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Clementoni: innovazione digitale applicata al mondo dei giochi

Clementoni: innovazione digitale applicata al mondo dei giochi

 

Quando si parla di Clementoni viene spontaneo tornare con la mente alla propria infanzia. Chi non ricorda Sapientino, uno dei personaggi più amati dai bambini? Sono certa che avrà avuto sicuramente modo di entrare anche nella tua cameretta, come del resto tanti altri prodotti di questo marchio 100% Made in Italy.

Clementoni Storia e Sviluppo DigitaleClementoni, da quasi 60 anni azienda leader nell’ideazione e produzione di giocattoli, vanta una grande storia e una posizione di spicco in questo settore. Tutto ha inizio nei primi anni Sessanta quando Mario Clementoni e sua moglie Matilde illustrano quanto sia forte il legame tra gioco, divertimento ed educazione. Questo concetto si concretizza nel 1967, anno di nascita di Sapientino, uno dei primi giochi elettronici proposti sul mercato italiano.

Dal 1970 Clementoni si apre all’export con i puzzle, prodotto di punta dell’azienda marchigiana, e apre filiali in giro per il mondo. Negli anni Novanta arrivano le linee dedicate ai giochi scientifici, alla prima infanzia e ai giochi creativi. Con l’avvento di YouTube, Clementoni lancia il primo tablet con contenuti educativi: il modo migliore per essere in contatto con i giovani consumatori.

Uno dei punti di forza dell’azienda sta nel riuscire a rivolgersi a tutti, e intendo proprio tutti! Il suo range di prodotti, infatti, va dai pochi mesi, con i giochi per l’infanzia, fino all’età adulta con quelli da tavolo e i puzzle. Inoltre, Clementoni è una realtà che non si è mai fermata, sempre attiva, aperta ai cambiamenti e attenta ad intercettare i bisogni delle diverse generazioni. Nello specifico importantissimo è stato investire in un’attività di digital transformation, un percorso che ha permesso all’azienda di potenziare la sua strategia di comunicazione digitale. Ho l’occasione di parlarne con Alessandra Maccari, Digital Marketing & E-commerce Senior Manager presso Clementoni.

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Chiara Pons Content

Qual è stato il percorso di trasformazione digitale di Clementoni?

Alessandra Maccari ClementoniTrasformazione digitale è un termine che racchiude tanti aspetti di un’azienda. Per quanto riguarda la mia parte, dedicata alla comunicazione digitale e al mondo delle vendite online dei giocattoli, abbiamo intrapreso questo percorso nel 2019. Forse leggermente tardi, ma questo non vuol dire che prima le attività di Digital Marketing non venissero fatte, erano semplicemente distribuite e diluite all’interno di altri dipartimenti aziendali.

Nel 2019, invece, abbiamo proprio creato una struttura preposta a tutte le attività di comunicazione digitale e delle vendite online, due mondi importantissimi per Clementoni. Le prime sono state ripensate nell’ottica del nostro pubblico di riferimento, i genitori millenial, quindi un target digitale che va intercettato sui touchpoint giusti. Per le seconde, altrettanto rilevanti, i cambiamenti sono stati apportati alla luce del fatto che nei 5 principali paesi europei le vendite online sul giocattolo hanno un peso del 40%, ovvero circa 4 giochi su 10 vengono venduti online.

 

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Quali vantaggi ha portato al brand?

Alessandra Maccari ClementoniAbbiamo potuto presidiare in maniera più organica l’intera Costumer Journey digitale dei nostri consumatori, attività che prima veniva fatta più a spezzoni. Molte aziende produttrici di giochi concentrano tutte le loro attività nel periodo natalizio, mentre durante il resto dell’anno si è un po’ più scarichi ed è un peccato perché è comunque un buon momento per agire sul target di riferimento, i genitori millenial prevalentemente, e lavorare soprattutto sull’awareness.

 

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Chi è il target online di Clementoni e come riuscite a intercettarlo?

Alessandra Maccari ClementoniÈ vero che il nostro target principale sono le mamme millenial, ma non solo. Per chi produce giochi, soprattutto per un’azienda come Clementoni che si rivolge ai bambini dagli 0 anni fino all’età scolare e, con i puzzle e i giochi da tavolo, arriva fino all’età adulta, il target non può che essere ampiamente differenziato. Può essere, a volte, anche il bambino stesso quando parliamo di giochi pensati per i 7-8 anni; in questo caso egli è parte attiva del processo decisionale.

La nostra difficoltà, quindi, è andare ad intercettare questo target molto diversificato e cercare di massimizzare l’investimento di tutte le attività che facciamo. Come? Innanzitutto lo studiamo, attraverso strumenti interni e ricerche di mercato, poi andiamo a modulare tutti i nostri piani di marketing per essere presenti lungo tutta la sua journey. Per le mamme, ad esempio, siamo su app o siti dedicati al mondo della gravidanza e prima infanzia oppure, un altro touchpoint importante per intercettarle, è Instagram, social prediletto da questo target. Su questa piattaforma Clementoni svolge una serie di attività di advertising, soprattutto sul prodotto, ma anche di awareness, cercando di fornire consigli utili alle mamme.

 

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Come funziona lo shop online di Clementoni?

Alessandra Maccari ClementoniIl progetto di e-shop Clementoni è relativamente recente; è stato lanciato nell’ottobre 2020 con il fine di farsi trovare preparati in vista di una seconda ondata pandemica in prossimità del Natale. Un anno dopo lo abbiamo esteso a Francia e Germania, due paesi molto importanti per noi. Una specificità dello shop online di Clementoni, non facile da trovare in altre aziende, è una gestione totalmente interna: tutte le attività di marketing, di store management e di logistica sono effettuate in Italia.

Il nostro marchio è molto distribuito e c’è tanta competizione nel settore, soprattutto in prossimità delle festività natalizie; Clementoni non agisce quasi mai sulla leva prezzo, per questo non ci sono tante promozioni sul sito se non molto mirate alla nostra community, ma vuole offrire nel suo E-commerce un servizio aggiuntivo ai consumatori, fornire un’estensione di gamma che non troverebbero in altri negozi, sia online che fisici. Un esempio sono i puzzle: l’assortimento che si può trovare sull’e-shop Clementoni è sicuramente maggiore di qualsiasi altro marketplace. Il nostro impegno, inoltre, è volto anche alla parte del servizio, quindi logistica, cura del cliente, etc.

 

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Quale ruolo hanno i social nella strategia digitale di Clementoni?

Alessandra Maccari ClementoniI social network sono molto importanti per Clementoni. Dalle nostre ricerche, infatti, vediamo che le mamme, soprattutto con bambini di età 0-5, passano tanto tempo sui social, in particolare su Instagram. Per tale motivo stiliamo il nostro piano editoriale prevalentemente per il nostro profilo aziendale Instagram (con alcune deviazioni anche su Facebook), pensando contenuti che siano sempre più rilevanti per il nostro target. Sotto Natale la frequenza dei post è ancora più elevata, come d’altronde si rafforza anche la parte di advertising.

Un’attività importante che il brand ha eseguito su Instagram è il progetto “Crescendo con Clementoni”: si tratta di una piattaforma digitale, un blog presente sul nostro sito, che fornisce delle tips molto pratiche e calate nella vita di tutti i giorni delle mamme e dei papà. Questi consigli sono organizzati per percorsi di età o per tipologia; i genitori, esplorandoli, possono trovare spunti utili per il percorso di crescita dei loro figli. Le tips, in seguito, vengono pubblicate sui social, soprattutto su Instagram. Vorrei segnalare anche TikTok che vanta un target che sta crescendo molto velocemente.

 

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Puoi farci un esempio di una campagna pubblicitaria di successo?

Alessandra Maccari ClementoniVisto che abbiamo parlato di social, possiamo citare la campagna di lancio di “Crescendo con Clementoni”. Come ho accennato, abbiamo strutturato questo blog con l’obiettivo di fornire costantemente dei consigli; volevamo, dunque, lanciarlo in una maniera impattante. Sono stati organizzati tre eventi digitali in cui l’educatore scientifico Massimo Temporelli giocava con dei bambini selezionati per target d’età utilizzando i giocattoli di Clementoni.

Ogni puntata si focalizzava su un tema: la prima era dedicata al metodo Montessori, la seconda all’età prescolare e la terza alle materie STEAM. Durante questi incontri Temporelli interagiva con i bambini, ad esempio spiegando loro perché un determinato giocattolo è fatto in un modo piuttosto che in un altro, e nel frattempo si rivolgeva anche ai genitori illustrando loro l’importanza di tanti aspetti che si potevano trovare all’interno del gioco.

In questi tre episodi Temporelli ha incarnato tutti quegli esperti che contribuiscono regolarmente alla pubblicazione di contenuti nel blog “Crescendo con Clementoni” e, in generale, alla creazione dei nostri giochi. Abbiamo pubblicato queste puntate sui nostri canali social, realizzato una campagna advertising e alla fine abbiamo ottenuto dei buoni risultati: più di 5 milioni di impression, una reach di 3,7 milioni e 700 mila video views.

 

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Quali saranno le sfide future di Clementoni in campo digitale?

Alessandra Maccari ClementoniContinuare a presidiare tutti i touchpoint in maniera sempre più precisa e rilevante e lavorare sulla parte di loyalty.

 

 

È importante osservare come di fronte ai cambiamenti, all’avvento del digitale e ai suoi nuovi strumenti, la centralità del gioco resti salda. Anzi, attraverso la chiacchierata con Alessandra, è emerso come Clementoni, pur guardando con grande attenzione alle nuove tecnologie, rimanga coerente ai suoi valori di educazione, creatività, condivisione e divertimento. Mi piacerebbe concludere con una citazione del fondatore Mario Clementoni: “Il gioco è una cosa seria”. Penso sarebbe orgoglioso di come la sua azienda, quasi al suo sessantesimo anniversario, venga guidata esattamente con la stessa filosofia.

 

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NaturaSì: innovazione digitale nella vendita dei prodotti biologici

NaturaSì: innovazione digitale nella vendita dei prodotti biologici

 

NaturaSì è l’azienda leader nel commercio e distribuzione di prodotti biologici, biodinamici e naturali. Fondata nel 1992 a Verona, riunisce oggi più di 300 negozi accomunati dalla passione e dall’amore verso la natura, con l’obiettivo di trasmettere questi valori alle future generazioni. È impegnata da anni nello sviluppo di un’agricoltura più sostenibile, di un’equa distribuzione delle risorse e del riconoscimento del giusto compenso lavorativo dei suoi produttori.

Negli ultimi anni è approdata anche al mondo digitale, aprendosi ai canali social e implementando la sua presenza online con un importante sito e-commerce che offre servizi legati anche ai suoi punti vendita. Parlerò di questi aspetti oggi con il responsabile della comunicazione esterna e dei canali di digital marketing Nicola Dal Forno.

 

 

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Cos’è NaturaSì e che cosa vende?

nicola dal forno naturasìNaturaSì nasce nel 1992 a Verona e vende prodotti biologici e biodinamici. È la prima catena italiana di negozi specializzati in questo settore. Nel 2009 si fonde con Ecor, il più grande distributore di prodotti biologici.

Da allora siamo diventati un gruppo con più di 300 negozi in tutta Italia e con un fatturato di 400 milioni di euro all’anno.

 

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Qual è stato il percorso di innovazione digitale di NaturaSì?

In che termini ha contribuito alla crescita del Brand?

nicola dal forno naturasìÈ stato un percorso molto lungo. Inizialmente avevamo un sito basico. Da allora, negli ultimi anni il sito è diventato un importante e-commerce che tra l’altro è stato lanciato nell’ultima versione a gennaio di quest’anno.

