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La fatidica domanda “cosa fare dopo il licenziamento” è sempre più attuale in un contesto lavorativo difficile come quello contemporaneo. Mi preme quindi partire subito da una considerazione: oggi essere licenziati non è assolutamente anormale, anzi è un’esperienza molto più comune di quanto si creda.

Se ti trovi su questa pagina è perché anche tu come molti altri ti stai chiedendo “cosa fare dopo il licenziamento?”. Che tu sia stato licenziato con in mano un contratto a tempo determinato o a tempo indeterminato, che la cessazione del rapporto sia avvenuta per giustificato motivo oggettivo o soggettivo; o ancora, che si tratti di un licenziamento disciplinare, un licenziamento con risoluzione consensuale o una scelta del lavoratore o del datore di lavoro, non importa. Il motivo o la condizione contano relativamente poiché quando cessa un rapporto di lavoro i dubbi e le paure sono sempre infinite. Si tratta di un evento traumatico che pone alcuni interrogativi sia personali sia professionali e affrontare tutte queste domande può essere il primo passo verso una rinascita professionale.

In questo articolo non mi addentrerò in un’analisi legislativa, scrivendo per esempio a cosa si ha diritto in caso di licenziamento, perché parlare di disoccupazione, Naspi, indennità, tutela o riferimenti a una legge in particolare, non è il mio ambito e rischierei di fornire informazioni incomplete. Posso però indirizzarti sulle tue scelte da adesso in poi, fornendoti consigli per riqualificarti dopo il tuo licenziamento, e aprendoti nuove porte nel digital, mercato in costante crescita.

A tal proposito, ti indicherò quali sono le competenze personali che bisogna considerare per lavorare in questo campo, ponendo attenzione alla formazione e alle nuove professioni e mansioni più richieste nel mercato digitale che è possibile acquisire seguendo per esempio il Master Digital Marketing di Digital Coach. Inoltre, ti mostrerò come mettersi eventualmente in proprio o farsi assumere, fornendoti qualche consiglio su cosa fare per trovare lavoro dopo il licenziamento; riflettendo su domande spinose, come se dopo un licenziamento per giusta causa rimane traccia visibile a dei nuovi potenziali datori di lavoro o clienti.

Cosa fare dopo il licenziamento? Consigli utili

 

In caso di licenziamento, è in primo luogo necessario prendersi del tempo. Licenziamento non significa fine di una carriera professionale. Non mi stancherò di ripetere questa frase nell’articolo, perché aldilà del motivo per cui si è perso il posto di lavoro, sbagliare fa parte della natura umana, nella vita privata così come nell’ambito lavorativo. Poi, questa affermazione vale ancora di più se il termine del contratto di lavoro si è verificato a causa di un taglio del personale da parte del datore di lavoro dettato da motivi economici, purtroppo situazione ormai comune a molte persone che hanno subito il licenziamento. Ciò nonostante, bisogna ammettere che la risoluzione di un contratto può essere un ostacolo nella ricerca di un nuovo lavoro, soprattutto se per “giusta causa”, ovvero dettato da un’errata condotta del lavoratore, licenziamento disciplinare.

Quindi cosa fare dopo il licenziamento? Bisogna pensare positivo, non abbattersi, non mettere in discussione il proprio valore e tutto il percorso fatto fino a questo momento, è un tuo diritto andare avanti. Sono consapevole che non sia facile, perché il licenziamento può essere un episodio traumatico della propria vita, a cui possono seguire numerosi interrogativi a livello sia personale sia lavorativo. Proprio alla luce di tutto questo: ci vuole del tempo perché all’inizio percepirai il licenziamento come una sconfitta, anche se non è così. Quindi prenditi un periodo di inattività per un’analisi interiore, al fine di raggiungere un nuovo grado di consapevolezza che possa trasformare questo trauma in una nuova possibilità.

