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Abbreviata nella sigla AI, l’Intelligenza Artificiale è qualunque programma capace di eseguire dei task emulando i comportamenti dell’uomo, quali il ragionamento, l’imparare dai propri errori e la pianificazione. Un sistema intelligente, infatti, viene ideato cercando di ricreare una o più di queste forme d’intelligenza che, seppur definite esclusivamente umane, in realtà possono essere riprodotte dalle macchine.

Film e libri di fantascienza hanno introdotto nell’immaginario collettivo l’idea di un futuro in cui l’Intelligenza Artificiale farà da padrona. Macchine altamente avanzate, robot ed androidi che convivono con gli esseri umani o, al contrario, contro i quali si ribellano… Insomma, i visionari scenari d’inizio millennio. A dire il vero non serve proiettarsi troppo in là nel tempo; l’Artificial Intelligence è già parte della tua realtà e avrà un impatto sempre più incisivo sulla vita di tutti i giorni, sul modo di vendere e di fare marketing.

L’Artificial Intelligence rappresenta una grande sfida per l’uomo in quanto incarna una delle sue più alte aspirazioni: ricreare un programma così tecnologicamente avanzato da dotarlo della capacità, tipica degli esseri umani, di apprendere in autonomia ed adattarsi ai diversi contesti. 

Ma come siamo giunti a questo punto? Qual è stato lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale e, soprattutto, cosa riserverà in futuro? Attraverso quest’articolo, avrai modo di esplorare alcuni dei tratti più interessanti di questa tematica. Nello specifico, ti illustrerò:

  • cosa si intende con AI e come funziona;
  • alcuni tipi di Intelligenza Artificiale:
  • quali sono le applicazioni pratiche dell’Artificial Intelligence nella società;
  • quali potrebbero essere i suoi sviluppi ed utilizzi futuri.

L’Intelligenza Artificiale è un universo in continua trasformazione, come avrai intuito, e richiede ricerca ed aggiornamenti costanti. Essa ha trovato applicazione anche nel business online e, con molta probabilità, le due discipline avranno modo di cooperare ulteriormente. Se a lettura ultimata volessi approfondire l’argomento, ti consiglio il Master in Digital Marketing: rafforzare ed ampliare le tue competenze digitali è fondamentale per essere sempre in linea con le nuove richieste del mercato lavorativo e le tecnologie più all’avanguardia.

 

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Cos’è l’Intelligenza Artificiale

 

Cosa si intende con AI? In termini tecnici, si tratta di un ramo dell’informatica volto alla programmazione e alla progettazione di sistemi hardware e programmi software che permettono di dotare le macchine di determinate caratteristiche considerate peculiari dell’abilità umana.

Ma, in pratica, come funziona l’Intelligenza Artificiale? Pensa, ad esempio, a cosa fai quando ti trovi in un ambiente che non conosci e come ti relazioni con esso; il sistema intelligente, in maniera analoga ai meccanismi che scattano nella tua mente, raccoglie i dati tramite dei sensori, il computer li riceve, li processa ed è in grado di risolvere problemi o perseguire degli obiettivi.

Dunque, cosa studia l’Intelligenza Artificiale? Studia le modalità tramite le quali istruire le macchine ad agire emulando, di fatto, alcuni comportamenti dell’uomo e, date le informazioni a disposizione, a superare un ostacolo fornendo la miglior prestazione possibile. Quest’affermazione è molto importante perché permette di classificare l’AI in due grandi filoni:

  • debole, ovvero i sistemi di “problem-solving”, dunque tecnologie che sviluppano la funzionalità per la risoluzione di determinati problemi, ma senza raggiungere le reali capacità cognitive degli esseri umani;
  • forte, in questo caso si parla di “sistemi sapienti” o “coscienti di sé”, programmi matematici che generano autonomamente una propria intelligenza, senza imitare quella degli uomini.

