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Marketing Conversazionale: cos’è, come funziona e vantaggi

Marketing Conversazionale: cos’è, come funziona e vantaggi

 

Il Marketing Conversazionale è la nuova frontiera del marketing e si traduce in una forma di approccio incentrato sul cliente e guidato dal dialogo attraverso l’utilizzo di strumenti innovativi.

Fino a pochi anni fa era sufficiente per un’azienda “esistere” in una forma digitale per soddisfare la propria utenza e le proprie necessità di business. Oggi, invece, in un mercato sempre più affollato e competitivo, è diventato cruciale per ogni impresa garantirsi un modo per ottenere l’attenzione dei propri scopri l'innovazione del marketing conversazionaleutenti e fornire un’esperienza di livello superiore, anche quando questa non avviene dal vivo.

E si sa: la componente principale di ogni esperienza, oltre che forma di comunicazione privilegiata, è la conversazione.

Ora più che mai è importante per le aziende, a prescindere dalle dimensioni e dal settore, comprendere come sfruttare la conversazione nelle proprie strategie di sviluppo del business e scoprire quali tecnologie, competenze e approcci adottare per fornire ai propri utenti un’esperienza digitale simile a quella reale.

Esiste un potente strumento che ti consente di sfruttare la conversazione ai fini del business: il Marketing Conversazionale.

Prediligere questa forma di comunicazione ti allontana dall’assumere i soliti approcci conversazionali e ti fa comprendere quanto l’utilizzo di tecniche, strumenti e tecnologie innovative possano aiutarti nell’incremento delle tue vendite.

Difatti, la vendita online richiede competenze diverse da quelle tradizionali. In virtù di ciò, prima di cimentarti in questa guida, ti consiglio di dare un’occhiata alla sezione dedicata al Corso di Digital Sales per apprendere o approfondire conoscenze e competenze nel campo di tecniche di vendita innovative e utili ad attrarre nuovi clienti.

 

Cos’è il Marketing Conversazionale e come funziona

Il Marketing Conversazionale è una tipologia di marketing one to one che le aziende utilizzano per accorciare il ciclo di vendita e conoscere i loro clienti, per creare un’esperienza di acquisto più reale e più umana. Si tratta più precisamente di una forma di instant messaging in grado di aiutare gli utenti a collegarsi a tutti i tipi di servizi online in modo nuovo.

Ma come funziona esattamente? Esistono tantissimi modi di comunicare: dall’email marketing, all’SMS marketing, fino ai canali tradizionali. L’unico problema che accomuna questi mezzi comunicativi è che stare dietro ad ognuno di essi non ti permette di concentrarti su altri aspetti fondamentali al tuo business.

D’altro canto sarebbe eccezionale dare supporto diretto ai tuoi clienti, ma come ben sai, è impossibile dare retta a tutte le domande che possono arrivare al tuo Brand. Questo è dovuto al fatto che ormai si sfruttano più App di messaggistica contemporaneamente. In concreto puoi trovarti a gestire una serie di canali comunicativi sui quali gli utenti possono effettuare una serie illimitata di richieste. Converrai con me che presidiarli tutti diventa alquanto difficile!

Per questo motivo entrano in aiuto gli assistenti virtuali, che permettendo al consumatore di interagire con l’azienda in maniera veloce e diretta, anche senza l’intervento umano, spesso riuscendo ad anticiparne anche le esigenze grazie al dialogo personalizzato.

Tutto questo è reso possibile sfruttando le potenzialità delle nuove tecnologie e delle interfacce automatizzate. Sto parlando dei chatbot che sono dei software di intelligenza artificiale in grado di interagire con le persone sostenendo conversazioni basate su messaggi di testo.

 

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Vantaggi dell’approccio Conversazionale per il business

La logica conversazionale nel marketing è diventata con il tempo una strategia particolarmente significativa a partire dalla necessità delle aziende di focalizzarsi di più e in maniera sempre più efficiente sul dialogo con i loro clienti.

Questa pratica, infatti, permette al Brand di rapportarsi direttamente con l’utente per raccogliere commenti e idee e rafforzare il rapporto rendendolo più umano. Non è strano, quindi, che i canali favoriti siano blog, social media e email marketing.

marketing conversazionale digital marketingLa potenzialità del Marketing Conversazionale si collega alla perfezione con il mobile, diventato ormai il principale strumento di fruizione di contenuti. Inoltre, è una tecnica strategicamente pensata per essere utilizzata in ottica di Lead Generation grazie alle tecnologie di intelligenza artificiale e al machine learning.

I vantaggi per le aziende che attuano un approccio conversazionale nella propria strategia di marketing sono molteplici. Di seguito ti elencherò i principali.

 

Esperienza di acquisto più veritiera

Con questa strategia di marketing il tuo sito web e gli altri canali di vendita non sono più asettici e “preconfezionati”, che propongono i classici “moduli lead” aventi lo scopo di raccogliere informazioni di contatto e poco altro.

Ora grazie alla costruzione di una relazione personalizzata l’utente entra in contatto più facilmente con il Brand, quando e dove preferisce.

 

Più informazioni sugli acquirenti

Le conversazioni possono facilmente mostrare perché un acquirente è atterrato sul tuo sito, quali preferenze ha, e magari quali sono le caratteristiche del prodotto più adatte a lui. Si possono infatti identificare lead qualificati o apportare le modifiche necessarie alle aree che devono essere migliorate

Inoltre, integrandosi con altri sistemi aziendali (automation, CRM, ecc.), i chatbot accompagnano in modo decisivo la definizione di un nuovo ecosistema digitale, diventando così uno strumento importante per fare upselling e cross-selling.

 

Favorisce la conversione da Lead a Cliente

La conversazione mirata ti permette di raggiungere i clienti più interessati, quelli più predisposti all’acquisto immediato o imminente, riducendo così il ciclo di vendita e la distanza tra venditore e acquirente.

Ne consegue che questo approccio aumenta di fatto i tassi di conversione delle visite web. Un modulo di invio avrà quasi certamente un alto tasso di abbandono. Motivo per cui potenti mezzi quali il Marketing Conversazionale aiutano i consumatori a superare quella barriera e a immergersi in una conversazione.

 

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Strumenti del Marketing Conversazionale

approccio conversazionale in live chatIl Marketing Conversazionale sfrutta l’impiego delle tecnologie digitali che più comunemente sei abituato ad utilizzare con i tuoi familiari o amici.

Sto parlando dell’utilizzo di strategie multicanale come App di messaggistica che includono Facebook, Instagram, WhatsApp Business e Messenger.

Le aziende devono cercare di sfruttare tutti i possibili Touchpoint con il consumatore integrando anche i sistemi più “tradizionali” (come le email) all’interno di un flusso comunicativo in tempo reale che aiuta gli utenti a soddisfare le proprie esigenze.

Neanche le live chat all’interno di e-commerce con i più comuni chatbot automatizzati sono escluse.

Oltre a questi strumenti, il Conversational Marketing guarda all’intelligenza artificiale e al potere delle tecnologie vocali per aumentare il customer engagement; difatti assistenti vocali come Alexa, Siri o Google Assistant stanno riscuotendo un discreto successo.

La scelta di dare vita a piattaforme conversazionali basate sulla voce deriva principalmente da un modo particolarmente efficace per instaurare un dialogo, perché è naturale, intuitivo e spontaneo.

 

Consigli per fare un buon Marketing Conversazionale

Ora vorrei darti delle Best Practice per un Marketing Conversazionale efficace:

  • CREA PIÙ LEAD CON INTERAZIONE

Quando i visitatori compiono un’azione scaricando qualcosa dal tuo sito, oppure ti contattano per una vendita, utilizza dei chatbot per iniziare da subito un’interazione. Ma non deve finire qui; la conversazione deve assumere un lato più umano da parte tua interagendo personalmente. Questo invoglierà il cliente ad acquistare i tuoi prodotti o servizi spinto ulteriormente da un rapporto di fiducia.

  • marketing conversazionale social mediaCOMPRENDI I LEAD E COSA POSSONO PORTARTI

Con il Marketing Conversazionale la tecnologia ti permette di essere a disposizione del cliente in qualsiasi momento, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Quindi bisogna interagire con i nuovi lead immediatamente.

L’intelligenza artificiale dei chatbot può capire chi sono questi clienti e cosa vogliono, qualificandoli e quantificandoli in tempo reale.

Dunque è uno strumento che interviene dando subito una risposta, senza costringere il cliente, ad esempio, ad attendere un email follow di up (strumento utilizzato per dare seguito ad un atto comunicativo con gli utenti).

  • CREA UN PERCORSO PER SPOSTARE I LEAD ATTRAVERSO UN FUNNEL DI ACQUISIZIONE

I chatbot hanno delle notevoli prestazioni. Infatti utilizzano una tecnologia che permette di connettere i lead al tuo team di vendita. Tuttavia, questo non è sufficiente a chiudere una conversione, poiché nulla è meglio del rapporto uomo-uomo. Proprio per questo dovrai procedere ad un approccio reale, magari fissando un appuntamento.

  • PUNTA SUL SERVIZIO CLIENTI

Un altro aspetto fondamentale è rappresentato dall’importanza di questo punto di contatto. Quest’ultimo è un processo che si può automatizzare grazie alla possibilità di istruire il chatbot in piena autonomia. Sarai tu infatti a dargli una base di conoscenza tale per cui se viene effettuata una domanda da parte del cliente in ambito ai prodotti e servizi, il chatbot sarà pronto per rispondere correttamente.

Questo approccio potrebbe rivelare nuove opportunità di marketing e creare soluzioni praticabili per i clienti.

 

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Esempi di Conversational Marketing

Ed ora ti elencherò solo alcune tra le più note aziende al mondo che hanno deciso di adottare il Conversational Marketing nella forma più intelligente ed intuitiva che si possa immaginare.

eBay

Uno dei chatbot di e-commerce più avanzati sul mercato, ma anche il più popolare, è stato ideato da eBay.

eBay crea un chatbot in collaborazione con Google Assistant, il che significa che ci si può accedere solo attraverso il dispositivo Google Home o il telefono Android tramite voce. Il bot ti permette di navigare attraverso un numero molto elevato di categorie di prodotti attraverso il semplice comando vocale: “Google, fammi parlare con eBay”.

In men che non si dica il bot cerca l’offerta migliore per ciò che viene richiesto e invia le informazioni al proprio telefono per un facile acquisto.

 

HubSpot

HubSpot ha collaborato con Facebook per fornire una serie di quattro giorni di contenuti video live.

Questa iniziativa, chiamata four day of Facebook, consente di registrarsi per la sua campagna attraverso più canali, incluso messenger. Gli utenti amano l’interfaccia conversazionale e incoraggiano anche i loro amici e colleghi a registrarsi.

Chiaramente il successo non consiste solo nel convincere le persone a registrarsi per l’evento dal vivo. Facebook Messenger è la fonte di conversione più alta degli utenti di nuovi prodotti in HubSpot Marketing Free tramite la campagna.

 

HealthTap

HealthTap è un’azienda americana che adotta misure per portare i propri servizi direttamente all’utente creando un chatbot su Facebook Messenger. L’idea è quella di rendere l’assistenza sanitaria più accessibile.

Installando il bot, HealthTap chiede al cliente di fare qualsiasi domanda in merito alla salute. Dopodiché il bot esamina la richiesta e mostra le risposte più popolari a domande simili. Il sistema è studiato apposta per vedere quanti medici hanno dato risposte a ciascuna delle domande poste. Tra le altre cose è possibile anche controllare le loro risposte in modo più dettagliato.

Nel caso in cui non si ottenga risposta, si può far recapitare la propria domanda ad un medico reale. La maggior parte delle domande ricevono risposta nell’arco di un giorno al massimo. Se poi non si vuole aspettare tutto il giorno, si può effettuare un upgrade attraverso il servizio di consulenza sanitaria premium attraverso il tasto “ottieni risposta”. A quel punto si può contattare un medico in pochi istanti.

 

Conclusioni e consulenza strategica

Il Marketing Conversazionale apre uno scenario in cui il consumatore è sempre più al centro delle priorità aziendali.

Ancora una volta l’innovazione digitale ti fa capire come personalizzazione e interattività diventano elementi indispensabili per farsi riconoscere.

In questo articolo ti ho mostrato come il vantaggio competitivo che oggi puoi sfruttare è immenso: il messaging piace alle persone! Tutti noi ne abbiamo esperienza e lo utilizziamo tutti i giorni. Se sfruttato nella maniera corretta ti consente di avere un rapporto molto vicino ai tuoi clienti, incrementando le performance di fidelizzazione e di vendita a livelli veramente notevoli.

 

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Lucia Vescovini contentPRIMA STESURA A CURA DI LUCIA VESCOVINI

Laureata in lingua cinese, ho deciso di specializzarmi nel marketing digitale. Lettrice onnivora e compulsiva.

 

Outbound Marketing: cos’è, vantaggi e differenze con l’Inbound

Outbound Marketing: cos’è, vantaggi e differenze con l’Inbound

Fino a due decenni fa, l’outbound marketing era al vertice delle strategie di marketing per lanciare nuovi prodotti, incrementare le vendite ed aumentare la notorietà dei brand.
Le aziende ed i loro prodotti erano in primo piano nelle strategie e le attività messe in campo avevano lo scopo di avvicinarle al pubblico.

Con la diffusione di internet e delle nuove tecnologie digitali la prospettiva cambia: il focus si incentra sul cliente e sulle azioni che compie online.
Si moltiplicano anche i mezzi e gli strumenti: web, e-commerce, social network e analytics impongono un nuovo modo di interpretare il mercato.
Per questo ti consiglio di approfondire questi aspetti con il nostro Master Digital Marketing.
Da questa rivoluzione digitale nasce l’Inbound Marketing (anche detto relazionale), che oggi si affianca all’outbound marketing.
In questo articolo mi concentrerò su quest’ultimo, mettendo a fuoco proprio la differenza tra queste due tipologie di marketing e ti spiegherò quali sono i vantaggi e le strategie di outbound marketing più efficaci.

 

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Cos’è l’outbound marketing

 Il significato di outbound marketing è ” marketing in uscita ” e coinvolge i mezzi di comunicazione tradizionali, usati dalle aziende per catturare l’attenzione del pubblico e indirizzarlo verso un prodotto o un servizio specifico.

Esso affronta il mercato con logiche di tipo push, cioè che spingono l’oggetto d’acquisto verso l’utente.
Il pubblico a cui si rivolge il brand è definito “di massa” e il tipo di comunicazione che utilizza è “one to many”, cioè da uno a molti.

Come ti dicevo, ogni azione di marketing ruota attorno all’azienda e ai suoi prodotti. È un approccio tradizionale che viene anche chiamato “interruption marketing”, perché le azioni di vendita, promozione e comunicazione mirano ad attirare l’attenzione dell’interlocutore, distogliendolo da altre attività in cui è impegnato.

La definizione di outbound marketing, infine, può essere associata anche a quella di “marketing pre-internet”, perché è nato e si è diffuso quando internet, email, piattaforme di networking, app e mobile non esistevano.
Progressivamente il marketing tradizionale è stato affiancato dall’Inbound Marketing che, grazie al digitale, attua la sua strategia per mezzo di banner, pop up, pubblicità online, email di massa.

 

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Differenze tra inbound e outbound marketing

Queste due strategie di marketing si distinguono per molteplici aspetti, ma non si escludono a vicenda, anzi vanno intese come differenti modi di affrontare il mercato. L’outbound marketing si basa su un metodo tradizionale, mentre l’Inbound Marketing è più attuale, legato all’evoluzione delle diverse tecnologie digitali ed al mercato di riferimento. Di seguito ti spiego le principali differenze tra le due strategie, mettendo a confronto inbound vs outbound Marketing.

  • L’approccio al cliente: la pubblicità marketing tradizionale cattura l’attenzione del target, andando ad interrompere l’attività nella quale è impegnato in quel momento. L’Inbound Marketing, invece, arriva agli utenti proponendo contenuti creati ad hoc e diversificati a seconda delle fasi di acquisto durante il customer journey.
  • Il pubblico: il marketing tradizionale si rivolge ad un pubblico molto vasto, mentre nell’inbound marketing esistono più tipologie di pubblico, identificate attraverso le “buyer personas“, ovvero una rappresentazione fittizia dei vari clienti tipo.
  • Il modello di comunicazione: il marketing tradizionale segue un processo lineare e mono-direzionale. Infatti, una volta lanciato il messaggio si può solo attendere un feedback, che generalmente corrisponde alla vendita, sempre che il target intercettato sia quello corretto. Nel marketing relazionale, invece, è possibile stabilire con i destinatari un vero e proprio dialogo ed è possibile verificare la loro reazione durante le diverse fasi della strategia inbound.
  • La tipologia dei canali: il marketing tradizionale utilizza i cosiddetti “paid media”, gli unici offline esistenti prima della rivoluzione digitale. Con la diffusione di internet, invece, si hanno a disposizione altre due tipologie di canali, utilizzati nell’Inbound Marketing:
    • owned media” (di cui il brand è proprietario, come il sito, il blog, gli account social, le app);
    • earned media” (in cui sono gli utenti stessi a fare pubblicità gratuitamente, esprimendosi attraverso reaction, pubblicando commenti, condividendo, scrivendo recensioni).
  • La struttura dei costi: le attività di outbound marketing hanno costi notevoli, imputabili ai lunghi tempi di realizzazione, produzione e distribuzione dei contenuti, rispetto all’inbound marketing, che si distingue per velocità ed immediatezza.
  • La misurazione del ROI: nel marketing tradizionale non esistono metodi precisi per poter misurare i dati che riguardano gli utenti esposti alla pubblicità. Al contrario, grazie agli strumenti di tracciamento, nell’Inbound si raccolgono ed analizzano tutti i dati necessari al fine di per poter studiare gli utenti ed il loro comportamento nelle diverse fasi di acquisto.
  • La creazione di valore: le campagne di marketing tradizionale si concentrano sulle vendite, limitandosi a veicolare ai suoi interlocutori un messaggio pubblicitario. Nel marketing relazionale ci si preoccupa di stabilire e mantenere un rapporto di fiducia con gli utenti attraverso contenuti ed interazioni che apportano valore.

Adesso che hai capito le differenze principali tra queste due strategie di marketing voglio parlarti dei canali e strumenti di oubtound marketing attraverso alcuni semplici esempi.

 

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Esempi di outbound marketing

L’Interruption Marketing utilizza mezzi piuttosto tradizionali ed agisce attraverso azioni che, come dice il termine stesso, interrompono l’attività dell’utente con lo scopo di catturare la sua attenzione, mentre sta facendo altro. Per comprendere meglio cosa si intende per outbound marketing ti riporto di seguito i principali canali e strumenti:

  • pubblicità tv, che interrompe l’utente mentre è intento a vedere un film, un tv show;
  • spot radiofonici, che vengono inseriti all’interno dei programmi radio, proprio come avviene con le pubblicità televisive;
  • email di spam, che spesso raggiungono l’indirizzo di posta elettronica finendo nella casella di posta indesiderata;
  • inserzioni pubblicitarie, che vengono pubblicate regolarmente all’interno delle pagine di riviste e giornali;
  • affissioni su strada, ovvero cartelloni pubblicitari che cercano di catturare l’attenzione delle persone mentre stanno guidando, passeggiando o si stanno recando a prendere i mezzi;
  • telemarketing, ovvero le telefonate dirette per proporre offerte speciali agli utenti;
  • banner pop up, che interrompono la navigazione, aprendosi improvvisamente sul sito in cui si sta navigando;
  • vendite porta a porta, con le quali si tenta di ottenere vendite dirette;
  • volantini pubblicitari, che vengono distribuiti alle persone nei centri commerciali, durante gli eventi o mentre camminano per strada.

Come vedi i mezzi utilizzati nel marketing tradizionale sono numerosi. Ti consiglio di continuare a leggere per scoprire i punti di forza di questa strategia.

 

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Vantaggi del marketing tradizionale

Sebbene l’interruption marketing preveda costi elevati e sia più difficile misurarne i risultati, è bene sottolineare che ha anche i suoi aspetti positivi.

Ogni azienda sceglie la propria strategia di marketing in base alla tipologia del proprio business e agli obiettivi che desidera raggiungere.
È vivamente consigliato includere strategie di outbound marketing all’interno del proprio piano pubblicitario, perché può essere un ottimo modo per creare un primo contatto con gli utenti.
In tal modo è possibile iniziare a farsi conoscere e suscitare interesse verso il proprio brand, prodotti o servizi.
Questo farà sì che il potenziale cliente si metta alla ricerca di ulteriori informazioni, attraverso altri canali.

Affinché il marketing tradizionale risulti vantaggioso per l’azienda bisogna ricordarsi sempre di non essere fastidiosi, dal momento che l’utente viene “interrotto” dalla pubblicità mentre sta svolgendo altre attività. Allo stesso tempo, però, non bisogna passare inosservati. Occorre quindi trovare un giusto equilibrio.

 

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Strategie di Interruption Marketing

Come ti dicevo, il marketing tradizionale è stato per decenni l’unico approccio utilizzato dai marketer per promuovere i brand ed i loro prodotti.
La transazione di vendita è al centro di questo modello strategico, che si propone di catturare l’attenzione dei potenziali clienti attraverso il contatto diretto con essi e con la pubblicità veicolata dai media tradizionali.

Le strategie messe in campo impiegano gli strumenti e tecniche di Outbound Marketing per attrarre il pubblico secondo una modalità di comunicazione a senso unico, che sfrutta un canale alla volta e il cui obiettivo è ottenere attenzione più che creare valore per il destinatario.

Le campagne di interruption Marketing puntano a raggiungere il maggior numero possibile di persone per avere la certezza di arrivare ai destinatari desiderati.
Per questo, le attività pubblicitarie richiedono importanti investimenti per la realizzazione degli annunci, l’acquisto e il noleggio degli spazi su canali esterni ed estranei al brand.

