SEO SILOS

cos'è e come creare l'architettura dei contenuti per il tuo sito

 

seo siloing cos eQuando parliamo di Seo Siloing ci riferiamo ad una tecnica di ottimizzazione dei siti web, la cosiddetta seo on-site, talvolta sottovalutata dai non professionisti in ambito seo.

Un seo specialist sa bene che, oltre ad occuparsi di fare seo on-page, inserendo parole chiave attraverso gli H1, meta title e altro è importante strutturare adeguatamente i menu e i link interni in modo tale che il motore di ricerca sarà in grado di indicizzare senza problemi il sito, capire l’argomento di cui tratta e per quali keyword posizionarlo, aumentando di fatto il traffico organico.

Continuando la lettura scoprirai meglio quali vantaggi ha, ai fini di un buon posizionamento, ottimizzare il tuo sito con la procedura chiamata dagli anglofoni “seo siloing” e tradotta in italiano con “alberatura“.

 

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Seo siloing: che cos’è e perché è importante

 

Seo siloing è la modalità con la quale definiamo l’architettura e l’organizzazione del nostro sito in termini di contenuti.
I silos, così come li conosciamo tradizionalmente, sono degli enormi contenitori che permettono lo stoccaggio e la conservazione di cereali senza che si mescolino tra loro. Allo stesso modo, in ambito digitale, organizzare i contenuti di un sito in maniera tale che a livello semantico essi risultino ben separati e distinti tra loro è molto importante ai fini seo.

Infatti un sito ben organizzato e facile da navigare offrirà senza dubbio una migliore user experience all’utente e questo contribuirà ad allungare i tempi di permanenza, lo invoglierà a tornare e aumenterà le possibilità che la sua visita si traduca in lead.

Ma non è tutto. Una buona organizzazione e suddivisione interna dei contenuti sarà apprezzata anche dai motori di ricerca (che da ora in avanti per comodità identificheremo con Google) i quali riusciranno a scansionare meglio le pagine e di conseguenza potrebbero premiare il sito posizionandolo più in alto nella Serp.

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Infatti i crawler dei motori di ricerca analizzano continuamente le risorse interne del sito al fine di determinare i cosiddetti topic e verificano se i contenuti ad essi associati sono supportati da specifiche keyword.
Per poter ottenere un buon posizionamento è necessario creare contenuti che Google sia in grado di “leggere” in modo chiaro e distinto. Se il nostro obiettivo è quello di posizionare il nostro sito per più di una parola chiave generica, bisognerà creare dei contenitori distinti che permettono alle risorse online di tematiche differenti di rimanere separate. Se i diversi argomenti vengono trattati e approfonditi in modo chiaro all’interno di un contenitore semantico univoco, chiamato silo, il sito verrà letto con più facilità dal motore di ricerca.

architettura dei contenutiPer fare un esempio pratico, immaginiamo di andare in biblioteca avendo già chiaro in mente il libro che vogliamo trovare: l’esperienza ci guiderà verso gli scaffali che indicano il genere letterario di appartenenza sicuri che, magari seguendo l’ordine alfabetico, lì troveremo il titolo che stiamo cercando.

Ma che cosa accadrebbe invece se trovassimo migliaia di libri tutti ammucchiati senza criterio? Quanto tempo impiegheremmo per trovare il nostro libro? E, soprattutto, torneremmo ancora in quella biblioteca?

Così i siti molto spesso, seppur ricchi di contenuti non hanno una struttura logica e appaiono caotici e disorganizzati e questo potrebbe impattare negativamente il posizionamento.

 

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Analisi preliminare in chiave “silos”

 

Fare seo siloing non è prerogativa di chi un sito lo deve creare da zero: come accennato poc’anzi, è una procedura utile e consigliata anche laddove le informazioni in esso contenute risultino disorganizzate oppure quando il traffico proviene principalmente dalla home page e si desidera aumentare le opportunità rafforzando le sezioni interne. 

In entrambi i casi prima di addentrarci nella strutturazione di un sito a silos è bene effettuare un’analisi preliminare, poiché ci occorre avere un piano dettagliato e strategico. 

Questa consiste principalmente nell’individuare:

  • i topic principali che il sito intende trattare o che già tratta;
  • quali ricerche (query) effettuano gli utenti per trovare il nostro sito o che si presume effettueranno;
  • l’utilizzo delle parole chiave tra le risorse del sito (es. le parole individuate sono presenti all’interno del testo e dei meta tag?);
  • come si comporta la concorrenza (es. quanti contenuti scrivere per ogni argomento al fine di essere competitivi nei risultati organici? Quante pagine possiede un sito per una data keyword? Quante sono le pagine su Google che utilizzano una determinata keyword nel tag title?).

Per trovare le risposte a queste domande Google mette a disposizione alcuni strumenti utili, primo fra tutti Google Search Console (utilizzabile quando un sito esiste già). Oppure, per esempio, se vogliamo sapere quante volte è presente una specifica parola chiave in un sito basterà digitare nella barra di ricerca di Google “site: nomesito.com “parola chiave”.

Questo lavoro contribuisce a soddisfare quello che è, e deve rimanere, il nostro obiettivo: soddisfare il più possibile il search intent dell’utente, ossia offrire il miglior contenuto possibile rispetto al suo intento di ricerca.

 

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Creazione di un’architettura a silo

 

Una volta individuati i topic e le parole chiave per le quali intendiamo posizionarci possiamo iniziare a definire l’architettura a silo del nostro sito.

