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Sales Manager: mansioni, competenze, attitudini

Sales Manager: mansioni, competenze, attitudini

Il Sales Manager costituisce una figura chiave all’interno delle aziende: in un mercato in continua evoluzione, diviene sempre più necessario gestire con efficacia gli aspetti legati alla vendita, non solo in termini di transazione, ma anche di pianificazione e definizione degli obiettivi.

 

Chi è il Sales Manager

Il Sales Manager è il responsabile del reparto vendite. Il suo obiettivo è quello di massimizzare le vendite dei prodotti/servizi dell’azienda e raggiungere gli obiettivi commerciali, dal fatturato alle quote di mercato, fino all’acquisizione/fidelizzazione di un certo numero di clienti. Se, infatti, è importante trovare sempre nuovi e potenziali acquirenti (prospect) è altrettanto importante instaurare con loro una relazione duratura e di fiducia, facendo sì che, nel tempo, continuino a rivolgersi all’azienda nella richiesta di eventuali, ulteriori servizi, prodotti o prestazioni.

 

Cosa fa il Sales Manager

In quanto responsabile del reparto vendite, il Sales Manager si occupa della gestione del piano commerciale dell’azienda: definisce gli obiettivi, le strategie per raggiungerli, i target di riferimento e i budget da investire. All’interno dell’azienda, rappresenta pertanto una figura centrale nell’attività di sales management. Ai Sales Manager più esperti, vengono spesso affidati team di vendita da gestire, le cui performance sono centrali nel raggiungimento dei loro obiettivi, incentrati soprattutto sull’implementazione delle vendite in determinate aree geografiche e nello sviluppo di reti di distribuzione efficienti.

 

 

Dove opera il Sales Manager

Il Sales Manager lavora soprattutto per aziende private, ma capita di incontrare questa figura anche all’interno della Pubblica Amministrazione, dove, pur non essendo il commercio la funzione principale, esistono diverse attività che vengono gestite da figure analoghe: dall’interfaccia con gli uffici gare per la gestione dei contratti o la partecipazione ai bandi, alla gestione dei clienti di una specifica divisione, fino all’interfaccia con la rete di filiali territoriali e la definizione di aziende del settore di riferimento cui proporre il proprio servizio.

Il sales Manager è pertanto una figura spendibile in molte realtà che necessitano di un ruolo strategico, ma anche di interfaccia, capace di gestire i rapporti con clienti e/o partners e di porsi come problem solver nelle più disparate situazioni.

 

Come si diventa Sales Manager

La formazione del Sales Manager è di tipo commerciale: non è richiesto un percorso specifico, ma se si opta per una facoltà universitaria, i corsi di laurea triennali e magistrali in Economia e Commercio nelle Scuole di Management ed Economia sono i più indicati. La formazione, tuttavia, è solo il punto di partenza sulla quale di costruisce la carriera del Sales Manager, alla quale si dovrà aggiungere un tirocinio nel Sales Marketing e continui corsi di aggiornamento, a causa dell’estrema dinamicità di questa professione e delle “customer needs” in continua evoluzione.

 

 

Le skills del Sales Manager

Il Sales Manager è una figura versatile, che deve possedere competenze in diversi ambiti.

Flessibilità e capacità relazionali sono le prime doti richieste a chi intende intraprendere questa professione, alle quali vanno aggiunte doti di programmazione e pianificazione, senza le quali sarebbe impossibile gestire il piano vendite di un’azienda.

Per vendere, si sa, è necessario sapersi interfacciare con i propri clienti, essere convincenti senza mai risultare invadenti e soprattutto essere in grado di conquistare la fiducia del proprio interlocutore, rendendolo partecipe delle azioni che si decide di intraprendere e ponendosi quasi più come un consulente che come un venditore.

Per gestire un team di vendite, è inoltre necessario avere ottime doti di leadership e per comprendere il livello delle performance, non possono mancare capacità di analisi dei risultati. Infine, il Sales Manager è una persona estremamente curiosa e attenta al cambiamento, in grado di prevedere le tendenze e di adattarsi di conseguenza, apportando i giusti aggiornamenti anche al proprio modo di lavorare.

 

Il Sales Manager: talento naturale o solo tanta pratica?

Date queste premesse, la domanda sorge spontanea: si tratta di doti innate o chiunque può diventare Sales Manager attraverso lo studio e tanta pratica? Bisogna essere sinceri: un po’ di DNA è richiesto, come del resto in tutte le professioni. Bisogna, d’altro canto, riconoscere che difficilmente si anela a un mestiere del genere senza avere la giusta inclinazione.

Il Sales Manager è una figura sfacciatamente relazionale, lavora per obiettivi e passa le sue giornate a creare piani e strategie: è piuttosto raro che persone con un carattere timido, riservato e che amano lavorare facendosi cogliere più dall’ispirazione che da obiettivi concreti aspirino a ricoprire un ruolo del genere. Si sentirebbero inadeguate e forse un po’ lo sarebbero anche.

Diverso è chi approccerebbe a questo mestiere proprio per migliorare le proprie capacità relazionali, chi nella propria timidezza non ci sguazza ma la vive come un limite, o anche chi vive le proprie scarse capacità organizzative come un’area che vorrebbe perfezionare. In questi casi la voglia di migliorarsi potrebbe farla da padrone e il percorso di acquisizione di capacità tecniche si accompagnerebbe a un lavoro su se stessi che nel lungo periodo non potrebbe che giovare.

Come a dire, Sales Manager si può anche diventare, ma a patto di essere pronti a mettere in discussione se stessi.

 

Il Sales Manager in ambito digitale

Il Sales Manager in ambito digitale è colui che gestisce vendite e strategie tramite canali web. Si occupa, pertanto, di Digital Sales, ovvero studia e implementa i processi di vendita supportati dai canali online.

Deve possedere solide basi di tecniche di Digital Selling e social Selling. Ovviamente anche in questo caso è presente il contatto con l’acquirente, ma a differenza del venditore tradizionale, il Sales Manager in ambito digitale sceglie un momento ben preciso del customer journey per conoscere il proprio potenziale acquirente e avviare una relazione di fiducia. Il Sales Manager in ambito digitale opera secondo strategie ancora più mirate rispetto ai metodi tradizionali, poiché grazie agli strumenti digitali è possibile creare indici di performance ancora più precisi e monitorare l’andamento delle proprie prestazioni in modo continuativo.

Può, altresì, automatizzare molti processi e profilare i propri clienti. Attraverso lo studio delle parole chiave, il Sales Manager Digitale è in grado di intercettare le ricerche dei consumatori, quindi i loro bisogni, e di proporre la soluzione più idonea al tipo di richiesta. Ovviamente lavorerà all’interno del marketing funnel, dedicando il punto di contatto con il cliente solo a coloro che si trovano nelle aree più “calde” del processo, ottimizzando in questo modo tempi e risorse. 

 

 

Sbocchi professionali per i Sales Manager in ambito digitale

Il Digital Sales Manager è una delle professioni del futuro, poiché la richiesta di figure che siano in grado di utilizzare l’online per vendere è sempre più alta. Il mestiere, del resto, rappresenta un’evoluzione rispetto al passato, pertanto le previsioni sono di una domanda che andrà sempre più crescendo. Poiché le capacità tecniche sono la prima cosa di cui occorre dotarsi, un’adeguata formazione non può prescindere dall’ambizione a ricoprire questo ruolo. Occorre avere ampie conoscenze di marketing digitale, cercando di formarsi orizzontalmente in tutte le discipline e specializzandosi, poi, in una specifica.

Un master o un corso in Digital Sales per imparare a utilizzare questi tool diventa quindi indispensabile.

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Diventa Direct Response Copywriter, chi è e cosa fa

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Diventa direct response copywriter, colui che scrive testi persuasivi per convincere l’utente a compiere un’azione immediata.

Ti piace la scrittura? Il digital marketing ti appassiona? È possibile che la scrittura a risposta diretta sia il tuo mondo e questo è il momento per te di scoprirne tutti i dettagli.

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Come accennato nel video, continuando nella lettura di questo articolo scoprirai:

  • Chi è, cosa fa e come si diventa direct response copywriter;
  • Quanto guadagna il copywriter a risposta diretta;
  • Quali corsi puoi seguire per intraprendere questa carriera.

 

 

Chi è il direct response copywriter

 

Il Direct response copywriter è il professionista che scrive contenuti con l’obiettivo d’indurre il lettore a fare un’azione “direttamente” dopo la lettura.

Lo scopo principale del copy a risposta diretta e, più in generale, del marketing è quello di portare l’utente a fare una conversione come: 

  • Acquisto di un prodotto o servizio;
  • Sottoscrizione a una newsletter;
  • Compilazione del form;
  • Tutto ciò che l’azienda si aspetta che l’utente faccia.

 

Il copywriter a risposta diretta non solo scrive in maniera impeccabile ma, sa anche influenzare le decisioni dell’utente grazie alla conoscenza della psicologia.

 

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Il profilo attitudinale del copywriter a risposta diretta

 

Direct response copywriter - amore per la scritturaSe è vero che con la giusta formazione chiunque potrebbe diventare un ottimo direct response copywriter, è altrettanto corretto dire che esiste un profilo attitudinale che più gli si addice.

Sicuramente, non basta un grande amore per la scrittura, ma necessita di:

  • Passione per la psicologia: si devono redigere contenuti capaci di comprendere i bisogni dei lettori e tradurli in azioni che portano ad una conversione, spesso volta all’aumento delle vendite. Bisogna quindi amare l’idea di entrare nella testa delle persone con le quali si vuole comunicare. 
  • Saper comunicare efficacemente: i segreti della comunicazione sono decisamente rilevanti quando si vuole iniziare a creare testi a risposta diretta. Ad esempio saper studiare i bisogni del proprio interlocutore ed essere empatici sono alcune delle regole da tenere a mente. 

 

 

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Cosa fa il copywriter a risposta diretta

 

Ti stai chiedendo cosa fa il direct response copywriter? Deve convincere l’utente a svolgere un’azione immediata, appena dopo aver letto/visto il contenuto. Per farlo utilizza tecniche di scrittura persuasiva, applicate a:
 
  • contenuti testuali per il sito web e siti e-commerce;
  • infografiche o video; 
  • sales page, ovvero pagine create con l’intento d’indurre l’utente all’acquisto;
  • testi scritti per l’e-mail marketing;
  • contenuti volti a raccontare una storia, tecnica chiamata storytelling;
  • claim e testi pubblicitari; 
  • post da pubblicare sui social media.

 

 

Prospettive occupazionali del direct response copywriter

 

Direct response copywriter - comunicazione persuasivaQuale tipo d’impiego può trovare e qual è lo stipendio di un creatore di contenuti volti alla conversione?
 

Visto il lungo elenco di canali marketing nei quali si trova impiegato, la figura del Direct Response Copywriter è oggi molto richiesta dalle aziende.

Ai giorni d’oggi il numero di aziende interessate a vendere i propri prodotti/servizi online è in continuo aumento. Se nel passato avere uno store fisico con la propria merce ben esposta era sinonimo di sales, oggi, la priorità per aumentare il fatturato è quella di aprire uno shop in rete.

Com’è possibile acquistare un prodotto senza averlo mai visto fisicamente? Ecco che entra in gioco la necessità di utilizzare il migliore strumento di promozione e comunicazione, il copy a risposta diretta. Ad esempio, si potrebbero aggiungere descrizioni persuasive del prodotto/servizio per indurre il potenziale cliente ad acquistare.

Tra gli sbocchi occupazionali da considerare se vuoi fare del mondo del copy a risposta diretta il tuo futuro lavorativo, ne esistono due in particolare:
 
  • dipendente in un’azienda o web agency, che, per conto delle aziende, svolge progetti web; 
  • freelance o libero professionista: con la partita IVA, potrai lavorare come consulente per clienti privati, da remoto, senza dover per forza trovarti in un luogo particolare.

Si, ma quanto guadagna un direct response copywriter? Secondo Jobbydoo, in Italia, il suo stipendio si aggira tra i 1.700 e 3.450 € netti mensili.

Che altro dire, sembra il lavoro che tutti sognano!

 

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Come diventare direct response copywriter

 

Direct response copywriting - vendita persuasivaPer diventare un copywriter a risposta diretta di successo, quindi, non basta amare la scrittura ed avere un profilo attitudinale adeguato, ma, bisogna saper canalizzare tali risorse innate in ottica marketing.

Questa “arte di scrivere per vendere” segue il flusso della cosiddetta sequenza persuasiva “P.A.S.” (Problema, Agitazione, Soluzione) che si traduce nel cervello dell’utente come segue:

  1. Leggendo o guardando il contenuto proposto, il lettore scopre qual è il suo problema;
  2. Il testo scritto in ottica persuasiva sottolinea le conseguenze negative che l’utente vivrà qualora il problema persistesse;
  3. Lo stesso testo propone l’unica soluzione possibile per scappare dal triste destino, ovvero l’acquisto!

È quindi compito del direct response copywriter di successo quello d’indurre il futuro cliente a vivere la sequenza persuasiva cosi da raggiungere l’obiettivo finale: la conversione. 

 

 

Tips per aumentare le conversioni

 

Copy a risposta diretta - target audienceEntrando più nel dettaglio, colui che scrive in modo persuasivo deve:

  • Farsi trovare dalla platea di riferimento, posizionandosi fra i primi posti nei principali motori di ricerca, grazie a tecniche di SEO Copywriting;
  • Studiare il proprio target e proporre loro contenuti che stuzzichino determinate emozioni. Un direct response copywriter affermato non scrive semplicemente testi informativi, scientifici o didattici, ma produce contenuti specifici per il suo pubblico di riferimento, capaci di risvegliare esattamente l’emozione voluta, come gioia, appagamento, soddisfazione.
  • Generare il bisogno di acquisto anche quando non si tratta di prodotti necessari, realmente. Il ricordo di “avere bisogno” corrisponde al desiderio, che è un boost eccezionale per le vendite. 

