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Come creare una start up, quante volte hai sentito queste parole con l’impressione di conoscerne il significato ma senza essere in grado di spiegarne i dettagli qualora qualcuno intendesse chiederteli? Questo perché l’idea di “startup” risiede nella tua testa ma un conto è conoscere genericamente e un altro è saper approfondire e spiegare ad altri.

In questo articolo ti spiegherò:

  • cos’è una startup;
  • quali sono i passaggi fondamentali per avviare una start up;
  • alcune idee per creare una startup;
  • come è possibile sostenere i costi della creazione di una startup.

Così potrai trarre consigli utili per iniziare a immaginarne una tua (o più semplicemente apprendere informazioni da utilizzare con colleghi, amici o parenti, qualora fosse questo il tuo interesse). Se invece vuoi fare subito sul serio, leggi tutto e scopri lo Start Up Program.

 

 

Cos’è una start up

 

Una start-up è una nuova azienda, una nuova impresa, un’attività nata di recente. “Tutto qui?” ti chiederai. Non proprio, questa è solo l’idea generale.

Scendendo nel dettaglio e servendoci dell’esperienza del signor Steve Blank, imprenditore con la fama di fondatore accanito di startup nonché docente in famose business school californiane, possiamo definire una startup come “un’organizzazione temporanea progettata per cercare un modello di business ripetibile e scalabile”.

La differenza tra Azienda e Start up si può riassumere in:

  • Azienda “normale”: ha già individuato un modello di business funzionante e la sua attenzione è rivolta al portarlo avanti nel modo più proficuo possibile.
  • Startup: è alla ricerca di un business model attraente e funzionante. Meglio, parte da un’idea solo potenzialmente interessante e sviluppabile, che deve essere avvalorata e trasformata in un business concreto e redditizio.

 

Rispetto a un’azienda “normale” spesso il termine start up viene associato all’innovazione. E, in particolare, all’innovazione tecnologica. In termini stretti la definizione di startup non implica necessariamente l’idea di innovazione tecnologica ed è invece più legata alla ricerca di nuovi business.

Ma con lo sviluppo di Internet, dei nuovi media e, più in generale, con il diffondersi sempre più massiccio della cultura digitale, l’elemento della novità tecnologica che semplifica la vita o che permette di fare cose fino a poco prima impensabili, è praticamente sempre presente in ogni nuovo progetto imprenditoriale di questo tipo.

Senza dimenticare che ormai nessuna impresa che vuole operare nel mercato in modo proficuo può permettersi di non utilizzare gli strumenti offerti dalla tecnologia e dal mondo digitale.

Gli elementi che contraddistinguono una startup sono quindi:

  • Temporaneità,
  • Ricerca,
  • Innovazione.

 

 

Come creare una start up innovativa in 7 passi

 

 

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Guardando il video e proseguendo nella lettura potrai saperne di più su come creare una start-up partendo da zero.
In particolare scoprirai:

  • cos’è una business idea;
  • perché è importante analizzare il mercato e i potenziali competitor;
  • come si trovano i fondi per avviare un progetto di start up;
  • quale modello di business scegliere;
  • l’importanza del team e delle persone con cui collaborerai;
  • business plan ed MVP;
  • la validazione del mercato.

 

Trovare la business idea

 

Come creare una start up partendo da un’idea? La nascita di una start up parte da una buona idea calata in un contesto sociale, culturale ed economico pronto ad accoglierla, e da un progetto a medio-lungo termine pensato per trasformare quest’idea in realtà. creare startup idea

Se spostassimo la nostra attenzione dal voler essere un qualcosa che non ci rappresenta, ci accorgeremmo che la maggior parte delle nostre imprese, seppur piccole e molto verticali, riscuotono un grande successo nel mercato in cui operano.

La chiave del successo non è quindi quella di fondare una start up che strizzi l’occhio alle grandi aziende d’oltre oceano, altamente finanziate e pubblicizzate, bensì quella di aprire una start up coerente con quello che è il nostro contesto storico-politico attuale.