Per riuscire a catturare la curiosità dell’utente in pochi istanti il messaggio deve essere semplice, poco specifico e ripetuto più volte nel tempo.
Le probabilità che la comunicazione, il prodotto e l’azienda emergano rispetto alla concorrenza sono quindi direttamente proporzionali al budget disponibile.
Più grande è la platea che si vuole conquistare, maggiore è il bisogno di visibilità e più ingenti sono le risorse da investire.

Negli ultimi decenni la diffusione del web e dei nuovi canali online, l’iperconnessione degli utenti attraverso più device in contemporanea, la possibilità di interagire in modo istantaneo, hanno portano grandi novità in termini di:

  • investimenti
  • strategie
  • strumenti e canali di vendita
  • comunicazione
  • customer service
  • professioni.

Attualmente l’outbound marketing rimane sempre molto utile all’interno delle strategie di promozione, ma affinché l’azienda raggiunga gli obiettivi prefissati, senza disperdere budget e risorse, bisogna pensare ad integrarlo necessariamente con le strategie di inbound marketing.

Un’ottima strategia risulta essere l’integrazione del marketing tradizionale con azioni di Marketing Automation, per questo ti consiglio di approfondire questo tema. Ad esempio, durante la navigazione, è possibile far comparire sconti e promozioni a coloro che hanno cercato determinate informazioni online. Questo consentirebbe di ottenere dei risultati misurabili, senza rischiare di risultare invadenti nei confronti degli utenti.

 

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Affinché una strategia di marketing funzioni deve prevedere l’utilizzo e l’integrazione di tutti i canali e gli strumenti necessari al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Il panorama digitale è in costante evoluzione e bisogna stare al passo coi tempi, ma le attività di marketing tradizionale continuano ad essere di supporto a quelle digital. Per questo motivo l’Outbound Marketing è imprescindibile e va preso in considerazione per mirare ad una strategia vincente.

 

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Digital Marketing Turistico: cos’è, come si fa e consigli utili

Digital Marketing Turistico: cos’è, come si fa e consigli utili

 

Il Digital Marketing Turistico è uno strumento indispensabile per lavorare nel settore del turismo. Oggi le persone utilizzano prevalentemente i canali digitali come i social media, siti web e Google per ricercare, pianificare e prenotare il proprio viaggio, che sia per motivi di lavoro o di piacere. Diventa necessario, quindi, conoscere il mercato e imparare a utilizzare i principali strumenti del settore per adattarsi ai cambiamenti e stare al passo con un target sempre più informatizzato. La categoria dei Millenial (classe ‘81/’95) rappresenta oggigiorno i due terzi del potere d’acquisto e trascorre online circa 5 ore al giorno. Ne consegue che una struttura ricettiva o un hotel che non abbia delle strategie di Digital Marketing Turistico alle spalle o non sia ben indicizzata lato SEO su Google potrebbe avere difficoltà a rendersi appetibile o anche solo visibile a quest’ampia fetta di mercato.

digital marketing per turismoA questo si aggiunge che l’ambito turistico abbraccia in realtà un ampio settore dai servizi molto vari, spesso addirittura in opposizione tra loro. Si può andare dalle strutture ricettive, agli hotel di lusso, dai campeggi, alle navi da crociera… Un settore che deve dunque soddisfare esigenze, necessità e bisogni molto diversi e che deve prevedere strategie di Digital Marketing Turistico molto differenti. Diventare esperti nel campo può essere una mossa assolutamente vincente, ma potrebbe essere necessaria una conoscenza approfondita in più aree del web marketing. Intanto ti consiglio di dedicare qualche minuto del tuo tempo per pensare all’idea di frequentare un Master in Digital Marketing, che fornisce una preparazione completa in ambito digitale ed è in grado di darti quelle conoscenze di base necessarie per far crescere il tuo business nel turismo.

In quest’articolo ti spiegherò di cosa si tratta e quali possono essere i principali sbocchi del settore. In particolare ti dirò:

  • Cosa s’intende con Digital Marketing Turistico e perché è importante;
  • Per chi è utile una strategia di marketing per il turismo;
  • Quali sono gli strumenti del web marketing turistico;
  • Chi si occupa di Digital Marketing per il Turismo;
  • Due case studies interessanti.

In ultimo, ti darò alcuni consigli per lo sviluppo di un’efficace strategia di Digital Marketing Turistico.

 

Che cos’è il Digital Marketing Turistico e perché è importante

Il Digital Marketing Turistico per definizione è l’insieme di tutte quelle attività online atte a promuovere una struttura ricettiva, un hotel, un luogo di villeggiatura o qualsiasi altro servizio/prodotto correlato al turismo, attraverso l’utilizzo di strumenti e canali digitali come i social media, l’email marketing o un sito web. Non una singola azione dunque, ma un insieme sinergico di tools, canali e strategie per costruire, pianificare e implementare un piano di comunicazione completo.

Ti avevo già accennato che oggi gran parte delle azioni legate al turismo si compiono online. Prendere un biglietto aereo, prenotare un pernottamento in hotel o in struttura ricettiva, prendere un’automobile a noleggio: tutto si svolge sul web, rendendo quasi obsoleto recarsi nei luoghi fisici per le prenotazioni dirette. Questo rende indispensabile conoscere gli strumenti della promozione digitale in campo turistico, ma soprattutto essere in grado di integrarli in modo efficace per spiccare nell’enorme competizione del settore. Ormai tutti gli ambiti si stanno attrezzando per ampliare sempre di più il raggio d’azione delle proprie strategie, utilizzando più canali possibili per raggiungere il proprio target e abbattere la distanza con il proprio pubblico. Il Digital Marketing per il Turismo necessita di tanto lavoro, reattività a passione per centrare l’obiettivo.

Abbattere la distanza con il pubblico non significa solo generare brand awareness, cioè farsi conoscere dal target di riferimento, ma anche costruire un dialogo diretto con l’interlocutore e quindi tagliare fuori i vari intermediari che potrebbero frapporsi nel customer journey che va dalla domanda, alla prenotazione al pagamento. Potrebbe sembrare banale, ma più il meccanismo decisionale dell’utente è arzigogolato, più si abbassano le possibilità che l’utente si trasformi in cliente. Nel caso del settore turistico, poi, gli intermediari possono essere infiniti: la ricerca inizia online da Google, ma ci sono i portali specializzati e gli aggregatori, i travel blogger e gli influencer, gli annunci organici e quelli a pagamento… Una vera giungla che devi conoscere, ma soprattutto saper gestire se vuoi essere notato e vuoi costruire un rapporto di fiducia one-to one con il tuo futuro cliente.

Inoltre, una buona strategia di Digital Marketing Turistico può essere utile per il Revenue Management della tua struttura turistica, che sia hotel o ricettiva. Cos’è il Revenue Management? Se “revenue” significa “guadagno”, è facile capire di cosa ti sto parlando: in breve, si tratta della massimizzazione dei guadagni della tua impresa attraverso una serie di azioni che vanno di pari passo con il Digital Marketing Turistico. Un po’ come se le due strategie si muovessero insieme, i canali digitali possono contribuire a massimizzare l’occupazione della struttura, ottimizzare la tariffazione per entrambe le parti e quindi contribuire ad aumentare il fatturato. Tuttavia, non è possibile fare un buon Revenue Management senza una strategia digitale alle spalle e specializzarti nel web marketing potrebbe essere essenziale.

 

I professionisti del Web Marketing sono molto ricercati dalle aziende che operano nel turismo.
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Per chi è utile una strategia di Marketing Digitale Turistico

Ma dopo aver chiarito perché adottare una strategia di Digital Marketing Turistico, ti chiederai chi dovrebbe ricorrere al marketing strategico per il turismo. Proprio perché il settore è così ampio e variegato, diverse saranno anche le figure per le quali sviluppare un piano strategico potrebbe essere addirittura vitale. Se da una parte ci sono attività più o meno grandi e di stampo più “classico” come gli hotel, dall’altra ci sono le strutture ricettive (dai bed & breakfast, alle case vacanze, agli affittacamere), che variano in grandezza e complessità, andando a creare tutto un mondo di sfumature tra i due servizi. Allo spettro quasi diametralmente opposto ci sono i freelance del settore turistico, sempre in continua evoluzione: un sottobosco di figure online nuove e dinamiche che si muovono trasversalmente tra i settori. 

Tutte queste attività prevedono usi diversi dei canali digitali poiché diversi sono i loro obiettivi; quindi diversi saranno anche i loro progetti strategici. Eppure le domande basilari da porsi prima di costruire una digital strategy sono più o meno sempre le stesse. Devi chiederti:

  • Qual è la tua mission?
  • Qual è la tua Unique Selling Proposition (ossia l’unicità che ti contraddistingue rispetto ai concorrenti)?
  • Quali sono i tuoi Key Performance Indicators (KPI) misurabili?
  • Chi sono le tue buyer personas, ovvero il tuo target?
  • Qual è il loro customer journey, ossia il percorso d’acquisto?

Questi sono quesiti da porti prima di sviluppare una qualunque strategia di Digital Marketing Turistico, sia che tu voglia aprire una struttura turistica, diventare un freelance del turismo o un tecnico/consulente per altri. 

 

Hotel e strutture ricettive 

Nel caso di hotel e strutture ricettive, il primo passo è sicuramente quello di farsi conoscere, ma diventa imperativo riuscire a incrementare le prenotazioni dirette senza passare da intermediari come portali turistici e aggregatori, che solitamente si prendono una commissione sulle prenotazioni). Per fare questo, la struttura dovrà fidelizzare il cliente in modo che si venga a costruire un rapporto esterno alla, chiamiamola, filiera turistica. Il modo migliore per arrivarci e sfruttare al meglio tutti i canali che l’era digitale mette a disposizione.

Di base, un sito web pulito ed efficiente, che tenga conto della user experience e che sia ben posizionato lato SEO su Google può fare moltissimo. Tante strutture di piccola grandezza si affidano più ai social media, soprattutto Facebook che spesso funge quasi da sito web. In ogni caso, entrambi gli strumenti devono essere veloci, informativi, aggiornati e creare community. Nonostante l’era digitale, però, il passaparola è ancora uno strumento potentissimo. Esso si alimenta soprattutto in tre modi:

  • come fare digital marketing turisticorecensioni, che gli ospiti possono inserire su sito web o sui vari portali dedicati al turismo;
  • customer service, che dev’essere il più possibile veloce, efficiente, gentile. 
  • rapporto diretto con il cliente, sviluppato di persona durante i check-in e i check-out in struttura, oppure sui social media, sulla pagina Facebook e così via.

Una strategia di Digital Marketing Turistico vincente potrebbe prevedere di iniziare su un grosso portale per il booking online. Questo è una spesa non indifferente soprattutto all’inizio di un’attività, però rimane un ottimo metodo per far conoscere la struttura. Hotel e strutture ricettive potrebbero sfruttare infatti la strategia di web marketing del portale, sicuramente più potente, strutturata e capillare. Iniziare da un portale può essere utile anche per ricevere le prime recensioni con le quali emergere dalla massa. Non solo i portali turistici sono ben posizionati su Google perché hanno un lavoro SEO impeccabile alle spalle, ma anche una reputazione web tale da generare istintiva fiducia da parte dei clienti. La possibilità per una struttura turistica di disintermediarsi dai portali per avere prenotazioni dirette si basa soprattutto sul tempo e la cura che verranno dedicate alla strategia digitale in ambito turistico. A tal proposito di consiglierei di tener conto di alcuni fattori determinanti:

  • Non considerare solo il sito web: è uno strumento molto utile, ma non l’unico. Allarga i tuoi orizzonti e tieni conto anche dei social media per il contatto diretto con i clienti (Facebook ma anche Instagram) e di due forme della comunicazione web spesso sottovalutate, ma che hanno provato di essere estremamente efficaci in termini di engagement rate e personalizzazione: l’email marketing e il mobile sms marketing. 
  • Tieni conto della Unique Selling Proposition dell’attività: perché, tra i tanti hotel e le tantissime strutture ricettive, dovrei scegliere proprio la tua? La risposta a questa domanda potrebbe essere la discriminante per una digital strategy precisa basata sulla personalizzazione. Potresti scoprire che esistono clienti alla ricerca di un’attività green o pro-animali o dedita al remote-working come la tua… insomma, un target alla ricerca di un bisogno preciso che proprio tu e nessun altro può soddisfare.
  • Creare, testare, revisionare, riprovare: la strategia non solo va pianificata e implementata, ma anche testata e revisionata. Sebbene ancora in troppi credano che una volta settati gli strumenti digitali vadano avanti da soli, la revisione è in realtà la parte più importante del lavoro. Mano mano che vai avanti, i numeri (offline e online, digitali e non) sapranno darti la direzione e l’analisi dei KPI ti aiuterà a capire dove modificare e migliorare la tua strategia digitale.

 

Freelance nel settore del turismo 

Nel Digital Marketing Turistico il mondo dei freelance è sempre in continua evoluzione, al punto che nuove figure nascono e si sviluppano nel giro di pochi mesi. Il digitale intrecciato con il complesso mercato del turismo rende la sotto-categoria dei freelance turistici estremamente ricca di opportunità. Partendo dal più “classico” blog sul turismo e sul viaggio, oggi possiamo parlare dei travel influencer, che usano i social media (soprattutto Instagram, TikTok e Facebook) per mostrare i propri viaggi o sponsorizzare la propria attività, oppure dei vlogger, specializzati nella costruzione di video sull’argomento. Qualunque sia il taglio dell’attività freelance, lo snodo alla base della strategia digitale è sempre lo stesso: farsi conoscere.

Nel mondo dei liberi professionisti diventa una problematica ancora più complessa per una serie di motivi. Innanzitutto, il freelance non può contare né sul nome “forte” dell’hotel o della struttura ricettiva per ottenere un buon posizionamento su Google né su una buona web reputation, soprattutto all’inizio. Esistono dei portali per freelance, ma di solito lavorano più come dei marketplace per l’interscambio di professionalità digitali. Sono importantissimi per costruire una rete sociale digitale da sfruttare per creare sinergie e contatti con altri “colleghi”, ma non per farsi conoscere dai futuri clienti. Di contro, il freelance ha scorte praticamente illimitate di flessibilità e può divertirsi a esplorare tutti i canali e gli strumenti digitali esistenti per costruire strategie originali. Anzi, la creatività è sempre molto apprezzata nel mercato dei freelance ed è un elemento a favore della Unique Selling Preposition. 

Quindi qualsiasi attività legata al turismo, più o meno strutturata, ha bisogno di un piano strategico sia per generare brand awareness che per migliorare il revenue management e quindi aumentare il profitto.

 

Un piano strategico incentrato sul profitto non può fare a meno di tecniche di vendita ben consolidate.
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Strumenti del Digital Marketing Turistico 

Da dove partire per realizzare efficaci strategie di Digital Marketing Turistico online? Per prima cosa focalizzati sul customer journey, ossia il percorso che ogni utente svolge per comprare un prodotto o servizio online. È importante conoscerlo perché ragionare sui diversi modi che gli utenti utilizzano per soddisfare i propri bisogni, può aiutarti a definire i canali e gli strumenti da utilizzare.

Ti faccio un esempio pratico: un futuro cliente alla ricerca di una struttura turistica potrebbe cominciare la propria ricerca dalla barra di ricerca Google. Questo vuol dire che la tua attività, per essere visibile, dev’essere ben posizionata in Google (tramite la SEO) o essere pubblicizzata tramite gli annunci (con la SEM). Tuttavia, il futuro cliente potrebbe decidere di ricercare le strutture più vicine al luogo dove deve andare tramite Google Maps; in questo caso, avresti bisogno di un’ottima scheda personalizzata su Google My Business per essere subito visibile. E se il cliente fa ricerca sui social? Allora potrebbe essere utile avere una pagina Facebook molto aggiornata o un profilo Instagram attivo e colorato.

 

Google My Business

Google My Business è indispensabile per chiunque abbia un’attività, perché è uno strumento creato appositamente per permettere agli esercizi commerciali di presentarsi al meglio sia sul motore di ricerca che su Google Maps. Google My Business permette alla tua attività di creare o rivendicare una scheda in cui inserire i dati della struttura: nome, indirizzo preciso, contatti; ma anche orari di apertura/chiusura, foto, posizione precisa sulla mappa per essere facilmente raggiungibili.

Nel tempo Google ha reso la scheda sempre più personalizzabile e oggi è possibile inserire un gran numero di altre informazioni, come descrizione dei servizi offerti e persino recensioni. Google My Business diventa un servizio fondamentale, perché le recensioni positive non solo saranno subito visualizzabili ma aiuteranno anche a migliorare la reputazione della struttura. Uno strumento prezioso che va curato e aggiornato perché è un po’ come se fosse una vetrina.

Sito web 

Il sito web continua a essere uno strumento essenziale se non centrale in una strategia digitale accurata. Esso può raccogliere il traffico proveniente da tutti gli altri canali e diventare la “piattaforma” d’arrivo del customer journey degli utenti. Ovvio quindi che debba essere curato, preciso, bello, informato e ben posizionato. Il sito web può essere un ottimo modo per imprimere un’atmosfera, restituire la famosa unicità di cui ti parlavo. Riempilo di foto curate con un content interessante, ma soprattutto di informazioni precise e dettagliate sulla struttura, sul lavoro e le attività.

Come la scheda Google My Business, anche il sito è come una vetrina, anzi lo è maggiormente perché è molto più personalizzabile e dev’essere aggiornato costantemente. Fondamentale che abbia un booking engine, ossia la possibilità di poter prenotare e pagare direttamente dal sito senza passare per gli intermediari. Per essere ben posizionato su Google ed essere visto, il sito web deve essere curato lato SEO (te ne parlerò tra poco), user friendly (semplice da usare e veloce per l’utente) e responsive, ossia adattarsi al device con il quale l’utente lo naviga (pc, cellulare, tablet).

Blog 

Il blog è uno strumento che molti potrebbero considerare datato, ma in realtà è ancora un alleato prezioso per generare traffico. Sito web e blog non sono la stessa cosa, ma il blog può essere integrato all’interno del sito e portargli ulteriore traffico. Mentre il sito è costituito da sole pagine, il blog prevede anche gli articoli che potrebbero posizionarsi in Google e aiutare la visibilità del sito. Questo vuol dire però che gli articoli non solo vanno scritti, ma ottimizzati e aggiornati.

Il lavoro del blog non è così semplice e richiede tempo, però rimane uno degli elementi più efficienti della strategia digitale in campo turistico. Come il sito web, va da sé che il blog necessita di content curato, di immagini e perché no video interessanti e in grado di attirare l’utente! Un blog è il regno della creatività, divertiti a renderlo coinvolgente, appassionante e l’estensione ideale dell’atmosfera e del mood che il cliente vuole trasmettere al pubblico.

Content 

Correlato sia al blog che al sito web c’è il content, ovvero il contenuto. La creazione di contenuti è la parte centrale di qualsiasi strategia, perché sono la discriminante di un canale di qualità seguito e apprezzato. Oltre alle informazioni curate e dettagliate sulla tua attività, sono i contenuti originali ed emozionali che fanno la differenza, quelli che ti permettono non solo di vendere il prodotto o i servizi che proponi, ma anche il progetto che c’è dietro. Lo storytelling è uno strumento potentissimo per farti conoscere: chi sei? Perché hai avuto quest’idea? Cosa differenzia il tuo sogno da quello di molto altri? Cosa lo rende unico? Il content è la chiave giusto per raccontarti. 

digital marketing turistico customer journeyVideo

Il video è forse il formato più popolare degli ultimi anni e probabilmente lo diventerà ancora di più in futuro. Ecco perché il video marketing sta diventando una delle più importanti frontiere del digitale. Ti consiglierei di rifletterci e provare a far rientrare il video in uno dei canali privilegiati della tua strategia, a maggior ragione se ti occupi di turismo e viaggi. Oggi molte strutture si stanno convertendo al video, integrandolo in forme più classiche di comunicazione (basti pensare ai video interattivi che permettono di “fare un giro” nelle strutture prima di prenotarle).

Il video diventa ancora più importante quando si parla di freelance come vlogger e travel blogger, che non dovrebbero assolutamente ignorare la potenza di condivisione e engagement che un video può generare. Inoltre, il video è un ottimo modo per entrare in un rapporto diretto con l’utenza, sfruttando tutta la tua creatività per sviluppare una relazione unica. Anche i social media stanno promuovendo maggiormente i video, come Facebook che fornisce loro maggiore esposizione nel feed. 

Social Media

Ti presento adesso i social media di cui ormai nessuna strategia digitale può fare a meno. Ovviamente per social intendo tutti i social, che sia Facebook, Instagram, YouTube, Twitter o le nuove frontiere come TikTok. Ogni social ha le sue regole di utilizzo e la sua importanza, ma in generale è bene ricordare che tutti questi strumenti possono lavorare insieme con un piano editoriale ben strutturato.

Per quanto riguarda Facebook, esso può fungere da piattaforma di discussione; aprire una pagina Facebook può essere un modo veloce per rispondere alle domande degli utenti. Inoltre, se la pagina è ben aggiornata e sviluppata (anche qui, con video, foto e contenuti), potrebbe aiutare a sviluppare una forte community. Instagram, invece, potrebbe diventare un vero e proprio raccoglitore di foto e video, mentre YouTube potrebbe essere la sede adatta per i vlog. La cosa più importante dei social è che favoriscono la condivisione e quindi la circolazione dell’attività a del nome attraverso la condivisione virale dei contenuti. Questo può aiutarti a intercettare anche un target più ampio, latente. Ricorda: contenuto bello, veloce, semplice.