Ci siamo poi finalmente aperti ai social, abbiamo cominciato con Facebook poi con Instagram e poi nell’ultimo anno abbiamo lanciato un podcast. Per noi tutti questi canali sono importantissimi, soprattutto perché ci permettono di raggiungere un pubblico che entra troppo poco nei nostri negozi, che è un pubblico giovane, al quale siamo molto interessati.

 

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Quali sfide avete incontrato nell’intraprendere questo passo?

nicola dal forno naturasìPiù che sfide esterne, è stata per noi una sfida interna. Una sfida con la nostra proprietà, con la nostra direzione. Questo perché NaturaSì è un brand che da sempre pensa agli eventi in negozio o agli eventi dal vivo. Per NaturaSì è molto importante la comunità e contattare le persone nei negozi.

Ha sempre messo in secondo piano la parte relativa al digital marketing. Con la pandemia invece, anche come direzione abbiamo capito che i canali digitali sono fondamentali ed infatti è partito un investimento importante anche sul sito e-commerce.

 

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Quali strumenti e canali digitali sono strategici per l’azienda?

nicola dal forno naturasìIl canale più strategico per NaturaSì è il sito e-commerce. Rispetto ai competitor, il nostro sito contiene tantissimi contenuti, anche editoriali ed è importante non solo per i nostri clienti, ma anche per i nostri dipendenti. Questo perché un dipendente di NaturaSì con un click riesce a trovare tutti i contenuti dell’azienda e soddisfare meglio le esigenze del cliente.

Poi sono molto importanti i nostri canali social, Facebook in particolare, ma anche Instagram. Su Facebook abbiamo circa 400.000 persone che ci seguono mentre su Instagram abbiamo superato i 100.000 followers. Questo fa piacere perché abbiamo un gruppo di persone all’interno del nostro ufficio marketing che segue giornalmente tutti questi canali digitali, che sono entrati a far parte della strategia social di NaturaSì.

 

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In che modo il digitale ha migliorato il servizio al cliente di NaturaSì?

nicola dal forno naturasìIl digital marketing per noi di NaturaSì si è rivelato fondamentale perché un cliente che compra sul nostro supermercato con un click riesce ad entrare nella scheda negozio e con un click nella scheda del prodotto. Perciò, da casa o con il cellulare riesce ad avere un sacco di informazioni che prima non poteva avere.

Non solo, nel nostro nuovo e-commerce siamo riusciti a dare dei servizi in più. Ad esempio, c’è un servizio che si chiama “Spesa entro 24 ore” ed è molto importante per noi. È simile al “Clicca e Ritira”: basta che fai un ordine, scegli sulla vetrina il tuo negozio e puoi ricevere direttamente lì l’ortofrutta, i formaggi ed i freschi. Puoi ritirali entro 24 ore molto velocemente.

Questo è un servizio nuovo, partito nel gennaio 2022 che si trova attualmente in 51 negozi di NaturaSì. Il nostro obiettivo è quello di portarlo a breve in tutti gli altri negozi della catena.

 

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Come differenziate le campagne marketing tradizionali da quelle online?

nicola dal forno naturasìQuesta è una domanda molto interessante anche perché il brand NaturaSì ha sempre lavorato con una comunicazione molto tradizionale. Ad esempio, le classiche affissioni, la radio e, quando abbiamo il budget, sicuramente la televisione. Però, quel tipo di campagna ti dà la possibilità di lavorare solo su un tipo, al massimo due o tre tipi di messaggi diversi che rimangono poi gli stessi per 15-20 giorni.

La parte digital invece ci interessa molto perché puoi usare messaggi diversi, stopparli se una campagna non funziona e soprattutto lavorare su tantissimi target diversi. Quest’anno infatti il 70-80% del budget di NaturaSì è sui canali digitali. Questo perché effettivamente ci permette di provare tantissime campagne e raggiungere il nostro target e soprattutto misurarlo. Cosa che con i media tradizionali è molto più difficile. Quindi lavoreremo non più su canali tradizionali, ma con campagne ADV su Facebook e sui nostri social, ma anche con Google Ads.

 

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Come ha impattato la pandemia sullo sviluppo digitale di NaturaSì?

nicola dal forno naturasìCome per tutti, la pandemia ha impattato tantissimo anche sulle vendite dei negozi NaturaSì. Nel nostro caso ci ha permesso di avere più budget da investire su questi nuovi canali digitali e anche di allargare il nostro ufficio, trovare nuove persone e porci nuovi obiettivi. Sicuramente ci ha fatto capire che nei prossimi 5-10 anni dovremo investire sempre di più su questo tipo di canali.

Ad esempio, avere un e-commerce funzionante, importante e con le nostre referenze è uno degli obiettivi che ci siamo posti e stiamo cercando di raggiungerlo nel più breve tempo possibile. La pandemia ha sicuramente ristretto i tempi.

 

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NaturaSì è un’azienda dalla storia lunga che ha saputo rinnovarsi entrando nel mondo del digitale per avvicinarsi di più ai giovani, ma anche per dare un servizio più completo ai suoi clienti di sempre.

Se ami prenderti cura di te stesso, con alimenti biologici, naturali e biodinamici non ti resta che andare sul loro sito per scoprire un mondo ricco di prodotti di alta qualità!

 

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Lavazza: innovazione digitale e strategie di vendita online

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La storia dell’azienda Lavazza ha inizio nel 1895 quando Luigi Lavazza apre l’omonima Drogheria, a Torino. Dotato di un grande spirito di iniziativa, Luigi studiò tutte le caratteristiche della pianta del caffè e imparò l’arte del blending (miscelazione e armonia di sapori), creando diverse miscele capaci di soddisfare i gusti dei consumatori. 

Illuminante fu il suo viaggio in Brasile, grazie al quale scoprì i punti forti di questa particolare bevanda. Il caffè Lavazza nasce quindi da sapiente ricerca e dalla sperimentazione con miscele provenienti da tutto il mondo. Ed è grazie alle costanti curiosità e dinamicità aziendale se ancora oggi, a distanza di oltre 100 anni, continua ad esser un Brand leader nel mercato del caffè.

Lavazza è sempre stata un’azienda aperta al futuro; chi non ricorda la degustazione del primo caffè nello spazio da parte dell’astronauta Samantha Cristoforetti il 3 maggio 2015? Questa apertura è stata cruciale per permettere l’innovazione di Lavazza in più ambiti, da quello tecnologico a quello comunicativo.

Ho avuto il piacere di intervistare Francesco Malerba, Global Digital Marketing Manager di Lavazza, in merito al percorso di trasformazione digitale che ha permesso all’azienda di affermarsi anche in un contesto altamente competitivo e particolare come l’online.

 

 

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Parlaci del percorso di trasformazione digitale di Lavazza

francesco malerba lavazza Lavazza ha più di 120 anni di storia. Un Brand che parla di tradizione, qualità ma anche di innovazione, qualcosa che ha sempre pervaso la filosofia aziendale e che ci ha accompagnato fin dalla sua fondazione.

Rispetto alla nostra presenza online è innegabile che il nostro processo di maturazione si stia sofisticando via via. Siamo presenti in ambito digital da diversi anni ma stiamo ottimizzando la nostra relazione con il cliente

Noi tendiamo a ragionare con una visione olistica a 360 gradi abbattendo quelle ”barriere”, i silos, che storicamente il mondo della pianificazione porta con sé. La digitalizzazione dei media tradizionali ci ha permesso di semplificare l’approccio in fase esecutiva.

 

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Chi è il target online di Lavazza?

francesco malerba lavazza Non esiste nello specifico un target digitale di Lavazza. Si parla sempre di una strategia di brand che può essere poi declinata rispetto alle diverse linee di prodotto che caratterizzano il nostro portfolio.

Da una visione strategica di brand e di prodotto abbiamo la necessità di concretizzare in modo pragmatico quello che è l’approccio di campagna. Ciò si riflette su una selezione di piattaforme su cui siamo presenti, su cui pianifichiamo e grazie alle quali parliamo con i nostri potenziali clienti. Ovviamente queste piattaforme ci impongono di aderire a determinate logiche in termini di adoption, di cluster particolari.

Basta pensare ai più grossi player come Google, Amazon e Facebook, con i quali collaboriamo. Il target strategico derivante da studi di marketing approfonditi e internazionalmente riconosciuti, viene trasposto in un target digitale che va a sfruttare le variabili tipiche delle piattaforme.

 

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Come funziona la piattaforma e-commerce di Lavazza e cosa offre?

francesco malerba lavazzaPartiamo da una visione più ampia: il sito di Lavazza è oggi presente su più di 140 geografie a livello globale. Siamo presenti su 5 mercati con un nostro e-commerce proprietario ma ci stiamo affacciando anche su altri mercati con delle formule ibride o, quantomeno, intermediate.

Abbiamo una strategia di canale che ci differenzia da altri canali distributivi, anche digitali. Sicuramente andiamo ad identificare la USP (Unique Selling Proposition) del nostro e-commerce. In questo caso faccio riferimento al mondo delle subscription (sottoscrizioni) e degli abbonamenti caffè, che caratterizzano quello che è in nostro e-commerce proprietario.

Questo tipo di prodotto/servizio non si può trovare su altri canali distributivi, e questo ci consente di instaurare una relazione più vicina con il consumatore andando poi ad attivare una serie di funzioni e azioni successive customizzate. Abbiamo tutto un mondo di comunicazione “onte to one” che è particolarmente rilevante. Questo, oltre a garantirci una conversion, ci permette di mantenere alta la retention, lavorando più sul fronte della loyalty.

 

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In che modo riuscite a creare engagement attraverso i diversi canali digitali?

francesco malerba lavazzaL’engagement per Lavazza è una metrica fondamentale, ma ovviamente è un risultato. Noi lavoriamo sulla rilevanza della nostra comunicazione e dei nostri messaggi e lo facciamo rispetto a un particolare target che viene caratterizzato e customizzato in base al brand piuttosto che alla linea di prodotto. 

Il “deliverare” un contenuto customizzato ad un’audience ben specifica, in un contesto e momento migliori, ci garantisce di essere particolarmente rilevanti. Ovviamente la rilevanza scaturisce in un ingaggio diretto dell’utente che si può tracciare tramite un set di KPI (Key Performance Indicator) definito lungo tutto il funnel di conversione

 

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Puoi parlarci di un caso di successo di Consumer Engagement in Lavazza?

francesco malerba lavazzaAssolutamente! Ti menziono quello che è un progetto su cui stiamo ancora lavorando e i cui effetti saranno visibili tra qualche mese. Ti sto dando perciò una piccola anticipazione! Dopo aver consolidato le nostre tecnologie e aver portato l’ottimizzazione degli asset a un buon livello, ci stiamo focalizzando su aspetti più valoriali del Digital Marketing, come la Digital Sustainability e l’accessibilità.

Il mondo del digitale per sua natura è estremamente democratico. Vogliamo rendere, quindi, tutti i nostri asset sostenibili, cercando di ridurre le emissioni di CO2, ma anche accessibili a tutti gli utenti, anche quelli con delle disabilità fisiche. Abbiamo preso questo impegno e saremo live nei prossimi mesi con delle soluzioni (a tal proposito vi invito a venirci a trovare sul nostro sito per vedere come effettivamente un brand riesce a “calare a terra” queste soluzioni).

 

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Quali sono i segreti per una buona Customer Retention?

francesco malerba lavazzaNessun segreto! Al netto dei tecnicismi, della capacità di ottimizzazione degli asset digitali, di quelle che sono le logiche di ingaggio piuttosto che delle leve promozionali, alla base della retention c’è un rapporto. È un rapporto fiduciario che instauriamo con il cliente; si basa tutto sulla fiducia.

