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Jennifer AI

Google
Analytics 4

La fine di UA e il passaggio a Google Analytics 4 è una delle più grandi rivoluzioni nel mondo della web analytics.

Ma cosa cambia con Google Analytics 4? Dalla rilevanza data agli eventi dell’utente fino al venir meno della frequenza di rimbalzo nei report, il nuovo Google Analytics tenderà a una maggiore standardizzazione e automazione nella reportistica, grazie al contributo del machine learning. Quindi maggiore sarà l’importanza data all’analisi predittiva nonché all’integrazione multicanale.

In questa guida su Google Analytics 4 ti verrà spiegato step by step:

  • Che cos’è Google Analytics 4 e come funziona
  • Quali sono le novità rispetto a Universal Analytics
  • Come passare da Google Analytics 3 a 4
  • Come configurare Google Analytics 4
  • In che modo analizzare i suoi report
  • Perché GA4 non è illegale in riferimento al GDPR.

Prosegui nella lettura per prendere confidenza con Google Analytics 4 così da imparare fin da subito a utilizzarlo come un vero esperto di marketing digitale.

Google Analytics 4: cos’è

Il software di analisi dati Google Analytics 4 (GA4), è un servizio di Big G nato per monitorare il comportamento degli utenti su un sito web o app di proprietà. È stato presentato dall’Azienda di Mountain View nel novembre del 2005 dopo l’acquisto di Urchin Software, uno dei primi ad utilizzare insieme JavaScript, file log e cookies per disporre di un metodo di identificazione univoca dei visitatori (UTM – Urchin Traffic Monitor).

Dal 2012 Google Analytics è stato definito Universal Analytics, ovvero la versione 3 del noto strumento di analisi. Dal 14 Ottobre 2020 le cose sono cambiate. In quella data, infatti, il noto motore di ricerca ha scatenato una vera e propria rivoluzione che rappresenta un cambio di paradigma nella metodologia di raccolta dati.

A cosa serve Google Analytics 4?

    • Raccoglie i dati attraverso un codice univoco di tracciamento chiamato Google Analytics Tracking Code (GATC) che va installato su ogni pagina del tuo sito web. Si tratta di un frammento di codice JavaScript che viene eseguito dal browser del visitatore ogni volta che questi visita le pagine del sito. Il codice, per funzionare, carica dal server di Google un file JavaScript più grande utile per registrare le varie interazioni (pagine viste, sessioni, eventi, ecc.). Queste, poi, vengono inviate al server di GA4 dove sono elaborate e presentate sotto forma di report.
      • Traccia e registra il traffico web fornendo statistiche complete su come i visitatori trovano e interagiscono con il tuo sito web/app. In questo modo è possibile avere una precisa profilazione del target audience in base a numerose dimensioni e metriche personalizzate, così come il tracciamento di campagne di advertising, social e Digital PR.
      • Consente di individuare fenomeni di calo di traffico spesso dovuti ai Google Core Update. Allo stesso modo è possibile misurare il ROI (ritorno sugli investimenti) di tutte le attività di web marketing implementate. Il tool, infatti, mette a tua disposizione tutti gli strumenti di base per una buona Business Intelligence.

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      I vantaggi di Google Analytics 4

      La rivoluzione messa in atto da Big G, quindi, consente di rilevare informazioni molto più dettagliate relative al comportamento dell’utente. Questo avviene in quanto con analytics 4 si passa da una gestione dei dati non più basata sulle sessioni ma sugli eventi. Tutte le statistiche e i dati relativi agli accessi degli utenti nel sito internet o nell’app, sono organizzati in grafici, tabelle e sezioni così da rendere semplice, chiara ed intuitiva la loro consultazione.

      Quindi perché usare GA4? Installarlo e utilizzarlo ti permette di monitorare:

      • chi visita il sito, cioè area geografica di provenienza, lingua e browser utilizzato, risoluzione dello schermo, da mobile o da desktop, etc e con questi dati puoi per esempio impostare una strategia tecnica che migliori la visibilità del tuo sito;
      • che cosa fanno i visitatori, ovvero quali pagine visitano, qual è il tempo di permanenza su ciascuna o la percentuale di rimbalzo. Avere queste informazioni ti permetterà di migliorare, ad esempio, la complessiva esperienza utente sul tuo sito;
      • come i visitatori ti trovano online, se attraverso una query sui motori di ricerca, digitando il nome corretto sulla barra di Google oppure reindirizzati da social media o da link su siti esterni. In questo modo potrai valutare, per esempio, come migliorare la presenza su Facebook oppure potenziare la visibilità del brand;
      • come gli utenti interagiscono con la piattaforma. Puoi provare a fare A/B test per capire quali pagine aumentano il traffico oppure verificare attraverso quali link atterrano su un particolare contenuto.

