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Risk Management: come gestire i rischi della tua azienda

Il Risk Management è quella disciplina aziendale che permette, attraverso la mappatura dei principali rischi che colpiscono un’impresa, di identificarne la probabilità di accadimento e di contenere o limitare le conseguenze che essi possono avere su un’organizzazione.

In periodi di incertezza ogni azienda, da quella familiare alla multinazionale più strutturata, dovrebbe contenere l’esposizione a fattori di rischio che, tendenzialmente, potrebbero mettere in crisi il core business e addirittura la sopravvivenza dell’azienda stessa. 

È opportuno attivare un’attività di gestione integrata del rischio aziendale perché:

  • Qualunque business, anche il più solido, può subire momenti di crisi.
  • È importante prevedere e prevenire evoluzioni impreviste del mercato.
  • Una diversificazione del rischio consente di esplorare anche nuove nicchie di mercato.

Il Risk Management è uno degli aspetti che tratta la disciplina del Project Management, processo che sta diventando fondamentale, oltre che in ambito IT e Banking dove ha avuto origine, anche nel settore del Digital Marketing. Prima di continuare nella lettura di questo articolo, ti consiglio di dare un’occhiata al programma del corso Digital Project Manager.

Nel video ti ho parlato dei seguenti argomenti:

  • Cosa si intende per Risk Management;
  • Quali sono i rischi principali che le aziende si trovano ad affrontare;
  • Come si fa gestire i rischi prevedendoli in tempo.

Cos’è il Risk Management?

La normativa ISO 31000 del 2018 definisce il Risk Management come l’insieme delle attività coordinate per definire e controllare il rischio all’interno di un’attività. 

Il Risk Management, come anticipato, consente alle aziende di avere una possibilità di diversificazione in caso di imprevisti sulla propria attività principale.

Guardiamo ad esempio al settore della Formazione.. Io stesso mi sono trovato a gestire un momento di crisi in aziende che volevano migliorare le competenze dei propri dipendenti. Con la crisi di Lehman Brothers il settore B2B entrò in crisi e l’unica strategia valida è stata quella di diversificare il business verso il B2C, offrendo formazione privata a persone interessate ad arricchire le proprie competenze.

Il fenomeno a cui stiamo assistendo in questi ultimi anni di incertezza in cui molte aziende diversificano la propria attività ricorrendo ai canali digitali è un esempio chiaro di questo processo. Digitalizzare il business ha aiutato molte imprese ad aprire nuovi mercati inesplorati che erano irraggiungibili per motivazioni logistiche e geografiche.

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Il concetto di rischio

Il rischio, per sua natura, è un evento non prevedile, quindi quest’attività è legata soprattutto alla conoscenza puntuale delle dinamiche aziendali e al tracciamento di tutto ciò che in passato ha avuto un impatto sull’impresa.

opportunità Risk managementLa disciplina del Risk Management è tuttavia regolamentata da una normativa specifica, di cui ti parlerò di seguito in tutte le sue sfaccettature. 

L’approccio al Risk Management deve sempre essere:

  • Integrato: la disciplina deve estendersi trasversalmente a tutti i reparti aziendali in modo da avere una visione a 360° dell’attività dell’impresa.
  • Customizzato: non esiste un’attività di Risk Management uguale da un’azienda all’altra. Esiste un framework di riferimento che le aziende devono seguire per intercettare correttamente i rischi, ma ogni azienda ha dinamiche complesse che devono essere esplorate nel dettaglio.
  • Dinamico: la gestione del Rischio è un’attività in continuo fermento, in quanto riceve continuamente input da tutti i reparti dell’azienda.
  • Continuamente aggiornato: l’approccio alla gestione del rischio deve essere ciclico, attivando fasi di analisi di nuovi rischi potenziali per ogni evoluzione del contesto aziendale.

Quali sono i rischi d’impresa?