Abbiamo la fortuna di vivere in uno dei Paesi più belli al mondo, quindi, perché non trasformare l’amore per la tua terra in un’attività redditizia? Se vivi vicino ad una località balneare potresti pensare di avviare una start up che permetta agli altri di godere quanto di più bello ha da offrire la tua terra.

Un’altra possibilità per creare una startup è legata alla produzione di prodotti alimentari di eccellenza. Potresti infatti iniziare a venderli online avviando un’attività e-commerce e pubblicizzandoli sfruttando gli strumenti messi a disposizione dal Web e Social Media Marketing.

Se sei invece appassionato di culture e lingue straniere, potresti trasformare questa tua abilità in un vero e proprio business. Come? Impartendo ripetizioni e lezioni di coaching online fruibili live oppure on demand, sfruttando uno dei tanti strumenti messi a disposizione dal Digital Marketing.

 

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Il mondo é pieno di idee interessanti per avviare una start up di successo, ma la migliore potrebbe essere proprio la tua! Smettila di chiederti quali idee possano funzionare e quali no. Parti dalle tue passioni e individua tra di esse quelle che ti possano aiutare a creare una start-up innovativa.

Ovviamente, dovrai sottoporre alle tue idee ad un’attenta analisi che ti permetta di capire se i tuoi sogni di gloria sono destinati a rimanere tali oppure se esiste una reale richiesta per il tipo di prodotto o servizio che vorresti lanciare sul mercato.

Qualunque sia il tuo piano, ricorda che il prodotto o il servizio che la tua start-up offrirà dovrà: 

  • Risolvere un problema;
  • Far raggiungere un obiettivo/soddisfare un desiderio;
  • Semplificare la vita delle persone.

Il tutto dovrà essere studiato avendo in mente un target più o meno specifico, più o meno grande, a seconda dei prodotti o servizi offerti e del modello di business seguito.

 

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Studiare il mercato e la concorrenza

 

 Fondare start upUno dei primi passi per creare una start up è analizzare i competitor. Che una startup offra prodotti oppure proponga servizi, dovrà comunque fare i conti con la concorrenza. E anzi, se dopo aver analizzato il mercato ci si accorge che quel tipo di prodotto o servizio non è presente, sarà necessario fare delle riflessioni ulteriori:

  • l’idea è talmente geniale da non essere mai stata contemplata;
  • potrebbe non essere una buona idea

Nel primo caso occorre stare attenti: l’idea giusta nel momento e nel luogo sbagliato potrebbe rivelarsi controproducente quanto una pessima idea (si parla di “time to market”).

Quindi, lancia la tua start up entrando nel mercato di riferimento nel momento giusto: né troppo presto né troppo tardi. Nel primo caso la domanda potrebbe non essere ancora pronta ad accogliere la tua offerta mentre, nel secondo caso, potresti incontrare un mercato competitivo e ormai saturo.

 

Studiare il mercato e gli eventuali concorrenti potrà servire a:

  • capire quali sono i trend di un determinato settore e come quel settore sta crescendo ed evolvendo;
  • ttrovare i punti di forza e di debolezza dei competitor e sfruttarli per presentarsi come alternativa valida, dotata di proprie caratteristiche e peculiarità (si parla di Unique Value Proposition o UVP);
  • comprendere quale sarà il pubblico di riferimento, il target al quale si intende rivolgersi (potrà essere il medesimo dei nostri concorrenti oppure un target diverso);
  • scoprire i business model utilizzati in un determinato settore;
  • verificare le caratteristiche dei prodotti o servizi presenti sul mercato;
  • studiare quali sono gli attuali canali e strumenti promozionali per poi utilizzarli a proprio beneficio.

Inoltre, tutta questa analisi permetterà di avere una conoscenza approfondita del settore in cui si opera, cosa che i potenziali investitori apprezzeranno e che porrà le basi per la realizzazione del progetto.