Email Marketing

Sebbene la mail sia considerata quasi obsoleta, è in realtà uno strumento efficace per fare Digital Marketing Turistico, soprattutto grazie alla percentuale di apertura che è quasi del 100%. L’email marketing consente molta più flessibilità di quello che si possa pensare, perché si integra perfettamente con tutti gli altri strumenti. Con l’utilizzo di un software specifico (tipo Mailchimp), è possibile definire un piano editoriale con il quale seguire il tuo database (ossia gli indirizzi email ce avrai raccolto) attraverso l’utilizzo di email automatiche o personalizzate. Il database dev’essere sempre costantemente aggiornato e ben organizzato, pulito da spam e indirizzi inesistenti o non più utilizzati. Una volta costruito, è possibile utilizzare le mail per un gran numero di attività: iscrivere utenti alla newsletter, inviare promozioni o pacchetti, pubblicizzare il sito o blog, promuovere i tuoi social… Le possibilità sono infinite. 

SEM

La SEM (Search Engine Marketing) ha come scopo quello di far posizionare un’azienda/prodotto nelle prime posizioni, ma a differenza della SEO, si tratta di un’attività a pagamento. La SEM permette quindi un’alta visibilità nei motori di ricerca in tempo decisamente rapido, ma prevede anche una spesa di tipo economico. Ti consiglio sempre di prevedere innanzitutto un budget per la costruzione delle campagne, un tempo limite per poter monitorare il loro risultato e testare, testare, testare. La SEM può dare ottimi risultati. 

SEO 

La SEO (Search Engine Optimization) è una sottocategoria della SEM ed è la tecnica che permette di ottimizzare il contenuto per arrivare ad occupare le prime posizioni organiche (non a pagamento) nel motore di ricerca Google e ottenere quindi più visibilità. Anche se fare SEO non è facile, rimane uno degli strumenti a lungo termine più efficaci e può essere applicata al sito web, agli articoli del blog, ai social. Un lavoro tecnico e certosino che agisce dietro le quinte, ma può dare tantissimi risultati.

SEO e SEM possono essere integrate nella stessa strategia. Come per la SEM, però, è meglio affidarsi a un professionista del settore che possa delinearti i metodi più efficaci e meno dispendiosi per la tua strategia. Per approfondire l’argomento, puoi visionare il nostro corso per diventare esperti nella SEO-SEM.

 

Chi fa Marketing Digitale Turistico

Dopo aver parlato delle attività che beneficiano del Digital Marketing Turistico e degli strumenti per attualizzare un’efficace strategia di comunicazione, ti parlerò di chi effettivamente se ne occupa. Proprio perché costruire una strategia digitale che coinvolga tutti i canali sta diventando fondamentale per qualsiasi attività, queste figure stanno assumendo un ruolo centrale sia nell’organico delle aziende che come professionisti freelance pronti a mettere le loro skill a servizio di altri. Parallelamente, i corsi in marketing turistico online per diventare esperti in questo settore stanno proliferando, a prova del fatto che siano figure sempre più ricercate nel mondo digitale.

 

Tecnico del Digital Marketing Turistico

Cosa fa un tecnico del Digital Marketing Turistico? Come tecnico ha il ruolo di analizzare il territorio e le tendenze del mercato turistico, proponendo attività di promozione dei servizi/prodotti dell’azienda, hotel, attività ricettiva attraverso il web e i canali digitali. Coerentemente con gli obiettivi dell’azienda per cui lavora, questo professionista deve analizzare il target di riferimento e sviluppare le azioni più opportune, calcolandone anche l’impatto in termini di raggiungimento degli obiettivi e di engagement. Quanto detto rende necessario che un tecnico del marketing digitale turistico abbia una conoscenza ampia del digitale e sia in grado di sviluppare una strategia che preveda l’integrazione di più canali online. I corsi per diventare un tecnico del Digital Marketing Turistico confluiscono quindi nei corsi per diventare esperti a 360° l’intero mondo digitale. 

 

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Consulente in Digital Marketing Turistico 

Un’altra figura che sta guadagnando molta popolarità è quella del consulente in Digital Marketing Turisticouna figura esterna all’azienda che aiuta a impostare e monitorare una strategia digitale come freelance. Un consulente è comunque un tecnico del turismo che si è formato sia in campo digitale che turistico, con la differenza che sceglie di lavorare come libero professionista per dei clienti esterni (che quindi possono cambiare di volta in volta) e non come parte integrante dell’organico aziendale.

In questo modo il suo lavoro è molto flessibile ma anche le sfide si moltiplicano, perché come consulente potrebbe dover analizzare e monitorare realtà molto diverse l’una dall’altra. Dopo aver comunque seguito un Master completo in digitale, un consulente in Digital Marketing per il Turismo deve apprendere come avviare la sua attività di consulenza vera e propria con un corso specifico per consulenti.

 

Digital Marketing Turistico: 2 case studies 

Vorrei ora proporti due esempi di strategie di Digital Marketing Turistico che hanno avuto grande successo, generando ottimi risultati in termini di brand awareness, engagement e condivisioni. Parto da un caso nostrano: immagino avrai sentito parlare dell’effetto Chiara Ferragni agli Uffizi di Firenze. Non si tratta altro che di una delle mosse più riuscite di Influencer marketing di questi ultimi anni, che ha coinvolto appunto la Galleria degli Uffizi di Firenze.

Con un’operazione di co-marketing tra la famosa Influencer e Vogue Hong Kong, il Museo è stato subissato di numeri pazzeschi: 610mila like ai post della Ferragni, 40mila i like al post della Galleria, 2500 e più commenti per non parlare del fatto che gli Uffizi sono stati un trend topic sia su Twitter che su Instagram che sul motore di ricerca Google. Il direttore del Museo, Eike Schmidt, ha sottolineato di aver ricevuto un aumento di 1810 presenze rispetto alla settimana precedente alla campagna, di cui la maggior parte erano giovani under 25 (con un aumento nel week end del 27% rispetto i numeri dell’anno precedente). Con questa campagna, gli Uffizi sono diventati ufficialmente anche il primo museo italiano a fare una diretta su TikTok. Questo è il segnale che non solo i canali digitali hanno un impatto tangibile, ma che una buona strategia (che tenga conto del target, in questo caso quello giovane) è la chiave di tutto. 

Un altro esempio interessante è quello dell’australiano 1888 Hotel, che sembra essere diventato il primo Instagram hotel al mondo. In questo caso non si tratta di Influencer marketing, ma di user-generated content ossia contenuto generato dagli utenti. L’hotel ha infatti deciso di sfruttare la capacità degli utenti di Instagram di essere loro stessi dei creatori di contenuti, invogliandoli a fotografarsi nell’hotel e condividere le foto con l’hashtag #1888hotel. Per farlo ha trasformato una parte della hall in un “selfie corner” e ha elaborato tutta una serie di promozioni per invogliare Influencer e Instagrammer a partecipare.

Per esempio, gli Instagrammer con più di 10.000 follower soggiornano gratis, mentre tutti possono vincere delle notti gratuite grazie a dei contest casuali in cui le varie foto con hashtag vengono votate dagli altri ospiti. Ormai il feed Instagram ha più di 1000 foto generate dagli stessi ospiti, una campagna a costo praticamente zero che ha portato però un impatto notevole in fatto di brand awareness e ha generato un vero e proprio profitto in termini di revenue.

 

Consigli finali per un’efficace strategia di Digital Marketing Turistico 

consigli utili digital marketing turisticoTi ho già parlato ampiamente di strategia e degli strumenti per attuarla. Prima di lasciarti, però, vorrei condividere con te un ulteriore spunto. Nella costruzione di una strategia efficace di Digital Marketing Turistico, ti consiglio di tenere sempre a mente tre domande specifiche: 

  • Chi sono i tuoi clienti (Buyer Personas)?
  • Quali sono i loro bisogni puoi soddisfare?
  • Cosa potrebbe portarli a credere che tu (o la tua attività) non sia la risposta al loro problema?

Più le risposte a queste domande saranno chiare, più sarai in grado di delineare la tua strategia. Innanzitutto definisci il tuo target partendo dalla Buyer Persona e poi analizza il suo customer journey; scegli quali strumenti utilizzare per “incontrarlo” nei vari touchpoint del suo percorso. Una volta settato il piano iniziale, monitora il lavoro dei canali scelti e agisci di conseguenza (funzionano tutti o qualcuno ti sembra inutile? Com’è il livello di engagement o il rate di apertura delle mail?). Elabora sempre degli scenari di ostacoli da risolvere e agisci su questi prima ancora che si presentino. Infine, non sottovalutare il lavoro post-acquisto: un customer service veloce ed efficiente sia su sito web che sui social, pronto a rispondere ai dubbi che si possono venire a creare fa sempre un buonissimo effetto sulle recensioni; richiedere un feedback sull’esperienza di acquisto via mail o via SMS pure. Tutto nella strategia dev’essere a misura del tuo target, parlare la sua lingua e alle sue emozioni, ma anche essere efficiente, veloce e rispondere a ogni preoccupazione.

 

 

APPROFONDIMENTO

 

 

Il Digital Marketing Turistico è probabilmente una delle più importanti novità introdotte dallo sviluppo del Web. Il mondo del turismo ha subito infatti cambiamenti a dir poco epocali. Lo sviluppo e la diffusione di Internet e dei Social Network hanno mutato radicalmente le strategie delle aziende e delle strutture turistiche, ormai in grado di raggiungere un numero di persone impensabile fino a qualche anno fa. Per la rubrica Digital Marketing abbiamo intervistato Sabrina Lieto, Mobile Marketing & Digital Strategist, di LastMinute.com. Nel proseguo di questo articolo andremo ad approfondire:

  1. la trasformazione nel settore originata dal Digital Marketing Turistico
  2. I canali utilizzati da Lastminute.com per la sua strategia digitale e i parametri di misurazione utilizzati
  3. l’impatto del mobile e del social media marketing turistico nel rapporto con il consumatore
  4. le figure professionali più richieste nel Digital Marketing Turistico e quali competenze deve permettere di acquisire un ottimo corso web marketing turistico.

 

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Il Digital Marketing Turistico che trasformazione ha prodotto nel settore?

sabrina lieto lastminute aziendaDa quando il mercato del turismo ha aumentato la sua presenza online, divenendo ormai per molti un servizio associato quasi esclusivamente alle OTA, anche il marketing ha dovuto seguire questo cambiamento. Utilizzare il Digital Marketing Turistico significa darsi l’obiettivo di rispondere in maniera più accurata, precisa e puntuale ai bisogni degli utenti, presenti online e spesso anche in mobilità. La dimensione mobile e delle app sta riscrivendo buona parte del Digital Marketing per il turismo. Basti pensare ai vantaggi che l’utilizzo del mobile ha portato in termini di comunicazione geolocalizzata (come nel caso delle applicazioni per guide turistiche).

 

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Quali sono i canali che Lastminute utilizza nella sua strategia di Digital Marketing Turistico?

sabrina lieto lastminute aziendaOgni processo di Digital Marketing Turistico entra a far parte di una strategia composita. Campagne Adwords, cura dei profili social e content marketing sono sicuramente alla base di buona parte della strategia, ma si sta puntando molto anche sul mondo del mobile con le applicazioni, che stanno aprendo una serie molto interessante di spunti, come la vendita di servizi o il customer support direttamente on app.

 

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Quali sono i vostri parametri di misurazione principali?

sabrina lieto lastminute aziendaE’ molto importante ricostruire il life cycle degli utenti, dal primo contatto, come la prima visita al sito ad esempio, al momento dell’acquisto del servizio. L’analisi prende in considerazione i diversi canali utilizzati e lo studio delle corti, per meglio comprendere le microtendenze degli utenti. Stessa cosa a livello dell’analisi del comportamento in app: esistono molti tool specializzati nel settore mobile che permettono di vedere il numero di app scaricate e le sessioni maggiormente visitate dagli utenti, cosa che permette dunque di realizzare una comunicazione molto più custom tailored.

 

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Con quali obiettivi è nato il progetto Map2app?

sabrina lieto lastminute aziendaMap2app nasce per rispondere alla crescente esigenza da parte del mercato di creare applicazioni mobile. L’intento è stato quello di creare un prodotto user friendly che non richiedesse la conoscenza di codici di programmazione per la costruzione delle app. In questo modo ogni utente, ente del turismo, travel blogger, web agency può produrre applicazioni (iOS, Android, Html5) inserendo i propri contenuti, immagini, video, e concentrandosi sul lato più creativo dello sviluppo. D’altro canto realizzare una travel app significa aiutare gli utenti che viaggiano o che stanno pianificando un viaggio, ad essere supportati da un vero personal traveller agent, sempre a portata di mano, che risponde a svariate esigenze prima e durante i loro viaggi.

 

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Quale è l’influenza del mobile e dei canali social nella vostra attività?

sabrina lieto lastminute aziendaMobile marketing e social stanno permettendo di creare un rapporto sempre più focalizzato al one-to-one, sia da un punto di vista prettamente marketing ma anche e soprattutto di customer service e support. Le comunicazioni inviate tramite notifiche push all’interno dell’applicazione ad esempio sono assolutamente mirate a quello specifico utente, che magari ha dimostrato una certa preferenza all’interno dei contenuti dell’app o che si trova in una certa zona geografica (push geolocalizzate). In più i servizi di chat, sempre inseriti all’interno delle app, aiuteranno le aziende a dare riposte sempre più mirate, così da offrire il servizio richiesto al momento opportuno e alla persona giusta secondo lo schema Who – What – When – How Often.

 

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Quali saranno le figure professionali più richieste nel Digital Marketing Turistico?

sabrina lieto lastminute aziendaSicuramente il notevole aumento dell’uso dei dispositivi mobile porterà la crescita di figure professionali più specializzate in tale settore e che sappiano utilizzare gli strumenti dedicati. La mobile digital analysis per esempio richiederà di saper leggere e distinguere il comportamento di un utente all’interno di una app da quello effettuato all’interno di un sito. Allo stesso modo nasceranno nuovi strumenti per aumentare il mobile engagement (chat in app, bot, mobile support one by one) e dunque le professioni ad esso collegate.

 

 

In questa seconda intervista, invece, viene intervistato Leonardo Prati, consulente, formatore nonché esperto di Digital Marketing Turistico, che ci ha fornito una visione chiara e completa delle sue caratteristiche.

 

 

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Digital Marketing Turistico: quali sono le sue peculiarità?

leonardo-prati-foto-blogLa peculiarità del Digital Marketing Turistico è sicuramente la necessità di conoscere il prodotto, ovvero conoscere esattamente il tipo di comunicazione efficace in quest’area di marketing molto particolare. La cosa importante nel Digital Marketing Turistico è quindi conoscere l’azienda o l’hotel di cui curerai la comunicazione online; se necessario bisogna viverla di prima persona, passando ad esempio qualche giorno all’interno della struttura. Questo è molto utile per capire che tipo di hotel è, e a che tipo di clientela si sta rivolgendo. Solo in questo modo possiamo capire a quale tipo di comunicazione bisogna dare spazio: comunicazione visiva piuttosto che storytelling o altre forme.

 

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Un ragazzo che vuole lavorare nel Digital Marketing Turistico quali competenze deve possedere?

leonardo prati foto blogLa competenza numero uno è sicuramente la pazienza; è fondamentale sopportare “l’ignoranza” delle persone che lavorano nelle strutture turistiche e che non conoscono la reale portata di questo tipo di comunicazione. Il risultato è che non riescono a comprendere il ritorno che puoi avere con un determinato budget di investimento. La seconda caratteristica fondamentale per chiunque voglia lavorare nel Digital Marketing Turistico è la chiarezza. Bisogna essere sempre chiari al 100% riguardo i ritorni di questo tipo di attività, che rischia sempre di essere sottovalutata da persone non addette ai lavori. Terza e ultima cosa è la capacità di immergersi nella situazione e nel particolare ambiente in cui si lavora; solo così si riescono a comprendere le reali esigenze del cliente e le strategie per aiutarlo. Questa qualità è fondamentale in un settore come quello del Digital Marketing per il turismo perché spesso e volentieri l’attività deve essere svolta in tempi molto brevi: in 60 giorni si concentra il 90% del lavoro di una struttura turistica.

 

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Nel Digital Marketing Turistico quanto sono importanti i social network?

leonardo prati foto blogI social network sono fondamentali. Il turismo è uno dei primi prodotti che si cercano online. Oltre ai tradizionali Tripadvisor, Booking, Expedia e così via, le persone utilizzano sempre di più i social network per capire che tipo di attività prevede e come si svolge la giornata tipo all’interno di una struttura ricettiva. I social network aprono di fatto le porte dell’hotel a tutti i possibili clienti. Puoi far conoscere ad esempio lo staff, con le classiche interviste brevi allo chef piuttosto che al receptionist o al proprietario dell’albergo. Permette quindi di “metterci la faccia” e andare oltre al classico sito internet statico con il tradizionale form di prenotazione. Un altro elemento importante che può essere sfruttato attraverso i social network è il real time. Interagire in tempo reale con le persone che stanno vivendo in quel momento nel nostro hotel; creando ad esempio un hashtag apposito su Instagram piuttosto che Twitter. Oppure utilizzare Pinterest per creare dei giochi; con un po’ di fantasia si possono inventare tante attività ludiche per coinvolgere i clienti. È vero che i social difficilmente ti fanno completare una prenotazione. Non si possono fare discorsi del tipo “se investi 10 euro su Facebook avrai due nuove prenotazioni”. Devono essere visti tuttavia come un qualcosa che va a completare la comunicazione della struttura turistica.

Il nostro viaggio nel Digital Marketing Turistico si conclude qui. Spero che quest’articolo ti abbia fornito tutti gli strumenti utili a sviluppare una strategia efficace per la tua attività turistica. A questo proposito, ti propongo anche la possibilità di richiedere un incontro gratuito con uno dei nostri consulenti per approfondire l’argomento o magari chiedere un aiuto per delineare finalmente la tua strategia.

 

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fabrizio benelli contentPRIMA STESURA A CURA DI FABRIZIO BENELLI

Da sempre appassionato del mondo Web, subito dopo la laurea (conseguita alla facoltà di Economia di Modena e Reggio Emilia) inizio a lavorare per un’azienda E-commerce, occupandomi della parte SEO. A fine 2014 inizio i Master in E-commerce e in Digital e Social Media Marketing presso Digital Coach.

Content Marketing: cos’è, strategie e vantaggi

Content Marketing: cos’è, strategie e vantaggi

 

Il content marketing consiste nel produrre contenuti rilevanti, utili e di valore per un preciso target, con lo scopo di attirare e fidelizzare clienti all’azienda.

Diverse sono le fasi che costituiscono questa attività strategica, iniziando con quella di produzione, ovvero creare contenuti testuali e visuali, fino a quella di diffusione che, come vedremo, può includere l’utilizzo dei social media, blogs e altri canali marketing.

In questo articolo, vedremo:

  • cos’è il content marketing;
  • cosa si intende per content strategy e come farla;
  • come sviluppare un piano di content strategy.
  • alcuni esempi di content marketing.

Ti renderai conto che il contenuto è fondamentale in tutte le strategie digitali utilizzate, dalla creazione di landing page, alla descrizione dei prodotti/servizi offerti o ancora, al brand storytelling aziendale.

La creazione di contenuti rilevanti, dalla creazione di landing page alla descrizione dei prodotti/servizi, è un must per una solida marketing strategy e per il raggiungimento degli obiettivi marketing prefissati.

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Content marketing: cos’è?

 

Il significato di content marketing (abbreviato content mktg), nella sua traduzione letterale, è marketing dei contenuti. Estendendo la trascrizione, potremmo dire che significa trasformare testi scritti, immagini e video, in strumenti per attirare clienti, i quali contribuiscono a far raggiungere gli obiettivi di business, supportando le strategie aziendali.

Il Content Marketing Institute, una delle voci più autorevoli a livello internazionale in questo ambito, dà questa definizione:

 

Content marketing è un approccio strategico di marketing che si focalizza sul creare e condividere contenuti validi, consistenti e rilevanti. Lo scopo dello stesso è quello di attrarre e mantenere viva la relazione con una audience ben definita e, alla fine, guidare le azioni degli utenti in modo profittevole.

Nel mercato americano, le aziende hanno colto già da tempo i grandi vantaggi di questa strategia di marketing. Basti pensare alla famosissima frase Content is king di Bill Gates, il numero uno della Microsoft, che afferma l’importanza del contenuto online e offline, e che è diventata ormai un cult tra i digital marketers.

Anche in Italia, gli imprenditori stanno comprendendo quali vantaggi competitivi possono trarre inserendo un piano di contenuti marketing all’interno del proprio disegno strategico.

Il digital content marketing rappresenta una parte della strategia di Inbound marketing.

Possiamo sintetizzare i due concetti in:

  • inbound marketing, azioni finalizzate ad attrarre i clienti verso la propria attività commerciale. Ne sono un esempio: campagne DEM (direct e-mail marketing), optin, notifiche push, lead generation, ecc…
  • content marketing, un modo di attrarre il proprio target, basato sulla produzione e diffusione di contenuti: articoli, post sui social, recensioni, risorse, ecc…

 

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L’importanza strategica del content marketing

 

Dunque, con il content marketing si può fare business sul web? La risposta è sì.

Ogni azienda, B2B o B2C, si può impegnare in progetti di digital content. Ecco, ad esempio, gli obiettivi che potresti raggiungere usando contenuti online:

  • Migliorare la Brand Awareness;
  • Portare traffico sul tuo sito;
  • Generare lead di valore;
  • Fare Inbound Marketing;
  • Acquisire nuovi clienti;
  • Aumentare la retention e la fidelizzazione dei clienti.

