PERCORSI UNIVERSITARI: GUIDA ALLA FORMAZIONE CHE CAMBIA

I percorsi universitari, master o seconde lauree, sono da sempre visti come unico punto di partenza per un futuro lavorativo brillante e profittevole. Dalle università pubbliche a quelle private, fino ad arrivare agli atenei online, questi appaiono essere l’unica strada percorribile per coloro che vogliono un’occupazione sicura, riconosciuta e remunerata come si deve.

Quello che oggi non viene detto, però, è che il mercato del lavoro sta cambiando velocemente i suoi scenari, mentre i percorsi universitari sono ancorati a una tradizione d’ateneo che purtroppo si muove a passo lento… troppo lento! Cosa voglio dire? I corsi delle università, anche i più prestigiosi italiani, non tengono in considerazione:

percorsi universitari

  • Il mercato del lavoro che pretende un approccio pratico e non più teorico
  • Non forniscono reali opportunità per creare un curriculum valido durante gli anni accademici
  • Gli stage sono sempre curriculari e raramente con finalità di assunzione immediata
  • I percorsi universitari sono dispendiosi in termini di tempo e denaro
  • Non formano una forza lavoro adeguata alle reali esigenze del mondo aziendale di oggi
  •  Escludono, seppur tacitamente, una gran fetta di adulti che ha l’esigenza di riqualificarsi e trovare una nuova occupazione

 

In questo articolo mi rivolgo soprattutto a questi ultimi: a tutti quei lavoratori, manager o disoccupati che sono in cerca di soluzioni per raggiungere i loro obiettivi di carriera in un nuovo mercato. Attraverso questa breve guida voglio illustrarvi quali elementi hanno trasformato il panorama della formazione e quali alternative, ai percorsi universitari, si possono vagliare.

 

Ma prima di continuare la lettura, ti consiglio di passare subito all’azione iscrivendoti a uno degli utilissimi Coaching di Carriera di Digital Coach, che possono aiutarti, insieme a questa guida, a scoprire altre possibilità rispetto a un classico percorso d’ateneo.

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Percorsi universitari: scenario post Covid del 2021

 

I percorsi universitari hanno subito un brusco cambiamento d’abitudini durante la pandemia e non solo. Anche il modo di lavorare, studiare, erogare servizi è mutato notevolmente. Tutto è passato da off a online: il Digital fa ormai da padrone.

Da qui è facile intuire che la pandemia, può essere trasformata da una grande sfortuna a una grande opportunità. Bisogna conoscere i nuovi scenari e le nuove possibilità da cogliere al volo.

Vediamo allora insieme quali sono le trasformazioni principali da tenere in considerazione nella scelta, o meno, di un percorso universitario.

 

Sondaggio

 

“Con il Covid, alcuni processi già in atto hanno subito un’accelerazione…” spiega il direttore dell’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano, Luigi Gastaldi. E non ha tutti i torti: secondo i dati del Desi (Indice di Digitalizzazione dell’Economia e della Società) l’Italia era in quart’ultima posizione nello scenario europeo del 2019. Il  58% di popolazione adulta  era carente in competenze digitali di base.

Sicuramente i percorsi universitari negli atenei non hanno aiutato nel processo educativo della classe dirigente attuale:

 

  • Infrastrutture non adeguate
  • Carente personale qualificato
  • Educazione al digitale non riconosciuta come pilastro essenziale della formazione scolastica

 

Oggi invece il Bel Paese sta recuperando e l’obiettivo prefissato da qui al 2026 è ben delineato. Grazie a una vera e propria Strategia Nazionale Digitale  si potranno ampliare le capacità strutturali dell’Italia, attraverso:

 

  • Server
  • Archiviazione ed elaborazione dati (cloud)
  • Rinforzo della connessione a banda larga per pubblici e privati
  • Incentivare l’educazione della popolazione verso il mondo Digital e testarla sul lavoro

 

Ma chi si occuperà di tutto? In questa vera e propria rivoluzione, della durata di cinque anni, bisogna comprendere e formarsi per le nuove competenze che il mondo del lavoro richiede. Questo ci permetterà di cavalcare l’onda delle nuove mansioni digitali prima che esse si saturino.