Ecco perché è importante che un copywriter sappia esattamente chi è il suo interlocutore. Immagina se la tua azienda proponesse contenuti davvero ben scritti ma non rivolti al giusto target: quale sarebbe la conseguenza? Che dopo la lettura, l’utente non si sentirebbe per niente invogliato ad acquistare il tuo prodotto. 

Nel dettaglio, non dimenticare di utilizzare un:

  • Titolo che attragga il lettore e una call to action chiara e ben visibile. L’utente deve saper immediatamente qual è l’azione che deve svolgere.
  • Linguaggio adeguato al target al quale ti riferisci. Affidati al metodo K.I.S.S (Keep It Simple, Stupid!). Il tono di voce e il contenuto del testo deve essere scritto esattamente per quella buyer persona.

Quindi, in generale, devi conoscere come le tue tasche, tutti i principi del direct marketing.

 

 

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Corsi per copy a risposta diretta 

 

corsi online direct response copywriterGiunti a questo punto, ti starai chiedendo, sì ma come faccio a diventare un copywriter a risposta diretta? Quale corso devo scegliere?

Di scuole che offrono formazione in ambito di web marketing ne esistono molte sia online che offline, per questo, è sempre bene trovarne una in grado di valorizzare le tue attitudini, punti di forza e caratteristiche personali.

Inoltre, affidati ad un corso che ti dia, oltre alla parte teorica, anche nozioni pratiche perché è proprio grazie al training che imparerai i segreti del mestiere e potrai ottenere risultati concreti.

Ad esempio, la scuola Digital Coach propone un corso per diventare un direct response copywriter certificato con 4 mesi di pratica vera e propria, a stretto contatto con professionisti in questo campo.
Ma se vuoi avanzare ancora di più, in Digital Coach puoi scegliere anche un percorso più inclusivo che integri vari aspetti del digitale e che ti trasformi in un vero Digital Marketing Specialist!

 

 

Conclusioni e consulenza gratuita

 

Adesso che hai un’idea più chiara della professione di copywriter a risposta diretta, è compito tuo decidere se vuoi fare della scrittura persuasiva la tua carriera.

Considerando il continuo aumento della domanda di copy a risposta diretta, e tenendo in considerazione l’alto stipendio proposto, non posso che suggerirti d’iscriverti ad un corso che può farti diventare il direct response copywriter richiesto dalle pmi.

 

 

Ciò di cui abbiamo parlato è solo un assaggio di quanto puoi imparare.
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Carlotta Ceruti fotoTRASCRIZIONE A CURA DI CARLOTTA CERUTIlinkedin_badge

Da più di tre anni mi occupo di marketing digitale. Credo che grazie a un’ottimizzata presenza nel web qualunque azienda possa aumentare la propria visibilità e incrementare il numero dei nuovi clienti.

Business Coach: chi è, cosa fa e come diventarlo

Business Coach: chi è, cosa fa e come diventarlo

 

Il Business Coach è un esperto che guida gli imprenditori verso il raggiungimento dei propri obiettivi. Fornendo una prospettiva esterna, supporta i clienti nell’acquisizione di un maggiore grado di consapevolezza, fiducia e autonomia. Al giorno d’oggi risulta essere una figura molto richiesta e le ragioni del suo successo sono riscontrabili nei continui cambiamenti del secolo e nella forte competizione sul mercato. Questo porta i manager a non saper gestire le problematiche che si trovano davanti, bloccati da mancanza di fiducia ed insicurezza, problemi che questo professionista può aiutare a risolvere.

Ti interessa la figura del Business Coach? Se sei interessato a formarti in questa professione ti suggerisco il Corso per Diventare Digital Freelance. All’interno dell’articolo andrò ad evidenziare caratteristiche e mansioni di questo esperto del marketing strategico. Più precisamente ti spiegherò:

  • Un Business Coach cosa fa e in cosa consiste il suo lavoro;
  • Per quali ragioni è importante affidarsi a un coach aziendale;
  • Cosa fare per diventare consulente digital online;
  • Qual è lo stipendio del Business Coach.

 

Chi è il Business Coach?

Il Business Coach è un professionista con specifiche competenze che mette a disposizione la propria esperienza per supportare l’imprenditore e dare una svolta alla sua azienda. Come nello sport l’allenatore sprona l’atleta motivandolo a raggiungere traguardi ambiziosi, così in ambito lavorativo il coach aziendale fa emergere fiducia e consapevolezza dei propri mezzi nei confronti del cliente.

La figura del Coach è spesso confusa con quella del Mentore. La principale differenza risiede nel fatto che, mentre il secondo è un esperto con approfondite conoscenze in uno specifico campo ed ha come obiettivo quello di trasferire il proprio sapere a una figura junior; il primo si focalizza invece sull’aiutare il cliente a prendere piena coscienza delle proprie capacità e lasciare che quest’ultimo superi i problemi trovando la soluzione da solo.

 

Cosa fa il professionista Business Coach?

Il lavoro del Business Coach consiste nell’affiancare e guidare l’imprenditore e il suo team nella giusta direzione.

business coach cosa faNormalmente per gestire un’azienda ci si affida solo alle competenze professionali acquisite dopo anni di esperienza e lavoro. Ma in alcuni casi è necessario mettersi in gioco affrontando un percorso di crescita e di formazione che possa aiutare a potenziare le performance dell’attività.

Può capitare che un’azienda cada in una situazione di stallo, nella quale, malgrado le strategie messe in atto dal manager, non si riesce ad andare avanti e a progredire. È necessario quindi che qualcuno guardi l’attività dall’esterno nel suo complesso, perché chi lavora all’interno non riesce a vedere con la giusta ottica le difficoltà e il quadro generale e di conseguenza non sa come intervenire.

Ecco che entra in gioco il Business Coach che lavora fianco a fianco con il cliente permettendogli di:

  • allenare il potenziale e le risorse personali;
  • far emergere fiducia e consapevolezza nei propri punti di forza;
  • stimolare la propria creatività;
  • osservare una determinata situazione da punti di vista diversi;
  • mettere in discussione atteggiamenti e credenze radicate nel tempo al fine di svilupparne di nuove.

Il coach aziendale è quindi il migliore alleato del proprio cliente che lavora nell’ottica della sua piena autorealizzazione professionale e personale.

 

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Perché è importante affidarsi a un coach aziendale

Spesso capita che gli imprenditori pensino di poter risolvere i problemi lavorativi in solitaria, ma non c’è nulla di più sbagliato. Lasciarsi aiutare da un professionista esterno alla propria azienda, permette di guardare le difficoltà da un punto di vista differente e di conseguenza sbloccare modalità di risoluzione mai immaginate. Sono molti i motivi per cui l’aiuto del Business Coach risulta essere importante. Ecco allora 5 ragioni per cui dovresti affidarti a un coach aziendale.

 

Avere fiducia nelle proprie capacità

Credere nel proprio potenziale e nelle proprie capacità permette di portare a termine i compiti più difficili completandoli con successo.

Al giorno d’oggi organizzazioni e aziende sono travolte dalla necessità di innovarsi, in un frenetico processo di cambiamento in cui imprenditori e team sono sottoposti ad un forte stress causato dalla competizione. Le emozioni influenzano il modo di vivere e di lavorare, motivo per cui è importante imparare a gestirle.

Il Business Coach aiuta l’imprenditore a prendere consapevolezza dei propri punti di forza in modo da avere fiducia nelle proprie capacità e credere in sé stesso. In questo modo il cliente sarà in grado di mettersi in gioco accedendo così alle proprie risorse e alla crescita personale.

 

Acquisire la giusta prospettiva

Nella gestione di un’azienda si tende a basarsi sulla propria esperienza seguendo sempre gli stessi schemi, eppure è solo infrangendo quegli schemi e portando la prospettiva e gli obiettivi sempre più in alto che è possibile migliorare. Imporsi di eliminare i limiti dettati dalla propria mente spostando lo sguardo sempre più lontano, permette di ottenere ciò che si desidera, acquisire una nuova prospettiva e crescere personalmente.

Con occhi esterni e una vasta esperienza, un Business Coach è specializzato nel guidare l’imprenditore ad andare oltre i suoi schemi. Egli è in grado di usare la propria curiosità per guardare ogni angolo dell’attività del cliente trovando la causa principale dei problemi. Saprà fare domande giuste nel momento giusto. Inoltre possiede il coraggio di essere onesto con lui: capisce quando deve ascoltare la verità (anche se può essere non piacevole) facendolo fermare e riflettere prima di entrare in azione, in modo tale da permettergli di acquisire la giusta prospettiva e arrivare al successo.

 

Migliorare la comunicazione

La comunicazione è fondamentale in qualsiasi organizzazione e l’adozione delle giuste strategie comunicative consente all’imprenditore e al suo team di concentrarsi su ciò che sanno fare meglio.

Tuttavia un’errata comunicazione è una delle principali cause di problemi e incomprensioni sul luogo di lavoro. Le abilità comunicative sono molto complesse, coinvolgono molti elementi e padroneggiare ogni aspetto di una comunicazione efficace è una vera e propria sfida. Soprattutto nell’ultimo periodo in ambito del digital marketing, con i nuovi team remoti e ibridi in aumento, è fondamentale che i dipendenti comunichino tra loro in modo chiaro ed efficace così da garantire una perfetta organizzazione dell’attività.

Affidarsi a un Business Coach è una scelta vincente per migliorare l’aspetto comunicativo. Questo permette all’azienda di migliorare non solo la qualità del lavoro per i propri collaboratori, ma anche la produttività e di conseguenza il profitto.

 

Crescere a livello personale

Il rapporto tra Business Coach e cliente si basa sulla fiducia e sulla crescita personale. Si inizia lavorando con il cliente, ma lo scopo è quello di estendere il miglioramento a livello aziendale, partendo quindi dal lavoro di sviluppo dell’individuo per poi arrivare alla crescita della sua attività.

Si parla di crescita personale tutte quelle volte che si vuole avere più consapevolezza di sé stessi e imparare ad essere più produttivi. Il Coach, oltre a seguire l’imprenditore nella crescita personale, lo aiuta anche ad affrontare le aree della sua attività che necessitano di cure, in modo da garantirgli un migliore sviluppo nel lungo termine. In questo modo, lavorando sul piano individuale e aziendale, crescerà inevitabilmente anche la produttività.

 

Aumentare la produttività

Il Business Coach si occupa dell’innovazione aziendale attraverso il digital marketing. Dopo un’attenta analisi della situazione iniziale, segue l’imprenditore verso l’ottimizzazione delle risorse esistenti in modo da migliorarne la produttività. Al cliente viene insegnata una migliore gestione del tempo e delle risorse, consentendogli di avere profitti più alti. Può essere difficile studiare un piano strategico aziendale o finanziario quando si ha molta pressione addosso.

La scelta di affidarsi a un professionista permette di liberarsi dai blocchi e dalle paure, lavorando sulla consapevolezza dei propri punti di forza in modo da utilizzarli come leva per raggiungere gli obiettivi e costruire un business di successo. Con piena esperienza nel lavorare con altre realtà imprenditoriali, il consulente indirizza il cliente a investire in attività che porteranno ritorno e alti profitti.

 

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Come si diventa Business Coach?

Al giorno d’oggi il coach aziendale risulta essere molto ambito e richiesto nel mondo del lavoro. Tuttavia, non è una professione per tutti. Sono indispensabili tre elementi:

  1. come diventare business coachAvere attitudine. Un’aspirante Coach deve essere in grado di gestire situazioni complesse e avere una naturale predisposizione ad aiutare le persone spingendole ad ottenere il massimo da loro stesse.
  2. Studiare. Lo studio è la base solida per qualunque disciplina. Per diventare Business Coach esistono molti corsi di formazione che forniscono conoscenze necessarie e rilasciano certificati e attestati di frequenza. Se sei interessato a intraprendere la strada di questa professione, ti consiglio il Digital Coaching Certification.
  3. Mettere in pratica. Le giuste attitudini e lo studio sono due ottimi punti di partenza, ma ciò che fa davvero la differenza in questa professione sono la competenza e la pratica sul campo. 

È importante comprendere la differenza tra “il fare” e “l’essere” un Business Coach. Un aspetto importantissimo risiede nel concetto di coerenza. Non si può semplicemente “fare il Business Coach”, perché è necessario acquisire uno specifico stile di vita e un mindset ben impostato. È indispensabile consigliare e fare applicare all’imprenditore solamente ciò che si conosce e di cui si ha esperienza. Per farti un esempio: non avrebbe senso se un consulente aziendale ti aiutasse a gestire i problemi delle tue finanze, quando le sue sono pessime! Un bravo professionista aiuta a superare problemi che lui stesso ha avuto modo di affrontare e risolvere. Questo fa di lui un Coach affidabile e coerente.

 

Quanto guadagna un Business Coach?