 

Content MarketingUn contenuto valido e rilevante deve informare, educare, divertire, coinvolgere e intrattenere il tuo target. Infatti, il marketing con i contenuti non è un mezzo di vendita diretta, piuttosto attrae verso di te il tuo target, e contribuisce a farti trovare nuovi clienti, oppure ad instaurare una relazione duratura con quelli che hai già acquisito.

L’obiettivo del web content marketing è fare in modo che sia il consumatore ad avvicinarsi al brand (Pull) e non il marchio ad inseguirlo, come, ad esempio, avviene nelle campagne SEM, Display, Social Advertising (Push).

Creare un content che lavora per costruire fiducia, credibilità e autorità nell’utente, andando ad eliminare possibili resistenze lungo il processo d’acquisto. Potrebbe rivelarsi molto efficace utilizzare la strategia di copywriting a risposta diretta per condizionare il customer behaviour ed avere effetti positivi sulle vendite delle aziende e sul ROI.

Quello che dovresti fare è comunicare notizie riguardo il tuo prodotto o servizio sul web e sui social network, ma tenendo bene a mente che i contenuti devono fornire ai tuoi possibili clienti informazioni utili, istruttive, pratiche ed emozionanti.

 

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Come fare content marketing

 

piano marketing dei contenutiVediamo come utilizzare i contenuti per promuovere la tua azienda, aumentare i tuoi clienti e incrementare le vendite. Andando per step, dovresti:

  • Analizzare il target di riferimento;
  • Produrre contenuti;
  • Distribuire i contenuti secondo il piano di comunicazione scelto.

 

 

 

 

Analisi delle buyers personas

 

Per fare content marketing, bisogna cominciare con lo studio dei clienti tipo a cui ti vuoi riferire, e ai quali hai intenzione di vendere i tuoi prodotti o servizi.

Per sapere qual è l’identikit dei tuoi clienti ideali, trova le risposte alle seguenti domande:

  • Chi sono;
  • Dove sono;
  • Qual è la loro età;
  • Di che genere sono;
  • Che problemi hanno;
  • Quali sono i loro desideri;
  • Quale bisogni hanno;
  • Che difficoltà incontrano nella vita di tutti i giorni.

Tutte informazioni che ti consentiranno di affinare il profilo delle buyer personas al fine di proporre loro argomenti sempre più mirati.

Ora hai il tuo content marketing plan!

 

 

Produzione dei contenuti

 

Il secondo step è utilizzare tali informazioni per individuare quali contenuti web sono utili al tuo pubblico. 

Quali caratteristiche strategiche dovrebbero avere i contenuti che andrai a creare?

customer journey

  • Rispettare la fase del customer journey funnel nel quale il tuo target di riferimento si trova. Ad esempio, posts su piattaforme social sono più propensi a creare “awareness” tra prospects che non hanno ancora sentito parlare del tuo prodotto. Al contrario, una newsletter, sarà più appropriata per chi ha già raggiunto la fase “purchase” nel processo di acquisto o magari per un potenziale cliente che è intenzionato a comprare. 
  • Ottenere interazioni da parte del tuo pubblico: ovvero, azioni che i tuoi utenti compiono in maniera spontanea, come commenti e condivisioni.
  • Connessione emotiva: un messaggio riguardante un prodotto deve coinvolgere immediatamente, la persona deve trarne beneficio senza sforzi cognitivi. 
  • Valore pratico: una risorsa consultabile o scaricabile sul web, oltre ad essere di facile comprensione, deve anche avere un’utilità e contribuire a risolvere i problemi e/o richieste dell’utente.
  • Raccontare una storia mai raccontata prima: attraverso lo storytelling devi creare un’esperienza unica, associabile ad un solo marchio, il tuo. In questo modo, potrai far leva sulla memoria e l’emozionalità dell’utente, che sarà molto più propenso a diventare tuo cliente.

Sai creare contenuti che rispecchiano tutte queste caratteristiche? Se la risposta è affermativa, allora sei pronto per sviluppare e implementare la tua digital content marketing strategy!

Quindi, quali sono le risorse sul web che potresti creare? 

 

 

Testi scritti: Blog, e-book, mini-guide

 

content marketing strategyIl blog aziendale è uno strumento di content marketing tra i più utilizzati. Non si tratta solo di scrivere articoli, ma anche risorse come mini-guide ed e-book. Analizziamo le diverse tipologie di contenuti testuali:

  • Articoli per blog: scrivere articoli da pubblicare sul proprio blog o su siti terzi è fondamentale in qualunque strategia di contenuto efficace. Può essere utile per diffondere il marchio e ottenere backlink di valore per il tuo sito web. 
  • Presentazioni powerpoint: potete trasformare le vostre presentazioni in infografiche, aggiungerle ai vostri post sul blog o caricarle su Slideshare in LinkedIn, ad esempio. In questo modo, rafforzerai anche la tua strategia di social content marketing.
  • Tutorial e mini-guide: sono un ottimo modo per accrescere la propria autorità nelle aree di competenza, si possono fornire informazioni e aiuti aggiuntivi ai lettori.
  • Ebook, libri, prodotti e/o programmi: utili per costruire autorità e generare fiducia; puoi, ad esempio, creare un ebook e venderlo su Amazon, oppure inserirlo nel tuo sito web in formato PDF e magari utilizzarlo come lead magnet per generare contatti e rafforzare la tua strategia di inbound marketing. 

 

 

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Elementi visual: foto, infografiche, immagini

 

Oltre alle risorse testuali si può considerare il visual content, ovvero l’utilizzo di tutto ciò che può essere espresso in forma visiva.

  • Infografiche: una combinazione d’immagini e testi sintetici, esplicativi e di facile comprensione utilizzati per comunicare informazioni in modo visivo, facilitandone la trasmissione. Vengono spesso utilizzate per i dati statistici e report.
  • White papers: utilizzati per la creazione e promozione di articoli che forniscono informazioni approfondite su un particolare argomento, ad esempio: soluzioni ad un problema, vantaggi di un prodotto e/o servizio, case study. È il tipo di contenuto ideale per espandere il database, creare prestigio e accrescere la reputazione del tuo marchio.

 

 

Video, webinar, dirette

 

video content marketingAltra tipologia di risorse che puoi creare sono i video. Per fare video content marketing, potresti ideare brevi video pubblicitari, di puro contenuto, molto lunghi ed elaborati, da pubblicare su Youtube, Facebook o Instagram.

  • Video: si può utilizzare per promuovere un marchio, un prodotto o un servizio. Le piattaforme ad oggi più utilizzate per diffondere elementi video sono Youtube, Vimeo, Facebook e Instagram, soprattutto con Instagram TV.
  • Webinar: è un tipo di conferenza, workshop o seminario trasmesso su internet, tramite il quale si offrono informazioni ed esperienze formative agli utenti. Ad esempio si utilizzano per incrementare le vendite di corsi online. Oggi i webinar sono una componente essenziale del web content marketing, proprio grazie alla semplicità e alla flessibilità dei nuovi strumenti.
  • Dirette in streaming: la caratteristica principale è l’interattività tra i partecipanti e il docente. Come in ogni evento pubblico, i partecipanti possono vedere cosa fa il docente, commentare, ascoltare e fare domande in diretta. 
  • Podcast: video senza immagini, o anche articoli in formato audio. Molto utili per chi non ha tempo di leggere un intero articolo. Il vantaggio di tale risorsa è che la si può ascoltare quando e dove si vuole.

 

 

Distribuzione dei contenuti

 

Sarebbe bello se il lavoro fosse finito qua, vero? Mi dispiace, ma il tuo lavoro di digital content marketer ha l’obiettivo di portare al successo questi contenuti, quindi non puoi prescindere dalla loro distribuzione.

Per procedere nella diffusione di content, dovrai scegliere le piattaforme più adatte a rendere visibile e promuovere il tuo lavoro. Inoltre, dovrai stabilire un timing per la pianificazione dei contenuti, cioè un piano editoriale che comprenda i tuoi articoli di blog, post sui social, newsletter e qualunque altra risorsa da te creata specificandone data e ora di pubblicazione.

 

Ecco alcuni esempi di canali per la distribuzione di contenuto:

  • content marketing seo copyBlog e siti internet che rispettano la SEO: Potresti iniziare la distribuzione dei contenuti all’interno di un blog aziendale che sia online e che abbia una sua presenza, una sua forza e anche un suo pubblico di riferimento. Otterrai i risultati sperati solo se il contenuto pubblicato è stato generato seguendo le tecniche SEO, grazie alle quali il tuo sito web o blog potrà trovarsi tra i primi risultati del motore di ricerca. Ricordi che all’inizio ho citato la frase: “content is king”? Se fornisci ai motori di ricerca dei testi ottimizzati, sarai premiato in termini di posizionamento. Inoltre, se il contenuto è riuscito a colpire il giusto target e a generare fiducia, l’utente lo condividerà con la sua cerchia professionale o personale. A tale riguardo, ricorda sempre di attivare nel contenuto i pulsanti di social sharing.
  • Advertising online: Per aumentare il numero di persone che viene raggiunto dai tuoi messaggi, puoi ricorrere all’advertising online. In questa fase, puoi utilizzare degli strumenti pubblicitari, e prevedere un budget per rendere visibile il tuo contenuto anche al pubblico che finora non ti ha conosciuto. Devi stabilire un timing di content marketing, in cui dai priorità al tuo lavoro, in base ai risultati che intendi raggiungere. Potresti, per esempio, creare campagne sui motori di ricerca (SEM), Ads su Youtube, Facebook e Instagram o stringere partnerships con altri blog autorevoli nel tuo settore.
  • Mailing list: Se nel tempo sei riuscito a costruire un tuo database con contatti realmente interessati a ricevere le tue newsletter e le tue risorse gratuite, puoi utilizzare l’e-mail marketing per inviare a questi lead gli elementi che hai prodotto, attraverso newsletter periodiche. Questa attività, definita lead nurturing rientra nelle operazioni d’Inbound marketing.

 

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Esempi di content marketing strategy

 

Ti propongo ora tre esempi di content marketing di successo che possono servirti per migliorare sin da subito la tua produzione e diffusione di risorse online. 

 

1. Coca Cola: viral content

 

viral content coca cola
Con la campagna “Share a Coke” Coca Cola ha utilizzato una strategia basata sulla condivisione: ha reso possibile infatti customizzare le etichette delle bottiglie in modo che ogni cliente potesse acquistare quella più adatta alle sue esigenze.

Questo ha permesso a Coca Cola di farsi fare pubblicità direttamente dai consumatori, grazie ai video e alle foto che le persone comuni si scattavano per mostrarsi con la propria bottiglia personalizzata.

Che dire? Un ottimo esempio di creative content marketing, in cui il consumatore diventa il vero ambasciatore del brand.

 

2. Cere’s: Social Content Marketing

social media content ceres La nota azienda Cere’s da anni sfrutta il potere dei social media per produrre contenuti di qualità che diventano virali in pochissimo tempo. Cos’è il Social Media Content? Molto semplice: è l’attività attraverso cui si producono e diffondono contenuti attuali facendo leva sui social network.

Cere’s ad esempio utilizza moltissimo Facebook per rendere virali i suoi contenuti, sempre freschi e divertenti. Gli ingredienti della sua strategia? Un’ottima pianificazione dei contenuti, l’attenzione al real time marketing senza cadere nel cattivo gusto, il tutto condito con una buona dose d’ironia.

 

3. Tannico SPA

 

strategia content Tannico
Chiudiamo con un esempio tutto italiano, quello della famosa enoteca online Tannino. Questa azienda ha sviluppato una strategia di content operante su due fronti: le mini-guide e le newsletter.

Mentre le guide dei vini a catalogo rappresentano un modo di fare content abbastanza tradizionale, grazie alla newsletter Tannico è in grado di rendere personale ed emozionale il suo messaggio: infatti, i clienti ricevono email personali che li esortano a viaggiare con la mente nello spazio e nel tempo. Questo particolare approccio permette di creare legami solidi con i consumatori, facendoli sentire al centro del rapporto: ogni cliente riceve una newsletter personalizzata e contenuti di valore che lo invogliano ad approfondire l’universo del vino di qualità.

 

 

Conclusione

 

content marketing digital planningRiassumendo quanto detto finora, avrai capito che non basta solo elencare i vantaggi di un prodotto e creare un contenuto chiaramente orientato alla vendita per aumentare il successo aziendale. Le informazioni fornite devono rappresentare un valore per l’utente che le riceve.

Abbiamo visto che esistono diversi modi per usare i contenuti nel marketing come ad esempio, posts sui social media, video su piattaforme di video marketing, articoli su blog e web pages, e-book scaricabili gratuitamente, webinars, powerpoints.

Anche se le modalità di produzione di ogni contenuto possono essere diverse, i benefici derivanti da una corretta strategia di content sono davvero molti e rispecchiano ogni fase del cusomer journey. Dall’aumento della conoscenza del marchio, all’incremento di prospects (potenziali acquirenti), fino alla crescita di quei clienti che al tuo brand si sentono fidelizzati. 

Che altro aspetti? Trasformati subito in content strategist e inizia a sfruttare tutti i benefici che i contenuti hanno a disposizione.

 

 

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Martina-Santoro-digital-coach

TRASCRIZIONE A CURA DI MARTINA SANTOROlinkedin_badge

Laureata in Lettere e orientata ai numeri, ho seguito il percorso Digital Certification Program ed ora lavoro come Digital marketing specialist e Content strategist. La mia aspirazione è continuare a formarmi per diventare una professionista del digital marketing che aiuta aziende e liberi professionisti nella crescita del loro business.

Carlotta Ceruti fotoSECONDA OTTIMIZZAZIONE A CURA DI CARLOTTA CERUTIlinkedin_badge

Da più di tre anni mi occupo di marketing digitale. Credo che grazie a un’ottimizzata presenza nel web qualunque azienda possa aumentare la propria visibilità e incrementare il numero dei nuovi clienti.

Marketing one to one: cos’è e come applicarlo nel digital

Marketing one to one: cos’è e come applicarlo nel digital

Il marketing è un settore in continua evoluzione. Questo è un dato di fatto. Bisogna sempre aggiornarsi e capire quali sono le ultime novità. Una di queste è il marketing one to one. È sicuramente una delle ultime tendenze di questo settore. Stiamo parlando di un marketing completamente diverso da quello classico a cui tutti noi siamo abituati. Si tratta infatti di un marketing personalizzato.

Per marketing personalizzato si intende un tipo di marketing in cui gli annunci e le campagne sono personalizzate e diverse per ogni utente. Sono create ad hoc per un utente specifico e studiate in base agli interessi personali di ciascuno. Ma non solo: dati demografici, istruzione, lavoro, sono tutte informazioni che possono essere utilizzate per creare campagne più efficaci e aumentare le conversioni.

Email spam, Pop up e telefonate a tappeto sono una cosa che tutti noi abbiamo sperimentato e che fa parte di un marketing ormai datato, un marketing che non può più essere utilizzato. Capire che bisogna mettere al centro l’utente può fare la differenza.

 

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Che cos’è il marketing one to one?

Partiamo da un esempio: Entriamo nel nostro solito bar abituale, magari quello che frequentiamo tutte le mattine prima di andare a lavoro, o quello dove andiamo tutte le domeniche con la nostra famiglia. Il barista ci riconosce, ci saluta e ci dice: “facciamo il solito? Cappuccino con cacao e brioche alla crema?”

Ecco, questo è un semplice esempio di marketing one to one.

Il barista ci conosce, sa quali sono le nostre abitudini, cosa ci piace mangiare e c’è lo propone direttamente.

Il marketing one to one (a volte detto semplicemente marketing 1:1) è una strategia che si basa sulla conoscenza delle scelte individuali, fatte da un cliente. Il cliente viene messo al centro della strategia ed è in base alle sue caratteristiche che vengono studiate e ideate le campagne e gli annunci. Le parole chiave diventano quindi utente e personalizzazione.

L’era del marketing unidirezionale è ormai finita. La pubblicità ripetuta in modo uguale per tutti non ha più senso ormai. Il mondo sta cambiando e di conseguenza deve cambiare anche il marketing. Siamo sempre stati abituati a un tipo di pubblicità che risale agli inizi degli anni 20 del secolo scorso. Epoca in cui si iniziarono a trasmettere i primissimi messaggi pubblicitari. Prima tramite le radio e successivamente tramite la televisione e i primi canali.

Un unico spot pubblicitario, con un unico messaggio, rivolto a tutti indistintamente. Ecco come si strutturavano, e si strutturano ancora, le campagne advertising. Infatti, nonostante gli investimenti nel mondo digitale aumentino ogni anno sempre di più, le aziende dimostrano di non voler cambiare il loro modo di fare.

Prendiamo come esempio i pop-up. Si tratta di finestrelle che si aprono sullo schermo mentre visitiamo una pagina web. Tutti noi li abbiamo visti, anche molto spesso. Interrompono la lettura di un articolo o la visione di prodotto su un e-commerce, diventando alle volte veramente insopportabili.

Degli studi condotti da Kantar, società leader mondiale nell’analisi dei dati, hanno dimostrato che sempre più persone installano sul proprio browser dei blocker, ossia dei programmi che bloccano quei pop-up. Lo studio parla chiaro: gli utenti li odiano ma nonostante ciò le aziende continuano a proporli. Questo significa non rispettare i clienti che con il tempo perderanno la fiducia dell’azienda.

marketing one to onePer fortuna però, le cose stanno cambiando. Moltissime aziende oggi si stanno convertendo al marketing one to one. Hanno capito quale sia l’importanza del cliente mettendolo al centro di tutta la strategia di vendita.

In questo modo il cliente non si sente perseguitato ma rispettato. L’azienda, grazie al marketing one to one, consegna il suo messaggio al momento giusto, nel posto giusto, alla persona giusta. Quindi il cliente riceverà un messaggio sul proprio canale preferito che gli permetta di soddisfare un’esigenza specifica.

Naturalmente, per fare ciò bisogna conoscere i propri clienti. È essenziale quindi comprendere al massimo il consumatore e raccogliere una quantità notevole di dati.

Se molti anni fa, quando venivano mandate in radio le prime pubblicità, era veramente difficile riuscire a raccogliere dati su molte persone, oggi non è più così.

Ci sono moltissimi tool e strumenti che permettono di segmentare, classificare e raccogliere dati sui propri consumatori. Si possono fare A/B test sulle proprie campagne, ottenere insight immediati sulle pubblicità online e avere report personalizzati dei propri risultati.

Le aziende non hanno più scuse! Il marketing one to one è il futuro.

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Le tipologie di marketing one to one

Ora che abbiamo visto un po’ più nel dettaglio che cos’è il marketing one to one cerchiamo di capire in che modo può manifestarsi. Esistono due tipi fondamentali di marketing one to one.

 

Marketing one to one: Personalization 

In questo caso l’azienda acquisisce le caratteristiche e le preferenze dell’utente in base, ad esempio, agli acquisti precedenti. Una volta creato il profilo dell’utente, a quest’ultimo verranno proposti articoli adatti a lui, creando un piano di marketing 1:1.

Un esempio classico di questa particolare tipologia è Amazon. Amazon è noto per la strategia di marketing one to one di maggiore successo. Il sito non fa altro che proporre articoli in base agli interessi passati (ricerche sul sito o acquisti).

Anche Netflix utilizza questa strategia ricordando i film, le serie tv e le ricerche fatte dall’utente per poter poi proporre film adatti a lui.

 

Marketing one to one: Customization

marketing 1 to 1A differenza della prima strategia, l’azienda non acquisisce le preferenze dell’utente in base agli acquisti passati. Ma è direttamente l’utente che fornisce all’azienda le sue preferenze e i suoi gusti.

Un esempio di questa particolare strategia sono i venditori di computer, che offrono ai clienti la possibilità di personalizzare il proprio acquisto.

Si parte da un modello base al quale è possibile applicare tutta una serie di modifiche: diversa memoria di archiviazione, software preinstallati, funzionalità aggiuntive, colori personalizzati e molto altro. Tutto questo in base ai gusti personali di ciascun utente.

Un altro esempio, sono i siti di notizie che permettono ai propri utenti di scegliere quali notizie visualizzare (politica, economia, cronaca e molto altro). In questo modo si crea una pagina, direttamente sul sito, completamente personalizzata e creata ad hoc per ogni utente.

Anche a livello offline può essere utilizzata questa strategia. Pensa, ad esempio, ai negozi di yogurt che mettono a disposizione dei propri clienti molti gusti e condimenti per poter creare il proprio yogurt personalizzato. In questo caso non è l’azienda a memorizzare le preferenze dell’utente ma è semplicemente quest’ultimo a indicarle.

 

I professionisti digitali nel marketing 1:1

Adesso andiamo ad analizzare quali sono i professionisti che entrano in gioco durante la creazione e il mantenimento di un piano di marketing one to one:

  • CRO Specialist: ottimizzare le conversioni è sicuramente uno degli aspetti più importanti in una strategia di marketing digitale. Un buon CRO Specialist sarà in grado di adattare la strategia in modo da poter essere utilizzata anche in un marketing one to one.
  • Market Research Analyst: questi professionisti si occupano di ricerche di mercato, analizzano e riportano i dati dei consumatori che si approcciano all’azienda. Per poter creare una buona strategia di marketing one to one, la raccolta dei dati e la loro analisi è fondamentale. Quindi i Market Research Analyst diventano, in questo caso, figure essenziale per la buona riuscita della strategia.
  • Senior Manager: un buon Senior Manager deve essere specializzato nel marketing one to one e nella creazione di una strategia adeguata. Si tratta di un ruolo di fondamentale importanza, in quanto deve decidere quale strategia utilizzare. Deve quindi avere esperienza nel settore one to one e presentare idee innovative e valide.

 

Come applicare il Marketing one to one nel digital

Sono molti gli elementi che bisogna tenere in considerazione quando si decide di avviare una campagna one to one digitale.