      Inoltre con il nuovo analytics potrai avere:

      • un’interfaccia più semplice e personalizzabile;
      • un superiore tracciamento dei dati anche dalle app iOS e Android e organizzarli sotto un’unica proprietà;
      • una migliore integrazione con altri strumenti come, ad esempio, Google Ads;
      • la possibilità di riconoscere e contare gli utenti in modo più preciso;
      • un monitoraggio basato sugli eventi;
      • l’autonomia dell’utente GA4 nelle configurazioni e gestioni di eventi e tag limitando il più possibile la necessità dell’intervento di un programmatore;
      • sostituzione delle viste con le subproperties, implementate, però, solo sullo strumento a pagamento Google Analytics 360.

      Google Analytics 4 vs Universal Analytics cosa cambia

      1. Riconoscimento dell’utente

      Se ti stai chiedendo qual è la principale differenza tra Universal Analytics e GA4, sicuramente la risposta è il riconoscimento dell’utente. Considera, infatti, che la caratteristica di Google Analytics 3 è il suo essere session based, ovvero basata sulle sessioni generate ad ogni connessione.

      Per meglio aiutarti a comprendere, ecco un esempio pratico: se entri nel sito e fai una sessione di navigazione, Universal Analytics considera tutta quella sessione come campo in cui effettuare tutte le misurazioni necessarie. Una nuova sessione, anche se proveniente dallo stesso utente, corrisponde ad una nuova misurazione e quindi è impossibile tramite UA definire con precisione il numero degli utenti.

      Google Analytics 4, invece, è event based. Di conseguenza la reportistica viene generata in base agli eventi compiuti dal singolo utente nelle varie sessioni. In questo modo, il tool riesce ad essere molto più preciso, in quanto il riconoscimento dell’utente è completo.

      event model ga4

      Ma come viene riconosciuto l’utente? UA utilizza come metodo di identificazione il Client ID, una specifica istanza del browser salvata all’interno del cookie. L’istanza viene installata ad ogni cookies solo la prima volta che si naviga il sito e resta nel browser dell’utente per un certo periodo di tempo. Ogni browser ha un client ID differente, quindi se navighi da Chrome, poi da Edge e poi da Firefox, verranno rilevati 3 Client ID differenti. Inoltre ogni volta che cancelli i cookies o cambi device verrai identificato come utente diverso.

      L’identity method di Google Analytics 4, invece, si compone di tre step:

      1. User ID: se il sito è provvisto di un’area riservata a cui l’utente può accedere, fa fede il suo login o, per meglio dire, ciò che viene comunemente chiamato user. Questo metodo è molto preciso, in quanto da ovunque effettuerai l’accesso, verrai identificato come singolo utente. Per realizzarlo, tuttavia, è necessaria un’implementazione lato codice e, quindi, determinate conoscenze di programmazione.
      2. In caso di mancanza di User ID, GA4 passa direttamente ai Google Signals. In questo caso, viene preso in considerazione l’account Google, quindi se l’utente naviga da un browser autenticato con lo stesso account, viene contato come un solo utente.
      3. Infine, se non è stato possibile identificare l’utente con i metodi precedenti, anche Google Analytics 4 utilizza il client ID, come il suo predecessore.

      Il ruolo centrale conferito all’utente, quindi, si costituisce come primo elemento cardine per meglio comprendere la rivoluzione del sistema di tracking e data model introdotto da GA4.

      2. Data model

      A fare da spartiacque nel sistema di raccolta e analisi dei dati online c’è l’introduzione degli eventi. Esistenti già in Google Universal Analytics, qui ogni evento è associato alla tipologia di hit all’interno di una categoria. Nel nuovo GA, invece, non ci sono differenze tra tipi di hit in quanto l’hit è un evento.

      Considera, infatti, che in UA, le hit sono le interazioni compiute dall’utente all’interno della sessione di navigazione del sito internet. Queste si generano nel momento in cui il codice di tracciamento presente nelle pagine si attiva in seguito all’interazione con l’utente.

