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Come trovare lavoro con LinkedIn in 5 step

Come trovare lavoro con LinkedIn in 5 step

 

Se anche tu ti stai chiedendo come trovare lavoro con LinkedIn, significa che hai compreso le potenzialità di questo social network per il business. Immagino che hai mandato centinaia di curriculum senza aver mai ottenuto risposte per un colloquio di lavoro o la candidatura per uno stage.

trovare lavoro con linkedin in pochi stepLa piattaforma LinkedIn per il lavoro come funziona? Oggi scoprirai perché questo social aumenta la tua possibilità di essere contattato e di formalizzare l’assunzione in un’azienda. Ti offre l’opportunità di evidenziare i tuoi punti di forza e le tue skills (abilità), dando visibilità al tuo profilo, mettendo in evidenza la tua formazione e le tue esperienze lavorative.

Riuscirai a creare una rete di contatti (collegamenti), che ti permetteranno di stringere importanti relazioni, confermando le tue competenze ed aumentando la tua credibilità. Trovare lavoro con LinkedIn come professionista consisterà in:

  1. creare un Curriculum Vitae perfetto e completo;
  2. curare le relazioni professionali;
  3. condividere contenuti interessanti per un’azienda o il personale deputato alla selezione dei candidati (detti recruiter);
  4. fare Personal Branding (vendere se stessi);
  5. sfruttare gli strumenti che offre la piattaforma.

Le impostazioni del profilo possono essere settate facilmente, seguendo semplici step. Per sviluppare strategie e strumenti per trovare lavoro con LinkedIn in modo più veloce ed approfondito, puoi seguire un Corso di LinkedIn Marketing che ti aiuterà a raggiungere la meta prefissata!

 

Perché trovare lavoro con LinkedIn

Quante persone trovano lavoro con LinkedIn? Il mercato lavorativo italiano è in continua evoluzione: come avrai ben capito, le dinamiche di ricerca ed ingaggio da parte di reclutatori ed aziende, sono cambiate.

Oggi trovare un’opportunità lavorativa tramite social network non è più un’opzione ma la base fondamentale per l’incontro tra domanda ed offerta. L’utilizzo di un profilo continuamente aggiornato ed aggiornabile, la condivisione di contenuti professionali e l’utilizzo della sezione degli annunci per trovare lavoro con LinkedIn, aumentano le chance di assunzione. Riuscirai a diventare il candidato perfetto per ogni azienda che offre la mansione a cui ambisci!

Come funziona LinkedIn per cercare lavoro? Il menù in alto, presenta delle funzionalità di ricerca molto intuitive che ti permetteranno sia di personalizzare e modernizzare il profilo, sia di trovare offerte lavorative, persone e gruppi dedicati.

Apprenderai con facilità come vedere le offerte di lavoro su LinkedIn (tasto lavoro) selezionando dall’anteprima quelle che offrono la possibilità di smart working o quelle che richiedono la presenza in sede.
Come cercare le aziende su LinkedIn che ti interessano? Attraverso la barra di ricerca a sinistra, digitando l’azienda in questione, o ricercando il nome della professione desiderata.

Nel tasto “tu” in alto a destra potrai revisionare il profilo, mettendo in evidenza nell’apposita sezione la tua formazione, ed aggiornando il Curriculum Vitae in tempo reale. Vedrai, proseguendo la lettura, come creare referenze credibili da utilizzare per la tua professione o mostrare dopo uno stage in azienda.

 

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Come usare al meglio LinkedIn per trovare lavoro

trovare lavoro con linkedin con successoCome trovare lavoro con LinkedIn sfruttando al meglio le sue potenzialità? Bisogna partire dal presupposto che non è sufficiente creare un account, mettere una foto e qualche esperienza professionale, ma è necessaria una strategia pianificata.

Presidia attivamente il social network (preferibilmente ogni giorno) condividendo contenuti, aumentando la tua rete di collegamenti. Fai ricerche mirate e selezionate sul tipo di professione da fare in azienda o nel settore in cui desideri avere un colloquio con i recruiter.

Chiarisci i tuoi obbiettivi di Personal Branding: evita di mostrare troppe esperienze lavorative diverse tra loro. Passa da un approccio generalista ad uno specialista in cui spicca la tua competenza in un determinato ambito professionale.

Un profilo in cui fai il cuoco, il musicista e ti occupi anche di Digital Marketing può apparire incoerente e contraddittorio. Focalizzati in uno specifico settore professionale e scegli un mestiere attinente a quell’ambito in cui specializzarti. Esempio: se scegli il settore del Digital Marketing, potresti specializzarti come Web Marketing Specialist, E-commerce Specialist o Social Media Manager.

Individua le Competenze Professionali richieste nell’ambito di tuo interesse; cerca di acquisirle e mettile ben in evidenza per trovare lavoro con LinkedIn.

 

Crea un Curriculum Vitae completo

Inizia dalle basi creando un Curriculum Vitae completo e dettagliato; non dimenticare mai di aggiornarlo e migliorarlo, ti permetterà di trovare lavoro con LinkedIn con maggiore facilità.

curriculum vitae perfetto per linkedinCura la biografia (detta Bio) inserendo una descrizione di te in modo da trovare una sintesi della tua storia professionale. Abbi cura nella scelta della foto profilo, la quale deve rispecchiare la tua identità lavorativa. Scegli una foto che sia professionale ed in particolare, poni attenzione a questi aspetti:

  • outfit e look decoroso o neutro, evita scollature o abbigliamenti troppo casual;
  • gli occhiali da vista possono dare un tono professionale, quelli da sole invece andrebbero evitati;
  • scegli uno sfondo neutro che non distolga l’attenzione dal primo piano;
  • scegli immagini nitide e leggere;
  • evita di aggiornare la foto troppo spesso per non disorientare la tua rete di contatti.

Dopo che hai scelto un’immagine professionale, riempi la sezione “Formazione”; ti consentirà di valutare in quale campo sei specializzato o ti interessa valutare uno stage. Questo social network ti permette di inserire le esperienze formative in ordine cronologico in modo da facilitare l’aggiornamento. A tal proposito, ti suggerisco di procedere in questo modo:

  • inizia dal diploma o laurea, riportando il punteggio solo se alto;
  • scrivi le esperienze di stage e tirocini, focalizzando sulle mansioni svolte e le skill acquisite;
  • riporta qualsiasi corso pubblico o privato, enfatizzando le materie e gli strumenti che sai utilizzare.

Puoi aggiungere le “Esperienze Lavorative” in ordine cronologico come hai fatto con la formazione. Ancora una volta, per trovare lavoro con LinkedIn ti consiglio di:

  • valorizzare le mansioni svolte ed il ruolo ricoperto;
  • se hai molte esperienze lavorative aggiungi le più recenti e quelle più significative;
  • se hai poche esperienze lavorative, enfatizza la Bio e prendi in considerazione di formarti o fare uno stage;

Potresti prendere spunto da questi consigli se devi scrivere un Curriculum senza esperienza per trovare lavoro con LinkedIn.

 

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Cura le Relazioni

Se l’obiettivo è farsi notare dalle aziende su LinkedIn, è indispensabile che curi le tue relazioni in modo frequente, coerente e oculato. Quando creerai la tua rete noterai quanti italiani utilizzano LinkedIn per trovare un’occupazione.

La prima regola da conoscere è la gerarchia dei collegamenti; ciò ti permette di avere padronanza su come funziona la rete di LinkedIn. Questa si può distinguere in:

  • trovare lavoro con linkedin in aziendacollegamenti di 1° livello “amici”: entrambi connessi in modo reciproco dalla rete di contatti;
  • collegamenti di 2° livello “amici degli amici”: non fanno parte della tua rete, ma fanno parte della rete dei contatti dei tuoi amici;
  • collegamenti di 3° livello “sconosciuti”: sono lontani dalla tua rete.

Il consiglio, prima di chiedere un’amicizia ad un contatto di 3° livello che ti interessa molto, è notare se nella sua rete ci sono contatti gerarchicamente superiori. Se quest’ultimi accettano la tua amicizia, i collegamenti di 3° livello automaticamente diventano di 2° livello, aumentando la probabilità di poterli convertire nella tua rete e trovare nuove opportunità di condivisione.

La ricerca e selezione dei contatti che siano coerenti con il tuo profilo (il tuo ambito lavorativo), ti renderà un candidato ideale per l’attivazione di uno stage o per trovare lavoro con LinkedIn.

Come ti cercano su LinkedIn? Attraverso le tue competenze e referenze (dette “Segnalazioni”). Le prime ti permettono di aggiungere un punteggio numerico alle tue capacità, le seconde sono vere e proprie recensioni che aumentano il tuo punteggio di credibilità (Ranking). Ti consiglio la seguente strategia:

  • fai trovare le tue Skills in ordine cronologico, lasciando in alto, visibili, quelle in cui eccelli;
  • chiedi “Referenze” ai tuoi contatti di fiducia;
  • vota le skills dei tuoi contatti e scrivi “Segnalazioni”: chi ti apprezza ricambierà;
  • non inventare nulla; in questo social network, le bugie hanno le gambe corte.

Una buona rete di collegamenti aumenta la possibilità di trovare lavoro con LinkedIn, in particolare in ambito Digital Marketing, uno dei settori in continua espansione. 

 

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Condividi Contenuti di qualità

Prima di domandarti come esser intercettato dai recruiter su LinkedIn o cercare di contattarli per mostrare di essere il candidato giusto, è opportuno spendere qualche parola sui contenuti. Trovare la formula giusta richiede esperienza; ti suggerisco di:

  • lavoro contenuti linkedinpostare frequentemente ma non fare spam;
  • scegliere e condividere contenuti interessanti e coerenti col tuo ambito professionale;
  • condividere periodicamente per mostrare che sei attivo sul social network;
  • creare tu stesso contenuti coinvolgenti ed accattivanti, con formati diversi;
  • utilizzare e selezionare i Gruppi su LinkedIn per trovare ciò che ti interessa.

Cerca di coinvolgere i tuoi contatti nella conversazione, creando sondaggi con domande e risposte. Rispondi ai commenti e partecipa anche tu a discussioni quando qualcuno condivide contenuti interessanti ed attinenti: essere reciproci, è fondamentale.

Per trovare lavoro con LinkedIn crea una Content Strategy (strategia del contenuto), che ti permetta di variare la tipologia di quello che pubblichi. In particolare, gli argomenti dei tuoi post dovranno trattare di:

  • consigli e suggerimenti per mostrare conoscenze e competenze;
  • notizie attinenti al settore professionale; 
  • offerte lavorative (quelle in cui non ti sei candidato); 
  • contenuti di visibilità ad un tuo eventuale blog personale o sito web; 
  • post di esperienze della tua vita quotidiana sul lavoro, per mostrare che sei una persona reale, concreta, credibile.
     

Fai Personal Branding

Nei 3 step precedenti hai appreso gli elementi essenziali per trovare lavoro con LinkedIn e fare Personal Branding. Questo termine può essere sintetizzato come la strategia di vendere se stessi e costituisce la tua identità professionale come se tu fossi un marchio o brand. In particolare puoi trovare utili i seguenti suggerimenti: 

  • usa questo social network esclusivamente per il mondo del business e come professionista;
  • dai un’immagine di te stesso professionale;
  • ottimizza i tuoi punti di forza e le tue skills;
  • valorizza ciò che ti rende unico e diverso come candidato per un colloquio lavorativo.

Con un Curriculum Vitae perfetto e completo non passerai inosservato nelle fasi di ricerca e selezione da parte dei recruiter! 

 

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Sfrutta gli Strumenti della Piattaforma

Sono presenti diversi strumenti per affinare la ricerca e la selezione delle offerte lavorative.

Molto spesso può capitare che il tuo Curriculum Vitae non sia perfetto e hai bisogno di formarti prima di trovare l’opportunità lavorativa giusta. La piattaforma a pagamento LinkedIn Learning è un investimento su te stesso che permette di:

  • seguire un corso singolo di tuo interesse;
  • finire un percorso completo con superamento di un esame;
  • ottenere certificazioni;
  • aumentare le skill mancanti, le quali ti rendono un candidato idoneo per la mansione richiesta;
  • arricchire ulteriormente il tuo Curriculum Vitae.

Un altro strumento per trovare lavoro con LinkedIn è InMail, il quale ti permette di contattare in privato anche persone che non fanno parte della tua rete. È importante sottolineare che se non hai account Premium, puoi inviare messaggi gratuitamente solo a contatti a cui sei collegato.

 

Come cercare le offerte di lavoro su LinkedIn

Uno dei modi a costo zero che ti permette di trovare lavoro con LinkedIn è la ricerca con le Keyword (parole chiave). Questo strumento in particolare va utilizzato nei campi o sezioni che compili quando crei il Curriculum Vitae, ovvero:

  • trovare lavoro con linkedin da mobileriepilogo o “Sommario”;
  • sezione “Formazione”;
  • sezione “Esperienze Lavorative”;
  • campo “Competenze”;
  • campo “Referenze” (Segnalazioni).

Ricorda sempre di essere sincero e non esagerare con l’utilizzo delle Keyword, ma ponderale per farti apparire sui motori di ricerca. In fase di selezione potrebbero notarti come il candidato perfetto o apprezzare il tuo Curriculum Vitae per colloqui o stage nel breve termine.

Si possono usare le Keyword sul motore di ricerca proattivamente, cercando personalmente l’offerta tanto ambita. Le modalità variano a seconda del dispositivo o delle tecnologie:

  • icona della Valigetta se ti trovi su Desktop (PC o MAC);
  • offerte di lavoro, in basso a destra se ti colleghi da Mobile con dispositivo Android;
  • pulsante lavoro se navighi da Mobile con IPhone o con iPad.

 

Cercare lavoro su LinkedIn: gli errori da evitare

Dopo questa breve lettura, hai già capito quali sono gli errori che dovresti evitare per trovare lavoro con LinkedIn:

  1. foto del profilo poco professionale, troppo appariscente o addirittura assente;
  2. profilo incompleto, vuoto nei suoi campi o con informazioni insufficienti e banali;
  3. esperienze professionali in ambiti diversi, in particolare quelli molto lontani dal tuo settore;
  4. troppi contatti non attinenti al tuo settore lavorativo;
  5. utilizzare questo social come faresti con Facebook o Instagram parlando della tua vita privata;
  6. parlare di argomenti delicati come religione e politica;
  7. non condividere mai contenuti o non rispondere ai commenti delle tue condivisioni;
  8. fare spam delle tue iniziative professionali con messaggi privati a tutti i tuoi contatti;
  9. non dire la verità e scrivere informazioni inesatte sul tuo conto;
  10. non aggiornare il profilo, non partecipare, diventando un utente fantasma nella piattaforma.