Per ogni macro-argomento che vorremo trattare definiamo una categoria, cioè una sorta di contenitore al cui interno vi saranno delle sottocategorie all’interno delle quali vi saranno le pagine e/o gli articoli. Ogni categoria sarà per noi un silo, cioè un contenitore semantico univoco. La regola generale è che gli argomenti vengano trattati dal generico allo specifico, immaginando una struttura piramidale.

I contenuti all’interno del silo vengono divisi in sezioni e ciascuna di esse serve per rafforzare la categoria di riferimento. 

 

La suddivisione dei contenuti nel Seo siloing

 

La suddivisione può avvenire in 2 modi :

  • con silos fisici: ovvero automaticamente, indicando una categoria di appartenenza o la relativa pagina madre quando scriviamo il contenuto. In WordPress, per simulare la struttura a silos è sufficiente adottare un permalink che mostra le categorie nell’URL. Lo scopo è quello di aumentare la correlazione tra i contenuti, spingendo in alto pagine correlate su keyword che vanno dal più specifico al generico. I motori di ricerca non indicizzeranno mai contenuti troppo generici: essere specifici è fondamentale e con la struttura a Silos creiamo delle nicchie all’interno del sito o del blog,
  • con silos virtuali: ovvero manualmente, linkando risorse che trattano lo stesso macro-argomento. Con i silos virtuali sono i link a creare la connessione tra le pagine pertanto queste possono appartenere allo stesso silo pur non trovandosi nella stessa directory. L’aspetto chiave nel procedere con i silos virtuali è di non linkare risorse che appartengono ad un altro silo, tematica. I link interni sono utili solo all’interno delle pagine appartenenti allo stesso silo, ogni pagina principale dovrebbe essere linkate da tutte quelle gerarchicamente inferiori. Così facendo creiamo un silo tematico e in genere anche la giusta gerarchia. Google premia questo tipo di struttura poiché “vede” che un argomento è stato approfondito ed è quindi rilevante ed autorevole per una determinata keyword.

    Quando creiamo una buona architettura il motore di ricerca ci assegna in maniera corretta i site link, ovvero quei link che di solito stanno sotto al nome del dominio nella Serp e che ci permettono di raggiungere la pagina interna del sito già a livello di brand.

     

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Nel caso in cui avessi un e-commerce, le pagine principali potrebbero essere per esempio quelle di categoria dei prodotti 1, 2, 3 e 4.
Un errore che accade frequentemente negli e-commerce è quello di dare troppa visibilità e importanza a pagine come “chi siamo” o “dove siamo”.
Il potenziale cliente che atterra sul nostro sito si ritrova ad avere info poco utili per quanto concerne l’acquisto del prodotto/servizio al quale è interessato e se non trova corrispondenza potrebbe essere tentato di abbandonare subito il sito.
Google stesso è in difficoltà: entra nel sito web, cerca di capire cosa tratti e cosa venda ma vede invece informazioni generiche e poco specifiche, che non soddisfano il search intent.

 

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Dall’architettura a silo alla definizione degli URL

 

Abbiamo detto che la tecnica denominata Seo siloing concerne l’architettura dei siti web, ovvero come le risorse sono organizzate e collegate fra loro. In realtà anche tutti gli URL interessati quando un utente o il bot navigano il sito, ne determinano l’indicizzazione e il posizionamento dopo la pubblicazione. L’URL dovrebbe essere il più breve e chiaro possibile e contenere le keyword per le quali abbiamo deciso di posizionarci. Cosa è bene fare quando si scrivono gli URL?

  • Nel caso di più parole, separarle con il trattino alto “-“
  • Non mischiare lettere maiuscole con lettere minuscole
  • Evitare i numeri e le stop words
  • Creare un URL facile da ricordare
  • Assicurarsi che il contenuto sia raggiungibile da un URL soltanto.

Uno strumento utile per rendere più facile l’identificazione delle varie sezioni interne al sito da parte di Google è la Sitemap XML da inserire nella directory principale del nostro sito. La Sitemap XML altro non è che un file di testo con tutti gli URL che si vogliono far indicizzare ed è possibile crearla manualmente o automaticamente utilizzando tool e plugin preposti.

 

Conclusioni

 

Un sito ben organizzato non solo offrirà una migliore user experience all’utente ma darà al motore di ricerca un segnale di autorevolezza e credibilità per questo quando si interviene a livello seo per migliorare il posizionamento si cerca di capire come sono organizzate le informazioni. Una buona architettura del sito e organizzazione dei contenuti avviene quando il sito è facilmente navigabile e i macro-argomenti sono ben divisi e distinti tra loro ma “connessi” al loro interno attraverso un’attività di interlinking ragionato per topic.

La procedura di Seo Siloing può essere riassunta in 4 step:

  1. individua i macro-argomenti del tuo sito assieme alle parole chiave per cui intendi posizionarti;
  2. scegli la strategia di siloing implementando una struttura che identifichi chiaramente i topic attraverso silos fisici e silos virtuali, oppure solo silos virtuali;
  3. pianifica la tua “linking structure” decidendo qual’ è il modo migliore di collegare le pagine insieme per rafforzare i tuoi temi in base al modo in cui le persone cercano i tuoi contenuti. Tieni presente che generalmente ti occorreranno circa cinque pagine di contenuti di supporto per avere un silo tematico;
  4. pubblica contenuti di alta qualità che includano parole chiave mirate per ogni silo tematico e connettili tra loro verticalmente.

 

Se hai dei dubbi o non sai come fare, contattaci e troveremo insieme la soluzione migliore per te.

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