      In Google Analytics 4 esistono 3 tipologie di eventi:

      • automatici, sempre attivi e non modificabili. Questi sono già configurati per monitorare alcune azioni basiche compiute dagli utenti come la visualizzazione di una pagina;
      • consigliati, attivabili solo tramite codice. Questi possono essere implementati sulla base della propria attività come, ad esempio, un ecommerce;
      • custom, da attivare sulla base delle necessità.

      Inoltre ci sono le user properties come le user dimension predefinite (lingua, sistema operativo, ecc.) e le custom user properties utili per delineare con maggiore precisione il profilo utente.

      ga4 data model event

      3. Metriche di conteggio utenti

      In Google Analytics 4 cambiano le metriche relative agli utenti. Rispetto alle 2 di Universal Analytics (utenti totali e nuovi utenti), analytics 4 ne aggiunge una terza, vale a dire utenti attivi.

      Nel dettaglio:

      • gli utenti totali sono tutti coloro che hanno registrato un evento;
      • per nuovi utenti si considerano anche coloro che hanno interagito per la prima volta con l’app oltre che con il sito;
      • utenti attivi è la metrica principale: indica gli utenti singoli che hanno interagito con il sito o l’app.  Tieni a mente che un utente si definisce attivo quando ha una sessione con coinvolgimento oppure un evento di first_visit.

      4. Sessioni

      Google Analytics 4 utilizza le sessioni per rilevare la nuova metrica degli utenti attivi. In cosa consistono le sessioni? Sono il periodo di tempo in cui l’utente interagisce attivamente con un sito web o l’app. Una prima differenza tra le due versioni del tool è relativa a quando termina una sessione.

      Per Google Analytics 3:

      • dopo 30 minuti di inattività
      • a mezzanotte
      • a cambio sorgente.

      Per Google Analytics 4 semplicemente dopo 30 minuti di inattività. Se navighi a cavallo della mezzanotte, quindi, verrà conteggiata una sola sessione e non più due.

      Ma quali sono i criteri per le sessioni con ingaggio/coinvolgimento?

      • sessioni con almeno 10 secondi di durata (unico parametro modificabile, da 10 a 60 secondi);
      • la registrazione di una conversione;
      • durante la sessione sono state visitate almeno 2 pagine o screen view (per le app).

      5. Frequenza di rimbalzo

      Il bounce rate o frequenza di rimbalzo indica quali sessioni non hanno generato interazioni. Considera che la durata di una sessione con rimbalzo è di 0 secondi, ma questo dato non implica il fatto che l’utente possa essere stato su una pagina per più tempo senza generare conversioni. Inoltre, data l’evoluzione della struttura dei siti attuali (molti contenuti in-page e interazioni senza cambiare URL), l’utilizzo di questa metrica risulta superata.

      Quindi, in Google Analytics 4 la frequenza di rimbalzo non è più presente nei report ma è sostituita dalle Engaged Session. Con questa espressione si intendono tutte quelle sessioni della durata superiore ai 10 secondi o che contengono una conversione. In questo modo è possibile ottenere dati più veritieri circa gli utenti che hanno interagito con il sito e in che modo lo stanno facendo.

      In definitiva, per poter calcolare la frequenza di rimbalzo in GA4 si fa il rapporto tra le Engaged Session e le sessioni totali. Così facendo sarà anche più facile lavorare per elaborare strategie utili per migliorare l’esperienza utente.

      6. Conversioni

      Altra importante differenza tra UA e Google Analytics 4 riguarda il tasso di conversione. Questa deriva dal fatto che UA ragiona per completamento di obiettivi, quindi ne calcola solo una, mentre GA4 utilizza gli eventi di conversione da te impostati in base all’azione che vorrai monitorare.

      Quindi nei report potrai raccogliere dati relativi a:

      • conversion rate degli utenti, che riguarda il numero di utenti che hanno compiuto un’azione sul sito in un evento;
      • tasso di conversione delle sessioni, che indica le sessioni durante le quali sono state svolte delle azioni di conversione.

      Le informazioni raccolte saranno sicuramente utili per poter migliorare ulteriormente la user experience e ottimizzare il numero delle conversioni durante una sessione.

      7. Parametri UTM

      In analytics 4 nascono nuove dimensioni legate ai parametri UTM. Questi frammenti di codice sono funzionali al monitoraggio del traffico dell’URL univoco all’interno del quale sono inseriti. Oltre alle 6 note di UA (source, medium, compain, term, content e id), se ne aggiungono altre 3:

      • utm_source_platform, ad identificare la piattaforma fonte di traffico e conversioni sul sito;
      • utm_creative_format, per capire quale formato dell’annuncio pubblicitario sta generando traffico e conversioni;
      • utm_marketing_tactic, che riporta le informazioni sulla tattica di marketing che hai adottato su una specifica campagna.