In questo lasso di tempo che dedicherai a te stesso, potrai procedere con un’analisi del tuo valore, mettendo anche in campo le competenze che vorresti ottenere per realizzare alcuni desideri professionali; oppure potresti aprire la mente a possibili lavori che non avevi considerato, interrogando internet e i motori di ricerca.

Infine, potresti richiedere la consulenza di un orientatore. Lui potrà aiutarti a capire come ricostruire il tuo percorso professionale. Cogli l’occasione per cambiare.

È doveroso sottolineare però che questa fase di riflessione non può durare mesi o anni, altrimenti si rischia di non riuscire più a risollevarsi, visto che il lavoro è come una palestra: bisogna fare pratica per essere sempre in forma. Quindi è necessario passare a una seconda fase di attività, solo così si può procedere verso un’effettiva trasformazione.

 

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Dopo il licenziamento un nuovo futuro digital

 

In Italia, il lavoro digitale non ha ancora conosciuto quella rivoluzione successa in altre parti del mondo, ma la situazione sta rapidamente cambiando, ecco perché io consiglio di trovare lavoro nel digitale. Questo non significa che sarà semplice: il marketing digitale sta diventando sempre più complesso e differenziato, bisogna quindi informarsi per conoscere le figure lavorative più ricercate dalle imprese, ed è necessario coltivare il proprio sapere, ovvero fare formazione, per riuscire a cogliere nuove possibilità.

Nei prossimi paragrafi dell’articolo, ti illusterò alcuni dati sulla crescita di questo ambito professionale e quali sono, in questo momento, i lavori più richiesti in questo settore.

 

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Perché nel marketing digitale?

In Italia, “lavoro digitale” è un binomio che da anni sta sviluppando una crescita costante.
I dati di Confindustria in merito al 2019, indicano come 6 imprese su 10 in Italia abbiano iniziato una digitalizzazione per portarsi al pari delle proprie avversarie europee. Ciò riguarda figure con altissimo profilo tecnologico, come esperti di robotica e sicurezza dati, ma coinvolge anche, in maniera trasversale, i professionisti che si occupano di promozione e comunicazione digitale, in campi quali il web marketing e i social media, ovvero ambiti dove sarebbe possibile riqualificarsi dopo un licenziamento, senza non dover conseguire ulteriori lauree.

Difatti, un’indagine di Digital Coach, pubblicata su Linkiesta, rivela come l’anno scorso siano state pubblicate 564 offerte di lavoro in questo ambito, 200 delle quali attuate da aziende che, fino a quel momento, erano considerate “tradizionali”, ovvero non erano ancora entrate nel digitale. Il digital world potrebbe quindi essere una buon contesto per chi vuole capire cosa fare dopo un licenziamento ingiustificato e non.

 

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Le professioni digitali più richieste

Non sai cosa fare dopo il tuo licenziamento e hai pensato di lanciarti per la prima volta nel panorama del digitale?
Innanzitutto, bisogna chiedersi: cos’è il lavoro digitale? Lavorare in questo ambito significa avere a che fare con il web e con diversi strumenti tecnologici. Gli ambiti di impiego sono molti e differenti: è possibile analizzare dati; creare contenuti attraverso la scrittura creativa e mettendo in pratica competenze visuali; elaborare strategie di comunicazione e promozione; lavorare con i social media (Facebook, linkedIn, Instagram); occuparsi della vendita online di diversi prodotti. Tutte queste competenze sono acquisibili con una fase di formazione che potrebbe portare al conseguimento di un nuovo lavoro.

Di seguito, per capire come entrare nel mondo digitale, un elenco di alcune professioni digitali più ricercate in questo periodo per aiutarti a comprendere e a indirizzare le tue scelte future post licenziamento:

  • Il Web Analytic Specialist analizza di dati che arrivano dal web, per capire come si comportano gli utenti, così da permettere di elaborare strategia di marketing più funzionali.
  • Il SEO-SEM Specialist si occupa di annunci pubblicitari online, in modo specifico su Google e sugli altri motori di ricerca.
  • Il SEO Manager si occupa del posizionamento di pagine e articoli di un sito nelle prime posizioni di Google e degli altri Search Engine.
  • Il Web Content Manager è specializzato sulla creazione di contenuti digitali di qualsiasi tipo e origine, avendo anche presente dove posizionare ciascuno di essi per sfruttarne al meglio le potenzialità.
  • L’E-Commerce Specialist è un professionista che si occupa di processi e strategia riguardanti la vendita online di qualsiasi tipologia di prodotto.
  • Il Social Media Manager si occupa di gestire, analizzare e produrre contenuti su Facebook e sugli altri Social Media utilizzati da un’azienda.

