GUIDA SEO

per ottimizzare un sito su Google

In questa guida SEO ti spiegherò alcuni concetti fondamentali, quali:

  • il meccanismo alla base dei motori di ricerca;
  • come funziona il processo di indicizzazione;guida-seo
  • come ottimizzare un sito.

Prima però voglio spiegarti cos’è la SEO. L’acronimo sta per “Search Engine Optimization”, ovvero ottimizzazione per i motori di ricerca. In poche parole, è un insieme di tecniche che ti consente di ottimizzare  un sito web per migliorarne il posizionamento organico  su Google (ovvero non a pagamento) per ricerche rilevanti.

Se vuoi diventare un professionista SEO, puoi approfondire le tue conoscenze attraverso il corso SEO Specialist con certificazione di Digital Coach. Se invece hai un sito web e desideri ottimizzarlo, ti consiglio di leggere questa guida SEO e richiedere un coaching strategico con un esperto che ti spiegherà come attuare la strategia SEO più adatta alle tue esigenze.

 

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Come funzionano i motori di ricerca

Come primo passo di questa guida SEO Google, ti spiegherò brevemente di come funziona il principale motore di ricerca. L’indicizzazione di un sito su Google è totalmente gratuita e si basa su algoritmi, ovvero sequenze di operazioni codificate in un particolare linguaggio. Questo algoritmo è soggetto a continui miglioramenti e aggiornamenti, identificati ciascuno con un nome.

Fatta questa premessa, come funziona Google? Ogni motore di ricerca utilizza un sistema di crawler, detti anche spider, robot o bot per scansionare costantemente il web. Essi vanno alla ricerca di siti e pagine nuove o aggiornate da aggiungere al proprio indice, per poi posizionarli in SERP in ordine di rilevanza in base a una serie di fattori di posizionamento

 

Fasi del processo di indicizzazione di un nuovo sito

Come prossimo passo di questa guida SEO Google, ti illustrerò brevemente come il principale motore di ricerca scansiona, indicizza e restituisce i contenuti all’utente che effettua una ricerca:

  • Scansione (crawling): in questo primo momento, i bot esplorano il web alla ricerca di nuovi siti oppure di variazioni di contenuti già esistenti per aggiornarli. Si tratta di un processo molto lungo, che può richiedere giorni o addirittura settimane. Ecco alcuni fattori di ottimizzazione SEO che dovresti considerare in questa prima fase:
    1. È importante che la pagina sia lincata all’interno di un’altra già esistente, interna o esterna (ad esempio sulla FanPage di Facebook).
    2. La homepage deve essere progettata per favorire una navigazione funzionale e organizzata in modo logico.
    3. L’ottimizzazione dei contenuti è fondamentale per favorirne a Google la comprensione.
  • Indicizzazione (indexing): dopo aver scansionato una pagina, il bot di Google ne analizza i contenuti e li organizza in un indice. Le informazioni ricavate dal motore di ricerca in questa fase vengono utilizzate per valutare la rilevanza di una pagina paragonandola ad altre di natura simile.
  • Pubblicazione (ranking): una volta indicizzati i contenuti, il motore di ricerca li restituisce ad un utente quando effettua una query, ovvero una ricerca. L’algoritmo di Google stabilisce quali contenuti sono più pertinenti sulla base di oltre 200 fattori di posizionamento e li organizza in pagine. Questo è il momento in cui entra in gioco la SEO. L’ottimizzazione SEO di un nuovo sito è fondamentale, perché il traffico dipende fortemente dalla capacità di scalare la SERP fino ad arrivare alle prime posizioni. Infatti, oltre il 90% degli utenti non va oltre la prima pagina!

 

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Guida SEO per l’indicizzazione di un nuovo sito

Dopo aver visto come funziona un motore di ricerca, ti elencherò varie linee guida SEO per l’indicizzazione di un nuovo sito. Il primo passo per far apparire il tuo sito/ blog nella SERP è indubbiamente aiutare Google a trovarlo.