 

Conclusioni e consulenza gratuita

Cosa fare se non riesci a trovare lavoro con LinkedIn? Non abbatterti! La selezione del tuo Curriculum Vitae da parte di un’azienda, richiede tempo e costanza. Per ottimizzare questo periodo più velocemente, puoi rivolgerti ad un Carrier Coach (Consulente di Carriera). Questa figura professionale come può aiutarti?

  1. Individua i tuoi punti di forza e fa emergere i tuoi blocchi o punti deboli;
  2. ti guida nella scelta del settore professionale più adatto alle tue attitudini e talenti;
  3. ti aiuta ad individuare le competenze richieste dal mercato, includendo quello che ti piace fare;
  4. ti consiglia quale sono i percorsi di Formazione idonei considerando con empatia i tuoi impegni e le tue risorse;
  5. ti suggerisce come migliorare il tuo profilo LinkedIn, senza errori e perdite di tempo.

 

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Roberta Sanzeni ContentPRIMA STESURA A CURA DI ROBERTA SANZENI

Durante oltre 20 anni di carriera in ambito commerciale, mi sono divertita a scrivere per diletto e in collaborazioni occasionali con magazine online e riviste cartacee: ho deciso di trasformare in lavoro la mia passione per la scrittura e ho quindi conseguito la certificazione come Web Content Editor in Digital Coach. Per scrivere mi documento e per farlo soddisfo la mia spontanea curiosità verso tutti gli argomenti che mi propongono.

Come entrare in azienda: 5 passi per farsi assumere

Come entrare in azienda: 5 passi per farsi assumere

 

In un contesto lavorativo in continua evoluzione, imparare come entrare in azienda, ovvero farsi assumere, è molto importante soprattutto se sei alle prime esperienze di lavoro. Negli ultimi anni il mondo dell’occupazione si è evoluto orientandosi sempre di più alla digitalizzazione, tanto che non bastano più requisiti come la laurea o la formazione tradizionale.

come entrare in azienda in solo 5 passiOrmai il digital marketing è il pane quotidiano per le imprese, dalle più grandi alle più piccole. Dimostrare il possesso delle digital skills, di conseguenza, aumenta le chance di ottenere un colloquio e magari farti assumere in azienda.

Questo non vale non solo se sei alla tua prima esperienza lavorativa. Infatti, imparare come sfruttare il digital marketing può esserti utile anche se hai più di 40-50 anni e vuoi reinventarti professionalmente, magari perché sei stanco del lavoro tradizionale e vuoi avviare una carriera che ti dia più soddisfazioni personali e magari anche più tempo libero.

In questo articolo scoprirai quindi:

  • come entrare in un’azienda e farti assumere;
  • perché è importante seguire la giusta formazione;
  • come curare il tuo personal branding per farti notare.

Se vuoi diventare un vero professionista del marketing digitale ti consiglio di dare un’occhiata al Master con Stage in Azienda di Digital Coach®. Pensato per i giovani fino ai 30-33 anni, questo percorso formativo è l’ideale se vuoi unire alla teoria degli studi la pratica del contesto lavorativo. Infatti, al termine della formazione, avrai la possibilità di frequentare un praticantato di 4 mesi presso un’azienda e cominciare fin da subito a fare esperienza nel mondo reale.

 

Come entrare in una grande azienda in 5 passi

Come farsi assumere da un’azienda? Leggendo gli annunci di lavoro probabilmente ti sarai spesso ritrovato in difficoltà perché quasi dappertutto viene richiesta esperienza nel ruolo per cui ci si candida e, sempre più spesso, almeno un’infarinatura di Digital Marketing.

Come entrare in azienda se invece sei alle prime armi? Purtroppo in Italia non c’è molta continuità tra scuola e lavoro e tutti gli studenti si ritrovano, al completamento degli studi, senza ben capire cosa fare. Probabilmente anche tu ti stai trovando o ti sarai trovato con un diploma, una laurea triennale o una laurea magistrale senza però saper realmente fare il lavoro per cui hai studiato.

Cominciare, quindi, a lavorare in una grande azienda rimane sovente un miraggio. Spesso l’unico modo che hanno i giovani di inserirsi è tramite tirocini sottopagati dove l’attività non ha davvero intenzione di formare la persona, ma solo avere manodopera a basso costo. Magari anche tu ti sei ritrovato a fare uno stage, sottopagato e a svolgere dalle mansioni diverse da quelle che ti aspettavi. Ma non deve essere per forza sempre così e ora te lo dimostrerò.

Continua, quindi a leggere; ti parlerò dei 5 passi fondamentali per uscire da questa situazione stressante e cambiare la tua condizione lavorativa. Prima, però, ti consiglio di guardare questo video che anche se rivolto ai più giovani, presenta consigli validi per ogni età.

 

 

Formati nella scuola giusta

Capire come entrare in azienda non è più così semplice. Come ti dicevo poco fa, grazie al digitale il mondo del lavoro è profondamente cambiato. Le conoscenze di base acquisite alla superiori o all’università non bastano più e sovente si richiede di “saper fare” e di avere competenze nell’ambito del marketing digitale. Per acquisirle, però, non basta seguire un corso gratuito oppure a basso costo fornito dal solito “guru” online.

Come in ogni ambito, anche nel marketing online è richiesta serietà, competenza e grande impegno. E solo una scuola professionale ti può aiutare in questo senso. Digital Coach®, ad esempio, offre percorsi formativi tenuti dai massimi esperti nel settore, abbracciando una metodologia learning-by-doing, ovvero pratico-operativa. Tradotto in parole semplici, significa imparare a gestire un business e creare una digital strategy mettendo mano a tool e software professionali.

Per capire quali skill acquisire e quindi che tipo di professionista del digitale diventare, dovrai prima imparare a riconoscere quali sono i tuoi punti di forza e le tue attitudini. In questo modo potrai dirigere il tuo percorso formativo verso quello che ami di più. Ad esempio, potrai scegliere se orientarti verso un ambito tecnico come la web analytics o l’inbound marketing oppure optare per settori come il social media marketing o il digital recruiting. Se invece hai una vocazione letteraria, allora specializzarti nel content marketing o nel digital storytelling potrebbe essere quello che fa per te. Altrimenti potrai optare per la formazione nell’e-commerce, molto richiesta nell’attuale mercato del lavoro.

 

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Segui uno stage formativo per fare esperienza

Cosa bisogna fare per farsi assumere senza esperienza? Sviluppare le giuste skills richieste dal mercato lavorativo! Per farlo sono estremamente utili dei periodi di praticantato reale.

Per evitare di incappare in una serie di stage inutili e non formativi, il mio consiglio è quello di scegliere bene la scuola dove formarti. Infatti, nei corsi seri, la parte teorica è affiancata da esercitazioni pratiche sia durante le lezioni che al termine degli studi.

Ad esempio, le Certificazioni e i Master di Digital Coach® prevedono uno stage di almeno 4 mesi, anche in collaborazione con aziende e agenzie partner esterne. Durante questo percorso sarai seguito da un tutor aziendale che ti aiuterà a mettere in pratica quello che hai imparato nel tuo percorso di studi. Potrai crearti un portfolio, sviluppare il tuo curriculum e lavorare fin da subito con clienti e progetti reali. E se dimostri impegno e professionalità potresti anche ricevere una proposta lavorativa dall’impresa dove hai svolto lo stage formativo, come è successo ad altre persone prima di te.

 

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Crea un curriculum perfetto

Scommetto che ti sei chiesto spesso: “perché le aziende non mi assumono?“. Hai mandato una montagna di curriculum, hai scritto ai recruiter e ti sei proposto in vari settori ma non è servito a molto. Questo perché quando scrivi il tuo curriculum vitae devi seguire alcuni accorgimenti per evitare di commettere errori grossolani che potrebbero pregiudicare l’assunzione. Mettere insieme a caso dei dati personali non ti sarà di aiuto. Dovrai infatti seguire delle regole per rendere il tuo cv interessante e appetibile per le aziende così d’avere più possibilità di farti assumere.

Il tuo curriculum è il tuo biglietto di presentazione perciò prima di tutto assicurati che sia scritto in modo chiaro e corretto e soprattutto senza errori di ortografia. Accertati che i tuo dati (soprattutto numero di telefono ed e-mail) siano corretti per evitare spiacevoli disguidi in caso di contatto. Cerca di essere originale e dai al tuo cv uno stile ed un layout personale. Parla delle tue competenze, dei progetti che hai svolto, delle skills che hai acquisito durante la tua formazione, senza però dilungarti troppo.

Un curriculum non deve superare le due pagine di lunghezza, altrimenti diventa troppo oneroso da leggere per un recruiter, spesso alle prese con centinaia di candidature. Ma la regola fondamentale per un perfetto cv è l’onestà. Non millantare mai mansioni che non hai davvero svolto, competenze che non hai davvero acquisito o lingue straniere che parli a stento. Se vuoi davvero entrare in una grande azienda e farti assumere dovrai essere sincero.

 

Cura la tua presenza online

Se vuoi davvero sapere come entrare in azienda dovrai prima di tutto imparare a fare personal branding. Questa non è altro che l’insieme delle attività che puoi mettere in atto per promuovere la tua professionalità, i tuoi punti di forza, il tuo bagaglio di esperienze, competenze e conoscenze lavorative e personali, in modo da comunicare la tua identità professionale in modo strategico, per impressionare e influenzare le persone che incontri.

Questa pratica ti può essere utile anche se hai più di 30 anni e vuoi introdurti nel mondo del lavoro online perché, ricorda, le aziende che assumono persone over 50 esistono! L’importante è che tu sia preparato e che la tua presenza online e sui social sia professionale e curata anche nei minimi dettagli. La tua immagine deve risultare attraente ed unica e dovrai perciò rendere i tuoi punti di forza appetibili e irrinunciabili per chi è alla ricerca di nuovo personale. 

Ormai le aziende e le multinazionali, prima di assumere personale, fanno delle ricerche online per valutare il profilo della persona da ingaggiare. Per questo sarà per te importante curare la tua presenza online. Crea un profilo professionale sui social come Facebook e registrati su piattaforme incentrate sul mondo del lavoro come LinkedIn. Attraverso i social potrai anche seguire le news dell’azienda che ti interessa in modo da essere sempre aggiornato sulle notizie ed eventi che la riguardano. Potrai commentare gli articoli che la riguardano con osservazioni intelligenti in modo da cominciare a farti conoscere. E potrai scoprire anche quando sono alla ricerca di personale.

Ricorda di gestire i tuoi profili social in maniera adeguata, evitando di lasciarti andare ad atteggiamenti poco educati, come litigi con altri utenti o commenti poco cortesi. Un passo importante sarà la creazione di un tuo sito web. Una sorta di vetrina dove le aziende o i tuoi clienti potranno farsi un’idea delle tue abilità e conoscenze. Dovrà essere una sorta di portfolio dove potrai inserire anche dei lavori svolti durante il praticantato o nelle tue precedenti esperienze lavorative. 

 

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Presentati all’azienda con un tuo progetto

Hai trovato l’azienda dei tuoi sogni ed hai scoperto che ricercano personale. Hai frequentato una scuola seria dove ti sei formato nel digital marketing, hai fatto il tuo percorso di praticantato dove hai imparato come sviluppare una strategia di business lavorando su casi reali. Hai imparato come redigere un curriculum appetibile e come curare personal branding e presenza online. Come entrare adesso a lavorare proprio per quell’azienda?

Il passo più efficace che puoi fare a questo punto, per farti notare tra tutti gli altri candidati, è quello di presentare un tuo progetto all’azienda. Crea una traccia di ciò che vuoi proporre, analizzandone i dettagli ed i contenuti. Devi essere coerente con l’immagine del brand al quale ti proponi. Cerca nel sito la storia del marchio, studiane il linguaggio e la rappresentazione che ama dare di sé. Dopodiché sviluppa un piano che sia coerente con la storyline aziendale, senza però essere banale o scopiazzando proposte già viste in passato.

Ad esempio, puoi proporre una nuova strategia social, un diverso approccio di storytelling oppure un modo originale per creare una campagna di advertising. Utilizza le competenze che avrai acquisito durante i tuoi studi ed il praticantato per ideare un progetto che sia innovativo e orientato al futuro. Sfrutta a tuo vantaggio la tua giovane età per portare sul mercato la visione delle nuove generazioni e del mondo che cambia.

 

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Ora che ti ho dato le indicazioni per capire come puoi entrare in azienda, è arrivato il momento di agire. Non arrenderti se subito non verrai preso in considerazione; tu continua a formarti e cercare nuove occasioni per fare espertizza e creare un network di contatti.

La strada del successo è lunga e impegnativa, ma se saprai indirizzare fin da subito i tuoi sforzi nella giusta direzione, sarai ricompensato dalla carriera che hai sempre sognato.

 

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Gli stage per studenti interessati a cogliere opportunità di carriera sono veramente tanti, e poiché la richiesta di specialisti è molto forte, il mercato del lavoro richiede un numero sempre maggiore di professionisti.

quale stage per studenti frequentareOggi, soprattutto le PMI lamentano che l’assunzione di nuovi lavoratori comporta costi ingenti per le stesse. Per questo motivo e in parallelo con la crisi, negli ultimi anni si è sempre più spesso optato per il tirocinio, che rappresenta uno strumento flessibile per formare e testare i futuri lavoratori.

Tuttavia lo stage per studenti non porta beneficio soltanto alle aziende, bensì costituisce un’esperienza formativa imprescindibile anche per i giovani che per la prima volta si confrontano con il mondo del lavoro.

I recruiter delle imprese che offrono lavoro, molto spesso, ricercano candidati che abbiano maturato una certa competenza e professionalità lavorativa. Per cui aver frequentato un corso con stage formativo, può rivelarsi essenziale per il tuo posizionamento.