 

Come si studiano i concorrenti?

Si può iniziare con le basi, ovvero sfruttando i motori di ricerca. Visitare il sito web o le pagine social della concorrenza. Oppure leggere articoli e comunicati stampa che la riguardano. Apprese le informazioni più generali si può scendere nel dettaglio utilizzando tool utili ad analizzare il traffico web, la Seo, annunci, blog, social media.

 

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Finanziare una startup

 

Trovare i finanziamenti per creare una start up è fondamentale. Il prima tema che affligge tutti gli startupper sono trovare i capitali. Lasciando da parte tutti quei progetti che hanno come fine quello di fondare grandi imprese, se l’obiettivo é quello di creare una start up innovativa e di nicchia, non serviranno ingenti somme di denaro per avviarla. creare startup costi

Nulla di non cumulabile attraverso piccoli risparmi e prestiti mirati. Ciò a cui si dovrebbe invece prestare particolare attenzione sono:

  • know-how,
  • capacità,
  • conoscenze.

Per una startup quindi avere un’idea potenzialmente buona e conoscere il mercato e la concorrenza sono due aspetti fondamentali. Ma non sono sufficienti. Una buona idea va realizzata, e per realizzarla servono soldi. Come è possibile quindi finanziare un nuovo progetto di business?

 

Le possibilità sono diverse. Ecco le principali:

  • Contare sulle proprie risorse (Bootstrapping): se fattibile, utilizzare i propri risparmi o contare sull’aiuto di famigliari e amici può essere un modo intelligente di avviare la propria start up. L’autofinanziamento dà infatti maggiore autonomia e nessun debito di cui tenere conto;
  • Utilizzare il crowfunding: comunicando nel modo giusto il proprio progetto, la propria idea del lavoro e la passione che c’è dietro, attraverso Internet è possibile oggi ottenere il supporto di persone provenienti dal tutto il mondo. Sempre più imprenditori, inventori e creatori si servono delle numerose piattaforme nate con questo scopo per realizzare la propria idea;
  • Servirsi dell’aiuto di investitori informali (Business angels o angel investors): arrivare a fruire di questa forma di finanziamento significa che la start-up interessata ha già raggiunto un buon livello e ha superato la fase di avvio. I business angels sono di solito investitori privati che finanziano attività imprenditoriali in cambio di azioni. I soldi ricevuti non devono essere restituiti in quanto la startup che ne fruisce cede quote di proprietà in cambio di denaro, appunto;
  • Finanziamento di società finanziarie specializzate (Venture capitalists): forniscono capitali alle start-up emergenti che mostrano potenziali margini di crescita. Di solito investono e si impegnano a garantire alti tassi di rendimento, talvolta acquisendo quote dell’impresa supportata;
  • Utilizzare incubatori e acceleratori di start up: si tratta di programmi ad hoc realizzati per fornire supporto alle startup, non solo dal punto di vista economico ma anche della formazione e della creazione di reti e rapporti, della protezione e dello sviluppo del progetto nascente;
  • Sfruttare bandi pubblici e finanza agevolata: le giovani start-up possono anche fare affidamento sui contributi, spesso a fondo perduto o comunque erogati con bassi tassi d’interesse, stanziati a livello regionale, nazionale o europeo per incentivare l’imprenditorialità sul territorio.

 

 

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Decidere quale business model seguire

 

Altro aspetto fondamentale da tenere in considerazione, quando si decide di aprire una start-up, è il modello di business.
In realtà un business model riguarda vari aspetti (per approfondire si può rifarsi al business model canvas di Alexander Osterwalder) ma qui si parla di quello della monetizzazione.

In che modo si intende generare entrate? Ci sono molti modi di ottenere entrate e ciascun prodotto o servizio, a seconda del settore di appartenenza, può essere reso disponibile in varie forme. Scegliere la forma o le forme di monetizzazione più adatte può essere determinante per il successo della propria impresa.

