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Olico.it: l’olio extravergine d’oliva a casa tua con un clic

Olico.it: l’olio extravergine d’oliva a casa tua con un clic

Olico.it un e-commerce dedicato all’olio extravergine di oliva e all’alta gastronomia Italiana, gestito dall’azienda MoreToTrade. Il fondatore è Lorenzo Martino, che ha alle spalle una lunga e collaudata esperienza nel commercio e nella grande distribuzione di prodotti Made in Italy.

Lo shop online Olico.it si caratterizza per l’attenta selezione dei prodotti. Il team di MoreToTrade segue passo passo tutto il processo, dalla selezione dell’articolo all’imballaggio, fino alla spedizione.

Ho avuto il piacere di parlare con Lorenzo Martino in merito alla storia dell’oleoteca digitale, al suo funzionamento e alla strategia digitale adottata, fondamentale per l’affermazione aziendale in Italia e all’estero.

Se anche tu vuoi aprire uno shop online e aumentare i tuoi fatturati, segui il Corso crea un e-commerce offerto da Digital Coach. Dei professionisti del settore ti guideranno nella creazione del tuo negozio digitale, minimizzando rischi e costi.

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Cos’è Olico.it e com’è nata l’idea di una oleoteca online?

lorenzo martino Olico.it Olico.it è un portale specializzato nella vendita di olio extravergine di oliva, condimenti e tutto ciò che è ruota intorno all’alta gastronomia italiana. Non è rivolto solo all’Italia ma a tutto il mondo, nel senso che noi esportiamo in più di 41 paesi. L’idea è nata nel 2014 ma siamo andati online nel 2015. La sua nascita è avvenuta a seguito di un’esperienza avuta verso la grande distribuzione estera di diversi anni.

Era nata una voglia di fare qualcosa di diverso dal solito; quindi, ci siamo messi in gioco con quest’e-commerce, all’inizio più come uno scherzo ma poi con gli anni è diventato un lavoro vero e proprio.

Abbiamo scelto un settore molto difficile e complicato, ma quando siamo partiti c’era molto spazio perché non avevamo molti competitor. Anche ad oggi, a mio parere, abbiamo spazio.

Chiaramente, l’olio è un prodotto in sé per sé complicato poiché si deperisce, come gli altri alimenti, c’è molta diffidenza ed è più difficile da gestire. Inoltre, quasi tutte sono bottiglie di vetro quindi si possono rompere.

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Chi è il vostro target?

lorenzo martino Olico.itIl target di Olico.it è la famiglia che vuole mangiar bene. Usa il nostro servizio per fare una spesa periodica per rifornirsi di olio, aceto e tutte le altre specialità italiane che magari sono difficili, se non impossibili, da reperire in certi paesi esteri.

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Come funziona l’e-commerce Olico.it?

lorenzo martino Olico.it Nel costruire la struttura del sito Olico.it ci siamo messi nei panni del consumatore, cioè dell’utente, e abbiamo cercato di rendere il tutto il più facile possibile dividendo le varie sezioni in diverse categorie. Questo per avere una navigazione semplice ed intuitiva.

Chiaramente, l’utente si deve registrare perché senza un’e-mail e una serie di dati l’ordine non può aver seguito. 

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Che canali online usate per raggiungere il pubblico?

lorenzo martino olicoPer promuovere Olico.it utilizziamo praticamente tutti i canali online.

Cerchiamo di usarne il più possibile, quindi da Google, che la fa da padrone, insieme a tutto il mondo dei social, Facebook, Instagram, YouTube e così via.

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Utilizzate un Piano di Fidelizzazione Clienti?

Ci puoi dire com’è strutturato?

lorenzo martino Olico.itSì, noi cerchiamo di fidelizzare i clienti di Olico.it e di tenerli il più a lungo possibile. Questo è un po’ il segreto del nostro successo e per farlo abbiamo una serie di promozioni, sconti e iniziative che ci giochiamo durante l’anno.

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Quali sono i progetti futuri di Olico.it in ambito digitale?

lorenzo martino Olico.itSperiamo in futuro di crescere sempre di più.

Abbiamo diversi progetti con cui proveremo ad avvicinarsi ulteriormente all’utente finale di Olico.it. Purtroppo non posso parlarvene, ora, però col tempo li vedrete!

Conclusioni

Olico.it è una delle prime oleoteche online, molto attenta e vicina al cliente, in modo da riuscire ad offrire un servizio eccellente. Si rivolge ad una nicchia di mercato; per questo motivo per crescere è stato fondamentale, e continua ad esserlo, avere una buona strategia di marketing digitale e un planning di lavoro dettagliato.

Se hai un’azienda tradizionale e vuoi aumentare il tuo fatturato portandola online, prenota una consulenza strategica gratuita con un esperto. Ti aiuterà a realizzare il tuo desiderio e a trovare la strada giusta per il successo.

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Come vendere prodotti tipici online: scoprilo in soli 5 step

Come vendere prodotti tipici online: scoprilo in soli 5 step

Ti stai chiedendo come fare a vendere prodotti tipici online ma non sai da dove cominciare? In questo articolo ti spiegherò come farlo in pochi step, per aiutarti a comprendere tutto ciò che è importante sapere per avviare un business online. Se vuoi trasformare un prodotto, che sia un prodotto alimentare o un altro bene di consumo, in un’attività redditizia, non dovrai fare altro che seguire questi consigli e metterti in gioco.

Negli ultimi anni i consumatori preferiscono cercare e acquistare online prodotti o servizi di cui hanno bisogno, prima di recarsi in un negozio fisico. Ciò accade perché oltre ad essere una pratica semplice e veloce, il consumatore è consapevole che nel mondo del web è possibile trovare (quasi) tutto. Se il tuo scopo è quello di iniziare a vendere prodotti tipici online di ottima qualità, questa è la guida che fa per te!

Il mondo del web è in grado di darti infinite opportunità, ma è estremamente competitivo. Sta a te, quindi, trovare la strategia vincente, permettendoti in tale modo di guadagnare con il tuo business sia attraverso dei Marketplace o aprendo un e-commerce. Se vuoi apprendere tutti gli elementi e i passaggi fondamentali, ti consiglio di seguire attentamente i 5 step che andrò ad elencarti e di iscriverti al Corso come creare un eCommerce che ti permetterà di acquisire competenze utili finalizzate alla vendita dei tuoi prodotti alimentari online per raggiungere il tuo obiettivo.

5 step per vendere prodotti tipici online

Molte persone si pongono spesso la domanda: come aprire un negozio online di prodotti tipici? Avere a disposizione un prodotto tipico è un grandissimo valore che non possiedono tutti, perciò, è importante riuscire a sfruttarlo nel migliore dei modi per iniziare la tua attività.

Quindi, se vuoi vendere biscotti online o, ad esempio, ti stai chiedendo come vendere i tuoi dolci fatti in casa, ci sono alcuni passaggi importanti che non potranno essere omessi, dei requisiti indispensabili per avviare un e-commerce senza incorrere a problematiche spiacevoli. Ti mostro quali sono gli step fondamentali da seguire.

1. Trova la nicchia di mercato adatta al tuo business 

Potrebbe essere difficoltoso vendere cibo fatto in casa sul web o prodotti tipici, in quanto esistono migliaia di e-commerce in tutto il mondo. Individuare la nicchia di mercato è fondamentale per un’ottima resa di un negozio online.

Anche se la concorrenza è molto alta, è indispensabile trovare un target clienti per poter offrire ad una particolare fascia di acquirenti il prodotto alimentare giusto. In tale modo potrai far risaltare l’e-commerce ed ottenere una clientela fedele ma, soprattutto, garantire alla tua attività un alto numero di vendite. Ciò può accadere perché i consumatori interessati, di solito, sono disposti anche a pagare un prezzo maggiore per dei prodotti tipici da acquistare su un sito web rispetto a quelli di uso comune.

Tieni a mente che un mercato di nicchia, tendenzialmente ha pochi concorrenti, quindi dovrai attuare la strategia giusta per essere originale e diverso rispetto ai competitor. Scegliere la giusta nicchia di mercato non sempre è facile, ma ci sono diversi elementi da considerare che possono esserti utili e puoi farlo attraverso sondaggi e ricerche sul web che ti permettono di studiare l’esigenza di mercato, nonché i prodotti alimentari più venduti online.

È una ricerca lunga ma davvero utile, ad esempio, lo studio del prezzo di quel tipo di prodotto. Cosa non scontata e fondamentale: presta sempre attenzione ai competitor. Con la giusta ricerca puoi trovare un mercato di nicchia che ancora non è stato coperto nel modo giusto, ed è proprio questo il vantaggio da sfruttare a tuo favore per permettere una maggiore affluenza verso il sito web e, di conseguenza, guadagnare con la vendita dei tuoi prodotti tipici online.

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2. Apri il tuo E-commerce

L’apertura di un negozio sul web, seppur semplice ed economica rispetto ad un negozio fisico, richiede uno studio, una pianificazione e un’idea vincente di business, nonché un prodotto effettivamente richiesto dal mercato che sia originale e di ottima qualità. Se possiedi il prodotto in questione, allora sei pronto per aprire un e-commerce per vendere prodotti tipici online

vendita prodotti alimentari confezionati onlineIl primo passo da fare è sicuramente quello di studiare il mercato ed individuare il target di riferimento per realizzare un progetto di business. Una volta realizzato il progetto ed effettuato le conseguenti analisi (che siano dei costi, assegnazione di un prezzo, previsioni dei ricavi ecc.), sarai pronto per aprire effettivamente la tua piattaforma di vendita. Sarà necessario registrare ed acquistare il dominio del tuo e-commerce. Importante è scegliere un nome accattivante, che descriva al meglio il prodotto e che contenga il nome del marchio.

Per fare in modo che il cliente ti trovi, devi acquistare un hosting, ovvero, un servizio che permette di posizionare e rendere visibile il sito web. Infine, è importante rivolgersi ad un esperto o un’azienda specializzata per creare la vera e propria piattaforma e-commerce attraverso la quale i potenziali clienti potranno effettuare gli acquisti e i pagamenti all’interno del sito web. Ciò ti permetterà, inoltre, di monitorare l’attività, la disponibilità nel magazzino e, perché no, vendere prodotti alimentari online all’estero.

Arrivato a questo punto, dovrai seguire un Iter burocratico che, per certi versi, è simile a quello per aprire un negozio fisico. Dovrai quindi:

  • aprire partita IVA ed iscriverti al Registro delle Imprese;
  • comunicare l’Inizio Attività;
  • aprire posizioni fiscali e previdenziali;
  • rispettare i requisiti riguardanti la merce trattata.

Puoi notare che, per aprire un negozio online, non hai bisogno di particolari conoscenze, esperienze o licenze e valgono le stesse norme e requisiti richiesti per aprire uno shop fisico nello stesso settore di appartenenza. In termini di costi, per vendere prodotti alimentari tipici online è necessario un investimento iniziale, che può variare dai 10.000 ai 20.000 euro, a seconda del tipo di prodotto che hai a disposizione e a diversi fattori che influenzano tale investimento.

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3. Studia la normativa per i prodotti alimentari

Ora ti starai chiedendo, ma cosa serve per vendere prodotti alimentari online? Una volta aperto l’e-commerce, è importante che tu sia a conoscenza della normativa per la vendita di prodotti alimentari sul web relativa al Regolamento Europeo 1169/2011/UE che stabilisce alcuni adempimenti al fine di tutelare il consumatore, nonché al Decreto Bersani che impone alcuni requisiti professionali. Inoltre, oltre ad una licenza per vendere prodotti alimentari confezionati, è necessario che tu fornisca al potenziale cliente informazioni sulle caratteristiche dei prodotti alimentari, ad esempio:

  • l’elenco degli ingredienti e gli allergeni;
  • la dichiarazione nutrizionale;
  • il luogo di provenienza del prodotto;
  • la data di scadenza e il numero del lotto;
  • la tracciabilità, etichettatura e la quantità netta.

Tutto ciò che indicherai sul tuo negozio online, come puoi immaginare, richiede una grande responsabilità nei confronti dei consumatori. È indispensabile, quindi, fornire le giuste indicazioni dei prodotti alimentari che andrai a produrre.

5 step per vendere prodotti tipici fatti in casa onlineInfine, la vendita di merce alimentare online impone diversi obblighi informativi riguardanti il proprio sito web. Ad esempio, per ogni acquisto effettuato da un ipotetico cliente, dovrai fornirgli un documento riepilogativo di conferma dell’ordine.

Avrai bisogno di alcuni documenti legali tra cui le condizioni generali di vendita, per dare informazioni sulla vendita online e la consegna della merce; la polizza sulla privacy, necessaria per comunicare all’utente il modo in cui avverrà il trattamento dei suoi dati personali e, per finire, la polizza cookie, per comunicare le modalità di registrazione preferite dall’utente.

4. Investi sulla pubblicità dei prodotti tipici

Detto ciò, è arrivato il momento di farti conoscere dai clienti per poter vendere prodotti alimentari su internet. Avere un buon sito web non basta, è necessario investire sulla pubblicità che ti aiuterà ad incrementare le vendite online. Il punto di partenza è sempre quello di creare una buona strategia di lancio, per farlo, uno dei metodi che puoi utilizzare è quello di sfruttare il potenziale dei social network.

Però fai attenzione. Ogni social network ha un suo linguaggio ed è utile per determinati scopi. Perciò, dovrai utilizzare quello più adatto a te per raggiungere il target giusto, in base agli obiettivi prefissati. I social network più utilizzati al mondo sono Instagram e Facebook, molto adatti per pubblicizzare un negozio online.

Su Facebook, ad esempio, hai la possibilità di creare una vetrina per vendere i tuoi prodotti tipici semplicemente collegandola allo store online che ti appartiene. La parola chiave per una strategia vincente è: costanza. Quindi, dovrai aggiornarli costantemente inserendo la pubblicità dei prodotti alimentari con regolarità e creare un piano editoriale vincente.

Per quanto riguarda Instagram, curare molto le immagini è un grande vantaggio per dare subito un impatto positivo agli utenti: l’organizzazione dei post è fondamentale per non creare confusione. Inoltre, hai a disposizione diversi strumenti interessanti per promuovere i tuoi prodotti alimentari, infatti puoi:

  • utilizzare gli Shoppable post, attraverso i quali vendere i prodotti alimentari direttamente su Instagram;
  • inserire nei post Call to Action, per favorire l’interazione con gli utenti;
  • sfruttare le potenzialità delle Stories, nelle quali inserire link che rimandano al tuo prodotto online;
  • utilizzare gli Hashtag adatti nei post ma anche nelle stories.

Ti ho mostrato degli esempi su come pubblicizzare un e-commerce utilizzando alcuni strumenti del Digital Marketing. Anch’esso un settore in continua evoluzione ed è importante che tu sia sempre aggiornato sui nuovi social network, strumenti e tendenze per aumentare la vendita dei tuoi prodotti alimentari online.