Questo rapporto viene alimentato dalla trasparenza e dalla comunicazione diretta. Il brand smette di essere autoreferenziale e comincia ad ascoltare con attenzione quella che è l’esigenza del consumatore.

Il mondo digitale ha semplificato questa comunicazione e questo tipo di ascolto, basta pensare ai social, che permettono all’utente di esprimersi apertamente e direttamente. Lato Brand, la missione digitale di Lavazza è quella di intercettare la domanda nelle sue mille sfaccettature, intercettare i segnali provenienti dalle diverse interazioni, riuscire ad aggregarli e trasformarli in insight per il business e per l’esperienza.

L’altra grande sfida è mantenere la coerenza dell’esperienza utente lungo tutta la filiera, tutti i touchpoint. Mi riferisco al sito, del CRM (Customer Relationship Management), del mondo dell’advertising piuttosto che della APP. Questo introduce un concetto di omnicanalità digitale e non solo.

 

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Lavazza è un’azienda che è riuscita a conquistare un posto nel cuore dei consumatori grazie alla sua capacità di innovazione e all’estrema attenzione verso il cliente.

Il percorso di trasformazione digitale di Lavazza è il chiaro esempio di come l’implementazione delle nuove tecnologie, correttamente pianificata e attuata, permetta il conseguimento di vantaggi economici, tecnologici, agilità operativa e risvolti positivi in termini di sostenibilità.

 

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Pastiglie Leone, l’innovazione digitale nell’industria dolciaria

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Pastiglie Leone è una nota azienda dolciaria fondata nel 1857. La sua storia inizia vicino ad Alba, in una confetteria dove Luigi Leone produceva delle piccole pastiglie digestive al gusto di menta, cannella, fernet, rabarbaro e genziana.

L’azienda è cresciuta negli anni, ampliando la produzione al cioccolato, caramelle, liquirizie e tanti altri dolciumi. Leone è diventato un marchio unico nel settore, che ricerca i migliori ingredienti realizzando prodotti selezionati dal punto di vista estetico e con gusti personalizzati. 

Scegliere un prodotto marcato Leone significa acquistare la qualità, una lavorazione sofisticata fatta con materie di prima scelta italiane e di tutto il mondo. Dal cacao dell’America centrale alla Menta Piperita piemontese, dalla cannella di Ceylon alla liquirizia delle Terre del Sud Italia, Leone tende a scegliere i migliori prodotti presenti sul mercato. 

Ho avuto il piacere di parlare con Andrea Lorenzi, Digital & DTC Director di Pastiglie Leone, che mi ha spiegato quale è stato il percorso che ha affrontato l’azienda per arrivare alla digitalizzazione e quali sono i passi importanti da fare quando si vuole raggiungere il successo anche online.

 

 

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Parlaci del percorso di Trasformazione Digitale di Pastiglie Leone

Quando e perché avete deciso di intraprenderlo?

andrea lorenzi pastiglie leoneIl percorso è iniziato più di 10 anni fa grazie a un’intuizione della proprietà storica di Pastiglie Leone che, anche senza risorse, decise di intraprendere un percorso nuovo verso i media online e le nuove modalità di distribuzione dei prodotti. Prima, questi venivano distribuiti solo in maniera tradizionale tramite bar, pasticcerie e punti vendita.

Tale percorso, poi, ha avuto un’accelerazione soprattutto negli ultimi anni di pandemia, dove i punti vendita erano purtroppo fuori uso e allora bisognava cercare un metodo alternativo nel mondo dell’online. Abbiamo quindi iniziato ad investire nell’e-commerce e nei canali di comunicazione quali i social media che valorizzano sempre di più la nostra azienda.

 

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Chi è il target online dell’azienda dolciaria italiana Leone?

andrea lorenzi pastiglie leoneCi riferiamo e puntiamo a tutte le fasce della popolazione italiana anche se ci sono grossi progetti di espansione all’estero.

Essendo la nostra, un’azienda storica, i nostri principali clienti sono soprattutto le fasce più adulte della popolazione, che continuano a consumare i nostri prodotti; magari li comprano, li fanno assaggiare ai nipotini che poi crescono e rinnovano questo ciclo.

Questo risulta ovviamente proficuo per l’azienda, il tramandare i nostri prodotti di eccellenza e di qualità legati anche ad occasioni di consumo che sono positive e piacevoli e che vanno a creare una vera e propria tradizione.

 

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Come funziona la vostra piattaforma e-commerce?

andrea lorenzi pastiglie leoneSiamo migrati l’anno scorso su una delle principali piattaforme globali, ovvero Shopify e oggi abbiamo la quasi totalità delle nostre referenze a disposizione per il canale online dell’e-commerce. Abbiamo un grosso database di utenti iscritti alle nostre newsletter e ai nostri programmi di Content marketing.

Al momento serviamo solo il pubblico italiano dalla nostra piattaforma e-commerce ma, come ho detto prima, abbiamo grossi progetti di espansione, che sono solo un po’ rallentati dalle complessità e diversità delle regolamentazioni dei mercati europei in termini di etichettatura dei prodotti alimentari venduti.

 

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Quali canali e strumenti di marketing online utilizzate?

andrea lorenzi pastiglie leoneAd oggi Pastiglie Leone utilizza tutti i canali online disponibili, come l’Advertising per portare traffico, intercettare consumatori e portarli sul nostro funnel di conversion. Siamo, poi, molto attivi sui social media che hanno rappresentato un punto di forza della nostra strategia; poi abbiamo diversi programmi per aumentare la frequenza di consumo attraverso una serie di newsletter e campagne dedicate.

 

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Come create engagement sui canali social di Pastiglie Leone?

Quali strategie, tecniche e accortezze adottate per riuscirci?

andrea lorenzi pastiglie leoneLa nostra strategia si sostiene grazie al Lovemark. I nostri prodotti, la nostra storia, il nostro brand, la tradizione e la qualità hanno un engagement molto alto su diverse fasce della popolazione attratte dai ricordi, dal nostro packaging molto distintivo e ricercato che risulta immediatamente riconoscibile. 

Questa vicinanza al nostro brand crea uno strato organico di fan, di follower che sono molto coinvolti, e questo si vede sia sul consumatore finale ma anche su quella parte di trade che distribuisce i nostri prodotti. Abbiamo, infatti, tantissimi appassionati di design che collezionano i nostri packaging e su questo abbiamo costruito negli ultimi due anni una strategia sui social che punta ai micro e macro Influencer che vengono coinvolti in diverse iniziative, soprattutto nel lancio delle collezioni.

 

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Prossime sfide di Pastiglie Leone in campo digitale?

andrea lorenzi pastiglie leoneLe prossime sfide riguardano la parte infrastrutturale della nostra piattaforma. Al nostro livello, se vogliamo continuare a crescere abbiamo bisogno di introdurre nuove soluzioni e nuovi tool che ci consentano di ampliare il mercato di Pastiglie Leone, come ad esempio la nostra volontà di vendere anche all’estero. 

Vorremmo inoltre collaborare con ulteriori Marketplace esterni al nostro e-commerce che crescono sempre di più, quindi non solo Amazon che è il leader nel settore, ma anche altre piattaforme che stanno nascendo e sono verticali e specializzate nel mondo alimentare o sulla distribuzione di prodotti.

L’ultima parte di sviluppo è appunto un’adozione di strumenti che consentano un rapporto più personalizzato nella comunicazione e nell’User Experience sulla nostra piattaforma e-commerce. Inoltre, vorremmo aumentare l’utilizzo di leve di marketing e leve promozionali per un rapporto one to one sul singolo consumatore.

 

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Pastiglie Leone è un’azienda storica che ha mantenuto nel tempo il grande successo del brand riuscendo ad evolversi restando sempre al passo con i tempi, mantenendo però, intatta la tradizione. Ancora oggi infatti, è un brand particolarmente apprezzato dai consumatori, perché la loro strategia riesce a creare un connubio perfetto tra passato-presente-futuro.

Pastiglie Leone si basa sulla qualità dei suoi prodotti rispettando le fondamenta storiche dell’azienda. Ha però avuto il suo percorso di digitalizzazione e ha portato i suoi prodotti in tutta Italia con grandi progetti di espansione anche all’estero, in modo che tutto il mondo possa conoscere l’unicità dei suoi prodotti, che va dalla materia prima all’impeccabile e unico packaging

 

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Tonino Lamborghini: cos’è, come funziona e strategia digitale

Tonino Lamborghini: cos’è, come funziona e strategia digitale

 

L’imprenditore Tonino Lamborghini si è ispirato all’heritage meccanico e ingegneristico di famiglia per creare 41 anni fa l’omonimo brand con il Toro Miura “che carica” su scudo rosso. Oggi il Presidente fondatore è affiancato dal primogenito Ferruccio, 31 anni con un passato da campione italiano di motociclismo, vicepresidente e CEO, e dalla figlia Ginevra. La sinergia tra il board ha portato negli ultimi anni un’importante evoluzione del business model aziendale con la gestione in-house degli accessori core – orologi, occhiali, pelletteria – e la nascita di nuove joint venture internazionali.

Da quattro decadi Tonino Lamborghini è ambasciatore nel mondo di un lifestyle italiano a tutto tondo, che spazia dagli accessori di lusso agli arredi, dal food&beverage alle golf e utility cart elettriche, fino al progetto oggi più innovativo della brand extension del Toro: l’hospitality a marchio con hotel e resort a 5 stelle, building residenziali e commerciali, caffetterie e ristoranti. 

Tonino Lamborghini ha implementato negli ultimi anni una strategia di Digital Marketing per diffondere il suo brand nel mondo e ha realizzato un e-commerce come vetrina dei suoi prodotti di lusso che vengono ancora principalmente venduti nei punti vendita.

Ho parlato della strategia digitale di Tonino Lamborghini con Rita D’Andrea, Head of Digital Marketing & Communication dell’azienda. Rita ci racconta com’è nata l’idea del lifestyle di lusso e di come il Marketing Digitale e l’e-commerce stanno supportando il brand nella sue sfide future.

 

 

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francesca gargaro

Cos’è Tonino Lamborghini e com’è nata l’idea?

rita dandrea tonino lamborghiniTonino Lamborghini è l’erede della famiglia Lamborghini, figlio di quel celebre Ferruccio costruttore di auto e trattori che ha creato un impero nel settore automotive negli anni ’50.
 
Traendo ispirazione dal suo heritage familiare e dalle sue esperienze professionali nel design, 41 anni fa Tonino Lamborghini decise di proporre al settore del lusso un concetto di lifestyle improntato su una strategia di brand extension molto innovativa per quei tempi. Ispirato dalle sue passioni – il design, l’arte italiana, la meccanica e i motori -, Tonino Lamborghini ha creato un “lifestyle experience brand” che oggi include: orologi, occhiali, pelletteria, cellulari, profumi, complementi d’arredo, abbigliamento, accessori sportivi, golf e utility cart, beverage, hotel a 5 stelle, progetti real estate, caffetterie e ristoranti a marchio.
 
Uno stile di vita a 360° fortemente evocativo dei valori caratterizzanti la storia di famiglia Lamborhini; il target è un consumatore al 95% internazionale, un uomo audace e sicuro di sé, che ama uscire dalla propria comfort zone e ostentare accessori dal design particolare.

 

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Tonino Lamborghini – Energy Drinks

 

francesca gargaro

Come funziona l’e-commerce Tonino Lamborghini?