 

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Le competenze necessarie

Dopo un licenziamento potresi aver messo in discussione le tue competenze. Ma come già detto in questo articolo, licenziamento non significa mettere in discussione tutto il percorso formativo realizzato fino a questo momento. Ciò nonostante, per far fronte alla ricerca di un nuovo impiego, sarà necessaria una crescita del proprio bagaglio personale. Spesso nel lavoro si parla sempre più di skill (abilità in inglese).

Ci sono le soft skills e le hard skills: le prime sono caratteristiche del proprio carattere che possono essere innate, o che comunque possiamo coltivare dedicando del tempo a noi stessi; le seconde sono conoscenze più tecniche e specifiche peculiari a ogni professione. Per quest’ultime non c’è scampo, si acquisiscono solo facendo formazione, prima ancora che pratica, perché molte di queste sono abilità non ordinarie che si possono apprendere solo una volta entrati in questo mondo. Non mi addentro nell’elenco delle hard skill, perché dipendono molto dall’impiego specifico che intendi svolgere; voglio però sottolineare le soft skills, o competenze trasversali, che reputo fondamentali per riqualificarsi e trovare un nuovo posto di lavoro nel digital.

A mio avviso, le seguenti non sono solamente delle abilità utili a trovare lavoro nel digitale, ma vere e proprie caratteristiche per rimettersi in gioco in un nuovo contesto professionale.

  • Curiosità. Il lavoro in questo campo è in continua trasformazione e ha sempre bisogno di un costante aggiornamento. Se come me, oltre ad amare la scrittura, da piccolo smontavi le macchinine per vedere come funzionavano, ti consiglio di farti avanti. In questo mondo non smonterai i computer, ma entrerai all’interno dei loro linguaggi, fra codice html, stringhe, plugin, software di automation e tante altre cose tecniche che quando funzionano danno tanta soddisfazione. Però ti avverto, non sarà semplice: bisogna studiare molto e avere voglia di sperimentare.

 

  • Capacità di lavorare in team. Se hai subito un licenziamento, potresti aver adottato delle insicurezza rispetto alla relazione con i colleghi. Questo è comprensibile, ma ricorda che non tutti i contesti lavorativi sono uguali, quindi se i tuoi precedenti collaboratori erano poco collaborativi, non vuol dire che saranno tutti così. Tale premessa introduce un elemento significato: il mondo del digitale sta diventando talmente vasto che è impossibile riuscire a svolgere tutte le attività che a esso competono, ciò nonostante queste professioni sono fortemente correlate tra loro, ciò significa che spesso ti troverai a lavorare in squadra con altre persone. Nel campo sono fondamentali l’ascolto e la fiducia reciproca, perché, anche se è doveroso possedere un bagaglio di competenze trasversali, alcune attività specifiche non le conoscerai: quindi sarà importante fidarsi delle persone con cui dovrai collaborare.

 

  • Strategia. Io che arrivo sempre ultimo a Risiko, non sarei forse la persona più adatta a parlare di tale abilità. Scherzi a parte, imparerai subito che qualsiasi azione digitale necessita di strategia: dalla creazione di un contenuto alla gestione di una pagina Facebook, dalla scrittura di un articolo fino all’invio di una mail. Per qualsiasi operazione bisogna essere consapevoli di quale sia l’obiettivo da perseguire, di quali sono i meccanismi che permettono di ottenerlo e di come essa si inserisce all’interno di un percorso di comunicazione più ampio. In qualsiasi ambito del digitale, non esiste la semplice esecuzione, ma dietro a qualsiasi lavoro dovrà esserci un pensiero e una riflessione su quel contenuto.