Non c’è un prezzo fisso per questa professione, tuttavia ci sono alcuni fattori come la formazione e l’esperienza che influenzano la retribuzione. Inoltre, essendo un professionista che lavora come Digital Freelance, un altro elemento importante che entra in gioco è quanto lavoro riesce a procurarsi. Le cifre vanno dai 70 ai 200 euro l’ora lavorando direttamente con i clienti, ma possono arrivare fino a 200-500 euro nel contesto di una realtà aziendale. Lo stipendio medio annuo di un Business Coach in Italia è di circa 44.410 euro, ma può slittare dai 25 mila per una figura entry level fino ai 58 mila per un professionista di alto livello. È un mestiere che risulta essere molto soddisfacente dal punto di vista professionale, ma lo è altrettanto in termini di retribuzione.

 

Conclusioni e Consulenza di Orientamento

Il percorso alla scoperta del Business Coach giunge al termine! Mi auguro di averti chiarito l’importanza del ruolo di questo esperto del marketing. È una professione che spesso viene sottovalutata, ma può fare davvero la differenza all’interno di un contesto aziendale. Inoltre, scegliendo di intraprendere questa strada, potrai lavorare in proprio e avere una completa gestione del tuo tempo liberandoti dalle pressioni di capi e datori di lavoro. In questo modo avrai la possibilità di organizzare e portare il tuo lavoro ovunque tu sia.

 

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Esperta di immagine: chi è, cosa fa, come diventarlo e guadagno

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È difficile non conoscere Rossella Migliaccio, la regina dell’Armocromia. In ambito moda e immagine è un nome particolarmente risonante. Sto parlando di una delle più affermate esperte di immagine in ambito nazionale ed estero. Originaria di Napoli, ma militante a Milano, Rossella Migliaccio ha iniziato la sua carriera a Londra con una certificazione internazionale come consulente di immagine. Da lì la sua carriera ha preso il volo! Ha lavorato nel suo ambito in diverse città europee tra cui Londra, Zurigo e Lugano. 

Rossella é un’esperta di immagine da sempre appassionata di bellezza, arte cultura e stile italiano, tanto da fondare l’Italian Image Institute: il primo istituto in Italia dedicato interamente alla consulenza d’immagine. Inoltre, è autrice di uno dei più famosi best seller di questi ultimi anni: “Armocromia. Il metodo dei colori amici che rivoluziona la vita e non solo l’Immagine”. 

Scopriremo insieme a lei chi é l’esperta di immagine, quali qualità bisogna possedere per diventarlo e come il mondo digitale coinvolge anche questo ambito. Parleremo anche di Armocromia e ascolteremo qualche consiglio su come intraprendere questa professione in ambito fashion.

 

 

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Chi è e cosa fa l’esperta di immagine?

rossella migliaccio esperta d'immagine L’esperta di immagine è una professionista che accompagna le persone, uomini o donne di tutte le età, in un percorso che consente di prendere consapevolezza dei propri punti di forza e di debolezza e imparare a valorizzarli.

 

 

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Come si diventa esperti d’immagine?

Quali competenze si devono avere?

rossella migliaccio esperta d'immagineCome in tutte le professioni, per diventare esperti d’immagine è necessaria una preparazione tecnica, come seguire corsi di preparazione e ottenere certificati professionalizzanti. È importante anche fare un’esperienza lavorativa, non di pochi mesi, ma di anni. Questo perché stiamo parlando di un lavoro visivo a cui va affiancato un costante allenamento attraverso la visione di film, mostre, storia della moda e dell’arte.

Quando si è un’esperta di immagine non si smette mai di approfondire le proprie conoscenze. Stiamo parlando di un lavoro molto umano ed empatico, perché si lavora strettamente a contatto con le persone e le loro normali debolezze.

 

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Come funziona una sua consulenza di Armocromia?

rossella migliaccio esperta d'immagineUna consulenza di Armocromia viene fatta alla luce naturale e senza trucco. Si analizzano le caratteristiche cromatiche della persona al naturale. Si parte dall’analisi del mix pelle, occhi e capelli, i quali vengono solitamente coperti. Tutto questo è parte della preparazione che consente di fare in modo di analizzare soprattutto l’incarnato e la pelle nelle fasi iniziali.

Successivamente, vengono passati sotto al viso una serie di tratti colorati in un certo ordine, al fine di analizzare le varie caratteristiche del colore: sottotono, per capire se i nostri toni sono caldi o freddi, intensità, se siamo valorizzati da toni più vivaci o più soft. Si prendono in considerazione altre caratteristiche come il valore cromatico, il contrasto e così via. Alla fine dell’analisi, viene rilasciata una palette riassuntiva dei colori che ci piacciono di più e che ovviamente funzionano da riferimento. La palette non è limitativa: potenzialmente possiamo indossare un’infinità di colori, però è utile per capire secondo quali parametri in termini di sottotono e intensità

C’è anche un’applicazione che ho lanciato prima dell’estate che si chiama, per l’appunto, Armocromia. Attraverso una serie di test di autovalutazione ci aiuta a capire i nostri colori, la nostra palette e le nostre forme, tra cui la forma del viso. Il fine è quello di darci dei suggerimenti di shopping interamente personalizzati.

 

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Quanto e come il digitale l’aiuta nel suo lavoro?

Quali canali online utilizza?

rossella migliaccio esperta d'immagineIo utilizzo principalmente Instagram, che è stato un punto cruciale nella mia carriera. Oggi si tende a pensare che il lavoro di esperta di immagine corrisponda all’influencer: in realtà sono due ambiti completamente diversi. Questo é importante sottolinearlo, perché tante volte viene anche svilita la professione di consulente di immagine, quando magari si pensa che sia solo un giochino su Instagram.

In realtà, ho svolto questa professione da più di 10 anni e solo dopo è arrivato Instagram che, in modo inaspettato, mi ha dato notorietà e ha fatto quindi aumentare un lavoro che già avevo. È stato cruciale perché ha reso “pop” una materia che prima era relegata agli addetti ai lavori.

 

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Qual è il guadagno medio di un’esperta di immagine?

rossella migliaccio esperta d'immaginePer definire qual è lo stipendio medio di un’esperta di immagine bisogna fare una distinzione tra erogare un servizio e fornire una consulenza. Un servizio potrebbe essere, ad esempio, una seduta di Armocromia, che può avere una durata prestabilita di un’ora e mezza e un costo che può variare dai 100/250 euro a seconda dell’esperienza della consulente.

In questo senso, il servizio si limita alla seduta. Fornire una consulenza, invece, è diverso. Stiamo parlando di un progetto, come un architetto che deve arredarti casa. Non è un singolo servizio o più servizi, ma è un progetto che si fa anche a quattro mani con il cliente stesso, prevede diversi step e può avere una durata notevole (settimane o mesi). Di conseguenza, il costo sarà a progetto.

 

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Consigli per chi desidera diventare esperta di immagine online?

rossella migliaccio esperta d'immagine Per chi desidera diventare esperta di immagine, il consiglio è quello di partire dalla formazione perché è un fattore imprescindibile. Non bisogna mai smettere di studiare e arricchire la nostra esperienza e cultura visiva in diversi modi, anche semplicemente guardando vecchi film, andare a una mostra e studiare il colore. Bisogna coltivare anche quell’aspetto umano di empatia e di sensibilità che è imprescindibile quando si lavora a stretto contatto con le persone.

 

L’esperta di immagine è una figura professionale dedita alla valorizzazione dell’aspetto esteriore delle persone. È una professionista che accompagna chi si rivolge a lei alla presa di coscienza dei propri punti di forza e all’esaltazione degli stessi, anche attraverso la cura dell’aspetto esteriore. Per riuscirci, la consulente d’immagine deve possedere molteplici competenze tecniche ed essere estremamente empatica. Perché non è possibile migliorare il modo di vestire, muoversi e presentarsi delle persone senza conoscerne le caratteristiche fisiche, la personalità e lo stile di vita.

 

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WordPress Specialist: chi è, cosa fa, quanto guadagna

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Il WordPress Specialist è un web designer specializzato nella creazione di temi adatti alla piattaforma di gestione dei contenuti CMS per eccellenza: WordPress. L’espressione, in realtà, racchiude due diverse anime: il creativo maggiormente dedito al web design, chiamato anche web designer specialist, e lo sviluppatore WordPress, capace di comprendere e scrivere la programmazione della piattaforma, ovvero il linguaggio PhP.

La flessibilità strutturale di WordPress – tra le sue qualità migliori – consente di approcciarsi al sistema in maniera molto dinamica e libera, potendo sviluppare dal semplice blog al più elaborato dei portali, anche in base al budget a disposizione. Proprio il riconoscimento delle enormi potenzialità insite in esso, non solo ha sdoganato la sua storica natura di CMS per blog confermandolo un ottimo strumento per realizzare siti web, ma ha contribuito anche ad offrire al mercato questa professionalità specifica dal duplice percorso. 

Nel tempo sono tantissimi, inoltre, gli aggiornamenti che questo CMS ha avuto specialmente per quanto riguarda le funzionalità di semplificazione delle ottimizzazioni SEO. Ma se davvero vuoi che la SEO non abbia più segreti forse dovresti dare un’occhiata al Corso SEO Manager di Digital Coach.

 

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A questo proposito, per la rubrica “Lavoro e Professioni Digitali”, ospitiamo l’interessante testimonianza di Tiziano Fogliata, WordPress Specialist oltre che autore del volume “Creare blog e siti web con WordPress”. A tale proposito potrebbe anche interessarvi il nostro Tutorial WordPress.

 

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WordPress Specialist: chi è?

wordpress-specialist-image1Innanzitutto, per inquadrare correttamente questa figura, è necessario fare una sorta di classificazione, perché al giorno d’oggi l’espressione WordPress Specialist é impiegata per indicare diversi profili professionali con diverse competenze:

  • uno specialista maggiormente orientato allo sviluppo e alla creazione di temi si può definire un web designer specialist;
  • lo sviluppatore WordPress, invece, é sostanzialmente un web developer con buone competenze in linguaggio PhP, che si occupa della creazione di temi, plugin e altre soluzioni per WordPress;
  • oppure può indicare un semplice esperto wordpress, cioè una persona che installa la piattaforma WordPress con temi e plugin già realizzati da altri e si limita a combinare questi pezzi per proporre una soluzione al cliente. In tal caso, trattandosi di una figura ibrida, sono richieste competenze minime di sviluppo e di design.

Per quanto riguarda il mio ruolo, io sono un WordPress Specialist più orientato alla creazione e personalizzazione di temi, quindi più un web designer che un web developer.
Tale classificazione ci fa dedurre che risulta un po’ difficile definire un WordPress Specialist in senso generico, perché potrebbe identificare semplicemente la persona che ha scoperto WordPress tre mesi fa e si limita a installare temi già fatti, ma allo stesso tempo potrebbe essere un esperto wordpress che ha 5 o 10 anni di esperienza in sviluppo web e si occupa di comporre soluzioni anche complesse con WordPress.
Questa opportunità è data dalla natura di WordPress: esistono progetti realizzati in WordPress che si rivelano essere siti da 50-100 euro, così come progetti che storicamente sono stati realizzati in WordPress per un costo di diverse decine o centinaia di migliaia di euro. Una struttura molto adattabile come quella offerta da WordPress si presta ad una certa flessibilità nelle professioni che interagiscono con la sua piattaforma.

 

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image2Quali competenze avere e quali strumenti utilizzare?

wordpress-specialist-image1Se ci limitiamo all’ambito del web designer specialist, cioè una persona che crea o modifica temi per WordPress, deve avere forti competenze nel linguaggio HTML, CSS (Cascading Style Sheets – si tratta del linguaggio usato per definire la formattazione di documenti HTML, XHTML e XML, ad esempio i siti web e le relative pagine web) ed anche Javascript, senza trascurare una minima conoscenza del linguaggio PhP (Hypertext Preprocessor) ovvero il linguaggio col quale è realizzato WordPress.
A livello di strumenti la libertà è ampia: ci sono esperti wordpress abituati a lavorare sul codice usando DreamWeaver o altri editor Wysiwyg (What You See Is What You Get – tool che consentono di lavorare vedendo l’anteprima del risultato finale non sul codice), però la maggior parte dei wordpress specialist, tra cui il sottoscritto, preferisce lavorare su un editor testuale, come ad esempio SublimeText o simili (Brackets, Coda), per avere il massimo controllo ed utilizzare uno strumento più comodo. Poi è bene conoscere editor CSS, utili ad intervenire sul layout del sito, ed editor di immagini come ad esempio Photoshop, perché nel web design non basta scrivere del codice, ma è necessario anche creare delle immagini grafiche da poter utilizzare nel tema.
Per quanto riguarda lo sviluppo, invece, sicuramente è utile disporre di un editor di testo più altri strumenti che facilitano e automatizzano il controllo e la gestione del codice.

 

image2Quanto è variegato il mercato del lavoro?

wordpress-specialist-image1A parte il caso del WordPress Specialist alle dipendenze altrui, un esperto WordPress freelance riceve proposte di lavoro generalmente da aziende, clienti finali, professionisti che hanno un sito o un blog e vogliono apportare miglioramenti o passare a WordPress, oppure altre agenzie che, non annoverando nel proprio staff persone competenti in WordPress, contattano professionisti esterni. Io, generalmente, ho clienti di questi tre tipi: l’agenzia medio-grande che cerca uno specialista in WordPress esterno; i blogger che, nel mio caso specifico, sono food blogger alla ricerca di qualcuno capace di aiutarli nella transizione del proprio blog a WordPress partendo da piattaforme diverse. E aziende o clienti finali intenzionati a rifare il sito o crearne uno nuovo.
Rispetto al passato, ho riscontrato un cambiamento interessante: capita sempre più spesso, infatti, che il cliente chieda di strutturare il proprio sito direttamente in WordPress, un tempo invece era il consulente che, interpellato proponeva tale piattaforma come soluzione. Si può affermare quindi che negli ultimi anni è stato un po’ sdoganato rispetto ad un semplice CMS per blog: ormai viene pienamente riconosciuto come software CMS (Content Management System) che ben si adatta a molteplici situazioni web.