Oggi, che tu sia o meno un addetto ai lavori, d’Intelligenza Artificiale si parla piuttosto frequentemente. È lecito pensare che sia una scienza recente; in realtà la sua nascita risale al 1956, anno in cui si tenne il famoso seminario presso il Dartmouth College di Hanover nel New Hampshire, mentre le sue basi teoriche sono state poste addirittura nel 1936 grazie alle prime intuizioni di Alan Turing. La domanda sorge spontanea: come mai una disciplina con più di sessant’anni di storia ha subito un’accelerata così vigorosa solo negli ultimi anni? Le ragioni sono poche, ma di fondamentale importanza: 

  • dopo la metà degli anni ’60 fu sempre più evidente che, i risultati ottenuti fino ad allora nell’AI, non erano più in linea con le esigenze della società. La nuova tendenza era, in parallelo al lavoro di ricerca, portare i sistemi intelligenti nella vita pratica, offrendo soluzioni a problematiche più vicine alla routine;
  • oggi, grazie alla maturità tecnologica raggiunta, le macchine vantano un sistema di cloud computing tale da permettere di avere a disposizione una quantità di dati senza precedenti; l’Intelligenza Artificiale, infatti, ha bisogno di una mole di informazioni molto elevata perché funzioni al meglio; 
  • sono aumentati gli investimenti di alcuni grandi colossi economici americani, la California e le grandi aziende della Silicon Valley, ma anche di società di nicchia e startup innovative che vogliono imporsi sul fronte dell’Artificial Intelligence.

 

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Quali sono le Intelligenze Artificiali?

 

Intelligenza Artificiale robotL’AI è un campo di studio molto ampio ed attuale, con il paradosso, tuttavia, che tanti ancora non ne colgono l’importanza. L’Intelligenza Artificiale, nella sua definizione più generale, cerca di individuare quali delle attitudini umane possono essere calcolate e, tramite un procedimento automatico, essere svolte dalle macchine; ciò che distingue i diversi tipi di sistemi intelligenti è il metodo di apprendimento.

Ho accennato, per l’appunto, alla differenza tra AI debole e AI forte, dove la prima ha l’obiettivo di istruire la macchina a svolgere determinate funzioni mentre, la seconda, è capace di fornire al programma la capacità di generare in autonomia una sua capacità cognitiva. Questa classificazione sta alla base dei due modelli di apprendimento dell’Artificial Intelligence: il Machine Learning e il Deep Learning. Lo so, questi nomi non sono molto rassicuranti, ma ti garantisco che ne sentirai parlare sempre più spesso.

Proseguendo nella lettura farò maggiore chiarezza e traccerò un quadro dei tipi più importanti dell’AI.

 

 

Machine Learning vs Deep Learning

 

Capire in cosa consiste il Machine Learning e il Deep Learning aiuta a capire meglio la definizione di Intelligenza Artificiale. I due termini, spesso, vengono usati impropriamente come sinonimi; certo, hanno dei tratti in comune, ma anche differenze sostanziali. Si tratta di due branche dell’AI con lo scopo di far prendere decisioni al computer: la prima si basa su un tipo di apprendimento “automatico”; è, invece, di tipo “profondo”. Cosa significa?

Artificial Intelligence Intelligenza UmanaTi sei mai chiesto come mai, mentre ascolti musica su Spotify, la piattaforma ti propone un artista o un brano che non conosci eppure in linea con i tuoi gusti? Questo accade perché l’algoritmo di Spotify ha potuto osservare la musica che hai riprodotto, è stato capace di capire cosa ti piace e addirittura prevedere cosa potrebbe piacerti. Com’è possibile? I sistemi di Machine Learning sono dotati di reti neurali artificiali che ricalcano il funzionamento dei neuroni biologici del cervello umano.

Come quest’ultimi, le reti neurali artificiali hanno la caratteristica di essere “adattative”, ossia di saper variare la propria struttura adattandola, per l’appunto, nel momento in cui arrivano nuove informazioni. Questi Big Data vengono recepiti e codificati dalle reti neurali artificiali; esse mandano di volta in volta degli input che permettono alla macchina di imparare e, di conseguenza, di effettuare scelte. Nel caso del Machine Learning l’intervento dell’uomo è più invasivo poiché, solo dopo aver ricevuto un feedback umano, l’algoritmo viene educato ed addestrato in modo tale che possa apprendere dalle diverse situazioni.