Questo vale un po’ in tutti gli ambiti lavorativi, ma in particolare per le professioni digitali in cui avere un’esperienza operativa completa è basilare.

In questo articolo scoprirai perché preferire i corsi con stage per studenti e qual è l’offerta formativa di Digital Coach, istituto di formazione sempre attento al valore del praticantato reale per la formazione dei nuovi professionisti del digitale.

Sei un giovane ambizioso che ha deciso di passare direttamente ad una formazione operativa e strategica? Allora iscriviti subito al nostro Master con Stage.

 

Stage per studenti: perché è importante farlo

Lo stage per studenti è per definizione un’esperienza formativa che si svolge in ambito lavorativo; un periodo di Training on the Job che consente di avere un contatto diretto con quelle che sono le dinamiche e gli aspetti organizzativi del mondo del lavoro.

Oggi, soprattutto in Italia, la cultura e gli anni di studio vengono svalutati, seppur richiesti, a favore di una ricercatissima esperienza lavorativa che, nella maggior parte dei casi, un giovane di certo non possiede prima dei 25/30 anni. Questo causa, tra i giovani studenti e laureati, una serie di difficoltà nel trovare lavoro nel settore studiato per anni, proprio per la mancata esperienza a livello pratico.

Ecco perché è diventato sempre più importante fare esperienza già durante il periodo di studi o subito dopo. Lo stage, il cui obiettivo è l’acquisizione di un’esperienza pratica e professionale, mira quindi a migliorare e facilitare le tue chance di trovare un’occupazione. Difatti può permetterti di sfruttare numerosi vantaggi come:

  • acquisire quelle soft skills fondamentali per avere successo;
  • mettere in pratica le conoscenze maturate all’interno del percorso di studi;
  • creare una fitta rete di contatti;
  • orientarti alla scelta della professione digitale adatta a te;
  • acquisire competenze professionali applicabili sul mercato del lavoro.

Nella pratica, il tirocinio ti permette di “provare” sul campo il lavoro per cui ti stai formando e capire se possiedi le capacità adatte per farlo.

Se sei uno tra i tanti studenti universitari alla ricerca di un lavoro post-laurea o di stage estivi per studenti universitari, oppure un giovane diplomato alla ricerca di stage per studenti delle scuole superiori, sappi che il marketing digitale può offrirti molteplici possibilità. Forse ora ti starai chiedendo: “come faccio a trovare uno stage adatto a me?” Capendo, prima di tutto, verso quale ambito potresti esser maggiormente portato, in base alle tue naturali attitudini e propensioni.

Successivamente devi trovare un ente che ti permetta di fare pratica in un determinato ruolo. A tal proposito Digital Coach offre molteplici soluzioni per permetterti di unire la preparazione teorica alla “messa in pratica” delle nozioni apprese. Nei prossimi paragrafi ti illustrerò, quindi, alcune interessanti opportunità, utili per arricchire il tuo curriculum formativo e per metterti alla prova fin da subito.

 

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Master con Stage in Azienda

È chiaro ormai che i tirocini sono ottime soluzioni per favorire l’inserimento nel mercato del lavoro online, soprattutto se sei un neolaureato o un disoccupato sotto i 30 anni. Gli stage per studenti offerti dalle aziende spesso sono un mezzo per avere forza lavoro a basso costo, ma che allo stesso tempo costituiscono un vantaggio notevole per gli studenti, i quali creano delle solide basi di carriera in una determinata azienda.

La scuola Digital Coach crede fermamente che per diventare delle risorse strategicamente importanti e rilevanti per le imprese, sia necessario integrare la formazione con un apprendistato in azienda. Ciò ti permette di applicare tecniche strategico-operative, concetti e tool direttamente su progetti aziendali.

Digital Coach ha messo a punto un percorso, il Master con Stage in azienda, per raggiungere questo obbiettivo; te lo spiego attraverso 4 semplici step:

  1. ORIENTAMENTO PROFESSIONALE: sessioni di coaching personalizzate, per far emergere punti di forza e debolezza, attitudini e potenziale inespresso. L’obiettivo principale è quello di definire o costruire la tua identità professionale.
  2. FORMAZIONE PRATICO-OPERATIVA: consiste in lezioni teoriche sulle diverse discipline del marketing online affiancate da esercitazioni. Prevede un approccio pratico-operativo orientato al business, l’uso professionale di software e tool e la gestione di progetti reali.
  3. CREAZIONE DEL PERSONAL BRANDING: consiste nell’acquisire competenze e sviluppare il giusto mindset per promuoverti al meglio sul web e far colpo su aziende e recruiter. La creazione di un CV efficace e di un profilo LinkedIn accattivante, sono tra le attività previste in questa fase.
  4. PRATICANTATO REALE IN AZIENDA: stage di 4 mesi da svolgersi presso un’azienda partner e con obiettivi reali di business da raggiungere. L’obiettivo è fare esperienza con il ruolo professionale che si vorrebbe svolgere in futuro.

 

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Work Experience in Digital Coach

La Work Experience (WEX) offerta da Digital Coach è una delle migliori tipologie di stage per studenti in campo digitale. Si tratta di un periodo di praticantato molto simile all’apprendistato di tipo duale, in cui l’apprendista ha un doppio status: quello di studente e di lavoratore. Infatti la WEX prevede una certa coesistenza tra formazione professionale e istruzione.

Come funziona uno stage formativo di Digital Coach? Il praticantato reale ha una durata di 4 mesi almeno ed è previsto per ciascuna delle discipline proposte dalla scuola. La WEX è parte integrante dell’approccio chiamato learning by doing, che ti consente di colmare il divario tra teoria e pratica. Si propone come una valida alternativa al classico tirocinio che faresti in azienda.

Scegliendo questa forma di stage per studenti, avrai la possibilità di metterti in gioco sviluppando in concreto una serie di progetti che arricchiranno il tuo portfolio e ti renderanno più interessante agli occhi delle aziende e dei reclutatori.

Ciò che rende unico un percorso di Work Experience è la possibilità di sfruttare numerosi vantaggi tra cui:

  • certificazione di profitto a fronte del conseguimento degli obiettivi raggiunti durante la sessione;
  • creazione di un portfolio lavori allegabile al Curriculum Vitae (per provare le competenze sviluppate);
  • autorevolezza della scuola Digital Coach, che è riconosciuta come una tra le migliori scuole di formazione in Marketing Digitale nel panorama nazionale;
  • è supportato da coach qualificati che ti seguono passo dopo passo nel raggiungimento dei tuoi obiettivi di praticantato.

 

 

Digital Career Coaching

Vivere di momenti di incertezza verso la strada formativa scelta o sul tipo di tirocinio che si sta svolgendo, è la normalità dei casi. E altrettanto normale è non riuscire sempre a capire cosa ti piacerebbe fare o per cosa sei realmente portato. 

Digital Coach ha studiato per te l’opportunità di sostenere il tuo percorso di stage per studenti affiancandoti ad un coach altamente qualificato. L’obbiettivo è quello di aiutarti nell’orientamento delle tue ambizioni lavorative e portarle in linea con la professione digitale più adatta a te. Ti aiuterà quindi a capire come trovare lo stage adatto alle tue esigenze occupazionali e personali, alle tue capacità e peculiarità.

Il Digital Career Coach ti accompagnerà in un vero e proprio job placement, aiutandoti a sviluppare e a valorizzare competenze tecniche, soft skill e punti di forza. Inoltre, ti seguirà nella realizzazione di curriculum vitae e lettere di presentazione impattanti e ti supporterà nella creazione del tuo Personal Branding. Nello specifico, ti aiuterà nella:

  • ottimizzazione del tuo profilo LinkedIn
  • definizione del tuo Personal Brand
  • creazione del tuo Professional Web Site.

 

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Digital Career Days

L’ultima opportunità di cui voglio parlarti è il Digital Career Day. Prima o dopo aver frequentato lo stage per studenti di Digital Coach, puoi iscriverti a una delle tante giornate dedicate all’incontro tra studenti della scuola ed aziende. Questa è una grande opportunità per i ragazzi in cerca di lavoro; potranno, infatti, farsi conoscere da aziende affermate nel Digital Marketing.

In questa giornata speciale, domanda e offerta si incontrano, attraverso un colloquio conoscitivo chiamato anche speed date. Il candidato ha tre minuti di tempo per esaltare i propri studi ed esperienze lavorative. È una modalità di colloquio che permette a persone che lavorano all’interno di aziende, tra le più valide e prestigiose a livello nazionale, di farsi un’idea del candidato che hanno di fronte, in maniera tale da capire se potrebbe essere la risorsa che stanno cercando, ed eventualmente contattarlo in un secondo momento per un colloquio più approfondito.

Il beneficio consiste nel fatto che le stesse aziende possono conoscere e colloquiare direttamente con persone che hanno una formazione coerente con la domanda. E per gli studenti laureati e non, è ottima occasione per iniziare a proporsi dal punto di vista professionale, fare esperienza di colloquio e capire quali sono le competenze effettivamente richieste in ambito lavorativo.

Se i Digital Career Days non bastassero, sappi che in qualità di studente della scuola, potrai iscriverti al Job Alert, il portale dedicato alle migliori offerte di lavoro in campo digitale. Iscrivendoti, riceverai settimanalmente una mail con le posizioni aperte. 

 

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Come avrai ben capito ormai, frequentare uno stage per studenti è fondamentale per cogliere le giuste opportunità lavorative. Puntare sul tirocinio che più si adatta alle tue esigenze è una tappa quasi obbligata per acquisire la giusta esperienza.

Attraverso questo articolo hai visto come Digital Coach sia in grado di proporti un’offerta formativa altamente competitiva. Quindi, se sei deciso a cogliere le opportunità di carriera offerte dalle nuove professioni digitali, non esitare a contattare un esperto. Ti aiuterà a scegliere tra un’ampia gamma di master, certificazioni specialistiche e manageriali, e a individuare lo stage più in linea con le tue esigenze personali e professionali. Definirai con lui un progetto formativo che cambierà totalmente la tua vita professionale.

 

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Sales Manager: mansioni, competenze, attitudini

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Il Sales Manager costituisce una figura chiave all’interno delle aziende: in un mercato in continua evoluzione, diviene sempre più necessario gestire con efficacia gli aspetti legati alla vendita, non solo in termini di transazione, ma anche di pianificazione e definizione degli obiettivi.

 

Chi è il Sales Manager

Il Sales Manager è il responsabile del reparto vendite. Il suo obiettivo è quello di massimizzare le vendite dei prodotti/servizi dell’azienda e raggiungere gli obiettivi commerciali, dal fatturato alle quote di mercato, fino all’acquisizione/fidelizzazione di un certo numero di clienti. Se, infatti, è importante trovare sempre nuovi e potenziali acquirenti (prospect) è altrettanto importante instaurare con loro una relazione duratura e di fiducia, facendo sì che, nel tempo, continuino a rivolgersi all’azienda nella richiesta di eventuali, ulteriori servizi, prodotti o prestazioni.

 

Cosa fa il Sales Manager

In quanto responsabile del reparto vendite, il Sales Manager si occupa della gestione del piano commerciale dell’azienda: definisce gli obiettivi, le strategie per raggiungerli, i target di riferimento e i budget da investire. All’interno dell’azienda, rappresenta pertanto una figura centrale nell’attività di sales management. Ai Sales Manager più esperti, vengono spesso affidati team di vendita da gestire, le cui performance sono centrali nel raggiungimento dei loro obiettivi, incentrati soprattutto sull’implementazione delle vendite in determinate aree geografiche e nello sviluppo di reti di distribuzione efficienti.

 

 

Dove opera il Sales Manager

Il Sales Manager lavora soprattutto per aziende private, ma capita di incontrare questa figura anche all’interno della Pubblica Amministrazione, dove, pur non essendo il commercio la funzione principale, esistono diverse attività che vengono gestite da figure analoghe: dall’interfaccia con gli uffici gare per la gestione dei contratti o la partecipazione ai bandi, alla gestione dei clienti di una specifica divisione, fino all’interfaccia con la rete di filiali territoriali e la definizione di aziende del settore di riferimento cui proporre il proprio servizio.

Il sales Manager è pertanto una figura spendibile in molte realtà che necessitano di un ruolo strategico, ma anche di interfaccia, capace di gestire i rapporti con clienti e/o partners e di porsi come problem solver nelle più disparate situazioni.

 

Come si diventa Sales Manager

La formazione del Sales Manager è di tipo commerciale: non è richiesto un percorso specifico, ma se si opta per una facoltà universitaria, i corsi di laurea triennali e magistrali in Economia e Commercio nelle Scuole di Management ed Economia sono i più indicati. La formazione, tuttavia, è solo il punto di partenza sulla quale di costruisce la carriera del Sales Manager, alla quale si dovrà aggiungere un tirocinio nel Sales Marketing e continui corsi di aggiornamento, a causa dell’estrema dinamicità di questa professione e delle “customer needs” in continua evoluzione.

 

 

Le skills del Sales Manager

Il Sales Manager è una figura versatile, che deve possedere competenze in diversi ambiti.

Flessibilità e capacità relazionali sono le prime doti richieste a chi intende intraprendere questa professione, alle quali vanno aggiunte doti di programmazione e pianificazione, senza le quali sarebbe impossibile gestire il piano vendite di un’azienda.

Per vendere, si sa, è necessario sapersi interfacciare con i propri clienti, essere convincenti senza mai risultare invadenti e soprattutto essere in grado di conquistare la fiducia del proprio interlocutore, rendendolo partecipe delle azioni che si decide di intraprendere e ponendosi quasi più come un consulente che come un venditore.

Per gestire un team di vendite, è inoltre necessario avere ottime doti di leadership e per comprendere il livello delle performance, non possono mancare capacità di analisi dei risultati. Infine, il Sales Manager è una persona estremamente curiosa e attenta al cambiamento, in grado di prevedere le tendenze e di adattarsi di conseguenza, apportando i giusti aggiornamenti anche al proprio modo di lavorare.

 

Il Sales Manager: talento naturale o solo tanta pratica?