 

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image2Quale percorso e quali esperienze per acquisire le giuste competenze?

wordpress-specialist-image1Il mio percorso personale inizia da molto lontano, infatti la prima volta che ho avuto a che fare con una pagina html è stato intorno al ’94-’95. Conosco WordPress nel 2003-2004 inizialmente come blogger: da utente finale mi sono appassionato così tanto a questo strumento che ho cominciato ad esplorarne i vari segreti e meccanismi, arrivando a lavorarci. La sperimentazione mi ha portato all’inizio a realizzare soprattutto temi.
Ad ogni modo, per poter diventare WordPress Specialist, è fondamentale avere una grande passione per il web design, in particolare se uno è orientato a realizzare temi o siti con WordPress, a conoscere adeguatamente HTML, CSS e altri aspetti di programmazione.
Di base, la formazione rimane quella del web designer o del web developer a seconda del percorso che si vuole intraprendere, se più sviluppatore o più designer che opera su WordPress.

 

image2Con quali professionisti relazionarsi per la buona riuscita dei progetti?

wordpress-specialist-image1Dipende molto dal progetto. Nella realizzazione di un sito ‘standard’ – chiamiamolo ‘standard’ anche se questa dicitura è difficile da definire –, una professionalità esterna con cui si interagisce sicuramente è il grafico, chiamato a produrre il template iniziale, ad esempio con Photoshop o con altri software (Sketch, Illustrator), passando dai modelli Wireframe (una rappresentazione grafica che mostra lo scheletro di un sito o di una app) o Mockup, oppure semplicemente si occupa di creare elementi grafici come il logo.
Poi, per la buona riuscita di un progetto, a seconda della tipologia dello stesso, è utile interfacciarsi con chi si occupa di SEO e chi si occupa di web marketing in generale, mentre per progetti più complessi vengono coinvolti anche ex designer e architetti dell’informazione, che consentono di pianificare correttamente la struttura del sito e delle informazioni in esso contenute.
Possiamo dire che più un sito è complesso e le finalità ambiziose, più le professionalità coinvolte sono molteplici, budget permettendo. Invece, un sito che può contare su un budget estremamente ridotto viene realizzato in tutte le sue fasi da una singola persona che prende ed assembla tema e plugin precostituiti. Il fascino e il vantaggio di WordPress sta proprio in questo: si presta a soluzioni a bassissimo budget come anche a soluzioni più complesse.

 

image2Come cambia il ruolo nei diversi contesti lavorativi?

wordpress-specialist-image1Sempre più spesso sono chiamato ad intervenire in lavori di consulenza per la scelta della piattaforma o anche per valutare semplicemente se WordPress può essere lo strumento adeguato alla situazione.
Rispetto al passato, sono meno coinvolto nello sviluppo diretto del sito e per questo mi rivolgo a professionalità esterne. In genere, curo più il progetto ad un livello generale: mi occupo di coordinare le figure professionali, pianificare le esigenze e gli obiettivi oltre che mettere in campo le competenze adeguate per realizzare il progetto fino al completamento.

 

image2WordPress Specialist: qual’è lo stipendio medio?

wordpress-specialist-image1Qui si tocca un tasto dolente poiché essere specialisti di WordPress rimane una competenza piuttosto sottovalutata. Molte persone, infatti, valutano il compenso percepito da un professionista che realizza il sito web in WordPress in base al prezzo che i temi hanno su Marketplace come ThemeForest. Dato che il costo di un tema può aggirarsi anche attorno ai 35-50 dollari, il ragionamento corrente porta a pensare che uno sviluppatore WordPress, rispetto ad uno web designer specialist tradizionale, sia un’opzione molto più economica. A livello mondiale, i prezzi di un WordPress Specialist variano molto perché si passa da compensi di 5-10 dollari l’ora a persone che chiedono 150-200 dollari e oltre l’ora.
Tutto dipende dalle competenze: viene pagato meglio un professionista che ha forti competenze come developer WordPress. Una persona che si arrangia installando temi e plugin può richiedere compensi orari molto più ridotti. Per quanto riguarda una retribuzione mensile media – ne parlo pur non essendo molto ferrato in quanto sono abituato a ragionare su prezzi per progetto – direi che orientativamente si può aggirare intorno allo stipendio di un web designer tradizionale.
Sul piano dello sviluppo, invece, credo che esista una certa distanza tra lo stipendio di uno sviluppatore con notevole esperienza in linguaggi come Java, Python o C e quello di uno sviluppatore WordPress.

 

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image2Quale progetto ti ha coinvolto maggiormente?

wordpress-specialist-image1Un progetto che mi ha particolarmente soddisfatto e soprattutto convinto molto dell’efficacia di WordPress è quello che ha portato alla creazione del sito di una realtà editoriale piuttosto complessa. Si tratta di un sito che ora non è più online per varie vicissitudini. Il coinvolgimento diretto nel lavoro mi ha permesso di scoprire l’enorme flessibilità della piattaforma, una delle caratteristiche mal percepite di WordPress, venendo scelta quasi come una soluzione di ripiego.
Di norma, se si ha a disposizione un budget adeguato, molti preferiscono realizzare un sito sviluppandolo direttamente in PhP, Rails o altre soluzioni. Questo ragionamento, secondo me, è sbagliato perché WordPress comunque costituisce una soluzione adatta a realizzare in maniera più che dignitosa soluzioni complesse. Nel caso specifico, in questo progetto abbiamo messo a punto in tempi rapidi una piattaforma che consentiva a diversi redattori di accedere e gestire contenuti di diverso tipo – non solo pagine e articoli – in maniera molto personalizzata sia dal lato del front end sia dal lato del back end. Lo stesso lavoro avrebbe richiesto investimenti superiori e tempi molto più lunghi sviluppando il sito da zero.

 

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Venditore Digitale: chi è, cosa fa, tipologie e guadagni

Venditore Digitale: chi è, cosa fa, tipologie e guadagni

 

venditore digitale al lavoroIl Venditore Digitale è una nuova figura professionale, che sta iniziando ad affermarsi anche in Italia e sta acquisendo sempre più importanza, inserendosi nelle aziende a supporto del settore vendite e marketing. È un professionista fondamentale per le imprese che desiderano implementare un buon sistema di vendite via web, sia per fare le differenza sul mercato sia per migliorarsi e risultare vincenti rispetto ai propri competitor. 

Il Venditore Digitale ha un ruolo chiave in azienda. Il suo principale compito è quello di occuparsi delle Digital Sales, ovvero di studiare e attuare i migliori processi di vendita supportati dall’online.

In questo articolo ti spiegherò:

  • chi è il Venditore Digitale e cosa fa
  • come diventare un esperto di vendite online e quali competenze servono
  • chi sono i professionisti del Digital Selling e quanto guadagnano.

Per intraprendere questa carriera, capirai quanto sia importante avere solide basi sulle nuove tecniche di vendita avanzate di Digital Selling e Social Selling. Ti farò capire anche come la vendita online richieda competenze diverse da quella tradizionale e come per acquisirle sia necessaria una formazione teorica mirata e supportata dall’esperienza pratica. Se il tuo obiettivo è, quindi, quello di diventare un Venditore Digitale di successo, il mio consiglio è di seguire un percorso mirato e completo, come il Corso Digital Sales di Digital Coach.

 

Chi è il Venditore Digitale?

Il Venditore Digitale per definizione è un professionista delle vendite online, che contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di business aziendali. In quanto venditore, ha l’obiettivo di aiutare le aziende ad aumentare le loro vendite, creando contatti e mantenendo i rapporti con clienti e potenziali tali (prospect e lead).

Tutto ciò viene fatto attraverso canali e strumenti digitali ed anche grazie a contatti diretti con l’acquirente. Si tratta, quindi, di un’evoluzione di quello che era il venditore o commerciale tradizionale.

Praticamente, il commerciale digitale, o Digital Seller, contribuisce all’incremento delle vendite aziendali tramite l’adozione di un mix di strumenti e canali online ma anche con azioni one-to-one.

 

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Cosa fa un Venditore in campo Digitale

L’obiettivo del Venditore Digitale è quello di arrivare a finalizzare la vendita di prodotti e servizi con l’aiuto di una strategia multicanale basata principalmente su strumenti digitali, con il supporto dell’offline. L’attività offline riguarda principalmente il contatto umano che va inserito in un momento strategico del customer journey, ovvero quando il Digital Seller cerca di conoscere meglio il potenziale cliente per costruire un rapporto di fiducia.

cosa fa un venditore digitale toolsRealizzare un’efficace strategia di Digital Selling comporta la capacità, da parte del commerciale digitale, di gestire un buon funnel di vendita, sia nel marketing B2B che nel B2C. In una prima fase, il Venditore Digitale, attraverso lo studio delle parole chiave, deve riuscire a intercettare le ricerche che un utente può fare quando ha un bisogno o un’esigenza. Quindi, deve trovare il modo di farsi notare e proporre come soluzione i propri prodotti e servizi. Qui è importante la creazione di landing page mirate e l’implementazione di azioni di marketing che abbiano come obiettivo la generazione di contatti “caldi” (lead generation) e la costruzione di una relazione con gli stessi (lead nurturing). 

Generare lead significa ottenere i dati personali degli utenti in target tramite queste landing page. Una volta acquisiti i dati dei potenziali clienti, il venditore li gestisce per fidelizzare i nuovi contatti, “nutrendoli” con contenuti interessanti e pertinenti. Grazie al Customer Relationship Management (CRM), il Venditore Digitale può contattare i prospect e tracciare i loro movimenti sul sito web. Saper gestire, aggiornare e controllare il database dei contatti ottenuti è molto importante in termini di risultati. Il venditore deve, quindi, essere in grado di utilizzare i giusti strumenti per coordinare al meglio queste attività.

 

Venditori Digitali vs Tradizionali

Ad oggi, in Italia, i Venditori Digitali si stanno sempre più sostituendo ai Venditori Tradizionali. Il Venditore Tradizionale è legato a tecniche di vendita ormai obsolete, come quelle che si attuano tipicamente in un negozio. Nella vendita vecchio stile è praticamente impossibile automatizzare i processi e controllare i risultati. Non ci può essere una profilazione dei potenziali clienti e il venditore che opera in questo sistema non applica le nuove tecnologie per aumentare le vendite.

Il Venditore Digitale, invece, sa creare un processo di vendita completamente supportato dal digitale, grazie a una strategia online che gli permette di intercettare i potenziali clienti e massimizzare le vendite. Le tecniche di vendita online sono l’evoluzione delle procedure tradizionali e sono supportate dalle nuove tecnologie che vengono in aiuto al venditore del futuro. Questo, infatti, può utilizzare a suo favore i CRM, siti web, landing page, social media e tecniche come il funnel marketing, la lead generation e il marketing automation. In generale, questo nuovo venditore è specializzato in Digital Selling e Social Selling. 

 

Competenze dell’esperto di vendita online

Per fare il Venditore Digitale devi assolutamente avere diverse competenze in marketing digitale. È sicuramente importante che l’esperto di vendita online abbia anche delle competenze e conoscenze in ambito commerciale, in quanto il suo obiettivo finale è la vendita. Inoltre, deve possedere competenze digitali trasversali.

Un Digital Seller deve conoscere il funnel marketing, ma deve anche saper fare lead generation. Inoltre, per realizzare le landing page e le altre forme di contenuto online, deve avere competenze di content marketing. Dato che i social media possono aiutare a fare conoscere il brand e a costruirne la reputazione, il venditore deve avere conoscenze di Social Media Marketing. In particolare, deve saper utilizzare i social per vendere, ovvero per fare Social Selling.

Infine, il Venditore Digitale deve saper integrare i CRM ad altri software. Alcuni CRM che si possono utilizzare sono Salesmate e Salesforce. Altri tool che un venditore online utilizza nel suo lavoro sono Semrush, Seozoom, Google Analytics e Google Trends. 

 

Come diventare un Venditore di successo nell’era Digitale

Come avrai capito, per intraprendere la carriera di Venditore Digitale è necessario avere ampie conoscenze di marketing digitale. In particolare, è utile avere una formazione a T, quindi avere diverse conoscenze orizzontali ed una specializzazione in alcune di queste. Questo esperto, infatti, svolge diverse attività, per le quali sono necessarie molteplici skills e competenze. Proprio per questo, un master o un corso di formazione che permetta di conoscere e imparare ad utilizzare diversi tool e canali digitali può fare la differenza. Questo perché è importante che l’esperto sappia muoversi tra i diversi software, CRM, e tool specifici come quelli che ti ho menzionato in precedenza.

Per diventare un Venditore Digitale, potresti venire da un’esperienza precedente in ambito commerciale (meglio se in area digital) oppure da una posizione di specialist in marketing digitale. Diventare uno specialista delle vendite online, per esempio, può essere il giusto trampolino di lancio per avere successo con questa occupazione.

 

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Professioni emergenti nel Digital Selling

professioni emergenti digitalFin ora ti ho spiegato come i Venditori Digitali siano un’evoluzione dei tradizionali commerciali e come raggiungano gli obiettivi di vendita utilizzando i tools digitali. La carriera di queste nuove figure del Digital Selling è in rapida ascesa e si stanno iniziando ad affermare diversi professionisti con competenze specifiche nelle tecniche di vendita online.

