GOOGLE AUTOCOMPLETE

Cos'è e perché è importante

google-autocomplete

Google Autocomplete si attiva quando vai nella homepage di Google e cominci a scrivere una parola per cercare qualcosa in internet, subito dopo aver digitato il primo carattere si apre una lista di suggerimenti per finire la frase. Questa lista si aggiorna in tempo reale man mano che continui a digitare.

In questa pagina ti spiegherò che cos’è, come funziona, gli ambiti in cui lo si utilizza e, di conseguenza, perché è così importante.

Scoprirai che è uno strumento utilissimo per la SEO (Search Engine Optimization), in particolare per la ricerca di keyword correlate e long-tail.

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Adesso però ti voglio spiegare bene cos’è Google Autocomplete.

Google Autocomplete cos’è

Come ti ho già anticipato, l’Autocomplete Google è una funzione che fornisce previsioni sui termini di ricerca, in seguito all’inserimento di una o più parole nel box del motore di ricerca. Attenzione però, non funziona solo in quel caso, il servizio è presente ovunque sia implementata una search box di Google, per esempio nella barra di ricerca in Chrome o nell’app di Google.

Google Autocomplete esiste dal 2008 e si è dimostrato uno strumento utilissimo soprattutto per il mobile, dove la digitazione non è così immediata come sul computer. Google stima che il suo sistema di autocompletamento di query, cioè l’insieme delle parole chiave inserite dall’utente nel box di ricerca, riduce del 25% il tempo di digitazione e, considerando tutte le persone che lo usano, il tempo totale di scrittura risparmiato è di 200 anni al giorno.

Ti mostro un esempio digitando la query “google autocomplete”.

 

completamento-automatico-google

 

Ma come funziona? Come sceglie i suggerimenti da mostrarti? Lo vediamo subito.

 

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Come funziona l’autocompletamento delle query su Google

Il funzionamento di Google Autocomplete si basa su RankBrain, un vero e proprio sistema di intelligenza artificiale che impara ed evolve in autonomia. RankBrain, nato nel 2015, è un algoritmo con lo scopo di interpretare le query degli utenti al fine di individuarne l’intento di ricerca.

In altre parole, i suggerimenti di autocompletamento che l’algoritmo di Google mostra, sono previsioni basate sull’analisi di 4 fattori:

  • cronologia di ricerca;
  • ricerche comuni;
  • ricerche di tendenza;
  • località.

Questi fattori sono relativi ai termini di ricerca inseriti nel box.

In pratica, l’algoritmo cerca di capire che cosa scriverai e ti aiuta a completare la frase, in modo che tu possa fare più ricerche velocemente. Inoltre, se sbagli a digitare una parola ti viene subito suggerita la correzione dell’errore. Le previsioni di ricerca che Google ti restituisce, non solo cambiano in base al luogo in cui ti trovi, ma si basano anche sulla lingua che utilizzi sul dispositivo con il quale stai navigando. Un’altra caratteristica dell’autocompletamento è che le previsioni mostrate non sono ordinate secondo una gerarchia precisa.

Per tutelare l’utente, Autocomplete filtra i contenuti vietati dalle policy di Google, per esempio frasi sessualmente esplicite, frasi razziste, frasi che incitano alla violenza e attività potenzialmente pericolose.

Parlando di ricerche di tendenza, bisogna specificare qual è la differenza tra Google Autocomplete e Google Trends: quest’ultimo non è soggetto alle policy e ai filtri di rimozione. Di conseguenza, le previsioni di Autocomplete non riflettono un reale trend di ricerca proprio perché i dati non sono puri, ma sono filtrati dalle politiche di rimozione.

Nel prossimo paragrafo ti spiego perché Autocomplete è utile per la SEO.

 

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Google Autocomplete e SEO

Per capire perché il servizio di Google Autocomplete è importante per la SEO devi conoscere tre concetti.

