Ottimizzare immagini SEO

Guida pratica su come fare in soli 6 Step

Ottimizzare immagini SEO non è mai tempo sprecato e può dare senz’altro i suoi frutti in termini d’indicizzazione e traffico. Le immagini rendono il testo più fluido, migliorano la leggibilità, suscitano emozioni, incentivano le condivisioni, conferiscono dinamicità ad articoli altrimenti piatti e monotoni e aiutano a comunicare in modo rapido ed efficace.

ottimizzare immagini seoL’utilità delle immagini, però, va oltre il mero aspetto visivo e acquisisce un valore anche dal punto di vista SEO: Google si sposterà verso modalità di ricerca sempre più “visuali”, e anche se le tecnologie e gli algoritmi di analisi del contenuto d’immagini hanno ancora moltissima strada da percorrere, basta dare un’occhiata ai filtri di Google Images per rendersi conto che i passi fatti in quella direzione sono già notevoli.

Nella pagina che segue ti guiderò in una serie di passaggi fondamentali e ti fornirò una mini guida che chiarisca come ottimizzare immagini per la SEO. 

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Perché ottimizzare le immagini in ottica SEO?

Spiegare come avviene concretamente il riconoscimento e la codifica delle immagini in ottica SEO richiede la definizione di alcuni elementi tecnici che rendono possibile l’ottimizzazione immagini in ottica SEO. L’elemento principale, di questo processo, prende il nome di spider, un programma che consente di scansionare un contenuto per conto di un motore di ricerca. Il tutto potrebbe essere semplificato dicendo che essi sono in gradi di leggere gli elementi di un contenuto grafico indispensabili all’indicizzazione dell’immagine. Quest’ultima sarà dunque rappresentata e riconosciuta da un codice di questo genere:

 

codifica delle immagini nella SEO

 

Ciò che segue al tag “alt”, cioè il testo alternativo, è quello che ha più peso per Google, in quanto fonte primaria delle informazioni sull’immagine per lo spider che analizzerà la tua pagina. È buona norma ottimizzare il testo alternativo delle immagini pensando alla keyword per cui lo scopo è ottenere un buon posizionamento nella SERP. Bisogna fare attenzione a utilizzare la keyword nel testo alternativo solo se essa è rilevante rispetto all’immagine e può essere inserita nella descrizione in modo naturale. Il testo alternativo dovrebbe sempre essere illustrativo del contenuto che va a sostituire.

 

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Come ottimizzare un’immagine SEO in 6 Step

È arrivato il momento di descrivere gli elementi fondamentali e imprescindibili della mini guida che contribuiscono efficacemente all’indicizzazione delle immagini SEO.

 

Nome del file

Rinominare le immagini in SEO significa attribuirgli un’identità. Una volta scelta l’immagine da utilizzare, l’ottimizzazione dell’immagine in chiave SEO parte dalla scelta del nome del file: il nome dell’immagine deve essere descrittivo di ciò che contiene, unico per evitare un’attribuzione di file progressivi e dunque numeri e diciture senza senso, le parole inserite devono essere separate da un trattino alto. Tutto questo aiuta immediatamente Google a capire di cosa si tratta partendo dal soggetto principale della foto o dell’illustrazione.

 

Testo Alternativo, attributo title e didascalia

Attribuire un titolo indicativo del contenuto è uno dei primi suggerimenti utili per ottimizzare immagini per la SEO.

In presenza di una foto con un cane il nome file sarà per esempio: “cane-labrador” che fornisce indicazioni specifiche sul contenuto dell’immagine, il tutto obbligatoriamente separato da trattini in presenza di titoli composti da più parole. Questo titolo viene riconosciuto come “Testo Alt” il cui scopo è fornire informazioni sull’immagine qualora non sia disponibile per problemi legati al caricamento o al browser di navigazione e aumenta il potere attrattivo oltre che facilitare la chiamata all’azione del lettore. Cosa scrivere nel testo alternativo? Per avere un’immagine perfettamente ottimizzata per i motori ricerca, il tag alt deve essere uguale al nome file.

Secondo elemento necessario è l’“Attributo title”, nonché il titolo dell’immagine il cui contenuto viene fuori semplicemente posizionando il cursore del mouse sull’immagine stessa. La piccola finestra che compare, sovrapposta all’immagine contenente il titolo, prende il nome di “tool tip”.

Infine, la didascalia è intuitivamente il testo che può in alcuni casi essere inserito, una specie di commento breve ma altamente esplicativo in calce a un immagine. Anche se non costituisce un elemento di posizionamento diretto delle immagini in SERP, essa aiuta a contestualizzare il file immagine caricato e supporta il search engine oltre a fornire informazioni aggiuntive al visitatore. Ottimizzare immagini per il web vuol dire anche scrivere l’attributo title in modo coerente rispetto al contenuto dell’immagine, al testo alternativo e al nome file, eventualmente inserendo anche qualche informazione in più. Per andare sul sicuro, è possibile anche inserire nell’attributo title lo stesso contenuto del testo alternativo privato dei trattini tra le parole.