 

Cos’è una sitemap e come realizzarla

La sitemap è la mappa del sito. Si tratta appunto di una lista di URL da cui è composto il tuo sito web che aiuta i motori di ricerca a trovare, eseguire la scansione e indicizzare tutti i contenuti. Inoltre, una sitemap indica ai motori di ricerca quali pagine del tuo sito sono più rilevanti rispetto ad altre. Di solito la sitemap viene realizzata in formato .xml. Ci sono casi in cui una sitemap è fondamentale, altri in cui non è indispensabile. Ad esempio, se il tuo sito/blog è nuovo di zecca e ha solo una manciata di backlink esterni, una mappa del sito può essere di enorme aiuto a Google per trovare le pagine del tuo sito.

Detto questo, come realizzare una sitemap e come inviarla a Google? Se utilizzi WordPress, il plugin Yoast SEO realizza in automatico una mappa dei contenuti del tuo sito, che poi dovrà essere caricata su Google Search Console. Puoi aggiornarla quando è necessario caricandola nuovamente.

 

Come indicare a Google i contenuti da non indicizzare

Al contrario della sitemap, il file robots.txt fornisce agli spider di Google informazioni sulle pagine importanti per il sito ma di scarso valore per l’utente e, dunque, che non devono essere indicizzate. Se sul tuo sito non sono presenti aree che desideri tenere nascoste all’utente che effettua una ricerca, potresti non aver bisogno di un file robots.txt.

 

I dati strutturati e il loro valore SEO

Per descrivere il tuo sito a Google, avrai bisogno di presentare i contenuti in modo che il motore di ricerca possa comprenderli. Se prosegui nella lettura di questa guida seo, ti spiegherò il concetto di dati strutturati e il ruolo dei meta dati nel ranking. Essi costituiscono uno strumento che puoi utilizzare per fornire a Google dati per creare risultati ricchi di informazione. Il vocabolario utilizzato dai grandi motori di ricerca si chiama Schema.org e trasforma i tuoi contenuti in un codice che essi possono facilmente elaborare. In sintesi, i dati strutturati rappresentano delle informazioni che vanno inserite nel codice HTML delle pagine in modo da fornire dei dati aggiuntivi. Questi dati sono chiamati “strutturati” perché sono organizzati secondo uno schema. Se ricorrerai ad essi, il motore di ricerca restituirà all’utente risultati ricchi di informazioni, chiamati rich snippet o risultati multimediali, come nell’esempio qui sotto.

 

rich-snippet

 

I rich snippet, quindi, sono box di informazione relativi a ciascun risultato che compare in SERP e dotati di elementi visivi come la votazione (stelline, in questo caso i tempi di preparazione e i voti) che accrescono la visibilità e l’interazione da parte degli utenti.

 

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Guida SEO on-page

La SEO on-page (conosciuta anche come “SEO on-site”) è l’insieme di tutte quelle tecniche che consentono di ottimizzare i contenuti di un sito web per i motori di ricerca e per gli utenti.  Ecco alcune delle più comuni tecniche di SEO on-page.

 

La ricerca delle parole chiave

Per determinare la pertinenza di un contenuto rispetto ad una query di ricerca, Google utilizza parole e frasi chiave (keyword, keyphrase, longtail keyword). Ecco perchè in una guida SEO è necessario spiegare come scegliere le parole chiave. Quando vai alla ricerca di keyword o di keyphrase attorno alle quali strutturare i tuoi contenuti, devi innanzitutto capire qual è il tuo pubblico target, i suoi bisogni e i suoi obiettivi. Dopo aver individuato alcune parole chiave per le quali vorresti posizionarti, il passo successivo consiste nell’analizzarle attraverso una serie di keyword research tool come lo strumento di pianificazione di parole chiave di Google Ads, Answer the public e Ubersuggest o strumenti professionali a pagamento cone SEOZoom e SemRush. Questi tool ti aiutano a scoprire il volume di ricerca mensile medio delle keyword e ad individuare una serie di parole chiave correlate.

Come trovare le keyword giuste? Le keyword che hanno un più alto volume di ricerca sono anche anche quelle per cui è più difficile posizionarsi, poiché per esse c’è una concorrenza nettamente maggiore. Di conseguenza, potresti utilizzare delle parole chiave long tail, ossia combinazioni di tre o più keyword che si focalizzano su un argomento meno ampio. Su di esse la concorrenza è nettamente minore, mentre maggiore è la possibilità di posizionarsi primi in SERP per quel determinato argomento.