In generale, ecco quali sono i quattro passaggi fondamentali:

1) Identificare i potenziali clienti e utenti: creare un database con tutte le informazioni riguardo i nostri clienti è un ottimo punto di partenza. Che cosa sappiamo di lui? Quali sono le sue preferenze? Dove abita? Quanti anni ha? Maggiori sono le informazioni meglio è. Naturalmente, questo database deve essere continuamente aggiornato con tutte le informazioni che potrebbero essere acquisite con il tempo. Ad esempio, se il nostro cliente ha acquistato una stampante potrebbe aver bisogno delle cartucce. Quindi è importante conservare le informazioni sugli acquisti passati.

2) Interagisci con i clienti: chiedere un feedback è una delle cose più semplici e utili che puoi fare. In questo modo puoi ricavare altre informazioni che potrebbero essere utili per capire i suoi bisogni e i suoi problemi.

3) Differenziare i clienti: ora che hai acquisito una certa quantità di informazioni riguardo i tuoi clienti, è necessario dividerli e organizzarli in gruppi. Naturalmente un cliente può essere inserito in più gruppi. Se pensi che un gruppo possa acquistare, in modo più probabile, un prodotto X rispetto ad un prodotto Y, sviluppa una strategia di email marketing, ad esempio, che incoraggi i tuoi clienti ad acquistare quel determinato prodotto.

4) Personalizza: creare articoli personalizzati per ogni singolo utenti può fare la differenza sul mercato. Molte aziende puntano su questo aspetto per aumentare i loro guadagni. Crea una esperienza di acquisto che l’utente farà fatica a dimenticare.

 

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I vantaggi del marketing 1:1

Se applicato con i giusti criteri, il marketing one to one può portare all’azienda moltissimi vantaggi. Il vantaggio principale resta la fidelizzazione. Aumentare la gratificazione dell’utente presentandogli messaggi personalizzati e dedicati unicamente a lui, farà aumentare la sua fiducia nel brand e la sua soddisfazione.

Molti studi dimostrano che questo tipo di comunicazione aumenta le vendite e la fidelizzazione dei clienti. Prendiamo in esame gli studi condotti da Accenture Interactive nel 2018. In particolare il report denominato “Personalization Pulse Check“. Sono stati intervistati più di 8000 consumatori provenienti da tutto il mondo.

Vediamo nel dettaglio i risultati di questi studi: 

  • marketing one to oneMoltissimi consumatori, circa il 91%, ha indicato che preferisce acquistare da siti che forniscono offerte personalizzate e suggerimenti  pertinenti
  • L’80% dichiara di acquistare solo da siti che personalizzano la loro esperienza di vendita.
  • Il 90 % dei consumatori afferma che è disposto a fornire le proprie preferenze e i propri dati comportamentali in cambio di una migliore esperienza di acquisto.
  • L’81% delle aziende statunitensi esaminate dichiara che personalizzare l’esperienza di vendita funziona e aumenta le vendite.
  • Utilizzare una strategia di marketing one to one può aumentare la spesa dell’utente del 500%.

Oltre ad aumentare le vendite, un buon progetto di marketing one to one può portare vantaggi anche in altre aree:

  • Pay per Click: segmentare il pubblico e studiare le parole chiave può aiutare a capire le intenzioni del consumatore e quindi migliorare questa metrica. Crea campagne pubblicitarie differenziate per rendere gli annunci più pertinenti per l’utente. Sono importanti anche gli eventi in tempo reale che possono darti l’opportunità di personalizzare ulteriormente le campagne.
  • Retargeting: ricercare le persone che sono rimbalzate sul sito senza acquistare.
  • Social Media: è sicuramente uno dei modi più semplici per segmentare il proprio pubblico e ottenere risultati migliori. I social mettono a disposizione tutta una serie di metriche tramite le quali è possibile segmentare il proprio pubblico.
  • Sito Web: creare pagine personalizzate quando l’utente effettua l’accesso al sito migliorerà l’esperienza dell’utente che quindi convertirà maggiormente.
  • E-mail: segmenta il database della posta elettronica creando mail personalizzate per i tuoi utenti.

Tutte queste aree miglioreranno i loro risultati se alla base del loro utilizzo troviamo una strategia basata sul marketing one to one.

 

I limiti del marketing one to one tradizionale

Come hai potuto ben vedere il marketing one to one, se eseguito nel modo corretto, ha un sacco di vantaggi ed effetti positivi. Nonostante ciò, questo tipo di strategia presenta alcuni problemi di grande importanza:

  • Riuscire a creare un messaggio che si adatti al 100% delle esigenze dei nostri clienti non è così immediato. A livello teorico può sembrare semplice, ma non è così. Creare un messaggio di questo tipo può essere molto complesso se non si hanno le competenze o un’esperienza adeguata.
  • La creazione di un database segmentato può risultare complesso. Come abbiamo visto, creare un database contenente tutte le informazioni che riusciamo ad ottenere dai nostri clienti è essenziale. Ma a volte non è così semplice reperire le informazioni.
  • I costi elevati. Molto spesso questo genere di strategia richiede dei costi elevati. Soprattutto all’inizio, non tutte le aziende possono permettersi dei costi del genere. Inoltre, sono richiesti professionisti del settore che, naturalmente, fanno aumentare ulteriormente il budget. Questo limite, però, si riduce drasticamente se parliamo di mondo digitale. Infatti, se applicare un piano di marketing one to one può essere molto dispendioso a livello offline, questo non si può dire per il mondo online, dove i costi sono molto più bassi.
  • Questo tipo di strategia richiede un lungo periodo di tempo. Affinché si possano cominciare a vedere dei risultati, deve passare un po’ di tempo. L’identificazione della strategia, la raccolta dei dati, sono tutte fasi che richiedono tante settimane o addirittura mesi. Se l’azienda ha a disposizione poco tempo per attuare la sua strategia, forse dovrebbe fare a meno del marketing one to one.

Naturalmente ogni azienda deve valutare i pro e i contro di questa strategia e vedere se, nella sua realtà, il marketing one to one può essere una mossa vincente per aumentare le conversioni.

 

Esempi di marketing 1:1

Ora sai tutto quello che c’è da sapere sul marketing one to one. Voglio proporti alcuni esempi da cui prendere spunto per creare la tua strategia.

Google: Google manda spesso mail personalizzate ai suoi utenti. Un esempio sono le mail che riepilogano gli spostamenti fatti dagli utenti nell’ultimo mese o nell’ultimo anno. In queste mail google indica quanti chilometri sono stati percorsi dall’utente, quali sono i luoghi che sono stati visitati, che siano locali o città, quali sono i nuovi paesi visitati e molto altro. Grazie alle informazioni sulla posizione, che l’utente condivide con il motore di ricerca, Google riesce a inviare mail personalizzate, molto dettagliate e personali per ogni persona.

Spotify: in base al genere musicale e alle canzoni che in genere vengono ascoltate dalla persona, Spotify genera delle playlist personalizzate per ogni utente. Se usate questa applicazione, sicuramente avrete visto la Playlist Discover (scopri). Si tratta di una vera e propria raccolta di brani suggeriti direttamente dall’applicazione e che potrebbero piacere all’utente, in base ai suoi ascolti passati. Quindi Spotify raccoglie e conserva tutte le ricerche e gli ascolti per poter generare questa playlist completamente personalizzata.

Coca-Cola: il marketing one to one naturalmente non riguarda solo il mondo digitale. Ti ricorderai sicuramente delle bottiglie di Coca-Cola vendute qualche anno fa. Avevano la particolarità di riportare, sull’etichetta, i nomi delle persone. Anche in questo caso di tratta di campagne marketing personalizzate.

Grammarly: questa è una estensione del browser che permette di imparare una nuova lingua. Corregge le parole che scrivi e controlla il testo a livello grammaticale. È veramente molto utile se si vuole, ad esempio, imparare l’inglese. Questa applicazione ogni mese invia all’utente una mail nella quale vengono riassunte le parole nuove imparate, i miglioramenti riportati e la precisione grammaticale.

Kroger: è una catena alimentare inglese. Questi negozi hanno ideato un modo semplice ma molto efficace per acquisire dati sugli utenti. Si tratta di una tessera club chiamata “preferred customer club(scopri). Non è una semplice tessera che permette di raccogliere punti. Ogni volta che un cliente la usa, il market memorizza i suoi acquisti. In questo modo vengono create delle vere e proprie mail personalizzate in cui vengono proposti ai clienti coupon e sconti sugli articoli che acquistano più spesso.

Questi sono solo alcuni esempi, ma ce ne sono veramente moltissimi altri. Come ho detto, sempre più aziende stanno ampliando la loro strategia marketing one to one. Bisogna ammetterlo, è gratificante ricevere messaggi completamente personalizzati. Nel futuro sempre più aziende capiranno l’importanza di questa metodologia.

 

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Ora hai capito l’importanza del marketing one to one all’interno di una strategia. Molte aziende hanno puntato a questo tipo di strategia aumentando di molto le loro conversioni. Ma non solo! Anche la soddisfazione dei clienti è migliorata, come anche la loro fiducia nell’azienda.

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Il tuo prodotto (o servizio) è ciò da cui tutto inizia. Se davvero vuoi investire nell’ advocate marketing, se vuoi che le persone spontaneamente parlino di te, hai una sola strada: vendi qualcosa che sia di prim’ordine. E che si distingua. Pensa alla tua esperienza diretta: ti verrebbe mai in mente di consigliare agli amici qualcosa che hai acquistato ma che non hai trovato soddisfacente? O che avresti potuto facilmente reperire altrove?

Per offrire un prodotto migliore hai tutto ciò che serve: è il tuo, nessuno meglio di te conosce come lo fai. Ne conosci lo scopo, quindi ti è facile immaginare quali siano le aspettative dei consumatori acquistandolo. E poi? Guarda i tuoi reclami o le lamentele dei tuoi concorrenti e sfruttali: usa quei preziosi feedback per migliorare ciò che stai mettendo sul mercato.

 

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Il marketing advocacy inizia nel punto in cui il team di vendita termina il proprio lavoro e passa la palla. Un tempo il lavoro del marketing si concludeva con l’acquisto del prodotto, oggi non è più possibile ragionare in questi termini.

Inizia semplicemente una nuova fase, quella in cui l’azienda deve concentrarsi sul monitorare la soddisfazione del cliente che ha acquisito, sorprenderlo ancora, spingerlo a crescere magari con nuovi acquisti e creare una grande esperienza di brand finalizzata alla fidelizzazione.

Naturalmente, a tal proposito è essenziale dotarsi di una metrica per poter misurare la soddisfazione del cliente e strumenti professionali come il Net Promoter Score sono preziosi in questo senso. Inoltre, è opportuno analizzare il coinvolgimento dei clienti con i propri contenuti sul sito web, sui canali social e su quelli di assistenza. 

Riassumendo: quando qualcuno acquista dalla tua azienda stai vendendo lui un’esperienza che inizia con l’atto di acquisto ma può (e deve) andare oltre. Come? Con un packaging memorabile, o con un’ottima user experience sul tuo sito web o ancora una puntuale e rapidissima esperienza di customer care. Sono solo alcuni esempi, naturalmente. 

 

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L’importanza del servizio clienti

E’ uno dei metodi più semplici, ma anche più faticosi, per distinguersi. Le vicissitudini di chi acquista sono innumerevoli, il web è pieno di storie di disavventure e feedback negativi. Attrezzarsi per non finire in questo magma di lamentele è essenziale. E’ possibile avere dei disguidi con dei prodotti, è altrettanto possibile che un marchio riesca a convertire questa difficoltà in un’opportunità. 

Il ruolo del customer service nell'advocacy marketingUn’assistenza pronta, precisa, cortese e puntuale può cancellare la cattiva esperienza avuta in fase di acquisto o di uso del prodotto e accrescere enormemente la fiducia nel marchio.

A maggior ragione se si vende digitalmente: lo sai che il 66% degli utenti controlla la pagina dei resi prima di acquistare un prodotto? Avere una policy trasparente e chiara è essenziale, è facile intuire che impatto abbia sulle vendite.

 

Condividi le esperienze

Benissimo, la tua strategia di advocacy marketing funziona e hai tanti clienti che sostengono il tuo marchio. Cosa farne?

Vorrai mostrare, nel tuo negozio online e in tutti i canali a tua disposizione, tutte quelle opinioni positive e i contenuti che i tuoi advocate condividono online a proposito del tuo brand, della tua attività, della loro esperienza con i tuoi servizi. L’integrazione di questi contenuti nel processo di acquisto può aumentare i tassi di conversione in un 10-15%.

 

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Advocacy marketing social

Advocacy marketing social modelQuando le persone che sostengono il tuo brand condividono contenuti che ti riguardano sui loro canali social automaticamente ti propongono ai loro amici e familiari, con tutti i vantaggi già discussi.

I contenuti condivisi infatti diventeranno una pubblicità nativa, un user generated content che contribuirà in modo sensibile innanzitutto alla creazione della consapevolezza del marchio (la famigerata awareness) e in un secondo momento all’incremento della fiducia. 

Post di questo tipo avranno una diffusione, e una pervasività, di gran lunga maggiori di quella che potrebbe raggiungere un annuncio sponsorizzato: la rete sociale del tuo brand advocate sarà predisposta a leggere, recepire e fidarsi di quel messaggio più di quanto potrebbe mai fare di uno diffuso dall’azienda. 

E’ quindi implicita l’importanza, per un advocacy marketing vincente, di dotarsi di una precisa strategia di social media monitoring e presidiare in modo saggio gli ambienti virtuali nei quali si gioca gran parte della partita per il successo.

 

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Brand Advocate VS Influencer (o brand ambassador)

E’ altamente probabile che le persone confondano un influencer con un sostenitore.

All’apparenza sembrano due figure simili, ma hanno tante differenze. Il sostenitore del brand è il primo cliente/consumatore e ne diventa fan e prescrittore; l’influencer è invece una figura dalla alta credibilità su un determinato argomento.

Ma propongo di andare nel dettaglio per comprendere meglio le differenze:

  • I sostenitori di un brand comunicano a familiari ed amici le nuove occasioni su prodotti e servizi; gli influencer utilizzano i social network per diffondere le novità ai proprio seguaci e presentare ciò che il brand propone loro
  • Ai brand advocate viene riposta più fiducia rispetto agli influencer, considerati più vicini ai consumatori e più simili a loro
  • Gli influencer sono spesso celebrità, blogger, esperti di un certo settore e si rivolgono a un ampio pubblico; mentre i sostenitori sono clienti soddisfatti del brand e lo raccomandano alla propria cerchia
  • I messaggi degli influencer, anche se molto generici, sono di una portata maggiore rispetto a quella degli ambasciatori. Quest’ultimi però trasmettono il messaggio in maniera più personalizzata
  • Riguardo alle funzioni un sostenitore favorisce, sia in termini di comunicazione che branding, un progetto ed aiuta a migliorare i prodotti e servizi diventando una sorta di beta tester

 

Employee advocacy marketing

In una strategia di advocacy marketing l’attività dei dipendenti può rivelarsi molto, molto efficace.  Nel promuovere ed accrescere la fiducia in un’azienda, secondo il Trust Barometer di Edelman, i dipendenti sono più credibili e influenti dei loro CEO e direttori.

Naturalmente, poi, ogni dipendente può contare almeno su qualche centinaio di contatti sui propri vari canali sociali e questo ne delinea potere e potenzialità in termini di capacità di penetrare la propria audience con messaggi di interesse per l’azienda. 

Perché questo accada è necessario che vengano opportunamente formati, istruiti e coinvolti nel progetto advocacy aziendale. I benefici sono per tutte le parti in causa: per l’azienda che diffonde la propria awareness e per i clienti che (attraverso una sapiente content strategy) accrescono la propria reputazione e credibilità. 

È cruciale definire una policy e che le best practies che ne derivano siano condivise e non imposte dall’alto. E’ necessario che i dipendenti sappiano cosa possono e non possono fare ma che siano allo stesso tempo coinvolti nel processo di definizione di una advocacy marketing strategy.

Non sarà possibile inoltre obbligarli a condividere sui propri canali personali i contenuti, ma incentivandoli a farlo attraverso delle ricompense potrà far ottenere il risultato sperato a tutti i soggetti coinvolti.

 

Employee Advocacy Marketing model

 

Advocacy Marketing: conclusioni

L’advocacy marketing non è una strategia di marketing ma una filosofia di vita. E’ concentrarsi sull’essere il migliore, ogni giorno, attirando così i propri brand advocate in modo naturale. Questi advocate riportando la loro esperienza ne attireranno altri, creando un “esercito” di clienti fedeli. 

“Dimmelo e me ne dimenticherò. Mostramelo e potrei dimenticare. Coinvolgimi e capirò”.

Un proverbio americano riassume il senso dell’advocacy marketing. Impegno per raggiungere l’eccellenza, coinvolgimento del consumatore che non è più spettatore ma attore protagonista di questo processo. Solo così sarà pronto a seguirci, a consigliarci, a promuoverci, a renderci vincenti.

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Per approfondire, leggi anche:

Brand Reputation: come soddisfare le aspettative del pubblico Customer Loyalty Marketing immagine copertina Influencer Marketing

Loyalty marketing: 7 idee per fidelizzare i clienti acquisiti

Loyalty marketing: 7 idee per fidelizzare i clienti acquisiti

 

Tutto ruota intorno al cliente! Il successo di un’azienda è garantito dalla fidelizzazione del cliente! Il loyalty marketing è il sistema di incentivi più usato oggi per far sì che i clienti ritornino ad acquistare da una determinata azienda, creando legami speciali direttamente con il brand. Il cliente è più propenso ad acquistare un prodotto quanto più si sente legato al brand, ecco perché l’azienda deve sempre cercare di soddisfare qualsiasi bisogno del cliente. Costruire la fiducia del cliente e riuscire a mantenerla nel tempo, questo è il vero segreto per il successo di un brand. Attuando una strategia di loyalty marketing i vantaggi sono quasi immediati, dall’aumento delle vendite al passaparola, la costruzione di legami più stretti, ma vedremo nello specifico tutti i vantaggi che il loyalty marketing comporta. Se vuoi essere capace di delineare le migliori strategie digitali per poter accrescere il tuo business iscriviti al Master Digital strategy

 

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Loyalty marketing: che cos’è? 

Non fatevi spaventare, la definizione di customer loyalty marketing non è così complicata come sembra,
rappresenta l’insieme di azioni volte al mantenimento della clientela e alla sua fidelizzazione.  Adottare una strategia di customer loyalty marketing, significa ricorrere ad incentivi mirati ad invogliare la clientela all’acquisto continuo nel tempo, o alla prova di nuovi prodotti, con lo scopo di aumentare la redditività ed estendere la durata del rapporto di loyalty. Siamo quindi nel settore delle strategie di marketing volte a costruire relazioni durevoli con i clienti di valore, al fine di mantenerli fedeli nel corso tempo.

 

Loyalty marketing: perché farlo?

Fidelizzare un cliente significa prima di tutto soddisfarne le esigenze e le necessità riguardanti un prodotto o un servizio, ma dopo un acquisto, significa mantenere e coltivare un rapporto di fiducia e comunicazione con lui. Questo processo è alla base del marketing da sempre, e tutt’oggi riveste un ruolo imprescindibile per qualsiasi attività, sia che si tratti di un cliente in carne ed ossa, sia che si tratti di un cliente virtuale.
Perché fare customer loyalty marketing? Ci sono due vantaggi principali:

 

Il loyalty marketing è più economico

Uno dei principali vantaggi nell’investire per fare customer loyalty marketing è che, a livello di marketing, risulta essere più economico mantenere un cliente che cercarne uno nuovo. Questo perché grazie ai tools che ci permettono di fare retargeting online, è più facile profilare i clienti acquisiti che implementare campagne su nuovi potenziali clienti, la cui risposta non è prevedibile. Ovviamente vanno mantenute attive entrambe le attività, ma spesso le aziende non sfruttano il fatto di avere già conquistato la fiducia di utenti che sono diventati clienti, e di cui hanno già i dati (e-mail e spesso numero di telefono), per mantenerli “caldi”. Questo non vuol dire che sia semplice mantenere un cliente. 

 

Fidelizzare i clienti accresce la web reputation

Verrebbe subito da dire che si fidelizza un cliente per non perderlo, per tenerselo stretto e farlo acquistare ancora da noi. Giusto, ma c’è di più. Come si comporta un cliente felice di aver acquistato da un’azienda? Parla bene di quell’azienda. Che nel web si traduce concretamente nel lasciare buone recensioni, significa desiderare di condividere la propria esperienza con la propria cerchia di amici on-line, significa, alla fine, ricevere pubblicità gratuita di grande valore. Ecco, “coccolare” il cliente, è il miglior metodo per trovare nuovi clienti: la brand reputation si consolida in maniera spontanea, attraverso il passaparola. 

 

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Loyalty marketing Piramide

Strategie per fare loyalty marketing

Sicuramente non è semplice fidelizzare un cliente, soprattutto ai giorni d’oggi, dove ognuno di noi è bombardato da offerte da ogni lato. Il cliente moderno è esigente, volubile, non è più quello di una volta che rimaneva fedele al suo panettiere di fiducia, ma cerca, naviga, si informa, cerca l’offerta migliore su Amazon dopo essere stato in negozio: trattenerlo non è impresa facile. Bisogna sperimentare, trovare il modo giusto, avere la la strategia vincente e il coraggio e la capacità di cambiarla, perché quella strategia non sarà la migliore per sempre.