Quanto conta come canale di vendita?

rita dandrea tonino lamborghiniL’e-commerce Tonino Lamborghini è affidato in outsourcing ad un provider esterno; internamente ci occupiamo delle anagrafiche prodotto e della parte editoriale, contenuti creativi compresi. 
 
Quando abbiamo aperto il canale nel 2014 non avevamo una distribuzione diretta dei nostri prodotti. In quel periodo venivano gestiti esclusivamente in licenza; pertanto, era il principale canale di vendita diretto dell’azienda. Questo ci ha permesso per la prima volta di entrare in contatto diretto con i nostri clienti finali, conoscerli e capire i gusti.
 
Oggi, avendo riportato in-house il nostro core business (rappresentato da orologi, occhiali e pelletteria), il nostro e-shop ha assunto il ruolo di flagship digitale che funge soprattutto da vetrina per i nostri distributori. Il nostro sito è primariamente un canale di comunicazione che ci aiuta ad aumentare la brand awareness sia sul marchio sia sui principali accessori.
 
Infatti, quando esiste già una presenza retail, i clienti si documentano sul sito, ma è più facile che finalizzino l’acquisto in negozio, dato l’alto valore di mercato dei nostri accessori. Inoltre, abbiamo molti distributori esteri che negli ultimi due anni hanno aumentato il numero di reseller online.
 
Ovviamente, il plus del digitale è che ci permette di essere presenti con i nostri prodotti anche nei mercati in cui non è attiva la distribuzione retail.

 

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francesca gargaro

Su quali strumenti e canali si basa la vostra strategia di marketing online?

rita dandrea tonino lamborghiniLa strategia digitale di Tonino Lamborghini si focalizza in primis sul social media marketing e sulla SEA con campagne volte soprattutto all’acquisizione di traffico e visibilità, oppure con campagne con obiettivo di sales conversion (con Google Shopping o shop di Facebook) in occasione di promozioni o eventi commerciali come il Black Friday, San Valentino, la Festa del Papà o special sales. Non siamo un brand di moda con stock e saldi stagionali, ma cerchiamo di sfruttare i momenti commerciali più importanti dell’anno per parlare ancora più dei nostri prodotti.
 
Lo scorso anno abbiamo fatto campagne leads per migliorare il nostro CRM e continueremo anche quest’anno. Per l’email marketing cerchiamo di non stressare i nostri utenti e ne pianifichiamo al massimo 4 al mese, di cui una spesso a carattere solo editoriale.
 
Abbiamo rapporti diretti con influencer nazionali e internazionali o più raramente ci avvaliamo di agenzie. Con la digital PR monitoriamo le conversazioni sul web, per controllare la brand reputation on line. Fondamentale per un’azienda che fa del proprio brand l’asset principale.
 
Gli strumenti che usiamo maggiormente sono: per i social Creator Studio, Business Manager nel mondo Meta e LinkedIn Campaign Manager; Google Ads per display campaign; Mailchimp per mailing B2B e Contactlab per mailing B2C; Talkwalker per il social listening. Per la creazione di contenuti usiamo piattaforme online come Canva, ma per contenuti più articolati ci affidiamo al nostro reparto grafico con pacchetto Adobe. 

 

francesca gargaro

Quali social network sono più efficaci per il vostro business?

rita dandrea tonino lamborghiniFacebook e Instagram sono i social su cui abbiamo concentrato la nostra attenzione per quanto concerne il mercato occidentale. Usiamo questi canali non solo per la comunicazione istituzionale e per lo storytelling del brand, ma anche per una comunicazione più orientata al prodotto e al sell-out.
 
In termini di ROAS abbiamo visto che sono quelli che performano meglio e che ci aiutano a portare a casa anche conversioni e quindi risultati tangibili in termini di sales; ma la DEM rimane lo strumento che converte meglio, quando hai uno user già engaged.
 
Discorso a parte merita WeChat, che gestiamo dall’Italia tramite piattaforma in outsourcing; al momento lo stiamo usando solo come vetrina corporate e di prodotto, non per lo shopping.

 

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francesca gargaro

Da quali figure è composto il team digital marketing di Tonino Lamborghini?

rita dandrea tonino lamborghiniIo sono la responsabile dell’ufficio comunicazione di Tonino Lamborghini. Oltre a me, il team è composto da due digital specialist (di cui una con attività specifiche anche di store manager), che mi supportano per tutte le attività sia di content che di marketing, e da un grafico interno.

 

 

francesca gargaro

Obiettivi futuri in campo digitale?

rita dandrea tonino lamborghiniDal punto di vista corporate desideriamo aumentare la brand awareness in Paesi in cui non siamo ancora presenti a livello distributivo offline e su progetti speciali della nostra brand extension che rappresentano al momento un asset molto importante in termini di fatturato. Mi riferisco ai progetti di hospitality, concept che include l’hotellerie e il real estate (residence o apartments building) a marchio, per i quali stiamo studiando un progetto di brand awareness e lead generation su LinkedIn e Instagram. Anche per i prodotti luxury beverages come il caffè, l’energy drink e i distillati vodka, whisky, gin e amaro, vorremmo essere più attivi sui social e coinvolgere maggiormente i nostri distributori.
 
Dal punto di vista commerciale, puntiamo a migliorare il canale in termini di UX e ad aumentare le vendite con attività paid e di marketing automation, come ad esempio attività di retargeting sui canali Social e Google Shopping, ma anche promozioni DEM mirate in base al nostro CRM.
 
Vogliamo inoltre utilizzare maggiormente YouTube, un canale che abbiamo sfruttato poco. Stiamo valutando anche la presenza sia su alcuni marketplace di lusso occidentali sia sulle principali piattaforme cinesi, mercato per noi fondamentale.
 
A breve sbarcheremo su Joor, piattaforma digitale B2B per il wholesale che ci permetterà di avere uno showroom virtuale per interagire in tempo reale con buyer internazionali. 
 
Infine, per gli energy drink e i CBD drink stiamo pensando di usare in certi Paesi come Sud Africa e USA canali come Twitch, Reddit e TikTok.

 

tonino lamborghini appartamenti sanpaolo

Tonino Lamborghini – Appartamenti a San Paolo

 

L’azienda Tonino Lamborghini ha una mission molto chiara: esportare la passione e lo spirito della cultura italiana sotto forma di prodotti dal design unico e distintivo, ispirato al design meccanico della famiglia Lamborghini. Il valore di questo design caratterizza il marchio Tonino Lamborghini e conquista i clienti in tutto il mondo. 

Il digitale, e in particolare i social media, sono stati fondamentali per Tonino Lamborghini per raggiungere questi obiettivi. Usato strategicamente, infatti, ha permesso di raggiungere una capillarità di gran lunga superiore a quella che si può avere con il marketing tradizionale e ha dato l’opportunità all’azienda di conquistare nuovi mercati come la Cina e il Sud America.
 

 

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Packhelp: cos’è e come funziona il servizio di packaging online

Packhelp: cos’è e come funziona il servizio di packaging online

 

Packhelp è una start-up nata nel 2015 in Polonia grazie a sei ragazzi giovanissimi e ora leader nel mercato europeo per quanto riguarda il packaging personalizzabile. Si dice sempre che per creare un business di successo bisogna rispondere a un bisogno che il cliente stesso non sa di avere, ricavandosi una nicchia precisa ma importante nel mercato. Ed è proprio quello che è riuscita a fare quest’interessante azienda.

La strategia di Packhelp è tesa a unire efficacemente lo sviluppo di un prodotto utile e altamente personalizzabile dal cliente con una piattaforma di packaging design innovativa e accessibile a tutti. Le sue soluzioni di custom packaging per piccole e medie aziende non sono solo una novità nel settore, ma fanno anche un gran bene all’ambiente essendo la sustainability uno dei valori cardine dell’azienda.

La sua strategia punta, infatti, in direzione della cura ambientale e della costruzione di una community più consapevole di ciò che la circonda, basata sull’educazione e l’autoeducazione, sull’interscambio di conoscenze e sul rapporto diretto con i clienti. Questo fa di Packhelp una delle realtà più dinamiche e interessanti nell’ambito della vendita online.

Ho avuto il piacere di intervistare Sara Di Maro, Senior Content Specialist di Packhelp, e parlare con lei di come l’azienda sia riuscita a costruire una strategia di marketing e comunicazione digitale efficace per il successo del Brand.

 

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concetta sorvillo trainee

Cos’è Packhelp e com’è nata l’idea?

sara di maro packhelp specialistPackhelp è una start-up fondata nel 2015 da sei ragazzi. Avevano capito che il settore del packaging non era particolarmente favorevole per le piccole aziende che volevano effettuare ordini in piccole quantità. Hanno deciso quindi di dare l’opportunità a queste realtà di effettuare ordini di packaging personalizzato in due modi: dando la possibilità di fare ordini a partire da 30 pezzi e creando un editor online di packaging design utilizzabile anche da chi non abbia competenze di grafica.

Oggi vendiamo sia soluzioni di packaging personalizzato sia un software che si chiama Packel pro, che è pensato per le aziende medio-grandi che vogliono digitalizzare i processi di logistica e supply chain del packaging. Oggi siamo leader europei nel mercato del packaging.

 

packhelp servizio packaging personalizzato

 

concetta sorvillo trainee

Chi è il target di Packhelp?

sara di maro packhelp specialistIl target di Packhelp è molto variegato, nel senso che abbiamo clienti molto grandi o molto piccoli, come i piccoli artigiani che vendono tramite Etsy o hanno deciso di avviare un’attività imprenditoriale tramite i social. Abbiamo creato packaging per più di 50.000 aziende in 30 paesi. Tra le più grandi possiamo nominare, per esempio, H&M e Uber Eats.

Però, appunto, lavoriamo tantissimo con le piccole realtà, perché quello era l’obiettivo iniziale di Packhelp. L’obiettivo che ci siamo posti, e che cerchiamo di seguire, è quello di essere presenti per le aziende durante tutto il loro percorso di sviluppo, quindi dalla nascita fino a quando non consolidano e poi diventano anche di successo in ambito nazionale o globale. Diciamo che fino ad ora ci stiamo riuscendo.

 

concetta sorvillo trainee

Come funziona il vostro e-commerce?

sara di maro packhelp specialistPackhelp è una piattaforma di vendita e creazione di packaging. Ci sono due modalità principali di acquisto, a seconda del tipo di azienda. Nel caso di aziende che vogliono effettuare ordini in grandi quantità, è possibile chiedere un preventivo, quindi sviluppare un percorso di acquisto di packaging più strutturato. Mentre il nostro punto di forza in realtà è l’acquisto diretto tramite l’editor online, lo strumento ideato per rendere la creazione di packaging accessibile a chi non ha competenze grafiche.

In questo caso il procedimento è facile, basta selezionare nel nostro negozio la soluzione alla quale si è interessati, le dimensioni e la quantità e poi si approda nel creator online, nel quale è possibile caricare tutto ciò che si vuole: dal logo, a testi, immagini, codici QR. La particolarità ulteriore è che questo editor è corredato già di moltissimi motivi e testi standard, che sono stati creati dal nostro team di design proprio avendo in mente le piccole realtà, che talvolta non hanno un branding definito.

 

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concetta sorvillo trainee

Su quali canali si fonda la strategia digitale di Packhelp?

sara di maro packhelp specialistSiamo presenti su tutti i canali digital. C’è un team di performance che si occupa di paid content, quindi campagne Google e social. Abbiamo, poi, un gruppo dedicato a tutte le piattaforme social, anche su TikTok. Abbiamo un team di Content localizzato, di cui faccio parte, costituito da persone native che lavorano da remoto in tutta Europa e che adattano tutti i contenuti, dalle pagine prodotto ai post del blog.