5. Utilizza le piattaforme online

Ti stai chiedendo se esistono anche altre piattaforme dove poter vendere prodotti tipici online? La risposta è si. Oltre ad un e-commerce, per vendere un prodotto alimentari potrai usufruire anche di alcune piattaforme, ognuna delle quali ti fornirà diversi livelli di personalizzazione. Hai a disposizione alcune opzioni, ecco quali sono:

  • puoi creare un sito su Shopify. Ti basterà seguire pochi passaggi guidati dalla piattaforma stessa per aprire un negozio online. Inoltre, hai a disposizione 15 giorni di prova per poter testare le sue funzionalità.
  • vendere su Marketplace come Amazon, è un’altra delle opzioni. Sono siti esterni che vengono utilizzati per la vendita di prodotti fatti in casa o altri beni di consumo senza dover creare un sito web. I prodotti saranno messi a confronto con quelli degli altri competitor, quindi la concorrenza sarà più alta.
  • è possibile anche vendere prodotti alimentari su Ebay.

Questi sono solo alcuni dei consigli che posso darti. Ma, ovviamente, spetta a te scegliere in base alla strategia che vuoi attuare.

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dell’E-commerce per iniziare a vendere prodotti alimentari tipici

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Conclusioni e Consulenza Personalizzata

Detto ciò, avrai capito che vendere prodotti tipici online è un’idea di business impegnativa, ma con un grande potenziale. Per avere successo dovrai mettere tutto l’impegno necessario, e ricorda, il settore alimentare è in continuo sviluppo.

Pazienza e dedizione sono le parole chiave da tenere sempre a mente quando scegli di intraprendere un percorso simile. In questo articolo ti ho mostrato gli step da seguire per iniziare a metterti in gioco nel mondo del web marketing e vedrai che con i prodotti alimentari giusti riuscirai a trasformare il tuo sogno in un vero business redditizio! 

Se hai bisogno di ulteriori chiarimenti per aprire un business online, non esitare a contattarci per prenotare una Consulenza Strategica Gratuita con uno dei nostri Coach esperti.

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Cose da vendere per fare soldi: 8 idee per guadagnare online

Cose da vendere per fare soldi: 8 idee per guadagnare online

Il tempo delle vacanze estive si avvicina e mille idee per arrotondare lo stipendio e guadagnare denaro extra ti passano per la mente. Pensi di fare delle rinunce o un doppio lavoro pur di non svuotare il conto. E se ti dicessi che ci sono tante cose da vendere per fare soldi? Pensaci un attimo: in casa o in garage avrai sicuramente oggetti come libri scolastici usati, un capo d’abbigliamento che non ti piace più o vecchi oggetti in disuso.

Individuati e inscatolati gli articoli da vendere, determinante per guadagnare soldi è capire i modi. Ne esistono diversi, alcuni più tradizionali come i mercatini dell’usato, altri digitali come i siti web per gli annunci o le app. Ti anticipo che ci vorrà del tempo: non guadagnerai subito migliaia di euro ma nell’attività di vendere gli oggetti, l’online è un valido strumento e un’opportunità per poter costruire anche un vero e proprio business. Pensa ad un e-commerce: partendo da zero, avresti la possibilità di aprire un negozio online vendendo, ad esempio, articoli handmade.

Continuando a leggere troverai idee e spunti per disfarti di oggetti e ottenere denaro extra senza rinunce. Nello specifico ti dirò:

  • 8 cose da vendere in internet per fare soldi
  • 6 modi su come guadagnare online.

Inoltre, se sei interessato a costruire un business di successo con articoli da vendere per fare soldi, ti consiglio di non lasciarti sfuggire il corso come aprire un negozio online con il quale apprenderai le migliori tecniche per avviare il tuo commercio in internet.

8 cose da vendere per fare soldi online

La domanda che molte persone si pongono è: “Cosa posso vendere per fare soldi subito?”. Scegliere gli articoli più idonei non è semplice, così come non sono poche le cose da sapere per guadagnare soldi online. 

Per iniziare con il piede giusto a guadagnare con cose da vendere per fare soldi sicuramente è necessario avere le idee giuste, ma non solo.

Ad esempio, se desideri avviare un business online come un ecommerce, devi individuare gli strumenti e le strategie di vendita che possano procurarti un profitto duraturo nel tempo nonché gli articoli migliori e che soddisfino specifiche esigenze dei clienti. 

Invece, se vuoi solo ottenere del denaro extra sarà sufficiente individuare i canali che possono facilitarti, come le piattaforme di vendita intermediarie tipo eBay o Etsy.

A seguire, troverai un elenco di 8 cose con cui poter guadagnare qualche soldo in più anche da casa o, perchè no, avviare un’impresa online. Saranno gli strumenti per fare web marketing e il tuo lavoro a fare la differenza sulla velocità nell’ottenere soldi.

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Vendere le foto per un guadagno assicurato

Se sei un appassionato di fotografia o un professionista freelance, le tue foto possono rientrare tra le cose da vendere per fare soldi. Per monetizzare sfruttando il tuo talento puoi vendere online le tue produzioni con una strategia omnichannel o tramite siti dedicati.

La prima modalità deve essere supportata da un progetto per: 

  • individuare il target tramite l’analisi dei feedback ricevuti;
  • costruire il pubblico di riferimento attraverso il vasto bacino d’utenza raggiunto con i social media;
  • individuare i mezzi più redditizi come un ecommerce collegato al proprio sito internet o portfolio.

La vendita online di foto avviene più di frequente attraverso siti web di terze parti, ad esempio Getty Images e Shutterstok, in quanto si può guadagnare concedendo la licenza ai clienti. Una volta capito il modo in cui le fotografie possono essere utilizzate da marchi o editori, guadagnare soldi online non è difficile!

I libri usati tra gli oggetti da vendere per fare soldi online

I libri usati rientrano tra le cose da vendere per fare soldi, originali idee per arrotondare lo stipendio. Rivendere libri, infatti, può essere un ottimo modo per guadagnare soldi extra liberando casa e rimettere in circolo la cultura.

Ma come guadagnare denaro online con i libri usati? Per ricavare qualche soldo esistono diversi siti internet ed ecommerce per la compravendita di libri tipo Abebooks.it e Amazon. Il loro utilizzo è molto semplice: basta registrarsi lasciando un indirizzo mail così da avere la possibilità di pubblicare gli annunci all’interno del negozio online. Quando la vendita va a buon fine, la piattaforma accredita il denaro sull’account personale.

Un metodo rivoluzionario per vendere libri usati online è anche tramite l’app Telegram: digitando nella barra di ricerca LSDlibri e seguendo le indicazioni, ricevi in poco tempo la valutazione per i libri messi in vendita. Una volta spediti e arrivati a destinazione, la piattaforma eroga il pagamento tramite PayPal o bonifico.

Tra i prodotti da vendere ci sono gli oggetti da collezione

Se ti stai chiedendo cosa comprare e rivendere per guadagnare comodamente da casa, il settore del collezionismo può essere ricco di cose da vendere per fare soldi. Oggetti tra cui figurine, articoli vintage quali console, videogiochi e l’elettronica o, perché no, scarpe da ginnastica in edizione limitata, agli occhi di molti, sono di inestimabile valore e possono essere pagati anche a peso d’oro.

Per guadagnare anche migliaia di euro con la vendita di oggetti da collezione puoi metterli online su siti di annunci, per esempio Ebay, su Facebook Marketplace o su altri marketplace. Ma un posto speciale per la compravendita di questi articoli è sicuramente quello delle aste online.

Scegliere di vendere o comprare tramite siti di aste su internet come Catawiki offre moltissimi vantaggi tra i quali il sistema di pagamento unico, l’iscrizione gratuita e la durata delle aste che permettono di sapere quando fare le migliori offerte.

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i social media per la compravendita online

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Hobby per fare soldi: guadagnare con le tue creazioni

Un’idea per arrotondare lo stipendio con articoli da vendere per fare soldi è guadagnare con le tue creazioni. Gli oggetti fatti a mano, infatti, possono essere anche l’occasione per aprire un ecommerce e creare un vero e proprio business online partendo da zero. Ottenere soldi con la creatività lavorando da casa può avvenire, quindi, secondo diverse modalità. Prima tra tutte è il passaparola tra amici, familiari e colleghi ma non da meno sono i mercatini per hobbisti.

Per riuscire a fare soldi da casa su internet puoi aprire un blog e utilizzare i social network, in particolare Facebook, Instagram e Pinterest. I primi due oltre a permettere di mostrare tramite foto le tue creazioni, consentono anche di poterle vendere tramite il marketplace. Pinterest, invece, offre una visibilità immediata ai tuoi lavori e permette di salvare nella bacheca immagini, video e idee da cui trarre ispirazione.

Esistono anche diverse piattaforme per l’handmade. Pensa a Etsy e Shpock che offrono la possibilità di creare un proprio negozio online in cui caricare foto e video tutorial. Per creare un business con la tua creatività tieni a mente alcuni consigli:

  • procurati belle foto delle tue opere e prepara una descrizione;
  • calcola bene il prezzo;
  • vendi mettendo in pratica una strategia digitale valida, partendo da un business plan e pianificando le azioni.

 

La vendita di oggetti in disuso è un evergreen per fare soldi

Se sei a corto di idee e hai bisogno di guadagnare soldi extra in poco tempo, ti basta girare per casa, raccogliere gli oggetti vecchi e in disuso e metterli in vendita. 

Se ti stai chiedendo quali sono gli oggetti da vendere per fare soldi, considera articoli tipo vecchi smartphone, piccoli e grandi elettrodomestici, mobili o gli accessori da cucina.

oggetti in disuso da vendere per fare soldiRicorda, inoltre, che un potenziale acquirente a cui rivolgersi per ottenere qualche soldo in più è l’appassionato di elettronica sempre alla ricerca di componenti per il computer o di software all’avanguardia. Per assurdo, poi, anche un regalo poco gradito può essere occasione per guadagnare un po’ di denaro.

Gli oggetti in disuso quali una stanza o appartamento, soprattutto in determinate circostanze, possono essere fonte di guadagno anche a lungo termine tramite la pratica del noleggiare o affittare. A tal proposito un valido alleato è Airbnb, sito che favorisce l’incontro tra il proprietario e l’affittuario e permette di gestire i pagamenti con un click anche a grandi distanze. 

Come poter fare soldi con la vendita degli oggetti? Oltre ai mercatini tradizionali, esistono diversi siti web tipo eBay sui quali pubblicare annunci. Una tendenza del momento sono app come Vinted o Wallapop che in pochi passaggi permettono di vendere i prodotti facendo una foto e inserendo la somma di denaro da te indicata.

Vuoi sapere altre cose da vendere per fare soldi velocemente? Continua a leggere l’articolo per scoprirlo.

Racimolare soldi extra con i vestiti usati

In una giornata dedicata allo shopping è facile pensare di disfarsi di vestiti e accessori fuori moda accumulati nell’armadio. Quindi l’abbigliamento usato rientra tra le cose da vendere per fare soldi

Considera che si possono trasformare in un’occasione per guadagnare un po’ di soldi extra vestiti dei bambini ormai cresciuti, abbigliamento per lo sport, una borsa di troppo, un paio di scarpe o semplicemente un top. Inoltre accessori vari come un casco per la moto o gioielli sono articoli che, se in buono stato, garantiscono un guadagno facile.

Molto interessante circa l’usato è l’attività di compravendita di articoli di brand famosi: se valutati bene, possono costituirsi come opportunità per guadagnare somme importanti di denaro. Inoltre i grandi marchi attirano sempre di più i giovani desiderosi di seguire i trend del momento senza spendere troppi soldi. Quindi se sei a corto di idee per arrotondare lo stipendio questa può essere una valida alternativa.

Guadagnare da casa con le tue competenze

Per i freelance o per te che durante la tua carriera professionale hai maturato un bagaglio di esperienze considerevole, un’idea per racimolare denaro è guadagnare con le tue competenze.Tra le cose da vendere per fare soldi ci sono le proprie abilità, un modo per costruire un business online anche comodamente da casa. 

Ma come fare soldi velocemente? Dipende: puoi svolgere lavori ad ore che possono durare alcuni mesi come insegnare inglese online oppure guadagnare su commissione vendendo i tuoi articoli, facendo ripetizioni in internet agli studenti e con le trascrizioni. Qualsiasi attività andrai a svolgere un guadagno extra è assicurato anche senza partita iva.

L’online mette a disposizione per guadagnare con i propri lavori delle piattaforme che permettono l’incontro tra la domanda e l’offerta. Ti segnalo qui Fiverr, marketplace di servizi freelance per le aziende dedicato a chi fa seo copywriting, scrittori di comunicati stampa e a tutti gli scrittori del web in generale. Da libero professionista i vantaggi dell’scrizione a queste piattaforme sono molteplici tra cui la possibilità di costruirti una base solida di clienti, soprattutto se sei agli inizi, e un guadagno sicuro.

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guadagnare online e avere successo con il tuo business

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Un’idea per fare soldi: il trading online 

Hai mai pensato che tra le cose da vendere per fare soldi in internet ci sono anche i beni immateriali? Pensa ai titoli finanziari: questi tramite il trading online vengono acquistati e venduti via computer con l’obiettivo di guadagnare sulla differenza di prezzo tra l’acquisto e la vendita; il tutto aprendo un account su software come le piattaforme di trading. 

Questa attività online permette di investire in borsa a basso costo ma i rischi sono tanti, come le ingenti perdite di somme di denaro. Il trader, infatti, comodamente da casa può arrivare a guadagnare milioni di soldi così come può perderne.

Considera, quindi, l’aspetto psicologico in questa attività: sicuramente non è per tutti, in quanto richiede freddezza nell’affrontare l’andamento del mercato e adoperare per tempo le giuste strategie. Gli investimenti online non costituiscono un facile metodo per guadagnare ma se fatto seriamente può aiutare a fare tanti soldi anche velocemente.

Continuando a leggere l’articolo, scoprirai come vendere le cose in internet per fare soldi oppure avviare un business online di successo da casa.

6 modi su come guadagnare online vendendo cose 

Come già accennato, il web offre diverse opportunità per vendere e guadagnare con il minimo sforzo. Esistono diversi siti internet e servizi che permettono di fare soldi anche in relazione al tempo che gli si dedica. Fai attenzione, infatti, che online tanti sono i siti che promettono di monetizzare velocemente con cose da vendere per fare soldi senza mettere in piedi un’impresa digitale. 

Per racimolare subito del denaro extra senza cadere in truffe puoi vendere oggetti in diversi modi, tra cui:

  • Amazon;
  • siti di annunci;
  • app dedicate;
  • da freelance.

Se invece desideri guadagnare online seriamente, avviando un tuo business, lo puoi fare:

  • aprendo un ecommerce;
  • creando e gestendo un blog.

Se ti stai chiedendo come fare soldi in una notte, però, questa non è l’attività adatta a te. Sebbene ti permetta di ottenere uno stipendio vero e proprio, è necessario investire tanto tempo e risorse varie. 

Vendere articoli su Amazon

Il colosso statunitense è un valido strumento per vendere le tue cose online e fare soldi anche velocemente. Che tu abbia un’attività ecommerce avviata, un’idea per un nuovo prodotto o la semplice passione per la vendita, Amazon è quello che fa per te. 

come guadagnare online con cose da vendere per fare soldi Il sito ecommerce più famoso al mondo, offre la possibilità di creare un proprio negozio virtuale, e non solo, tramite il quale vendere le tue cose e fare soldi guadagnando anche importanti somme di denaro.