 

Tecniche di vendita

Le strategie più utilizzate per costruire la custumer fidelity sono il cross-selling, l’up-selling e il trading-up. Vediamo subito che cosa significano questi termini: 

  • cross-selling: consiste nel vendere un secondo prodotto dopo aver consolidato la vendita del primo;
  • up-selling: consiste nel proporre al cliente un’offerta superiore alla sua idea di partenza;
  • trading-up: è una strategia con la quale si cerca di aumentare le vendite di un prodotto più caro e di maggiore qualità, rispetto ad un altro della stessa linea già sul mercato meno costoso e di qualità più bassa.

 

Programmi loyalty marketing online

L’utilizzo di un’app reward automatica è uno dei modi migliori per le PMI di impostare facilmente un programma di loyalty per premiare i clienti a lungo termine. Ad esempio, è possibile offrire sconti, coupon, cashback, gift card, punti o omaggi personalizzati per un gruppo di clienti (persone che hanno acquistato un prodotto specifico) o per un singolo cliente (regalo di compleanno o premio per raggiungere un determinato livello). Puoi anche offrire premi ai nuovi clienti attraverso le inserzioni e il targeting geografico.

Le aziende vorranno stabilire un programma di fidelizzazione che premia i clienti che continuano a fare acquisti. I programmi di fidelizzazione sono molto economici da implementare ma possono aumentare drasticamente il valore della vita del cliente. Un programma di fidelizzazione efficace migliorerà anche la fidelizzazione diminuendo il valore degli acquisti effettuati attraverso i concorrenti.

 

Online loyalty programs più utilizzati

  1. Belly: è un loyalty program che offre premi personalizzati, campagne email, visibilità sociale e integrazione, nei confronti dei clienti affezionati. Questo sistema offre tre piani diversi a seconda delle funzionalità richieste dalla tua azienda. Ogni piano include un programma di fidelizzazione digitale che si integra con Apple Passbook e Google Wallet, un iPad personalizzabile per l’iscrizione dei tuoi clienti, materiali di marketing in-store e l’inclusione nell’app mobile Belly dove i potenziali clienti possono scoprire la tua attività. Indipendentemente dal piano prescelto, Belly assegna un Merchant Success Manager a ciascun commerciante per agevolare la strategia, il posizionamento e il prodotto.
  2. Spring Rewards: è una potente piattaforma di analisi di marketing e fedeltà che offre un modo semplice e senza intoppi per le aziende di acquisire nuovi clienti e interagire meglio con quelli attuali.
  3. Spendgo: offrendo programmi personalizzati di customer engagement, questo strumento enfatizza l’industria alimentare e della ristorazione. Con Spendgo, puoi creare campagne incentrate sulla generazione di nuovi clienti, fidelizzare i clienti esistenti e riconquistare i clienti abbandonati con programmi fedeltà che puoi utilizzare in negozio, online o su dispositivi mobili.
  4. Foursquare: quando rivendichi la tua attività su Foursquare, puoi offrire incentivi inclusi sconti, freebie o aggiornamenti. Con Foursquare puoi premiare sia i clienti esistenti che i nuovi clienti che cercano l’app per le offerte commerciali locali. Per riscattare, i clienti devono semplicemente mostrare l’offerta sul proprio telefono.

 

Efficacia degli online loyalty programs

Secondo The Loyalty Report , il consumatore medio è coinvolto in 14 loyalty programs, ma ha la capacità di interagire con solo sette. Le aziende perdono denaro in termini di tempo e impegno, e i clienti non ottengono più valore dalle aziende a cui sono “leali”. Quindi come fai a mantenere il tuo business fuori da quel segmento? Come si trasmette un valore aggiunto sufficiente nei programmi per far tornare i clienti?

 

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Programmi di fidelizzazione: 7 idee per crearli

È tempo di guardare oltre i complessi sistemi di ricompense e offrire un valore reale ai clienti che utilizzano il loro programma di fidelizzazione. Ecco alcune idee per programmi di fidelizzazione della clientela che potrebbero funzionare per la tua azienda. 

 

Utilizzare un sistema di punti fedeltà

Questa è la metodologia di loyalty marketing più comune. I clienti frequenti guadagnano punti, che si traducono in qualche tipo di premio. Che si tratti di uno sconto, di un omaggio o di un trattamento speciale, i clienti lavorano per ottenere una quantità di punti per riscattare la loro ricompensa. Se si opta per un programma di fidelizzazione basato su punti, mantenere le conversioni semplici e intuitive. Sebbene un sistema di punti sia forse la forma più comune di programmi di fidelizzazione, non è necessariamente applicabile a tutti i tipi di business. Funziona meglio per le aziende che incoraggiano acquisti frequenti a breve termine, come il Boloco.

Case Study: Sephora’s Beauty Insider Program

Customer loyalty marketing sephora

Sephora, un brand di cosmetici, è un esempio di un’azienda che fa bene il programma di fidelizzazione a punti. 

I clienti passano la loro elegante carta Beauty Insider ad ogni acquisto e la carta tiene traccia della quantità di denaro speso.

 Ogni dollaro speso corrisponde a un punto Beauty Insider, e gli acquirenti possono riscattare i punti al momento del pagamento per spenderli in articoli di bellezza. Sephora parla la lingua del suo pubblico misurando punti in dollari e premi in articoli cosmetici. 

 

 

Utilizzare un sistema di livelli 

Per premiare la fedeltà iniziale e incoraggiare più acquisti, trovare un equilibrio tra i premi raggiungibili e quelli desiderabili è una sfida per la maggior parte delle aziende che progettano programmi di fidelizzazione. Un modo per combattere questo è implementare un sistema a più livelli che premia la fedeltà iniziale e incoraggia più acquisti. Presenta piccoli premi come offerta base per far parte del programma, quindi incoraggia i clienti abituali aumentando il valore dei premi mentre il cliente sale la loyalty ladder

Questo aiuta a risolvere il problema dei membri che dimenticano i loro punti e non li riscattano mai perché il tempo tra l’acquisto e la gratificazione è troppo lungo. La più grande differenza tra il sistema a punti e il sistema a più livelli è che i clienti estraggono il valore a breve termine rispetto al valore a lungo termine dal programma di fidelizzazione. È possibile che i programmi a più livelli funzionino meglio per un alto livello di impegno, per le aziende con prezzi più elevati come le compagnie aeree, le società di ospitalità o le compagnie assicurative.

 

Addebitare una tariffa anticipata per i vantaggi VIP

In alcune circostanze, una tariffa una tantum (o annuale) che consente ai clienti di aggirare le barriere d’acquisto comuni, è molto utile sia per le aziende che per i clienti. Identificando i fattori che possono causare la perdita dei clienti, è possibile personalizzare un programma di fidelizzazione basato sulla tariffa per affrontare tali ostacoli specifici. Secondo uno studio condotto su 500 marchi globali leader , i tassi di abbandono del carrello hanno raggiunto il 75,6% tra retail, viaggi e moda. Questo abbandono è spesso causato da uno “shock” dopo l’applicazione delle tasse e dei prezzi di spedizione. 

 

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Strutturare programmi non monetari attorno ai valori dei propri clienti

Comprendere veramente il tuo cliente significa comprenderne i valori e il senso del valore, e la valutazione condivisa ha un enorme impatto se un cliente sarà fedele a un marchio. A seconda del tuo settore, i tuoi clienti potrebbero trovare più valore in premi non monetari o sconti.

 

Creare partnership con un’altra azienda per offrire offerte all-inclusive

loyalty-marketing

Le partnership strategiche per la fidelizzazione dei clienti possono essere molto efficaci per mantenere i clienti e far crescere la vostra azienda. Quale compagnia sarebbe adatta per una partnership? Ancora una volta, la decisione si concentra sull’analisi della vita quotidiana dei vostri clienti e dei loro processi di acquisto.

Ad esempio, se sei un’azienda di alimenti per cani, potresti collaborare con un ufficio veterinario o con una struttura per la cura degli animali domestici per offrire offerte a marchio congiunto che siano reciprocamente vantaggiose per la tua azienda e il tuo cliente. Quando fornisci ai tuoi clienti un valore che è rilevante per loro ma va oltre ciò che la tua azienda può offrirli da solo, stai mostrando loro che capisci e ti preoccupi dei loro bisogni. Inoltre, ti aiuterà a far crescere la tua rete per raggiungere anche i clienti dei tuoi partner.

 

Organizzare un concorso a premi

Chi non ama partecipare ai concorsi a premi? Trasforma il tuo loyalty marketing in un gioco per incoraggiare i clienti abituali e a seconda del tipo di gioco che scegli, aiuta a consolidare l’immagine del tuo marchio. Con qualsiasi concorso a premi, tuttavia, si corre il rischio che i clienti si sentano come se la tua azienda li stesse prendendo in giro per vincere affari. Per mitigare questo rischio, è importante che i clienti si sentano come se non li stessero ingannando dai premi. Le probabilità non dovrebbero essere inferiori al 25% e i requisiti di acquisto per giocare dovrebbero essere raggiungibili. Inoltre, assicurati che l’ufficio legale della tua azienda sia pienamente informato e a norma prima di rendere pubblico il tuo concorso. Se eseguito correttamente, questo tipo di programma potrebbe funzionare per quasi tutti i tipi di società, anche per le aziende B2B. 

 

 E se non utilizzassi un programma fedeltà?

Considerando il modo in cui molti professionisti del marketing offrono programmi di fidelizzazione, un’altra idea consiste nel non utilizzare un programma. Piuttosto, costruisci la fedeltà fornendo agli utenti principianti fantastici vantaggi, collegandoli e offrendo questi benefici ad ogni acquisto.

Questo approccio minimalista funziona meglio per le aziende che vendono prodotti o servizi unici. Ciò non significa necessariamente che offrite il prezzo più basso, o la migliore qualità o la massima convenienza; invece, si parla di ridefinire una categoria. Se la tua azienda sta sperimentando un nuovo prodotto o servizio, un programma di fidelizzazione potrebbe non essere necessario. I clienti saranno fedeli perché ci sono poche altre opzioni spettacolari come te e hai comunicato quel valore dalla tua prima interazione.

 

Conclusione

Se vuoi approfondire le tue conoscenze nel mondo del digital marketing ti consiglio il corso più completo di Digital Coach: il “Digital Certification Program“, alla fine del quale avrai tutte le armi necessarie per lavorare nel settore. 

Inoltre posso suggerirti anche un master, tra i più più gettonati: “Master in Digital Marketing“.

 

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Video Marketing: cos’è e come farlo in modo efficace

Video Marketing: cos’è e come farlo in modo efficace

 

Fare videomarketing significa raccontare un marchio con contenuti di valore provocando una reazione emotiva negli spettatori: il successo di oggi è fare centro sulle emozioni e sull’immediatezza del messaggio.

Secondo una ricerca di Hubspot, gli utenti amano vedere i contenuti video di un brand, fanno seguito le email, le immagini e gli articoli. Dalle ultime statistiche, inoltre, il potere decisionale dei consumatori è molto influenzato dai video.

Saper come fare videomarketing rappresenta la vera rivoluzione per il content marketing e costituisce il suo futuro. È confermato che l’88% delle aziende che hanno introdotto il videomarketing nelle proprie strategie pubblicitarie hanno un ROI molto positivo.

Le aziende devono puntare sulla risorsa video, non farlo significa non stare al passo con il mercato. La produzione di video oggi non è più così onerosa, per cui può essere alla portata di tutti, ti consiglio di iscriverti al Master Social Media Manager per istruirti sulle competenze necessarie per questo settore.

 

 

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Cos’è il video marketing?

Video marketing: cos’è? Fare videomarketing significa creare contenuti di valore al fine di promuovere brand, informare i consumatori e nutrire la relazione con loro. Vuol dire raccontare un marchio generando una reazione emotiva negli spettatori, molto più potente di quella che si possa avere con semplice testo o immagine statica. È uno degli strumenti di content marketing più efficaci a tua disposizione, con potenzialità in continua crescita. 

Perché il video marketing è importante? Con i filmati si può educare, ispirare e intrattenere gli spettatori. Grazie alle video marketing strategies, quindi, le aziende, possono incrementare brand awareness, consideration dei customer, traffico al sito e, di conseguenza, anche vendite e fatturati. Ciò vale anche nel caso dei freelance; è parte integrante della loro attività di sponsorizzazione online.

Sei curioso di scoprire:

  • quali sono i trend attuali;
  • come creare video efficaci;
  • come fare video marketing per aziende;
  • quali benefici può apportare alla tua strategia digitale?

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Video Trend del momento

key video marketing statisticsPerchè è importante sapere come fare videomarketing? Voglio fartelo capire attraverso delle video marketing statistics.

  • Le persone ricordano il 20% di ciò che ascoltano, il 30% di quanto vedono mentre il 70% di qualcosa che viene comunicato loro tramite suono e immagini insieme;
  • Il 75% degli utenti che navigano sul web preferisce vedere filmati piuttosto che leggere un testo; in particolare, Wyzowl evidenzia come il 72% dei clienti preferisce guardare un filmato informativo sui prodotti piuttosto che leggerne a riguardo;
  • In Oberlo si evidenzia come la tendenza all’acquisto da parte degli utenti che giungono a un sito e-commerce via user-generated video content, aumenti del 184%;
  • Secondo Wyzowl, le persone guardano una media di 16 ore settimanali di video online, il 90% dai propri dispositivi mobili;
  • Sempre Wyzowl riporta come ben l’89% dei marketers ritiene che i video permettano un buon ritorno degli investimenti (ROI). In particolare, Biteable evidenzia come i filmati migliorino il ROI del 68% rispetto a Google Ads e del 74% rispetto a un’immagine statica;
  • Secondo un rapporto di Wistia, l’impiego dei filmati, o GIF animate, all’interno della strategia di email marketing, aumenta fino al 300% il click through rate.

Tutti numeri incredibili, vero? Difficile non riconoscere l’efficacia dell’utilizzo delle strategie di video marketing per il raggiungimento degli obiettivi di business aziendali.

 

 

Trend on line YouTube

Usato dall’87% delle aziende che scommettono nel web marketing video, il canale video per eccellenza detiene un ROI per filmato maggiore rispetto agli altri social. Di seguito qualche trend online di YouTube

  • gli utenti caricano più di 500 ore di nuovi video al minuto e ne guardano 1 miliardo al giorno, come evidenziato nel blog di Optin Monster;
  • oltre il 70% del consumo di contenuti audiovisivi avviene tramite dispositivi mobili, con una permanenza media di 40 minuti giornalieri;
  • le ricerche “how-to” crescono del 70% ogni anno;
  • s’innalza l’uso della funzionalità Live stream, in conseguenza alla maggiore propensione degli utenti a guardare le dirette video piuttosto che i video on-demand;
  • aumenta la tendenza dei brand a collaborare con i creators e ad usare i 360-degree video per far conoscere i loro prodotti/servizi in modo esclusivo;
  • cresce dell’80% il tempo di visualizzazione di YouTube e YouTubeTV sugli schermi televisivi, grazie anche alle docuserie.

 

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Video Strategies

video marketing strategiesQual è la strategia di video marketing che puoi adottare? Non esiste una video marketing strategy univoca. Tutto dipende da cosa devi sponsorizzare: te stesso, un evento oppure la tua attività.

Fai un video marketing plan, dove specificare gli obiettivi e allocare il budget di produzione e promozione sulle piattaforme che ritieni interessanti per i tuoi possibili consumatori. Ricorda che, diversificare la distribuzione dei contenuti è importante per realizzare una buona strategia di video marketing.

Per la definizione del piano editoriale, puoi basarti sul modello delle 3 H. Questo prevede la realizzazione di tre tipologie video durante l’arco dell’anno:

  • Hero: contenuti audiovisivi speciali e spettacolari, da pubblicare poche volte l’anno, per scopi particolari, come lancio di prodotto o annunci importanti. Rivolti a un pubblico ampio, presentano un elevato livello di creatività e sono incentrati sullo storytelling;
  • Hub: filmati seriali da pubblicare con costanza, almeno una volta alla settimana. Per essere efficaci devono basarsi su una struttura ben definita e ripetibile nel tempo. Hanno lo scopo di fidelizzare gli utenti, dando loro una ragione per continuare a seguire il brand;
  • Help: clip create per rispondere a domande o curiosità reali dei customer in merito all’azienda, ai suoi prodotti/servizi. La loro funzione è determinante quando i clienti sono indecisi sull’acquisto e devono valutare un determinato prodotto/servizio rispetto ai competitor.

Decidi, poi, se puntare su filmati emozionali, informativi o più istituzionali, in base al tuo settore di riferimento e al tipo di mercato a cui ti rivolgi.

 

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Apprendi nel dettaglio tutte le azioni che potresti attuare per raggiungere questo obiettivo

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Creare fiducia con i contenuti video

Uno dei principali obiettivi del content video marketing è quello d’incrementare la fiducia del cliente, o potenziale tale, nei confronti del brand. La fiducia è fondamentale per la crescita e il successo d’ogni realtà commerciale e i filmati possono aiutare a ottenerla sfruttando l’immediatezza e l’impatto emozionale caratteristici del formato. Acquisteresti mai da qualcuno di cui non ti fidi? Lo stesso vale per i tuoi acquirenti.

Non ci sono delle regole universali per riuscire a creare un forte legame con gli altri attraverso un filmato. Sicuramente i contenuti devono essere di qualità; non troppo lunghi, con immagini, suoni e parole impattanti, che raccontino qualcosa o che siano utili per chi li guarda. Tuttavia, a fare la differenza per l’azienda e il professionista è la capacità d’esporsi in prima persona. Non c’è cosa migliore d’un filmato realizzato per il tuo pubblico, conoscendo bene le sue caratteristiche ed esigenze, e con la partecipazione di te stesso o d’un tuo collaboratore.

 

ROI video

Per farti capire quanto sia utile vendere prodotti col video marketing, mi viene in aiuto il già citato rapporto Wyzowl. Qui si specifica la percentuale di video-marketer che hanno sperimentato come l’utilizzo di un filmato:

  • offra loro un buon ROI (89%);
  • li aiuti a generare lead (83%);
  • aumenti il traffico al sito web (87%);
  • contribuisca direttamente all’incremento delle vendite (80%).

Dati i successi, il 95% dei professionisti del marketing video prevede di continuare a investire nella realizzazione di contenuti audiovisivi.

Inoltre, il Social Video Forecast di Animoto evidenzia come il 91% dei marketers sia soddisfatto del ROI del video marketing sui social media.

 

Video e SEO

mobile video marketingUna buona strategia di videomarketing consiste, anche, nell’incorporare filmati di valore all’interno e all’inizio delle tue landing page o pagine del sito/blog. Ciò offe diversi vantaggi:

  • accresce il tempo di permanenza medio in pagina, migliorandone la posizione sui motori di ricerca e aumentandone la visibilità;
  • aumenta la probabilità di ricevere backlink;
  • i tassi di conversione possono crescere fino all’80%.

Quindi, i contenuti videografici sono ottimi alleati in termini di search engine optimization (SEO). Attenzione però: accertati che la pagina e la clip audiovisiva siano SEO-friendly.
Se ti stai chiedendo “Come faccio a rendere un video SEO friendly?” sappi che dovrai utilizzare:

  • tag giusti in fase di pubblicazione;
  • includere trascrizioni;
  • usare keyword pertinenti col topic che intendi trattare.

Cioè, dovrai, fornire ai crawler di Google le informazioni necessarie per comprenderne il contenuto, dandogli un senso. Non dimenticarti, poi, l’ottimizzazione per smartphone, fondamentale dato che la maggior parte delle visualizzazioni si fanno da qui. Quindi, alla domanda “i video aiutano la SEO?” La risposta è sì, e a beneficiarne non è solo la tua attività ma anche l’utente, a livello di user experience.

 

Come creare video partendo da zero 

Come fare un video di marketing? Focalizzati sugli argomenti da trattare, come e con quale obiettivo. Se non ingaggi un professionista filmmaker, e non puoi nemmeno permetterti un team dedicato, con un head of video d’esperienza, puoi iniziare acquistando l’attrezzatura base. Ti serviranno: videocamera, microfono, treppiede e una buona luce naturale o artificiale. Una volta girato il filmato, dovrai occuparti dell’editing e della creatività. Tra i video marketing software più usati, ti segnalo: 

  • Adobe Premiere Pro;
  • Final Cut Pro;
  • Adobe After Effects.

videomarketing come fare Puoi anche creare video promozionali gratis, usando software gratuiti e senza watermark come Shotcut, OpenShot e Lightworks. Inoltre, se lo desideri, puoi integrare il lavoro di videomaker in modo semplice ed economico usando app per creare video promozionali. Le video marketing apps come Lumen5, Canva, Biteable, Renderforest o Powtoon ti permettono di creare slideshow e animazioni belli da vedere, partendo da stock d’immagini, preset o strumenti d’intelligenza artificiale.

Come creare un video accattivante? Ogni buon filmato inizia sulla carta, ovvero con uno script che dovrai cercare di rispettare. Ma come iniziare un video e, soprattutto, cosa dire in un video? Utilizza i primi 3-5 secondi per creare curiosità e aspettativa nel pubblico, attraendolo con domande o teaser. Dai allo spettatore un motivo valido per rimanere incollato allo schermo e vedrai che l’engagement crescerà a livello esponenziale, provare per credere! 

Argomenta in modo coinvolgente e concludi portando lo spettatore a un livello alto di consapevolezza. Poni al centro la storia e non la vendita, usa creatività o humor per non annoiare e mantieni alta l’attenzione inserendo dei movimenti. Infine, non dimenticare la call to action, fondamentale per convertire. All’inizio limitati a video di 3-5 minuti al massimo, così da invogliare il pubblico a guardarne altri. Scegli con accuratezza immagini, parole e musica e cura in modo maniacale l’audio. Una volta creato, diffondilo come ritieni più opportuno; sviluppa la strategia di videomarketing nel tuo blog o sito, via mail e social. Incorporalo ai contenuti degli altri canali di comunicazione oppure usalo per fare advertising.