      Ma come creare codici UTM? Esiste il generatore di URL di Google con il quale in modo semplice potrai creare il tuo URL con UTM da utilizzare per il monitoraggio delle campagne. Inoltre ti consiglio di creare uno sheet con il quale tenere traccia di tutti i parametri.

      8. Dimensioni di pagina

      Le dimensioni di pagina sono una novità di Google Analytics 4. Diverse sono le dimensioni che racchiudono una o più caratteristiche di una URL. L’immagine qui sotto indica gli elementi che compongono l’URL e le relative dimensioni di GA4 che li contengono (Custom rappresenta ciò che Google Analytics 4 non registra).

      ga4 dimensioni di pagina

      GA4 Report: panoramica e utilizzo

      Utilizzare Google Analytics 4 è più semplice di quello che si pensa. Una volta installato il codice di tracciamento sulle pagine del sito, occorrono 24 ore a GA4 per iniziare a tracciare i visitatori, analizzare i dati e generare i report. I dati saranno visibili nelle dashboard e potranno essere facilmente personalizzati, salvati e condivisi secondo le esigenze.

      L’elenco delle dashboard si trova nel riquadro a sinistra e sono raggruppate in 3 categorie:

      1. “Istantanea report” e “In tempo reale” che riassume i risultati generali e mostra gli avvenimenti che avvengono “in diretta”;
      2. “Life cycle” che offre una panoramica sul ciclo di vita dell’utente, a partire dal mezzo con cui arriva, fino al comportamento in uscita ed eventuali ritorni;
      3. “Utente” che raggruppa tutte le informazioni relative ai visitatori che possono essere importanti, come il genere, la provenienza e il dispositivo utilizzato.

      Se questa suddivisione ti sembra complessa nell’immediato, prova a ragionarla in questo modo: c’è una persona (Utente) che arriva al sito (acquisizione) compie delle azioni (coinvolgimento) che hanno delle conseguenze per te (monetizzazione) e se è contento ritorna (fidelizzazione).

      Sei curioso di scoprire le nuove dashbord di GA4? Continua con la lettura per avere tutti i dettagli.

      Dati demografici e tecnologia

      Come detto, queste dashboard di Google Analytcs 4 offrono tutte le informazioni necessarie per identificare il più possibile l’utente e sono molto preziose per creare i segmenti per le campagne di digital advertising e per creare contenuti su misura. Una volta che conosci i tuoi utenti potrai procedere con l’analisi dei loro comportamenti all’interno del sito o dell’app.

      Nello specifico, è possibile avere informazioni demografiche come:

      • la località da dove l’utente si connette, suddivisa per nazione o città
      • la lingua impostata sul dispositivo
      • il genere
      • l’età
      • gli interessi.
      google analytics 4 report dati demografici

      Riguardo alla tecnologia, invece, potrai ottenere dati riguardo:

      • il device (web, mobile o tablet)
      • il sistema operativo
      • il browser.
      google analytics 4 report tecnologia

      Acquisizione

      La dashboard “acquisizioni” è un set di dati molto importante, soprattutto per chi si occupa di SEO. Questa è per identificare le fonti di acquisizione del tuo traffico e per capire da dove arrivano gli utenti. Potrai utilizzare questi dati per valutare l’effetto delle tue campagne social e monitorare i risultati. Inoltre è possibile suddividere il traffico in base al modo in cui gli utenti sono giunti al tuo sito.

      Potrai vedere i dati ad esempio:

      • del traffico organico
      • del traffico a pagamento (CPC)
      • del traffico referral
      • del traffico diretto.

      In questo modo il monitoraggio delle tue attività di digital marketing sarà semplice e immediato, così da poter valutare eventuali modifiche alle tue strategie.

      google analytics 4 report acquisizione

      Coinvolgimento

      Qui viene monitorato il comportamento degli utenti all’interno del sito. È proprio nella dashboard “coinvolgimento” che puoi gestire gli eventi, creandoli e identificando quelli più importanti per te e il tuo sito, etichettandoli come “conversioni”. Di default GA4 prevede alcuni eventi, come la visualizzazione di pagina (page_view) e l’inizio della sessione (session_start).