Date queste premesse, la domanda sorge spontanea: si tratta di doti innate o chiunque può diventare Sales Manager attraverso lo studio e tanta pratica? Bisogna essere sinceri: un po’ di DNA è richiesto, come del resto in tutte le professioni. Bisogna, d’altro canto, riconoscere che difficilmente si anela a un mestiere del genere senza avere la giusta inclinazione.

Il Sales Manager è una figura sfacciatamente relazionale, lavora per obiettivi e passa le sue giornate a creare piani e strategie: è piuttosto raro che persone con un carattere timido, riservato e che amano lavorare facendosi cogliere più dall’ispirazione che da obiettivi concreti aspirino a ricoprire un ruolo del genere. Si sentirebbero inadeguate e forse un po’ lo sarebbero anche.

Diverso è chi approccerebbe a questo mestiere proprio per migliorare le proprie capacità relazionali, chi nella propria timidezza non ci sguazza ma la vive come un limite, o anche chi vive le proprie scarse capacità organizzative come un’area che vorrebbe perfezionare. In questi casi la voglia di migliorarsi potrebbe farla da padrone e il percorso di acquisizione di capacità tecniche si accompagnerebbe a un lavoro su se stessi che nel lungo periodo non potrebbe che giovare.

Come a dire, Sales Manager si può anche diventare, ma a patto di essere pronti a mettere in discussione se stessi.

 

Il Sales Manager in ambito digitale

Il Sales Manager in ambito digitale è colui che gestisce vendite e strategie tramite canali web. Si occupa, pertanto, di Digital Sales, ovvero studia e implementa i processi di vendita supportati dai canali online.

Deve possedere solide basi di tecniche di Digital Selling e social Selling. Ovviamente anche in questo caso è presente il contatto con l’acquirente, ma a differenza del venditore tradizionale, il Sales Manager in ambito digitale sceglie un momento ben preciso del customer journey per conoscere il proprio potenziale acquirente e avviare una relazione di fiducia. Il Sales Manager in ambito digitale opera secondo strategie ancora più mirate rispetto ai metodi tradizionali, poiché grazie agli strumenti digitali è possibile creare indici di performance ancora più precisi e monitorare l’andamento delle proprie prestazioni in modo continuativo.

Può, altresì, automatizzare molti processi e profilare i propri clienti. Attraverso lo studio delle parole chiave, il Sales Manager Digitale è in grado di intercettare le ricerche dei consumatori, quindi i loro bisogni, e di proporre la soluzione più idonea al tipo di richiesta. Ovviamente lavorerà all’interno del marketing funnel, dedicando il punto di contatto con il cliente solo a coloro che si trovano nelle aree più “calde” del processo, ottimizzando in questo modo tempi e risorse. 

 

 

Sbocchi professionali per i Sales Manager in ambito digitale

Il Digital Sales Manager è una delle professioni del futuro, poiché la richiesta di figure che siano in grado di utilizzare l’online per vendere è sempre più alta. Il mestiere, del resto, rappresenta un’evoluzione rispetto al passato, pertanto le previsioni sono di una domanda che andrà sempre più crescendo. Poiché le capacità tecniche sono la prima cosa di cui occorre dotarsi, un’adeguata formazione non può prescindere dall’ambizione a ricoprire questo ruolo. Occorre avere ampie conoscenze di marketing digitale, cercando di formarsi orizzontalmente in tutte le discipline e specializzandosi, poi, in una specifica.

Un master o un corso in Digital Sales per imparare a utilizzare questi tool diventa quindi indispensabile.

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Lavoro da remoto: cos’è, chi può farlo e come attivarlo da casa

Lavoro da remoto: cos’è, chi può farlo e come attivarlo da casa

Il lavoro da remoto sta prendendo sempre più piede. Se nel marzo 2020,  allo scoppio della pandemia, questa opzione sembrava un mero piano B per fronteggiare l’urgenza, ad oggi sono sempre più le persone che preferiscono trovare un impiego a distanza. Anche molte aziende valutano positivamente questo nuovo sistema. Ma cosa significa lavorare da remoto? Si tratta davvero del futuro? Quali sono i pro e i contro? Scopriamo insieme le caratteristiche di questo modalità di lavoro in ascesa. 

 

Cosa significa lavorare da remoto?

Con il termine lavoro da remoto si intende un lavoro interamente svolto da casa, grazie all’ausilio di mezzi digitali e strumenti d’interazione a distanza. Lavorare da remoto oggi è possibile e rappresenta una valida alternativa all’andare in ufficio. Il lavoro da remoto modifica significativamente l’attività lavorativa, che diviene sempre più orientata agli obiettivi e meno determinata dagli aspetti relazionali e interpersonali. L’organizzazione come sistema complesso formato da individui e gruppi tra loro in reciproca integrazione e volta al raggiungimento di obiettivi comuni viene frammentandosi e il lavorare online casa, in completa solitudine o tramite collegamenti via computer, accomuna ora dipendenti e liberi professionisti.

 

Differenze tra remote work e smart working

Di primo acchito, il lavoro da remoto potrebbe sembrar coincidere con lo smart working, ma non è proprio così. Con la dicitura “remote work” si fa riferimento a dove il lavoro viene svolto e con quali tecnologie, mentre con il termine “smart working” si fa riferimento a come questo lavoro viene impostato: in modo flessibile e per obiettivi. Un dipendente in smart working potrebbe dover svolgere una parte della propria attività in ufficio; per parte sua, un lavoratore da remoto potrebbe avere un approccio al lavoro o delle direttive molto poco elastiche, più operative che strategiche. Una cosa però è vera: il remote work si adatta particolarmente allo smart working, in quanto crea un contesto adatto alla flessibilità. 

 

L’accelerazione del lavoro da remoto nel periodo Covid

Le dinamiche del cambiamento nello scenario economico e sociale degli ultimi anni (rischio pandemico e conseguente crisi delle aziende) hanno richiesto una riorganizzazione d’emergenza del lavoro. Incontrarsi in luoghi chiusi è diventato improvvisamente fonte di rischi sanitari, e a ciò si è aggiunto il fatto che moltissime aziende, nella crisi generale, hanno iniziato ad avere difficoltà a sostenere le spese fisse (affitti, uffici, riscaldamento …).

In questo contesto, il lavoro da remoto, già esistente ma decisamente poco quotato, ha ricevuto una spinta fortissima. Esso si è infatti proposto come un sistema di lavoro sicuro, che permette alle attività di risparmiare su molte spese altrimenti inevitabili. 

 

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Il lavoro da remoto è il futuro?

Lavorare da remoto sembrerebbe dunque essere il destino di una buona fetta dei lavoratori. Ma si tratta davvero del futuro?

A questa domanda non si può ancora rispondere con certezza; quello che è certo è che il remote working porta vantaggi e svantaggi che vanno presi in considerazione da chiunque stia pensando di buttarsi in questa modalità lavorativa.

 

Vantaggi

I vantaggi del remote work sono molti. In genere, si può affermare che esso consente una migliore organizzazione del proprio tempo e una più corretta work-life balance, evitando in altri termini l’eccessiva prevalenza dell’attività lavorativa sul tempo libero.

Questo perché:

  • Permette di scegliere quando lavorare e che orari fare, se e quando iniziare, smettere o fare delle pause, senza l’obbligo di restare legati fisicamente ad un luogo, o meglio allo stesso luogo.
  • Dà la possibilità di lavorare ovunque, anche spostandosi e cambiando città: la delocalizzazione del luogo di lavoro rende possibile scegliere dove vivere. Lavorare dal luogo di vacanza, dallo stesso posto in cui si passa il tempo libero, dal proprio “buen retiro” non è più un’utopia. Complessivamente è lo stesso contesto del lavoro a risultare profondamente modificato. Lo spazio fisico dove svolgere le proprie mansioni non costituisce più un elemento determinante e si amplia in tal senso la libertà individuale grazie alla possibilità di scelta del luogo in cui esercitare la propria attività.
  • Riduce il bisogno di spostamenti, il traffico relativo e di conseguenza le emissioni (nonché il tempo perso dei singoli). 
  • Permette di evitare i classici inconvenienti legati agli spostamenti con mezzi pubblici o privati che comportano perdite di tempo, crescita dell’inquinamento e aumento del carico di stress individuale.
  • Può aumentare considerevolmente la quantità di tempo trascorsa con la propria famiglia.

Remote work

  • Consente di non dover sottostare a molti degli obblighi tradizionalmente richiesti a chi opera all’interno di un’organizzazione: dall’abbigliamento ai codici di comportamento. Si modifica così profondamente il rapporto tra i membri e l’organizzazione e quello tra gli stessi membri. Muta la percezione del lavoro e dell’organizzazione per cui si opera. Aumenta il grado di libertà individuale in quanto vengono meno i sistemi di riferimento impliciti e i codici di comportamento richiesti per poter operare in un luogo di lavoro condiviso.
  • Anche per i liberi professionisti il lavoro da remoto può essere un’opportunità interessante per ripensare o aggiornare la propria attività lavorativa. Soprattutto rende possibile una forte riduzione dei costi legati all’ufficio ed agli spostamenti. 
  • Puoi, ovviamente se conosci la lingua del luogo, lavorare per un’azienda estera senza alcun problema di trasferimento!

 

Svantaggi

  • Possibili problemi di concentrazione e creatività: il rischio di ritrovarsi sempre nello stesso ambiente, quello domestico, potrebbe renderci incapaci di ragione al di fuori dei soliti schemi. Inoltre, la sovrapposizione tra spazio casalingo e spazio lavorativo potrebbe causarci incapacità di concentrarsi, con conseguente calo delle performance.Stress da lavoro a distanza
  • Iper-responsabilità: appartenere ad un team può fare davvero la differenza per molte persone. Il fatto di non poter condividere successi ed insuccessi, sentendo di avere sulle spalle l’esito di un intero progetto, potrebbe generare ansia e stress.
  • Sensazione di solitudine: senza dubbio, il fatto di incontrare i colleghi in ufficio può essere una grande risorsa per l’umore e il senso di appartenenza. Lavorare da remoto significa anche rinunciare al contatto umano per larga parte della propria giornata, con tutto il senso di solitudine e spaesamento che questo può comportare.

 

Buone pratiche di lavoro da remoto

In questo paragrafo vorremmo offrire qualche consiglio su come valorizzare il lavoro da remoto, riducendo il rischio di cadere nelle trappole più comuni.

Remote work best practice

  1. Non essere disponibili “24 ore su 24”: ricordati che non puoi essere sempre reperibile. Stabilisci fin da subito gli orari di disponibilità, così da evitare di trovarti presto in burn out.
  2. Non trascurare la comunicazione con i partners:  una delle principali caratteristiche del lavoro da remoto è l’autonomia, questo lo sappiamo, ma ciò non vuol dire che si debba smettere di comunicare con i propri colleghi/dipendenti/datori di lavoro. Allinearsi sugli obiettivi e tenere monitorati assieme i risultati è fondamentale. Nota Bene: una videochiamata, con quel minimo contatto umano che riesce a restituire, è sempre preferibile a una mail o ad un messaggio, anche perché con sistemi più impersonali il rischio di fraintendersi e dunque creare tensione aumenta drasticamente.
  3. Dedica una parte specifica della tua abitazione al lavoro: è importante individuare la propria postazione, così da non avere la sensazione di vivere in un grande, stressante ufficio o, al contrario, di lavorare in modo un po’ troppo svagato.

 

BEST PRACTICE PER LAVORARE IN PROPRIO

 

Lavorare da remoto grazie al Digitale

Lavori da remoto nel digital Lo sviluppo della digitalizzazione, dell’e-commerce e in generale delle professioni legate ad internet è il principale trend di sviluppo dell’economia attuale. Soprattutto in Italia, paese che sconta un certo ritardo rispetto alle nazioni più avanzate, l’ambiente digitale presenta delle possibilità di crescita molto vaste. Se desideri lavorare da remoto, il mondo del lavoro digitale potrebbe davvero essere la scelta perfetta.

Le professioni digitali sono infatti elettivamente “a distanza”.

Ad esempio la vendita online, realizzata mediante l’apertura di un e-commerce o di un negozio Online, non prevede necessariamente di disporre di tutti i prodotti in catalogo, né di un magazzino fisico, né di un negozio fisico (brick and mortar). Per fare il consulente online non c’è neanche bisogno di avere un ufficio, si può lavorare da casa da remoto. Inoltre, si opera e si è inseriti in un mercato globale, non si è più limitati alla propria dimensione nazionale, è possibile intercettare con la propria offerta la domanda globale di un prodotto o servizio.

 

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 Ecco un elenco dei principali lavori digital da remoto

Fare il consulente online

Hai lavorato per anni in un settore? Trasferisci sul web le tue competenze portando la tua professione online. Potrai acquisire nuovi clienti su una più vasta base e aprirti nuovi spazi di mercato. E nello stesso tempo un’opportunità da cogliere per ricollocarsi: se sei un esperto nel tuo settore, con un certo grado di anzianità lavorativa e anagrafica, la consulenza online è lo sbocco naturale della tua carriera lavorativa, la fase finale. 

 

Aprire un E-commerce o Dropshipping

La vendita attraverso l’E-commerce e Dropshipping sono un futuro non prossimo, ma che è già iniziato. Le vendite online registrano tassi di crescita costanti ogni anno anche in Italia, paese dove gli spazi sono molto estesi, stante il basso uso di internet e del web tra le famiglie italiane rispetto ai paesi più avanzati. Si tratta di una scelta obbligata, sia nel caso del trasferimento online di un esistente negozio offline, secondo la logica dell’integrazione dei due canali, sia dell’apertura di un’attività commerciale da svolgersi esclusivamente via web, con tutti i vantaggi che tale scelta comporta. Aprire un E-commerce può rivelarsi una scelta vincente.

 

Vendere su Amazon

Vendere su Amazon permette di raggiungere i mercati globali e di commerciare dei prodotti senza dover avere un magazzino fisico o gestire personalmente la merce. Puoi affidarti ad un leader globale il cui brand è sinonimo di garanzia e fiducia. Puoi sfruttare per i tuoi fini commerciali la rete di uno dei Big Five americani acquisendo una dimensione internazionale.