Ci occupiamo anche di acquisition e outreach. Abbiamo un team di mail marketing che si occupa di creare newsletter che seguano il cliente durante tutto il processo. Infine, abbiamo un team che si occupa di PR e quindi di affermare ulteriormente Packhelp come leader nel mercato. Siamo, quindi, presenti ovunque e abbiamo intenzione di crescere anche da quel punto di vista.

 

concetta sorvillo trainee

Come differenziate la comunicazione tra i diversi canali?

sara di maro packhelp specialistLa comunicazione in realtà è molto simile, ma al contempo anche molto diversa. Nel senso che il tone of voice e di branding rimane costante perché vogliamo che sia chiaro si tratti di un contenuto Packhelp su tutti i vari canali. Quello che cambia è ciò che decidiamo di condividere.

Ad esempio, su Instagram diamo risalto alle nostre soluzioni di packaging o comunque alla parte grafica, mostriamo ciò che i nostri clienti hanno creato con il nostro editor e diamo qualche spunto e ispirazione per i vari tipi di design che si possono creare. Su LinkedIn, invece, mostriamo più la parte umana dell’azienda. Ci facciamo conoscere a 360°, parliamo dei nostri valori, del nostro impegno per la sostenibilità, ci facciamo conoscere più come individui che fanno parte della comunità Packhelp che come azienda con l’obiettivo di vendere.

 

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Quanto vi aiuta il digital a sensibilizzare sui temi dell’ecosostenibilità?

sara di maro packhelp specialistPer noi è importantissimo. Ti dico solo che abbiamo un team dedicato alla sostenibilità che fa continua ricerca e ha il compito di istruire tutto il resto dell’azienda al riguardo. È proprio un valore al quale crediamo tantissimo, La parte digitale è importante perché vogliamo sensibilizzare anche i nostri clienti. Ad esempio, tramite Instagram cerchiamo di incoraggiare i nostri clienti a scegliere soluzioni sostenibili.

Per ogni soluzione di packaging abbiamo una versione che è sostenibile o addirittura compostabile, quindi con i nostri canali social cerchiamo di incoraggiarli a scegliere sempre quelle versioni invece di quelle standard. Sul blog riusciamo a spiegare loro perché è importante e a parlare delle proprietà ecologiche delle varie soluzioni.

Infine, su LinkedIn parliamo molto di sostenibilità come valore, delle donazioni, delle nostre collaborazione con One Tree Planted per la riforestazione globale. Insomma, usiamo veramente tanto i canali digital per spiegare quanto per noi sia importante ma anche per incoraggiare i clienti a crederci e a fare quello che possono.

 

concetta sorvillo trainee

Consigli per chi vuol creare contenuti digitali in un’azienda come Packhelp?

sara di maro packhelp specialistSicuramente di creare contenuti variegati, nel senso di scegliere diverse piattaforme. Magari non tutte; per le piccole realtà non ha senso usarle tutte, ma scegliere quelle più rilevanti per i propri valori e i prodotti che si vendono. E, al contempo, capire gli obiettivi dietro la maggior parte dei contenuti.

Ad esempio, per quanto riguarda il blog abbiamo contenuti il cui obiettivo è al 100% quello di vendere, perché magari abbiamo appena rilasciato un nuovo prodotto e quindi dobbiamo promuoverlo. Però, abbiamo tantissimi contenuti che hanno l’obiettivo di istruire ed educare. Oppure abbiamo contenuti che vogliono essere d’interesse per persone che magari vogliono saperne di più sulla parte di design.

Cerchiamo di fornire contenuti che possono essere interessanti per diverse tipologie di utenti e di lettori. Così da fornire un valore aggiunto. Perché ovviamente l’obiettivo principale per un’azienda è vendere, ma il valore aggiunto è quello che fa sicuramente la differenza oggigiorno.

 

Packhelp è l’esempio giusto per dimostrare che una buona strategia digitale può dare un enorme contributo nel successo del proprio business, senza però rinunciare ai propri valori che, anzi, possono essere amplificati grazie all’uso sapiente e integrato dei canali digitali giusti. Una strategia che va studiata, continuamente monitorata e costruita anche grazie alla sinergia con i propri clienti, parte integrante della community aziendale.

 

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Inglesina è il brand leader in Italia specializzato nella progettazione e realizzazione di prodotti per il miglior benessere dei bambini fin dalla prima infanzia. L’azienda nasce nel 1963 e da allora si è sempre impegnata a fornire supporto alle famiglie, affiancandole in un momento molto particolare della loro vita, carico di emozioni e di preoccupazioni.

Il prodotto per eccellenza di Inglesina è la carrozzina, il luogo in cui il neonato riposa, ma che rappresenta anche il suo primo “passo” verso la scoperta del mondo che l’accoglie.

Ho avuto il piacere di intervistare Michela Raoss, Brand Marketing & Communications Manager di Inglesina, e di parlare con lei delle strategie di marketing e comunicazione, fondamentali per il successo dell’azienda.

 

 

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eleonora drago content editor

Cos’è Inglesina e come nasce l’idea?

michela raoss inglesinaInglesina è leader nel settore della policoltura pesante.

Penso che oramai, sia abbastanza ricorrente il fatto che appena si dice Inglesina si associ immediatamente la carrozzina per eccellenza. Quindi, la carrozzina dove i neonati vengono riposti subito dopo essere nati ed il primo posto che li accoglie nel loro viaggio verso il mondo.

L’azienda Inglesina nasce nel 1963 da un’idea del signor Liviano Tomasi, in un paesino in provincia di Vicenza, il quale è sempre stato appassionato delle quattro ruote. Ha iniziato la sua attività creando go-kart nel cortile di casa, lavorando sui telai. Questo fino a quando non ha avuto l’intuizione, dopo aver visto le carrozzine inglesi dei reali, di costruire una carrozzina. È anche da questo che deriva il nome dell’azienda Inglesina perché è un po’ l’unione della parola “inglese”, l’ispirazione dalle corti britanniche, e la parola carrozzina.

 

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eleonora drago content editor

Come funziona il servizio di Inglesina e cosa offre? 

michela raoss inglesinaCome dicevo prima, il prodotto per cui siamo maggiormente riconosciuti è la carrozzina, anche se è un po’ riduttivo.

Ad oggi, la carrozzina Inglesina è inserita in quello che viene chiamato sistema modulare, nel linguaggio comune il cosiddetto trio, perché comprende:

  • la carrozzina
  • il telaio con le ruote che poi diventa, agganciato ad un altro pezzo, un passeggino
  • l’ovetto (all’interno di questo set), ossia il seggiolino che viene messo in macchina.

In realtà noi offriamo anche un quarto pezzo, da qui system quattro invece che trio, che è un supporto per la navicella che può essere trasportato dal telaio (quindi dalla carrozzina) direttamente in casa e diventare così una vera e propria culla. Questo è pensato per far sì che il telaio e le ruote sporche restino fuori casa, soprattutto perché il bambino, o meglio il neonato, nei primi mesi di vita ha un incredibile bisogno di dormire per lo sviluppo fisico, fisiologico e cognitivo.

I bambini piccoli si addormentano e si riposano soprattutto nelle passeggiate fuori casa. Il system quattro è pensato proprio perché il passaggio da fuori a dentro casa è molto delicato e bisogna far attenzione a non svegliare il bambino. Infatti, si sgancia semplicemente la navicella e la si posiziona su questo supporto.

 

eleonora drago content editor

Quali canali di marketing digitale sono per voi strategici?

michela raoss inglesinaTutti i canali digitali sono importanti per Inglesina. Oramai penso che il digitale nella comunicazione sia un elemento imprescindibile, cioè fa parte della vita di tutti i giorni.

Posso escludere, ad oggi, l’e-commerce. Esso non è un servizio che abbiamo attivo perché la vendita dei nostri prodotti avviene principalmente attraverso retailer selezionati per la tipologia di approccio a questo tipo di prodotto, alla novità e alla cura della scelta. Dunque, ci vuole del tempo e uno specialista che spieghi le specifiche del prodotto.

A parte questo, tutto il resto dei nostri canali digitali è sicuramente dove noi investiamo maggiormente a livello di budget, risorse e di creazioni di contenuti. In ogni caso, i nostri canali digitali sono fortemente integrati alla comunicazione tradizionale, soprattutto per quello che riguarda la parte in store e le iniziative. 

 

eleonora drago content editor

Come riuscite a coinvolgere la community di Inglesina?

michela raoss inglesinaNoi lavoriamo tantissimo con le influencer, come capita alla maggior parte delle aziende al giorno d’oggi.

Le influencer, essendo media anche loro, rappresentano un angolo narrativo di autenticità molto importante per noi perché portano la loro esperienza: di mamme, di future mamme, di mamme che crescono con i loro bambini. Dunque, forniscono contenuti autentici e portano visibilità all’azienda.

Questo può essere il primo elemento di condivisione di ingaggio con la nostra community Inglesina, proprio perché le mamme influencer sono parte della nostra community anche solo per essere delle nostre utilizzatrici. Inoltre, abbiamo tutta una serie di iniziative speciali e di campagne di attivazioni con i consumatori. Insomma, a seconda di quelle che possono essere le necessità attraverso: lanci prodotti; attività in store, che si riflettono anche sulla parte digitale; e attività nei mercati locali.

Abbiamo una distribuzione primaria in Italia e siamo conosciuti per la carrozzina, ma possediamo una varietà di prodotti molto ampia alla quale si aggiungono:

  • passeggini leggeri
  • seggiolini auto
  • seggio mono-prodotti per la casa.

Quindi, grazie alla nostra vastità di gamma e distribuzione siamo presenti in parecchi mercati. Ogni mercato ha le sue peculiarità e di conseguenza attuiamo delle attività dedicate anche per i nostri consumatori.

 

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Quanto è importante il Social Listening per la vostra digital strategy?

michela raoss inglesinaPer Inglesina il social listening è sicuramente importante perché permette di avere un’analisi a priori, ma anche un metro per quelle attività che facciamo quotidianamente.

 

 

eleonora drago content editor

Progetti digitali futuri di Inglesina?

michela raoss inglesinaSicuramente sono tanti i progetti futuri di Inglesina perché, come dicevo prima, il digitale è parte integrante, anzi primaria della nostra strategia di comunicazione.

Abbiamo rivisto, a vari livelli, tutto il funnel di marketing in ottica digitale nell’ultimo anno sia per obiettivo sia per il mercato e la tipologia di prodotto proprio per andare a creare dei progetti specifici che vadano a lavorare su tutte queste fasi. Quindi, legate a lanci specifici di prodotto con campagne dedicate, oppure nella creazione di campagne lead che possano aiutarci ad entrare in contatto direttamente con le nostre future mamme e non solo.

Come detto precedentemente, siamo il primo prodotto che viene acquistato per questa nuova vita che entra in famiglia. Per questo motivo il nostro obiettivo non è solo metterci in contatto con le future mamme, ma coltivare una relazione con loro. Questo per noi è molto importante, per questo stiamo investendo molto dal punto di vista digitale utilizzando: marketing automation, content marketing, e iniziative speciali legate al lancio di un nuovo prodotto e la sua registrazione proprio per costruire e nutrire giorno per giorno questa relazione.

Entriamo nelle famiglie nel momento più speciale della loro vita, quando partono in due e tornano in tre, ed è quindi un momento da non sottovalutare. C’è una grandissima carica emotiva, ma anche una grandissima necessità di informazioni, rassicurazioni, aspetti di condivisione e noi vogliamo esserci.