Ma come funziona la vendita di oggetti online su Amazon? Puoi usare o il tuo account cliente oppure creare un account venditore Amazon inserendo l’email aziendale. Prima di iniziare ad aggiungere i prodotti, tieni a mente quanto segue:

  • scegli il piano di vendita in base al quale Amazon guadagna sulle commissioni;
  • da partner di vendita, valuta la tua strategia se sei un semplice rivenditore o un produttore di articoli di marca;
  • ascolta la tua audience. Amazon permette di fare soldi sia nel B2B che nel B2C, quindi è bene valutare le giuste offerte per massimizzare il guadagno;
  • per iniziare a guadagnare soldi anche rapidamente, impara dai grandi venditori e dai loro programmi di vendita.

Amazon, inoltre, permette di guadagnare con articoli da vendere per fare soldi tramite l’affiliate marketing. Il programma di affiliazione è destinato a chi crea contenuti per blog o social media. Tramite la creazione di link, gli affiliati indirizzano i propri followers verso prodotti con loro recensioni, guadagnando con ogni acquisto o nuova iscrizione al programma.

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Guadagnare sui siti di annunci

Un metodo per poter fare soldi facili disfacendosi di cose in disuso è mettere annunci su specifici siti web creando una vetrina digitale. Questi, infatti, gratis o con modiche commissioni sulla vendita di un articolo, consentono di guadagnare su qualsiasi oggetto decidendo tu il prezzo.

Tra i più noti per poter vendere oggetti usati ci sono Etsy e eBay. Creare l’annuncio e iniziare a guadagnare è molto semplice:

  • registra l’account e inserisci un metodo di pagamento valido, per esempio PayPal;
  • ricevuto l’ok dalla piattaforma, fai click su Inserisci annuncio;
  • compila il modulo per poter vendere le tue cose per fare soldi selezionando la categoria e la tipologia di annuncio e articolo in vendita;
  • carica la foto dell’oggetto avendo cura che sia ben fatta;
  • compila i campi destinati al nome, cognome e indirizzo mail.

Dopo aver accettato i termini d’uso e una valutazione dell’annuncio da parte del sito, il guadagno sulla vendita è assicurato!

Le app tra le idee per guadagnare

Se ti stai chiedendo cosa si può inventare per fare soldi? spero di darti un’idea valida. Un modo per guadagnare soldi extra, infatti, può essere la creazione di app per smartphone. Considera anche che negli AppStore e in internet tante sono le applicazioni che offrono l’occasione di fare soldi facili ma sta a te individuare quella che ti permette di ottenere un effettivo guadagno.

In questo articolo ti ho già indicato alcune soluzioni per fare soldi online con le app tipo quelle per vendere oggetti o abbigliamento e guadagnare denaro extra. A queste potresti aggiungere altre applicazioni come quelle per:

  • sondaggi online;
  • guadagnare svolgendo diverse attività, come ricercare la presenza di determinati servizi nel proprio quartiere o in un negozio;
  • fare soldi con i giochi;
  • ottenere denaro extra camminando.

Come ti ho anticipato, se hai le capacità per vendere puoi fare del tuo lavoro lo sviluppo di nuove applicazioni per telefono con la possibilità di monetizzare e creare un vero e proprio business online. Se il tuo obiettivo è creare un’app di successo è necessario avere passione e intuito per offrire agli utenti un servizio che altri non hanno e farlo in maniera unica.

Per generare profitto con questi software esistono diversi modi:

  • creare un’app a pagamento e guadagnare una percentuale sull’acquisto da parte delle persone;
  • sviluppare un’applicazione gratuita con la pubblicità integrata da annunci interstizial;
  • proporre un servizio freemium, convincendo chi usufruisce a pagare soldi extra per continuare a utilizzarlo;
  • guadagnare con un’applicazione da integrare alla tua attività principale, come un’app eCommerce.

Fare soldi online come freelance

Intraprendere la carriera da freelance offre l’opportunità di trovare lavoro comodamente da casa, permettendoti di trasformare letteralmente il tempo in denaro e guadagnare migliaia di euro al mese. Essere libero professionista è una scelta di vita e se sei bravo nel vendere le tue competenze i clienti non mancheranno. 

Ma come fare soldi partendo da zero? Per iniziare a guadagnare online dal computer di casa devi crearti una base solida di clienti. Avere un sito web o un blog e un profilo sui principali social media come LinkedIn o YouTube su cui pubblicare post pertinenti la tua attività e video tutorial, può essere un’attività per diffondere il personal brand e iniziare a guadagnare anche cifre di denaro importanti. Se parti da zero o se sei già un professionista affermato nel tuo settore con il desiderio di arrotondare lo stipendio questa può essere la strategia giusta per te.

Inoltre procedere per step in base alla tua esperienza offre la possibilità di entrare nel mondo del lavoro da freelance. Se sei agli inizi, porti degli obiettivi a breve termine, ad esempio, guadagnare 100 euro al giorno scrivendo articoli o offrendo la tua consulenza ti porterà a puntare più in alto e ad avere più lavoro. Quindi partire da una domanda tipo “come iniziare a guadagnare 500 euro al giorno?” può essere da stimolo per trovare sempre più clienti e incrementare il tuo business online.

Aprire un eCommerce

Se desideri portare la tua attività o passione in internet e monetizzare con le cose da vendere per fare soldi comodamente da casa, aprire un negozio online è ciò che fa per te. Considera, infatti, che l’ecommerce sta diventando una delle attività più redditizie per ottenere denaro soprattutto negli ultimi anni. Per questo è giusto individuare la piattaforma che più si adatta al tuo business e che ti faccia diventare un venditore online di successo.

Ricorda che vendere online non richiede specifiche competenze ma sicuramente una conoscenza della SEO per migliorare la visibilità dei prodotti e l’applicazione di una strategia digitale ti permetteranno di fare soldi più velocemente guadagnando anche somme di denaro importanti.

Come vendere online e fare soldi con gli oggetti tramite eCommerce? Esistono diversi modi come:

  • il plugin di WordPress WooCommerce;
  • i marketplace dei social media Facebook e Instagram o altri.

La prima soluzione è destinata alle persone più esperte e consente di utilizzare il CMS per creare una piattaforma eCommerce da utilizzare come fonte di guadagno. Una volta aver acquistato il servizio di hosting, basta registrare il dominio e i dati del tuo negozio virtuale, tra cui il metodo di pagamento e i servizi di spedizione da offrire ai clienti. Inoltre puoi integrare altri servizi come quelli per l’email marketing. Caricati i tuoi articoli da vendere, puoi gestire il negozio online tramite WordPress anche dal divano di casa.

I marketplace di Facebook e Instagram, invece, sono un metodo semplice per avere un’entrata economica assicurata con cose da vendere per fare soldi. Per dare vita ad un’idea imprenditoriale gratis, i social network hanno integrato un mercatino digitale gestibile anche da app che consente di creare una vetrina. Creato l’account e facendo attenzione a seguire i passaggi delle piattaforme per la configurazione, puoi iniziare a vendere gli articoli del tuo marchio anche da smartphone.

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Guadagnare da casa con il blog

Tra i metodi per fare soldi, sicuramente guadagnare con un blog è una bella idea ma non è semplice. Tieni a mente che guadagnare da casa non significa monetizzare senza fare fatica, anzi richiede un duro lavoro per trasformare articoli da vendere per fare soldi come le tue competenze in un’attività profittevole. Un blog offre due modi per guadagnare: diretto e indiretto.

Nel primo metodo sono da considerare:

  • l’inserimento di pubblicità o tramite servizi appositi come Google AdSense oppure vendendo spazi pubblicitari del sito guadagnando ogni mese. Ricorda che per facilitare le visite e, quindi, i click sui banner pubblicitari fondamentale è che il tuo blog presenti dei contenuti accattivanti e d’interesse;
  • proposta di articoli o servizi tramite programmi di affiliazione tipo quello di Amazon;
  • post sponsorizzati di aziende terze o recensioni dietro commissione;
  • vendita di infoprodotti, vendi i corsi di formazione o ebook, per cui le persone pagheranno per conoscere, ad esempio, il segreto del tuo successo.

Il metodo indiretto, invece, consente al tuo blog di poter essere usato come biglietto da visita e portfolio nella ricerca di un lavoro. Se i contenuti sono ben fatti, facile è farsi notare da aziende del settore desiderose di investire sulle tue competenze.

Conclusioni e Consulenza Gratuita

Se il tuo intento è di trovare cose da vendere per fare soldi, modi per guadagnare con un business online o semplicemente avere idee con cui ottenere denaro extra, in questo articolo ti ho indicato come fare. Il web offre diverse soluzioni e occasioni per monetizzare vendendo:

  • oggetti vintage, foto, libri usati e articoli da collezione;
  • abbigliamento in disuso;
  • le proprie creazioni e hobby;
  • le tue competenze.

Per ottenere qualche soldo ti sconsiglio il trading online. Invece una grande occasione per guadagnare con la vendita di cose per fare soldi è sicuramente l’eCommerce. Che sia un’app o su computer, il negozio online è il modo più veloce per monetizzare comodamente da casa, così come puoi svolgere il tuo lavoro dal divano anche con un blog o da freelance.

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Vendere musica online: dove e come farlo in soli 5 step

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Vendere e guadagnare con la musica online è un ottimo modo per iniziare a fare soldi grazie alla propria passione, tramite servizi streaming, shop online e alla possibilità di creare un tuo sito e-commerce.

Ovviamente ti starai chiedendo come e dove farlo? In questo articolo, infatti, voglio spiegarti esattamente questo ed aiutarti a comprendere quello che devi sapere sulla connessione tra il mondo del web e la musica. Saperlo è molto importante, soprattutto in questo periodo, perché a causa della pandemia molti musicisti indipendenti si sono trovati in una brutta situazione senza aver più la possibilità di fare concerti.

vendere musica online con ecommerceMolti hanno già iniziato ad investire sull’online senza sprecare l’opportunità di trovare un modo alternativo per vendere la propria musica online.

Dovrai sicuramente tenere conto di due cose: la prima è che niente va preso superficialmente, ogni piccolezza potrà essere fondamentale per il raggiungimento dei tuoi obiettivi.

La seconda è il tempo, dato che sarà difficile avere buoni risultati nel breve periodo; questo perché devi tenere conto che dovrai farti conoscere e sponsorizzare anche tramite social network come Facebook o Instagram. Infatti, se il tuo progetto consiste nel creare un eCommerce da zero, gestirlo e promuoverlo in autonomia, ti consiglio di seguire un Corso Dropshipping Ecommerce per acquisire tutte le competenze necessarie alla realizzazione del tuo business di distribuzione musicale.

Se sei atterrato su questo articolo sarai sicuramente alle prime armi e un po’ disorientato. Il mercato della musica digitale è molto vasto, perciò ti consiglio di proseguire la lettura nella quale troverai:

  • consigli su dove vendere musica online
  • perché utilizzare servizi di streaming e negozi online
  • best practice per progettare un e-commerce.

Dove vendere musica online

Il quesito su come fare soldi con la musica online e dove distribuirla è di grande importanza e va affrontato prima di capire come farlo. Questa scelta è complicata e lo sarà sempre di più visto che il mercato della musica digitale si espande giorno dopo giorno.

Infatti, molti musicisti indipendenti fanno fatica a trovare la giusta strada semplicemente perché le piattaforme di streaming e i negozi online sono sempre più pretenziosi sui requisiti per promuovere e caricare la musica. Questo problema viene risolto in parte grazie ai distributori digitali di musica.

Questo tipo di distribuzione musicale online offre dei servizi che permettono di caricare e vendere la propria musica anche alle piattaforme più importanti come Spotify. I migliori servizi sono offerti da TuneCore, Soundrop e Distrokid. Infine, se si è abbastanza ambiziosi, si può anche creare un proprio sito web, argomento che ti spiegherò a breve. Sicuramente il mio consiglio è adottare una strategia che utilizzi entrambe le opzioni per un risultato più soddisfacente.

Dunque, rispondendo alla domanda dove posso vendere la mia musica e promuovere le mie canzoni? La risposta è che esistono 3 strade:

  1. caricare la propria musica su piattaforme di streaming;
  2. vendere musica su negozi digitali;
  3. creare il tuo e-commerce.

Ovvio che oltre a caricare la proprio musica su questi servizi, devi impegnarti anche a sponsorizzarla con metodi diversi.

Piattaforme streaming

Per iniziare a vendere nel mercato della musica digitale, sicuramente utilizzare piattaforme di streaming è una valida partenza. Questi strumenti offrono servizi in grado prima di tutto di farti conoscere in ambito musicale, soprattutto a musicisti indipendenti, in seguito c’è la possibilità di guadagnare.

Per esempio se si carica la propria musica su Spotify, a parer mio una delle migliori piattaforme, si potranno monetizzare canzoni, beat, album e quindi ricevere un compenso in base agli ascolti. L’unica pecca di questi servizi è che utilizzando solo lo streaming non si avranno grandi compensi considerato che il sistema di guadagno è abbastanza basso. Quindi potrebbe essere utilizzato come metodo per promuovere la propria musica online.

Le migliori piattaforme che offrono servizi per vendere canzoni e beat online sono:

  • Spotify
  • Apple music
  • YouTube
  • Deezer
  • Amazon music.

Negozi digitali

Oltre all’utilizzo di music streaming services, c’è la possibilità di vendere la propria musica direttamente agli utenti tramite store online. Questa opzione è molto valida perché prima di tutto ci sono milioni di utenti che usano questi negozi digitali e poi perché va a colpire anche un diverso target di persone che vogliono ancora essere proprietari della musica scaricando il download.

Per caricare la musica già alcuni negozi lo fanno di natura, avendo anche dei servizi di distribuzione digitale come TuneCore. È utile anche per chi è un produttore e vuole vendere i propri beat, infatti basta rivolgersi a questi distributori per far sì che vengano pubblicati su diverse piattaforme. Addirittura Bandcamp ha l’opzione di uno spazio per un tuo sito personalizzabile dove puoi vendere la musica agli utenti.

Se invece vuoi puntare su un grande store online, ti suggerisco di provare con Amazon. A tal proposito ti consiglio di dare un’occhiata al Corso per Vendere su Amazon, che ti darà le giuste dritte e competenze per avviare la tue vendite.

I migliori negozi digitali sono:

  • iTunes
  • Amazon
  • Google play music
  • Bandcamp
  • Beatport
  • Tunecore.

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Vendere musica online con il tuo sito web in 5 step

Se sei un appassionato di musica o un musicista con un tuo pubblico, puoi pensare di creare un sito web personalizzato per vendere musica online. Questo progetto musicale è un metodo sia ambizioso ma allo stesso tempo, se fatto bene e con la giusta strategia, può portare grandi soddisfazioni.

come guadagnare vendendo musica onlinePuoi personalizzarlo come desideri, per esempio l’aspetto grafico, il prezzo, le promozioni, le offerte, tutto a seconda dei bisogni degli utenti e del mercato.

La cosa bella è che questi siti danno l’opportunità di avere a 360° le opzioni sul merchandising da te ambito, cioè promuovere le canzoni, album, beat, brani inediti, guadagnare vendendo musica e prodotti musicali, crearti un brand e altro ancora.