Ognuna di queste figure professionali ha dei compiti ben specifici all’interno dell’azienda, nonostante siano tutte orientate al miglioramento delle performance aziendali. Continua a leggere per saperne di più su questi professionisti.

 

Digital Sales Manager

Il Digital Sales Manager è la persona che sta a capo del team dedicato alle vendite online e che ne è, quindi, responsabile. È lui l’esperto che si occupa di stabilire e sviluppare la strategia di vendita online che l’azienda dovrà seguire per ottenere più vendite. In quanto Manager, questo Venditore Digitale deve necessariamente avere delle skills relazionali che gli consentono di rapportarsi sia con i componenti del suo stesso team, per spingerli sempre a raggiungere gli obiettivi e portare avanti il business dell’azienda, sia con gli altri team aziendali per riuscire ad unire le forze e convertire il tutto in risultati soddisfacenti. Per esempio, il Digital Sales Manager è importante che si relazioni con il Digital Marketing Manager per avere informazioni importanti sui clienti ed i prospect da parte del team di marketing.

Inoltre, il manager che si occupa di vendite digitali deve sempre fornire ed aggiornare dei report dettagliati che riportino i risultati raggiunti dal suo team composto da diversi Digital Sales Executive. Ovviamente, anche se questa figura è più di tipo manageriale, per arrivare a questo ruolo è importante conoscere tutti gli strumenti e canali digitali per vendere online, in modo tale da poter gestire e controllare il lavoro che viene fatto. 

 

Digital Sales Executive

Il Digital Sales Executive è il professionista responsabile delle vendite di prodotti e servizi dell’azienda, quindi la persona incaricata di raggiungere gli obiettivi prefissati, ovvero l’aumento di vendite tramite l’ausilio del digital. Si occupa, quindi, delle concrete operazioni di vendita tra azienda e clienti.

Un Digital Sales Executive individua i prospect, li intercetta, li contatta e gli fa le proposte commerciali. Inoltre, gestisce i clienti già acquisiti facendo anche attività di up selling e cross selling. Per trovare nuovi clienti e fidelizzare quelli già ottenuti, questo Venditore Digitale deve sicuramente avere ottime skills relazionali e doti comunicative, spirito di iniziativa e, soprattutto, un orientamento al risultato. Anche in questo caso è necessario conoscere tutti i tool utili allo sviluppo della migliore strategia di vendita.

 

Digital Sales Account

Il Digital Sales Account è un’altra di quelle professioni in grande ascesa nel nostro Paese. Questo esperto ha diversi compiti ed obiettivi che rientrano nella pianificazione e sviluppo di una strategia digitale che ha il fine di migliorare il business dell’azienda. Anche nel suo caso c’è un utilizzo di diversi canali digitali utili a migliorare e semplificare il lavoro dell’esperto che, oltre ad aumentare le vendite, deve accrescere visibilità e credibilità del brand. Ciò lo ottiene perfezionando il posizionamento aziendale online, facendo brand awareness e curandone la reputazione.

Per fare il Digital Sales Account devi, quindi, avere competenze ancora più trasversali ed essere in grado di applicare una strategia multicanale volta alla digitalizzazione. Come negli altri casi, anche per questo ruolo servono capacità relazionali al fine di poter comprendere le esigenze dell’azienda e dei clienti e sviluppare una strategia efficace. Inoltre, è necessario che chi ricopre questo ruolo abbia competenze in SEO, advertising, content marketing, social media, affiliate marketing e direct marketing.

 

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Quanto guadagna un Venditore Digitale?

guadagni del venditore digitaleTrattandosi di una figura recente e in continua evoluzione, lo stipendio del Venditore Digitale non può essere ancora definito con certezza. Tra l’altro, in questo ambito, tanti anni di esperienza possono fare la differenza; lo stipendio di chi inizia una di queste occupazioni, infatti, sarà senz’altro diverso da quello di un esperto.

Quelle che ti riporterò di seguito saranno, perciò, delle retribuzioni medie annuali, calcolate considerando, per ogni professione, una media tra gli stipendi dei professionisti giovani e con esperienza.

  • Digital Sales Executive: 27.500 euro annui.
  • Digital Sales Manager/Account: circa 42.000 euro all’anno, anche se un manager di successo che ha molta esperienza alle spalle può arrivare a guadagni più alti.

Quindi, nel complesso, lo stipendio medio di un Venditore Digitale è di circa 36.000 euro all’anno.

 

Conclusioni e consulenza di carriera gratuita 

Nonostante la figura del Venditore Digitale non sia ancora ben chiara e definita in Italia, inizia ad essere molto richiesta dalle aziende. Le realtà italiane stanno comprendendo, infatti, come il modo di vendere classicamente utilizzato fino a qualche anno fa sia limitante e non permetta più d’esser sufficientemente competitive.

Pe questo motivo, ruoli come i Digital Sales Manager, Executive o Account continueranno nella loro ascesa e i Venditori Digitali diventeranno sempre più cruciali per il successo delle aziende che scelgono la digitalizzazione per migliorare il loro business.

 

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Digital Marketing Specialist: chi è, cosa fa e quanto guadagna

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Chissà quante volte avrete sentito parlare del digital marketing specialist. Alzi però la mano chi sa spiegare cosa fa realmente e di che cosa si occupa. Se poi anche una recente indagine, ripresa da importanti quotidiani nazionali e blog specializzati, sostiene che nel 2022 il digital marketing specialist sarà la figura più ricercata nel mondo del digitale, la questione si fa interessante. In Digital Coach provvediamo un Master dedicato a raggiungere le competenze necessarie per coprire questo ruolo al meglio.

In queste 2 interviste troveremo la risposta a molte domande su questa figura professionali, come chi è il digital marketing specialist e cosa fa,come diventare digital specialist, qual’è il corso o master più adatto per raggiungere tale posizione, quali strumente debba usare. Inoltre potrei anche ascoltare le interviste nei video Youtube sotto.

 

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Intervista a Giovanni Pizza: Digital Marketing Specialist

Abbiamo chiesto a Giovanni Pizza, digital marketing specialist di Boston Scientific, di aiutarci a capire di più e meglio chi è davvero e cosa fa questa figura

 

 

davide-bertani

Giovanni, dicci qualcosa di te

 

giovanni-pizzaRicopro il ruolo di digital marketing and communication specialist in Boston Scientific, un’azienda che si occupa di Medical Devices. In particolare, seguo la divisione cardiologia interventistica per l’Europa.

 

 

davide-bertani

Cosa fa il digital marketing specialist?

 

giovanni-pizzaIl digital marketing specialist è una figura trasversale, direi un profilo generalista. Ci sono diversi ‘specialist’ a livello digital:

  1. Il social media specialist (colui che si occupa di Facebook, LinkedIn, Instagram)
  2. L’email markeing specialist (si occupa dell’invio di mail e del tracciamento di dati e delle campagne di marketing)
  3. Lo specialist a livello di sito, a livello di content marketing e di content management system.

 

davide-bertani

Digital marketing specialist: che competenze deve avere?

 

giovanni-pizza Il digital marketing specialist è una figura che ha competenze in tutti questi ambiti, compresa la comunicazione tradizionale. Il suo compito è quello di orientare l’azienda e le sue strategie lungo tutto l’approccio al marketing digitale.

 

 

davide-bertani

Quali sono le figure con le quali ti rapporti maggiormente?

 

giovanni-pizzaSicuramente il digital marketing specialist ha un rapporto costante con il lato marketing e con la divisione comunicazione dell’azienda. Infatti, molti prodotti che si usano per il digitale sono ricavati da brochure di prodotto, da slide per congressi, cioè da forme di comunicazione più tradizionali.

Giovanni ci ha anche spiegato che il digital marketing specialist, soprattutto nelle grande aziende, si interfaccia con la divisione IT e con tutte le componenti aziendali che si occupano del CMS. Nel digitale, infatti, la possibilità di misurare l’investimento di marketing rappresenta un’innovazione importante rispetto al marketing tradizionale. Per capire la revenue della campagna è importante che i canali digitali siano collegati ai software aziendali in grado di misurare le opportunità di vendita. Ecco a cosa servono i CRM come Salesforce.

 

davide-bertani

Quale percorso hai fatto per ricoprire il ruolo di digital marketing specialist?

 

giovanni-pizzaMi sono laureato in International Management alla LUISS Guido Carli di Roma con una tesi nel Growth Hacking, uno degli ultimi ambiti cambi di sviluppo del digitale in Silicon Valley. E’ difficile trovare un percorso predefinito per il digital marketing specialist. Alcuni hanno un background matematico o maturato con esperienza scientifiche. Dicevo che la mia è una figura ibrida proprio perché bisogna possedere competenze matematiche e informatiche e, in genere, nella comunicazione e nel management .

 

davide-bertani

Di quali tools non può fare a meno il digital marketing specialist?

 

giovanni-pizza

Questo dipende molto dai canali che si utilizzano. In ogni azienda ci sono canali ‘proprietari’ come il sito web o il blog aziendale e canali ‘non proprietari’, cioè tutti quelli che si appoggiano su una piattaforma esterna di cui si deve rispettare il regolamento, come una pagina Facebook ad esempio.

 

davide-bertani

Come si usano i canali proprietari?

 

giovanni-pizzaSicuramente è fondamentale una buona gestione dei canali proprietari da parte del digital marketing specialist, perché qui c’è un margine di flessibilità più garantito dal momento che le regole di gestione vengono dettate da te e quindi si può fare affidamento su di una strategia più a lungo termine. Sul sito web si è sicuri che il contenuto sarà sempre accessibile all’azienda e sarà sempre possibile fare aggiornamenti o modificare le strategie. Indispensabile è il software di utilizzo del sito, cioè il content management system (WordPress, Adobe Experience Manager, Salesforce). Fondamentali sono anche i tool per l’ottimizzazione organica, cioè per rendere i propri contenuti più facilmente accessibili e scovabili nei motori di ricerca come Google e Yahoo. Questa è pubblicità gratuita per l’azienda e quindi è fondamentale essere in grado di intercettare questa tipologia di traffico e interesse

 

davide-bertani

La conoscenza della lingua inglese aiuta il digital marketing specialist?

 

giovanni-pizzaSì, almeno per due motivi:

  1. Molte informazioni e le innovazioni sono disponibili prima in inglese e poi vengono tradotte. Penso agli aggiornamenti delle policy dei social network ad esempio o alle news della Silicon Valley che vengono scovate sul web in inglese e poi tradotte in altre lingue
  2. A livello comunicativo spesso ci si trova ad operare in contesti internazionali. Spesso ci si interfaccia con agenzie di comunicazione o partner commerciali e quindi per non essere penalizzati è utile conoscere almeno una seconda lingua 

 

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Che valore aggiunto garantisce ad un’azienda il digital marketing specialist?

 

giovanni-pizza Secondo me ci sono almeno tre tipologie di valore che il digital marketing specialist dà ad un’azienda:

  1. In termini economici, l’utilizzo del marketing digitale consente di accedere ad un mercato più ampio rispetto a quello del marketing tradizionale, quindi sono più numerose anche le opportunità di vendita ad un costo minore
  2. La seconda è in termini di efficienza dei costi: le strategie digitali permettono un’analisi dei risultati e quindi una maggiore efficienza delle campagne e quindi un’ottimizzazione anche lato costi 
  3. Il terzo motivo, che spesso viene ignorato, è la capacità di acquisire conoscenze statisticamente significative. Tramite database di marketing digitali di milioni di persone puoi sperimentare e fare A/B test su milioni di campioni. Le variazioni riscontrate su un campione numeroso hanno una valenza scientifica. Si acquisisce maggior informazione su cosa funziona a livello comunicativo, ma anche sui propri clienti. E’ un valore aggiunto che l’azienda può spendere anche in altri campi a partire dal marketing tradizionale.

 

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Quanto può guadagnare un digital marketing specialist?

 

 giovanni-pizzaLa possibilità di guadagnare per il digital marketing specialist, come per tanti altri, è regolata dalle leggi della domande e dell’offerta. Mi spiego meglio: c’è una grandissima domanda nel mercato del digitale e c’è una scarsa offerta proprio per il set di caratteristiche che questa figura deve possedere e questo fa salire i prezzi. Il primo stipendio per una figura junior potrà essere circa di 25.000 euro l’anno.

 

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Intervista a Vincenzo Aprile: Digital Marketing Specialist

 

 

Intervista a Vincenzo Aprile, 29 anni siciliano, che vive a Milano da diversi anni ormai. Ha da sempre una forte passione per la comunicazione e i social media. Vincenzo infatti ricopre il ruolo di Digital Marketing Specialist all’interno di Feries Srl, proprietaria di CaseVacanza.it (vai al sito ufficiale) e da poco anche di Agriturismo.it, prima azienda leader in Italia per gli affitti turistici, nonché partner di immobiliare.it.

Oggi capiremo di che cosa si occupa un Digital Marketer di questa tipologia di portali e quali sono le sue mansioni principali fornendoci anche consigli utili per il Viral Marketing o Marketing Virale, ovvero tutte quelle strategie mirate al coinvolgimento degli utenti e all’incremento delle condivisioni on line e sui social tramite la creazione di un contenuto.

 

Qual è stato il tuo percorso e come hai iniziato ad avvicinarti al mondo del Marketing e dell’Advertising, per arrivare a ricoprire oggi il ruolo di Digital Marketing Specialist?