 

Guadagnare con le Affiliazioni

Grazie alle affiliazioni il publisher, o affiliato, intraprende tutte le azioni necessarie affinché l’advertiser riesca a vendere il proprio prodotto. È dunque un’attività di intermediazione commerciale svolta nella rete. Per comprendere come riuscire a guadagnare con le affiliazioni, scegliendo i migliori programmi dedicati all’affiliate marketing ed utilizzando il proprio sito o blog servono le necessarie competenze. 

 

Diventare un influencer 

Puoi apprendere come saper sfruttare l’enorme potenziale dei diversi social media: Twitter, Facebook, Instagram, Linkedin, ecc. e buttarti nel mondo dell’influencer marketing. Fiducia, credibilità, fedeltà ecc.: imparerai come i concetti tradizionali del marketing siano trasferibili all’ambiente del web e siano alla base del successo di ogni influencer.

 

Vendere infoprodotti

Studiare le tecniche migliori e più appropriate con l’obiettivo di capire come realizzare la vendita di infoprodotti. Grazie anche all’implementation coaching inizierai fin da subito la tua nuova attività lavorativa da remoto.

test sulle professioni digitali

Se uno di questi lavori ti interessa, ma non sai da dove iniziare e come impostare una strategia, potrebbe esserti utile un colloquio personalizzato e mirato con uno dei nostri coach.

 

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Roberto-Bazzica PRIMA STESURA A CURA DI ROBERTO BAZZICAlinkedin_badge

Laureato in filosofia, scrittore e traduttore, da più 30 anni mi occupo di scrittura e comunicazione.

Diventa Direct Response Copywriter, chi è e cosa fa

Diventa Direct Response Copywriter, chi è e cosa fa

Diventa direct response copywriter, colui che scrive testi persuasivi per convincere l’utente a compiere un’azione immediata.

Ti piace la scrittura? Il digital marketing ti appassiona? È possibile che la scrittura a risposta diretta sia il tuo mondo e questo è il momento per te di scoprirne tutti i dettagli.

Se questa breve introduzione ha già suscitato il tuo interesse per questo nuovo metodo di vendita, ti consiglio di seguire il corso Direct Response Copywriter.

Al termine dello stesso, imparerai a scrivere testi che attirano l’attenzione del tuo utente e lo portano a compiere azioni volte all’acquisto di prodotti o servizi.

 

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Come accennato nel video, continuando nella lettura di questo articolo scoprirai:

  • Chi è, cosa fa e come si diventa direct response copywriter;
  • Quanto guadagna il copywriter a risposta diretta;
  • Quali corsi puoi seguire per intraprendere questa carriera.

 

 

Chi è il direct response copywriter

 

Il Direct response copywriter è il professionista che scrive contenuti con l’obiettivo d’indurre il lettore a fare un’azione “direttamente” dopo la lettura.

Lo scopo principale del copy a risposta diretta e, più in generale, del marketing è quello di portare l’utente a fare una conversione come: 

  • Acquisto di un prodotto o servizio;
  • Sottoscrizione a una newsletter;
  • Compilazione del form;
  • Tutto ciò che l’azienda si aspetta che l’utente faccia.

 

Il copywriter a risposta diretta non solo scrive in maniera impeccabile ma, sa anche influenzare le decisioni dell’utente grazie alla conoscenza della psicologia.

 

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Il profilo attitudinale del copywriter a risposta diretta

 

Direct response copywriter - amore per la scritturaSe è vero che con la giusta formazione chiunque potrebbe diventare un ottimo direct response copywriter, è altrettanto corretto dire che esiste un profilo attitudinale che più gli si addice.

Sicuramente, non basta un grande amore per la scrittura, ma necessita di:

  • Passione per la psicologia: si devono redigere contenuti capaci di comprendere i bisogni dei lettori e tradurli in azioni che portano ad una conversione, spesso volta all’aumento delle vendite. Bisogna quindi amare l’idea di entrare nella testa delle persone con le quali si vuole comunicare. 
  • Saper comunicare efficacemente: i segreti della comunicazione sono decisamente rilevanti quando si vuole iniziare a creare testi a risposta diretta. Ad esempio saper studiare i bisogni del proprio interlocutore ed essere empatici sono alcune delle regole da tenere a mente. 

 

 

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Cosa fa il copywriter a risposta diretta

 

Ti stai chiedendo cosa fa il direct response copywriter? Deve convincere l’utente a svolgere un’azione immediata, appena dopo aver letto/visto il contenuto. Per farlo utilizza tecniche di scrittura persuasiva, applicate a:
 
  • contenuti testuali per il sito web e siti e-commerce;
  • infografiche o video; 
  • sales page, ovvero pagine create con l’intento d’indurre l’utente all’acquisto;
  • testi scritti per l’e-mail marketing;
  • contenuti volti a raccontare una storia, tecnica chiamata storytelling;
  • claim e testi pubblicitari; 
  • post da pubblicare sui social media.

 

 

Prospettive occupazionali del direct response copywriter

 

Direct response copywriter - comunicazione persuasivaQuale tipo d’impiego può trovare e qual è lo stipendio di un creatore di contenuti volti alla conversione?
 

Visto il lungo elenco di canali marketing nei quali si trova impiegato, la figura del Direct Response Copywriter è oggi molto richiesta dalle aziende.

Ai giorni d’oggi il numero di aziende interessate a vendere i propri prodotti/servizi online è in continuo aumento. Se nel passato avere uno store fisico con la propria merce ben esposta era sinonimo di sales, oggi, la priorità per aumentare il fatturato è quella di aprire uno shop in rete.

Com’è possibile acquistare un prodotto senza averlo mai visto fisicamente? Ecco che entra in gioco la necessità di utilizzare il migliore strumento di promozione e comunicazione, il copy a risposta diretta. Ad esempio, si potrebbero aggiungere descrizioni persuasive del prodotto/servizio per indurre il potenziale cliente ad acquistare.

Tra gli sbocchi occupazionali da considerare se vuoi fare del mondo del copy a risposta diretta il tuo futuro lavorativo, ne esistono due in particolare:
 
  • dipendente in un’azienda o web agency, che, per conto delle aziende, svolge progetti web; 
  • freelance o libero professionista: con la partita IVA, potrai lavorare come consulente per clienti privati, da remoto, senza dover per forza trovarti in un luogo particolare.

Si, ma quanto guadagna un direct response copywriter? Secondo Jobbydoo, in Italia, il suo stipendio si aggira tra i 1.700 e 3.450 € netti mensili.

Che altro dire, sembra il lavoro che tutti sognano!

 

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Come diventare direct response copywriter

 

Direct response copywriting - vendita persuasivaPer diventare un copywriter a risposta diretta di successo, quindi, non basta amare la scrittura ed avere un profilo attitudinale adeguato, ma, bisogna saper canalizzare tali risorse innate in ottica marketing.

Questa “arte di scrivere per vendere” segue il flusso della cosiddetta sequenza persuasiva “P.A.S.” (Problema, Agitazione, Soluzione) che si traduce nel cervello dell’utente come segue:

  1. Leggendo o guardando il contenuto proposto, il lettore scopre qual è il suo problema;
  2. Il testo scritto in ottica persuasiva sottolinea le conseguenze negative che l’utente vivrà qualora il problema persistesse;
  3. Lo stesso testo propone l’unica soluzione possibile per scappare dal triste destino, ovvero l’acquisto!

È quindi compito del direct response copywriter di successo quello d’indurre il futuro cliente a vivere la sequenza persuasiva cosi da raggiungere l’obiettivo finale: la conversione. 

 

 

Tips per aumentare le conversioni

 

Copy a risposta diretta - target audienceEntrando più nel dettaglio, colui che scrive in modo persuasivo deve:

  • Farsi trovare dalla platea di riferimento, posizionandosi fra i primi posti nei principali motori di ricerca, grazie a tecniche di SEO Copywriting;
  • Studiare il proprio target e proporre loro contenuti che stuzzichino determinate emozioni. Un direct response copywriter affermato non scrive semplicemente testi informativi, scientifici o didattici, ma produce contenuti specifici per il suo pubblico di riferimento, capaci di risvegliare esattamente l’emozione voluta, come gioia, appagamento, soddisfazione.
  • Generare il bisogno di acquisto anche quando non si tratta di prodotti necessari, realmente. Il ricordo di “avere bisogno” corrisponde al desiderio, che è un boost eccezionale per le vendite. 

Ecco perché è importante che un copywriter sappia esattamente chi è il suo interlocutore. Immagina se la tua azienda proponesse contenuti davvero ben scritti ma non rivolti al giusto target: quale sarebbe la conseguenza? Che dopo la lettura, l’utente non si sentirebbe per niente invogliato ad acquistare il tuo prodotto. 

Nel dettaglio, non dimenticare di utilizzare un:

  • Titolo che attragga il lettore e una call to action chiara e ben visibile. L’utente deve saper immediatamente qual è l’azione che deve svolgere.
  • Linguaggio adeguato al target al quale ti riferisci. Affidati al metodo K.I.S.S (Keep It Simple, Stupid!). Il tono di voce e il contenuto del testo deve essere scritto esattamente per quella buyer persona.

Quindi, in generale, devi conoscere come le tue tasche, tutti i principi del direct marketing.

 

 

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Corsi per copy a risposta diretta 

 

corsi online direct response copywriterGiunti a questo punto, ti starai chiedendo, sì ma come faccio a diventare un copywriter a risposta diretta? Quale corso devo scegliere?

Di scuole che offrono formazione in ambito di web marketing ne esistono molte sia online che offline, per questo, è sempre bene trovarne una in grado di valorizzare le tue attitudini, punti di forza e caratteristiche personali.

Inoltre, affidati ad un corso che ti dia, oltre alla parte teorica, anche nozioni pratiche perché è proprio grazie al training che imparerai i segreti del mestiere e potrai ottenere risultati concreti.

Ad esempio, la scuola Digital Coach propone un corso per diventare un direct response copywriter certificato con 4 mesi di pratica vera e propria, a stretto contatto con professionisti in questo campo.
Ma se vuoi avanzare ancora di più, in Digital Coach puoi scegliere anche un percorso più inclusivo che integri vari aspetti del digitale e che ti trasformi in un vero Digital Marketing Specialist!

 

 

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Adesso che hai un’idea più chiara della professione di copywriter a risposta diretta, è compito tuo decidere se vuoi fare della scrittura persuasiva la tua carriera.

Considerando il continuo aumento della domanda di copy a risposta diretta, e tenendo in considerazione l’alto stipendio proposto, non posso che suggerirti d’iscriverti ad un corso che può farti diventare il direct response copywriter richiesto dalle pmi.

 

 

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Carlotta Ceruti fotoTRASCRIZIONE A CURA DI CARLOTTA CERUTIlinkedin_badge

Da più di tre anni mi occupo di marketing digitale. Credo che grazie a un’ottimizzata presenza nel web qualunque azienda possa aumentare la propria visibilità e incrementare il numero dei nuovi clienti.

Turismo Digitale: quali opportunità lavorative per questo mercato

Turismo Digitale: quali opportunità lavorative per questo mercato

Con il termine “turismo” si intende l’insieme di tutte le attività o servizi a carattere polivalente che si riferiscono al trasferimento temporaneo di persone dalla località di abituale residenza ad altra località per fini di svago, riposo, cultura, curiosità, cura, sport ecc.

Anche questo settore con l’avvento del Digitale ha mutato completamente volto. Oggi gli operatori del settore turistico devono innovarsi acquisendo competenze digitali ed è per questo che ti suggerisco di farlo con il corso di web marketing turistico.

Si parla infatti di turismo digitale, ovvero di un modo di fare turismo che ha posto al centro l’utente, conferendogli sempre più autorità e potere, ha modificato il modo di erogare prodotti e servizi ed ha dato vita,  come vedremo più avanti, a nuove e importanti figure professionali.

 

Ma cos’è il Turismo Digitale?

Possiamo definire “Turismo Digitale“, l’insieme di tutte le attività che avvengono on-line con il fine ultimo di erogare e promuovere prodotti e servizi di un’impresa turistica.

Tali attività, sono intraprese non solo da coloro che sono a capo di un’azienda turistica ma anche e soprattutto da coloro che usufruiscono di quei servizi i quali attraverso l’utilizzo di canali social, attraverso siti che si occupano di comparare i prezzi, di recensire prodotti e servizi,  attraverso le piattaforme di prenotazioni favoriscono la comunicazione di queste ultime.

 Possiamo affermare che il turismo digitale è la nuova frontiera che permette di attrarre i turisti in una determinata location attraverso l’utilizzo di strumenti digitali volti a promuovere, attrarre, ma soprattutto volti far interagire l’utente, facendolo diventare parte attiva del processo stesso.

L’obiettivo non è solo quello di  enfatizzare il valore paesaggistico, culturale ed artistico di un luogo ma si cerca di richiamare e coinvolgere le persone.

Il turista digitale scopre nuovi luoghi attraverso i social, analizza e compara i prezzi online, legge recensioni sulle location. Con il web non solo ha più strumenti per valutare il suo soggiorno ma modifica anche il modo di acquistare la vacanza. Il turista digitale è sempre più una persona che evita l’intermediazione con le classiche agenzie di viaggi presenti sul territorio, prenotando in prima persona attraverso le agenzie di viaggio online, ovvero siti specializzati per la comparazione di hotel e voli come: Expedia, Trivago, Volagratis, Evvai.com ecc.

 

turismo digitale

 

Fasi e vantaggi del Turismo Digitale

Nell’epoca della condivisione online in cui le persone sono sempre più connesse grazie ad internet e ai social, gli operatori del settore turistico devono essere presenti su tutti i canali di comunicazione.

Se si vuole attrarre nuovi clienti bisogna far leva sul desiderio crescente del consumatore, sapendo cogliere sogni ed aspettative del turista trasformandoli in un prodotto. 

Rispetto al passato, sono cambiate le fasi della customer journey, ovvero il percorso che influenza il cliente sino all’acquisto della sua vacanza.

 

La fase del pre-booking

Turismo digitale le fasiQuesta fase avviene prima di prenotare la vacanza, ed è un periodo di tempo in cui il consumatore confronta alberghi e location online facendosi ispirare anche dalle foto su instagram e pinterest

Per l’albergatore saper anticipare e veicolare questi comportamenti è fondamentale in quanto ha maggior possibilità di essere notato utilizzando i propri profili social e quindi poter promuovere la sua attività.