 

Smart working

 

Lo Smart working è stato fondamentale per la tutela della nostra salute durante la pandemia ed è ancora oggi adottato nel modello organizzativo aziendale. Come rovescio della medaglia, però, esso ha portato anche a delle conseguenze inaspettate nel mondo del lavoro:

  • Passaggio forzato delle attività totalmente da remoto
  • Digitalizzazione repentina e poco efficiente
  • Perdita del lavoro per le figure non in possesso di strumenti e competenze per operare online

La maggior parte delle famiglie, infatti, ha subito forti periodi di stress causati dal lavoro e dallo studio agile. Sia adulti che bambini si sono scontrati con un mondo digitale totalmente sconosciuto e unica opzione per continuare le loro attività giornaliere.

 

Great Resignation: il nuovo trend

 

E se da una parte la disoccupazione affligge chi deve ancora “reinventarsi”, dall’altra il trend della Great Resignation non spaventa quei dipendenti che, con ancora un lavoro tra le mani e un solido percorso universitario alle spalle, decide di rischiare e lasciarlo.

 

Letteralmente “grande dimissione”, il fenomeno della Great Resignation, già registrato all’estero a inizio pandemia, è approdato ufficialmente in Italia tra aprile e giugno del 2021, quado il numero delle dimissioni è aumentato dell’85% solo in quei mesi. Questo boom è una stretta conseguenza del lavoro agile, il quale ha portato a rivisitare la scala dei bisogni e dei valori del dipendente medio a livello globale. I motivi principali sono:

  • Continuare il lavoro da casa, con orari flessibili, per obiettivi ed essere vicini alla famiglia
  • Consapevolezza del valore che ha l’individuo prima ancora che come lavoratore
  • Aprire un e-commerce e avviare un’attività in proprio online.

 

Ma oggi chi può fare questo? Non si tratta dei più coraggiosi o di chi ha frequentato un corso universitario prestigioso. Chi può permettersi di fare tale scelta è colui che:

  • Possiede le competenze digitali per lavorare in autonomia
  • Chi si è informato per tempo sulla formazione che cambia e sul lavoro del futuro.

 

Coaching e rieducazione al lavoro

 

Altro fattore da tenere in considerazione in questa guida è il coaching e la rieducazione al lavoro da parte delle aziende stesse: far fronte all’esigenza dei dipendenti di essere riqualificati digitalmente e preparati a lavorare in autonomia anche fuori dal coworking.

Secondo un sondaggio riportato dall’IBM, emergono diverse percezioni, tra dipendente e direttore, nella rieducazione al lavoro e a come reintegrare le nuove skill acquisite dal periodo pandemico in poi. Infatti:

  • Il 38% dei lavoratori ha percepito un reale supporto educativo a fronte del 74% dei direttori
  • Il 46% dei dipendenti sente di aver avuto supporto psicofisico a fronte dell’80% percepito dal personale manageriale

 

Percorsi universitari IBM jpg

 

Siamo sicuri che un nuovo percorso universitario sia la strada giusta da percorrere? Devono essere i dipendenti a formarsi in autonomia oppure l’azienda, avvalendosi di corsi di formazione digitale, dovrebbe fornire tale servizio? Al momento le domande restano ancora senza una concreta risposta. L’unico modo per progredire sembrerebbe proprio informarsi da sé.

 

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Corsi universitari: scegliere a ogni età

 

Quello del percorso universitario, dunque, è un quesito che ormai non è più solo dei neodiplomati che vogliono raggiungere i proprio obiettivi ma è anche di chi ha bisogno di riqualificare le proprie competenze e cercare un nuovo lavoro.

 

Il Covid 19, è stato uno scenario che ha messo per la prima volta in discussione la solidità della classe dirigenziale, dei così detti “colletti bianchi”. Manager, imprenditori, veterani del settore e di qualsiasi età stanno facendo i conti con una precarietà che mai si sarebbero aspettati dopo una laurea. Specialmente madri e padri di famiglia, si sono interrogati su come poter riqualificare il proprio CV senza gettare anni di studio, tempo, soldi e corsi all’università.

 

Purtroppo, nessuno ci ha preparato alla fluidità che il mercato del lavoro sta sperimentando negli ultimi due anni. Quindi dobbiamo farlo da soli! Le prime domande da porci, se scegliere nuovamente o meno un percorso universitario sono:

 

  • Ho tanto tempo e denaro da investire?
  • Ho ancora l’età giusta per affrontare ore di studio, esami estenuanti mentre continuo a lavorare o mantenere una famiglia?
  • Sono costretto a partire da zero o posso riqualificare il mio lavoro senza stravolgere la mia vita?
  • Se sono un commerciante, posso erogare il mio servizio anche online, aprire un e-commerce o sono costretto a chiudere?