 

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Video Advertising

video marketing platforms

Cos’è una campagna web marketing video? Consiste nel far advertising tramite filmati per diffondere i tuoi messaggi in rete, affinché li vedano più persone in target possibili.

Tra i diversi canali, quelli su cui le aziende concentrano maggiormente i loro budget adv sono YouTube, siti terzi (come i partner video di Google), Facebook e Instagram. Sui due Social Network più popolari del momento, si possono realizzare delle video marketing campaign sponsorizzando contenuti audiovisivi già postati oppure creando delle inserzioni ad hoc. Il vantaggio di questi annunci è avere un “look” apparentemente identico ai post video organici o alle Stories; li si riconosce solo grazie alla scritta “sponsorizzato”.

Su Youtube e i partner video di Google puoi realizzare campagne pubblicitarie molto potenti, sfruttando tutti i vantaggi di Google Ads. Ad esempio, è possibile far comparire gli annunci agli utenti nell’esatto momento in cui stanno effettuando ricerche per acquistare nel tuo stesso settore. I formati video Youtube più usati sono:

  • in-stream: pubblicità video inserita all’interno di altri filmati (prima, durante o dopo la loro riproduzione), con la possibilità di essere ignorati, ovvero interrotti dopo 5 secondi, oppure non ignorabili;
  • discovery: filmati visualizzati tra i risultati di ricerca, in risposta a specifiche query, oppure accanto ai video correlati;
  • bumper: video di 6 secondi o meno, unskippable e riproducibili all’inizio, nel mezzo o alla fine d’un altro filmato.

A livello di website per fare video advertising si utilizzano In page e In text video ads, ovvero banner e pop-up con spot visualizzabili nelle singole pagine.

 

 

Social Video Marketing

social video marketing for businessLa diffusione massiva dei video all’interno delle diverse piattaforme social, ha reso il video marketing parte integrante della social media strategy. Il contenuto audiovisivo è migliore di qualsiasi altro tipo di social post per coinvolgimento dell’audience, generazione d’interazioni e aumento delle conversioni.

I video hanno un rendimento migliore sui social media? Direi proprio di sì, come testimoniamo le statistiche social video marketing di Matrix Media:

  • grazie ai videoclip, l’engagement su Facebook aumenta mediamente del 13,9%;
  • le persone interagiscono 10 volte di più quando ci sono tweet associati a un filmato;
  • gli utenti di LinkedIn condividono 20 volte più facilmente un contenuto audiovisivo;
  • su Pinterest la probabilità d’acquisto dopo la visualizzazione d’un branded-video incrementa di 2,6 volte;
  • i filmati su Instagram generano più interazioni di qualsiasi altro tipo di contenuto.

Come fare video per promuoversi e adatti per i social media? Una strategia di social video marketing presuppone di condividere filmati caricati su piattaforme di hosting come Youtube, Vimeo o Wistia, ma anche di creare video per i social. Ciò significa caricare i filmati direttamente nelle piattaforme, usando i formati corretti e adottando gli accorgimenti prima visti. Inoltre, tieni a mente che gli utenti che navigano sui social sono distratti e frettolosi; cercano svago, contenuti non troppo impegnativi e, soprattutto, visibili anche senza audio. Va da sé che ogni contenuto audiovisivo realizzato per i social deve essere quanto più possibile breve, accattivante e con i sottotitoli. 

 

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YouTube Marketing 

YouTube videomarketingYouTube è il social sul quale si consuma la maggior parte dei contenuti video nel mondo. Nonostante uno studio di Facebook abbia dimostrato come le persone preferiscano video di 6 secondi, chi consulta il canale è in grado di mantenere l’attenzione per più tempo. In particolare, in ambito business si ricercano soluzioni a problemi o risposte a curiosità, esigenze che per essere soddisfatte necessitano di contenuti spesso articolati, sviluppabili attraverso tutorial, corsi e videorecensioni.

Come costruire strategie di video marketing su YouTube? Apri un canale e, dopo averlo personalizzato, inizia a pubblicare con regolarità filmati aziendali, o personali, di valore, da poter poi linkare all’interno del sito o blog. In questo modo hai la possibilità di lavorare sulla brand awareness o personal branding. Puoi anche divulgare contenuti audiovisivi creati inizialmente per un altro social; la cosa importante è che, raggiunto un certo numero di filmati, li si organizzi in playlist, così da facilitare l’utente nella ricerca.

Ecco alcuni accorgimenti per fare marketing con i video YouTube:

  • per ogni contenuto videografico cura CTA, miniatura, descrizione ma soprattutto il title. Pensa ad un titolo strategico: “come fare…”, “5 strumenti per…”, “Tutta la verità su…”;
  • sfrutta le Stories, le Live, le nuove funzionalità delle Premiere e gli Shorts, i video brevi utili per far mobile video marketing;
  • cerca di sponsorizzare i video YouTube.

 

Instagram TV e Reels

Come costruire una videomarketing strategy su Instagram? Nonostante sia la vetrina perfetta per i business, in particolare per gli e-commerce, sappi che in questa abbondanza di contenuto vince chi ha più originalità e cavalca le novità, come il Reel.

Introdotto recentemente per contrastare l’ascesa di Tik Tok, i Reels sono video di 15-30 secondi pensati per creare un concentrato di divertimento, velocità e freschezza. Permettono di mostrare al meglio la personalità del brand sfruttando la creatività, cosa che la piattaforma incoraggia mettendo a disposizione diverse funzionalità. Possono essere usati per contenuti informali esclusivi e di alta qualità; delle pillole educative e informative che, grazie alla loro viralità, generano benefici su brand awareness e vendite.

IgTV è l’app di Instagram creata per realizzare contenuti d’intrattenimento più lunghi. È un formato cresciuto lentamente in termini di diffusione e utilizzo ma che adesso sta dando dei risultati interessanti. Le Instagram TV sono ottime per produrre contenuti informazionali, come videoguide “how-to”, tutorial oppure videorecensioni di prodotti. Usale anche per raccontare eventi a cui partecipa l’azienda, creare sessioni di domande e risposte oppure per salvare le Live, dando quindi la possibilità di rivederle nel tempo.

 

Video Facebook

content videomarketingFare video marketing sui social network non è una passeggiata, soprattutto quando il social in questione è Facebook che, con 8 miliardi di visualizzazioni giornaliere, dà filo da torcere al colosso YouTube. Ecco allora alcuni consigli per un efficace Facebook video marketing:

  • Crea e pubblica video nativi, di qualità e creativi, cercando di distinguerti dalla massa. Punta sui contenuti informativi o emozionali.
  • Investi sulle Facebook Live, ideali per annunciare l’uscita d’un nuovo prodotto ma anche per mostrare il “dietro le quinte” del tuo lavoro.
  • Non sottovalutare il potenziale di Facebook Stories e Watch. Usa le prime per accompagnare chi ti segue nel tuo mondo attraverso il visual storytelling, il secondo per promuoverti creando engagement.
  • Non esitare ad investire anche in video ads, senza il quale avere visibilità è molto difficile.
  • Puoi creare annunci video a partire da un’immagine, utilizzando dei modelli precostituiti e disponibili su Business Manager.

 

TikTok video trend

Se desideri usare il videomarketing per avere successo, entrare nel mondo dei tiktokers è ormai quasi un obbligo. La crescente popolarità dell’app, che al momento ha 800 milioni di persone iscritte e più di 1 miliardo di visualizzazioni al giorno, sta dando molte opportunità sia a livello di visibilità che di brand awareness. Grazie agli short-video, su TikTok puoi fare un video marketing virale, catturando l’attenzione con contenuti d’intrattenimento oppure fornendo utili e veloci consigli relativi al tuo settore.

Quali sono i video trend di tendenza sul canale più in voga tra i giovanissimi, la Generazione-Z, e ora anche tra i Millennials? Come evidenzia l’infografica di Oberlo, le tendenze più interessanti per le aziende sono:

  • Grazie alla partnership con Shopify il social commerce diventa sempre più popolare.
  • Crescono le “Hashtag challenge” brandizzate e le inserzioni video.
  • I contenuti più premiati sono quelli originali e autentici.

 

Video Marketing Business

Fare video marketing per aziende significa adottare una strategia che fa leva su materiali audiovisivi per promuovere prodotti e servizi. Il content videomarketing aziendale è una parte importante dell’Inbound marketing.

come creare video marketing per aziendeLe persone amano i filmati e passano molto tempo a guardarli durante la loro giornata, da pc, tablet e soprattutto da mobile. Non sfruttare questo comportamento sarebbe un grande errore da parte di un’attività commerciale. Ti faccio un esempio: hai mai ricollegato una canzone che hai ascoltato ad uno spot che hai visto online? Almeno una volta è successo a tutti, proprio perché qualcosa che vediamo e ascoltiamo allo stesso tempo, ci rimane più facilmente impresso nella mente. Con la potenzialità del contenuto audiovisivo potrai entrare nella cosiddetta “top of mind” degli utenti: si ricorderanno di te, sapranno chi sei e che prodotti o servizi poni sul mercato.

Ma l’essere ricordati, il coinvolgere e l’emozionare non sono gli unici vantaggi che puoi trarre dal video marketing for business. I video aziendali permettono di migliorare il posizionamento sui motori di ricerca, sono perfetti da condividere sui social e rafforzano l’identità del brand. Questo ti spiega perché, oggi, circa i 2/3 delle aziende utilizzano il video nella loro content marketing strategy e investono sempre più denaro in attività di online video advertising e nell’uso della realtà aumentata e virtuale.

Che tu sia a capo d’una impresa o un libero professionista, hai a disposizione una vasta tipologia di filmati per fare marketing video: vlogs, videointerviste, tutorial, videorecensioni e testimonianze, presentazioni aziendali e video advertising. L’importante è creare video efficaci per farsi conoscere, trasmettere informazioni di valore, dimostrarsi esperti e affidabili nel proprio campo.

 

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Biologa con esperienza nel commerciale. Master in Comunicazione delle Scienze e Certificazione nel Digital Marketing. Credo nei contenuti e nel loro grande potere comunicativo. Ho intrapreso la strada del Content & SEO Copywriting per imparare a creare e promuovere al meglio testi, immagini e video.

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Appassionata di Digital Marketing, lingue straniere e viaggi. Esperienza in ambito manageriale lavorando in Spagna, Inghilterra e Portogallo. Corso di Specializzazione in Traduzione preso in UK. Esperta di SEO & Content Marketing, mi occupo di copywriting e di creare contenuti originali per siti web e Social Media!

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Laureata in Lettere e orientata ai numeri, ho seguito il percorso Digital Certification Program ed ora lavoro come Digital marketing specialist e Content strategist. La mia aspirazione è continuare a formarmi per diventare una professionista del digital marketing che aiuta aziende e liberi professionisti nella crescita del loro business.

LinkedIn Marketing: scopri come farti notare, trovare nuovi clienti

LinkedIn Marketing: scopri come farti notare, trovare nuovi clienti

 

Con LinkedIn Marketing puoi applicare le strategie e tecniche di vendita B2B al tuo profilo personale o pagina aziendale LinkedIn.

Come usare LinkedIn marketing per la ricerca di un nuovo impiego o trovare nuovi clienti? Questa è la prima domanda da porsi quando ci si approccia a questo social network.

In questo articolo ti spiegherò:

  • cos’è LinkedIn e cosa si intende per LinkedIn social selling;
  • come costruire una strategia LinkedIn marketing b2b in 6 steps;
  • perché è la piattaforma social più adatta a fare lead generation.

Se sei un freelance o un’azienda in cerca di nuovi clienti ed opportunità o se stai valutando un nuovo impiego, sappi che fare marketing su LinkedIn fa al caso tuo! Anche se nasce come un social network professionale, non è semplicemente un luogo nel quale i professionisti accrescono la loro rete di contatti e in cui chi cerca un lavoro può trovarne uno nuovo.

Farsi conoscere, mantenere relazioni con clienti potenziali e di conseguenza consolidare la propria posizione sul mercato. Analogamente, anche un professionista può fare personal branding attraverso una strategia mirata di LinkedIn marketing, andando così a migliorare e accrescere la sua presenza sul web.

 

 

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Nel video trovi le risposte a:

  • Per quali tipi di aziende è consigliabile adottare questa strategia;
  • Perché LinkedIn Marketing è utile alle aziende;

 

Cosa significa LinkedIn Marketing e perché è importante per le aziende

 

Facciamo un passo indietro, cos’è LinkedIn?

Nato come social network professionale, LinkedIn è il social media numero uno per fare Marketing B2B.

Nel dettaglio, possiamo utilizzare LinkedIn per:

  • costruire e/o migliorare il personal branding o la brand identity aziendale;
  • fare lead generation;
  • individuare prospect, potenziali clienti o decision maker;
  • stringere relazioni ed espandere la propria rete di contatti;
  • esplorare opportunità lavorative (trovare lavoro e/o nuovi candidati).

 

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Se ti stai domandando perché fare LinkedIn marketing è importante per il successo aziendale, elenco qui sotto alcuni dei vantaggi che questa strategia può portare alla tua società: 

  • Rafforza la brand awareness dell’azienda o del professionista: serve per farsi conoscere all’interno di una cerchia di soggetti quali altre aziende o professionisti che possono essere interessati a ciò che offri. 
  • È d’aiuto per promuovere eventi a cui vuoi dare risalto: come un convegno, una presentazione, un career day etc. Come azienda potresti decidere di offrire coupon scaricabili online, con sconti sulla partecipazione ad eventi, previa compilazione dell’apposito form. Quest’azione rispecchia la cosìddetta strategia di lead generation.
  • Crea engagement, con positiva ripercussione sulla notorietà del brand: questo vale, in particolare, per quelle discussioni sorte intorno ad una specifica questione che ha suscitato interesse.
  • Può portare l’utente all’acquisto di un prodotto pubblicizzato su LinkedIn. Questa nuova strategia di sales è orma tanto sviluppata da prendere il nome di Social Selling, “vendita attraverso i social media”.

 

 

Come fare marketing su LinkedIn in 6 step

 

Concretamente, come si comincia a fare marketing su LinkedIn?

L’apertura della propria pagina aziendale LinkedIn (detta anche Company page), è il primo step per cominciare a promuovere la propria identità e filosofia tra dipendenti, e potenziali clienti o collaboratori.

Gli step da seguire per creare una strategia di marketing aziendale che funziona sono:

 

Crea il tuo profilo aziendale

Dare il massimo valore alla pagina aziendale è importante, quindi, compila interamente ogni parte di cui il profilo si costituisce ovvero:

  • Descrizione: deve essere accattivante chiara e ottimizzata in ottica SEO con l’utilizzo di parole chiave d’interesse per il tuo target di riferimento;
  • Immagine: Può essere il logo della tua azienda o ancora meglio, una foto dello staff o del management team della tua società;
  • Banner: Deve essere un’immagine capace di descrivere immediatamente ciò di cui la compagnia si occupa;
  • Informazioni aziendali: quali il sito internet, il tipo di azienda e le sue dimensioni, tag che ne descrivono il focus.

 

Se stai pensando che i campi richiesti sono molti, ricorda che la pagina LinkedIn è il tuo biglietto da visita!

 

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Apri le pagine vetrina

 

Per ciascuna company page si possono creare pagine vetrina (c.d. showcase pages). Queste sono  estensioni delle pagine aziendali che vengono usate per promuovere particolari iniziative, marchi o prodotti. Frequentemente le aziende strutturate o gli studi legali internazionali ricorrono a tali pagine per dare supporto e visibilità alle varie sedi e divisioni aziendali.

Ciascuna vetrina possiede i suoi followers e può pubblicare aggiornamenti sul proprio stato. Le showcase pages rappresentano uno strumento indispensabile alle grandi aziende multi-marca, ma potrebbero tradursi in una strategia marketing vincente anche per imprese o studi professionali con dimensioni più ridotte.

 

Pubblica contenuti di qualità

 

Ormai, il content marketing rappresenta uno strumento irrinunciabile nell’ambito digitale; nessun professionista riesce a competere efficacemente nella propria nicchia di mercato se non offre dei buoni contenuti, scritti o visuali, utili ai potenziali nuovi clienti.

Quindi, per disegnare una LinkedIn Content Strategy di successo è necessario:

  • Curare la qualità in tutto ciò che viene divulgato: i contenuti devono essere sempre di valore. È opportuno proporre agli utenti content che potrebbero voler pagare per leggere, per rendere voi stessi o l’azienda autorevoli e credibili ai loro occhi.
  • Ricercare contenuti interessanti da condividere: non solo produrre contenuti originali e di qualità ma è consigliabile anche trovare altre risorse da mettere a disposizione della propria rete di contatti. Il materiale marketing in questione può provenire da studi di settore, convegni, ricerche, indagini di mercato capaci di far circolare notizie importanti e tenere aggiornati professionisti e potenziali clienti nel settore di riferimento. È anche possibile comunicare novità, magari relative ad un nuovo prodotto o servizio, raccogliere contatti e reclutare personale.
  • Impiegare un content manager: se stavi pensando di delegare la preparazione dei contenuti da pubblicare su LinkedIn a chiunque, sappi che non è la scelta giusta. Scrivere contenuti per il web è un’attività che richiede una preparazione specifica e non può essere svolta nei ritagli di tempo.
  • Utilizzare un linguaggio appropriato, semplice e comprensibile per comunicare con il pubblico target: Se l’intento è quello di trovare nuovi clienti, non è consigliabile ricorrere a termini usati solo all’interno dell’azienda o nello stretto ambito professionale.
  • Possedere discrete capacità di scrittura (saper scrivere bene è solo il primo passo). La redazione dei contenuti destinati al mercato digitale infatti impone la padronanza sia degli strumenti tecnologici (anche in ottica SEO), sia delle tecniche di comunicazione specifiche.

 

 

Condividi con slideshare

 

Spiegare solo attraverso l’uso delle parole senza l’ausilio grafico risulta difficile nelle piattaforme social. Grazie alla funzione slideshare, puoi condividere presentazioni, infografiche e documenti che ritieni interessanti e utili per il tuo target. La condivisione risulta tanto più proficua per l’azienda quanto più questi contenuti vengono commentati e condivisi su LinkedIn.

Anche in questo caso, curare il contenuto delle pubblicazioni e utilizzare determinate keyword ricercate dai potenziali acquirenti potrebbe permettere a Google d’indicizzare i post della nostra pagina LinkedIn.

 

Utilizza i gruppi su LinkedIn

 

Linkedin Marketing per AziendeUn altro metodo per raggiungere i tuoi potenziali clienti su LinkedIn è quello di utilizzare i gruppi. In tal caso la scelta è duplice; puoi:

  • creare il tuo gruppo su LinkedIn;
  • partecipare a gruppi tematici.

 

Aprire un gruppo con finalità di una LinkedIn marketing strategy significa creare un’ulteriore possibilità per lo scambio d’informazioni di valore tra e con gli utenti.

È fortemente sconsigliata la promozione commerciale dei propri prodotti o servizi all’interno dei gruppi stessi. La ragione è semplice, in questo specifico ambito è più importante favorire l’interazione tra le persone, purché effettuata in base ad argomenti di reale interesse per la community coinvolta.

Inoltre, la pubblicità troppo aggressiva, che ben si adatta ad altre piattaforme social quali Twitter, Facebook o Instagram, su LinkedIn risulta poco gradita e troppo invasiva.

Come seconda opzione, entrare a far parte di un gruppo già creato favorisce l’accrescimento dell’autorevolezza dell’azienda e, quindi, costituisce uno strumento indiretto di promozione.

Comprendere le tematiche che interessano i componenti del gruppo può essere d’aiuto nella costruzione della strategia di LinkedIn marketing, content marketing e brand awareness.

 

Investi in LinkedIn Ads

 

Linkedin MarketingI business to business (B2B), ovvero società che commercializzano prodotti o servizi con altre aziende, ricorrono all’utilizzo di una precisa strategia editoriale di LinkedIn Adv per aumentare il traffico al sito web aziendale. 

A tal proposito, le opzioni offerte da LinkedIn sono essenzialmente due:

  1. contenuti sponsorizzati diretti (direct sponsored content): assolvono alla funzione di divulgare aggiornamenti in forma sponsorizzata diretta senza che questi sono stati preventivamente pubblicati sulla pagina aziendale. In sostanza, viene introdotta la promozione di contenuti a pagamento che si affianca a quella “organica”. Essendo contenuti sponsorizzati, è possibile dare loro una maggiore connotazione commerciale rispetto a quanto viene pubblicato sulla pagina aziendale;
  2. aggiornamenti della pagina sponsorizzati: si tratta di postare un aggiornamento sulla pagina aziendale e successivamente sponsorizzarlo mediante una campagna ad hoc. Questa opzione è l’ideale per divulgare novità di un certo rilievo, contenuti del LinkedIn marketing blog e altri documenti come statistiche, commenti e aggiornamenti su case history d’attualità.

 

I vantaggi di LinkedIn Ads, conseguibili attraverso le inserzioni a pagamento, sono legate ad una migliore visibilità dei contenuti. Bisogna tuttavia considerare il costo, che, su LinkedIn, può essere sensibilmente maggiore rispetto ad una campagna condotta su altri social.

Per massimizzare gli investimenti è fondamentale monitorare i risultati delle LinkedIn Adv. Con LinkedIn Analytics non solo riuscirai a detectare il numero di persone che hanno visto, commentato o condiviso il tuo post ma potrai anche conoscere meglio il tuo pubblico di riferimento. Grazie agli insight statistici della piattaforma potrai poi creare contenuti mirati per quel target specifico.