 

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Come realizzare una URL SEO-friendly

Un altro elemento fondamentale della SEO on-page sono le URL. Una URL SEO friendly  deve essere breve e descrittiva, perché aiuta immediatamente gli utenti a capire di cosa tratta una pagina favorendo i clic. Quelle troppo lunghe, al contrario, vengono tagliate all’interno della SERP rendendo l’informazione illegibile.  La maggior parte dei CMS (Content Management System) ti consente di modificare facilmente l’URL e inserire in essa la keyword è il modo più semplice per ottimizzarla in ottica SEO.

 

Ottimizzazione del tag title e della meta-description

Il Tag title è uno dei più rilevanti fattori di posizionamento Google. Esso è il codice HTML che specifica il titolo di una pagina web e, al tempo stesso, il link principale che appare agli utenti quando atterrano sul vostro sito dopo aver fatto una ricerca. Come deve essere un tag title ideale? Indubbiamente breve e conciso, perché come con le URL, Google tronca gli H1 troppo lunghi nei risultati di ricerca. Inoltre, deve contenere la keyword principale ed essere specifico ed informativo per chi visita la tua pagina.
Oltre all’URL e all’ H1, Google mostra anche una meta description come elemento descrittivo nella SERP.

 

meta-description

 

La meta description non è un fattore di ranking diretto, ma è comunque molto importante perché può generare maggiori clic e traffico.  Essendo una guida SEO ti darò qualche suggerimento per scrivere una meta descrizione convincente:

  •   voci verbali attive
  • inserisci la parola o frase chiave
  • rivolgiti direttamente all’utente
  • sii conciso (utilizzando 120 caratteri o meno)
  • includi un invito all’azione.

 

Ottimizzazione SEO delle immagini

L’ottimizzazione per i motori di cicerca riguarda anche le immagini e riguarda in particolare il nome dei file, il titolo e il testo alternativo. Andiamo a vederli nel dettaglio.

 

Scegli il nome file giusto

Il nome e il titolo di un file sono importanti perché danno a Google indizi sull’argomento dell’immagine. Di conseguenza, ad esempio, un file rinominato cane.jpg è più efficace in ottica SEO di uno chiamato invece IMG_879049.jpg. Le immagini vanno, quindi, rinominate in modo semplice e conciso, includendo la parola o frase chiave e inserendo trattini alti per separare le parole. Ad esempio, se la tua pagina parla di cani, un nome e un titolo appropriato per l’immagine potrebbero essere: cucciolo_nero.jpg

 

Utilizza un testo alternativo descrittivo

Il testo alternativo è un attributo del tag immagine. Non è direttamente visibile sulla pagina stessa e presenta un aspetto simile a questo:

<img src=”https://iltuodominio.com/cane.jpg” alt=”cane”>

 

Per creare un buon testo alternativo occorre essere accurati, utilizzare la parola o frase chiave e descrivere cosa c’è effettivamente nell’immagine. Quindi, una best practice è inserire la keyword o keyphrase nel nome file, nel titolo e nel testo alternativo per ottimizzare le immagini in ottica SEO per Google. Se utilizzi WordPress, puoi facilmente aggiungere testo alternativo alle immagini quando le inserisci nei tuoi contenuti.

 

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Altri aspetti di ottimizzazione SEO on-page

Prosegui nella lettura di questa guida SEO per Google per scoprire altri importanti aspetti della SEO on-page.

 

Compressione delle immagini

La compressione delle immagini riduce le dimensioni dei file, accorciando di conseguenza il tempo di caricamento delle pagine. Sul web sono presenti numerosi tool online che ci consentono di comprimere gratuitamente le immagini. Questa pratica quindi non deve essere trascurata perché la velocità di caricamento della pagina è un altro importante fattore di ranking.

 

Internal linking

Un fattore spesso trascurato è la struttura dei link interni di un sito web. Collegare tra di loro pagine pertinenti semplifica la scansione dei contenuti da parte di Google, favorendo l’indicizzazione. Inoltre, aumenta il tempo di permanenza degli utenti sulla pagina, che rappresenta un altro degli oltre 200 fattori di posizionamento Google grazie a pagine di approfondimento o anche di conversione.

 

Performance delle pagine

Un altro elemento fondamentale della SEO on-page sono le prestazioni del tuo sito web o blog. Pagine che impiegano molto tempo a caricarsi o che non vengono visualizzate correttamente su dispositivi mobili sono penalizzate nel posizionamento nelle SERP, poiché gli utenti abbandonano presto la pagina, aumentando il cosiddetto bounce rate (frequenza di rimbalzo). Per analizzare la velocità di caricamento di un sito esiste uno strumento gratuito messo a disposizione dal principale motore di ricerca, ovvero Google PageSpeed Insights.