Infine, il fattore che può essere determinante e che tu saprai riconoscere è la tipologia di fan o acquirenti che avrai, cosa desiderano e quindi anche come incentivarli ad agire. Creare un e-commerce sembrerà difficile, ma con una buona strategia può diventare più semplice del previsto. Gli step sono:

  1. scegliere prodotti da vendere online;
  2. studiare i competitor e il target;
  3. utilizzare la piattaforma giusta;
  4. individuare un nome di dominio;
  5. fare marketing portando traffico.

In ognuno di questi step ci si può imbattere in rischi potenziali che potrebbero mettere in crisi le potenzialità del business. Per approcciare nel modo corretto alla gestione di questi rischi è opportuno dotarsi di un processo di Risk Management che può essere utile fin da subito a mitigare l’impatto che i rischi possono avere sull’organizzazione

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giusta per vendere la tua musica online

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1. Scegli i prodotti da vendere online

È molto importante scegliere che tipologia di prodotti vendere online prima di ogni altra cosa. Questo perché l’industria musicale è molto competitiva e per ciò bisogna fare un’analisi di mercato per capire quali prodotti vengono venduti di più e quali di meno.

Una valida soluzione sulla scelta dei prodotti musicali potrebbe essere quella di avere sia avere la copia fisica, cioè cd e vinili, sia il formato digitale per accontentare il più possibile i bisogni dei clienti. Quindi prima di proseguire concentrati bene su questo punto.

2. Studia i competitor e il target

Se vuoi capire dove e come vendere un brano musicale ma non sai neanche a quali clienti proporrai la tua merce, ti consiglio di non iniziare proprio. Sembrerà banale analizzare la competizione online, ma in realtà serve per capire quale potrebbe essere la tua nicchia, come lavorano i tuoi competitor e perciò sviluppare il tuo sito web cercando di distinguerti dalle altre aziende, per avere più probabilità di vendere nel mercato musicale.

Infatti mettendo sempre il cliente al centro della vostra strategia e utilizzando vari metodi per migliorare la User Experience avrai maggiori possibilità di sviluppo.

3. Utilizza la piattaforma giusta

Come vendere musica online con il tuo e-commerce? È fondamentale scegliere la giusta piattaforma, soprattutto quando si ha l’obiettivo di vendere ad una piccola nicchia.

Infatti questa scelta dovrà basarsi principalmente sulla sufficienza di funzione che il software può dare. Le funzioni più rilevanti sono:

  • area grafica: adattandole a seconda del tuo business e target;
  • back-end (Pagine prodotti, area pagamenti, etc.);
  • sito web responsive.

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un eCommerce e avviare la vendita della tua musica

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4. Individua un nome dominio

La scelta del dominio potrà avere tante soluzioni. Se sei un artista puoi scegliere l’opzione del nome del tuo brand. Se invece apri un negozio online dovrai, scegliere un nome basato su ciò che venderai sul tuo sito web. Perciò dovrà essere coerente e sintetico per far sì di essere ricordato più facilmente e anche puntare sulla creatività.

Ricordati che scegliere il nome del dominio è fondamentale perché peserà molto, soprattutto all’inizio quando ti presenterai al pubblico del web.

5. Fai marketing portando traffico

Dopo aver trascorso del tempo sugli step basilari sul come partire per vendere musica online con un e-commerce, dovrai capire come promuovere il tuo sito web. È fondamentale farlo fin da subito, visto che oggi nel mondo digitale è impensabile non avere anche una strategia di marketing digitale per portare traffico sul proprio sito.

Ci sono molti metodi e tecniche efficaci, alcuni costosi e altri no. Infatti, per partire spendendo praticamente niente, potresti investire in advertising sui social network come Instagram e Facebook, creando grazie al Content marketing contenuti di valore per potenziali clienti o mantenere clienti nel tempo.

C’è anche la possibilità di creare un blog dove pubblicare articoli relativi ai tuoi prodotti per far conoscere meglio ai clienti cosa vendi online e quindi aumentare le probabilità di acquisto.

Oltre l’aspetto del contenuto, utilizzare l’email marketing permette di consolidare clienti con promozioni e sconti, creando newletter per specifici gruppi di utenti sull’incentivare l’acquisto o semplicemente con lo scopo di riattivare l’attenzione del cliente riportandolo nel sito, pratica molto usata dalla grande distribuzione. Se sei interessato e vuoi approfondire i servizi che potresti utilizzare per il tuo business nel settore musicale, ti consiglio di dare un’occhiata al Corso Email Marketing.

Detto ciò sicuramente dovrai avere un budget da spendere, oltre ad avere una buona strategia, anche se utilizzando bene i social potrebbe anche bastare.

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Conclusioni e Consulenza Strategica

Siamo giunti al termine, spero di averti chiarito le idee su come vendere musica online e quali servizi usare. Come dovresti approfittare del mondo dell’online per riuscire a fare della tua passione un vero lavoro, ma soprattutto, il motivo per cui proprio in questo periodo buio per i musicisti indipendenti, si è aperta la porta per milioni di potenziali clienti.

Hai bisogno di altri chiarimenti per iniziare a metterti in proprio? Un nostro esperto potrà aiutarti con una Consulenza Strategica Gratuita personalizzata.

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Vendere prodotti artigianali online: le 6 migliori piattaforme

Vendere prodotti artigianali online: le 6 migliori piattaforme

Ti stai chiedendo come vendere prodotti artigianali online ma non sai da dove iniziare? Vuoi trasformare il tuo hobby in un attività redditizia ma non sai quali sono gli oggetti fatti a mano più venduti su internet? Sei confuso dai regimi fiscali e non sai se poter vendere i propri prodotti di artigianato online senza partita IVA? Allora questo articolo ti è indispensabile se vuoi iniziare una vendita online di prodotti handmade.

Ideare e realizzare prodotti artigianali è un hobby genuino che può dare sfogo a tutta la tua creatività, ma ha il potenziale per diventare molto di più. Se prima le opzioni erano limitate al negozio fisico e mercatini locali oggi grazie a molteplici siti presenti sul web ed un uso strategico dei social media si ha la possibilità di una vendita di prodotti di artigianato ad un pubblico molto più vasto.

Le opportunità date dal web sono sconfinate, dall’uso di Marketplace online con milioni di utenti attivi ogni anno ai social network per farsi conoscere e promuovere il tuo lavoro, ma presenta anche degli svantaggi. La vendita online è un mercato competitivo ed esigente che richiede conoscenze che non dipendono dalla tua bravura nel lavoro manuale. Ecco perché imparare tutto quello che c’è da sapere su come vendere prodotti artigianali online ti è indispensabile per avviare al meglio il tuo negozio e non sprecare tempo e sforzi che potresti investire nella realizzazione delle tue creazioni.

In questo articolo ti spiegherò tutto quello che ti serve sapere per iniziare a vendere i propri prodotti artigianali online:

  • I migliori Marketplace per la vendita online di prodotti di artigianato sul web;
  • Quando è necessario aprire partita IVA;
  • Come gestire le spedizioni dei tuoi prodotti fatti a mano.

Se vuoi apprendere le skills necessarie per non perdere tempo e far emergere le tue creazioni sul web ti consiglio vivamente il Corso E-commerce Specialist per diventare un professionista del settore e partire al meglio per far crescere la tua attività.

6 migliori piattaforme per vendere prodotti artigianali online

Sono presenti vari siti dove puoi iniziare a vendere prodotti artigianali sul web tutte con logiche e tariffe leggermente diverse. Il vantaggio principale è che su questi Marketplace navigano milioni di utenti con la passione per l’artigianato, in questo modo si possono far conoscere i propri prodotti fatti a mano ad un pubblico che è in cerca di ciò che hai da offrire. Inoltre, la reputazione di queste grandi piattaforme è già solida quindi non avrai il classico problema di scontrarti con clienti che non si fidano di un piccolo negozio online che vende i propri prodotti.

Come regola generale iniziare una vendita è gratuito, quindi potresti pensare di provare più e-commerce finché non trovi quello che fa al caso tuo.

1. Etsy

Il più importante sito web presente sulla rete per chi vuole acquistare oggetti fatti a mano fra quelli disponibili. I prodotti più gettonati sono gioielli, arredamento per la casa, idee regalo ma anche kit creativi per il fai-da-te. Inserire prodotti nel tuo negozio online ti costerà venti centesimi per inserzione ma sicuramente il posto migliore dove iniziare la tua attività di artigianato online è Etsy.

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come vendere al meglio i tuoi prodotti artigianali online

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2. Amazon Handmade

Ramo esclusivo per vendita online di artigianato del colosso americano con il vantaggio di affidarsi alla loro logistica per le spedizioni.vendere artigianato online dove andare

Vanta il più grande bacino di utenza fra le piattaforme disponibili ma può risultare più ostico nella creazione delle pagine dei prodotti, in quanto devono essere molto esaustive per posizionarsi sul motore di ricerca Amazon. Inoltre, a differenza della versione classica che potete comunque sfruttare, i costi di creazione di un account sono nulli.

3. Ebay

Un altro storico gigante dell’industria dei Marketplace online che non ha bisogno di presentazioni e Ebay. L’unica pecca: è più dispendioso della media aprire un negozio e non è sviluppato verticalmente per la vendita online di prodotti artigianali.

4. Misshobby

Piattaforma nata in Italia e sviluppata per prodotti fatti a mano come Etsy. Tramite il sito Misshobby puoi intercettare il pubblico nostrano se pensi che vendere online tuoi prodotti possa avere successo con il gusto e le preferenze dei clienti italiani.

5. E-commerce personale

Aprire il proprio sito è un’altra ottima alternativa per vendere prodotti artigianali online, ciò comunica una più solida professionalità e conferisce massima libertà di scelta per il layout e il design del proprio shop.

Puoi inoltre posizionarti sui motori di ricerca con un’adeguata strategia SEO e reindirizzare sul tuo sito gli utenti da diversi social media. Il costo per aprire e mantenere un sito web di media è sempre più alto di iscriversi ad una delle piattaforme già esistenti e questo è un fattore da tenere in forte considerazione specialmente all’inizio della tua esperienza come venditore online.

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6. Social media

I social media, in particolare Facebook e Instagram, sono un potente mezzo per far conoscere i prodotti fatti a mano ad un grande bacino di utenza grazie alla visibilità offerta e la possibilità di creare campagne Ads mirate a possibili clienti che hanno dimostrato un interesse per i prodotti artigianali e già propense all’acquisto. Con gli ultimi aggiornamenti possono anche svolgere la funzione di vero e proprio e-commerce con Facebook Marketplace e Instagram shop.

Come vendere prodotti artigianali online senza partita IVA

Vendere prodotti artigianali online è un attività che può generare discreti introiti quindi devi chiederti quali sono le regole fiscali che si applicheranno alla tua attività per non ritrovarti con brutte sorprese lungo il tuo percorso.

Il parametro che determina l’apertura della partita IVA non è la soglia dei ricavi come spesso si pensa ma principalmente la “continuità e “abitualità” con cui si svolge un’attività anche se essa non produce entrate.

Non è mai stata data una definizione chiara di questi due termini dall’Agenzia delle Entrate per questo ogni caso dovrebbe essere giudicato singolarmente. Consiglio, se sei in dubbio, di rivolgerti ad un professionista che possa analizzare nel dettaglio la tua situazione. Tuttavia, qualsiasi attività svolta anche periodicamente e continuativamente nel tempo necessità di partita IVA per essere praticata, a differenza delle prestazioni occasionali per chi cerca una seconda entrata senza renderla la propria attività principale.

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Consigli su come gestire la spedizione online

Trattando oggetti fisici devi essere preparato a gestire le vendite dei prodotti di artigianato online che ti arriveranno per evitare tempi di spedizione lunghi e ritardi vari. Il consiglio principale che posso darti è avere un magazzino sempre fornito dei tuoi oggetti in maniera tale da avere sempre la possibilità di soddisfare le richieste dei clienti e non ritrovarsi ordini per un prodotto che dovrai poi realizzare in seguito. La trasparenza negli affari è cardine quindi sii sempre onesto sulle aspettative e i costi delle tue spedizioni.

In ultimo, il packaging è importante per fornire professionalità al tuo business, valorizzare il tuo brand ed evitare danni ai prodotti durante il trasporto. Se il volume dei tuoi ordini è alto o se vuoi alleggerire il carico di lavoro puoi affidarti ad uno dei tanti servizi di packaging presenti sul web che gestiranno l’imballaggio e la spedizione al posto tuo.

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Conclusioni e Consulenza Gratuita

La vendita di prodotti artigianali online può essere un’attività remunerativa per chi vuole portare la propria attività online o per chi cerca un’entrata extra. Ma essere dei bravi artigiani non basta per emergere in un mercato competitivo con regole e dinamiche proprie. Capisco che la rete sia ancora una realtà relativamente nuova e possa spaventare approcciarsi ad un mondo così vasto ed apparentemente complesso come quello del digitale, ma sfruttato al meglio dona possibilità mai sfiorate fino ad oggi.

Per questo ti suggerisco di richiedere una Consulenza Strategica Gratuita con uno dei nostri esperti del digitale che ti aiutarà a delineare una strategia per aumentare le vendite del tuo e-commerce.

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WooCommerce SEO: come ottimizzare il tuo E-commerce in 8 step

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La pratica SEO (Search Engine Optimization) è obbligatoria se vuoi posizionare il tuo sito sui motori di ricerca; fare WooCommerce SEO lo è altrettanto se vuoi che il tuo negozio online sia visibile e si faccia trovare tra le prime posizioni.
woocommerce seo ecommerce managerPer quantità di competitor e qualità di prodotti e servizi, oggi la competizione è alle stelle; ragion per cui è di fondamentale importanza farsi trovare e rendersi visibili ai possibili acquirenti.

Tramite il plugin WooCommerce, WordPress mette a disposizione un potente software per la realizzazione di siti ecommerce. È bene però eseguire un lavoro di ottimizzazione in chiave SEO se si vuol comparire tra i risultati di ricerca ed aumentare le vendite.

In quest’articolo ti spiegherò:

  • che cos’è e come funziona WooCommerce
  • come fare WooCommerce SEO seguendo 8 step fondamentali.

La digitalizzazione ormai è un dato di fatto; moltissime attività vivono solamente di Web.
L’ E-Store ha rivoluzionato il concetto di “Negozio” trasformandolo in un luogo indeterminato (almeno all’apparenza) dove si possono effettuare transazioni H 24 acquistando di tutto e da ogni parte del mondo. Un fenomeno in continua espansione.

Questo apre le porte a nuovi impieghi, dinamici e capaci di assicurare un buon livello retributivo. Tramite il corso per E-Commerce Manager ad esempio, hai la possibilità di inserirti fin da subito nell’ecosistema Digital ricoprendo un ruolo di sicuro interesse. 

WooCommerce: cos’è e come funziona?

Prima di concentrarsi sul concetto di WooCommerce SEO, è bene definire velocemente l’ecosistema madre: WordPress. WordPress è un CMS (Content Management System), vale a dire un programma con il quale è possibile creare siti internet o blog con contenuti testuali e multimediali modificabili dinamicamente.

Sulla piattaforma è possibile inserire alcuni plugin i quali, aggiungendo pezzi di codice, estendono le funzionalità del sito web. WooCommerce è un plugin (decisamente corposo e strutturato) che permette la trasformazione di un comune spazio web in un negozio virtuale.