Nel Deep Learning, invece, non c’è alcun intervento umano poiché è un sistema di auto-apprendimento. Non sempre, infatti, è possibile etichettare in anticipo tutte le caratteristiche degli oggetti; il Deep Learning, però, le riesce ad individuare in totale autonomia, senza interventi dall’esterno. Come funziona il Deep Learning? In parole semplici, è capace di classificare i dati, ordinarli, identificare quelli più pertinenti a risolvere il problema e, grazie ad un apprendimento costante, affinare le sue prestazioni. Avrai intuito che questo sistema esperto necessita di molte più informazioni rispetto al Machine Learning in quanto apprende direttamente da se stesso; più dati recepisce, più diventa accurato.

Il Deep Learning è un ramo dell’Intelligenza Artificiale destinato a rivoluzionare il mondo. Pensa alle tue interazioni con Alexa, Google Search, Siri… sono tutte basate sul Deep Learning e continuano a diventare sempre più precise man mano che le usi. O, ancora, al riconoscimento e alla classificazione delle immagini in campo medico che può rilevare la presenza di malattie agli stadi iniziali o diagnosticare alcune forme tumorali, così da intervenire nell’immediato.

 

 


Neuro-linguistic programming (NLP)

 

Una seconda branca di sviluppo dell’Artificial Intelligence si basa sul NLP, il Neuro-linguistic programming. Si riferisce a quell’area dell’AI impegnata a studiare, analizzare e comprendere il linguaggio umano e tradurlo in istruzioni. Queste vengono comunicate alla macchina la quale, in seguito, sarà capace di portare a termine dei task.

Il NLP, dunque, consente agli esseri umani di comunicare con i computer utilizzando un linguaggio naturale e quotidiano. Ti faccio un esempio: quando domandi a Siri o a Google Assistant di guidarti verso un ristorante di cui non conosci l’indirizzo esatto, l’assistente digitale deve tradurre la tua voce in istruzioni e inviarle all’algoritmo. Quest’ultimo, oltre a ricevere queste indicazioni, dovrà essere in grado di elaborare la strada più rapida tra centinaia di possibili combinazioni, ovvero farà per te la scelta più intelligente.

 

 

Image Recognition

 

Il terzo sottomondo dell’Intelligenza Artificiale è l’Image Recognition. Di cosa si tratta? Pensa alle Tesla, macchine capaci di guidare in autonomia: come ci riescono? È possibile perché nelle Tesla vengono installate tra le 6 e le 12 videocamere che riconoscono gli elementi intorno; è presente, infatti, un algoritmo precedentemente istruito per riconoscere gli esseri umani, gli animali, le automobili e distinguere le altre tipologie di ostacoli.

Quindi, attraverso immagini o video, l’algoritmo viene educato affinché la macchina simuli la capacità dell’uomo non solo di riconoscere, ma anche di interpretare ciò che vede e ricostruirvi attorno un contesto. Quando la macchina cattura le immagini in tempo reale, le elabora, comprende l’ambiente circostante e, basandosi su queste osservazioni, prende delle decisioni di guida.

 

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Esempi di applicazione dell’AI 

 

Oggi l’Intelligenza Artificiale è presente in moltissimi ambiti, dalla programmazione dei giochi alle missioni spaziali, dal settore automobilistico a quello della cyber security fino alla domotica. È comprensibile che molti releghino l’utilizzo dell’AI ad élite informatiche e tecnologiche; invece essa si ripresenta in numerosi contesti giornalieri.

Quali sono le applicazioni pratiche dell’Intelligenza Artificiale nella società? Di seguito ti mostrerò alcuni esempi di AI nella vita quotidiana.

 

 

Digital assistants

 

Siri di Apple, Cortana di Microsoft, Alexa di Amazon, Google Home… Gli smartphone e i dispositivi mobili presentano software basati su algoritmi tipici dell’Artificial Intelligence che permettono una vera e propria interazione tra il telefono e il suo proprietario. Tra questi, ad esempio, si trovano gli strumenti di riconoscimento facciale e vocale oppure i Voice User Interface che permettono agli assistenti digitali di rispondere alle tue domande vocali, fornire suggerimenti e aiutarti ad organizzare l’agenda. Le funzioni sono diverse e molteplici a seconda dei dispositivi, ma l’obiettivo è comune: migliorare e semplificare la vita di chi ne fa uso.