 

Inglesina è un brand di grande successo, ma sarebbe riduttivo definire l’azienda come produttrice di carrozzine. La sua notorietà deriva da una forte strategia di comunicazione integrata alla digital strategy che avvicina tutti i futuri genitori formando una community che si supporta nel momento del bisogno.

Inglesina è una grande famiglia, che abbraccia, culla e rassicura.

 

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Flying Tiger Copenhagen: cos’è, com’è nata e strategia digitale

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Flying Tiger Copenhagen è un brand di grande successo internazionale, nato in Danimarca da una semplice, quanto vincente, idea: realizzare oggetti utili, economici e che facciano star bene chi li compra o chi li riceve.

Anche un’azienda importante come Flying Tiger Copenhagen, negli anni, ha integrato la propria strategia commerciale con il digitale, iniziando a sfruttare canali social e i diversi strumenti del digital marketing per accrescere il proprio successo. È anche grazie a questo, quindi, se oggi Flying Tiger continua ad espandersi sul territorio, a migliorarsi e rinnovarsi.

In questa intervista, ho avuto il piacere di parlare di Flying Tiger Copenhagen sia a livello globale che italiano. L’ho fatto con il Marketing & CRM Manager di Flying Tiger Copenhagen – Italia: Gabriele Traversi. Qui troverai tante curiosità sulla sua storia: come è nata l’idea, gli ideali di cui si fa portavoce (utilità, sostenibilità e condivisione in primis), il passaggio al digitale e la strategia di comunicazione adottata sui Social Network gli altri canali digitali in cui è presente.

 

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melany sheldon content

Cos’è Flying Tiger Copenhagen e com’è nata l’idea?

gabriele traversi flyingtigerFlying Tiger Copenhagen nasce in Danimarca nel 1988. Il fondatore Lennart Lajboschitz apre nella periferia di Copenhagen il primo negozio, che vendeva principalmente ombrelli, calzini e beni di prima necessità. Lennart, ogni sabato, era solito tenere uno spettacolo di magia, facendo in modo che le famiglie, ma soprattutto i bambini, sapendo di questo appuntamento fisso, si recassero in negozio e vi stessero per molto tempo dopo lo spettacolo. Questo ha permesso a Lennart di capire che passare molto tempo all’interno del punto vendita permetteva di aumentare gli acquisti. 

Il primo negozio a insegna Tiger è stato fondato nel 1995, sempre a Copenhagen, da Lennart. Il nome non deriva da “tigre”, come potrebbero pensare in molti, ma dal fatto che in danese la pronuncia per “10 corone” è molto simile alla pronuncia della parola “tigre”. Le 10 corone danesi corrispondono all’incirca al nostro euro, infatti la maggior parte dei prodotti che si trovano all’interno del negozio Flying Tiger ha questo punto prezzo, o comunque ha un punto prezzo molto basso. Questa è una delle caratteristiche che ci contraddistingue. Attualmente, i punti vendita sono all’incirca 1,000 nel mondo. Sono molto concentrati in Europa e stiamo procedendo, dopo questa fase di incertezza dovuta alla pandemia da Covid-19, di nuovo con una fase di espansione e di apertura soprattutto nel Middle East. 

 

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Come riuscite a realizzare prodotti utili, belli, economici e sostenibili?

gabriele traversi flyingtigerNoi di Flying Tiger Copenhagen non lavoriamo per creare principalmente prodotti di bell’aspetto. Quello che facciamo è lavorare per far star bene le persone con i nostri prodotti.

flying tiger copenhagen prodottiQuello che cerchiamo di fare è realizzare prodotti straordinari da utilizzare nella vita ordinaria di tutti i giorni, che siano alla portata di tutti, ma soprattutto che possano essere condivisi con gli altri. Noi pensiamo che il vero valore di quello che acquistiamo non è intrinseco nel prodotto stesso, ma piuttosto nell’esperienza che questo prodotto, una volta che lo abbiamo portato a casa, ci permette di condividere con le persone a cui vogliamo bene.

In Danimarca c’è un concetto che si chiama hygge che è una parola intraducibile in italiano. Diciamo che si può intendere come il voler stare bene, voler stare con la famiglia, passare dei bei momenti a casa, magari davanti a un caminetto o preparare una cena. Quindi tutto ciò che ti fa star bene con le persone che hai intorno, con i tuoi famigliari e amici è hygge.

Questo concetto si vede molto nella nostra proposta commerciale o comunque nell’assortimento che i consumatori trovano poi in vendita all’interno dei nostri negozi. 

 

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Quanto contribuisce l’e-commerce di Flying Tiger al successo del Brand?

gabriele traversi flyingtigerL’e-commerce è una new entry per Flying Tiger Copenhagen, poiché è stato lanciato solamente a inizio giugno del 2021 con un roll-out su diversi paesi europei. La data di giugno è stato il roll-out anche per il mercato italiano, che è uno dei mercati più importanti per Flying Tiger Copenhagen ed è stato il primo grande mercato importante a cui è stato aggiunto l’e-commerce.

Attualmente siamo ancora in fase di roll-out su diversi mercati europei. Siamo proprio all’inizio, quindi sull’e-commerce mancano ancora diverse funzionalità e diversi plug-in che verranno implementati nei prossimi mesi, come ad esempio un plug-in di CRM correttamente funzionante che ci permetta di inviare mail, direct email marketing, marketing automation, ecc. Però, sostanzialmente, l’e-commerce sta rispondendo molto bene, soprattutto all’interno della nostra Country. 

Il fatto di aver lanciato l’e-commerce ha avuto molte ricadute positive, soprattutto a livello di comunicazione, poiché abbiamo intrapreso una strategia di comunicazione omnicanale, quindi tutta la comunicazione cita sia l’e-commerce che i punti vendita. Questo permetterà sicuramente di avere effetti positivi sui punti vendita col passare del tempo. Nei prossimi anni speriamo di accrescere ancora di più il successo di Flying Tiger Italia grazie all’e-commerce, ma soprattutto grazie agli store che troviamo sul territorio, poiché adesso effettivamente possiamo raggiungere completamente tutto il mercato italiano. 

 

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Quali strumenti e canali online usate nella vostra strategia digitale?

gabriele traversi flyingtigerAbbiamo presidiato i canali social più importanti, che sono Facebook e Instagram, in maniera massiccia negli scorsi anni. Da quest’anno abbiamo aperto anche il nostro canale TikTok. Ogni country ha una propria versione della pagina, cioè la pagina di Facebook ha sia la versione italiana che la versione inglese, danese e così via. Ogni canale social media viene gestito localmente, quindi tutta la parte di pubblicazione, moderazione e inserimento dei contenuti viene fatto a livello locale, ma viene creato un piano editoriale a livello europeo su cui si fanno degli innesti a livello locale in base alle necessità di ogni Paese. 

Al di là dei social media, abbiamo un’app di loyalty con attualmente circa 100,000 iscritti ed è uno degli strumenti che utilizziamo più di frequente perché ci permette di avere un contatto one-to-one con il consumatore in maniera continuativa. Soprattutto, ci aiuta a veicolare il traffico del consumatore verso il punto vendita trasformando quella che è l’esperienza in negozio e l’esperienza di loyalty in un’esperienza di gamification, poiché tutta l’app di loyalty è impostata più come un’app di gioco piuttosto che come un’app di raccolta punti.

flying tiger copenhagen negozio ingressoQuesto anche e soprattutto perché abbiamo visto che ci conviene, ed è molto meglio per noi, far tornare il consumatore una volta in più sul punto vendita durante l’anno, piuttosto che cercare di vendere molto di più e andare ad aumentare il basket size del consumatore quando ci viene a far visita. Infatti, un nostro consumatore ci viene a trovare parecchie volte durante l’anno, grazie anche alla nostra strategia commerciale che permette di avere prodotti nuovi ogni mese, con due rilasci mensili. Circa ogni mese troviamo in negozio 100 nuovi prodotti, perciò un consumatore è invogliato comunque a tornare per vedere quali prodotti sono entrati in assortimento. Questo ci permette di avere durante l’anno diversi consumatori che noi consideriamo fedeli e che quindi ci vengono a trovare in maniera continuativa a ogni drop di merce sul punto vendita. 

Per quanto riguarda l’adv puro, noi lavoriamo soprattutto in geo marketing, cioè andiamo a lavorare facendo vedere alle persone le nostre inserzioni quando si trovano a una determinata distanza rispetto al punto vendita. Questo può essere fatto sia con le inserzioni sui social media sia con le inserzioni su Internet, quindi a livello di display adv. Lavoriamo anche in geo targeting, per individuare e definire quali sono i target che dobbiamo andare a colpire e capire chi effettivamente si muove verso il nostro punto vendita. 

Questi sono i principali strumenti che utilizziamo, poi ovviamente, a seconda delle necessità e dei bisogni, si attivano diversi o altri canali. Noi in Flying Tiger Copenhagen lavoriamo moltissimo con il TTL, quindi tutto ciò che sta tra Internet e il punto vendita. Non dobbiamo, infatti, dimenticarci che noi siamo una catena retail e che quindi la maggior parte delle nostre azioni di comunicazione devono avere una ricaduta soprattutto sui punti vendita, dove una grande parte del business viene realizzata. Quindi non ci limitiamo a fare una comunicazione di awareness sul brand perché a essere del tutto sinceri in questo momento l’awareness è molto alto, perciò stiamo lavorando in una seconda fase in cui il marchio ormai è maturo, in modo tale da riuscire ad aumentare quello che è il footfall all’interno dei nostri punti vendita

 

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Come differenziate la comunicazione tra i diversi Social Network?

gabriele traversi flyingtigerFlying Tiger è molto seguito sui social e questa è una diretta conseguenza dell’approccio che il brand ha con i propri clienti e con l’assortimento proposto. Sinceramente, io penso che tutta questa voglia di seguire il marchio e il fatto che il marchio sia altamente riconoscibile, sia una conseguenza della nostra strategia commerciale, cioè il fatto che non portiamo sul mercato prodotti solo per venderli, ma perché vogliamo portare prodotti di cui le persone vogliono condividere l’esperienza di utilizzo.

Riceviamo tantissime menzioni di persone che portano a casa i nostri prodotti, banalmente dall’unboxing fino all’utilizzo del prodotto, perché hanno piacere di utilizzare i nostri prodotti, di condividere l’esperienza online e di far vedere che hanno utilizzato uno dei nostri prodotti durante la giornata. Quindi i consumatori autonomamente decidono e hanno il piacere di condividere questa esperienza sul proprio canale. Tutto questo ha creato una riconoscibilità consistente nell’esperienza d’acquisto, nel brand e nei punti vendita.

Ovviamente la comunicazione, al di là dei formati, è differenziata su ogni canale. La grossa differenza che stiamo mettendo in atto adesso è tra i social più tradizionali, quindi Instagram e Facebook, e i nuovi canali che vengono utilizzati. TikTok ha un tipo di utilizzo completamente diverso rispetto agli altri due social che ho citato, perché TikTok è una vera e propria piattaforma di intrattenimento, più che un social media. I contenuti da condividere devono essere completamente in linea con il canale che vai a toccare e quindi stiamo sviluppando un piano editoriale specifico per TikTok, andando anche a coinvolgere i creator. Questo perché il creator è veramente la persona che si è ritrovata su TikTok ed è stata in grado di imbrigliare e di portare effettivamente il pubblico a vedere il proprio contenuto. Tutto ciò che è pensato e realizzato specificatamente per TikTok funziona molto. Tra Facebook e Instagram, invece, ci sono alcune differenze soprattutto nei contenuti e negli strumenti che permettono di condividere su Instagram i Reels o le Stories. Su Facebook, attualmente, questi ultimi non vengono portati in essere, se non in rari casi. Comunque, la grossa differenza è effettivamente su TikTok. 