      Tuttavia, come in UA, anche qui potrai creare i tuoi eventi direttamente dal pannello di amministrazione, eventi che verranno poi conteggiati e quindi visualizzati nella dashboard. Inoltre, potrai vedere in “coinvolgimenti” quali sono le pagine più visualizzate e quali sono quelle che acquisiscono maggior traffico, le cosiddette pagine di destinazione.

      Monetizzazione

      Come dice il nome stesso, questo report serve a quantificare le entrate generate dal tuo sito web. La monetizzazione è un set di dati fondamentale per tutte le aziende in quanto, insieme alle conversioni, rappresentano il terminale delle azioni compiute dall’utente e sono il punto di partenza per le analisi necessarie all’ottimizzazione del tasso di conversione (CRO).

      In Google Analytics 4 la monetizzazione viene suddivisa in 3 sottocategorie:

      • acquisti e-commerce: per identificare le entrate provenienti da veri e propri acquisti effettuati dal sito;
      • acquisti in-app: per gli acquisti di nuove funzionalità di un’applicazione;
      • annunci del publisher: per le entrate generate dai banner pubblicitari.
      google analytics 4 report monetizzazione

      Fidelizzazione

      La retention (fidelizzazione) è una metrica importante per moltissimi siti web, in particolare per e-commerce e magazine online. Questo report è una vera e propria novità rispetto ad Universal Analytics e rappresenta i dati relativi agli utenti del tuo sito o app che sono stati fidelizzati. In particolare potrai trovare informazioni su:

      • fidelizzazioni per coorte
      • coinvolgimento per coorte
      • fidelizzazione e coinvolgimento generali degli utenti;
      • lifetime Value.

      Per coorte si intende un gruppo di utenti che mostra delle caratteristiche comuni e, in GA4, queste caratteristiche riferiscono a determinate dimensioni del tool.

      google analytics 4 report fidelizzazione

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      Come passare a Analytics 4

      Se utilizzi Universal Analytics sai già che dovrai fare il passaggio a Google Analytics 4 entro luglio 2023. Fare la migrazione non sarà troppo traumatico in quanto Google ti mette a disposizione funzioni che ti guidano passo passo alla configurazione e collegamento della proprietà GA4 con quella di UA. Inoltre non sarà necessario variare il codice di collegamento tra sito e GA.

      I passaggi da effettuare sono:

      • creare una proprietà GA4 e agganciarla a quella di UA: per farlo accedi al menù “Amministrazione” in basso a sinistra e poi “Assistente alla configurazione GA4”;
      • entrare nella nuova proprietà e configurare Google Analytics 4: per farlo accedi al menù “Amministrazione” della nuova property e poi “Assistente alla configurazione” (si, sembra uguale al passaggio precedente ma i contenuti sono diversi);
      • migrare obiettivi e conversioni attraverso la funzione “Raccogli eventi Universal Analytics”. Per questo passaggio ti occorrerà l’auto di un programmatore.

      Tieni a mente che, se hai un e-commerce, dovrai fare un ulteriore passaggio di migrazione con l’aiuto di uno sviluppatore; inoltre, se utilizzi Google ADS, devi importare le conversioni di Google Analytics 4 (aspetta almeno un paio di settimane per avere dei dati) e impostarle come azione principale, spostando le precedenti di UA come secondarie. Una volta fatto il passaggio puoi utilizzare entrambe le proprietà, finché Big G ti permette di farlo.

      Come configurare Google Analytics 4? 

      Devi andare nel menù “Amministrazione” in basso a sinistra, selezionare “Impostazioni account” e poi “Stream di dati”. Seleziona il stream dati ed entra nel dettaglio. Nella sezione “Tag Google” seleziona “Vedere le istruzioni per il tag”. A questo punto avrai tre opzioni possibili:

        1. Installazione con uno strumento per la creazione di siti web o un CMS, opzione che potrai attivare senza bisogno di inserire codice e quindi senza aiuto di uno sviluppatore. Ti basta inserire il nome del sito aziendale e scegliere la piattaforma ed il plug-in per il collegamento. È possibile farlo solo se si è connessi al CMS, come ad esempio WordPress, in qualità di amministratore. Se hai dubbi sulla piattaforma utilizzata dal sito, puoi selezionare l’opzione “Scansiona” accanto al nome del sito e verrà rilevata in automatico la piattaforma utilizzata.