 

 

Sanità

 

Un ambito in cui i sistemi esperti trovano (e soprattutto troveranno) terreno fertile è quello della sanità. I ricercatori stanno studiando delle tecnologie cognitive che riescano ad analizzare grandi quantità d’informazioni (pubblicazioni scientifiche, ricerche, cartelle cliniche, dati sui farmaci, etc.) ad una velocità inimmaginabile per l’uomo e, di fatto, accelerando i processi. Ciò permetterebbe di ottimizzare le diagnosi, la lettura delle radiografie e la prevenzione, individuare tumori o malattie rare e suggerire i percorsi di cura più adeguati.

Altri ricercatori hanno sviluppato un dispositivo che risponde alle chiamate di emergenza e ne riconosce più rapidamente la tipologia. Gli assistenti sanitari virtuali possono ricordare di prendere le pillole, fare esercizio fisico o mangiare determinati alimenti. Non solo, alcuni di essi iniziano a vedersi nelle sale operatorie, nel pronto soccorso e a supporto del personale di accoglienza. Sistemi d’Intelligenza Artificiale sono stati usati nella lotta al COVID19; pensa ai controlli della temperatura nei luoghi pubblici, alla possibilità di individuare le infezioni di Coronavirus osservando le TAC ai polmoni o di fornire i dati sulla progressione dell’epidemia.

 

 

Fake news

 

Il fenomeno delle fake news è diventato una preoccupazione sempre più allarmante. La distorsione o scarsa veridicità delle informazioni, e la velocità con cui esse si diffondono, sta portando gli utenti a perdere fiducia sull’affidabilità dei contenuti presenti sui social media.

Esistono delle applicazioni di Artificial Intelligence che monitorano le conversazioni online: individuano le fake news, capiscono se una fonte è autorevole e rispetta le regole della SEO, analizzano siti, account social, la struttura degli URL… Insomma, queste tecnologie forniscono un prezioso supporto alla lotta contro la disinformazione.

Una nota di merito in questo ramo dell’AI va a Fandango, un progetto finanziato dall’Unione Europea nel 2018 ed indirizzato a giornalisti e professionisti dei media per aiutarli a stanare le fake news, in favore di un’informazione veritiera. È stato sviluppato un sistema informatico che, basandosi su applicazioni di Big Data, è capace di riconoscere se notizie, immagini e video sono falsi o manipolati.

 

 

Sicurezza e trasporti

 

L’Intelligenza Artificiale non poteva non manifestarsi anche nella sicurezza e nell’amministrazione pubblica. Pensa ai sistemi di allerta per le calamità naturali o alla capacità, attraverso l’analisi di grandissime quantità di dati in tempo reale, di prevenire crimini e garantire maggiore sicurezza nelle città. L’AI, inoltre, potrebbe migliorare l’affidabilità, la velocità e l’efficienza del traffico ferroviario, ipotizzando per il futuro anche la possibilità della guida autonoma.

 

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Artificial Intelligence nel marketing online

 

Un altro settore in cui l’Intelligenza Artificiale viene impiegata è quello del business online. L’algoritmo, attraverso i dati, automatizza alcune attività e offre molti vantaggi, sia lato brand che consumatore. I risultati sono stati così sorprendenti che è stato coniato il termine di “Marketing Automation”. Com’è riuscita la AI a migliorare le attività di Marketing Digitale? Semplice, integrandola in una più ampia strategia di business in grado di far convergere persone, processi e tecnologie.

Intelligenza Artificiale Big DataTi elencherò alcuni dei sistemi intelligenti più significativi in atto in questo ambito:

  • Chatbot: strumento capace di offrire ai propri clienti supporto ed assistenza 24 ore su 24 e 7 giorni su 7;
  • algoritmi di raccomandazione: in un’era dove le persone richiedono esperienze sempre più personalizzate, sono il pilastro del marketing online e degli E-commerce. Amazon, Netflix, Spotify sono solo alcune delle tantissime piattaforme digitali alla cui base ci sono degli algoritmi che, apprendendo le preferenze dell’utente, forniscono consigli. Il Machine Learning è largamente usato nello shopping virtuale, da un lato per fornire suggerimenti basati su acquisti precedenti o ricerche fatte online, dall’altro per ottimizzare gli inventari, gestire le scorte e la logistica;
  • tecniche di NLP: consentono di creare dei sistemi in grado di favorire l’interazione e la comprensione tra l’essere umano e la macchina;
  • Image Recognition: riconoscendo ed interpretando le immagini, è capace di carpire molte informazioni della clientela, ad esempio il livello di attenzione e dove si concentra oppure se è in maggioranza maschile o femminile. Alla luce dei dati raccolti, i marketer possono indirizzare le proprie campagne e fornire un’user experience ottimale
  • soluzioni di IDP (Intelligent Data Processing): utilizzano algoritmi di AI per estrarre dai dati informazioni da elaborare. Questi modelli possono fornire indicazioni sui clienti in modo continuo e sempre più preciso, basandosi non tanto sui dati personali degli utenti (ricorda che, con la graduale eliminazione dei cookie, è necessario valutare nuovi approcci che rispettino le condizioni sulla privacy) quanto su cosa stanno guardando e dove. La tecnologia intelligente, analizzando un sito o una pagina, consente di individuare con maggiore precisione il target di riferimento così da mostrare annunci più pertinenti e creare campagne DEM mirate;
  • gestione e l’ottimizzazione della supply chain: ovvero la catena di approvvigionamento e di distribuzione, richiede un sistema di analisi altamente sofisticato e l’Intelligenza Artificiale è la soluzione. Queste tecnologie permettono di semplificare i processi, connettere tutte le fasi della filiera, dalla gestione degli ordini all’inventario, dal magazzino alle vendite, monitorare gli attori coinvolti e addirittura integrare la supply chain in vista di attività promozionali e campagne di comunicazione.

 

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Pro e contro dell’Intelligenza Artificiale

 

Quasi al termine di questo viaggio nell’universo dell’AI, ti sarai reso conto di essere di fronte ad una materia che vanta molti pro, ma anche alcuni contro. Un aspetto significativo, se positivo o negativo dipende dai punti di vista, è che dall’Intelligenza Artificiale nei prossimi anni ci si può aspettare davvero di tutto! Fino a pochi anni fa ci si interrogava sulla possibilità di utilizzare sistemi intelligenti per usi comuni; oggi, che questo obiettivo è stato ampiamente raggiunto, ci si chiede: l’AI potrebbe rivelarsi una minaccia?

intelligenza artificiale apprendimento automaticoCiò che fa sorgere dei dubbi sui suoi utilizzi e sul loro impatto sulla società è, in particolare, la paura che le macchine prendano il posto dell’uomo sui luoghi di lavoro. Sarà inevitabile che alcune mansioni spariscano, ma di certo non perché saranno soppiantate dalle macchine; anzi, i sistemi intelligenti stanno già creando nuove professioni e molte altre se ne formeranno.

Dopotutto non è la prima volta che, durante le rivoluzioni tecnologiche, le persone vengano sostituite con dei sistemi capaci di svolgere attività frequenti e ripetitive in maniera più rapida, efficiente e, soprattutto, più economica. L’apporto umano resta fondamentale, viene solo trasferito alla fase di progettazione e configurazione del sistema stesso.

Tuttavia, uno dei dibattiti più accesi, resta la disputa “uomo vs macchina” nella sua valenza etica e morale: dubbi sul rispetto della privacy, disuguaglianze nell’accessibilità alle tecnologie, limitazione delle libertà e dei diritti, etc. Sono tutte valide obiezioni che è giusto non ignorare; allo stesso tempo, però, non bisogna farsi prendere dall’isteria ed essere realisti.

Il limite più grande dell’Intelligenza Artificiale resta e, probabilmente, resterà quello di conoscere solo tramite i dati. Inoltre, sono gli uomini a decidere su quali di essi l’algoritmo deve concentrarsi. Il sistema che impara a giocare a scacchi non potrà giocare anche a poker, quello che smaschera le frodi sanitarie non sarà capace di guidare un’automobile. In altre parole, queste tecnologie non sono coscienti, possono focalizzarsi su un unico compito e si comporteranno sempre allo stesso modo, indipendentemente della situazione. Tutto ciò è ben lontano dal comportamento degli esseri umani ed è ovvio che un’interazione con le macchine sarebbe impossibile. Esse dovrebbero dotarsi di una propria coscienza, uno scenario che, ad oggi, appare davvero improbabile e che quindi rassicurerà i più scettici.