 

  • Mentalità aperta. Per me il binomio perfetto è curiosità uguale a creatività. Aldilà delle frasi personali, il digital cambia con una velocità impressionante: questo significa che anche la tua formazione dovrà essere costante e al passo con le novità introdotte, ogni volta, dal mercato digitale. È necessario quindi informarsi e sperimentare, perché prima di introdurre una qualsiasi novità all’interno del tuo “fare digitale”, dovrai provare e riprovare, per diventare poi padrone di questa innovazione.

 

  • Flessibilità. In questo mondo sarà difficile ottenere un lavoro dipendente, perché nel digitale è molto comune la figura del freelance, ovvero il lavoratore autonomo che fornisce la stessa mansione per diverse aziende. Questa può essere buona cosa se il tuo licenziamento è frutto di incomprensioni con un datore di lavoro; ma preparati a lavorare di sera per terminare la creazione di un sito entro la data stabilita, oppure il sabato o la domenica, per presidiare a un evento di cui gestisci le pagine social. La vita online procede velocemente. Naturalmente non vuol dire che dovrai essere a disposizione 7 giorni su 7, sacrificando le relazioni interpersonali, ma solo che difficilmente avrai dei turni settimanali sempre uguali.

 

  • Saper rischiare. Mi soffermo su questa definizione, anche se potrei fare la figura di un nerd della parola. Una cosa è rischiare, ovvero buttarsi dentro una novità senza aver considerato le possibilità di fallimento, un’altra è saper rischiare, ovvero lanciarsi verso una sperimentazione, ma calcolando il più possibile il rischio, ovvero cercando di capire le criticità e le possibili soluzioni. Ecco, nel mondo digitale questa attitudine è importante e preponderante, anche perché sono molti ormai gli strumenti che ti permettono di prevedere quali siano le conseguenze. Il lavoro digitale è un mondo fatto di numeri, anche quando ti occupi di creatività, capirai come l’analisi di un content precedente possa fornire delle indicazioni su come introdurre delle novità all’interno di una campagna di comunicazione. Potrai comunque sbagliare, perché in qualsiasi scommessa c’è una percentuale di sconfitta, ma se il digital ci mette a disposizione un po’ di strumenti di analisi dei rischi, perché non utilizzarli? 

Condisci tutte queste competenze con la comprensione base della lingua inglese, perché molti tutorial sono scritti in questa lingua. Con queste caratteristiche potrai valutare cosa fare dopo il licenziamento per per rimetterti in gioco in una futura professione.

 

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Come trovare lavoro dopo il licenziamento?

 

Trovare lavoro è un lavoro, anche nel settore digitale. Questo significa che devi cercare di essere sul pezzo, dedicare del tempo sia alla ricerca sia al contatto di nuovo aziende, scrivere su Linkedin per farti vedere, saper confezionare lettere motivazionali diverse per ciascuna azienda per cui ti presenti come candidato. Inoltre dovresti anche valutare cosa fare dopo il licenziamento con il curriculum: quindi se è necessario esplicitarlo nel tuo documento di presentazione professionale, oppure quando ti presenterai in un secondo colloquio di lavoro, fai leva sulle tue attitudini e i tuoi punti di forza, dimostrando che sei un professionista preparato che merita quella posizione lavorativa.

Di seguito cerco di rispondere a queste domande e fornisco alcuni elementi che, secondo me, sono imprescindibili per cercare lavoro in ambito digitale.