La configurazione è facile ed intuitiva; si può lavorare direttamente su:

  • Catalogo
  • Magazzino
  • Spedizioni e ricezioni merce
  • Tasse
  • Accrediti 
  • Ricezione di dati statistici su vendite. 

Per questi motivi, è una delle piattaforme più utilizzate per la creazione e gestione di E-commerce.

Come ottimizzare WooCommerce per la SEO

Come ottimizzare un sito E-Commerce? Come accennato, la strategia SEO è fondamentale per i siti web che vogliono posizionarsi sul motore di ricerca, rendendosi visibile ed auspicabilmente cliccabile. La SEO per WooCommerce è quindi d’obbligo, in quanto, se il negozio virtuale in questione non compare tra i primi risultati del motore di ricerca (SERP), difficilmente sarà in grado di convertire e quindi fatturare.

Va da che se un negozio non fattura va incontro a morte certa; ecco perché l’attività di WooCommerce SEO è una strategia che non si può trascurare.

Di seguito le 8 macro best practice SEO che migliorano il posizionamento.

L’esperto nel posizionamento in SERP dell’E-store è il SEO Specialist.
Scopri con un test se questa è la professione che fa per te!

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Scegli con cura il template

Scegliere il template è il primo passo per un E-Shop di successo. Il plugin base di WooCommerce è gratuito e si integra perfettamente con qualsiasi tema di WordPress.

Scegliere però il giusto template WooCommerce non è una passeggiata in quanto ne modificherà radicalmente la struttura, lavorando su quella che si chiama interfaccia utente o front end. Il template è quindi responsabile di rendere ottimale la User Experience (UX) cioè l’esperienza utente.

Google costantemente aggiorna i propri algoritmi per favorire la miglior UX possibile ai propri utenti; migliorandone il posizionamento in SERP. La UX quindi è legata a doppio filo con la SEO.

Tra i migliori temi trovi:

  • Flatsome
  • Kallyaa
  • Porto
  • Negoziante.

Ricorda sempre che la scelta deve cadere su un’interfaccia con un design responsive che ben si addica al prodotto o servizio in vendita. Inoltre, deve garantire funzionalità personalizzabili e un buon supporto (che per esperienza è una gran manna dal cielo). 

Usa le Keyword in modo strategico

Questo è uno dei punti chiave per fare WooCommerce SEO. Utilizzare le keyword con metodo e secondo alcune regole che la piattaforma Google dimostra di prediligere, sta alla base delle piramide delle “best practice” da seguire. 

Per ogni pagina prodotto bisogna trovare una keyword e utilizzarla nel titolo e nella descrizione lunga e breve. Ricerca e utilizza tutte le parole appartenenti al campo semantico della parola chiave scelta e utilizzale per costruire i testi inerenti alla pagina del prodotto.

Evita il Keyword stuffing ovvero l’uso esagerato della parola chiave; Google non lo digerisce bene! 

Suddividi i prodotti in Categorie e Tag

Le categorie e i tag dei prodotti servono per organizzare in maniera efficace la struttura di un sito WordPress. In particolar modo, sono molto utili per un negozio WooCommerce. Sono tra gli elementi più delicati da gestire per chi fa WooCommerce SEO.

Le categorie servono agli utenti per trovare rapidamente i prodotti desiderati fornendo ai motori di ricerca un approfondimento dei temi trattati. Essendo anch’esse delle pagine, vengono posizionate su Google. È buona norma ottimizzare le descrizioni di ogni singolo prodotto inserendo le parole chiave ricercate dai potenziali clienti.

Raggruppare i prodotti in ampie categorie, suddivise successivamente in sottocategorie, risulta un buon metodo per facilitare la navigazione; ne consegue un miglior processo di scelta e acquisto.

I tag invece si comportano in maniera simile alle categorie ma, a differenza di quest’ultime, sono keywords più specifiche e descrivono le proprietà di un determinato prodotto. Ad esempio, se parliamo di una maglietta, il tag potrebbe essere il colore e la taglia, informazioni necessarie al fine della conversione. 

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Abilita i Breadcrumbs

Letteralmente “briciole di pane”, i breadcrumbs sono tutti quei link che visualizzati sotto forma di testo aiutano gli utenti a intuire la posizione corrente sul sito.

L’immagine renderà chiaro il concetto (guarda il riquadro rosso scuro):

woocommerce seo breadcrumbs

Fonte: Screenshot da https://www.mundo-surf.com/it/101-tavole-fish

Abilita i Breadcrumbs andando direttamente nel menù SEO che si trova nella parte laterale delle impostazioni di WordPress e seleziona la sezione “Aspetto della ricerca”.

Dopodiché, seleziona “Breadcrumbs” ed il gioco è fatto. Se il tema di WordPress non dovesse essere predisposto per l’attivazione dei Breadcrumbs, allora dovrai modificarlo nell’apposita sezione “Temi”. Esistono anche dei plugin dedicati ma se le impostazioni base lo permettono è inutile sovraccaricare di codice superfluo il sito internet.

Aggiungi il testo alternativo alle immagini

Google oltre ad analizzare e scansionare il testo, analizza anche video ed immagini. Per questo motivo in ottica WooCommerce SEO è opportuno creare delle descrizioni immagini efficienti utilizzando il testo alternativo, più comunemente detto testo “Alt”.

Il testo alternativo deve contenere parole chiave che non devono corrispondere necessariamente a quelle principali ma possono essere keywords correlate all’argomento di cui si sta trattando.

I motori di ricerca analizzano e segmentano il sito web utilizzando il testo “Alt” come elemento di classificazione nella ricerca di immagini. Una buona prassi è utilizzare solo lettere minuscole e tralasciare i caratteri speciali. 

Per aggiungere il testo alternativo alle immagini bisogna andare nella sezione “Aggiungi media”, selezionare l’immagine desiderata e, infine, inserire il testo nelle caselle evidenziate.

Usa i plugin SEO per WooCommerce

L’utilizzo di plugin WooCommerce lato SEO rende il lavoro di ottimizzazione più semplice ed intuitivo. Vi sono numerose estensione di codice HTML (plugin) reperibili nell’ecosistema WordPress.

I costi sono variabili, si parte da pochi euro fino al centinaio annuale. Inutile dire che se si fa business e l’obiettivo è vendere, il posizionamento online gioca un ruolo fondamentale, quindi conviene dotarsi di software funzionali ed efficienti.

Tra i più gettonati troviamo sicuramente Yoast WooCommerce SEO; che risulta uno dei plugin più scaricati. Le possibilità di personalizzazione e opzioni lavoro sono veramente molteplici come:

  • visualizzare anteprima in SERP
  • intervenire sulla meta description
  • intervenire sullo slug
  • configurare i permalink
  • ottimizzare i breadcrumbs
  • conteggio e utilizzo opportuno delle parole chiave

e molto altro. Rientrano tra i migliori SEO plugin per WooCommerce: Rank Math, All in One SEO, E-Commerce SEO by WordLift, WP Backlink.

L’assoluto non esiste, quindi installare il plugin più adatto alle esigenze correnti è la scelta migliore. 

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Rendi veloce e sicura la navigazione

Quante volte hai chiuso o cambiato pagina perché troppo lenta nel caricarsi o non ti ispirava fiducia? Questo è un problema comune che bisogna ovviare nella creazione di un negozio online.

Velocità e sicurezza di un sito web sono elementi chiave per la User Experience degli utenti, nonché fattori di ranking per il principale motore di ricerca, Google. Cosa è opportuno fare? In primis bisogna scegliere un servizio di hosting efficiente. Le prestazioni del tuo sito web possono essere più produttive e sicure (alcuni posseggono un piano sicurezza integrato) se si sceglie un servizio di hosting adeguato come, ad esempio, SiteGround, uno dei più gettonati.

Altre best practice sono:

  • Comprimere le immagini dei prodotti: la dimensione delle immagini ha un impatto notevole sulla velocità di caricamento del sito web. Utilizza plugin di compressione come WP Smush, Imagify o ShortPiexel.
  • Aumentare il limite di memoria di WordPress. Di base è 32Mb, estenderla significa permettere una navigazione più veloce.
  • Utilizzare i CDN (reti Content Delivery Networks): sono delle piattaforme distribuite localizzate che aiutano a minimizzare il ritardo nel caricamento dei contenuti di un sito web riducendo la distanza fisica tra il server e l’utente.
  • Utilizzare plugin della cache: attivando la memorizzazione della cache con plugin dedicati, si abilita il salvataggio di copie di pagine HTML che possono essere visualizzate velocemente senza dover necessariamente ricaricare la pagina.
  • Utilizzare plugin di sicurezza come Sucuri e Wordfence che servono a scansionare il sito per trovare eventuali prove di attacchi da parte degli hacker.

Monitora i dati con Google Analytics

Gli Analytics servono a comprendere la quantità e la qualità di traffico del sito internet in questione. Tramite grafici e tabelle i dati sono ben organizzati per essere compresi ed analizzati, con il fine di aumentare visite e conversioni nel negozio online.

Vi sono più maniere per allacciare Google Analytics all’E-Commerce. Il più rapido ed intuitivo è tramite l’installazione di MonsterInsights.

wordpress plugin woocommerce seo

Fonte: Screenshot plugin Google Analytics for WordPress by MonsterInsight

Impossibile possedere un Ecommerce senza Google Analytics, ed almeno una figura specializzata in analisi dati che si dedichi alla lettura e al comprendimento dei dati, in maniera da poter sviluppare strategie sempre più produttive e ottimali.

Conclusioni e consulenza strategica

Curare la WooCommerce lato SEO è d’importanza vitale per un negozio online creato con questo plugin. È un compito di evidente rilievo che se ben fatto dona soddisfazioni non da poco. Solo uno specialista del settore con competenza e studio pregresso è in grado di ricoprire questo ruolo. 

Se pensi che le discipline digitali come l’E-commerce Manager o il SEO Specialist/Manager siano idonee alle tue capacità ed attitudini, non esitare e contattaci per una consulenza sul mondo del Digital Marketing!

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Social Commerce: come usare i social media per vendere online

Social Commerce: come usare i social media per vendere online

Il Social Commerce è un’evoluzione del commercio digitale che rende possibile l’acquisto dei prodotti o servizi direttamente all’interno delle piattaforme social.

social commerce venditaOrmai è da diverso tempo che i social network sono centrali nelle nostre vite e proprio per questo motivo sono diventati efficaci strumenti d’intrattenimento e di business. Con l’avvento degli smartphone questo fenomeno, già in forte crescita, ha assistito ad un’espansione impensabile. Pensa che in Italia si trascorrono in media 1 ora e 46 minuti sui social ogni giorno!

Il social network shopping prevede la presenza sui canali social degli e-commerce. Si tratta di un’attività molto delicata e complessa, che si fonda sull’instaurarsi di una comunicazione efficace con il proprio mercato target. Nel Social e-Commerce, dunque, il social media marketing diventa un fattore essenziale per intercettare e convertire gli utenti all’acquisto. 

Per saperne di più su questo argomento, continua la lettura. In questo articolo ti spiegherò:

  • cosa si intende per Social Commerce
  • come utilizzare i social media per vendere
  • le varie piattaforme di Social Commerce.

Al giorno d’oggi, conoscere e saper gestire i social network diventa molto utile se vuoi differenziarti dai tuoi competitor perché hai accesso ad un mondo che offre davvero immense opportunità. Stessa cosa vale per l’ecommerce che, di fatto, ti permette di mettere in vendita tutto ciò che preferisci senza limiti particolari.

Se vuoi apprendere come gestire al meglio un ecommerce e usare i social per vendere online, ti consiglio il Corso per diventare E-commerce Specialist, una formazione pratico-operativa per renderti competente in questo settore e farti crescere professionalmente.

Cos’è il Social Commerce

Il Social Commerce, nato nel 2005, rappresenta una nuova forma di commercio elettronico che si apre al mondo dei social media con l’obiettivo di avere più interazione con i clienti e di conseguenza migliorare la loro esperienza di acquisto.

É dunque la possibilità offerta ad un utente interessato di acquistare un prodotto o servizio direttamente all’interno delle piattaforme social dell’azienda o del professionista di suo interesse.

Social Commerce vs E-commerce

Sia il Social Commerce che l’E-commerce offrono la possibilità di vendere prodotti o servizi online. Però, l’aspetto principale che li distingue sono le interazioni che possono avvenire tra gli utenti.

Con i social media è possibile condividere le informazioni sui prodotti o servizi con altri utenti, influenzandosi sulle scelte d’acquisto. Qui l’utente ha un ruolo attivo durante l’acquisto, dato che può diventare anche un promotore con gli altri dei prodotti di suo interesse.

Nell’E-commerce, invece, l’acquisto avviene senza l’interazione con altre persone, se non attraverso le recensioni.

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I vantaggi di vendere con i social network

I vantaggi nell’implementare la strategia digitale con il Social Commerce sono numerosi. Ad esempio:

  • si può vendere in tutto il mondo e non ci sono orari di chiusura, così da andare incontro a tutte le esigenze temporali dei clienti
  • puoi disporre di molti dati grazie agli strumenti analitici delle piattaforme social che permettono di monitorare i risultati
  • si presenta come un’ottima alternativa all’ecommerce in quanto i costi di attivazione sono sicuramente più ridotti
  • l’utente diventa centrale perché l’obiettivo di chi vende è quello di soddisfare i propri clienti grazie anche al loro coinvolgimento sui social network.

Le piattaforme di Social Commerce

Il Social Commerce è un valido strumento per vendere ogni tipo di prodotto o servizio. Per farlo in modo efficace è utile curare il “social shopping”, ovvero un metodo di commercio in cui, nell’esperienza d’acquisto, vengono coinvolti gli amici degli acquirenti. Esso utilizza la tecnologia per simulare le interazioni sociali che si possono trovare in negozi fisici.

Ormai la maggior parte dei canali social offre la possibilità di vendere/acquistare direttamente sulla piattaforma o di collegarsi al sito ecommerce. Vorresti capire più nel dettaglio come funzionano? Allora continua a seguirmi! 

Per vendere via social, devi saper creare e gestire degli efficaci piani di comunicazione.
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Facebook

Facebook è stato uno dei primi canali a puntare sul Social Commerce grazie al lancio di Marketplace nel 2015. Su Marketplace gli utenti hanno la possibilità di vedere annunci privati con finalità di vendita.

Ogni attività può creare una propria pagina aziendale così da rimanere in contatto con i clienti e avere la possibilità di inserire contenuti come foto o video per presentare meglio i prodotti in vendita. Ogni prodotto può essere corredato di una scheda che mostra foto, descrizione e prezzo. Per dare visibilità ai prodotti si possono sfruttare i post sponsorizzati indirizzati direttamente ai possibili clienti interessati.

Facebook, nel 2021, ha annunciato nuovi modi per fare acquisti attraverso le proprie applicazioni. Ha presentato così Facebook Shops: una vetrina online di prodotti che le persone possono esplorare per poi acquistare. É uno strumento che permette di creare gratuitamente un negozio online accessibile sia dagli utenti di Facebook che di Instagram.

Le aziende possono scegliere i prodotti da inserire nel catalogo personalizzando l’aspetto del negozio. L’utente, invece, può connettersi tramite la pagina Facebook o dal profilo Instagram dell’attività. Ha la possibilità di sfogliare il catalogo, salvare i preferiti in una lista desideri e completare l’acquisto direttamente sulla piattaforma.