 

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LinkedIn B2B: consigli per generare lead

 

Ecco alcuni idee per migliorare il tuo marketing su LinkedIn:

  1. Cerca clienti e connessioni altamente targettizzate: scegli accuratamente quale industria, tipo di azienda o ruolo professionale vuoi intercettare.
  2. Mantieni contatti costanti con il target di riferimento, con quei soggetti che rispecchiano le caratteristiche del tuo cliente-tipo ideale: grazie a LinkedIn è possibile postare aggiornamenti sullo stato e post del blog che possono suscitare interesse e curiosità tra coloro che desidereresti avere o mantenere come clienti.
  3. Usa le connessioni per costruire relazioni durature: ricorda che su LinkedIn i contatti che hai stabilito con gli altri professionisti devono portarti ad ottenere dei risultati tangibili, come ad esempio collaborazioni professionali. Avere tanti contatti solo per assecondare la propria vanità non giova il tuo business.
  4. Accresci la lista dei clienti, effettivi o potenziali, ai fini dell’e-mail marketing: lo si può fare, ad esempio, ringraziando le persone che sono state aggiunte alla lista dei contatti invitandole a sottoscrivere alla tua newletter.
  5. Stabilisci le linee guida e la policy del brand e rispettala scrupolosamente: applicala anche ai commenti postati oppure ai messaggi inviati.
  6. Ricordati della centralità del tuo profilo personale e di quello delle altre persone legate alla tua azienda: LinkedIn è uno strumento formidabile per costruire l’identità e per consolidare la reputazione

 

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Conclusioni e consulenza gratuita per B2B

 

Con più di 774 milioni di utenti proveniente da 200+ Paesi, LinkedIn è senza dubbio la piattaforma social da utilizzare per fare marketing. 

A livello B2B, il marketing su LinkedIn ti permette di raggiungere il tuo target di riferimento nel momento più opportuno. Puoi farti conoscere con la pubblicazione di articoli, infografiche, video, foto, post e novità legate alla tua azienda. Inoltre, puoi connetterti direttamente agli utenti che rispecchiano il profilo del tuo cliente tipo. A questo scopo, puoi considerare di adottare, non solo soluzioni organiche, ma anche a pagamento come le azioni di LinkedIn Ads o i tool quali LinkedIn Pulse.

Ricordati che LinkedIn marketing può anche essere adottato come strumento per la ricerca di un impiego. In questo caso, abbiamo visto che la cura del profilo e una strategia di personal branding, saranno sufficienti per renderti il candidato perfetto.

 

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Valeria BaraniSECONDA OTTIMIZZAZIONE A CURA DI VALERIA BARANIlinkedin_badge

Per passione e per lavoro vivo online, instancabile navigatrice della rete, sempre alla ricerca delle ultime novità. Sono una donna di marketing e comunicazione. Ho sempre lavorato all’interno di grandi realtà multinazionali ricoprendo svariati ruoli, dal brand manager, al trade marketing e infine all’e-commerce. Proprio l’incontro con il digitale è stata una folgorazione che ha cambiato la mia vita lavorativa.

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In Digital Coach ho conseguito il MASTER DIGITAL MARKETING e aspiro a diventare un digital project manager. Appassionato di tecnologia e viaggi, soprattutto quelli per mare.

linkedin_badgestefania panzeriARTICOLO SCRITTO DA STEFANIA PANZIERI

Mi occupo di ricerca nel campo dei Trasporti, della Navigazione e del Turismo. Appassionata di scrittura e comunicazione, mi sto accostando al Web Content Writing e al Digital Marketing.

Marketing differenziato: cos’è e a cosa serve [miniguida]

Marketing differenziato: cos’è e a cosa serve [miniguida]

 

Il marketing differenziato o segmentato si definisce tale perché la sua strategia mira a coprire diversi mercati con più prodotti. Segmentare il mercato vuol dire suddividerlo in singole unità, (targhettizzarlo), queste unità verranno riunite secondo determinate variabili in gruppi sociali ed economici, detti appunto “segmenti”. Diventa essenziale procedere con l’analisi dei diversi mercati o segmenti demografici, riuscire a soddisfare le nicchie di mercato può essere davvero una strategia aziendale altamente redditizia. Il marketing differenziato può essere una strategia vincente soprattutto alla luce delle dinamiche competitive che caratterizzano l’epoca attuale. È quindi utile comprendere le sue caratteristiche e cosa lo differenzia da altre strategie come il marketing indifferenziato, il marketing concentrato ed il marketing di nicchia. In questa mini guida, oltre ad alcuni cenni sul processo di segmentazione, saranno anche forniti alcuni esempi di marketing differenziato. Iscriviti al Master Digital Marketing per ricevere la più adeguata preparazione e per poter lavorare nel digital marketing.

 

Marketing differenziato: perché è importante fare la scelta giusta?

Per spiegare al meglio il marketing differenziato  è necessario richiamare alcuni concetti base fondamentali del marketing tradizionale.

Se vuoi saltare questa parte, vai direttamente alla sezione dedicata

Con l’evoluzione dei mercati globali e l’avvento di Internet si è prodotta una trasformazione nei comportamenti dei consumatori, sono sempre più consapevoli, informati, volubili ed infedeli. Per le aziende, che devono competere nell’era dei social, ciò comporta uno sforzo aggiuntivo nel raggiungimento dei propri obiettivi di business. Non è facile misurarsi in un contesto in cui, oltre alla digitalizzazione, anche il tempo è divenuto un fattore di concorrenza, bisogna muoversi prima e meglio dei propri competitors. Ecco perché, coerentemente col modello di business prescelto da un’impresa, è fondamentale elaborare una strategia di marketing differenziato.

 

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Marketing differenziato: distinzione del prodotto

Secondo l’economista statunitense Michael Porter, un’impresa può ottenere un vantaggio competitivo agendo sui costi oppure sulla differenziazione. L’espressione “vantaggio competitivo” è riferita al mix di variabili che permettono all’impresa di vincere sulla concorrenza.

  • In base alla logica della differenziazione (che è cosa diversa dal marketing differenziato), un’azienda sceglie di distinguersi quando riesce ad essere unica nel produrre beni o servizi rispetto ai propri competitors. Di conseguenza, la capacità di riuscire a soddisfare in modo impareggiabile le esigenze dei propri clienti viene solitamente compensata con una politica di pricing caratterizzata da prezzi più elevati.
  • In alternativa, si può scegliere di agire sui costi, divenendo cioè il produttore o fornitore a più basso costo all’interno del proprio settore (e, ovviamente, in tal caso, a costo inferiore corrisponderà un prezzo più basso).

In un’ottica di marketing, soprattutto in un periodo come questo (contrassegnato da un’elevata turbolenza e da una intensa competizione sul prezzo), non è sempre facile riuscire a differenziare i propri prodotti/servizi da quelli degli avversari. Diversificare la propria offerta significa infatti riuscire a raggiungere quel grado di qualità, di novità e di originalità che permette ai clienti di percepirne il valore aggiunto e di scegliere. Questa distinzione è rilevante ai fini di una strategia di marketing di successo: infatti finché i consumatori non riescono a cogliere il valore distintivo del prodotto/servizio proposto da un’azienda rispetto ai suoi concorrenti, la competizione si giocherà esclusivamente sul prezzo.

 

Marketing e segmentazione

Nel marketing tradizionale la segmentazione (approfondisci qui) è quel processo attraverso il quale il mercato viene scomposto in singole unità (chiamate target) che vengono successivamente riaggregate in gruppi socio-economici (chiamati segmenti) sulla base di alcune variabili.

Le fasi della segmentazione assolvono alla funzione di individuare quali beni o servizi è meglio proporre, in quale mercato e a quali categorie di utenti. In quest’ottica vengono analizzate anche le modalità di differenziazione del prodotto in funzione delle diverse tipologie di clienti e dei propri concorrenti. In particolare:

  • nella prima fase, il mercato viene suddiviso in individualità (cioè in persone singole oppure in unità complesse come, ad esempio, la coppia, la famiglia o l’azienda).
  • Nella seconda fase, i target vengono ricomposti in base ad alcune variabili .
  • Nella terza fase, si procede alla formazione dei segmenti.
  • Nella quarta fase, si identificano e si definiscono più approfonditamente i segmenti.

Per quanto concerne i criteri di segmentazione del mercato, essi possono essere di diverso tipo e, più precisamente:

  • di tipo geografico: quando ci si riferisce ad un preciso ambito territoriale.
  • di tipo socio-demografico: quando si ha riguardo a parametri quali l’età, il sesso, il reddito, il livello di istruzione, i componenti del nucleo familiare etc.
  • di tipo psicografico: in tal caso ci si riferisce a fattori come lo stile di vita o la classe sociale.
  • di tipo comportamentale: quando la segmentazione avviene sulla base dei comportamenti (ad esempio, la tendenza a ricercare la qualità o, alternativamente, il prezzo oppure la propensione alla fedeltà alla marca, ad informarsi prima di acquistare e così via).

 

Definizione del mercato e tipologie di marketing

A seconda a ciò che verrà proposto e alle categorie di consumatori verso le quali si intende orientare, un’impresa può scegliere tra diverse tipologie e strategie di marketing. Ogni tipologia corrisponde al modello specifico perseguito. In sostanza, una volta effettuata la scelta del gruppo (o dei gruppi) di utenti ai quali indirizzarsi, l’azienda può adottare diversi approcci:

  • può scegliere di rivolgersi al mercato come se fosse omogeneo: in questo caso attuerà una strategia di marketing indifferenziato.
  • può scegliere di rivolgersi al mercato segmentato, nella sua (quasi) interezza: in tal caso la strategia attuata è di marketing differenziato.
  • può scegliere di rivolgersi solo ad alcuni segmenti specifici del mercato: in tal caso si è in presenza di marketing concentrato.

 

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Differenza tra marketing differenziato e indifferenziato

Già dalla definizione è facilmente intuitiva la differenza che caratterizza il marketing differenziato dal marketing indifferenziato. Vediamo nello specifico le rispettive caratteristiche, i vantaggi e svantaggi  delle due modalità di marketing.

 

Marketing indifferenziato

In base a tale modello, si sceglie di rivolgersi ad un mercato come se fosse un’entità omogenea. Per un’azienda ciò significa impostare un programma di marketing finalizzato ad attrarre il maggior numero possibile di consumatori. Una strategia di questo tipo viene solitamente realizzata quando i prodotti o i servizi proposti non sono differenziati, cioè non hanno caratteristiche tali da poter essere percepiti come particolari o migliori da parte degli acquirenti.

Si tratta generalmente di beni o prestazioni di larga diffusione e che si discostano in maniera poco apprezzabile rispetto a quelli proposti dagli eventuali competitors. La gamma dei prodotti è ridotta al minimo e non sono contemplate possibilità di personalizzazione. L’azienda è focalizzata sulla produzione e tende a rivolgere scarsa attenzione al target e al cliente. Questo approccio di marketing indifferenziato è frequente nelle fasi di espansione dei mercati nascenti, oppure nei mercati in cui la posizione ricoperta è caratterizzata dall’assenza di concorrenti significativi. In tali condizioni, non sorge la necessità di individuare un target, né di investire particolari risorse per la gestione della clientela, ma si tendono a concentrare gli sforzi sulla produzione di vasta scala al fine di soddisfare la domanda di mercato ed impedire l’ingresso di nuovi competitori.

La promozione è realizzata mediante messaggi pubblicitari di tipo generico, da indirizzare verso la globalità dei potenziali clienti in modo tale da risultare attrattivi per quante più persone possibile.
I vantaggi di questo modello, dal momento che la comunicazione è generalizzata, sono legati ai minori costi di produzione e di gestione del marketing.
Gli svantaggi sono evidenti in quanto l’azienda non ha modo di frammentare il rischio di impresa (questo avviene perché ha concentrato i suoi sforzi su un prodotto/servizio sostanzialmente poco distinguibile da quello della concorrenza e nel fare ciò si è rivolta alla totalità dei consumatori).

Un altro svantaggio è costituito dal rischio che un prodotto di massa, indifferenziato, possa essere preferito a quello di un altro concorrente che si sia affacciato sul mercato ed abbia scelto di introdurre elementi di differenziazione del proprio prodotto/servizio. Tale eventualità non è poi così rara in un contesto attuale, in cui l’imitazione ha assunto un valore creativo ed una connotazione positiva (cioè non è più percepita come mero plagio, a condizione che l’oggetto presenti delle caratteristiche migliorative o innovative rispetto al bene imitato).

 

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Marketing differenziato

Quando si opta per la strategia del marketing differenziato (o segmentato, o a segmentazione multipla), il mercato viene invece visto come una entità eterogenea, formata da tanti segmenti tra loro omogenei. In sostanza, si parte dal presupposto che esistano tanti gruppi di potenziali clienti a ciascuno dei quali si devono proporre più prodotti o servizi diversificati. Viene cioè praticato un adattamento dell’offerta ai bisogni dei singoli segmenti.

Rispetto alla strategia di marketing indifferenziato, con il marketing differenziato la gamma dei prodotti/servizi offerti è più ricca e postula ampie possibilità di personalizzazione. Il marketing mix è pertanto specificamente studiato per caratteristiche di prodotto, di prezzo, di distribuzione e di promozione in modo tale da soddisfare lo specifico segmento a cui è rivolto,(clicca qui per approfondire).

L’obiettivo della strategia di marketing differenziato è di penetrare in profondità all’interno di un mercato più limitato conquistandone, al contempo una più ampia fetta. Questa tipologia di approccio è tipica delle imprese di piccole o medie dimensioni che dispongono di risorse limitate che, per competere efficacemente sul mercato, scelgono di concentrarsi su pochi segmenti di cui si conoscono bene gusti e comportamenti.

 

Vantaggi del marketing differenziato

I vantaggi di questo modello sono costituiti dall’elevata capacità di perfezionamento sul prodotto/servizio conseguito dall’impresa, in modo tale da essere maggiormente apprezzata dai clienti e mantenere più agevolmente le relative quote di mercato. A livello di promozione, vengono realizzati differenti messaggi da indirizzare a ciascuna audience. Ogni contenuto è specificamente studiato in modo da rappresentare al meglio i benefici e i vantaggi che ciascun segmento si aspetta di conseguire acquistando il bene o usufruendo del servizio.

Svantaggi del marketing differenziato

Tra gli svantaggi del ricorso al marketing differenziato vi sono i costi. L’impresa, infatti, pur riuscendo a conseguire più elevati volumi di vendita, deve sostenere maggiori spese sia in termini di progettazione, produzione, gestione dei prodotti/servizi, sia in termini di comunicazione pubblicitaria (che, come si è visto, viene differenziata in relazione a ciascuna tipologia di consumatori). Questo può rivelarsi problematico specie per una piccola impresa che deve razionalizzare accuratamente le proprie risorse. Inoltre, un’eccessiva diversificazione dei beni o delle prestazioni proposte rischia di far percepire una brand identity diluita causando così confusione tra gli utenti.

 

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Esempi di marketing differenziato

A livello più generale, tra le imprese che seguono questo modello, alcune case automobilistiche, nello sviluppare la propria strategia promozionale, hanno accentuato, per ciascuna tipologia, le caratteristiche più in linea con i gusti e le aspettative del target di riferimento. Ad esempio, nel rivolgersi ai potenziali clienti più sensibili alle tematiche ambientali e alla sicurezza, hanno posto l’accento sull’affidabilità del brand e sull’impegno profuso nel perseguire obiettivi legati al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale. Al contrario, per intercettare i consumatori più attenti alle mode e alle performance, hanno optato su un messaggio e su caratteristiche di prodotto atte a favorire l’identificazione del bene con uno status particolarmente ambìto.

In ogni caso, gli esempi più interessanti si collocano nel settore del turismo, settore in cui il web marketing ha avuto più successo. In seguito alla diffusione di internet, infatti, si è assistito ad una vera e propria rivoluzione che ha permesso agli utenti (viaggiatori, turisti, escursionisti) non solo di informarsi più approfonditamente e facilmente sulle destinazioni da raggiungere, ma ha consentito anche di prenotare e progettare veri e propri pacchetti personalizzati. Inoltre, l’aspetto della user experience, è particolarmente rilevante e non può essere trascurato. Dal lato delle imprese, si è così manifestata la necessità di adottare una strategia e una comunicazione digitale efficace per rispondere adeguatamente alle nuove richieste dei turisti-viaggiatori-consumatori.

Ecco perché nel settore travel si assiste ad una tendenza sempre più marcata verso la differenziazione e verso la personalizzazione dell’offerta. Come già accennato, la scelta di personalizzare, se opportunamente effettuata, evita l’inconveniente di dover competere (e di essere scelti) solo in base al prezzo. In tale campo, infatti, le attuali dinamiche competitive si traducono in una gamma sempre più ampia di prodotti turistici e nella necessità di rispondere ad una domanda globale. Pertanto, riuscire a competere in termini di qualità è di importanza fondamentale.

In termini di differenziazione, una compagnia alberghiera o un vettore potrebbero dunque agire in diverse direzioni:

  • differenziando i propri servizi (ad esempio, proponendo l’erogazione di pasti in camera, la proiezione di film durante il volo o, ancora, offrendo un sistema di prenotazione che permetta al viaggiatore di scegliere preventivamente il posto a sedere, ed altro);
  • oppure è possibile anche differenziarsi per il personale. In tal caso, si procede formando e selezionando le risorse umane in modo da rappresentare, in una determinata location, un unicum, qualitativamente rilevante rispetto alla concorrenza;
  • differenziarsi a livello di immagine (offrendo, cioè un’immagine particolarmente forte, distintiva e rappresentativa);
  • differenziarsi in base alla localizzazione (ad esempio, un albergo che si affaccia sulla spiaggia gode di un indiscusso vantaggio competitivo rispetto ad un hotel concorrente più distante dalla costa).

In termini di marketing differenziato, invece la personalizzazione si traduce generalmente in un’offerta o in un trattamento su misura della particolare categoria di clientela. Com’è noto, i viaggiatori non sono tutti uguali ma, al contrario, ciascuno di essi ha gusti ed esigenze determinate che non possono essere soddisfatte mediante un approccio di tipo indifferenziato. Il cliente oggi vuole essere coccolato, vuole sentirsi unico. Ecco perché svariate attività ricettive hanno cercato di rispondere mediante l’offerta di esperienze personalizzate e attuando una attività promozionale specifica per ogni tipologia di utenza (business travellers, famiglie, gruppi ). Esemplificando, a un professionista che viaggia per lavoro o a un turista congressuale sarà pertanto più conveniente offrire servizi che gli permettano di lavorare efficacemente e comodamente anche quando si trova in albergo (in tal caso, per esempio, diviene imprescindibile la necessità di fornire una connessione wi-fi efficiente). Al contrario, a chi viaggia per piacere sarà più opportuno fornire informazioni mirate e prestazioni che gli rendano più gradevole e varia la sua permanenza.

 

Marketing concentrato

Anche nel caso del marketing concentrato (come nel caso del marketing differenziato) si presume che il mercato sia segmentabile. In questa ipotesi però la strategia viene concentrata non più su singoli segmenti (come avviene nel caso del marketing differenziato), ma su uno solo, al quale viene proposto un solo prodotto/servizio. L’azienda, cioè, scegliendo di concentrarsi unicamente su un particolare segmento, ha la possibilità di specializzarsi e raffinarsi nella produzione e nella promozione di quel particolare bene o servizio.

Per quanto concerne i vantaggi di questa scelta, l’elevato grado di specializzazione e di conoscenza della categoria di utenti cui si rivolge può agevolare il raggiungimento di una posizione di rilievo all’interno del mercato e, correlativamente, ciò permette all’impresa di essere percepita positivamente da parte dei consumatori. Anche i costi relativi alla pubblicità saranno contenuti, essendo gli sforzi legati alla promozione concentrati su un solo segmento.

Tra gli svantaggi, si annovera l’elevato rischio di impresa (che non è frammentato nelle diverse tipologie di beni o servizi rivolti a distinti segmenti di mercato).

L’esempio tipico di marketing concentrato è rappresentato dalle aziende di trasporti.

 

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Marketing di nicchia

Analogamente, nell’ipotesi del marketing di nicchia (al pari del marketing differenziato e concentrato), si considera il mercato come segmentabile. In questo caso però l’attenzione viene indirizzata su un solo (sub)segmento al quale viene offerto un prodotto notevolmente diversificato e “customizzabile” rispetto alle proposte dei competitors (e questa è una caratteristica che lo distingue dal marketing differenziato). Solitamente, il segmento cui ci si rivolge è molto piccolo o, per l’appunto, “di nicchia”.

Tendono a ricorrere a tale strategia soprattutto le aziende che, per prime, si affacciano su quel comparto di mercato (c.d. first comers) o le imprese che producono beni di lusso e che possiedono un elevato livello di specializzazione e di know-how sul prodotto in grado di scoraggiare l’ingresso degli altri concorrenti all’interno dello stesso segmento.

Come si può agevolmente intuire, i vantaggi che si profilano scegliendo tale modello sono legati alla capacità di gratificazione degli utenti della nicchia e quindi alle opportunità di consolidamento della propria posizione.

Gli svantaggi di questo approccio sono di tipo economico perché, nel medio periodo, l’ingresso di altre imprese dotate di maggiori possibilità finanziarie può compromettere la posizione di rilievo acquisita.

 

Più strategie di marketing insieme

In conclusione, comunque, il ricorso ad una tattica non esclude necessariamente le altre. Alcune compagnie ricorrono infatti a più tecniche di marketing. Ad esempio, utilizzano il brand primario per raggiungere il mercato di massa (con una strategia di marketing indifferenziato) e ricorrono al brand secondario per i vari segmenti più specifici (adottando, in questo caso, una strategia di marketing differenziato).

Analogamente, un ristorante potrebbe utilizzare la prima strategia per promuovere un evento volto ad attrarre tutti gli abitanti di una certa zona e utilizzare la seconda per proporre menù differenziati che attirino specifiche tipologie di clientela (es. vegetariani, celiaci, famiglie, studenti).

 

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