 

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Come si compone il team digital di Flying Tiger Copenhagen Italia?

Nello specifico, qual è il tuo ruolo e che mansioni svolgi?

gabriele traversi flyingtigerAl momento, in Flying Tiger Copenhagen – Italia abbiamo un Social Media Manager che si occupa della gestione, della pubblicazione dei contenuti e della moderazione sui diversi canali. Oltre a Federico, che mi aiuta quindi nella parte di gestione dei canali social, abbiamo un’agenzia in Italia che è dedicata a TikTok, che si occupa della creazione di contenuti specifici per TikTok e che quindi ha anche rapporti con i creator.

Inoltre, riceviamo un grosso supporto dalla nostra casa madre, poiché in headquarter abbiamo tre figure che si occupano a livello europeo del piano editoriale, cioè quello che viene condiviso con tutta l’Europa. Queste figure sono una Social Media Manager, una Content Strategist che si occupa di recuperare i contenuti in modo tale che siano conformi con la campagna mensile e i prodotti che effettivamente abbiamo disponibili sul punto vendita, e una Digital Planner, che ci aiuta e ci supporta nella pubblicazione delle campagne adv sui social media.

Oltre a questo, esiste anche un’agenzia a livello europeo che va a settare proprio le campagne per tutta Europea in modo tale che poi possiamo avere i dati confrontabili fra le diverse country. Io, in Italia, mi occupo della supervisione dei canali, della definizione delle strategie di adv e dei budget da assegnare ogni mese a ogni campagna in base agli eventi che avvengono nel mondo come ad esempio le festività (Pasqua, Halloween, ecc.). 

 

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Obiettivi e progetti futuri di Flying Tiger Copenhagen?

gabriele traversi flyingtigerSono due i grandi processi che stiamo portando avanti e che vorremmo riuscire a concludere nei prossimi anni. Il primo e più importante è quello di rendere quanto più sostenibile il nostro assortimento, per esempio andando a sostituire tutti quelli che sono prodotti usa e getta con prodotti riutilizzabili, sostituire la plastica con materiali riciclabili come ad esempio l’acciaio, o andare a creare nuovi modi di utilizzo di prodotti che magari abbiamo già in assortimento ma di cui vogliamo allungarne la vita il più possibile. 

Il secondo grande progetto è quello della digitalizzazione dei vari processi aziendali. Un esempio è l’app che stiamo sviluppando per gli staff, che si chiama The Hub e servirà a comunicare con loro. Inoltre, abbiamo avviato tutta una serie di progetti di digitalizzazione dell’azienda che vedremo realizzati nei prossimi cinque anni, tra cui anche un cambio di gestionale che ovviamente impatta non poco sull’attività quotidiana di tutta l’azienda. 

 

Flying Tiger Copenhagen è un chiaro esempio di come una semplice idea può dare vita a qualcosa di innovativo, che con il tempo, tanto lavoro e un continuo rinnovamento può essere portata ad un grandissimo successo. Questo brand, sin dalla sua nascita, si vuole occupare dell’esperienza e delle emozioni del suo cliente. Senza grandi ambizioni, il fondatore voleva semplicemente vendere ombrelli e calzini, ma voleva farlo intrattenendo bambini e famiglie. Ad oggi, il successo di Flying Tiger continua e si espande in tutto il mondo, con lo scopo di portare utilità, condivisione e sostenibilità nell’esperienza che il consumatore ha con i suoi prodotti. Tutto questo, come avrai capito guardando l’intervista o leggendo l’articolo, viene affiancato e sostenuto da un strategia di marketing digitale con la quale incrementare sempre di più il successo dello store, fidelizzare i clienti e portare il nome dell’azienda in tutto il mondo.

 

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Nove25: la vendita di gioielli di design supportata dal digital

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Nove25 è un Brand italiano che produce gioielli in argento 925. L’idea nasce da Roberto Dibenedetto che da una passione per la gioielleria e la moda è riuscito a dare vita a un’azienda che dà importanza alla qualità del made in Italy e, in particolare, alla personalizzazione. Infatti, a determinare il successo aziendale è stato proprio l’aver offerto per primi la possibilità di acquistare un gioiello customizzato, in grado di rappresentare la personalità di chi lo indossa. Attorno al progetto di personalizzazione c’è un vero e proprio Laboratorio Creativo, che ha la sua massima rappresentazione nel configuratore online MyNove25, di cui lo staff va molto orgoglioso. Si tratta del primo configuratore 3D di gioielli al mondo.

Questo collegamento con la creatività e l’arte è molto importante per l’azienda Nove25, che si interessa e impegna molto per dare vita alle idee di singoli e brand. Particolarmente interessanti sono infatti le collaborazioni con artisti e musicisti, come la più recente e importante con la cantante Levante; sono momenti di grande ispirazione e scambio creativo, oltre che un mezzo per portare una certa notorietà al brand. 

In questa intervista, Lorenzo Bernini, Digital Marketing Manager di Nove25, racconta più nei dettagli come sono nati e come si sono sviluppati nel tempo idee e progetti legati ai gioielli in argento. Spiega, inoltre, come e quanto il digital marketing contribuisca alla notorietà e alla crescita aziendale, sia in Italia che all’estero.

 

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Cos’è Nove25 e chi è il suo target?

lorenzo bernini nove25Nove25 nasce nel 2005 con un piccolissimo negozio a Milano e con una proposta di gioielli contemporanei e non convenzionali in argento, dal quale prendiamo il nostro nome. Non abbiamo un vero e proprio target perché, a differenza di altri brand, che magari sono un po’ più classici come gioielleria, Nove25 offre, grazie anche alla sua varietà di collezioni, diverse proposte per diversi stili e gusti.

Da sempre, poi, il brand è sinonimo di personalizzazione e quindi nel caso non dovessero bastare le nostre collezioni, mettiamo a disposizione dei nostri clienti la possibilità di creare gioielli personalizzati, su richiesta, oppure grazie al nostro configuratore online che è MyNove25.

 

anello nove25

 

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E-commerce e store fisico: come avete reso possibile il connubio vincente?

lorenzo bernini nove25Con tanto duro lavoro e con una buona capacità di lettura dei dati. Noi apriamo il primo store nel 2005 e sette anni dopo va live il nostro e-commerce. Da lì non abbiamo mai smesso di lavorarci, in primis perché è la nostra vetrina su tutto il territorio italiano e sul mondo, e poi perché i dati statistici ricavati dal sito ecommerce ci sono e ci sono stati utili per scoprire nuove piazze dove andare ad aprire nuovi store fisici.

Un caso eclatante è quello di Monza, uno dei nostri store che performano meglio. Avevamo visto dall’e-commerce che avevamo molte visite e molti acquisti da Monza e quindi abbiamo deciso di aprire uno store in quella città. I dati ci hanno dato ragione o, comunque, noi abbiamo dato ragione ai dati e poi siamo stati ricompensati da questi. 

Non siamo assolutamente un’azienda che mette in competizione il team digital con il team retail. Siamo convinti che ci debba essere per forza un lavoro di squadra tra questi due mondi. Per fare questo abbiamo sempre provato a digitalizzare i nostri punti fisici, ad esempio inserendo dei grandi tablet di MyNove25 all’interno di ogni store, e cercato di arricchire l’esperienza in store dei nostri clienti con dei contenuti digitali, fruibili da smartphone. Abbiamo sempre cercato quindi di rendere questi mondi molto complementari, in modo tale da offrire un’esperienza più ricca e piacevole all’utente.

 

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Come funziona il servizio di customizzazione MyNove25?

lorenzo bernini nove25Nove25 nasce come Laboratorio Creativo e il brand è sempre stato sinonimo di personalizzazione. Prima i nostri clienti, che sapevano già della nostra offerta di customizzazione, venivano in negozio o in sede e raccontavano quello che era il loro progetto. I gioielli venivano realizzati custom su richiesta. Vista la domanda sempre crescente e visto anche che è sempre stato uno dei nostri tratti distintivi, abbiamo deciso di digitalizzare la cosa e renderla molto più accessibile anche a chi non aveva uno store Nove25 in zona.

Così, a fine 2018 vede luce MyNove25, che è il primo configuratore 3D di gioielli al mondo e questo possiamo dirlo con un certo orgoglio. Nasce come piattaforma digitale dove gli utenti possono anche dal loro smartphone creare dei gioielli personalizzati, dall’anello celebrativo più articolato e più elaborato, alla semplice collana con il proprio nome, in traforo oppure inciso.

È un progetto sul quale abbiamo sempre creduto tantissimo e che sta crescendo anno dopo anno, raggiungendo ottimi risultati. Prima è nato come una sorta di digitalizzazione della presa d’ordine cartacea, ora c’è dietro una stack tecnologica che ci permette di ottimizzare tutto il flusso di gestione dell’ordine e di realizzazione del gioiello. Dal progetto finale che l’utente configura sul sito nasce un file 3D che viene elaborato e messo in macchina. Viene creato il prototipo e poi viene realizzato e rifinito il gioiello nei nostri laboratori; il tutto da pochi clic fatti online. 

 

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Su quali canali e strumenti si basa la vostra strategia digitale?

lorenzo bernini nove25Un po’ per attitudine noi di Nove25 abbiamo sempre cercato di sperimentare quanti più canali possibili. Questo sia per migliorare la nostra visibilità, sia per ottimizzare il nostro media mix. Parte fondamentale su cui si è basato tutto è stata la presenza organica sia sui motori di ricerca, quindi ottimizzazione SEO, l’introduzione ed ottimizzazione di piattaforme quali Google My Business, sia poi la presenza organica sui social.

I social sono sempre stati i principali canali di comunicazione con la nostra audience. Poi, con investimenti in adv, sono stati anche i nostri primi canali di acquisizione. Abbiamo testato un po’ tutte le piattaforme, abbiamo provato a fare marketing con Criteo, cosa che poi però abbiamo accantonato, abbiamo attivato altri adv su altri canali social che però non ci davano la risposta che volevamo. A volte, quindi, siamo andati con dei test che però non hanno avuto grande successo. Però è giusto testare e sperimentare, soprattutto nel digital.

Attualmente, nel grosso degli investimenti che facciamo per quanto riguarda l’adv, la maggior parte del budget viene allocato nel mondo Google Ads, più o meno in tutte le sue forme. Utilizziamo Search, Shopping, campagne Google Discovery e anche YouTube, che in caso di lanci particolari viene sempre inserito. Continuiamo ad utilizzare molto i canali advertising dell’ecosistema Meta (Facebook), soprattutto su Instagram.

Per la parte più alta del funnel gestiamo delle campagne in programmatic, che gestiamo noi direttamente grazie ad AdForm. Ovviamente abbiamo, e stiamo potenziando molto in questo anno, le nostre strategie e le nostre campagne su CRM. Questo ci serve soprattutto per offrire un’esperienza migliore ai nostri utenti sia online che in store. Abbiamo anche implementato il nostro programma di loyalty Club Nove25. Più o meno sono questi i principali canali al momento; un domani chissà.

 

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Quanto influisce l’attività di Social Media Marketing sul successo di Nove25?

lorenzo bernini nove25Molto. I social sono da sempre i nostri principali canali di comunicazione e credo che continueranno ad esserlo. Apprezzo tantissimo il contributo che danno e che dà anche la nostra fan base sui social. Non tanto per una questione di semplice riscontro in termine di KPI e notorietà, ma più che altro per l’apporto dato alla nostra crescita, soprattutto in termini di feedback, spunti e idee. Sono tutti stimoli che ci permettono di migliorare, sia per far crescere Nove25 che per offrire un servizio migliore ai nostri clienti.