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Instagram

Instagram è il social network che più si presta al Social Commerce. É diventato quasi un negozio virtuale grazie alla sezione “Shop”. Per iniziare a vendere su Instagram è necessario aprire un profilo aziendale e saper conoscere gli strumenti che si hanno a disposizione.

Instagram Shop è una funzionalità adatta a chi vuole vendere i prodotti direttamente sul social network. In ogni post si può aggiungere un’immagine del prodotto che rimanda il cliente ad acquistare sul sito di e-commerce esterno linkato. In alternativa si può sfruttare anche la funzione “swipe-up” o l’aggiunta di un link direttamente nelle stories che rimanda a una pagina esterna del prodotto in vendita.

social commerce come vendere sui social networkPinterest

La comunicazione visiva è centrale per promuovere i prodotti su Pinterest, un motore di ricerca per immagini. Ogni post è associato ad una foto e ci sono dei tag che riportano l’utente sulla pagina esterna del sito. Per iniziare bisogna creare un profilo aziendale e inserire le informazioni necessarie nella descrizione dei prodotti.

Dal 2021 è presente la funzionalità “Pin prodotto”, qualcosa di simile ai post nello Shop di Instagram: immagini che presentano i prodotti che rimandando poi al sito e-commerce esterno. Pinterest può essere utile soprattutto a quelle attività che puntano molto sulle immagini e sulla prestazione scenica.

Twitter

Con i “Twitter Shops“, anche questo social network si lancia nel Social Commerce. L’acquisto dei prodotti non può avvenire però direttamente sulla piattaforma. Una volta che si sceglie il prodotto desiderato, il pagamento viene effettuato sul sito. Inizialmente Twitter Shops sarà messo a disposizione solo ad una cerchia ristretta degli Stati Uniti e opererà solo attraverso l’app per iPhone.

Sempre nell’ambito del commercio elettronico, Twitter ha reso disponibile un servizio di shopping in live streaming. In questo caso il cliente può decidere di acquistare un prodotto in tempo reale.

TikTok

Nato come social principalmente giovanile dove si punta molto sul divertimento e intrattenimento, TikTok si sta dimostrando uno strumento adatto al Social Commerce. É il posto perfetto per spingere sulla creatività, proporre contenuti divertenti, puntare alla viralità. Gli strumenti a disposizione dell’e-commerce non sono molti, ma esistono comunque delle opzioni valide per i profili aziendali.

Nel 2021 TikTok e Shopify si sono alleati. Chiunque abbia scelto la piattaforma e-commerce Shopify per gestire il proprio negozio online potrà mettere in vendita prodotti e servizi attraverso campagne pubblicitarie su TikTok. Questo avverrà grazie ai cosiddetti “Shoppable Ads“, contenuti video che consentono di accedere direttamente allo shop online del brand.

Il canale di vendita online per eccellenza è il sito e-commerce.
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Conclusioni e consulenza gratuita

Il Social Commerce è davvero un’ottima opportunità se hai intenzione di usare i social media per vendere online. Conoscere a fondo questi canali, l’e-commerce e tutte le possibilità che offrono è un’ottimo trampolino di lancio per il tuo business.

Se hai già un sito e-commerce con un buon numero di clienti, è importante coinvolgerli anche con azioni di fidelizzazione attraverso i social. Ad esempio puoi far trovare i tuoi prodotti su Instagram, utilizzando gli hashtag sulle foto dei clienti che indossano i tuoi capi d’abbigliamento. Approfittando dell’interazione sociale, quindi, puoi far crescere più velocemente i tuoi profitti.

Se vuoi implementare il Social Commerce nella tua strategia di vendita,
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Roberta De-Filippo PRIMA STESURA A CURA DI ROBERTA DE FILIPPO

Lavoro da sette anni come web developer e visual content marketer. Adoro il design, la grafica e tutto ciò che riguarda il mondo della comunicazione online e offline. A settembre 2014 ho seguito il Master in Digital e Social Media Marketing presso Digital-coach, con la prospettiva di riqualificarmi ed intraprendere un nuovo percorso lavorativo nel digitale.

Quanto costa realizzare un sito E-commerce?

Quanto costa realizzare un sito E-commerce?

Tutti gli imprenditori che vogliono iniziare a vendere online desiderano apprendere quanto costa un sito e-commerce.
Ormai è un fatto assodato che le abitudini di acquisto dei clienti sono cambiate negli ultimi anni, basta dare un’occhiata a qualche recente statistica per capire che la tendenza adesso è quella di comprare online.

Le ragioni sono molteplici: 

  • L’inutile dispendio di tempo è minimo; niente file, niente traffico, tutto a distanza zero!
  • Possibilità infinita di confrontare prodotti, prezzi e offerte varie.
  • Possibilità di leggere recensioni.
  • Custumer service efficiente (senza questo davvero non si va avanti, quindi ormai quasi tutti impiegano la maggior parte delle proprie forze per migliorarlo al massimo).
  • Possibilità di acquistare 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
  • Consegna a casa, spesso gratuita e molto veloce.

Questo per far capire che ai clienti di adesso, acquistare sugli e-commerce conviene proprio. Sempre più imprenditori se ne stanno rendendo conto e si stanno adoperando per aprire un negozio online.

Quando ci si trova davanti a un’impresa del genere, nascono spontanee due domande:

  • come aprire e realizzare un sito e-commerce?
  • quanto costa un sito e-commerce?

Per quanto riguarda la risposta alla prima domanda, ti consiglio di dare un’occhiata al Corso crea un E-commerce o Dropshipping di Digital Coach®. Invece la risposta alla seconda domanda la troverai procedendo nella lettura di questo articolo.

Quanto Costa un Sito E-commerce?

Sono vari gli elementi di cui tenere conto quando si cerca di capire quanto costa un sito e-commerce. Uno in particolare è che spesso ti troverai di fronte ad un “dipende”.

Le strade da percorrere sono sempre varie e le combinazioni sono infinite, per cui solo quando ti metterai al tavolino a ragionare con un professionista sul tuo progetto saprai per filo e per segno quello che dovrai spendere. 

Quindi per individuare quanto costa un sito e-commerce bisogna fare delle valutazioni preliminari come indicate di seguito:

  • Concorrenza e analisi del mercato
  • Definire una digital strategy
  • Web design e User experience
  • Scelta del CMS, sviluppo e funzionalità
  • Realizzazione e inserimenti di prodotti/contenuti
  • Formazione del team
  • Gestire l’assistenza dei clienti.

Come puoi notare c’è molto lavoro dietro la creazione e avvio di un sito e-commerce. Inoltre non ci sono da valutare solamente gli aspetti tecnici e la gestione dei contenuti, ma le attività che sono da tener conto maggiormente per il costo di un e-commerce sono quelle legate alla SEO e al marketing online.

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Il prezzo dell’hosting di un e-commerce

Quando si parla di hosting si intende lo spazio su un server che andrà ad ospitare il sito o, in questo caso specifico, un e-commerce e che farà sì che chiunque sia in grado di raggiungerlo. Dato che in un negozio online avvengono delle transizioni economiche, è fondamentale che l’hosting sia di ottima qualità, cioè veloce, affidabile e sicuro. 

Esistono 3 principali tipi di piani di hosting disponibili:

  1. Hosting condiviso; molti clienti condividono lo stesso server. Il costo è molto basso, infatti si paga meno di dieci euro al mese, ma allo stesso tempo le risorse sono molto limitate.
  2. Hosting VPS; lo si può immaginare come un hosting dedicato ma con risorse limitate. Ha un prezzo più elevato di un hosting condiviso, ma è decisamente più basso di un hosting dedicato. Permette di installare al clienti il sistema operativo preferito e consente maggiore libertà.
  3. Hosting dedicato; il cliente affitta l’intero server e ha il totale controllo su di esso, una grande stabilità e sicurezza. Questo è il tipo di hosting che ti consiglio per un e-commerce. L’unico neo è che i costi di un hosting dedicato sono elevati, vanno dai 250 euro annui in sù.

Il costo del nome di dominio 

Il nome di dominio è l’indirizzo del sito web e cambiarlo porta a delle complicazioni, quindi quello che ti consiglio è di sceglierne da subito uno adatto, con l’estensione giusta (.it, .com, .net, etc.), e di non pensarci più.

L’acquisto di un hosting e di un nome dominio vanno a braccetto, tantoché spesso il nome dominio è incluso nell’acquisto di un hosting. Ad ogni modo anche se non fosse incluso, i prezzi si aggirano sui 10/20 euro l’anno, quindi non è di certo il tuo nome dominio a fare la differenza nel preventivo del sito e-commerce. 

La cosa importante da ricordare in questo caso, come anche nel caso dell’hosting, è che l’abbonamento va rinnovato periodicamente, quindi ogni anno oppure ogni due anni o ancora ogni dieci anni, ed è importantissimo farlo in tempo, altrimenti si rischia di vedersi il proprio e-commerce sparire dal web. 

Ti lascio infine i nomi di alcuni tra i migliori siti dove acquistare il nome dominio:

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Costi delle diverse piattaforme e-commerce

Come potrai immaginare la realizzazione di siti e-commerce da zero richiede un budget esorbitante, per cui si tende la maggior parte delle volte ad utilizzare i CMS, dei sistemi di gestione delle informazioni.

Al solito, il prezzo dipende; il costo di un sito e-commerce su Prestashop o WooCommerce è zero, mentre su BigCommerce o Shopify raggiunge anche i 300 euro mensili.

budget per un e-commerceI primi due, essendo gratuiti, fanno gola, quindi ti faccio un breve paragone di seguito, per darti una mano ad orientarti. 

Prestashop è una piattaforma gratuita, semplice da installare e anche abbastanza intuitiva. La si sceglie quando si ha in mente di creare un e-commerce che venda prodotti di diverse categorie e sottocategorie, dato che la creazione dei vari moduli è molto semplice.

WooCommerce è invece un plug-in che va installato su WordPress ed è consigliato a chi ha già un blog su questa piattaforma e vuole completarla aggiungendo un catalogo prodotti.

Personalizzare WooCommerce è più complesso perché bisogna avere a che fare con varie estensioni, ma in caso si abbia un catalogo contenuto, raggruppato magari sotto un’unica categoria, potrebbe essere l’ideale. 

Se ti interessano i dettagli sulle varie piattaforme, ti rimando all’articolo su come scegliere la piattaforma giusta per il proprio e-commerce.

Costo sito e-commerce Shopify

Quanto costa un sito e-commerce con Shopify? Shopify è una piattaforma che permette la creazione di un e-commerce al suo interno, con diverse tipologie di abbonamento, fornendo servizi in base all’esigenza del proprietario dell’attività. il prezzo vaia da 29$ fino a 299$.

Questa piattaforma ha davvero funzionalità importanti e molto varie, che si adattano a qualsiasi tipologia di e-commerce.

Costo sito e-commerce PrestaShop

Quanto costa un sito e-commerce con PrestaShop ? PrestaShop è un software open source, una volta scaricato e installato bisognerà procedere con l’hosting e il dominio del sito.

Qui si ha bisogno di uno sviluppatore che sappia dove mettere mano a livello codice e poterlo adattare alle esigenze della propria attività. I costi calcolando hosting, l’installazione e la grafica, si aggirano attorno ai 1500 euro.

Costo sito e-commerce WordPress 

Quanto costa un sito e-commerce su Wordpress? WordPress è una piattaforma che viene utilizzata per lo più per blog, di conseguenza per poter variare il sito in e-commerce, si avrà bisogno del plugin WooCommerce.

 Cosi facendo abbiamo il nostro e-commerce base da personalizzare, e con una buona conoscenza di WordPress possiamo farlo anche da noi, ma se non abbiamo dimestichezza avremo bisogno di un professionista, e per un e-commerce di tale portata andremo a spendere dai 2000 ai 3000 euro.

Differenza open source e closed source

I siti E-commerce si differenziano principalmente in due tipologie open source e closed source.

Questi differiscono principalmente per il codice sorgente, poiché nell’open source il codice può essere raggiungibile e riprogrammabile da chiunque riesca a comprendere il linguaggio di programmazione, diversamente i closed source vengono creati appositamente dalle grandi aziende e fatti su misura per non essere mai toccati da nessuno se non dall’sviluppatore che ha creato il software.

Quindi abbiamo anche una grande differenza di costo tra le due, poiché un codice sorgente creato appositamente da uno sviluppatore su misura per un azienda, costa molto di più di un open source.

Design e sviluppo

Parto subito col dirti che al giorno d’oggi le possibilità sono tantissime e che se decidi di lavorare con WordPress, ad esempio, puoi scegliere tra centinaia di temi gratuiti e temi Premium dai costi abbastanza contenuti (fino ai 200 euro). Tutto dipende dai tuoi bisogni! 

L’unica cosa che devi tenere a mente è che il design deve rendere il tuo e-commerce accogliente e deve stimolare i clienti ad acquistare. Come ti dicevo già prima, le persone al giorno d’oggi usano fare acquisti dai negozi online e sono abituate ai design facili da usare, ordinati e intuitivi. Quindi il tuo, per poter convertire i visitatori in clienti, non deve essere da meno.

La cosa ideale, anche dal punto di vista economico, sarebbe essere in grado di personalizzare un tema da soli attraverso una solida formazione.

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L’alternativa sarebbe assumere un professionista per personalizzare il tema oppure optare per costruire un design personalizzato da zero. 

Se a lungo andare ti rendi conto di avere bisogno uno sviluppatore Web che ti aiuti a personalizzare il codice del sito o il sistema di checkout, oppure che crei per te un plug-in o un’app personalizzata, conta che dovrai pagarlo molto di più. ad ore a meno che non riesci ad accordarti per un prezzo fisso. 

Quanto costa pubblicizzare un sito e-commerce 

Converrai con me che anche il migliore degli e-commerce senza traffico e senza persone che finalizzano l’acquisto, non serve a niente. Proprio qui entrano in gioco le strategie di marketing e SEO che servono principalmente a far si che il tuo ecommerce sia visibile e conosciuto. Equivale un po’ alle strategie che si mettono in atto quando si apre un negozio fisico: una posizione su una strada trafficata, una grossa insegna, qualche promozione per incoraggiare il passaparola etc. Una scuola ecommerce può aiutarti in tal senso; può fornirti tutti gli strumenti necessari per promuovere al meglio la tua attività, rendendola produttiva da subito.

Google

Lo strumento più potente che hai a tua disposizione è senza ombra di dubbio Google, essendo il motore di ricerca utilizzato da più del 90% della popolazione Web, e hai diversi fronti su cui lavorare con esso: 

Google Ads: è un sistema pubblicitario che farà apparire il tuo e-commerce tra i primi risultati di Google, non appena un utente digiterà nella barra di ricerca la tipologia di prodotto che vendi. Il meccanismo è semplice: si paga una determinata somma per ogni volta che utente clicca sull’annuncio (Pay per Click). Per non andare in perdita bisogna ovviamente costruire l’annuncio pubblicitario in modo che l’utente interessato al prodotto entri nel tuo e-commerce e acquisti, diventando così tuo cliente.
Il costo qui dipende da quanto vuoi investire tu. Puoi decidere per un budget giornaliero di 10 euro come per uno settimanale di 100 euro, e così via.