 

La fase del soggiorno 

Il viaggiatore, durante il suo soggiorno, diventa parte attiva del processo di promozione, in quanto non solo si gode l’esperienza ma allo stesso tempo condivide condivide sui social i selfie, le foto dei luoghi che visita, le storie su instagram, tagga il ristorante e l’hotel.

E’ di fondamentale importanza per un’attività turistica: 

  • Apparire su google maps;
  • Avere il sito ben posizionato per i motori di ricerca;
  • Curare i profili social.
  • Mostrare chiaramente cosa si offre e i vantaggi.

Questi aspetti sono importanti poiché con le foto geolocalizzate e i tag, le condivisioni , il turista promuove gratuitamente l’attività facendola conoscere a nuovi possibili clienti.

Oggi ci si fida molto delle opinioni degli altri viaggiatori e spesso queste recensioni sono decisive per la scelta della vacanza. Ecco spiegato il successo che ha avuto il sito di recensioni TripAdvisor.

 

La fase post-viaggio

Il turista digitale ha molto più tempo per selezionare le proprie foto da condividere sui social. Crea album fotografici della propria vacanza, scrive recensioni sui luoghi visitati, nei forum e siti di viaggio, andando così ad aumentare ancora di più la visibilità dell’hotel.

In questo modo il viaggiatore innesca un nuovo circolo di informazioni utili a nuovi potenziali clienti che in futuro potranno notare e scegliere la stessa destinazione.

 

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Opportunità lavorative nel Turismo Digitale

Attualmente il mercato del turismo digitale aumenta del doppio rispetto agli altri mercati con una progressione che si stima sarà inarrestabile per i prossimo 20 anni considerando che solo in Italia il turismo ha un valore attuale di circa 93miliardi di euro.

Questo dato ci permette di comprendere che per le attività turistiche il canale di comunicazione per raggiungere i propri clienti sarà sempre più digital e mobile.

Ne consegue che con la trasformazione del settore turistico è in forte aumento la domanda di professionisti digitali.

 

Il Social Media Manager 

Turismo digitale opportunitàQuesta figura professionale si adatta molto bene al settore del turismo soprattutto come freelance.

Il social media manager ha la funzione di curare i profili social di catene alberghiere e ristoranti al fine di creare maggiore visibilità e vendite alla struttura.

Egli con il suo lavoro è in grado di:

  • Redigere piani editoriali;
  • Creare campagne pubblicitarie;
  • Curare foto e immagini sui social;
  • Gestire i commenti dei follower;
  • Ingaggiare influencer per collaborazioni.

 

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Il SEO Specialist 

Il SEO Specialist è un professionista molto utile per le strutture alberghiere poiché cura il sito per un buon posizionamento nei motori di ricerca riuscendo a portare più traffico e quindi ad aumentare le prenotazioni. Questa figura è in grado, inoltre, di rendere visibile l’albergo su google maps con strategie di local seo attraverso l’utilizzo di google my business.

 

Il Web Content Writer 

Questo professionista si propone alle strutture arricchendo di contenuti di valore il blog aziendale.

Il web content writer è quindi in grado di scrivere contenuti interessanti e funzionali per i possibili clienti dell’albergo in ottica SEO per renderli più visibili attraverso i motori di ricerca.

Questa figura deve essere in grado di studiare il target di riferimento per capire i suoi bisogni e portare il lettore a una call to action che può essere:

  • La richiesta di un preventivo;
  • L’iscrizione alla newsletter;
  • La prenotazione del soggiorno.

Altre figure che possono essere utili per scrivere articoli sono  i travel blogger,   possiedono un loro blog con alta visibilità e vengono coinvolti nella stesura di recensioni positive riguardanti la struttura alberghiera visitata  o per includerla in un loro articolo.

 

Il Turismo 4.0 come nuovo modello di business 

Con la trasformazione del settore turistico si sono potuti sviluppare nuovi modelli di business portando il cambiamento dell’imprenditoria anche in questo settore, in cui c’è sempre più bisogno di disintermediare per ottenere vendite dirette.

Nasce così la figura dell’imprenditore digitale, orientato al futuro che utilizza canali e strumenti digitali per vendere online.

Quando l’imprenditore crea un nuovo modello di business si parla di start up, ovvero un impresa che sperimenta attraverso prove ed errori il proprio schema di business  per arrivare a creare un modello scalabile e ripetibile

Nel mercato del turismo digitale vi è ampio spazio per lo sviluppo di start up digitali.

Alcuni esempi di start up digitali Italiane nel settore travel:

  • Curioseety è una piattaforma online che mette in contatto viaggiatori curiosi con esperti chef, vignaioli e guide professionali locali che offrono esperienze fuori dai tracciati turistici convenzionali. Gli itinerari sono categorizzati secondo gli interessi e le passioni del viaggiatore con un particolare focus sul mondo food and wine. Gli utenti inoltre possono condividere le loro esperienze con altri viaggiatori con il vantaggio di poter fare nuove amicizie e risparmiare. 
  • NearlT è una start up che ha creato una piattaforma web di contextual mobile engagement, che può essere integrata in qualsiasi app mobile, consentendo di potenziare le funzionalità attraverso una comunicazione profilata in base agli interessi degli utenti, contestuale alla loro posizione geografica e in prossimità di un punto di interesse. 

Turismo digitale hotelInoltre la piattaforma consente di monitorare in tempo reale l’andamento delle proprie campagne raccogliendo dati utili sui comportamenti ed attività degli utenti. Questa piattaforma è molto utile per gli operatori del settore Travel & Hospitality perché permette di diversificare non solo la propria offerta, ma anche l’esperienza stessa dei propri ospiti. È così possibile  vivere in modo nuovo le informazioni dalla  partenza sino all’arrivo a destinazione, conquistando la loro fiducia fin da subito.

  • Utopic è un social network che può essere integrato in un app che guida il turista tra le strade d’Italia alla scoperta di mete insolite del patrimonio artistico del nostro paese svelando storie, aneddoti e curiosità.

Gli utenti iscrivendosi e partecipando alla community posso seguire itinerari proposti da altri utenti e crearne loro stessi di nuovi. Utopic geo-localizza ogni punto di interesse storico, artistico e culturale su una mappa in cui sono collegate le informazioni pratiche, la storia, le curiosità, le audio-guide e gli approfondimenti. Inoltre questo social network sfrutta meccanismi di gamification, come per esempio le cacce al tesoro, che trasformano un efficace storytelling in un coinvolgente story-doing

  • Spotty Wifi è un applicazione per hotel, ristoranti e villaggi turistici per creare strategie di marketing e monitorare la brand reputation.

Questa app sfrutta il wifi delle strutture per inviare ai clienti che si connettono informazioni utili, questionari di customer satisfaction, attività aggiuntive valide per fare cross selling e attività di e-mail marketing. Inoltre questa app è in grado di monitorare la reputazione online dell’ hotel avvisando l’albergatore sull’andamento delle recensioni.

Nei prossimi anni questo settore continuerà a crescere e a digitalizzarsi sempre più, spero che questo articolo ti sia stato utile per scoprire le opportunità di questo mercato in continua evoluzione.

 

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Appassionato di marketing, comunicazione e crescita personale. Laurea in comunicazione media e pubblicità e master in digital marketing. Attualmente scrivo per il blog di Digital Coach

Lavoro flessibile: cos’è e come utilizzarlo online nel digitale

Lavoro flessibile: cos’è e come utilizzarlo online nel digitale

Lavoro flessibile”: quanto spesso ne hai sentito parlare, soprattutto negli ultimi anni? Sicuramente tantissime e questo perché nonostante le prime forme di lavoro flessibile abbiano cominciato ad affermarsi a partire dagli anni ’80, è soprattutto in seguito alla pandemia di COVID-19 che la flessibilità lavorativa è diventata una necessità.

Dunque, qual è la prima qualità che dovresti avere per destreggiarti in questo universo in continuo mutamento? Ovviamente la flessibilità! Cosa significa oggi l’espressione “lavoro flessibile“? E soprattutto come si fa a lavorare nel marketing digitale e quali sono le nuove professioni?

In questo articolo cercherò di spiegarti tutto ciò che ruota intorno a questo argomento analizzando in particolare:

  1. Cos’è il lavoro flessibile
  2. Contratti flessibili
  3. I vantaggi del lavoro flessibile per il lavoratore
  4. I vantaggi del lavoro flessibile per l’impresa
  5. Lavoro flessibile e marketing digitale: sbocchi professionali

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Cos’è il lavoro flessibile

Tra gli anni ‘80 e ‘90 del secolo scorso il lavoro flessibile per come lo intendiamo oggi non esisteva. Piuttosto si ricorreva spesso al termine “lavoratore flessibile“, il quale indicava un lavoratore non specializzato che svolgeva il ruolo jolly all’interno dell’azienda. Un lavoratore quindi polivalente che si alternava fra mansioni differenti.

Con l’avvento della tecnologia e lo sviluppo di internet la flessibilità lavorativa ha assunto un nuovo significato e nuove forme. Procediamo per gradi e vediamo tutto nel dettaglio per capire cos’è il lavoro flessibile.

 

Definizione di Flessibilità

Da dizionario, per “flessibilità” si intende la qualità di un oggetto o di un materiale di adattarsi alla forma di un altro oggetto e in senso figurato la capacità di adattarsi a situazioni o condizioni diverse.

In ambito lavorativo la flessibilità assume la valenza di un concetto teorico secondo cui un individuo cambia più volte, nel corso della sua esistenza, il proprio impiego e la propria mansione.

Quindi il lavoratore flessibile è una persona in grado di adattarsi ad un nuovo contesto lavorativo sulla base delle richieste del mercato ed in particolar modo dell’azienda. Si tratta di una persona, probabilmente in costante aggiornamento per quanto riguarda le proprie skill, soprattutto intraprendente e organizzata tanto da poter gestire il proprio lavoro dovunque e in qualunque momento.

È un dato di fatto che persone e aziende, entrambe, necessitano oggi di flessibilità per adeguarsi ad un mercato del lavoro contraddistinto da repentini cambiamenti.

In seguito alla pandemia di COVID-19, ad esempio, fenomeno dirompente per il mondo del lavoro, i lavori che potevano essere svolti a distanza sono continuati ma tanti altri che richiedevano interazione sono del tutto scomparsi. Chi ha perso il lavoro in questo modo si è reinventato e nel biennio 2020-2022 ha dovuto cambiare continuamente professione e settore per ricrearsi un proprio equilibrio. Questi sono i lavoratori flessibili del nuovo millennio.

 

Caratteristiche del lavoro flessibile

L’evoluzione digitale assieme alla recente pandemia hanno radicalmente cambiato il mondo del lavoro: sempre più persone oggi rivalutano le proprie priorità e attribuiscono molta importanza ad un equilibrio vero tra vita privata e vita professionale.

Per questo motivo “lavoro flessibile” diventa anche sinonimo di gestione autonoma del proprio lavoro per quanto riguarda orari, sede e mansioni da svolgere. Per alcuni lavoratori, dunque, la flessibilità del lavoro coincide con un cambiamento degli orari e della sede lavorativa, mentre per altri coincide con il costante mutamento della professione, quindi della mansione lavorativa.

In entrambi i casi, l’obiettivo dei lavoratori flessibili è ridefinire le proprie priorità, dando spazio al benessere mentale che recentemente era stato messo da parte causando un diffuso stato di malessere mentale e fisico definito “burnout”. Un tema, questo, che è stato portato alla ribalta proprio durante la pandemia e che ha riacceso i riflettori sulla necessità di ogni lavoratore di poter conciliare vita privata e lavoro.

Andiamo ora a capire insieme cosa si intende per lavoro flessibile su fascia oraria e giornaliera.

 

Flessibilità su fascia giornaliera e flessibilità su fascia oraria

lavoro flessibileCos’altro possiamo desumere dalla definizione di lavoro flessibile? Sicuramente che il mercato del lavoro è mutato talmente tanto da considerare lo stato occupazionale non più a tempo indeterminato ma determinato.

Ciò significa che le forme di lavoro che si sono sviluppate maggiormente sono appunto più variabili. Si parla così di lavoro flessibile su fascia giornaliera, dove appunto il lavoratore è chiamato a presenziare sul proprio posto di lavoro non più cinque giorni a settimana ma anche solo uno o due. Oppure ancora il lavoro flessibile è inteso su fascia oraria, quindi non si prevedono più giornate lavorative di otto ore in ufficio in una sede distante dalla propria abitazione.

 

Forme di flessibilità oraria (o di orario di lavoro flessibile)

Esistono diverse forme di flessibilità oraria di cui i lavoratori possono usufruire:

  • Flessibilità in entrata e in uscita: i lavoratori flessibili non devono rispettare uno specifico orario di entrata e di uscita, ma possono distribuire l’orario di lavoro differentemente nell’arco della giornata, della settimana o del mese attenendosi solamente a fasce orarie predefinite;
  • Orario concentrato: i lavoratori possono uscire anticipatamente dal posto di lavoro rinunciando alla propria pausa pranzo;
  • Compresenza: i lavoratori flessibili sono obbligati ad essere presenti in alcune fasce orarie predefinite, ma possono definire in maniera autonoma l’orario di ingresso e d’uscita, rispettando comunque il monte ore giornaliero;
  • Lavoro ad isole: i singoli membri di un gruppo di lavoratori impegnati nella stessa mansione possono di volta in volta assentarsi senza alcuna conseguenza sulla qualità del servizio che viene invece garantita da tutti gli altri che continuano a lavorare.

A queste particolari forme contrattuali tipiche del lavoro flessibile si adatta il mondo del marketing digitale, per il quale basta avere un computer e delle competenze certificate per lavorare online da casa.