In un contesto sempre più diversificato, ogni azienda ha le sue peculiarità e le sue caratteristiche che rendono impensabile fare un elenco univoco di rischi. Tuttavia è possibile adottare un framework di riferimento che permetta alle organizzazioni di avere un approccio corretto alle varie fasi del processo.

È possibile fare una ripartizione delle diverse tipologie di rischio che le aziende, nella loro attività quotidiana, si trovano ad affrontare:

  • Rischio operativo: legato allo svolgimento delle mansioni necessarie per portare avanti l’attività. Nelle aziende produttive può essere legato allo svolgimento delle lavorazioni, al turnover di magazzino o alla stagionalità dei prodotti, in quelle di consulenza, ad esempio, legato alla perdita del cliente più grande, soprattutto se non si è attuata un’adeguata diversificazione del portafoglio clienti.
  • Rischio strategico: relativo al posizionamento dell’azienda nel proprio mercato. Una tipologia di rischio strategico potrebbe essere legata ad un nuovo player che stravolge le logiche attuali del mercato e sposta l’interesse dei consumatori. 
  • Rischio finanziario: principalmente associabile a fattori finanziari come, ad esempio, per aziende di import-export modifiche del tasso di cambio o default finanziari di fornitori/clienti.

Le fasi del processo di Risk Management

Un processo di Risk Management deve essere strutturato in modo tale da essere portato avanti in modo ciclico. Sono previste 4 specifiche fasi:

  • Analisi del rischio
  • Valutazione e gestione del rischio
  • Contenimento del rischio
  • Reporting e comunicazioni

Analisi e gestione del rischio

La prima fase impone la conoscenza del contesto. Attraverso un framework che permette di tracciare tutte le attività, si vanno ad identificare i rischi che potenzialmente potrebbero impattare le diverse divisioni aziendali. Ad ogni rischio viene associato un indice di rischio (o risk scoring), che misura la possibilità di accadimento di quell’evento negativo e l’impatto che avrebbe sulle dinamiche aziendali.

fasi processo gestione del rischioInfine viene svolta una valutazione del rischio ed i vari eventi rischiosi vengono ordinati in base al risk scoring per avere un quadro della loro pericolosità all’interno delle dinamiche d’impresa.

La fase successiva è la gestione del rischio dove l’operatore definisce una serie di attività che potenzialmente si dovrebbero mettere in atto per contenere i rischi. Tutte le attività devono indicare l’efficacia prevista e le risorse da investire per poter essere completate. 

Ora, come anticipato, molte aziende hanno intrapreso un processo di digital transformation aprendo un business online. Per sua natura un’attività digitale ha delle caratteristiche diverse rispetto a quelle di un’attività fisica, se non altro per la strumentazione informatica di cui è necessario dotarsi ma anche per le diverse normative con cui è regolato il commercio elettronico. Possibili rischi di chi apre un’attività online sono:

  • poca comprensione delle normative che regolano questa tipologia di business;
  • mancanza di formazione in ambito digitale per ottimizzare l’e-commerce;
  • resistenza al cambiamento dei dipendenti;
  • inadeguatezza dell’infrastruttura tecnologica e del budget a disposizione.

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Cosa fare dopo aver identificato il rischio

La terza fase è la più importante, ovvero quella di contenimento del rischio che sfrutta le linee guida definite nelle fasi precedenti al manifestarsi di un evento rischioso. Quest’attività prevede una fase di risk assessment dove si stabilisce di mettere in atto la strategia più consona per il controllo dei rischi e, quindi, per limitare gli impatti che i rischi individuati possono avere sulle attività dell’azienda. 

Per un’azienda che ricorre ai canali digitali per diversificare il proprio business, che vede un’elevata competizione di prezzo con competitor online, una strategia di contenimento di rischio può essere quello di ricorrere al Drop-Shipping per alcuni prodotti, soprattutto quelli che non devono essere sottoposti a rilavorazione. In questo modo, riducendo i costi fissi, si può arrivare ad un prezzo di vendita più basso ed in linea con competitor più strutturati.