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SEO: è un insieme di pratiche volte ad ottimizzare le pagine di un sito in modo che queste compaiano tra i primi risultati di Google. Un po’ come succede con Google Ads, ma gratis. L’unico neo è che per posizionare una pagina tra i primi risultati di Google, senza pagare, occorre molto tempo e se apri un negozio online, il tuo intento è sicuramente quello di iniziare a vendere da subito. Ti consiglio comunque di lavorare dall’inizio su entrambi i fronti così, a lungo andare, potrai contare su una probabilità maggiore di attirare il cliente sul tuo e-commerce. Alla base di queste pratiche vi è una profonda conoscenza dell’algoritmo di Google e dei requisiti che bisogna soddisfare per apparire tra le prime posizioni.

Tra i requisiti di maggiore rilevanza troviamo:

  1. Contenuti di grandissima qualità: nel tuo caso si tratterà per lo più di scrivere descrizioni dettagliate e originali per tutti i prodotti, che suscitino il desiderio dei tuoi clienti ad acquistarli.
  2. Alta reputazione del e-commerce: si tratta principalmente di quanto sei affidabile per Google. Chiaramente devi esserlo molto per far si che lui ti consigli tra i primi risultati come qualcuno che riuscirà a soddisfare il bisogno di un cliente. La tua reputazione crescerà agli occhi di questo motore di ricerca quando altri siti molto affidabili del tuo stesso settore parleranno di te.

Nel caso della SEO, le possibilità sono 3:

  1. ti formi e te ne occupi tu
  2. assumi uno specialista con il quale concorderai uno stipendio
  3. ti metti d’accordo con un’agenzia di comunicazione.

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Google Shopping: è uno strumento che consente alle aziende di e-commerce di pubblicizzare i propri prodotti su Google in un riquadro esterno ai soliti primi dieci risultati. È molto comodo perché permettere di confrontare all’istante i prezzi e dà una panoramica generale di quello che una persona sta cercando. È uno strumento che conviene usare anche ai rivenditori perché il Pay per Clic è inferiore rispetto a Google Ads.

E-mail marketing

Per qualcuno che ha appena aperto un e-commerce e non ha abbastanza budget per attuare strategie di marketing su tutti i canali, consiglio di partire appunto da Google. In seguito è importante invece dare il giusto peso anche all’email marketing. Chiaramente bisogna seguire una logica, perché spedire mail a caso, a persone a caso, non porterà mai a nulla di proficuo:

  1. Innanzi a tutto devi tenere conto solo delle persone davvero interessate ai tuoi prodotti. 
  2. Poi, se possibile, sulla base di acquisti passati è consigliabile segmentare la clientela in base agli interessi. 
  3. Infine è bene spedire mail mirate per ciascun segmento. 

In genere si consiglia di mandare dei maggiori dettagli sui prodotti, dei trucchi o dei modi alternativi in cui utilizzarli o altri tipi di contenuti di qualità, oltre alle offerte e promozioni.

Oltre alle newsletter un altro modo per sfruttare l’email marketing è quello del recupero dei carrelli abbandonati. Statista dice che il 69.53% dei clienti abbandona il carrello prima di portare a termine l’acquisto. I motivi sono molteplici, basti sapere però che è una pratica più che comune!

Ecco perché è importante ricordare all’utente che il suo carrello è ancora lì che lo aspetta. Blue Core dice che:

  • il 40% delle mail automatizzate di recupero carrelli vengono aperte
  • il 10% riceve un click
  • il 2% genera conversioni.

Per un e-commerce le mail di recupero dei carrelli sono anche più importanti della newsletter.

 

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Conclusioni

Per concludere questo articolo ti dico che se al giorno d’oggi vuoi aprire e avere un’idea più chiara su quanto costa un sito e-commerce, stai prendendo una saggia decisione, viste le grandi opportunità che ci sono.

Bisogna però tenere conto del fatto che non si tratta di un investimento unico, ma che ci sono spese che andranno fatte periodicamente. Per non andare in rosso, chiaramente, i profitti devono essere più alti delle spese, quindi devi sapere quello che stai facendo o collaborare con qualcuno che lo sa. 

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Dopo la laurea in scienze della comunicazione ho deciso di formarmi nel digitale, un campo lavorativo in continua evoluzione. Desidero da sempre un’occupazione stimolante e Digital Coach mi ha mostrato la strada giusta per trovarla.

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Ti stai chiedendo cos’è Instagram Shopping e come funziona? Utilizzando la vetrina Instagram ti sei imbattuto nel messaggio “Instagram Shopping non approvato” e vuoi capire il perché?

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Cos’è Instagram Shopping

Il tag Shopping di Instagram è la nuova funzione che ti offre il noto social network per vendere online articoli fisici (esclusi servizi e prodotti digitali).

Instagram Shopping, tag Shopping Instagram o vetrina, è la soluzione ideale per chiunque voglia vendere direttamente i propri prodotti su questo social media.

I vantaggi in più che ti da uno shop online sul tu profilo aziendale Instagram, per la vendita diretta dei propri prodotti, sono che:

  • nel negozio online si aggiungono tutti i prodotti che desideri illimitatamente;
  • puoi garantire un’esperienza utente migliore e aumentare le vendite della tua attività;
  • la sponsorizzazione degli articoli è facile e immediata;
  • hai migliori condizioni di vendita;
  • agevola la comunicazione venditore-clienti;
  • puoi ricavare dati statistici facilmente (vedere le visualizzazioni, i click e gli acquisti per ogni tuo prodotto);
  • può essere connesso alle principali piattaforme e-commerce.

In generale, se il tuo tipo di vendita è occasionale al fine di disfarti di vecchie cose come oggettistica, abbigliamento o cianfrusaglie che hai in casa, puoi servirti dei servizi marketplace. Invece, se la tua presenza sul social fosse orientata alla promozione di un attività continuativa dovresti allora preferire l’Instagram Shopping.

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Shoppable Post

shoppable postLo shoppable post, arrivato in Italia nel 2018, è il tipo di post che la funzione Shopping del social acquisito da Mark Zuckerberg permette di pubblicare. 

Questa tipologia di Instagram post prevede un tag Shopping dei prodotti che collega gli oggetti della foto direttamente all’e-commerce corrispondente.

Quante volte ti sarà capitato di scorrere le foto, scorgere gli oggetti più svariati (vestiti, scarpe, mobili, gadget, motori, orologi etc.), ed esclamare:

ma che bello, lo comprerei!

Se ti è capitato di voler fare shopping su Instagram sappi che il social media di fotografie più utilizzato al mondo ti semplifica la vita mettendoti a disposizione anche la sua vetrina per l’acquisto. Infatti, sono proprio gli shoppable post a rendere possibile tutto ciò.

Il servizio nato dalla partnership tra Instagram e Shopify, quest’ultima una delle le piattaforme di e-commerce più utilizzata al mondo, è stato testato in America per circa un anno su un campione di aziende selezionate. Dopo il successo ottenuto l’iniziativa raggiunge perfino altri nove Paesi, tra cui l’Italia.

Le aziende hanno oggi utilizzano sempre di più gli shoppable post su Instagram perché non solo possono rafforzare la propria brand identity veicolando immagini di qualità, ma possono vendere in maniera rapida e diretta i propri prodotti agli utenti.

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Cos’è lo shoppable content

Lo shoppable content è una strategia che unisce lo storytelling visivo all’acquisto immediato per aumentarne l’efficacia e rendere la user experience più veloce e accessibile.

Shoppable content” letteralmente vuol dire “contenuti acquistabile” e si riferisce a tutti quei mezzi comunicativi, quali foto e video, in cui è fattibile selezionare un prodotto e comprarlo immediatamente dopo averlo visto.

L’esigenza di alzare nuovamente l’asticella del content marketing deriva dalla consapevolezza del mercato: oggi le aziende, infatti, devono interfacciarsi con clienti sempre più esigenti, resi tali dal continuo avanzare della tecnologia e dalla conseguente fattibilità di avere “ora” e “subito” tutto quello di cui necessitano. Tutti i social ormai sono delle vetrine e sotto questa luce ogni utente vorrebbe ottenere rapidamente quello che cattura la sua attenzione tra un contenuto comunicativo e un altro.

Le vie offerte da questo modello di comunicazione, garantite da Instagram Shopping, sono infinite e potenti perché toccano le corde emotive e sognatrici degli acquirenti latenti. Parliamo di prodotti che si inseriscono alla perfezione in un racconto senza snaturarlo, anzi dandogli valore con la propria presenza, e senza interromperlo (a differenza della pubblicità tradizionale). Non a caso Instagram è nato come il “social dell’ispirazione”: già questo sembra un ottimo punto di partenza per sfruttare al meglio la creazione di storie e contenuti aprendo le porte a tante possibilità creative. Vediamo adesso come.

Si può collegare il catalogo Facebook a Instagram?

La risposta è Si! Instagram si connette agevolmente al catalogo Facebook. Basta spuntare la pagina Facebook aziendale da congiungere, durante il processo di creazione del profilo business di Instagram shopping. Dopodiché si potranno taggare articoli con il tag Shopping.

I partner che collaborano con Facebook e consentono di configurare simultaneamente le vetrine dei social sono:

Altresì Shopify si connette. Si tratta di una piattaforma per il commercio elettronico che consente agli utenti, che pagano un abbonamento mensile, di dare origine al proprio negozio online. Andando su questo strumento e aggiungendo un’applicazione è possibile connettere i due servizi, cosicché tutte le modifiche fatte nel negozio vengano automaticamente riportate sul negozio Facebook e Instagram.

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Instagram Shopping: come attivarlo

Ora che abbiamo visto cos’è Instagram Shopping e come funziona lo Shop di Instagram, voglio spiegarti come fare per attivarlo. 

Per attivare il tag Shopping su Instagram e vendere prodotti devi possedere alcuni requisiti indispensabili:

  • un profilo business collegato alla pagina aziendale di Facebook;
  • un account configurato da un indirizzo IP situato in America, Regno Unito, Australia, Canada, Germania, Francia, Italia, Spagna o Brasile;
  • una pagina Facebook Shop approvata (fondamentale per il collegamento con i prodotti nella sezione “vetrina”).

Se soddisfi tutte queste condizioni, puoi iniziare a caricare i post dedicati allo shopping su Instagram e permettere l’acquisto i tuoi prodotti direttamente da una fotografia caricata su Instagram. Funzionalità e praticità: questi i due grandi vantaggi di Instagram Shopping.

Creare il profilo Instagram aziendale

Creare un business profile sul famoso servizio di rete sociale è rapido e intuitivo. Gli step per crearlo sono:

1) Accedi al tuo usuale profilo; 

instagram accesso

2) Seleziona “impostazioni” e conseguentemente “account” e “passa a un account professionale“;

instagram shopping impostazioni

3) Scegli l’opzione “azienda” e premi su “avanti“;

profilo instagram aziendale

4) Indica una categoria capace di descrivere esattamente di cosa si occupa la tua azienda;

instagram shopping categoria profilo

5) Controlla le informazioni di contatto;

informazioni contatto

6) Connettiti alla pagina Facebook Shop oppure saltare il passaggio.

connetti a facebook shopping

Conclusi questi semplici procedimenti il gioco è fatto: il social media ti reindirizza direttamente alla home principale dell’account business tramite il quale puoi ideare e gestire le promozioni (per promuoverti) e analizzare tutti gli insights. Hai così avviato un account aziendale con successo e ti resterà solamente da collegarlo alla vetrina su Facebook per aprire Instagram Shopping.

Creato il profilo aziendale prima di attivare il tag shopping su Instagram e taggare i prodotti, devi fornire degli articoli. In che modo? I modi possibili sono due:

  1. Associare Facebook Shops;
  2. Collegare un catalogo Facebook Business Manager.

Collegare Instagram a vetrina Facebook

Ora che hai il tuo profilo Instagram aziendale e ne sei l’amministratore devi collegarlo al catalogo prodotti della vetrina Facebook per poter attivare il tag shopping su Instagram. Ecco cosa fare:

1) Accedi a un account privato;

instagram accesso

2) Entra nelle impostazioni e in seguito clicca su “account“;

instagram shopping impostazioni

3) Successivamente clicca su “account collegati“;

collegare catalogo facebook a instagram

La tua vetrina Facebook viene immediatamente collegata. Portate a termine queste facili procedure hai finalmente connesso il catalogo Facebook a Instagram e puoi richiedere di attivare gli shoppable post.

Instagram Shopping: collegare a Facebook Business Manager 

In alternativa alla vetrina puoi collegare un catalogo in Business Manager con la lista dei prodotti da vendere. Si tratta di un file che riporta le informazioni della merce (ID, nome, categoria, disponibilità, URL del prodotto, URL dell’immagine e altro).

Per aggiungere il file catalogo in Business Manager procedi come segue:

  • Apri Business Manager,
  • Vai sulle “impostazioni”;
  • Vai su “Persone e risorse”;
  • Seleziona “catalogo dei prodotti” poi “aggiungi catalogo”;
  • Genera un catalogo prodotti assegnando un nome e indicando la tipologia di articoli e cliccando su “crea catalogo”;
  • Congiungi delle persone al tuo catalogo prodotti (assegnando loro dei ruoli di gestione del catalogo) oppure clicca su Salta;
  • Salva le modifiche.

facebook business manager

A questo punto da “gestione dei cataloghi” selezioni il catalogo. Dalla tab “canali” ti porti su “shopping su Instagram” e poi su “collega profilo” e “aggiungi un nuovo profilo”.

Il tuo account è stato finalmente collegato al catalogo in Business Manager. Avendo connesso Instagram a Facebook Business Manager sei pronto per l’attivazione degli shoppable post e sei pronto per sfruttare tutti i vantaggi di Instagram Shopping.

Attivare il tag shopping su Instagram

Dopo aver portato a termine tutti gli step precedenti devi inoltrare la richiesta di attivazione di Instagram Shopping. No, non sbuffare! Ci sono altri brevi e semplici passaggi da seguire per creare il tuo Instagram Shopping e far decollare il tuo business online.

Ecco qui cosa devi fare per il tuo Shopping su Instagram:

  • Accedi a Instagram e poi vai su “impostazioni“;

instagram accesso

2) Seleziona “azienda“;

instagram shopping impostazioni azienda

3) Clicca su “iscriviti a shopping“.

iscriviti a shopping su instagram

A questo punto, la tua richiesta è stata inoltrata e analizzata. Se la richiesta è ritenuta idonea, in un paio di giorni il tag Shopping su Instagram viene abilitato e ricevi una notifica di avviso sul tuo account.

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Come funziona il tag shopping su Instagram

Adesso hai il tuo Instagram shopping! Come usufruire del tag Shopping su Instagram? Superate le procedure di configurazione, fare degli shoppable post è intuitivo e ti permetterà di vendere su Instagram i tuoi prodotti.

Tag shopping Instagram: fare shoppable post

Il procedimento per creare uno shoppable post su Instagram e utilizzare la funzione Instagram Shopping è molto semplice. Seguimi per capire cosa devi fare!