Da non dimenticare che una particolare strategia di monetizzazione potrebbe valere come Unique Value Proposition. Un esempio di modello di business è Netflix: basato su abbonamento e non sul pagamento per ogni singolo film o serie tv. Questa forma di monetizzazione è anche l’UVP del colosso dello streaming.

I modelli di monetizzazione principali per una start-up sono:

  • Commission revenue model: ad ogni transazione corrisponde un pagamento;
  • Subscription revenue model: prevede un pagamento mensile o annuale per l’utilizzo di un servizio;
  • Freemium: una parte gratuita e una parte a pagamento;
  • Ads: permettono di generare entrate sulla base delle interazioni derivanti da annunci relativi a prodotti o servizi.

 

 

Scegliere il team con cui lavorare

 

Per avere successo come start up devi circondarti di persone competenti e professionali. Il capitale umano fa sempre la differenza, questo a maggior ragione quando si sta provando a trasformare un’idea in un progetto e poi in una realtà.

Per affrontare le difficoltà e le sfide che l’apertura di una start up pone, avere al proprio fianco collaboratori capaci e appassionati potrà fare la differenza fra il successo e il fallimento.  start up di successo

Nessuno può creare una start-up, dall’avvio al lancio sul mercato, in completa solitudine. Sono troppi gli aspetti e le competenze necessarie.

Il business non è solo avere una buona idea. Serve anche un buon team in grado di gestire e portare avanti l’organizzazione dell’azienda, risolvere i problemi e garantire il raggiungimento dei risultati.

Se il fondatore o i fondatori sono quelli che, nell’immaginario comune, hanno il ruolo principale e quello che genera l’ammirazione di chi guarda da fuori, sono poi le persone che quotidianamente lavorano in squadra a determinare il successo di una start up.

 

Per trovare e mantenere i giusti collaboratori, occorre tenere a mente alcuni punti:

  • Il fondatore o i fondatori devono avere ben chiare le proprie conoscenze e i propri limiti e circondarsi di persone che li integrino, completandone le competenze e l’esperienza;
  • Le hard skills (competenze tecniche) sono importanti ma lo sono altrettanto le soft skills (qualità personali). Queste ultime permetteranno di gestire le giornate e i periodi difficili nonché i rapporti all’interno del team di lavoro;
  • Il team deve lavorare come un unico organismo. La comunicazione all’interno di esso è di grande importanza e ogni membro deve quanto meno essere a conoscenza di quello che stanno facendo gli altri membri della squadra;
  • La creatività, tipica delle start-up, deve essere costantemente alimentata e ogni persona deve essere libera di esprimere le proprie idee. Prospettive diverse da personalità diverse favoriscono la crescita del business;
  • Tutti dovrebbero lavorare avendo davanti, ben chiara, la “visione” che guida il business dell’azienda. Questa visione permetterà anche di attrarre nuovi talenti e nuove possibilità;
  • Motivazione e impegno vanno alimentati, valutando se bisogni e desideri dei membri del team di lavoro sono soddisfatti oppure necessitano maggior attenzione.

 

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Realizzare il business plan e partire con un Mvp

 

Business plan e Minimum Viable Product sono due elementi molto importanti per una start up. Anche se uno riguarda la fase di avvio e l’altro un momento più avanzato del processo, possono essere trattati insieme perché hanno una caratteristica comune: sono in divenire.

Entrambi nascono in un modo e vengono via via affinati e migliorati grazie alla risposta del mercato e ai feedback dei clienti. 

Partendo dal business plan, l’esperienza sul campo dimostra che chi pianifica in anticipo ha più probabilità di successo rispetto a chi non lo fa.
Cos’è un business plan? È un documento scritto che delinea idee e strategie per lanciare e gestire una start up, o comunque un’azienda.