          1.  Installa il tag Google manualmente, questa opzione permette di collegare sia GA4 che Google ADS ma necessita dell’aiuto di un programmatore in quanto occorre inserire del codice html all’interno del sito in una specifica sezione.

            1.  Installare manualmente attraverso Google Tag Manager: tool versatile che ti permette di collegare anche il pixel di Facebook.

            Attenzione: queste opzioni sono alternative, se ne imposti più di una rischi di mandare più volte lo stesso tracciamento e quindi fare analisi su dati sbagliati.

            Google Analytics 4 e GDPR: cosa dice il Garante Della Privacy?

            In relazione a Google Analytics 4 GDPR e alle decisioni del Garante della Privacy in merito al tracciamento dei dati ai fini di Marketing, tante sono le informazioni circa questo tema molto discusso. Si parla spesso di sentenze che coinvolgono i cittadini dell’Unione Europea e questo è un motivo che sta spingendo alcuni proprietari di siti ad utilizzare altri sistemi di web analytics, come ad esempio Matomo.

            Il 25 Maggio 2018 è entrato in vigore il General Data Protection Regulation, meglio conosciuto come GDPR, il quale spiega come devono essere trattati i dati personali in materia di:

            • modalità di raccolta
            • utilizzo
            • protezione
            • condivisione.

            Come tutte le discipline, anche il digital marketing ha dovuto adattarsi alle nuove regolamentazioni. Per fare ciò Google Analytics 4 è stato pensato secondo un modello definito privacy design, quindi provvisto della possibilità di decidere quali dati collezionare attraverso una serie di configurazioni. Ad esempio, è possibile valutare se e quali dati utilizzare nella campagne di remarketing con Google Ads.

            Nell’Unione Europea, tuttavia, la soluzione è ancora più complicata. A Giugno 2022, infatti, si è pronunciato anche il Garante della Privacy che, attraverso la famosa sentenza Schrems II, ha sancito che l’utilizzo del servizio Google Analytics viola le normative europee in quanto esso trasferisce i dati degli utenti direttamente negli Stati Uniti. Queste due decisioni hanno causato non pochi grattacapi a chi lavora con i dati. Tuttavia, grazie all’implementazione di alcune funzionalità volte alla tutela della privacy, è possibile utilizzare GA4 nel rispetto delle normative. È possibile infatti:

            • disattivare le funzionalità di retargeting e personalizzazione degli annunci pubblicitari mostrati a livello di nazione;
            • disattivare la raccolta dei dati;
            • non raccogliere e/o archiviare gli indirizzi IP;
            • gestire il periodo di conservazione dei dati (data retention);
            • eliminare i dati a livello di singolo utente;
            • in riferimento al garante della privacy, i dati vengono raccolti in server dislocati in UE, per poi essere filtrati in base alla normativa europea e, solo successivamente, inviati negli USA per l’elaborazione.

            Certificazioni e corsi su Google Analytics 4

            Il passaggio a Google Analytics 4 consente di ottenere molteplici informazioni utili e specialistiche la cui comprensione richiede elevate abilità e competenze. Tieni a mente, quindi, che Google stesso, attraverso la propria Analytics Academy, incentiva la formazione sull’utilizzo del tool. Attraverso attività di training formativo è possibile prendere confidenza con strumenti fondamentali per la web analysis, quali:

            • GA4
            • Google Analytics 360
            • Google Tag Manager.

            Le attività presenti in questa piattaforma possono essere davvero utili per conseguire poi la Google Analytics Individual Qualification (o GAIQ), una certificazione presente nello skillshop di Google che, previo il superamento di un esame gratuito, riconosce le competenze in materia di digital analyisis.

            Per quanto completa e diretta, però, l’Academy di Google consiste in una serie di documenti che ogni studente deve analizzare da sé, prima di sostenere l’esame. La maggior parte degli aspiranti marketer, inoltre, non possiede competenze così solide in materia di web analytics. Ecco perché esistono realtà che erogano formazione per conto di Google, i cosiddetti Google Premium partner.

            Digital Coach fa parte di questo gruppo di aziende da oltre dieci anni offrendo l’opportunità di seguire le lezioni online e di vivere una vera e propria esperienza di praticantato dopo il superamento dell’esame. La conoscenza di tutti gli altri strumenti di web analytics e la Google Analytics 4 certification, quindi, consentono di vedere attestate le proprie competenze come web analytics specialist, da spendere successivamente nel mercato del lavoro digitale.

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