai immaginando la fantastica rivoluzione che comporta: pensa se l’utente, entrando nel tuo shop online, potrà chiedere direttamente ad un assistente vocale di mostrargli il prodotto che cerca. Tutto ciò, senza inserire filtri o dover digitare nulla. 

Inoltre, è possibile anche ricevere un feedback diretto degli utenti dopo che la loro esperienza sul tuo sito si è conclusa. Per merito dell’intelligenza artificiale che guida gli assistenti vocali, è possibile domandare all’utente se il prodotto mostratogli è stato gradito. Questo permetterà di migliorare costantemente i risultati di ricerca per i clienti futuri. Avanguardia pura!

Sessione di ricerca

Per sessione di ricerca non si intende solo la durata del tempo trascorso da un utente su un sito. È sicuramente questo, ma anche il prima e il dopo della stessa ricerca.

Una sessione, infatti, ha inizio, dal momento in cui una persona ha avuto l’impulso di cercare una determinata cosa e prosegue anche nei giorni successivi alla ricerca vera e propria. 

Questo non vale solo per la Vocal Search ma per ogni ricerca che si effettua online: riuscire a capire e monitorare il comportamento degli utenti è fondamentale per riuscire ad attrarli e sopratutto soddisfare i loro bisogni, prima degli altri. 

Speakable 

Di proprietà di schema.org e Google. Per ora funzionante solo negli Stati Uniti, ma da tenere sott’occhio perché ha intenzione di allargarsi in altri paesi, Speakable seleziona parti di pagine web o articoli che sono più idonee alla lettura vocale e in più li sintetizza. Da qui, i dispositivi che utilizzano Google Assistant possono riprodurli. 

Google Assistant utilizza i dati Speakable anche per rispondere a notizie di attualità: ad una domanda su un argomento specifico, restituisce tre fonti da tutto il web e ne supporta la riproduzione audio con la sintesi vocale annessa, in tutti quegli articoli in cui sono presenti i dati strutturati Speakable. Per approfondire, Markup schema Speakable.

Google My Business

L’importanza di Google My Business per le attività locali è ormai indiscussa. A maggior ragione se per gli assistenti vocali è molto visibile. Questi infatti, al momento di una richiesta come: “Ok Google, cerca una lavanderia qui vicino”, ritrovano immediatamente l’attività più prossima tramite Google My Business. Le attività che non ce l’hanno, anche se più vicine, non saranno trovate così facilmente e questo vuol dire che  stanno perdendo una grossa fetta di potenziali clienti.

Google Action

Questa funzionalità di casa Big G ti permette di collegare la tua app a Google Assistant, in modo tale che gli utenti possono usufruire dei tuoi servizi semplicemente usando la voce. Disponibile per tutte le app Android. In questo modo fornirai un rapido accesso ai contenuti della tua app e coinvolgerai maggiormente i tuoi clienti con funzionalità ad hoc per loro. 

E se non hai un app? Nessun problema! Google genera ugualmente una pagina dedicata all’interno di Assistant basandosi sui tuoi articoli. Una volta che le richieste vocali tramite l’assistente Google saranno coerenti con i tuoi contenuti, Google chiederà agli utenti se vorranno leggere o ascoltare le tue notizie. Fantastico no?! Inoltre con Google potrai attuare la tua strategia pubblicitaria di successo!

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L’evoluzione della ricerca vocale

La Voice Search nasce nell’ormai lontano agosto del 2008, allora il suo nome era Voice Action, ed era stato lanciato da Google solo sui dispositivi Android. Dopo un mese la ricerca vocale era disponibile anche per Iphone. 

Inizialmente disponibile sono in inglese, dal 2011 sono state lanciate le versioni anche in italiano, spagnolo, tedesco e francese. 

Sempre nel 2011, più precisamente a giungo, Google annuncia che avrebbe incorporato la Voice Search su tutti i dispositivi, smartphone e desktop. Una funzionalità innovativa, che forniva agli utenti la possibilità di utilizzare il loro cellulare per fare ricerche su Google. 

Come prevedibile, agli albori il processo non era così immediato e semplice come ora: l’utente doveva chiamare il numero di Google Voice Search System ed aspettare di comunicare ad una voce le keyword che desiderava cercare. Il passaggio seguente, prevedeva l’attesa dell’aggiornamento della pagina con le richieste effettuate. 

A distanza di più di dieci anni, oggi quasi la totalità dei dispositivi supportano la Vocal Search e sono capaci di proporre risposte agli utenti sempre più precise.

Conclusioni

La crescita esponenziale della Voice Search sta rivoluzionando l’intero modo di interagire online, è questione di molto poco e diventerà la normalità fare e cercare le cose tramite gli assistenti vocali.

Questa rivoluzione sta imponendo a chi si occupa di SEO di adottare nuovi modi per ottimizzare i contenuti online per essere trovati a seguito di una ricerca vocale.
Per non restare indietro e perdere la fetta di mercato che deriva dalle ricerche vocali, è senza dubbio importante adottare una strategia di voice search marketing.
Le indicazioni contenute in questa miniguida rappresentano degli accorgimenti iniziali, da approfondire. Se sei appassionato del mondo del marketing, in particolare di SEO e SEM, e ti occupi di creare contenuti per il web, ti potrebbe interessare certificarti e approfondire tutte le materie per diventare un vero specialista delle ricerche vocali e non solo!

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2 Commenti

  1. Fabrizio Erasmino Aviles Zuniga

    I didnt expect voice search results to be this prominent when it comes to numbers. Personally, i almost never use this feature, but i acknowledge that it’s both effective and efficient. Additionally, Voice SEO is something i’m very interested about

  2. stefano mazzolini

    La ricerca vocale cambierà il modo in cui gli utenti effettueranno la ricerca e quindi, allo stesso tempo, cambierà radicalmente il lavoro dei content strategist e dei content creator. Sarà fondamentale quindi adottare una strategia di voice search marketing al più presto!

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