 

Vincenzo Aprile fotoHo iniziato il mio percorso studiando Comunicazione alla Lumsa di Roma, proseguendo la mia formazione studiando Brand Management allo Iulm di Milano. Una volta terminato gli studio, ho iniziato diversi stage, ad esempio IKEA, nella quale mi occupavo di marketing offline legato a IKEA Family la carta Loyalty, quindi cercare di creare interesse nel consumatore e portarlo online. Da lì ho lavorato in un’Agenzia, e mi sono occupato di diversi ambiti, dal Brand, all’intrattenimento, al Food alle Fondazioni Onlus, alla politica fino ad approdare nel settore del turismo dove attualmente lavoro per Feries Srl, quindi gestisco il Brand di CaseVacanza.it e Agriturismo.it. 

 

Quali sono gli aggettivi che meglio descrivono il tuo ruolo di Digital Marketing Specialist?

 

Vincenzo Aprile fotoDiciamo che c’è molta confusione in questo settore, nel senso che tutte queste figure dal Digital Marketing Specialist, Digital Marketing Consultant o Social Media Manager etc., sono figure trasversali le quali dinamiche lavorative sono molto simili, e dunque sono in via di definizione. La mia figura di Digital Marketing Specialist si rifà al concetto di prima, in quanto non mi occupo solo di Social ma anche di contenuti web, di advertisement su Facebook e sulle principali piattaforme social. Mi occupo anche della parte SEM, quindi è tutto che riguarda il Marketing applicato al mondo del Web e del digitale. Quindi bisogna essere versatili in questo campo, essere creativi soprattutto curiosi, perché è necessario capire quali sono i trend, anticiparli e cavalcarli per poter rimanere al passo con gli altri. Anche perché non essendo in una posizione di leadership nel mercato, ti porta a rincorrere i grandi brand internazionali.

A volte anche i trend di mercato possono essere utili, in quanto la struttura piccola ti consente di muoverti più facilmente rispetto ai colossi che seguono molti più step prima di attivarsi. Quindi i tre aggettivi sono sicuramente essere versatile, creativo e curioso, i quali sono fondamentali perché vengono applicati in qualsiasi campo e non solo in quello digitale.

 

Abbiamo accennato prima il Viral Marketing, qual è la tua idea o definizione di Marketing Virale?

 

Vincenzo Aprile fotoSecondo me non esiste un idea ben definita del Marketing Virale, anche perché le attività online e offline si sono unite allo stesso tempo. Credo che i contenuti siano virali e non le strategie, nel senso che bisogna avare in mente quale sia la strategia del brand e quali sono i valori. Quando i contenuti sono studiati sui valori e sulle tecniche di comunicazione del brand, in quel momento diventa virale. Quando si parla di brand non si parla mai a breve termine ma a lungo termine. Quello che noi vediamo adesso fa parte di una strategia che impiegherà alcuni anni per ottenere dei risultati. Ci vuole tempo per lavorare e costruire un brand. Io sono per la personificazione del brand, quindi quell’azienda viene percepita come se fosse una persona fisica.

Credo che un contenuto legato ad un brand per diventare, debba evolversi nel tempo, altrimenti la community tenderà ad abituarsi a quel tipo di comunicazione, diminuendo le aspettative e le reazioni degli utenti stessi, soprattutto per brand che fanno del contenuto virale un punto di forza. Credo si possa lavorare a due livelli, quindi o marketing virale come caratteristica del brand o marketing virale dal punto di vista del contenuto, ad esempio delle campagne di sensibilizzazione o valori sui quali il brand stesso vuole puntare.

 

Quali sono gli step principali per creare una campagna virale? 

 

Vincenzo Aprile fotoCome ho detto prima bisogna capire la strategia del brand, e deduco che siano state fatte delle analisi sui valori che si vogliono trasmettere. Quando ci si pone questo obiettivo e capire in che modo mostrarli questi valori, qualsiasi contenuto può diventare virale, anche perché virale non vuol dire che diventa virale appunto solo per la community, ma andare oltre quelle sono le quattro mura del digitale. Ad esempio, un fan di Netflix non si sorprenderà delle attività di comunicazione sui contenuti o sui valori del brand, ma riuscire a trasmettere quel contenuto anche al di fuori della cerchia di utenti della piattaforma, i quali hanno già fidelizzato con i valori del brand stesso.

 

Che influenza hanno i social media e quale impatto hanno su una campagna marketing di diffusione di un contenuto? 

Vincenzo Aprile fotoTrascorro praticamente 24 ore su 24 sui social media, e credo siano la base per la viralità, perché l’elemento più importante è la condivisione. Se si esclude quest ultimo aspetto, credo che venga a mancare tutta la strategia sui social. Tutte i brand aspirano non solo ai like o ai commenti, ma anche alle condivisioni, in quanto grazie ad esse è possibile raggiungere un pubblico che magari non ci conosce.

Digital Marketing Specialist Social Media Marketing

È un elemento importantissimo, ad esempio anche il trend degli ultimi anni su Instagram o se pensiamo fino a qualche anno c’era il follow friday su Twitter, cioè quelle menzioni che consigliavano gli utenti a seguire quel determinato personaggio o brand perché era interessante era molto seguito e così via. Anche questa si può considerare una forma di Marketing Virale per raggiungere nuove pèrsone perché si è creato una relazione con la propria fanbase.

 

 

Quali sono secondo te gli errori da evitare?

 

Vincenzo Aprile fotoVoler a tutti i costi creare una campagna virale. Ci sono persone che sicuramente si occupano di campagne o di contenuti che hanno riscosso molto successo ma imporre a se stesso di creare una campagna marketing virale e avere come unico obiettivo quello di raggiungere dei risultati migliori o più grandi rispetto agli altri, credo sia sbagliato. Come dicevo prima, il contenuto per essere virale deve essere supportato da una strategia. Nel mio lavoro di Digital Marketing Specialist non ho mai preteso di fare contenuti virali, uno perché magari è necessaria una struttura ben organizzata, a livello creativo per lo sviluppo dei contenuti sia a livello strategico. E due perché la pretesa di porti obiettivi del genere, ti porta ad alzare uno standard che non sempre è possibile raggiungere.

Quindi, l’errore da evitare secondo me è quello di dire a te stesso che realizzerò un contenuto che diventerà sicuramente virale. Io mi preoccupo del contenuto o del messaggio, e lavorare per trasmetterlo in maniera efficace applicando strategie ben precise. Questo lo vedo spesso sui social, ossia dei contenuti che sembrano autoreferenziali. Bisogna creare delle tecniche che spingano l’utente a condividere e ad interagire con quel contenuto in maniera naturale, e dunque credo sia un errore quello di voler creare una campagna virale a tutti i costi.

 

Perché è indispensabile affidarsi all’analisi dei dati?

 

Vincenzo Aprile fotoCome sappiamo il marketing è analisi, strategia ed operatività. Se l’analisi è ben strutturata ed organizzata (vuol dire che la mia strategia, la quale comprende la targetizzazione, il posizionamento e la segmentazione del target appunto) i risultati saranno senza dubbio efficaci, in base ovviamente ai miei obiettivi.

 

Una volta arrivato nella fase dell’operatività, si ritorna ciclicamente nella fase di analisi, la quale può essere positiva ma anche negativa. Negativa non vuol dire che sia una cosa controproducente, anzi ti servirà per migliorarla, in modo da capire dove sono stati commessi degli sbagli o degli errori. Quindi l’analisi per quanto risultare noiosa, è fondamentale non solo per il digital marketing specialist ma in qualunque ambito.

 

Quali sono gli strumenti analitici più efficaci o più utilizzati in base alla tua esperienza?

 

Vincenzo Aprile fotoSicuramente Google Analytics e Google Trends sono molto utilizzati. Nel mio caso, utilizzo molto spesso la sezione Insight di Facebook, i cui dati secondo me sono molto più veritieri. Se devo lavorare per esempio ad una campagna click to link, quindi per generare traffico, vado ad incrociare i dati di Facebook con quelli di Google Analytics, perché bisogna vedere il numero di pagine visualizzate, e in questo Analytics è molto più preciso e dettagliato rispetto ad altri strumenti. All’inizio non avevo un ottimo rapporto con i numeri. Col tempo ho capito invece che senza l’aiuto e il supporto dell’analisi, non sarei mai stato in grado di creare dei contenuti credibili.

 

Quali sono le prospettive di guadagno per un Digital Marketing Specialist e quali sono le sue mansioni principali?

Vincenzo Aprile fotoQueste figure che operano all’interno del Marketing Digitale, sono delle figure nuove e non sono molto conosciute. Quando mi viene affidato un lavoro da parte di un brand, credo che il mio ruolo di Digital Marketing Specialist richieda una responsabilità molto grande, perché i social e il web rappresentano la prima fonte di comunicazione per un brand, il quale magari non può permettersi le affissioni in giro per la città o uno spot pubblicitario in televisione.

Digital Marketing specialist quanto guadagna

 

Quindi come dicevo prima, la figura del Digital Marketing Specialist ha un’influenza enorme sul brand. Le prospettive di guadagno invece, sono legate molto all’esperienza acquisita nel corso degli anni e soprattutto anche dalla tipologia d’azienda. Si parte da un reddito di 20-24.000 euro lordi all’anno fino ai 50.000 euro. Dipende molto anche dalla quantità di competenze richieste e quanto l’azienda sia disposta ad investire su tale figura. 

 

 

Quali sono quindi le possibilità di carriera?

 

Vincenzo Aprile fotoAssolutamente. Ho iniziato come semplice copywriter, e man mano ho iniziato a gestire tutta la parte operativa legata alla pubblicazione e alla creazione di piano editoriali. Successivamente, mi sono specializzato con Facebook Ads, e dunque lo sviluppo di campagne pubblicitarie a pagamento su Facebook. Per arrivare poi oggi a ricoprire il ruolo di Digital Marketing Specialist, quindi relativa alla strategia, continuando però ad applicare tutti gli aspetti che ho accennato poc’anzi, la parte editoriale e di advertisement. Ho notato negli ultimi anni una richiesta sempre più forte legata alla parte di analisi dei dati, anche se è indispensabile il coordinamento di un team capace di coprire tutte le attività giornaliere soprattutto in ottica social.

 

Che consigli daresti a chi vuole diventare un Digital Marketing Specialist?

 

Vincenzo Aprile fotoA parte gli studi di Brand Management che mi hanno sicuramente formato, ho imparato molto sul campo, quella è stata la scuola di formazione che mi ha permesso di diventare quello che sono oggi. Questo perché sono una persona curiosa, mi piace mescolarmi ad altre realtà, vado agli eventi e magari individuo un social media manager ed interagisco tutta la serata con lui perché non si finisce mai di imparare. Studio anche molto i social non solo a livello personale, cerco di apprendere i profili social delle aziende o figure del settore. Il punto di forza, come ho detto anche prima nel corso dell’intervista, è essere curiosi e soprattutto versatili, cercare di coprire sempre più aree d’intervento, perché sempre di più vengono richieste dalle aziende una serie mansioni che magari non corrispondono al suo background lavorativo. E quindi bisogna essere pronti ad ogni evenienza, cercare di migliorare e migliorarsi soprattutto. Anzi, credo siano proprio quel tipo d’esperienze che ti fanno crescere sia a livello professionale sia umano. 

Sei anche tu una persona curiosa, creativa e versatile? Ora che hai una visione più chiara della figura del Digital Marketing Specialist e senti di avere delle affinità con le caratteristiche che tale ruolo richiede, inizia subito la tua scalata per diventare un professionista del digitale con Digital Coach, e scopri di più sul Master di specializzazione in Digital Marketing o in genere sui migliori master in marketing.

 

 

INTERVISTA DI VINCENZO APRILE A CURA DI MAURIZIO BUONOCORE linkedin_badge

Mi occupo di comunicazione digitale da diversi anni. Le mie passioni principali sono la musica, o per meglio dire l’industria musicale, il Marketing e l’entertainment legato allo showbusiness. Proprio per questo, la scrittura e la condivisione dei contenuti permettono di esprimere al meglio i miei interessi.
Attualmente sto facendo esperienza come Content Creator presso Digital Coach Milano, iscritto al programma Digital Project Manager.
Infatti sto avendo la possibilità di apprendere molti aspetti del Marketing Digitale, ad esempio Google Adwords, Google Analytics, eCommerce strategies, Social Media Marketing e così via, in quanto desidero fortemente lavorare in questo settore, grazie al quale poter costruire il mio futuro professionale.

Consulente aziendale freelance: chi è e cosa fa nell’era del digitale

Consulente aziendale freelance: chi è e cosa fa nell’era del digitale

Vuoi scoprire i nuovi requisiti del consulente aziendale freelance nell’era del digitale? Allora sei nel posto giusto. Ecco una guida per capire cosa fa, come lavora, quanto guadagna, qual è il suo percorso formativo e non solo. Potrai approfondire anche le best practice, le skill, le attitudini e soprattutto come il consulente aziendale digital freelance possa essere una svolta per la tua carriera.

Se vuoi fare carriera come libero professionista nell’ambito del web marketing, puoi scoprire tutto quello che c’è da sapere grazie al Corso Digital Freelance Certification. Questo corso integra la formazione pratica con un approccio learning by doing allo sviluppo di un progetto imprenditoriale per l’avvio di un’attività da consulente aziendale digital freelance.

 

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Consulente aziendale freelance: chi è e cosa fa

Strategico, problem solver, analitico. Il consulente aziendale freelance è un libero professionista che ha come obiettivo aumentare il business di un’impresa. Se inizialmente aveva un ruolo ibrido e generico, oggi non può prescindere da una specializzazione nel settore in cui andrà ad operare perché sarà un punto di riferimento per l’intera azienda cliente.