 

Se hai bisogno di un aiuto nel rispondere a queste domande, il webinar gratuito di Digital Coach sul Digital Freelance e lavoro online, farà al caso tuo.

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Un’educazione digitale

 

Come già sappiamo, la pandemia ha falciato molte teste nel mondo del lavoro e non è detto che questo non continuerà ancora. Si sarebbe potuto evitare? Probabilmente sì.

La mancata risposta alla digitalizzazione in un periodo così complesso ha aperto un “vaso di Pandora” che avremmo dovuto scoprire un po’ di tempo fa: dare importanza a una educazione digitale. Se lo scenario italiano fosse stato negli anni più reattivo alla Digital Tranformation, se avesse educato la forza lavoro e orientato i percorsi di studio a un mondo più tecnologico, si sarebbe evitata una crisi così profonda.    Percorsi universitari formazione jpg

 

Tale processo di trasformazione, seppur accelerato dalle nuove modalità di studio e lavoro dettate dal Covid, sarebbe però stato inevitabile nel tempo. Infatti, l’unico settore che ha subito una gloriosa impennata tra fatturato e assunzioni è stato proprio quello IT e del Digital Marketing.

 

 

Domanda e offerta: bruciare i tempi dei percorsi universitari

 

Nella scelta o meno di intraprendere un percorso universitario, non possiamo non tener conto di quanto abbiamo appena letto, anzi. Interrogarsi sulla nuova domanda e offerta è sicuramente un punto a nostro vantaggio nel processo decisionale.

 

Si stima, infatti, che nel breve periodo la Digital Tranformation avrà un peso determinante nel caratterizzare le skill dei lavoratori: tra il 26% e il 29% dei settori economici e Pubblica Amministrazione. In particolare, le imprese assumeranno lavoratori specializzati con una forte base pratica nel:

  • Campo informatico
  • Digital Marketing
  • Big data e analisi
  • Intelligenza artificiale
  • Design digitale

 

 

Se è vero che la trasformazione digitale sta accadendo velocemente, un percorso triennale o addirittura magistrale potrebbe allungare i tempi, rischiando di inserirsi in un mercato in veloce saturazione.

 

Corsi di formazione VS corsi universitari: cavalcare l’onda del mercato digitale

 

Sicuramente un percorso di laurea può arricchire le tue competenze e il bagaglio culturale ma, specialmente per chi ha superato una certa età, non ti aiuterà a:

 

  • Migliorare la carriera nel breve periodo
  • Non fornirà nozioni pratiche immediate
  • Non garantirà pari opportunità di inserimento rispetto a studenti giovani

 

Come puoi allora formarti digitalmente? Quali alternative hai all’università? Negli ultimi anni, per sopperire a questo gap educativo, sono nati moltissimi corsi di formazione che si occupano soprattutto del settore Digital.

Tali percorsi, rispetto a un ateneo vecchio stampo, sono più reattivi ai cambiamenti del mercato del lavoro e creano figure altamente specializzate senza distinzione di età. I corsi di formazione, compresi quelli di Digital Coach, hanno dei vantaggi da non sottovalutare:

 

  • Durata variabile: dai tre mesi a un anno                                                                                                                                                                                               
  • Prezzi competitivi rispetto a un comune ateneo
  • I materiali di studio non sono libri da acquistare ma slide preparate dal docente
  • L’erogazione può essere offline, online, live o in streaming 
  • Orario diurni e serali
  • Possibilità di focalizzarsi solo su ciò che più ti serve o hai maggiore attitudine
  • Approccio pratico e immediatamente spendibile nel mondo del lavoro
  • Percorso guidato da un coaching di carriera per indirizzarti sulle tue concrete prospettive
  • Work Experience reale per creare un nuovo CV e portfolio durante il periodo di studio
  • Partnership con aziende leader per ampliare le tue possibilità di trovare lavoro
  • Possibilità di ripetere l’esame finale senza aspettare le sessioni come in università

 

 

Il tempo è denaro: sicuro di volerlo impiegare in un percorso universitario?

 

Ora che finalmente hai una visione chiara sul perché il mondo della formazione e del lavoro stanno cambiando così rapidamente, saprai fare la scelta giusta per raggiungere con successo gli obiettivi di crescita professionale.

L’educazione continua è sicuramente importante ma anche trovare un lavoro che dia soddisfazione e denaro in tempi brevi non è da meno. I corsi di formazione, specialmente quelli digitali sono, ad oggi, l’alternativa migliore ai percorsi universitari.

 

Compila il form e richiedi informazioni per scoprire quale è corso di formazione più adatto a te!