Al suo interno dovranno essere riportate informazioni dettagliate su:

  • Chi siamo e cosa vogliamo;
  • Perché esiste la nostra azienda;
  • Da dove intendiamo reperire i fondi che ci servono;
  • Come pensiamo di monetizzare;
  • Quali sono gli obiettivi a lungo termine dell’azienda;
  • Come pensiamo di raggiungere questi obiettivi;
  • Quali strategie di marketing intendiamo adottare;
  • Da chi è composto e come è organizzato il team di lavoro;
  • Pianificazioni e scadenze.

 

Basandosi su questi punti cardine, sarà necessario redigere un business plan “leggero”, che possa essere modificato in base ai feedback dei clienti, valutato a intervalli regolari e riadattato via via fino a raggiungere l’equilibrio ottimale.

Proprio in questo senso, e ricordandoci di quanto detto prima sull’essere in divenire, è possibile collegarsi al Minimum Viable Product.
L’obiettivo è velocizzare il processo di affinamento di un prodotto o servizio e di farlo via via sulla base delle risposte che arrivano dal mercato e dai clienti.

Ciò permette da un lato di “uscire” con un prodotto o servizio senza che esso sia completo e definitivo e dall’altro di testare l’effettiva rispondenza del prodotto o servizio alle necessità e alle esigenze dei clienti.

Infatti un Mvp è una versione provvisoria di un prodotto o servizio, quella con le funzionalità minime necessarie a permetterne il funzionamento e a comprendere in che modo svilupparla e migliorarla ulteriormente.

 

 

Ottenere la validazione del mercato

 

Ultimo step nella creazione di una startup è la validazione del mercato. Con essa si verifica se tutto quanto fatto in precedenza ha un mercato pronto ad accoglierlo. Se non c’è un mercato pronto ad accogliere un’idea, quell’idea non permetterà di generare entrate e profitti.
Determinando quindi il fallimento della start up.

La validazione è un processo che parte dall’idea iniziale, passa dall’approvazione del mercato e si conclude con la soddisfazione dei clienti. Che diventeranno prima clienti paganti e poi clienti fidelizzati.

Attraverso la validazione sarà ragionevolmente possibile capire se nel mercato di riferimento c’è posto per un prodotto o servizio e se le persone lo acquisteranno.

Inoltre, la validazione potrà essere utile anche per creare fiducia e aumentare le possibilità che investitori e finanziatori considerino l’idea di supportare il progetto nascente.

 

 

Conclusioni e coaching strategico gratuito

 

Studiare il mondo delle start-up è il primo passo da compiere da chi vuole intraprendere un progetto di questo tipo. A tal proposito, la nostra scuola offre un programma appositamente pensato per aiutare gli imprenditori ad acquisire le competenze tecniche e strategiche necessarie a creare una start up di successo. Attraverso lo Start Up Program di Digital Coach vivrai un’esperienza formativa completa, dal forte taglio pratico-operativo.

 

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OTTIMIZZAZIONE A CURA DI SILVIO DE BACCO

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TRASCRIZIONE A CURA DI SELENA RUFFINONI

Una laurea in Marketing, Comunicazione Aziendale e Mercati Internazionali e un master in Digital Marketing. Appassionata di tecnologia da sempre amo definirmi una “Londoner since I was a child”. Ambizione, curiosità e caparbietà sono gli aggettivi che meglio descrivono la mia attitudine personale e professionale. Le mie passioni? La musica, il cinema e la fotografia. 

Luca Papa Digital Marketing Manager Digital Coach

Dirigo Digital Coach®, la scuola di formazione professionale, leader nel formare tutti i professionisti che lavorano in ambito Digital Marketing & Sales.
Come trainer ho formato in carriera + di 35.000 business professionals provenienti da oltre 300 grandi aziende multinazionali e + di 5.000 pmi italiane.
Ho ideato il metodo “Digital Strategy Framework®”, grazie al quale dal 2014 aiuto le imprese a definire e migliorare nel tempo una strategia digitale che massimizzi la generazione di fatturati e vendite online.