 

Formazione

Cosa fare dopo il licenziamento se non si possiede una laurea? Sarebbe possibile lavorare nel digitale? Direi di sì, ma per trovare una nuova occupazione bisogna essere pronti a riqualificarsi. Inoltre le professioni digitali richiedono molte competenze trasversali, anche in ambito tecnico, queste conoscenze vengono acquisite solo grazie alla spiegazione di un professionista che le applica abitualmente. Quindi è importante investire risorse nella formazione, perché più conoscenze si possiedono maggiore è il proprio valore nel mercato del lavoro. Ma secondo me formazione fa anche rima con sperimentazione: ovvero applicazione delle conoscenze tecniche appena acquisite. Il consiglio è avere sempre un angolo del web dove poterti allenare, che sia un sito web personale o una pagina Facebook da usare come periodo di prova personale, perché per fare palestra ci vogliono sempre gli attrezzi.

 

Un curriculum efficace

Un curriculum aggiornato è la prassi, così come è fondamentale personalizzare questo documento, e la lettera motivazionale, in base alle richieste dell’azienda per cui ti stai candidando.

Però per distinguerti dagli altri aspiranti, potresti avere un curriculum infografico o un video curriculum. Il primo è un documento che, attraverso immagini, icone, dati e testo, può rappresentare con maggiore vivacità la formazione e le esperienze di un lavoratore. Il secondo è un prodotto audiovisivo dove il candidato spiega le sue caratteristiche ed esperienze, aggiungendo magari quei tocchi di creatività che possono attrarre un responsabile delle risorse umane. Per quest’ultimo, ti consiglio però di chiedere consulenza a un videomaker, anche se si tratterà di un servizio a pagamento, così avrai la certezza di ottenere un risultato professionale. Questi due strumenti potrebbero darti maggiori possibilità, dimostrando a un futuro capo il tuo spirito creativo e la tua capacità di innovazione, mettendo tra l’altro in luce la tua professionalità, oscurando così magari una qualche falla dovuta a un licenziamento.

 

Segnalare il licenziamento oppure no?

Cosa fare dopo il licenziamento in merito al curriculum? Bisogna segnalarlo? La risposta è no. Il candidato non deve indicare nel curriculum che è stato licenziato, anzi questo è di norma sconsigliato, perché si rischia di essere penalizzati, senza poter nemmeno passare al colloquio di selezione. Inoltre è vero che un azienda deve segnalare all’ufficio di collocamento il licenziamento di un dipendente, ma non deve dichiarare le sue motivazioni, quindi le cause di un licenziamento non compariranno nella scheda professionale custodita all’interno del Centro per l’impiego, ovvero quel documento che certifica le esperienze formative e professionali di una persona in cerca di occupazione. Quindi non rimane traccia di un licenziamento per giusta causa. Ma attenzione, è doveroso scrivere nel curriculum le ultime esperienze lavorative, anche se fra queste c’è l’azienda che ha provveduto al licenziamento, visto che nel curriculum è penalizzante anche la presenza di lunghi periodi di inattività.

 

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Presidiare su Linkedin

Se il lavoro digitale è un nuovo mondo da esplorare, LinkedIn è la sua finestra. Questa risorsa non è un social media ordinario ma una piattaforma in cui i professionisti si incontrano, confrontano e informano. Su LinkedIn ormai si muovono anche i recruiting delle aziende che selezionano nuovo personale, quindi è necessario che tu abbia un profilo aggiornato, così come è necessario che tu sia attivo nello scrivere, condividere e riflettere sulle diverse dinamiche della professione digitale che hai scelto di svolgere. Come impegno minimo, ti consiglio di scrivere almeno un articolo a settimana.

 

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Cercare lavoro online

Sono diverse le piattaforme che analizzano il mercato del lavoro digitale, permettendo di confrontare e individuare nuove possibilità fornite dalle aziende. Innanzitutto il sito di Digital Coach, dove stai leggendo questo articolo, ha una sezione che offre spazio al digital job: il job allert è un portale dove le aziende pubblicano i propri annunci di ricerca del personale, ogni professionista digitale può iscriversi, semplicemente lasciando il proprio indirizzo mail per ricevere delle notifiche al momento della pubblicazione.