Compilare la didascalia risulta utile quando si intendono inserire varianti della keyword che contribuiscono all’ottimizzazione dell’immagine.

Ecco un esempio di ottimizzazione del tag alt delle immagini in WordPress, insieme ad attributo title e didascalia.

 

Indicizzazione immagini SEO

 

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Dimensione File

Ottimizzare immagini SEO fornisce valore aggiuntivo alla pagina e migliora l’esperienza utente del lettore, la quale potrebbe essere influenzata negativamente dall’eccessiva pesantezza delle immagini, con conseguente lentezza di caricamento ed errori di visualizzazione. La pesantezza di un file indica lo spazio che questo occupa sull’hard disk e in quanto tale si esprime in Kilobyte e Megabyte. Altrettanto importanti sono le dimensioni dell’immagine che si esprimono invece in Pixel, parola che nasce dall’unione delle parole “picture element” ed è comunemente traducibile con punto.

Un’immagine è effettivamente creata da una serie di punti che sono dunque gli elementi costitutivi della foto stesso. Il web mette a disposizione diverse risorse, alcune delle quali open source, che permettono di ottimizzare le dimensioni delle immagini per la SEO. Fra queste vale la pena citare software di photo editing gratuito come Gimp o tool di editing online come pixlr che permettono di ridimensionare e comprimere la dimensione delle immagini.

Per ridimensionare le immagini si possono utilizzare anche Photoshop e Fireworks, tutti e due di casa Adobe, nonostante le modifiche pazzesche che riescono ad apportare hanno come pecca quella di essere a pagamento. Il file caricato non deve essere più grande di ciò che lo contiene per cui è consigliato non ecceda di 800px in larghezza e non più alto di 400px specie se il contenitore in questione è un blog.

 

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Formati

Un’immagine per il web può presentarsi in una molteplicità di formati, ognuno dei quali grazie alle sue caratteristiche si presta a un utilizzo diverso. I formati più usati per ottimizzare immaginicSEO sono i seguenti.

  • JPEG: è sicuramente il formato più diffuso, e costituisce un buon compromesso tra resa della definizione e dei colori e peso del file.
  • PNG: mantiene una qualità maggiore rispetto a JPEG, e i file sono tendenzialmente più pesanti, ma è l’ideale per preservare trasparenze che altrimenti non sarebbero supportate.
  • WebP: è un formato di compressione per il web sviluppato da Google che permette qualità comparabile a PNG a fronte di un peso inferiore del 20-30%. Permette anche di salvare le immagini con una compressione simile a quella del JPEG, a fronte di una riduzione del peso. Benché ormai quasi universalmente supportato, questo formato potrebbe però avere qualche problema di compatibilità con Safari e iOS.
  • GIF: dotate di trasparenza e animate mediante l’applicazione una forma di compressione che non perde dati. È usata prevalentemente per le animazioni grafiche e per le immagini piccole, come le icone.
  • SVG: lo standard per loghi e icone vettoriali (cioè scalabili senza nessuna perdita di qualità).

La compressione e l’ utilizzo dei vari formati, nonché l’ottimizzazione dei meta tag dell’immagine e del nome file, agevola la scansione dell’immagine da parte dei motori di ricerca e incrementa la possibilità di posizionamento di una pagina in SERP.

 

Immagini responsive

Impiegare immagini responsive che si adattano correttamente ai dispositivi mobile rappresenta un aspetto molto importante per la SEO. Le immagini che non vengono visualizzate correttamente e non offrono una buona esperienza di navigazione per l’utente, verranno penalizzate dal motore di ricerca in termini di indicizzazione dei contenuti.

 

Sitemap Immagini

Utilizzare una Sitemap per le immagini aumenta notevolmente la possibilità che le immagini vengono mostrate nei risultati di ricerca di Google Images. La Sitemap suggerisce a Googlebot (spider web di Google) le immagini che vogliamo indicizzare nel motore di ricerca più utilizzato dagli utenti.

 

Conclusioni

Il mondo SEO è complesso e articolato, nulla va lasciato al caso come emerso da quanto scritto nei paragrafi precedenti. Fornire una mini guida per chi inizia ad ottimizzare immagini per la SEO può essere una sfida interessante e che amplia notevolmente i margini d’intervento per chi intende specializzarsi in un nuovo settore o chi vuole ricominciare adattandosi alle richieste del mercato professionale.

 

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