È importante infine anche la quarta fase di consuntivazione e reporting, soprattutto quando si deve presentare al vertice dell’azienda l’esito delle attività di analisi e gestione svolte. 
Un report deve indicare chiaramente i KPI che vengono monitorati e le strategie che l’azienda deve mettere in atto per proteggersi dai rischi.

Infine, un report è di fondamentale importanza quando si devono richiedere risorse o budget ulteriori per queste attività.

In riferimento all’esempio fatto prima di una possibile inadeguatezza dell’infrastruttura informatica per le imprese che decidono di avviare un’attività online, una possibile attività di contenimento del rischio è quella di fare un’analisi sui principali competitor e sul traffico di utenti che visitano i loro siti web, in modo tale da avere dei benchmark a cui fare riferimento per scegliere a quale infrastruttura affidarsi.

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Strategie di Risk Management

La necessità di ricorrere o meno ad una strategia di Risk Management dipende dalla tipologia di azienda, ma, in generale, è consigliata per tutte le attività.

Considerando come dimensioni di analisi la probabilità di accadimento e l’impatto sull’organizzazione possiamo identificare 4 tipologie di rischio e le relative strategie per gestirli:

  • Alta probabilità ed alto impatto: questa tipologia di evento è quello rispetto al quale le aziende dovrebbero tutelarsi maggiormente. La strategia più utilizzata è quella di evitare il rischio andando ad agire intrinsecamente sul processo, modificandolo o addirittura eliminando l’attività.
  • Alta probabilità e basso impatto: rischio che l’azienda deve mettere in conto perché è spesso collegato alla natura dell’attività ma ha un impatto basso sulle dinamiche dell’organizzazione. In questi casi si attua una strategia di mitigazione del rischio.
  • Bassa Probabilità ed alto impatto: si verifica in casi limitati, ma che potrebbe mettere in crisi uno o più dipartimenti aziendali. La strategia più utilizzata è quella di trasferire il rischio demandando l’attività all’esterno, ricorrendo ad esempio a società di consulenza specializzate.
  • Bassa Probabilità e Basso impatto: rischi di questo tipo sono generalmente accettati dalle aziende in quanto non si prevede che possano essere pericolosi per il business.

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La gestione continua dei rischi 

Un processo di Risk Management deve quindi puntare a limitare gli impatti che un evento giudicato rischioso può avere sulla sopravvivenza dell’azienda.

contenere il rischio aziendalePensiamo, ad esempio, ad una realtà molto tecnologica, fortemente basata sul Know-how degli impiegati. Se uno dei dipendenti si specializza troppo o diventa l’unico al saper fare una determinata attività, l’azienda si espone al rischio di essere troppo dipendente da questa figura.

Una possibile strategia di Risk Management deve essere quella di prevedere un buon ricambio di personale all’interno dell’organizzazione, magari affiancando persone Junior a dipendenti specializzati, con più esperienza, per mettersi al riparo da un eventuale abbandono da parte delle figure Senior.

Generalmente, in tutti i processi aziendali, l’attività di Risk Management non può avere un inizio ed una fine ma deve essere svolta in modo ciclico, facendo si che i report elaborati per un processo siano utili per iniziare la fase di analisi di un’altra attività.

Come lavorare nel Risk Management

Negli anni sono nate nuove figure professionali che le aziende ricercano per tutelarsi dai momenti di crisi. Sono figure in grado di affiancare i responsabili delle diverse aree aziendali nella gestione del rischio e che hanno competenze trasversali che consentono loro di coordinare risorse ed investire budget importanti nelle attività di prevenzione del rischio.

Senza dubbio una formazione in ambito economico-finanziario è una buona base per sviluppare questo tipo di competenze ed i percorsi di specializzazione in Project Management trattano in maniera completa le tematiche di Risk Management.