 

Ottimizzazione per i dispositivi mobili

Al giorno d’oggi tutti dispongono di uno smartphone e ricercano costantemente informazioni attraverso questi device. Di conseguenza, un sito web responsive e ben ottimizzato per i dispositivi mobili è un elemento fondamentale della tua presenza online.

 

Alcuni aspetti di ottimizzazione SEO off-page

Dopo aver parlato della SEO on-page, risulta doveroso spendere qualche parola sulla SEO off-page. Questo termine si riferisce a tutte quelle tecniche SEO che hanno luogo al di fuori del tuo sito web o blog. Ecco quali sono le principali.

 

Backlink

Un backlink è un collegamento ipertestuale da parte di altri siti verso il tuo e costituisce indubbiamente il fattore più importante della SEO off-page. Tuttavia, se un tempo Google migliorava il posizionamento dei siti che presentavano una notevole mole di backlink, fomentando tecniche moralmente dubbie come il loro acquisto o lo spam, oggi non è più così. Il motore di ricerca ha modificato i suoi algoritmi, per cui attribuisce più peso alla qualità piuttosto che alla quantità. Il tuo obiettivo, di conseguenza, deve essere quello di guadagnare link di qualità da parte di siti importanti senza ricorrere a tecniche di blackhat SEO. Come farlo? Hai due strade da percorrere: strutturare una strategia di link building e produrre contenuti validi ed originali. In questo modo, prima o poi, gli utenti inizieranno ad apprezzarli e a condividerli.

 

Social media

Sebbene il posizionamento della pagina in SERP non sia legato direttamente alle interazioni di un post sui social media, questi segnali social possono aiutare a generare molti clic e ad aumentare il traffico verso il tuo sito.

 

Local SEO

La local SEO contribuisce a rendere visibile la tua attività ad un utente che effettua una query di ricerca in uno specifico raggio geografico. Quindi va da sé che le recensioni online su Google My Business, Yelp o TripAdvisor possono svolgere un ruolo di fondamentale importanza. Naturalmente, questa branca della SEO è utile soprattutto per i siti di tutte quelle realtà che erogano servizi a diretto contatto con il pubblico, come attività commerciali, servizi di ristorazione, alberghi e liberi professionisti.

 

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Ottimizzazione SEO: cosa NON fare

Ormai hai imparato i fondamenti dell’ottimizzazione di una pagina web su Google. Nell’ultimo paragrafo di questa guida SEO, ti elencherò alcune pratiche da evitare per non incorrere in penalizzazioni da parte di Google.

  • Generare contenuti di scarsa qualità. Una comune pratica black hat SEO consiste nel ricorrere ad un bot che genera contenuti automatici. Si tratta di testi che non hanno senso e che si limitano a ripetere molte volte keyword e keyphrase rilevanti. Per fare correttamente SEO è fondamentale essere originali ed autentici.
  • Duplicare i proprio contenuti oppure quelli di qualcun altro. Google premia l’unicità e, al contrario, penalizza plagi e duplicati.
  • Evitare l’eccesso di backlink. Nelle tue strategie di link building devi assolutamente evitare di eccedere con i backlink e tener presente che se il tuo sito web o blog possiede link di bassa qualità oppure irrilevanti, inevitabilmente andrà incontro a delle penalizzazioni.
  • Ripetere in continuazione le parole chiave. Questa pratica è denominata keyword stuffing ed è inutile e dannosa. Non c’è una regola precisa su quante volte debba essere usata la parola chiave all’interno di un contenuto, ma in ogni caso non dovrebbe mai superare il 2-4% del testo.
  • Utilizzare titoli fuorvianti. È importante che il titolo rispecchi effettivamente quello che l’utente troverà all’interno del tuo blog/ sito web. Altre pratiche sconsigliate sono rappresentate dall’uso di un unico titolo per tutte le pagine del sito o in molte di esse oppure ancora dal ricorso di titoli troppo lunghi e prolissi.

Per concludere, se ti è piaciuto questa guida SEO e desideri diventare un esperto in materia,  ti consiglio specializzarti e di ampliare le tue competenze in questo ambito.