  • Campo semantico: è un insieme di parole accomunate della stessa sfera di significato e in stretta relazione tra loro.
  • Correlata: è una parola chiave del campo semantico formata da 1 o 2 parole.
  • Long tail: è una parola chiave del campo semantico formata da 3 o più parole.

Autocomplete è utilissimo per scegliere keyword correlate e long-tail, perché di fatto le frasi che ti mostra sono legate al campo semantico della tua query e sono scelte in base alla loro popolarità.

Ti ho anche detto che lo scopo di RankBrain è quello di individuare l’intento di ricerca degli utenti, ecco quindi che, analizzando bene la lista delle previsioni, è più semplice raggiungere questo obiettivo.

Google Autocomplete viene in aiuto anche quando si parla di Local SEO, ovvero, se digiti una query nominando un luogo preciso scopri le ricerche che altri utenti hanno effettuato inserendo lo stesso luogo.

 

Ecco cosa succede se provo a scrivere “duomo di milano”

google-autocomplete-ricerca

 

Se sei a corto di keyword correlate e hai bisogno di un’ispirazione, puoi affiancare alla tua chiave di ricerca ogni lettera dell’alfabeto e vedere quali previsioni ti offre, come nell’esempio successivo.

 

Uso la keyword “seo” ma con la lettera “a”

completamento-automatico-google-query

 

Oppure puoi provare ad aggiungere un modificatore, ad esempio “perché”, “come”, “chi”, “dove”: ecco che succede se aggiungo “cosa”.

 

google-autocomplete-input

 

E se digito un indirizzo? Si può tranquillamente fare però serve fare una distinzione, te lo spiego nel paragrafo successivo.

 

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Place Autocomplete

È chiaramente possibile usare il completamento auotmatico di Google inserendo un indirizzo, i risultati mostrati seguono gli stessi principi visti sino a qui. Google, però, ha pensato di “inscatolare” questa funzione creando uno strumento ad hoc per gestire le ricerche geografiche: Place Autocomplete, una API (Application Programming Interface) che permette l’inserimento in una pagina web di una search box dedicata all’autocompletamento di indirizzi.

Questo strumento è molto utile quando, per esempio, viene chiesto all’utente di inserire l’indirizzo di consegna durante una transazione ecommerce, quando deve chiamare un taxi tramite app, quando deve richiedere una consegna a domicilio di qualsiasi genere, oppure quando utilizza Google Maps.

Se sei un programmatore, ti mostro un video che spiega in modo semplice ed esaustivo come implementarla in una pagina web.

 

 

Usare Google Autocomplete per scoprire la reputazione web di persone o brand

Ti ricordo che le previsioni del completamento automatico di Google mostrano cosa gli altri utenti cercano, quindi, cosa succede se il nome di un’azienda appare associato a termini o frasi negative? L’utente non avrà una buona prima impressione. Cosa succede se, invece, appare insieme a parole positive? L’utente sarà più propenso ad interagire con quell’azienda. Un esempio lampante può essere quello di un ristorante. Se cerchi il suo nome ed appare associato a termini come “caro”, “sporco” o “scomodo” l’impressione che hai non è buona; se invece vedi “ottimo”, “buonissimo” e così via forse ti verrà voglia di andarci.

Quindi, se il tuo nome o la tua azienda escono associati a termini negativi è tutto finito? Assolutamente no, ti ricordo che le previsioni cambiano nel tempo, se fai bene il tuo lavoro e migliori la tua brand image le persone cambieranno opinione, e, col tempo, se ne accorgerà anche Google.

Per approfondire ulteriormente questo argomento ti invito a leggere la nostra pagina Reputazione online e SEO.

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Conclusioni

Hai visto cos’è Google Autocomplete, hai visto come funziona e perché è utile. È uno strumento in continua evoluzione che diventa più sofisticato con l’evolversi delle tecnologie, specialmente quelle legate all’intelligenza artificiale; tra qualche anno chissà, magari riuscirà a dedurre l’intento di ricerca proprio come farebbe un essere umano!