Il Digital Risk Manager

Il digitale è diventato negli anni una parte importante del business di molte aziende anche Italiane, che hanno avviato un processo di trasfornazione digitale. Per chi ha un’attività online come un e-commerce, può essere importante dotarsi di una figura specificatamente dedicata alla gestione del rischio, in modo tale da intercettare i rischi principali dell’online che possono essere:

  • Maggiore volatilità dei clienti, che possono trovare online lo stesso prodotto da molteplici venditori e che quindi finiscono per utilizzare come leva d’acquisto esclusivamente il prezzo.
  • Barriere all’ingresso nell’online molto più basse rispetto alle attività offline, in quanto è più facile per un nuovo player entrare in un mercato aumentando la concorrenza, dato che non si devono sostenere gli elevati costi di start up di un’attività fisica.
  • Mancanza di competenze digitali specifiche per poter mettere in atto un processo di digitalizzazione.

Nel Digitale, la figura del Digital Risk Manager, attraverso l’utilizzo delle tecniche di gestione del rischio, consente alle aziende di limitare ed, in alcuni casi, annullare la possibilità dell’insorgenza di rischi che potrebbero impedire la crescita o addirittura portare alla chiusura del business online. È una figura di cui tutte le aziende dovrebbero dotarsi e che negli anni verrà sempre più ricercata nel mercato del lavoro.

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Il Cyber Risk Analyst

Una figura nata dalla crescente complessità dei business online è quella del Cyber Risk Analyst che ha il compito di proteggere un’azienda da tutte quelle che sono le minacce del mondo Digitale.

framework Risk ManagementSi assicura ad esempio che l’infrastruttura informatica dell’azienda sia al riparo da attacchi provenienti dalla rete.

Questa figura si sta discostando da quella che era l’iniziale collocazione all’interno dell’ufficio IT e si sta collocando sempre di più come figura chiave all’interno di un processo di Risk Management.

Per diventare Cyber Risk analyst occorre essere un mago dei dati, avere un’ottima conoscenza della rete Internet e degli strumenti informatici, quindi avere una base in Ingegneria e informatica è essenziale.

Inoltre è possibile affiancare anche la conoscenza di Web Analytics per diventare un Digital Risk Analyst.

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Conclusioni

Il Risk management è, come abbiamo visto, una disciplina trasversale che deve essere integrata con tutti gli altri reparti dell’organizzazione. Da essi deve attingere informazioni per le fasi iniziali del processo, e verso di essi deve prodigare tutti gli sforzi per mettere in atto una serie di attività atte a contenere o limitare impatti potenzialmente pericolosi per l’impresa.

Una buona governance deve prevedere attività di diversificazione e crescita, per questo motivo portare l’azienda online può essere una soluzione. Se vuoi avvalerti della nostra esperienza per farlo, chiedi una consulenza strategica gratuita.

Implementare un processo di Risk Management in azienda consente di avere un paracadute di riserva in caso d’imprevisti. Non si tratta di evitare l’evento rischioso, ma di farsi trovare pronti quando quell’evento accadrà.

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Digital Marketing Specialist, specializzato in Email Marketing. Supporto le imprese nell’implementazione di una strategia CRM per integrare il proprio business con le migliori tecniche di Digital Marketing al fine di intercettare un Prospect e trasformarlo prima in un cliente e poi in un fan del prodotto.
Luca Papa Digital Marketing Manager Digital Coach

Dirigo Digital Coach®, la scuola di formazione professionale, leader nel formare tutti i professionisti che lavorano in ambito Digital Marketing & Sales.
Come trainer ho formato in carriera + di 35.000 business professionals provenienti da oltre 300 grandi aziende multinazionali e + di 5.000 pmi italiane.
Ho ideato il metodo “Digital Strategy Framework®”, grazie al quale dal 2014 aiuto le imprese a definire e migliorare nel tempo una strategia digitale che massimizzi la generazione di fatturati e vendite online.

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