Come realizzare il post 

Lo shoppable post si crea come qualsiasi altro post, ma con qualche passaggio in più:

  1. carica la tua immagine su Instagram: carica la foto, contenente il prodotto o i prodotti, proprio come faresti con qualsiasi altra immagine;
  2. tagga i prodotti: una volta aggiunta la foto, seleziona per l’opzione “tag products“.
  3. crea il collegamento con i prodotti su Facebook: una volta selezionato l’elemento da taggare comparirà la lista dei prodotti Facebook; seleziona il prodotto da collegare e abilita il tag. Pertanto, ogni prodotto avrà all’interno della fotografia tutte le info necessarie e il prezzo relativo.
  4. pubblica il post. 

tag shopping instagramtag prodotto shopping su instagram

L’uso da parte dell’utente

Dopo aver pubblicato il post, l’utente riconosce la natura “shoppable” della foto grazie alla presenza dell’icona a forma di shopping bag situata nell’immagine, in basso a sinistra.

Basta poi un tap su questa icona per far comparire dei pop-up rettangolari all’interno della foto, uno per ogni prodotto taggato, con il nome del prodotto, le caratteristiche e ovviamente il prezzo. L’utente, a questo punto, può selezionare il prodotto che gli interessa e visualizzarlo nel dettaglio.

Infine, se l’utente vuole acquistare il prodotto deve cliccare su “Shop Now” e viene catapultato immediatamente nella pagina del tuo e-commerce. Ultimo step: l’utente procede con il pagamento.

In poco tempo l’utente riconosce e apprezza la rapidità del tuo servizio offerto tramite Instagram Shopping e in questo modo le probabilità che ritorni ad acquistare crescono sempre di più. Infatti, Instagram Shopping online permette non solo di acquisire nuovi clienti mentre stanno scrollando la loro home di Instagram, ma soprattutto di fidelizzare quelli attuali.tag instagram shopping

Tag shopping non approvato?

Non sempre le cose vanno come vogliamo e infatti può capitare che il tag Shopping non venga approvato da Instagram.

Se qualcosa non funzionasse correttamente, dovresti visualizzare nelle impostazioni la scritta “Instagram Shopping not approved” oppure “il tuo account non è stato approvato per lo shopping su Instagram”. Per risolvere l’inconveniente controlla di aver seguito adeguatamente i seguenti passaggi:

  1. rispetti le Condizioni di vendita e normative (ricorda che puoi vendere articoli fisici, esclusi servizi e prodotti digitali);
  2. la tua attività è situata nei mercati consentiti? Ricorda che devi avere l’account configurato da un indirizzo IP situato nei paesi consentiti;
  3. la vetrina o il catalogo business manager sono connessi correttamente? Prova a verificarlo andando nelle “impostazioni”, poi su “account” e infine su account “collegati”.

Se hai rispettato tutte le condizioni imposte da Instagram Shopping, ma il problema persiste, ti consiglio di andare nelle “impostazioni”, cliccare su “assistenza” e poi su “segnala un problema” oppure selezionare “centro assistenza” e passare direttamente al centro assistenza Instagram. In questo modo, Instagram potrà fornirti l’assistenza necessaria per risolvere il tuo problema.

Instagram Shopping: vantaggi e limiti

Gli shoppable post di Instagram Shopping offrono grandi potenzialità soprattutto alle piccole e medie aziende che possono davvero mettere il turbo al proprio business e incrementare e consolidare la propria brand awareness.

Vantaggi dello Shopping su Instagram

Vediamo insieme quali sono i vantaggi che Instagram Shopping online può offrire al tuo business. Sei pronto? Andiamo!

  • L’uso di un canale di acquisto preferenziale: l’80% dei navigatori internet su mobile utilizza lo smartphone per prendere decisioni d’acquisto o relazionarsi con i brand interessati. Il 34% lo usa anche per finalizzare la transazione;
  • L’individuazione di acquirenti latenti: solitamente chi accede ad un e-commerce lo fa perché sta cercando qualcosa, perché si è informato precedentemente e sa cosa gli serve con esattezza. Utilizzando un post in cui si racconta in primis una storia è possibile intercettare anche quegli utenti che non avevano alcuna intenzione di comprare il prodotto mostrato. In altre parole, Instagram Shopping permette di anticipare le esigenze dell’utente costruendo un vero e proprio immaginario dietro ad ogni prodotto;
  • La creazione di un’esperienza completa e diretta: anche l’utente pigro con Instagram Shopping non ha più scuse. L’utente dopo aver visto il prodotto su Instagram non deve più digitarne il nome nel browser e infine visitare l’e-commerce di riferimento. Instagram Shopping, infatti, accompagna virtualmente il cliente per l’intera durata della sua esperienza e in questo modo lo fa desistere da ogni ripensamento;
  • Soddisfare una tendenza crescente e diffusa: Instagram Shopping si inserisce spontaneamente e naturalmente all’interno del solito e quotidiano agire dell’utente. Una semplice navigazione può trasformarsi in un’opportunità di acquisto anticipando persino le esigenze del cliente stesso. Lo shoppable post non ha fatto altro che concretizzare una tendenza ormai dilagante tra gli utenti: usare ogni giorno i social come vetrine o magazine di moda da sfogliare;
  • L’ispirazione: se si è davvero molto bravi e creativi nella realizzazione dei contenuti, il prodotto di per sé passa in secondo piano rispetto a ciò che il prodotto rappresenta e racconta e questo lo rende molto più interessante e attraente agli occhi dell’utente.

Un rischio che non devi assolutamente correre è quello di usare il profilo Instagram come un surrogato della piattaforma e-commerce ufficiale! Avere solo Instagram Shopping è svantaggioso: questo strumento è invece un supporto straordinario per il tuo sito e-commerce (sito nel quale devi continuare ad investire).

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Limiti del tag Shopping su Instagram

  • Minori probabilità di generare vendite: puntare su Instagram Shopping limita la tua strategia di vendita digitale. Mediante i social puoi captare solo una domanda latente! Le persone tendenzialmente li utilizzano per svagarsi e intrattenersi e non come mezzi per acquisire beni materiali, digitali o servizi. Invece realizzando la tua piattaforma di vendita puoi arrivare, attraverso Google, a incontrare la domanda consapevole delle persone che vogliono realmente acquistare, ed effettuano una ricerca mirata e finalizzata all’acquisto;
  • Esperienza utente decisamente inferiore: le funzionalità di un e-commerce sono nettamente superiori rispetto a quelle dei social media e in questo caso di Instagram e puoi migliorare la user experience in ognuna delle fasi del digital customer journey:
    • nella fase di awarness (consapevolezza) puoi intercettare la domanda consapevole accrescendo le occasioni di conversione;
    • la clientela potenziale arriva sul tuo punto vendita online all’istante senza passare da terzi (social o ulteriori intermediari);
    • potresti offrire la possibilità di registrarsi nell’area riservata per fidelizzare al tuo negozio facendo accrescere il tuo brand;
    • l’utente, selezionando un prodotto, leggendo delle recensioni può convincersi maggiormente ed effettuare l’acquisto;
    • inoltre, può mettere il prodotto nel carrello e proseguire alla pagina del checkout in maniera ottimale e personalizzabile (Un esempio è il comando inventato da Amazon: compra ora con un click).

 

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Vittoria-Salvo PRIMA STESURA A CURA DI VITTORIA SALVOlinkedin_badge

Laureata in discipline della comunicazione e specializzata in televisione, cinema e new media, coltivo una grande passione per il mondo sfaccettato e dinamico della comunicazione digitale: dalla scrittura al visual e dai video al creative content.

Lavazza: innovazione digitale e strategie di vendita online

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La storia dell’azienda Lavazza ha inizio nel 1895 quando Luigi Lavazza apre l’omonima Drogheria, a Torino. Dotato di un grande spirito di iniziativa, Luigi studiò tutte le caratteristiche della pianta del caffè e imparò l’arte del blending (miscelazione e armonia di sapori), creando diverse miscele capaci di soddisfare i gusti dei consumatori. 

Illuminante fu il suo viaggio in Brasile, grazie al quale scoprì i punti forti di questa particolare bevanda. Il caffè Lavazza nasce quindi da sapiente ricerca e dalla sperimentazione con miscele provenienti da tutto il mondo. Ed è grazie alle costanti curiosità e dinamicità aziendale se ancora oggi, a distanza di oltre 100 anni, continua ad esser un Brand leader nel mercato del caffè.

Lavazza è sempre stata un’azienda aperta al futuro; chi non ricorda la degustazione del primo caffè nello spazio da parte dell’astronauta Samantha Cristoforetti il 3 maggio 2015? Questa apertura è stata cruciale per permettere l’innovazione di Lavazza in più ambiti, da quello tecnologico a quello comunicativo.

Ho avuto il piacere di intervistare Francesco Malerba, Global Digital Marketing Manager di Lavazza, in merito al percorso di trasformazione digitale che ha permesso all’azienda di affermarsi anche in un contesto altamente competitivo e particolare come l’online.

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Parlaci del percorso di trasformazione digitale di Lavazza

digital cristina scognamiglio

francesco malerba lavazza Lavazza ha più di 120 anni di storia. Un Brand che parla di tradizione, qualità ma anche di innovazione, qualcosa che ha sempre pervaso la filosofia aziendale e che ci ha accompagnato fin dalla sua fondazione.

Rispetto alla nostra presenza online è innegabile che il nostro processo di maturazione si stia sofisticando via via. Siamo presenti in ambito digital da diversi anni ma stiamo ottimizzando la nostra relazione con il cliente

Noi tendiamo a ragionare con una visione olistica a 360 gradi abbattendo quelle ”barriere”, i silos, che storicamente il mondo della pianificazione porta con sé. La digitalizzazione dei media tradizionali ci ha permesso di semplificare l’approccio in fase esecutiva.

digital innovation lavazza

digital cristina scognamiglio

Chi è il target online di Lavazza?

francesco malerba lavazza Non esiste nello specifico un target digitale di Lavazza. Si parla sempre di una strategia di brand che può essere poi declinata rispetto alle diverse linee di prodotto che caratterizzano il nostro portfolio.

Da una visione strategica di brand e di prodotto abbiamo la necessità di concretizzare in modo pragmatico quello che è l’approccio di campagna. Ciò si riflette su una selezione di piattaforme su cui siamo presenti, su cui pianifichiamo e grazie alle quali parliamo con i nostri potenziali clienti. Ovviamente queste piattaforme ci impongono di aderire a determinate logiche in termini di adoption, di cluster particolari.

Basta pensare ai più grossi player come Google, Amazon e Facebook, con i quali collaboriamo. Il target strategico derivante da studi di marketing approfonditi e internazionalmente riconosciuti, viene trasposto in un target digitale che va a sfruttare le variabili tipiche delle piattaforme.

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Come funziona la piattaforma e-commerce di Lavazza e cosa offre?

francesco malerba lavazzaPartiamo da una visione più ampia: il sito di Lavazza è oggi presente su più di 140 geografie a livello globale. Siamo presenti su 5 mercati con un nostro e-commerce proprietario ma ci stiamo affacciando anche su altri mercati con delle formule ibride o, quantomeno, intermediate.

Abbiamo una strategia di canale che ci differenzia da altri canali distributivi, anche digitali. Sicuramente andiamo ad identificare la USP (Unique Selling Proposition) del nostro e-commerce. In questo caso faccio riferimento al mondo delle subscription (sottoscrizioni) e degli abbonamenti caffè, che caratterizzano quello che è in nostro e-commerce proprietario.

Questo tipo di prodotto/servizio non si può trovare su altri canali distributivi, e questo ci consente di instaurare una relazione più vicina con il consumatore andando poi ad attivare una serie di funzioni e azioni successive customizzate. Abbiamo tutto un mondo di comunicazione “onte to one” che è particolarmente rilevante. Questo, oltre a garantirci una conversion, ci permette di mantenere alta la retention, lavorando più sul fronte della loyalty.

digital cristina scognamiglio

In che modo riuscite a creare engagement attraverso i diversi canali digitali?

francesco malerba lavazzaL’engagement per Lavazza è una metrica fondamentale, ma ovviamente è un risultato. Noi lavoriamo sulla rilevanza della nostra comunicazione e dei nostri messaggi e lo facciamo rispetto a un particolare target che viene caratterizzato e customizzato in base al brand piuttosto che alla linea di prodotto. 

Il “deliverare” un contenuto customizzato ad un’audience ben specifica, in un contesto e momento migliori, ci garantisce di essere particolarmente rilevanti. Ovviamente la rilevanza scaturisce in un ingaggio diretto dell’utente che si può tracciare tramite un set di KPI (Key Performance Indicator) definito lungo tutto il funnel di conversione

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Puoi parlarci di un caso di successo di Consumer Engagement in Lavazza?

francesco malerba lavazzaAssolutamente! Ti menziono quello che è un progetto su cui stiamo ancora lavorando e i cui effetti saranno visibili tra qualche mese. Ti sto dando perciò una piccola anticipazione! Dopo aver consolidato le nostre tecnologie e aver portato l’ottimizzazione degli asset a un buon livello, ci stiamo focalizzando su aspetti più valoriali del Digital Marketing, come la Digital Sustainability e l’accessibilità.

Il mondo del digitale per sua natura è estremamente democratico. Vogliamo rendere, quindi, tutti i nostri asset sostenibili, cercando di ridurre le emissioni di CO2, ma anche accessibili a tutti gli utenti, anche quelli con delle disabilità fisiche. Abbiamo preso questo impegno e saremo live nei prossimi mesi con delle soluzioni (a tal proposito vi invito a venirci a trovare sul nostro sito per vedere come effettivamente un brand riesce a “calare a terra” queste soluzioni).

digital cristina scognamiglio

Quali sono i segreti per una buona Customer Retention?

francesco malerba lavazzaNessun segreto! Al netto dei tecnicismi, della capacità di ottimizzazione degli asset digitali, di quelle che sono le logiche di ingaggio piuttosto che delle leve promozionali, alla base della retention c’è un rapporto. È un rapporto fiduciario che instauriamo con il cliente; si basa tutto sulla fiducia.

Questo rapporto viene alimentato dalla trasparenza e dalla comunicazione diretta. Il brand smette di essere autoreferenziale e comincia ad ascoltare con attenzione quella che è l’esigenza del consumatore.

Il mondo digitale ha semplificato questa comunicazione e questo tipo di ascolto, basta pensare ai social, che permettono all’utente di esprimersi apertamente e direttamente. Lato Brand, la missione digitale di Lavazza è quella di intercettare la domanda nelle sue mille sfaccettature, intercettare i segnali provenienti dalle diverse interazioni, riuscire ad aggregarli e trasformarli in insight per il business e per l’esperienza.

L’altra grande sfida è mantenere la coerenza dell’esperienza utente lungo tutta la filiera, tutti i touchpoint. Mi riferisco al sito, del CRM (Customer Relationship Management), del mondo dell’advertising piuttosto che della APP. Questo introduce un concetto di omnicanalità digitale e non solo.

lavazza nello spazio

Lavazza è un’azienda che è riuscita a conquistare un posto nel cuore dei consumatori grazie alla sua capacità di innovazione e all’estrema attenzione verso il cliente.

Il percorso di trasformazione digitale di Lavazza è il chiaro esempio di come l’implementazione delle nuove tecnologie, correttamente pianificata e attuata, permetta il conseguimento di vantaggi economici, tecnologici, agilità operativa e risvolti positivi in termini di sostenibilità.

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