Altri siti interessanti dove cercare lavoro sono per esempio CareerJet, InfoJobs, Glassdoor e Meritocracy, fra quest’ultime forse quella che più riguarda questo mondo. Il mio consiglio è di fare un giro su ciascuna piattaforma, provandole capirai quale risulta più efficace per l’impiego che stai cercando.

 


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Colloquio di lavoro dopo un licenziamento

La situazione di selezione è già un momento in cui bisogna mettersi alla prova, ma se stai cercando un impiego subito dopo un licenziamento, ci potrebbero essere ulteriori momenti di difficoltà. Come anticipato, nel curriculum non devi segnalare un licenziamento, ma è buona norma scrivere il nome dell’ultima azienda per cui hai lavorato, altrimenti il tuo curriculum potrebbe avere un periodo di inattività e venire subito penalizzato.

A questo punto, in fase di colloquio aspettati una domanda sulla motivazione per cui non lavori più nella tua ultima azienda. In questo caso, non bisogna nascondere il licenziamento e non bisogna mentire sulle cause che hanno portato all’interruzione lavorativa, visto che il responsabile delle risorse umane potrebbe anche chiedere a quella azienda delle informazioni sul tuo conto, oppure chiederti una lettera di referenza firmata dal tuo ultimo superiore. Allora come giustificare un licenziamento? Bisogna essere onesti ma anche farsi vedere propositivi. È difficile giustificare un licenziamento per giusta causa, ma potrebbe magari essere utile un’assunzione di colpa, per mostrare il proprio senso di responsabilità, oppure si può spiegare come il trauma del licenziamento abbia influito positivamente sulla propria maturità umana e professionale. In ogni caso non bisogna mai parlare male dell’azienda precedente, perché questo ti metterebbe subito in cattiva luce, lasciando intendere a chi sta tenendo il colloquio che un giorno potrai sparlare anche della sua impresa. In definitiva, prima di affrontare il colloquio, è necessario prepararsi bene, sapendo come rispondere alle domande scomode relative al licenziamento.

 


Cosa fare dopo un licenziamento per mettersi in proprio?

 

Dopo il licenziamento, soprattutto se nato da contrasti con un datore di lavoro, probabilmente si potrebbe non avere più voglia di avere capi a cui sottostare. Quindi si potrebbe optare per la scelta di un lavoro non dipendente. Il mercato digitale si presta molto a questa decisione. In primis, perché di norma sarà difficile che troverai un contratto da dipendente, poiché nel settore è sempre più ricercato il profilo del freelance che ha la possibilità di lavorare per più aziende, organizzando il proprio lavoro.

Il secondo aspetto potrebbe invece essere di natura economica: avviare un’attività digitale ha decisamente dei costi inferiori rispetto a una qualsiasi impresa offline, perché spesso non necessita di acquisti preventivi di immobili e merci, oppure perché non ci sarà per forza bisogno di un ufficio e un negozio in cui accogliere i clienti, o di un capitale d’investimento per avviare una produzione da distribuire. Come in tutte le attività imprenditoriali, anche in questo caso bisogna essere pronti a rischiare, ma per certi aspetti il mercato prevede una certa gradualità d’investimento che offline non è possibile.

Di seguito, elenco alcuni modi per attivare un’attività indipendente nel digitale.

 

Diventare consulente online

Per diventare consulente online è necessario avere un alto know how digitale e, una volta raggiunto questo obiettivo, dovrai essere abile a cercare clienti e posizionarti nel mercato d’appartenenza.

Il Consulente fornisce consigli e suggerisce strategie per implementare la digital trasformation di un’azienda, oppure per migliorare la sua comunicazione e promozione digitale. Tendenzialmente ha un profilo manageriale.

 

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Aprire una Web Agency

Se dopo aver subito un licenziamento diventassi tu il capo di te stesso? Nel caso in cui possiedi già una conoscenza trasversale del digitale, oppure possiedi una buona esperienza nella comunicazione offline, potrebbe essere una soluzione quella di aprire una Web Agency, agenzie di servizi che stanno crescendo, di pari passo, con il mercato digitale. La tua impresa di servizi potrebbe inizialmente essere composta solo da te stesso, allargando poi il proprio campo di competenza attraverso la collaborazione con altri professionisti del settore. Un’agenzia digitale non deve per forza essere specializzata su tutto quello che concerne la comunicazione digitale, deve però essere sempre all’avanguardia rispetto agli ambiti di cui ha deciso di occuparsi, al fine di poter fornire ottime prestazioni ai propri clienti.