Un ultima menzione, di contro, la dedico alle aziende, soprattutto quelle italiane, che hanno ancora una visione non chiara della potenzialità dell’Intelligenza Artificiale. Ci sono, però, dei pro: questo mercato è in crescita e si presume che le aziende saranno in grado d’integrare i consueti elementi tecnologici ed organizzativi ad applicazioni di Artificial Intelligence. A tal proposito, spiccano tre aree di sviluppo particolarmente promettenti: gli smart speaker, i robot intelligenti, in grado di muoversi senza l’intervento umano, e i veicoli o oggetti autonomi, capaci di compiere azioni e prendere decisioni autonomamente ed in base alle condizioni circostanti.

 

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Scenari futuri dell’Intelligenza Artificiale

 

Ti starai chiedendo: cosa può riservare in futuro l’AI? 

Artificial Intelligence Google home assistantOggi gli home assistant quali Siri, Google Home, o Alexa ci aiutano in diverse attività, come:

  • cucinare;
  • ascoltare musica;
  • guardare la televisione;
  • ricevere le previsioni meteo;
  • gestire il calendario degli appuntamenti, le email, e così via.

In un futuro non troppo lontano, si avrà la possibilità di acquistare la spesa e riempire il frigo tramite una semplice interazione con Alexa. A sua volta, l’Home Assistant, essendo integrata con i servizi di Amazon (in quanto suo prodotto) potrà fare la spesa per conto tuo. In più, i tuoi elettrodomestici e collaboratori domestici potranno essere parzialmente sostituiti da robot in grado di pulire la casa, preparare da mangiare, capire cosa va ordinato, quali cibi mancano e così via.

Avrai la possibilità, poi, di prevenire l’insorgere di malattie attraverso un’analisi di dati dei tuoi esami medici. Una capacità di determinazione probabilistica assai superiore rispetto alle possibilità di calcolo e previsione degli strumenti diagnostici odierni. Naturalmente, i medici non saranno sostituiti, ma il loro lavoro sarà supportato e velocizzato dai sistemi di apprendimento automatico.

Oltre a ciò, ci saranno ulteriori sviluppi nell’ambito della mobilità. Allora, viaggiare su un’automobile che non ha bisogno di essere guidata non ci sembrerà più una “cosa da film”, anche perché, come ti ho detto prima, è una possibilità già reale.

Sta emergendo sempre di più la consapevolezza di come la combinazione uomo-macchina sia una realtà verso cui inevitabilmente si sta avanzando. Le novità che l’Intelligenza Artificiale porterà si riveleranno sempre più adeguate e performanti per rispondere alle diverse necessità. L’AI è una sfida per il futuro del genere umano, un’occasione da non subire ma, piuttosto, da anticipare. Come?

Ad esempio occorrerà capire quali professionalità saranno più coinvolte da questa rivoluzione tecnologica, come incideranno le soluzioni di job automation sulla società, sull’economia, sulle industrie e sulla cultura. L’Unione Europea si è mostrata all’avanguardia nel rendere l’Artificial Intelligence un tema di urgente discussione: nell’aprile del 2019 ha elaborato un codice etico in cui si afferma che l’Intelligenza Artificiale deve porre l’uomo al centro e deve essere sempre al servizio del bene comune, per migliorare il benessere e garantire la libertà.

 

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Martina-Santoro-digital-coach

TRASCRIZIONE A CURA DI MARTINA SANTOROlinkedin_badge

Laureata in Lettere e orientata ai numeri, ho seguito il percorso Digital Certification Program e ora lavoro come Digital Marketing Specialist in una Startup innovativa. La mia è una formazione continua, per stare sempre al passo con l’evoluzione digitale.

Luca Papa Digital Marketing Manager Digital Coach

Dirigo Digital Coach®, la scuola di formazione professionale, leader nel formare tutti i professionisti che lavorano in ambito Digital Marketing & Sales.
Come trainer ho formato in carriera + di 35.000 business professionals provenienti da oltre 300 grandi aziende multinazionali e + di 5.000 pmi italiane.
Ho ideato il metodo “Digital Strategy Framework®”, grazie al quale dal 2014 aiuto le imprese a definire e migliorare nel tempo una strategia digitale che massimizzi la generazione di fatturati e vendite online.