Con un buon background manageriale, questa figura professionale è fondamentale non solo per la crescita economica ma anche per la crescita del personale interno dell’organizzazione.

Il consulente aziendale freelance è, dunque, un esperto che avendo una conoscenza approfondita e concreta del suo ambito di riferimento, consiglia e assiste il proprio cliente raccogliendo gli elementi utili a creare un percorso di miglioramento e crescita che possa portare risultati nel tempo e non solo nel breve periodo.

 

I vantaggi del consulente aziendale freelance

Perché lavorare come freelance? Secondo le previsioni entro il 2027 i lavoratori autonomi potrebbero superare addirittura quelli dipendenti. Le nuove generazioni iniziano a intuire i vantaggi del lavoro autonomo:

  • migliore gestione delle attività private e quelle professionali
  • scelta autonoma dei progetti e delle persone con le quali lavorare
  • libertà e possibilità di essere riconosciuto all’interno del settore di riferimento come unico individuo
  • estrema flessibilità
  • modulazione di ferie e giorni di riposo secondo le necessità del momento

Per molti la possibilità di gestire in autonomia tempi, ritmi e luoghi, è impagabile. Inoltre, il lavoro del consulente aziendale freelance è premiato dalle competenze, dall’imprenditorialità, dalla capacità di networking. Molto spesso capire come diventare freelance significa avviare una carriera di successo e una rapida crescita professionale.

Per approfittare di tutti i vantaggi derivanti dal lavoro di consulente freelance, ti consiglio la visione di questo webinar che ti spiega tutto quello che devi fare per costruirti la carriera che desideri nel mondo della consulenza digitale:

 

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Chi può fare il consulente aziendale digital freelance

Qual è allora il background da cui partire? Intraprendenza, professionalità, attitudine a sapere comunicare con gli altri sono tra le skill principali di un buon consulente aziendale. Nello specifico, è importante essere flessibili, riuscire a instaurare un buon dialogo con colleghi e clienti, sviluppare ottime doti di problem solving, ma soprattutto avere grandi doti manageriali.

Andando ad approfondire, i requisiti più tecnici che questa figura richiede sono inevitabilmente una forte conoscenza dell’economia, della finanza e del mercato. Inoltre, saper parlare lingue straniere è un plus che ben completa il quadro.

 

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Requisiti e competenze

Con pratica ed esperienza, il consulente aziendale analizza lo stato dell’azienda, intercetta velocemente le criticità di un’impresa, intessendo un dialogo aperto e reciproco con i diversi dipartimenti aziendali. Ecco alcune delle competenze richieste:

  • ideare strategie che ottimizzano e potenziano le prestazioni dell’impresa
  • partecipare allo sviluppo e al miglioramento di prodotti, servizi e processi
  • pianificare azioni finanziarie e il controllo di gestione
  • organizzazione dell’area marketing e digital marketing
  • analizzare dati economici
  • elaborare percorsi per valorizzare il personale interno

È abbastanza deducibile allora quanto siano importanti anche la capacità di ascolto e di sintesi, la creatività, l’attitudine al pragmatismo e alla leadership. Per offrire consigli innovativi e ottimali, un buon consulente aziendale non può permettersi di restare fermo, deve aggiornarsi e frequentare corsi di formazione. Qualsiasi settore tende ad evolversi di continuo, quindi, è fondamentale stare al passo con i cambiamenti e informarsi costantemente.

L’obiettivo principale è migliorare il fatturato dell’azienda cliente e per raggiungerlo deve essere molto prudente, non deve dare false speranze, ma indicare soluzioni concrete e realizzabili che incrementino la credibilità e l’autorevolezza dell’azienda.

 

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Come diventare un consulente aziendale digital freelance

Ma come è cambiata questa figura in un ambito come il Digital Marketing in continuo movimento e trasformazione? Lavorare come consulente online nel digital marketing richiede tanta pazienza, determinazione ed esperienza. Si presuppone una conoscenza approfondita di tutto il marketing, da quello più tradizionale a quello odierno.

Come già anticipato, anche in questo caso è importante leggere, studiare, seguire webinar, workshop, congressi, programmi appositi a cui aggiungere l’esperienza pratica sul campo. Non si diventa consulente web marketing in pochi mesi! Il primo passo è trovare lavoro in un’agenzia o affiancarsi a un professionista per osservare e assorbire tutti i segreti di questo mestiere. Solo successivamente sarai in grado di avviare un’attività tutta tua magari anche grazie all’aiuto del corso come diventare consulente online che ti insegna come avviare la tua carriera come consulente aziendale freelance senza commettere errori banali e facilmente evitabili.

Il web, inoltre, può esser un ottimo strumento per dare credibilità alla tua immagine, creare una strategia di personal branding, ideare un sito web o un blog personale con dominio registrato come vetrina per i tuoi potenziali clienti. Uno spazio in cui creare contenuti, in cui distinguerti dagli altri, dare consigli, raccontare il tuo lavoro, farti conoscere come professionista.

 

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Quanto guadagna un consulente aziendale

La retribuzione può variare a seconda dei clienti e della mole di lavoro. Per un consulente di digital marketing freelance non è possibile definire in modo esatto il proprio compenso. Tutto dipende dall’esperienza e dalla capacità di vendere il servizio. Come libera professione si attesta su un range che va dai 2.000 ai 2.500 Euro per i neolaureati.

All’inizio è consigliabile lavorare in un’agenzia, così da implementare il tuo background e non partire svantaggiato a causa degli alti costi della partita IVA. Col tempo e la pratica farai il salto di qualità massimizzando le entrate e trovando la tua nicchia di mercato, così partita IVA e fatturato non saranno più un problema.

 

Conclusioni

Diventare consulente freelance rappresenta una buona opportunità per rimettersi in gioco e rilanciare la propria carriera. Soprattutto nel mondo del digital marketing il lavoro non manca e ci sono molte strade percorribili per diventare consulente aziendale digital freelance. Nonostante questo, intraprendere una carriera in questo settore richiede tempo, impegno e tanta determinazione.

Se credi che sia la strada giusta per te, non perdere altro tempo! Incomincia subito a dare una svolta al tuo futuro: studia, lavora sul campo, cerca i clienti giusti per raggiungere i tuoi obiettivi. E soprattutto ricordati di continuare a formarti sui temi che ti interessano e che ti distinguono dagli altri consulenti aziendali freelance.

 

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Alessandra-Corsini PRIMA STESURA A CURA DI ALESSANDRA CORSINIlinkedin_badge

Sono laureata in Dams (Teatro e Cinema) e in Semiotica. Scrivo, organizzo, comunico per il teatro, la danza e testate culturali. Amo creare strategie di Comunicazione, i Social Media, il Digital. Frequento il Master con Certificazione SEO Manager di Digital Coach, con cui ho la possibilità di occuparmi della creazione e dell’ottimizzazione di contenuti in ottica SEO all’interno della Work Experience prevista dal percorso formativo. Prima danzavo, adesso vorrei inghiottire un vocabolario per avere sempre le parole giuste.

Tecnico del marketing: chi è, cosa fa e quanto guadagna

Tecnico del marketing: chi è, cosa fa e quanto guadagna

 

Il tecnico del marketing è una figura professionale sempre più importante e dinamica all’interno di un’azienda. Chi ricopre questo ruolo ha il compito di coordinare e monitorare le attività di marketing dell’impresa per cui lavora, partendo dalla fase di progettazione strategica, passando a pianificazione ed attuazione fino all’analisi dei risultati.

tecnico del marketing al lavoroSe vuoi lavorare in questo ambito, devi avere competenze di vario tipo. I tecnici del marketing conducono l’analisi del mercato di riferimento ed elaborano e controllano il piano di sviluppo aziendale. Per questo è importante tu abbia nozioni di comunicazione, conoscenze di business e management. Inoltre, se desideri lavorare in una specifica area di questo ambito devi specializzarti, cosa che puoi fare con un corso dedicato.

Ad esempio, iscrivendoti ad una delle tante Certificazioni per le nuove Professioni Digitali potrai diventare un tecnico certificato in uno specifico settore del digitale. Attraverso un percorso teorico-pratico farai tue nozioni e abilità che ti permetteranno di diventare altamente competitivo in un contesto, ovvero quello aziendale, dove la capacità di usare strumenti e canali digitali è particolarmente richiesta. 

Se desideri saperne di più su questa professione, continua a leggere. Ti spiegherò:

  • chi sono i tecnici del marketing e quali sono i loro compiti 
  • quali sono le competenze del tecnico specializzato in marketing
  • cosa fanno i digital marketer e quanto guadagnano.

Ti dirò, in particolare, come arrivare ad essere un tecnico di marketing operativo, un professionista completo e capace di fare pianificazione strategica, analizzare i risultati di business e introdurre migliorie per accrescere le performance. 

 

Chi è il tecnico del marketing e cosa fa

Il tecnico del marketing è una figura che opera in aziende che rientrano nei settori dell’industria e del commercio, prevalentemente di medie e grandi dimensioni. Queste sono imprese “marketing oriented”, cioè dove la commercializzazione e la strategia di immagine sono molto importanti. La presenza all’interno dell’impresa stessa di un gruppo di lavoro più o meno grande dipende dall’importanza che viene data all’area business e alla necessità di sviluppare strategie di successo.

In alcuni casi i tecnici del marketing lavorano per società di consulenza che offrono assistenza specializzata alle singole aziende. In alternativa, possono essere professionisti con partita IVA che lavorano come consulenti aziendali.

Ma, più esattamente, il tecnico del marketing cosa fa? Come ti ho accennato, questa figura svolge diverse mansioni nell’azienda in cui lavora, della quale deve conoscere bene il mercato di riferimento. Le sue decisioni riguardano sia prodotti già esistenti, sia prodotti nuovi in fase di studio. Infatti, questo tecnico, che spesso viene chiamato manager, si occupa di: ideazione del piano di sviluppo e definizione di prezzi, pubblicità, mezzi di comunicazione e promozione. Inoltre, analizza i risultati per ottimizzare pubblicità, vendita e soluzioni di prezzo. Quindi, puoi capire che i professionisti che lavorano in questo settore hanno responsabilità in diverse aree tra cui comunicazione, vendite e amministrazione.

I compiti principali dei marketer sono

  • analizzare il mercato, i competitors e le tendenze dei clienti
  • impostare e coordinare la strategia di marketing e di vendita del prodotto
  • pianificare la pubblicità
  • progettare la presentazione e la promozione del prodotto
  • definire i prezzi
  • analizzare i risultati e i dati sulle vendite 
  • verificare la risposta dei consumatori.

 

Il primo passo per diventare un tecnico specializzato nel marketing digitale è formarsi.
Fallo scegliendo il corso più in linea con le tue attitudini e aspirazioni

GUARDA L’OFFERTA FORMATIVA

 

Competenze del tecnico specializzato in marketing 

aggiornarsi nel digital marketingPer diventare un tecnico del marketing, sarebbe ideale aver conseguito una laurea in scienze economiche o scienze della comunicazione, seguita però da un master o corsi di specializzazione in strategie di vendita e analisi di mercato. È un ruolo che richiede molta preparazione pratica e per questo motivo stage, seminari, master e corsi sono molto importanti sia nel percorso didattico sia per l’aggiornamento professionale.

Una volta entrato nel mondo del lavoro, infatti, se vuoi essere un responsabile del marketing operativo e avere ottimi risultati, dovrai sempre rimanere al passo con le nuove tecnologie, le trasformazioni dei mercati e l’utilizzo dei mezzi e strumenti che vengono sviluppati di continuo. 

Quindi, le competenze tecniche richieste a un marketer esperto sono

  • conoscere le tecniche per la ricerca e l’analisi di mercato 
  • stabilire gli obiettivi strategici e di quota di mercato per il lancio di prodotti/servizi per tutte le aree del marketing mix: prodotto, prezzo, distribuzione e promozione
  • definire il piano di marketing e monitorare lo sviluppo nei suoi tempi, mezzi e modalità stabilite
  • gestire le relazioni con clienti, ufficio acquisti, partner dell’azienda e agenzie di comunicazione
  • definire il piano di comunicazione 
  • calcolare i costi industriali di produzione ed allocare le risorse economiche
  • analizzare e valutare i risultati e l’efficacia del piano, attuare correzioni dove necessario
  • saper utilizzare gli strumenti informatici
  • conoscere la lingua inglese.

Ci sono, inoltre, altre competenze, dette trasversali, che tornano utili in questo lavoro. Si tratta di caratteristiche personali, innate o che si possono costruire con il tempo e le esperienze. Le soft skill richieste a un tecnico del marketing sono

  • capacità di ascolto, di negoziazione e comunicative 
  • capacità di stabilire obiettivi e risultati previsti 
  • cooperazione e lavoro in gruppo 
  • capacità relazionali e decisionali 
  • capacità di analisi 
  • propensione all’aggiornamento.

 

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Tecnici del marketing digitale: tipi e mansioni

Negli ultimi decenni i tecnici del marketing hanno potuto sfruttare la digitalizzazione del mercato per accrescere e perfezionare il loro contribuito alle aziende.

Il digitale ha avuto un grande impatto sulle imprese e molte ripercussioni sul modo di comunicare, vendere e fare analisi. Nello specifico, ha permesso di migliorare le strategie di vendita e l’analisi delle performance, rendendole più efficaci ma anche complesse. Di conseguenza, se sei o vuoi essere tra le figure che operano in questo ambito, devi studiare il Digital Marketing, gli strumenti e i canali online e il loro funzionamento.