 

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Collaborazioni con Brand e Influencer: importanza e utilità

lorenzo bernini nove25Per noi di Nove25 collaborare con artisti, Brand e Influencer è per lo più un piacere, perché è un momento molto importante di contaminazione e scambio creativo di idee. Molti dei nostri progetti nascono da delle collaborazioni che sono all’inizio delle idee che il partner non sa neanche se siano fattibili da realizzare. È bellissimo vedere che poi queste idee riescono a concretizzarsi in qualcosa di tangibile, spesso con un ottimo riscontro sul pubblico.

Sicuramente sono un ottimo volano anche per la notorietà del Brand, alcune di più e alcune di meno, però sono sempre un momento molto importante di crescita, soprattutto per noi. 

 

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Obiettivi e progetti futuri di Nove25?

lorenzo bernini nove25Abbiamo degli store Nove25 in Svizzera e uno store a Ibiza. Molto probabilmente ne apriremo tanti altri nel resto d’Europa e forse anche oltreoceano. Sicuramente per l’anno prossimo prevediamo di consolidarci sul mercato italiano. Sta per aprire un nuovo store, quest’anno, a Firenze, ma tanti altri ne seguiranno. Questo per quanto riguarda la rete retail.

Sul digital abbiamo ambizioni che vanno ben oltre i nostri confini. Abbiamo iniziato ad esplorare alcune zone del mercato europeo: Francia, Spagna, UK, la stessa Svizzera, Germania. Questo dall’anno scorso. Puntiamo a lavorare molto col nostro e-commerce per espandere quelli che sono i nostri confini. Poi, appunto, è una cosa che potrebbe dare vita anche ad aperture fisiche in regioni che performano molto bene. 

 

Nove25 è un esempio di Brand italiano di successo nato da un piccolo store fisico che è riuscito ad accrescere la sua notorietà prima nel milanese, poi nel resto d’Italia e ora anche all’estero. Con il passare degli anni, grazie ad una digitalizzazione aziendale importante, Nove25 è cresciuta molto.

Ha sfruttato tutti i mezzi digitali e di comunicazione a disposizione per poter arrivare ad un pubblico sempre più ampio. Come avrai potuto capire leggendo l’articolo o ascoltando l’intervista, quindi, affiancare il marketing digitale a quello tradizionale può essere di grande aiuto per la crescita dell’attività. Addirittura, può migliorare le performance lato retail.

 

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heArt Social: la piattaforma che unisce artisti e appassionati

heArt Social: la piattaforma che unisce artisti e appassionati

 

heArt Social è il social media dedicato ad artisti e appassionati di arte, spettacolo e intrattenimento. Un progetto nato durante il lockdown che ha come obiettivo quello di connettere utenti accomunati dalla passione per tutto ciò che riguarda arte e spettacolo. Una piattaforma finalizzata, al tempo stesso, alla ricerca di nuove opportunità professionali in un settore fortemente colpito dalla pandemia.

Dalla musica alla pittura, dal teatro al cinema: tutte le possibili espressioni del talento sono le benvenute sulla piattaforma social heArt. Un luogo dove chiunque può pubblicare foto e video a sfondo culturale, oltre ad interagire con tutta la community. Per entrare basta registrarsi gratuitamente dall’app o dal sito, dove è presente anche una versione demo per provare heArt prima di iscriversi.

Ma come è stato realizzato da zero un social media “verticale” sull’arte e lo spettacolo? Ne ho parlato con l’ideatore di heArt Matteo Forte.

 

 

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Cos’è heArt e com’è nata l’idea?

Matteo Forte heArt SocialheArt Social è una piattaforma che nasce in pieno lockdown da un’idea molto semplice. Da molti anni lavoro con il mondo artistico, quindi con cantanti, ballerini, attori, tutto ciò che ruota attorno al live entertainment che, come puoi immaginare, nel corso dell’ultimo anno e mezzo ha subito un colpo molto forte per via della pandemia, dato che nessuna attività era più consentita.

L’idea è nata proprio per cercare di dare un contributo concreto a tutto il comparto artistico, quindi alle persone che si sono trovate all’improvviso senza un lavoro e senza un sostegno da parte delle istituzioni e dello Stato. A loro è stata offerta una finestra digitale all’interno della quale mostrare le proprie abilità e i propri talenti. Quindi l’idea è stata quella di realizzare una sorta di “LinkedIn per l’arte“, ovvero un luogo virtuale dove gli artisti potessero liberamente esprimere sé stessi e farsi scoprire.

Inizialmente era dedicata agli artisti dell’intrattenimento live, poi si è rapidamente estesa a tutte le categorie artistiche comprendendo pittori, registi, disegnatori, fotografi, tutti coloro che utilizzano il loro talento per lavorare. Ciò senza dimenticare il comparto tecnici dello spettacolo e i professionisti che lavorano intorno a questo mondo.

Quasi subito ci siamo accorti che il social heArt poteva essere anche un’interessante alternativa, verticale, per tutti coloro che amano il mondo dell’arte, della cultura e dell’intrattenimento. Mi riferisco alle persone stanche di assistere a contenuti a volte “grotteschi” che si trovano sui social generalisti e che desiderano, invece, vedere contenuti dedicati a discipline artistiche.

 

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A che target si rivolge e quali opportunità offre?

Matteo Forte heArt SocialIl target di heArt Social è ampissimo. Da un lato si rivolge ad artisti e aspiranti artisti, nonché a tutto il mondo dei tecnici dello spettacolo e i professionisti dell’arte. Un target non solo giovane, ma anche di artisti maturi, che ancora non hanno trovato il proprio sbocco o che cercano sbocchi professionali alternativi.

Il secondo target di riferimento è rappresentato da coloro che oggi tendono a frequentare sempre meno il social generalista perché stanchi dei contenuti di scarsa qualità e che vogliono invece fare un tipo di navigazione più profilata, verticale e dedicata al mondo dell’intrattenimento e dell’arte.

Cosa si trova sulla piattaforma social heArt in termini di opportunità professionali? Di tutto. Ad esempio, abbiamo fatto l’audizione per selezionare il cast del musical “Pretty Woman” che va in scena al Teatro Nazionale, abbiamo selezionato il presentatore dell’Otranto Film Festival e stiamo utilizzando la piattaforma per scegliere il pay-off con il quale il Teatro Lirico di Milano riaprirà i battenti. Quindi ha una gamma di funzionalità molto ampia e le opportunità possono essere postate da tutti, persino una band locale che ha perso il proprio vocalist o batterista e lo sta cercando all’interno di una community di persone affini al mondo della musica, dell’arte e dell’intrattenimento.

 

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Come funziona la piattaforma social heArt?

Matteo Forte heArt SocialIl funzionamento di heArt è in linea con i social tradizionali. Quindi, oltre al sito web based abbiamo le due applicazioni, per Android e iOS. Ci sono, però, delle cose che lo distinguono rispetto agli altri social media ovvero:

  • i contenuti condivisi non sono commentabili, e questa è una rivoluzione social. Le persone possono entrare in contatto diretto mediante messaggi privati con tutti i membri della community ma non possono commentare un loro contenuto;
  • anche se si può scegliere chi seguire in via prioritaria, dal momento in cui ci si iscrive alla piattaforma si è collegati con tutti immediatamente. Quindi, oltre ad avere il gruppo di amici, degli utenti selezionati e seguiti, dal momento in cui entro sono in contatto da subito con tutta la rete.

 

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Su quali canali online si basa la vostra strategia di marketing?

Matteo Forte heArt SocialUna vera e propria strategia di marketing online oggi non c’è, perché quello che abbiamo fatto inizialmente è stato raccontare questo progetto alla stampa e ai media. È talmente piaciuto che abbiamo raccolto su heArt Social oltre 20mila utenti in poche settimane, senza investire niente in pubblicità, ma con il passaparola e il sostegno dei media che credono in noi.

Considera che partner del progetto sono, infatti, l’Università Cattolica, l’ALMED, l’Università IULM, il DAMS di Bologna, l’Accademia Teatro alla Scala e la Fondazione Milano con le Scuole Civiche di Alta Formazione. C’è una struttura accademica dietro all’idea; grazie a questa e, in particolare, agli studenti e a tutti coloro che sognano di fare gli artisti o di lavorare con essi nel prossimo futuro, è stato possibile far partire immediatamente un volano positivo.

Dopodiché abbiamo tutta una serie di piani di marketing per far accrescere la base utenti e raggiungere i target che ci consentiranno, in futuro, di espanderci a livello internazionale. Quindi, nello specifico, stiamo:

  • facendo dei test con direct e-mailing su cluster affini, ovvero legati in qualche modo al mondo dell’arte, della cultura e dello spettacolo,
  • conducendo test su siti che raccolgono eventi legati al live, all’arte e all’intrattenimento,
  • chiudendo accordi con influencer che lavorano a stretto contatto prevalentemente con il mondo dell’arte e dello spettacolo.

Poi struttureremo un piano di marketing rivolto non tanto all’awareness del progetto, quanto a raccogliere il più rapidamente possibile un numero di utenti attivi e interessati. Perché a noi non interessa avere tanti utenti, ma avere utenti davvero interessati al nostro mondo, che partecipino attivamente alla vita della nostra community artistica.

 

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Come monitorate le performance di heArt Social?

Matteo Forte heArt SocialCiascuna delle attività che ti ho descritto ha una ricaduta sul numero di utenti che si registra. Oltre a questo misuriamo la permanenza sulla piattaforma, la quantità di contenuti condivisi e le pagine frequentate. Per noi ci sono due elementi fondamentali:

  • dal momento in cui l’utente si è registrato facciamo una redemption delle attività di marketing che abbiamo messo in piedi e quindi capiamo quale è più efficace
  • sulla base della provenienza dell’utente monitoriamo, anche, che tipo di contenuti condivide e quanti, oltre al tempo di permanenza quotidiano sul social.

Questo ci aiuta a confrontarlo con dati di altri social media. Per ora il benchmark è straordinario, perché le persone passano molto tempo e condividono tanti contenuti. E rispetto ad altri social network la percentuale di utenti silenti è praticamente nulla.

 

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Quali saranno i prossimi investimenti in ambito digital?

Matteo Forte heArt SocialStiamo valutando quali delle iniziative che abbiamo impostato avranno l’efficacia maggiore su heArt. Per noi oggi non è importante la notorietà della piattaforma, ma preferiamo avere una base solida di utenti veri che utilizzano e apprezzano i nostri servizi e contenuti.

L’investimento che faremo in termini digital sarà guidato dai risultati delle azioni che abbiamo intrapreso in queste settimane e avranno l’obiettivo di ingaggiare clienti veri e non quello di far conoscere al mercato la piattaforma. Puntiamo molto sul passaparola positivo, quindi che il progetto sia valido e le persone che lo utilizzano possano parlare e condividere l’efficacia di questo strumento.

 

heArt Social si differenzia dai più famosi social network (Instagram, Facebook, LinkedIn…) per la sua verticalità. L’obiettivo del progetto è quello di apparire agli utenti come un social di qualità in uno specifico ambito, ovvero quello artistico. Ma, soprattutto, mira a diventare un luogo in cui l’artista o aspirante tale possa costruire la propria immagine senza farsi influenzare dall’opinione degli altri. Questo con la speranza di fare della propria passione un lavoro, attraverso le opportunità professionali presenti all’interno del social media.

 

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