 

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Contratti flessibili

Esistono diversi tipi di contratti flessibili a seconda delle esigenze del lavoratore e dell’azienda stessa. Scopriamoli insieme:

  • Contratto di somministrazione del lavoro: l’agenzia del lavoro sottopone alle aziende lavoratori a tempo determinato o indeterminato di cui le aziende usufruiranno nel momento del bisogno riducendo costi e tempi dovuti alla selezione e all’assunzione. Esiste anche il contratto part time a tempo determinato o indeterminato che prevede un monte ore giornaliero inferiore rispetto ad un lavoro full time;
  • Contratti a termine: si tratta di un contratto di lavoro flessibile a tempo determinato che definisce la durata complessiva della prestazione lavorativa e che finisce con la scadenza del termine prefissato;
  • Apprendistato: il contratto di apprendistato è un contratto di lavoro che mira alla formazione e all’occupazione dei giovani (età compresa tra i 15 e i 29 anni) per un periodo minimo di sei mesi e un periodo massimo che varia a seconda della diversa tipologia di apprendistato;
  • Contratto intermittente o a chiamata: il cosiddetto contratto “job on call” (contratto a tempo determinato o indeterminato) consente al titolare di richiedere la prestazione lavorativa al dipendente nel momento del bisogno. Questo tipo di lavoro alterna periodi di attività a periodi di inattività in cui il dipendente non percepisce nulla, tranne se ha confermato la sua disponibilità anche per la chiamata. In questo caso il lavoratore pur non lavorando percepisce l’indennità di disponibilità;
  • Lavoro autonomo: forma contrattuale che consente al lavoratore di fare una prestazione di lavoro in cambio di un compenso, ma senza alcun vincolo di subordinazione con il committente;
  • Contratti di prestazioni occasionali: permette alle aziende e ai privati di stabilire un rapporto di lavoro occasionale, saltuario.

 

I vantaggi del lavoro flessibile per il lavoratore

Ogni cosa nella vita ha i suoi pro e i suoi contro, soprattutto in ambito professionale. Quello a cui tutti mirano però è un lavoro tanto coinvolgente da appassionare e quindi che non diventi mai un peso. Volendo guardare proprio in questa direzione adesso ti parlerò di quali sono i vantaggi del lavoro flessibile.

 

Motivazione in crescita

Il lavoro flessibile dà un ampio margine di gestione del proprio impiego in termini di responsabilità sulle proprie mansioni, autogestione, organizzazione e raggiungimento degli obiettivi. Tutto ciò incorre in una crescita motivazionale importante e tangibile.

Il lavoratore soddisfatto, rilassato e controllato non solo amerà di più il proprio mestiere ma concorrerà alla crescita aziendale in maniera più evidente. Con la crescita motivazionale salirà anche la fedeltà che il dipendente avrà nei confronti della propria azienda e di riflesso quest’ultima riconoscerà al primo soggetto la qualità del lavoro svolto.

 

Incremento della produttività

Avere un lavoro flessibile ti aiuta a diventare molto più produttivo rispetto ad un impiego in ufficio che prevede la tua presenza per cinque giorni a settimana con otto ore di lavoro ciascuno. Questo perché non c’è nessuno lì con te a controllarti o a metterti pressione. Chi è continuamente vessato da suoi superiori non potrà mai essere pienamente produttivo perché passerà il suo tempo a cercare di gestire lo stress.

Fissare degli obiettivi da raggiungere in un determinato lasso di tempo e in un ambiente di lavoro sereno, quale possa essere il proprio studio di casa, aiuta a creare tutti i presupposti per adempiere egregiamente ai propri doveri. E non è finita qui, infatti una volta raggiunti i primi risultati, il buon operato stimolerà a fare di meglio, a creare nuovi traguardi e a dimostrare il proprio valore. 

 

Più Tempo

Avere un lavoro flessibile ti aiuta in una più proficua gestione del tempo… Puoi lavorare dove e quando vuoi, l’importante è creare un piano organizzativo che ti permetta di mantenere sotto controllo tutti gli obiettivi che devi raggiungere in termini di operatività. Sapere che sei libero di gestire la tua vita privata e la tua vita lavorativa come più ti pare e piace ti permette di lavorare in maniera serena e funzionale. Se sei una persona organizzata e precisa potrai dire addio all’ansia da prestazione.lavoro flessibile flessibilità lavorativa

Non dovendo più recarti in un ufficio fisico per espletare le tue funzioni lavorative, grazie al tuo lavoro flessibile, riuscirai ad ottimizzare il tempo che prima perdevi raggiungendo la sede. Risparmierai i soldi del trasporto ed inquinerai meno. Potrai dedicare più tempo alle persone care, ai tuoi sport preferiti e allo svago senza rimorsi. Facendo sempre fede al motto “prima il dovere e poi il piacere” eliminerai i tempi morti e sarai più agile ad assolvere i tuoi compiti.

Che tu sia freelance o dipendente di una società in smart working, ti sentirai più motivato e pronto a realizzare i tuoi obiettivi. Non solo dedicherai più spazio ai tuoi interessi e alla tua famiglia ma se hai un lavoro in proprio riuscirai a dedicare anche più spazio alla formazione e alla creatività. Una volta portato a termine un progetto avrai più spazio per trovare nuovi clienti, nuove opportunità lavorative mentre se sei dipendente questo ti permetterà di assumerti nuove responsabilità che potranno anche farti crescere di livello. Lavorare dove e quando vuoi in termini orari ti permette di essere sempre disponibile e reperibile per il tuo cliente che, notando la tua disponibilità e il servizio che puoi offrire, di certo non potrà che lasciare ottime recensioni sul lavoro flessibile che stai svolgendo.

 

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Meno stress

Le diverse modalità di lavoro flessibile consentono tutte, in modo diverso, di raggiungere un maggior equilibrio tra vita privata e vita professionale. Questo aspetto garantisce alle persone una vita più serena e meno stressante, soprattutto perché viene meno l’ansia di arrivare ogni giorno in orario a lavoro.

Non dimenticare! Se risparmi tempo, spesso risparmi anche denaro!

 

Miglioramento della propria condizione economica

I lavori flessibili spesso comportano un cambiamento continuo della mansione del lavoratore, con conseguente maggiore specializzazione dello stesso. In questi casi il lavoratore riscontra anche un aumento dello stipendio.

 

I vantaggi del lavoro flessibile per l’impresa

La flessibilità del lavoro comporta vantaggi non solo per i lavoratori, ma anche per le imprese. Vediamoli insieme:

  • Più concentrazione: la flessibilità lavorativa rende i lavoratori più soddisfatti del proprio lavoro e quindi maggiormente concentrati;
  • Maggior collaborazione: quando i dipendenti sono sereni e piuttosto soddisfatti del proprio lavoro riescono a cooperare meglio con gli altri membri del team;
  • Minor turnover dei dipendenti: i dipendenti che apprezzano l’azienda in cui lavorano rimangono in quell’azienda più a lungo.

 

Lavoro flessibile e Marketing Digitale: sbocchi professionali

Il mondo digitale ha moltissimi sbocchi professionali ma quello che più di tutti brilla per flessibilità è il marketing digitale. In questo campo hai bisogno di due semplici cose: un computer e una connessione.

Quello che però non deve mai mancare è una preparazione adeguata con delle competenze spendibili nel mercato del lavoro. Ciò che ti consiglio è decidere che direzione prendere e poi focalizzarti sulla tua formazione.

Ora vediamo come possiamo agire in due diversi campi, ovvero se cerchi un lavoro flessibile come freelance oppure se cerchi un lavoro flessibile in azienda.

 

Lavorare da remoto

Oggi il lavoro flessibile sta quasi diventando un sinonimo del lavoro da remoto. In epoca Covid si è resa necessaria una modalità impiegatizia, per ovvie ragioni di prevenzione, chiamata smart working, o lavoro da casa.

Ma perché è così importante questa nuova formula ibrida di lavoro? In molti casi i contratti delle persone che ora si trovano a dover lavorare da casa non prevedono questo genere di clausole, infatti prima questo particolare tipo di impiego veniva classificato come “telelavoro”. Ora che la rivoluzione tecnologica, insieme con la pandemia, ha drasticamente cambiato il panorama lavorativo, più persone si rendono conto delle potenzialità di nuovi modi di svolgere le proprie mansioni e anche le grandi aziende privilegiano il lavoro flessibile da remoto per il marketing digitale. lavorare flessibile lavoratori flessibili

Se il tuo sogno è quindi quello di lavorare in questo campo ma pur sempre come lavoratore dipendente allora non ti resta che formarti nella maniera più adeguata possibile seguendo le tue inclinazioni naturali. Se ti appassiona scrivere contenuti puoi certificare le tue competenze come Web Content editor, se vai matto per i numeri puoi formarti come specialista di Web Analytics oppure puoi focalizzarti sulla gestione di un eCommerce.

Insomma, di scelte ce ne sono tante ma se davvero vuoi aprirti più porte possibili la soluzione che fa per te è cercare un corso di Marketing Digitale che possa formarti a tutto tondo.

 

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Lavorare in proprio

Il freelance è il classico esempio del lavoratore autonomo che viaggia per lavoro, non ha orari fissi, ha una grande versatilità lavorativa e che sa come trovare clienti. Il tipico lavoratore flessibile.

Per lavorare in proprio online però hai bisogno di una preparazione adeguata che non si fermi solo ad una certificazione ma che ti possa anche far fare pratica da poter inserire sul tuo curriculum. Il campo del digitale è davvero vasto ma un freelance è adatto per svolgere il ruolo del consulente online in modo proficuo e remunerativo.

Infatti, molte persone si sono ritrovate in smart working negli ultimi due anni e hanno bisogno di assistenza per far sopravvivere le loro piccole realtà aziendali. Entra così in gioco questa figura che nel mondo digitale si occupa un po’ di tutto, dai social al content marketing, dalle campagne advertising agli e-commerce. Sta tutto nel trovare il corso ideale per mettersi in proprio e gestire la propria attività in maniera flessibile grazie al marketing digitale.

 

Conclusioni

Non c’è dubbio che il futuro sarà molto più digitale di quello che abbiamo vissuto fino ad ora. La tecnologia è in continua espansione e ormai avere un lavoro flessibile sembra quasi l’unica soluzione a tanta incertezza.

A prescindere dal ramo che sceglierai nel mondo del Marketing Digitale, ricordati di mantenerti sempre informato, di non cedere alla pigrizia e di migliorarti sempre, ogni giorno di più, che tu sia un lavoratore dipendente o autonomo.

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Alice-Mometti PRIMA STESURA A CURA DI ALICE MOMETTIlinkedin_badge

Laureata in Linguaggi dei Media con un Master in Digital Marketing. Content creator e Social Media Manager per lo sviluppo del Personal Branding con esperienza pluriennale nel Green Lifestyle.

Business Coach: chi è, cosa fa e come diventarlo

Business Coach: chi è, cosa fa e come diventarlo

 

Il Business Coach è un esperto che guida gli imprenditori verso il raggiungimento dei propri obiettivi. Fornendo una prospettiva esterna, supporta i clienti nell’acquisizione di un maggiore grado di consapevolezza, fiducia e autonomia. Al giorno d’oggi risulta essere una figura molto richiesta e le ragioni del suo successo sono riscontrabili nei continui cambiamenti del secolo e nella forte competizione sul mercato. Questo porta i manager a non saper gestire le problematiche che si trovano davanti, bloccati da mancanza di fiducia ed insicurezza, problemi che questo professionista può aiutare a risolvere.

Ti interessa la figura del Business Coach? Se sei interessato a formarti in questa professione ti suggerisco il Corso per Diventare Digital Freelance. All’interno dell’articolo andrò ad evidenziare caratteristiche e mansioni di questo esperto del marketing strategico. Più precisamente ti spiegherò:

  • Un Business Coach cosa fa e in cosa consiste il suo lavoro;
  • Per quali ragioni è importante affidarsi a un coach aziendale;
  • Cosa fare per diventare consulente digital online;
  • Qual è lo stipendio del Business Coach.

 

Chi è il Business Coach?

Il Business Coach è un professionista con specifiche competenze che mette a disposizione la propria esperienza per supportare l’imprenditore e dare una svolta alla sua azienda. Come nello sport l’allenatore sprona l’atleta motivandolo a raggiungere traguardi ambiziosi, così in ambito lavorativo il coach aziendale fa emergere fiducia e consapevolezza dei propri mezzi nei confronti del cliente.

La figura del Coach è spesso confusa con quella del Mentore. La principale differenza risiede nel fatto che, mentre il secondo è un esperto con approfondite conoscenze in uno specifico campo ed ha come obiettivo quello di trasferire il proprio sapere a una figura junior; il primo si focalizza invece sull’aiutare il cliente a prendere piena coscienza delle proprie capacità e lasciare che quest’ultimo superi i problemi trovando la soluzione da solo.

 

Cosa fa il professionista Business Coach?

Il lavoro del Business Coach consiste nell’affiancare e guidare l’imprenditore e il suo team nella giusta direzione.

business coach cosa faNormalmente per gestire un’azienda ci si affida solo alle competenze professionali acquisite dopo anni di esperienza e lavoro. Ma in alcuni casi è necessario mettersi in gioco affrontando un percorso di crescita e di formazione che possa aiutare a potenziare le performance dell’attività.

Può capitare che un’azienda cada in una situazione di stallo, nella quale, malgrado le strategie messe in atto dal manager, non si riesce ad andare avanti e a progredire. È necessario quindi che qualcuno guardi l’attività dall’esterno nel suo complesso, perché chi lavora all’interno non riesce a vedere con la giusta ottica le difficoltà e il quadro generale e di conseguenza non sa come intervenire.

Ecco che entra in gioco il Business Coach che lavora fianco a fianco con il cliente permettendogli di:

  • allenare il potenziale e le risorse personali;
  • far emergere fiducia e consapevolezza nei propri punti di forza;
  • stimolare la propria creatività;
  • osservare una determinata situazione da punti di vista diversi;
  • mettere in discussione atteggiamenti e credenze radicate nel tempo al fine di svilupparne di nuove.

Il coach aziendale è quindi il migliore alleato del proprio cliente che lavora nell’ottica della sua piena autorealizzazione professionale e personale.

 

Potrebbe essere la professione perfetta per te? Scoprilo con il test!

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Perché è importante affidarsi a un coach aziendale

Spesso capita che gli imprenditori pensino di poter risolvere i problemi lavorativi in solitaria, ma non c’è nulla di più sbagliato. Lasciarsi aiutare da un professionista esterno alla propria azienda, permette di guardare le difficoltà da un punto di vista differente e di conseguenza sbloccare modalità di risoluzione mai immaginate. Sono molti i motivi per cui l’aiuto del Business Coach risulta essere importante. Ecco allora 5 ragioni per cui dovresti affidarti a un coach aziendale.