Inoltre, sarebbe meglio tu ti specializzassi in una delle molteplici aree operative sempre più richieste dalle aziende. Infatti, nel settore del digital esistono diversi profili manageriali, con compiti e competenze specifiche. Continua a leggere per scoprire i più importanti.

 

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Web Marketing Manager 

Il Web Marketing Manager coordina e gestisce un insieme di persone e risorse fondamentali per sviluppare il piano di comunicazione dell’azienda. Questa figura ha competenze orizzontali che vanno ad abbracciare tutte le azioni necessarie per arrivare all’acquisizione di nuovi clienti.

Il tecnico del web marketing lavora principalmente sui siti web, sulle landing page e sui motori di ricerca. Si occupa, quindi, della presenza online dell’azienda attraverso le attività di SEO e SEM, Display Advertising ed E-mail Marketing e studia i flussi di traffico con gli strumenti di Web Analytics. Per ricoprire questo ruolo è importante conoscere e sapere utilizzare strumenti quali Google Analytics, Google Ads e i principali CMS (Content Management System). Se vuoi essere un buon professionista avrai bisogno anche di skill come leadership, carisma e problem solving per poter guidare al meglio il tuo team. 

 

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Digital Brand Manager 

Il Digital Brand Manager ha il compito di garantire la corrispondenza tra le strategie dell’azienda e le associazioni che servono a formare la brand image della marca che gestisce. Per ricoprire questo ruolo devi essere in grado di ideare e implementare progetti digitali con lo scopo di valorizzare il marchio e, di conseguenza, aumentare le vendite e fidelizzare i clienti.

Questo tecnico del marketing deve anche saper ideare un piano strategico per l’immagine digitale che vuol dare all’azienda e pianificare le campagne advertising sul web. Il Digital Brand Manager, infatti, progetta il piano di brand image e la presenza dell’azienda sui Social Media, definendo strategie di promozione aziendale e dei prodotti/servizi offerti. Anche in questo caso è importante conoscere gli strumenti di SEO e SEM e misurare i risultati delle attività attraverso i KPI e quindi gli strumenti di Web Analysis. 

 

Web Content Manager

Il Web Content Manager si occupa di sviluppare contenuti volti a comunicare online con il pubblico della propria azienda. Per diventare un esperto della comunicazione digitale, devi avere competenze di copywriting e saper persuadere e trasmettere empatia nel comunicare i messaggi. Inoltre, devi saper sviluppare una content strategy, quindi gestire e pianificare tutti i contenuti di un sito web, dall’interfaccia agli articoli del blog.

Proprio per le mansioni svolte, questo professionista gestisce sia la parte di comunicazione che di strategia di vendita aziendale. Quindi, deve avere competenze di web editing, SEO copywriting, gestione dei Social Media e organizzazione e coordinamento di un team.

 

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Digital Marketing Manager

tecnici del marketing e digitalizzazioneIl Digital Marketing Manager stabilisce le linee guida della strategia aziendale e monitora e coordina tutte le attività del settore. È una figura trasversale che puoi interpretare come un’evoluzione del direttore marketing tradizionale. Fa parte della direzione generale e supervisiona tutti i lavori volti al raggiungimento degli obiettivi prefissati con il business plan.

Per assumere questo ruolo devi avere sulle spalle sia anni di studio di marketing classico e online, vendite, comunicazione, sviluppo di servizio o prodotto, che tanta esperienza sul campo. Se vuoi diventare un manager di successo, è importante che tu conosca bene lo stile di comunicazione, la vision e valori del tuo Brand. Dovrai occuparti di portare avanti il giusto approccio comunicativo, sia con i clienti che con la dirigenza, con la quale dovrai spesso relazionarti.

Come per gli altri ruoli è importante la capacità d’analisi e di studio dei risultati, ma anche skill relazionali e di gestione del team.

 

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Digital Project Manager 

Il Digital Project Manager si occupa di gestire operativamente il progetto digitale di cui è responsabile e coordina le risorse che devono occuparsi dello sviluppo e della realizzazione. Una competenza importante è sicuramente la capacità di project management, in quanto questo tecnico deve pianificare il lavoro, le attività, i tempi e budget con cui raggiungere gli obiettivi prefissati.

Per fare il Digital Project Manager devi saper gestire queste attività utilizzando i canali digitali migliori e più adatti per riuscire a coinvolgere il pubblico di riferimento. I progetti possono essere realizzati su siti, blog, pagine social o coordinando diversi canali in base alla strategia definita. Anche per questo motivo, si tratta di un altro tecnico del marketing che richiede una preparazione orizzontale sui vari aspetti del digital.

 

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Quanto guadagna un tecnico del marketing

guadagni del tecnico del marketingDopo aver visto tutti i compiti e le mansioni dei principali dirigenti in ambito digital, forse sarai curioso di sapere che stipendio percepisce un tecnico del marketing. Il guadagno di un marketer che si inserisce nel mondo del lavoro una volta finito il percorso di studi, si aggira sui 1300 euro di stipendio mensile.

In questo settore, però, ci sono diversi fattori influenti come gli anni di esperienza, l’azienda di appartenenza, la seniority e il tipo di impiego. Ad esempio, un direttore del marketing con più di 10 anni di esperienza guadagna all’incirca 100 mila euro lordi annui, mentre figure con funzioni minori partono da compensi più bassi.

Di seguito ti indico il salario annuale medio di ciascun tecnico del marketing prima descritto, considerando un professionista con esperienza media:

  • Web Marketing Manager: 32.000 €
  • Web Content Manager: 22.000 €
  • Digital Marketing Manager: 39.500 €
  • Digital Brand Manager: 30.000 €
  • Digital Product Manager: 40.000 €.

 

Conclusioni e consulenza di carriera

Ora che hai un’infarinatura rispetto a cosa fa il tecnico del marketing e come diventarlo, quali sono le varie aree di specializzazione grazie anche al digitale e quali gli stipendi, potrai decidere quale percorso fa più per te. Le competenze necessarie per specializzarsi nel settore digital sono sempre più specifiche, i ruoli che si possono assumere sempre più numerosi e le nuove tecnologie sempre più protagoniste di questi cambiamenti.

Quindi, ricordati che qualsiasi carriera sceglierai, sarà molto importante rimanere sempre al passo con le novità del digitale. Se ti impegnerai a restare sempre aggiornato, riuscirai a continuare ad avere successo nel tempo. Se hai bisogno di chiarimenti per diventare tecnico del marketing in ambito digitale, puoi prenotare una sessione di consulenza gratuita con un professionista esperto del digitale.

 

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E-Commerce Specialist: chi è, cosa fa e quanto guadagna

E-Commerce Specialist: chi è, cosa fa e quanto guadagna

L’ E-Commerce Specialist, come si evince dal termine, è uno specialista del commercio elettronico. Specialista della vendita online, è un professionista necessariamente poliedrico. 

In questa intervista a Jaspal Singh, E-Commerce Specialist di origini indiane da tempo impegnato fra Italia , Regno Unito ed India , analizzeremo il ruolo, le caratteristiche e le competenze di questa figura professionale di spicco del mondo digitale e sempre più richiesta dal mercato del lavoro. Scoprirai varie cose: cosa fa questa figura, quanto guadagna l’E-commerce Specialist, le differenze con l’E-commerce Manager e molto altro.

Come potrai vedere leggendo l’intervista la formazione è fondamentale per aspirare a diventare un professionista in ambito e-commerce. Con la sua “ Certificazione E-commerce Specialist ” Digital coach ti offre la possibilità di accedere a una formazione completa in quest’ambito che copre sia gli aspetti tecnici, relativi alla conoscenza e l’utilizzo di piattaforme come Magento, (vai al sito ufficiale) sia relativi all’ambito più strategico e di marketing.

 

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E-commerce specialist descrizione: chi è, cosa fa e quanto guadagna

Puoi sia vedere il video dell’intervista su YouTube che leggerla sotto nell’articolo. A fine intervista, saprai esattamente come metterti in gioco per diventare un E-commerce specialist di successo!

 

 

Quali sono le caratteristiche e di cosa si occupa un E-Commerce Specialist?

L’ E-Commerce Specialist è un professionista che si occupa principalmente di studiare, progettare e realizzare delle strategie, delle soluzioni innovative di vendita online (prodotti o servizi) all’interno di aziende clienti, sia BTC che BTB. È una figura che ha un ruolo chiave nel settore dell’e-commerce perché ha una visione a 360° di come si realizza e di come si sviluppa un e-commerce in base alle dimensioni dell’azienda e al volume di fatturato che vuole ottenere quest’ultima. Ha delle responsabilità molto importanti perché ha il compito di raggiungere quegli obiettivi definiti con l’imprenditore o la società. È una figura molto politica che deve avere determinate conoscenze e competenze.

 

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Che tipo di formazione dovrebbe avere un E-Commerce Specialist e qual è stato il tuo percorso formativo?

Per il tipo di formazione che dovrebbe avere un esperto del commercio elettronico , come è successo a me, è importante che ci si focalizzi per diversi anni principalmente sull’ambito e-commerce. Magari sullo sviluppo e successivamente sul marketing, oppure anche solo esclusivamente sul marketing e sulla gestione di e-commerce . Bisogna avere un’esperienza di diversi anni sull’amministrazione di un sito e-commerce, proprio o altrui. Ciò che è importante è che ci sia un’esperienza concreta sul campo. In parallelo bisogna che ci sia una formazione costante su tutte le strategie di marketing e su tutti gli aspetti tecnici per lo sviluppo di un business online .

Nel mio caso, ho svolto diverse attività nel web marketing iniziando come sviluppatore di siti e-commerce. Un vero e proprio programmatore che si occupa di sviluppo siti su piattaforme CMS. Da lì ho iniziato con attività di ottimizzazione sui motori di ricerca, quindi SEO e SEM. Mi sono arrivato attraverso vari corsi di formazione e poi ho iniziato con altre attività, come il marketing automation . Sono diventato uno specialista dell’e-commerce fino ad arrivare a ricoprire posizioni di consulenza per lo sviluppo commerciale in determinate aziende.

 

Quali sono le skill strategiche che un E-Commerce Specialist deve assolutamente possedere?

Essendo uno specialista, è molto importante che abbia sia un know how tecnico che delle conoscenze informatiche , soprattutto relative al Digital Marketing , come possono essere la SEO, la SEM, l’email marketing oppure l’affiliate marketing. Deve, insomma, avere tutte queste conoscenze di tipo digitale ma in parallelo deve avere delle conoscenze di tipo aziendale sullo sviluppo di un’azienda tradizionale. Quindi conoscere almeno in generale tutti gli aspetti di un processo aziendale, di organizzazione e di sviluppo di un’azienda. L’aspetto peculiare, l’elemento chiave che deve possedere un E-Commerce Specialist, è una grossa capacità di analisi e problem solving, ma deve saper coordinare anche un team di professionisti e deve sapersi interfacciare con i diversi dipartimenti all’interno di un’azienda.

 

Quali sono le differenze tra un E-Commerce Specialist e un E-Commerce manager?

Questa è una domanda che leggo di frequent online perché spesso le attività di un E-Commerce Manager e di un E-Commerce Specialist si sovrappongono, ma le differenze ci sono: l’ e-commerce manager è un direttore commerciale del commercio elettronico e generalmente gestisce un unico e-commerce. L’E-commerce specialist, invece, è un professionista che ha maturato un’esperienza un po’ più corposa sulla gestione di diversi e-commerce, in diversi settori. Quindi è un professionista autonomo piuttosto che interno all’azienda, è un consulente piuttosto che un direttore commerciale. Entrambi poi si relazionano con le altre figure professionali dell’ecommerce .

 

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Ritieni sia utile frequentare un corso di formazione per intraprendere questa professione?

Ritengo che per l’e-commerce specialist sia fondamentale non solo frequentarne uno, ma più di uno. È importante essere costanti nella propria formazione e nello studiare le nuove tecniche perché questo è un mercato in continua evoluzione. Essendo legato al digitale ci sono sempre novità e aggiornamenti e continueranno ad esserci. Quindi avere una buona base e seguire corsi di formazione specialistici in questo ambito e nell’ambito e-commerce è fondamentale. 

 

Quanto guadagna o quanto può guadagnare un E-commerce Specialist?

Il suo guadagno netto, essendo autonomo, non è identificato da un professionista impegnato ma si parla di fatturato. Secondo alcune statistiche e job description per E-Commerce Specialist che ho letto, si parla di ricavi, di fatturati, superiori ai 100 mila euro all’anno . Diciamo che tra gli 80.000 ei 100.000 è il minimo per gli e-commerce specialist che operano a livello europeo ma anche italiano. 

 

Che consigli daresti ad una persona che intraprende questo tipo di carriera? 

Come abbiamo detto sin qui è fondamentale formarsi e continuare a studiare. Tenersi aggiornati sulle innovazioni e sulle tecniche del futuro. Fare tanta esperienza ed essere molto curiosi. Quindi: formazione , esperienza e tanta curiosità . E tanta passione, ovviamente, per l’e-commerce e per il proprio lavoro. 

 

In conclusione, ora che hai letto l’intervista, per conoscere le piattaforme dei negozi online ti consiglio di leggere l’articolo dedicato ai software per e-commerce oppure WooCommerce vs PrestaShop.

Se ti è piaciuta questa intervista a Jaspal Singh e stai cercando ulteriori approfondimenti sul lavoro di E-Commerce Specialist o, più in generale, sulle mansioni di un addetto e-commerce ti consiglio di leggere la mini guida e-commerce e di consultare anche le pagine del corso E-Commerce Manager e del corso E-Commerce Specialist .

 

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