 


Creare un E- Commerce in Dropshipping

Se sei un artigiano o comunque produci oggetti e merce che necessita di clienti, potresti valutare di aprire un tuo portale e-commerce per vendere direttamente i tuoi prodotti. In questo caso, puoi considerare di metterti in proprio online perché non dovrai affrontare spese iniziali di locali, uffici e prodotti. 

Infatti si sente sempre più parlare di Dropshipping eCommerce, ovvero la vendita online di prodotti che non si possiedono direttamente, attraverso un’intermediazione fra cliente e produttore. L’avviamento di questo servizio è low budget, in quanto non necessita di spese di acquisto delle materie prime, di attrezzature per la costruzione di oggetti, né di un magazzino in cui custodirle, nonché di uffici e negozi in cui presentare la merce ai propri clienti. Tutto questo risiede su internet. Il tuo compito sarà quello di contattare dei produttori e di trovare delle persone a cui vendere quella tipologia di prodotto. Ma attenzione, non sarà tutto facile e a portata di mano: il drop ship è un lavoro, come tale ci sarà bisogno di faticare per confrontarsi con la concorrenza e ottenere clienti.
Proprio per questo, consiglio per esempio, di scegliere la distribuzione di un prodotto di nicchia, così avrai modo di posizionarti con maggiore facilità sul mercato e stabilire relazioni più durature con i tuoi acquirenti.

 

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Guadagnare con un blog

Se hai un blog e ti piace scrivere, potresti ricevere dei soldi da un’azienda che ti chiede di recensire o consigliare sul tuo portale un determinato prodotto. Per fare questo, dovrai iscriverti a una piattaforma di affiliazione che ti metterà in contatto con le imprese che richiedono online questa tipologia di promozione. Il mondo delle affiliazioni non si è ancora sviluppato in Italia come nel resto del mondo, ma anch’esso si sta sviluppando come conseguenza della crescita del mercato digitale.

 

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Coaching di orientamento

 

Cosa fare dopo il licenziamento per trovare lavoro è un dilemma complesso, ma come hai visto nell’articolo, essere licenziato non significa non avere più possibilità di ottenere un nuovo impiego, anche se il licenziamento è stato per giusta causa.

Tutto questo è possibile perché esiste nell’universo del lavoro un mercato che si sta espandendo, ovvero quello del digitale, dove si stanno concretizzando professioni e possibilità lavorative fino a qualche anno fa ancora sconosciute. Come abbiamo visto, l’universo digital è denso di nuove attività, ciascuna delle quali richiede competenze anche tecniche molto differenti, proprio perché tutto questo si sta sviluppando adesso e a velocità vertiginosa, potrebbe essere necessaria la consulenza di un esperto, per evitare di perdersi in scelte sbagliate, perseguendo strade che possano poi risultare poco proficue o lontane dalla propria professione ideale.

Proprio per questo, oltre a consigliare di fare pratica e formazione, potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista che conosce molto bene questo ambito, prima di partire per questa nuova avventura di cercare lavoro nel digitale.

A questo punto non ti resta che richiedere un Coaching di Carriera Gratuito, i nostri esperti ti aiuteranno a far emergere le tue competenze e ti guideranno per apprenderne di nuove e successivamente trovare finalmente un nuovo lavoro appagante.

 

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Laurea in D.A.M.S (Disciplina d’Arte Musica e Spettacolo) e Master in Giornalismo e Comunicazione Plurimediale. Da sempre affascinato da tutto ciò che riguarda la creatività e la creazione di contenuto, di qualsiasi natura e con qualsiasi strumento.