 

Avere fiducia nelle proprie capacità

Credere nel proprio potenziale e nelle proprie capacità permette di portare a termine i compiti più difficili completandoli con successo.

Al giorno d’oggi organizzazioni e aziende sono travolte dalla necessità di innovarsi, in un frenetico processo di cambiamento in cui imprenditori e team sono sottoposti ad un forte stress causato dalla competizione. Le emozioni influenzano il modo di vivere e di lavorare, motivo per cui è importante imparare a gestirle.

Il Business Coach aiuta l’imprenditore a prendere consapevolezza dei propri punti di forza in modo da avere fiducia nelle proprie capacità e credere in sé stesso. In questo modo il cliente sarà in grado di mettersi in gioco accedendo così alle proprie risorse e alla crescita personale.

 

Acquisire la giusta prospettiva

Nella gestione di un’azienda si tende a basarsi sulla propria esperienza seguendo sempre gli stessi schemi, eppure è solo infrangendo quegli schemi e portando la prospettiva e gli obiettivi sempre più in alto che è possibile migliorare. Imporsi di eliminare i limiti dettati dalla propria mente spostando lo sguardo sempre più lontano, permette di ottenere ciò che si desidera, acquisire una nuova prospettiva e crescere personalmente.

Con occhi esterni e una vasta esperienza, un Business Coach è specializzato nel guidare l’imprenditore ad andare oltre i suoi schemi. Egli è in grado di usare la propria curiosità per guardare ogni angolo dell’attività del cliente trovando la causa principale dei problemi. Saprà fare domande giuste nel momento giusto. Inoltre possiede il coraggio di essere onesto con lui: capisce quando deve ascoltare la verità (anche se può essere non piacevole) facendolo fermare e riflettere prima di entrare in azione, in modo tale da permettergli di acquisire la giusta prospettiva e arrivare al successo.

 

Migliorare la comunicazione

La comunicazione è fondamentale in qualsiasi organizzazione e l’adozione delle giuste strategie comunicative consente all’imprenditore e al suo team di concentrarsi su ciò che sanno fare meglio.

Tuttavia un’errata comunicazione è una delle principali cause di problemi e incomprensioni sul luogo di lavoro. Le abilità comunicative sono molto complesse, coinvolgono molti elementi e padroneggiare ogni aspetto di una comunicazione efficace è una vera e propria sfida. Soprattutto nell’ultimo periodo in ambito del digital marketing, con i nuovi team remoti e ibridi in aumento, è fondamentale che i dipendenti comunichino tra loro in modo chiaro ed efficace così da garantire una perfetta organizzazione dell’attività.

Affidarsi a un Business Coach è una scelta vincente per migliorare l’aspetto comunicativo. Questo permette all’azienda di migliorare non solo la qualità del lavoro per i propri collaboratori, ma anche la produttività e di conseguenza il profitto.

 

Crescere a livello personale

Il rapporto tra Business Coach e cliente si basa sulla fiducia e sulla crescita personale. Si inizia lavorando con il cliente, ma lo scopo è quello di estendere il miglioramento a livello aziendale, partendo quindi dal lavoro di sviluppo dell’individuo per poi arrivare alla crescita della sua attività.

Si parla di crescita personale tutte quelle volte che si vuole avere più consapevolezza di sé stessi e imparare ad essere più produttivi. Il Coach, oltre a seguire l’imprenditore nella crescita personale, lo aiuta anche ad affrontare le aree della sua attività che necessitano di cure, in modo da garantirgli un migliore sviluppo nel lungo termine. In questo modo, lavorando sul piano individuale e aziendale, crescerà inevitabilmente anche la produttività.

 

Aumentare la produttività

Il Business Coach si occupa dell’innovazione aziendale attraverso il digital marketing. Dopo un’attenta analisi della situazione iniziale, segue l’imprenditore verso l’ottimizzazione delle risorse esistenti in modo da migliorarne la produttività. Al cliente viene insegnata una migliore gestione del tempo e delle risorse, consentendogli di avere profitti più alti. Può essere difficile studiare un piano strategico aziendale o finanziario quando si ha molta pressione addosso.

La scelta di affidarsi a un professionista permette di liberarsi dai blocchi e dalle paure, lavorando sulla consapevolezza dei propri punti di forza in modo da utilizzarli come leva per raggiungere gli obiettivi e costruire un business di successo. Con piena esperienza nel lavorare con altre realtà imprenditoriali, il consulente indirizza il cliente a investire in attività che porteranno ritorno e alti profitti.

 

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Come si diventa Business Coach?

Al giorno d’oggi il coach aziendale risulta essere molto ambito e richiesto nel mondo del lavoro. Tuttavia, non è una professione per tutti. Sono indispensabili tre elementi:

  1. come diventare business coachAvere attitudine. Un’aspirante Coach deve essere in grado di gestire situazioni complesse e avere una naturale predisposizione ad aiutare le persone spingendole ad ottenere il massimo da loro stesse.
  2. Studiare. Lo studio è la base solida per qualunque disciplina. Per diventare Business Coach esistono molti corsi di formazione che forniscono conoscenze necessarie e rilasciano certificati e attestati di frequenza. Se sei interessato a intraprendere la strada di questa professione, ti consiglio il Digital Coaching Certification.
  3. Mettere in pratica. Le giuste attitudini e lo studio sono due ottimi punti di partenza, ma ciò che fa davvero la differenza in questa professione sono la competenza e la pratica sul campo. 

È importante comprendere la differenza tra “il fare” e “l’essere” un Business Coach. Un aspetto importantissimo risiede nel concetto di coerenza. Non si può semplicemente “fare il Business Coach”, perché è necessario acquisire uno specifico stile di vita e un mindset ben impostato. È indispensabile consigliare e fare applicare all’imprenditore solamente ciò che si conosce e di cui si ha esperienza. Per farti un esempio: non avrebbe senso se un consulente aziendale ti aiutasse a gestire i problemi delle tue finanze, quando le sue sono pessime! Un bravo professionista aiuta a superare problemi che lui stesso ha avuto modo di affrontare e risolvere. Questo fa di lui un Coach affidabile e coerente.

 

Quanto guadagna un Business Coach?

Non c’è un prezzo fisso per questa professione, tuttavia ci sono alcuni fattori come la formazione e l’esperienza che influenzano la retribuzione. Inoltre, essendo un professionista che lavora come Digital Freelance, un altro elemento importante che entra in gioco è quanto lavoro riesce a procurarsi. Le cifre vanno dai 70 ai 200 euro l’ora lavorando direttamente con i clienti, ma possono arrivare fino a 200-500 euro nel contesto di una realtà aziendale. Lo stipendio medio annuo di un Business Coach in Italia è di circa 44.410 euro, ma può slittare dai 25 mila per una figura entry level fino ai 58 mila per un professionista di alto livello. È un mestiere che risulta essere molto soddisfacente dal punto di vista professionale, ma lo è altrettanto in termini di retribuzione.

 

Conclusioni e Consulenza di Orientamento

Il percorso alla scoperta del Business Coach giunge al termine! Mi auguro di averti chiarito l’importanza del ruolo di questo esperto del marketing. È una professione che spesso viene sottovalutata, ma può fare davvero la differenza all’interno di un contesto aziendale. Inoltre, scegliendo di intraprendere questa strada, potrai lavorare in proprio e avere una completa gestione del tuo tempo liberandoti dalle pressioni di capi e datori di lavoro. In questo modo avrai la possibilità di organizzare e portare il tuo lavoro ovunque tu sia.

 

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Business Coaching: migliora le tue performance e fai crescere la tua carriera

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“Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere, poi mettiti con passione a realizzarlo nella vita”.
Martin Luther King

Il Business Coaching è una pratica che sta avendo sempre più rilevanza negli ultimi anni, sia all’interno delle aziende che nell’ambito della libera professione. Dietro questa evoluzione c’è sicuramente un cambio del mercato del lavoro, che divenendo sempre più specializzato, richiede un maggiore livello di conoscenza dei propri mezzi.

Ma tale cambiamento è dovuto anche a una maggior attenzione all’aspetto emotivo del lavoro, che talvolta arriva a influire sulla performance ancora di più delle competenze tecniche.

 

Cos’è il Business Coaching

Secondo la definizione più accreditata, il Business Coaching è il processo con cui, attraverso una conversazione regolare e strutturata tra un cliente e un consulente (nello specifico, coach e coachee), si raggiungono determinati obiettivi di business. Obiettivi legati sia alla performance che all’auto consapevolezza. Va da sé che i primi clienti del business coaching siano le persone che operano all’interno delle aziende, i manager, gli imprenditori e gli startupper.

 

Perché avvalersi di un consulente di business

Capita spesso nella vita di sentirsi disorientati, ed è un fatto che uno degli elementi che più influiscono sulla performance sia proprio lamaster in coaching due donne studiano motivazione. Motivazione data certamente dal trattamento salariale e dalle prospettive di carriera, ma, per quanto indispensabili, questi elementi da soli non bastano. Ciò che davvero conta è capire il proprio ruolo all’interno dell’azienda e saperlo valorizzare. Rendersi, altresì, conto dei propri punti di forza, ma anche delle aree su cui occorre lavorare in un’ottica di miglioramento. Un consulente di carriera rappresenta un utile supporto, in questi casi, sia nell’aiutare a ritrovare la propria motivazione, sia a comprendere se la crisi sia “endogena”, quindi derivante dal lavoratore stesso, o esogena, ovvero legata a fattori derivanti dall’ambiente lavorativo.

 

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Differenza tra Business Coaching e Life Coaching

La differenza fra Business Coaching e Life Coaching è sostanziale e insita nel nome stesso dei due metodi. Se il primo, infatti, si occupa prevalentemente dell’ambito lavorativo, e dell’acquisizione di specifiche tecniche con l’obiettivo di migliorare le proprie performance in azienda, il secondo abbraccia una tematica più “olistica”, legata alla gestione della propria sfera privata: relazioni interpersonali, affetti, ma anche il rapporto con se stessi, attraverso l’aumento della propria autostima. Entrambi i percorsi sono utili, ma è importante avere ben chiaro se una situazione di malessere sia dovuta all’una o all’altra sfera. Sfere che in ogni caso vanno a influenzarsi: è assai difficile, per molti, mantenere le questioni legate alla propria vita privata fuori dal lavoro; viceversa un vissuto frustrante da un punto di vista lavorativo rischia spesso di andare a incidere sulla vita privata.

 

Come funziona il percorso di affiancamento

Il Business Coaching è rivolto a diverse figure professionali, come liberi professionisti, imprenditori, manager e team di lavoro. Il business coach lavora attraverso specifici incontri, con l’obiettivo di migliorare le performance attraverso l’acquisizione di una propria auto consapevolezza. A tal fine, in una fase iniziale verrà stipulato un vero e proprio patto tra coach e coachee dove verranno stabiliti gli obiettivi, le strategie per raggiungerli e l’impegno da ambo le parti. Si procederà, poi, con un’analisi dell’attuale situazione del coachee e del contesto con cui si confronta. Successivamente si passerà all’azione, i risultati della quale verranno misurati nel tempo nel tempo.

 

Le risorse del coach e la scelta del giusto consulente

La professione del Business Coaching non è ancora organizzata in un Albo Professionale e sono numerosi i professionisti che si definiscono “coach” nel loro ambito, senza essere effettivamente tali. Come assicurarsi, quindi, di incappare in un vero professionista e non in un sedicente tale? Occorre innanzitutto avere ben a mente che il “coach” in generale è un allenatore, un professionista che affianca il proprio coachee in un processo di sviluppo, che può essere personale, lavorativo o sportivo. E lo fa attraverso la rimozione di quei “blocchi” che spesso portano la persona ad arenarsi, a non crescere più nel proprio ambito.

Tuttavia il coach non è un terapeuta: il suo obiettivo non è curare, bensì affiancare, valorizzare, motivare. Se, infatti, i suddetti blocchi sono dovuti a disagi più profondi, un bravo coach deve essere in grado di indirizzare la persona verso un percorso psicologico, anziché porsi egli stesso come risolutore di tali problemi, rischiando di creare ulteriore danno.

 

La scoperta del potenziale: il vero segreto del Business Coaching

Un bravo coach è in grado di individuare i punti di forza del proprio coachee già dopo pochi incontri, e di esaltarli motivando l’impegno. Molti insuccessi lavorativi sono dovuti a una mancata conoscenza delle proprie potenzialità, al concentrarsi sull’area sbagliata a causa di una mancata consapevolezza dei propri mezzi. O magari a una sottovalutazione degli stessi, pur lavorando nell’ambito giusto.

Un percorso di Business Coaching aiuta a fare focus su queste aree e a trovare il giusto modo di farle valere nel proprio contesto lavorativo: nel rapporto con i superiori, ma anche con il team dei colleghi o con i clienti stessi.

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Come svolgere l’attività di Business Coaching

L’attività del Business Coaching è oggi molto richiesta nel mercato lavorativo, a causa di una sempre maggiore attenzione agli aspetti motivazionali legati alle prestazioni lavorative.

Per svolgere questa attività occorrono specifiche attitudini caratteriali, fra cui l’empatia, la capacità di ascolto, la determinazione e la motivazione – un coach poco motivato non farebbe fare molta strada al proprio coachee. 

Alle proprie inclinazioni, occorre, poi, aggiungere tanto studio: non ci sono specifici titoli di laurea, ma percorsi formativi altamente specializzati e certificati.

Il business coaching si inserisce perfettamente in ambito digital: la trasformazione in atto porta a spostare il mercato del lavoro sempre più su questo versante, motivo per cui il Digital Coach online, che possiede competenze tecniche di digital marketing, è una delle figure attualmente più richieste. Anche per svolgere questo mestiere occorre una formazione specifica e certificata, oltre che tanta esperienza, poiché si deve essere in grado di applicare nozioni di business e aiutare studenti e professionisti a orientare le proprie scelte.

Nel business coaching, con la giusta inclinazione abbinata a una buona dose di studio e di entusiasmo si possono ottenere ottimi risultati. Oltre a buone prospettive di guadagno, è una professione che regala sicuramente grandi soddisfazioni.

 

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